La vita di San Giovanni XXIII letta alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’analisi ontologica, teleonomica e di Medicina Centrata sulla Persona

La vita di San Giovanni XXIII letta alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’analisi ontologica, teleonomica e di Medicina Centrata sulla Persona[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

This research report provides an advanced, integrated epistemological, ontological, and psychoneuroendocrinimmunological (PNEI) analysis of the life of Pope Saint John XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) through the interpretive framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), developed by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University and the Milan School of Medicine. Kairology redefines human existence and health by shifting medical science from a deterministic, biomolecular paradigm to an indeterministic, teleonomic, and personalist structure. By examining Roncalli’s spiritual biographic trajectory—documented in his Giornale dell’anima—this study illustrates the evolution across the three ontological states of the person: Being Person, the Self-possible, and the Self-real. The analysis demonstrates how John XXIII’s existential coping, formalized in his episcopal motto Oboedientia et Pax, operated as a powerful epigenetic and allostatic regulator, modulating biological reactivity and sustaining profound existential resilience during his terminal illness. The convocation of the Second Vatican Council and his magisterial encyclicals (Mater et Magistra, Pacem in Terris) are interpreted as supreme expressions of pneumatic teleonomy and Kairological co-construction. Ultimately, this report shows that Saint John XXIII’s life exemplifies the complete realization of the Self-real through adhesion to the Self-ideal, offering an empirical and spiritual validation of the Person-Centered paradigm.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Saint John XXIII, Ontological States, Teleonomy, Allostasis, Epigenetics, Health Relativity Theory.

Introduzione Epistemologica e Fondamenti della Kairologia

La scienza medica e la filosofia della cura hanno vissuto una fondamentale transizione epistemologica con l’enunciazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e della Kairologia, teorizzate dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. Questo modello supera la tradizionale visione meccanicista e biomolecolare—che riduce l’individuo a un mero aggregato organico governato dal determinismo biologico—per affermare una concezione indeterminista, interazionista e teleonomica dell’essere umano1.

Il termine Kairos, distinto dalla dimensione quantitativa e cronologica del tempo (Chronos), designa l’istante qualitativo, l’evento opportuno e denso di significato in cui la libertà, la responsabilità morale e la grazia irrompono nella storia dell’individuo per imprimere un’orientazione nuova e significante all’esistenza1. Nell’ermeneutica kairologica, la salute non è configurata come la semplice assenza di patologia o come una stabilità omeostatica fissa, bensì come “la scelta delle possibilità vere per essere la miglior persona umana”1. Tale principio trova la sua formalizzazione nella Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT), in base alla quale la probabilità di salute (Hp) è espresso come funzione indeterministica della qualità dell’interpretazione degli eventi (Iq) e della qualità delle scelte (Cq), sintetizzata dalla formula:

Hp=  K(Iq x Cq)

dove K rappresenta la costante kairologica, ovvero la naturale ricerca di significato legata al contesto esistenziale, relazionale e valoriale del soggetto1.

L’antropologia kairologica sviluppata da Brera e Galante supera i limiti della definizione scolastica boeziana—Persona est individua substantia rationalis naturae—evidenziando come vincolare l’ontologia della persona all’effettivo esercizio delle funzioni razionali o cognitive comporti gravi rischi bioetici e pedagogici7. La Kairologia stabilisce invece che l’essere persona costituisce uno statuto ontologico intrinseco, inviolabile e ricevuto in dono fin dal concepimento, strutturandosi in tre stati evolutivi fondamentali3:

  1. Il Primo Stato Ontologico (L’Essere Persona): Sussiste dal concepimento all’adolescenza. È uno stato ontologico passivo, in cui la dignità costituisce un dono intrinseco irriducibile7. La relazione con l’ambiente è governata dalla comunicazione informativa ed evolutiva, finalizzata all’adattamento biologico7.
  2. Il Secondo Stato Ontologico (La Possibilità di Essere una Persona Umana – Self-possible): Sorge con l’adolescenza, intesa come il tempo del Kairos per eccellenza1. Il soggetto acquisisce la consapevolezza della polarità relazionale “Io-Tu” e sperimenta il pathos ontologico, ovvero la drammatica tensione tra le possibilità infinite percepite e i limiti oggettivi della realtà, ponendosi la domanda socratica e fondamentale “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?)1.
  3. Il Terzo Stato Ontologico (Lo Stato Ontologico Reale – Self-real): Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal (Sé-ideale)7. A differenza dell’ideale dell’Io freudiano, il Self-ideal è una costante naturale, un’attrazione innata verso la verità oggettiva, l’amore disinteressato e la bellezza7. Nel personalismo cristiano integrato alla Kairologia, il Self-ideal trova il suo archetipo incarnato in Gesù Cristo, il “medico dell’umanità”1.

Leggere la vita di San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli) alla luce di questo sistema teorico consente di trascendere sia la mera storiografia agiografica, sia il riduzionismo biografico, rivelando come la sua traiettoria costituisca una mirabile incarnazione clinica, ontologica e teleonomica dell’evoluzione verso il Self-real6.

La Genesi Ontologica di Angelo Giuseppe Roncalli: Dal Dono dell’Essere al Self-Possible

La traiettoria biografica di Angelo Giuseppe Roncalli, nata a Sotto il Monte nel 1881 all’interno di una famiglia contadina caratterizzata da una fede semplice e comunitaria, illustra la struttura del Primo Stato Ontologico7. In questa fase giovanile, l’essere persona viene recepito come un dono gratuito e incondizionato, protetto da relazioni primarie stabili che forniscono la matrice affettiva ed etica indispensabile per la costruzione della futura resilienza biologica e psiconeuroendocrinimmunologica5.

L’ingresso negli anni di formazione seminaristica a Bergamo e Roma segna l’irruzione del Kairos e l’emergere del Secondo Stato Ontologico (Self-possible)7. Il Giornale dell’anima, diario spirituale iniziato da Roncalli a quattordici anni e tenuto per tutta la vita, fornisce una testimonianza documentale primaria della gestione del pathos ontologico8. Attraverso un’introspezione costante, il giovane Roncalli affronta l’interrogativo “Ti esti?”, ricercando il senso ultimo della propria vocazione e soffrendo per la distanza tra la propria debolezza umana e l’altezza della chiamata divina7.

In questo dinamismo interiore si inserisce la scelta del motto episcopale Oboedientia et Pax, formulato come sintesi della propria regola di vita6. Lontano dal rappresentare un atteggiamento di sottomissione passiva o rinunciataria, l’obbedienza roncalliana costituisce un atto di coping esistenziale e di libertà morale di altissimo livello6. Sotto il profilo kairologico, l’obbedienza è l’adesione consapevole alla verità dell’Essere e alla provvidenza, un’operazione che azzera la dissonanza cognitiva ed emotiva tra i desideri egoici e la teleonomia divina1.

La riduzione della dissonanza interiore agisce direttamente sulla fisiologia del soggetto attraverso i meccanismi della Teoria delle Reazioni Biologiche Relative al Coping (RBR theory) sviluppata da Brera6. L’interpretazione positiva e fiduciosa della realtà (Iq), coniugata con scelte comportamentali coerenti col bene oggettivo (Cq), previene l’attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, riducendo il carico allostatico e preservando l’armonia del sistema psiconeuroendocrinimmunologico1.

La Transizione al Self-Real nel Ministero Diplomatico e Pastorale

Durante i lunghi decenni trascorsi nel servizio diplomatico della Santa Sede in Bulgaria (1925-1934), Grecia e Turchia (1934-1944) e nella Parigi del dopoguerra (1944-1953), prima di assumere la carica di Patriarca di Venezia, Monsignor Roncalli ha sviluppato uno stile relazionale che anticipa i principi del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)2.

Operando in contesti storici e sociali segnati da aspre divisioni ideologiche, etniche e belliche, Roncalli applicava sistematicamente la capacità di “mettere tra parentesi” le categorie rigide e i pregiudizi per incontrare l’altro nella sua totalità di essere umano1. Tale modalità d’azione incarna la co-construzione kairologica: la relazione non si configura come un’imposizione unidirezionale, ma come un momento opportuno di condivisione e maieutica della dignità, in cui il rispetto assoluto per l’altro promuove la salute relazionale e sociale6.

Durante la Seconda Guerra Mondiale a Istanbul, l’azione di Roncalli per il salvataggio di migliaia di ebrei dalla persecuzione nazista non fu il frutto di un mero calcolo politico, ma l’espressione concreta della percezione del Kairos etico e soteriologico1. Sfidando i rischi personali e la complessità burocratica, la sua condotta testimonia il compimento della transizione al Terzo Stato Ontologico (Self-real)7. Il Self-real si attua quando il soggetto, orientando la propria intenzione morale verso il Self-ideal—rappresentato dall’amore incondizionato e dalla difesa della vita umana—trasforma le proprie opzioni esistenziali in atti concreti di promozione della dignità e della salvezza dell’altro1.

Il Pontificato di Giovanni XXIII: Irruzione del Kairos e Teleonomia Pneumatica

L’elezione di Angelo Giuseppe Roncalli al soglio di Pietro nell’ottobre 1958, all’età di settantasette anni, fu interpretata dalla diplomazia internazionale e dai media secondo i parametri tradizionali del Chronos, definendolo un “papa di transizione”10. Tuttavia, la lettura kairologica evidenzia come il suo pontificato abbia segnato una drammatica interruzione della routine storica temporale, introducendo un Kairos straordinario per la Chiesa e per l’intera umanità1.

L’annuncio della convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, dato improvvisamente il 25 gennaio 1959 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, costituisce un atto di teleonomia pneumatica pura6. Senza che vi fossero emergenze eretiche o pressioni dogmatiche immediate, Giovanni XXIII recepì l’istanza dello Spirito come momento opportuno per rinnovare la Chiesa e aprire un dialogo maieutico con il mondo contemporaneo1.

L’Insegnamento Magisteriale e il Personalismo Kairologico

L’eredità magisteriale di Papa Giovanni XXIII trova le sue pietre miliari nelle encicliche Mater et Magistra (1961) e Pacem in Terris (1963), testi che mostrano una perfetta consonanza con i fondamenti della bioetica personalista e kairologica dell’Università Ambrosiana1.

In Pacem in Terris, indirizzata per la prima volta “a tutti gli uomini di buona volontà”, il Papa afferma con vigore lo statuto ontologico intrinseco di ogni persona umana, da cui scaturiscono diritti e doveri universali, inviolabili e inalienabili1. La pace non viene teorizzata come un mero equilibrio geopolitico di potenze (omeostasi statica), ma come un processo dinamico di adattamento creativo e teleonomico fondato su quattro pilastri essenziali: la verità, la giustizia, l’amore e la libertà1.

Nella struttura concettuale della Teoria della Relatività della Salute, questi quattro valori costituiscono le dimensioni fondamentali della qualità dell’interpretazione esistenziale (Iq)1. Una società o un individuo che priva l’esistenza di queste coordinate scivola inevitabilmente verso forme di alienazione e nichilismo che si traducono in patologia psicosomatica e sociale1.

Il celebre “Discorso della Luna”, pronunciato spontaneamente la sera dell’11 ottobre 1962, incarna la clinica della relazione centrata sulla persona su scala planetaria1. L’invito a portare “la carezza del Papa” ai bambini rappresenta un gesto maieutico e di straordinaria densità simbolico-affettiva, capace di generare un’onda di risonanza empatica e di modulare positivamente il vissuto emotivo e la risposta neurobiologica di milioni di fedeli5.

La Clinica dell’Ultimo Kairos: Epigenetica del Coping Spirituale e Trasfigurazione della Malattia

L’ultima fase dell’esistenza di Giovanni XXIII, colpita dalla diagnosi di un carcinoma gastrico avanzato e manifestatosi clinicamente tra il settembre 1962 e la morte il 3 giugno 1963, costituisce un campo d’indagine d’eccellenza per la Kairologia e la Psiconeuroendocrinimmunologia (PNEI)1.

Dinanzi all’avanzare di una patologia oncologica neoplastica devastante, il modello deterministico meccanicista prevede il progressivo decadimento dell’organismo accompagnato da sofferenza psichica, ansia e disorganizzazione allostatica5. Al contrario, l’osservazione del decorso clinico e spirituale del Papa mostra una netta dissociazione tra il grado di distruzione tissutale e la straordinaria stabilità emotiva e spirituale mantenuta dal Pontefice fino agli ultimi istanti6.

In accordo con la Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche al Coping (RBR theory) la risposta biologica di Giovanni XXIII non è stata rigida e reattiva (Ra), ma altamente modulata dalla qualità del suo coping (Rh)6. La profonda assimilazione del significato teleonomico della sofferenza, offerta per la pace nel mondo e il buon esito del Concilio, ha operato come un potente fattore epigenetico3. L’assenza di angoscia di morte e la serenità dell’anima hanno limitato la tempesta citochinica e la cascata di stress neuroendocrino, consentendogli di conservare un’incredibile lucidità interiore e una benevolenza relazionale ininterrotta5.

La Kairologia definisce questo fenomeno come la trasfigurazione dell’esistenza nell’esperienza della malattia6. Le ultime parole del Pontefice—”Le mie valigie sono pronte. Posso partire in qualsiasi momento”—documentano l’apoteosi del Terzo Stato Ontologico (Self-real)6. La morte biologica viene spogliata del suo carattere tragico per essere vissuta come il Kairos supremo, l’istante opportuno del ricongiungimento finale con il Self-ideal (Cristo incarnato)1.

Analisi Comparativa dei Paradigmi Epistemologici nell’Ermeneutica della Vita di San Giovanni XXIII

Per comprendere appieno la portata della rilettura kairologica, la tabella sottostante riassume e mette a confronto le interpretazioni offerte dal paradigma meccanicista-biomolecolare e dal paradigma personalista-kairologico teorizzato da Giuseppe Rodolfo Brera in merito alle tappe biografiche e cliniche di Angelo Giuseppe Roncalli1.

 

Dimensione Biografica e Clinica Paradigma Meccanicista / Biomolecolare Paradigma Kairologico / Medicina Centrata sulla Persona
Definizione e Concetto di Salute Omeostasi statica; assenza di patologia organica o sintomi clinici rilevabili1. Processo indeterministico di scelta delle possibilità vere per essere la miglior persona umana Hp= K(Iq x Cq)1.
Infanzia e Prima Formazione (Sotto il Monte) Risultato del determinismo genetico e dei condizionamenti socio-ambientali contadini5. Primo Stato Ontologico: L’essere persona ricevuto come dono passivo custodito in una matrice di comunicazione affettiva7.
Adolescenza e Vocazione (Giornale dell’anima) Adattamento psicodinamico ed elaborazione di conflitti evolutivi giovanili. Secondo Stato Ontologico (Self-possible): Gestione del pathos ontologico e risposta alla domanda “Ti esti?”7.
Servizio Diplomatico e Relazioni Umane Negoziazione istituzionale e applicazione di strategie politico-ecclesiastiche. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità ed empatia centrata sulla totalità della persona2.
Indizione del Vaticano II e Magistero Risposta congiunturale alle pressioni di ammodernamento e ai mutamenti sociologici. Irruzione della teleonomia pneumatica e codificazione dei diritti ontologici della persona (Pacem in Terris)1.
Malattia Oncologica Terminale Inevitabile decadimento tissutale, sofferenza organica e disorganizzazione allostatico-sistemica. Modulazione epigenetica da coping spirituale (Rh), abbattimento del carico allostatico e compimento del Self-real5.

Conclusioni

L’esame approfondito della vita di Papa San Giovanni XXIII condotto attraverso le categorie della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona elaborate dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera dimostra il valore teorico e applicativo di questo paradigma scientifico ed epistemologico1.

La figura di Angelo Giuseppe Roncalli attesta che la natura umana non è riducibile a un determinismo biologico o neurochimico, ma costituisce una struttura aperta e orientata verso un fine di verità, amore e bellezza1. La sua evoluzione esistenziale offre l’evidenza scientifica e clinica di come l’adesione libera e consapevole al Self-ideal permetta di superare il pathos ontologico dell’adolescenza e della giovinezza, giungendo alla piena realizzazione dello Stato Ontologico Reale (Self-real)7.

Inoltre, la gestione della malattia terminale da parte di Giovanni XXIII conferma la validità della Teoria della Relatività della Salute e della Teoria RBR1: la qualità dell’interpretazione teleonomica dell’esistenza (Iq) e l’adozione di un coping spirituale coerente (Cq) modulano positivamente i sistemi psiconeuroendocrinimmunologici, riducendo l’impatto del carico allostatico e consentendo di vivere la sofferenza biologica come un atto denso di significato e di speranza5.

In definitiva, la vita di San Giovanni XXIII letta alla luce della Kairologia breriana rimane una testimonianza eccelsa di umanità compiuta, indicando alla medicina e all’educazione del terzo millennio la strada maestra per restituire al tempo della cura la sua dimensione di evento opportuno, di rispetto incondizionato e di maieutica della dignità della persona1.

Bibliografia

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[i] Pubblicato il 11/10/2026 su www.comitatosanitarionazionale.it in occasione della Memoria liturgica di S. Giovanni XIII

[ii] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

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