Analisi Ermeneutica della Vita di San Francesco d’Assisi alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Teleonomia, Epigenetica Esistenziale e Paradigma della Persona[i]
Vito Galante[ii]
Abstract
This research report provides an exhaustive hermeneutic re-reading of the life of Saint Francis of Assisi through the theoretical and epistemological framework of Kairology, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University of Milan. Overcoming reductionist biomedical models and traditional deterministic hagiographies, the investigation applies the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) interactionist paradigm, the teleonomic principle of human nature, and the Health Relativity Theory equation Hp= K (Iq x Cq) to the Franciscan biographical trajectory. Through a systematic analysis of primary Franciscan sources—specifically Thomas of Celano’s Vita Prima, Vita Secunda, and Tractatus de Miraculis, alongside Bonaventure of Bagnoregio’s Legenda Maior—this study demonstrates how Francis’s conversion, acute physical suffering (pathos), rejection of socio-mercantile determinism, and mystical somatization (the Stigmata) represent an archetype of Kairos (the propitious existential time of truth and freedom) triumphing over Chronos (linear, quantitative time). Within this framework, human health is re-defined not as the mere absence of biological pathology or static homeostasis, but as “the choice of true possibilities to be the best human person.”
Keywords: Kairology, Person-Centered Medicine, Francis of Assisi, Teleonomy, Health Relativity Theory, Epigenetics, Giuseppe Rodolfo Brera.
Introduzione Epistemologica: Il Paradigma della Kairologia e la Svolta Person-Centered
La storiografia e la teologia francescana si sono tradizionalmente avvalse di categorie esegetiche di stampo spirituale, sociologico o psicologico per interpretare la parabola esistenziale di san Francesco d’Assisi. Tuttavia, la comprensione scientifico-antropologica della sua metanoia e del suo percorso di vita trova una nuova e profonda chiave di lettura nell’ermeneutica kairologica teorizzata da Giuseppe Rodolfo Brera nel 1993 presso la Scuola Italiana di Adolescentologia e successivamente sviluppata all’Università Ambrosiana di Milano1.
La Kairologia nasce come risposta teorica ed epistemologica all’imperialismo del paradigma biomolecolare e meccanicista, il quale tende a declassare l’essere umano a mero insieme di reazioni biochimiche o a un organismo Skinneriano passivamente determinato da stimoli ambientali e rinforzi biologici4. Contrapponendosi al concetto quantitativo e lineare del tempo cronologico (Chronos), la Kairologia pone al centro il Kairos, inteso come il tempo opportuno e propizio nel quale la libertà della persona irrompe nel determinismo naturale per compiere una scelta esistenziale dotata di significato2.
Alla base dell’ermeneutica kairologica e della Medicina Centrata sulla Persona risiede il riconoscimento della teleonomia della natura umana1. L’essere umano non è guidato esclusivamente da pulsioni istintuali di sopravvivenza o da automatismi biologici, ma possiede una pre-determinazione semantica e strutturale orientata verso un fine di Verità, Amore e Bellezza5. Questa tensione teleonomica si manifesta nell’esperienza clinica ed esistenziale mediante la triade ontologico-dinamica teorizzata da Brera, articolata nelle tre dimensioni indissociabili del Mistero, della Possibilità e della Realtà1:
- Mistero: La domanda originaria di senso e la dimensione trascendente incommensurabile costitutiva della persona1.
- Possibilità: L’orizzonte indeterminato e libero delle scelte autentiche che si prospettano al soggetto nel corso della propria esistenza1.
- Realtà: La concretizzazione biologica, affettiva e relazionale della persona all’interno del proprio contesto storico ed esperienziale1.
In questo quadro epistemologico, la salute non coincide con uno stato statico di equilibrio omeostatico o con la semplice assenza di malattia descritta dalla biosemiotica tradizionale, bensì con “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”5. Questa impostazione trova la sua formalizzazione scientifica nella Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory), in cui la probabilità di salute (Hp) è determinata dall’interazione tra la costante kairologica (K), la qualità dell’interpretazione dell’esperienza (Iq) e la qualità della scelta (Cq)7:
Hp= K (Iq x Cq)
Rileggere la vita di Francesco d’Assisi alla luce di questa formulazione permette di superare la dicotomia tra sanità biologica e santità spirituale, rivelando come la parabola francescana rappresenti una straordinaria attuazione storica e clinica del paradigma della persona, in cui la qualità dell’interpretazione ermeneutica del vissuto trasforma radicalmente la biologia e la qualità complessiva dell’esistenza5.
L’Adolescenza e la Giovinezza di Francesco: Dal Determinismo Sociale alla Domanda Teleonomica
Le fonti agiografiche primarie—tra cui la Vita Prima (1228-1229) e la Vita Secunda (1246-1247) di Tommaso da Celano e la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio—descrivono la giovinezza di Francesco d’Assisi come una fase contraddistinta da ambizioni cavalleresche, ricerca di prestigio sociale e ostentazione economica13. Pietro di Bernardone, ricco mercante della borghesia nascente, aveva proiettato sul figlio un destino segnato dalla logica del profitto e dal determinismo di classe.
Dal punto di vista della teoria kairologica dell’adolescenza, la giovinezza di Francesco evidenzia la profonda tensione conflittuale tra l’adattamento ai condizionamenti socio-paterni e l’emergere del Codice Semantico umano profondo1. L’ambiente sociale della civiltà comunale assisiate cercava di modellare il giovane Francesco secondo una dinamica comportamentale riduzionista, indirizzando la sua identità verso risposte riflesse di status, consumo ed egocentrismo5. Francesco cercava inizialmente la realizzazione del proprio “Sé ideale” attraverso il mito cavalleresco; tuttavia, il perseguimento di tali mete estrinseche produceva una progressiva dissonanza con la sua struttura teleonomica profonda9.
La Kairologia dimostra come proprio durante l’adolescenza e la prima giovinezza l’essere umano cominci a percepire la vita come un mondo possibile di verità e amore, sperimentando contestualmente il pathos derivante dal conflitto dialettico tra il “possibile” intuitivo e il “reale” condizionato1. La condotta prodigale ed estroversa del giovane Francesco, narrata da Celano come un’ansiosa ricerca di primato tra i coetanei, non costituisce una semplice deviazione morale, ma rappresenta il tentativo ansioso di soddisfare una misteriosa domanda di significato attraverso strumenti concettuali ed esperienziali inadeguati forniti dal contesto mercantile dell’epoca5.
La persistente discrepanza tra un’interpretazione della realtà ancora condizionata dalle aspettative sociali (Iq eterodiretta) e la spinta teleonomica verso l’assoluto ha generato in Francesco uno stato di marcata vulnerabilità psichica e allostatica, predisponendolo al crollo esistenziale e somatico manifestatosi con la prigionia a Perugia dopo la battaglia di Collestrada e la successiva grave debilitazione organica5.
Il Pathos come Kairos: La Metanoia e la Riconfigurazione dell’Interpretazione e della Scelta
Nel paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e nella clinica kairologica, il pathos—inteso come sofferenza psico-fisica ed evento patologico—non viene ridotto a un mero guasto meccanico da eliminare o anestetizzare, ma si configura come uno snodo kairologico gravido di potenziale di senso6. La malattia prolungata che colpisce Francesco tra la prigionia perugina (1202) e l’interruzione del viaggio militare verso la Puglia a Spoleto (1205) sposta l’asse della sua esistenza dal determinismo del tempo cronologico (Chronos) all’irruzione del tempo opportuno (Kairos)2.
Il momento culminante di questo processo di riconfigurazione ermeneutica si riscontra nell’episodio dell’incontro con il lebbroso, descritto dallo stesso Francesco nel suo Testamento. Antecedentemente a tale evento, la vista delle persone affette da lebbra generava nel giovane assisiate una reazione di marcata avversione biologica ed emotiva; la sua interpretazione soggettiva era integralmente dominata dalla ripulsione e dalla paura del contagio. Durante l’incontro avvenuto nella piana di Assisi, si verifica ciò che la teoria di Brera formalizza come il viraggio kairologico della qualità interpretativa (Iq)7.
Attraverso questo atto, ciò che sul piano sensitivo ed epidermico era percepito come amaro e stomachevole si trasforma in “dolcezza dell’anima e del corpo”. In termini di dinamica neuro-biologica e clinico-kairologica, l’abbraccio e il bacio al lebbroso non rappresentano un semplice gesto di beneficenza morale, ma l’avvenuta ristrutturazione della qualità dell’interpretazione dello stimolo esistenziale (Iq). Modificando la polarità ermeneutica dell’esperienza, Francesco sblocca la qualità della scelta (Cq), selezionando una possibilità autentica che risponde al suo codice teleonomico profondo di amore e identificazione con l’altro5.
La rottura definitiva con il determinismo socio-economico familiare culmina nella scena drammatica della spogliazione pubblica dinanzi al Vescovo Guido e al padre Pietro di Bernardone. Francesco restituisce gli abiti commerciali, il denaro e persino il nome familiare per riaffermare la propria filiazione divina e la propria dignità trascendente di persona5. Questo atto costituisce il rifiuto radicale della logica dell’oggettivazione e della “cultura dello scarto”, riaffermando che il valore dell’uomo è del tutto irriducibile a qualsiasi valutazione funzionale, patrimoniale o sociale5. Affrancandosi dal determinismo paterno, Francesco eleva la propria esistenza dal livello dei “bruti”—dominati dal riflesso biologico e dal condizionamento materiale—al livello della responsabilità etica e della piena libertà esistenziale5.
Somatizzazione della Trascendenza: La Dimensione Epigenetica e PNEI delle Stimmate e del Cantico
Il modello interazionista dell’Università Ambrosiana fonda la comprensione della fisiopatologia clinica all’interno del sistema dinamico Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E)7. In questa prospettiva, la soggettività non è considerata un epifenomeno passivo del tessuto cerebrale, ma una variabile causale autonoma in grado di modulare l’espressione genica, la reattività vascolare e il carico allostatico attraverso precise vie di trasduzione psico-neuro-endocrine-immunologiche (PNEI) ed epigenetiche1.
Le Stimmate come Epigenetica della Passione
L’evento dell’impressione delle Stimmate sul monte della Verna nel settembre 1224—riferito con accuratezza storiografica nel Trattato dei miracoli di Tommaso da Celano e nella Legenda Maior di Bonaventura—costituisce un fenomeno di straordinario interesse epistemologico14. Mentre la medicina riduzionista tende a classificare tali lesioni alla stregua di dermatosi atipiche, manifestazioni isteriche o alterazioni vascolari auto-indotte, la Kairologia interpreta le Stimmate come l’archetipo della somatizzazione della trascendenza5.
L’incessante immedesimazione affettiva e contemplativa di Francesco nella Passione di Cristo ha raggiunto un livello di saturazione semantica ed emotiva tale da rimodellare i vettori di segnale psico-neuro-endocrini (S-)5. La qualità dell’interpretazione (Iq) del mistero della Croce ha agito da fattore epigenetico inducente, alterando la permeabilità vascolare, il microcircolo e la troficità dei tessuti cutanei ed ossei fino alla comparsa delle piaghe e delle estroflessioni cornee a forma di chiodi7. Le Stimmate francescane non rappresentano pertanto una patologia distruttiva, bensì la sigillatura somatica di una soggettività che ha scelto la verità del dono di sé, imprimendo nel corpo fisico la forma mentis e la carità vissuta5.
Il Cantico delle Creature e l’Allostasi Cosmica
Nei suoi ultimi anni di vita, segnato da sofferenze fisiche devastanti—tra cui le lesioni stigmatiche, disturbi digestivi e un grave tracoma oculare contratto durante la crociata in Medio Oriente che lo condusse alla quasi totale cecità—Francesco compone il Cantico di Frate Sole13. In questo stato clinico, ove il modello medico tradizionale avrebbe diagnosticato una grave disabilità organica e un irreversibile decadimento della qualità della vita, Francesco raggiunge la vetta della salute esistenziale (Hp)5.
Il Cantico riflette la perfetta sintesi interazionista tra la soggettività del Santo, la biologia sofferente e l’ambiente cosmico (S-B-E)7. Francesco non percepisce la malattia come un nemico da combattere con risentimento né la morte biologica come la fine distruttiva del sé (“Sora nostra Morte corporale”), ma le integra in una visione armonica di lode e fraternità universale5. Riducendo a zero il carico allostatico negativo legato al distress esistenziale, Francesco attua una forma ante-litteram di prevenzione centrata sulla persona, dimostrando come un’elevata qualità interpretativa (Iq) e di scelta (Cq) possa preservare l’integrità spirituale e la gioia di vivere anche in presenza di un profondo decadimento somatico5.
Tabella Comparativa: Traiettoria Esistenziale Francescana e Categorie Kairologiche
La tabella seguente sintetizza le tappe fondamentali del percorso biografico di san Francesco d’Assisi, mettendole in relazione diretta con le fonti agiografiche francescane, le categorie concettuali dell’ermeneutica kairologica di Brera e i correlati dinamici del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E).
| Fase Esistenziale | Fonti Agiografiche | Categoria Kairologica (Brera) | Dinamica Iq×Cq | Sistema S-B-E e Risposta Epigenetica/PNEI |
| Giovinezza e ambizione cavalleresca | Tommaso da Celano, 1 Cel. 1-7; Bonaventura, Leg. Maior I, 1-313. | Skinnerizzazione e determinismo: Subordinazione della persona allo status socio-mercantile5. | Iq eterodiretta (realtà interpretata come profitto e gloria); Cq condizionata dalle aspettative ambientali. | Dissonanza profonda tra codice teleonomico profondo ed ambiente; accumulo di carico allostatico psicosociale5. |
| Prigionia a Perugia e malattia di Spoleto | Tommaso da Celano, 1 Cel. 10-14; Bonaventura, Leg. Maior I, 4-613. | Pathos come Kairos: Interruzione del Chronos ed irruzione della domanda di significato2. | Sospensione del giudizio esteriore; insorgenza della dialettica tra il possibile e il reale8. | Vulnerabilità biologica, sofferenza somatica reattiva, modulazione neuroendocrina degli assi dello stress5. |
| Abbraccio al lebbroso e spogliazione pubblica | Francesco d’Assisi, Testamento; Tommaso da Celano, 1 Cel. 15-1713. | Viraggio Ermeneutico: Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana5. | Iq elevata (il disgusto sensitivo si converte in “dolcezza”); Cq autodeterminata ed affrancata dal padre5. | Riconfigurazione dell’affettività corporea; crollo della percezione di minaccia e riequilibrio immunitario1. |
| Stimmate sul monte della Verna | Tommaso da Celano, Tract. de miraculis; Bonaventura, Leg. Maior XIII, 1-1014. | Somatizzazione della Trascendenza: Manifestazione somatica dell’unità corpo-mente-spirito5. | Massima saturazione semantica di Iq e Cq nella contemplazione dell’Amore Crocifisso5. | Epigenesi trasformativa indotta dalla soggettività; modulazione microvascolare e tissutale localizzata (S®)5. |
| Composizione del Cantico e Transito | Tommaso da Celano, 1 Cel. 109-111; Bonaventura, Leg. Maior XIV, 1-613. | Salute Kairologica (Hp): Integrazione cosmica e superamento del nichilismo biologico5. | Iq assoluta (la sofferenza fisica e la morte vengono collocate nell’armonia del bene); Cq compiuta5. | Azzeramento del distress allostatico da percezione dolorosa; stabilità psicofisica e serenità nel morire5. |
Implicazioni Cliniche, Educative ed Esistenziali del Modello
L’analisi kairologica dell’esperienza francescana fornisce indicazioni di rilevante valore applicativo per la scienza medica contemporanea, la formazione universitaria dei docenti e la prassi del counseling medico ad orientamento person-centered1.
Il Medico come Maieuta e Guida Ermeneutica
La Medicina Centrata sulla Persona e il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), promossi dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, esigono che il clinico superi la figura riduttiva dell’aggiustatore tecnico di meccanismi biologici per riappropriarsi del ruolo di guida hermeneutica1. Come sottolineato nei contributi epistemologici di Brera, di fronte al paziente sommerso dall’incertezza e dal peso della malattia, il medico agisce analogamente a un maieuta, aiutando la persona a interpretare il proprio pathos e a riattivare la domanda teleonomica di senso5.
La parabola di Francesco evidenzia come la guarigione autentica non debba essere ristretta alla sola ricomposizione funzionale dell’organo malato, ma coincida con la capacità del soggetto di prendere decisioni di qualità (Cq) radicate in una corretta interpretazione ermeneutica della propria esistenza (Iq), riducendo drasticamente la sofferenza non necessaria e l’inutile ricorso a interventi iper-tecnologici depersonalizzanti5.
L’Educazione dell’Adolescente e la Prevenzione della “Skinnerizzazione”
Nel settore dell’adolescentologia clinica e scolastica, la vicenda di san Francesco esaminata mediante le categorie kairologiche rappresenta un formidabile paradigma pedagogico e clinico volto a contrastare la derealizzazione dei giovani contemporanei1. Gli adolescenti odierni si trovano frequentemente esposti a dinamiche di condizionamento digitale e sociale che tendono a ridurli a mere entità biologiche reattive, alimentando ansia, frammentazione identitaria e sintomi psicosomatici4.
Il “Programma Kairos”, validato e sperimentato dall’Università Ambrosiana, opera per risvegliare nelle nuove generazioni l’esperienza dell’indagine personale attorno al senso della vita, facendo leva sulle dimensioni universali di Verità, Amore e Bellezza1. Insegnare l’ermeneutica kairologica agli adolescenti significa guidarli a trasformare le inevitabili fasi di crisi e sofferenza (pathos) in momenti propizi (Kairos) per affrancarsi dagli automatismi culturali, affermando la propria libertà e realizzando compiutamente la propria natura di persone2.
Conclusioni
L’applicazione della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera all’analisi storiografica, antropologica e clinica della vita di san Francesco d’Assisi si rivela un’operazione epistemologica di elevata fecondità scientifica1.
Dall’indagine svolta emergono con chiarezza tre conclusioni fondamentali:
- La Trascendenza della Persona: La traiettoria biografico-sanitaria di san Francesco attesta empiricamente che l’uomo non è sussumibile sotto il determinismo meccanicista delle scienze biomolecolari classiche, ma costituisce un’unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito dotata di un orientamento teleonomico originario verso la Verità, l’Amore e la Bellezza5.
- La Riconcettualizzazione della Salute: Attraverso la Teoria della Relatività della Salute Hp= K (Iq x Cq), l’esperienza francescana dimostra che il livello più alto di salute della persona si realizza quando la qualità dell’interpretazione ermeneutica (Iq) e la qualità delle scelte esistenziali (Cq) consentono al soggetto di optare per le possibilità vere della propria vita, persino in condizioni di spiccata compromissione somatica5.
- L’Efficacia Epigenetica del Senso: I fenomeni somatici delle Stimmate e l’armonia vissuta durante la composizione del Cantico delle Creature forniscono una prova tangibile dell’interazione Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), dimostrando come una soggettività pienamente orientata al valore assoluto della persona e del divino sia capace di rimodellare la biologia, ridurre il carico allostatico e sconfiggere il nichilismo patogeno5.
La figura di san Francesco d’Assisi, vista attraverso l’ermeneutica kairologica della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, costituisce pertanto un modello esemplare ed atemporale per la scienza medica e per la cultura contemporanea: la testimonianza che la ricerca del significato profondo dell’esistenza rappresenta il vero fattore protettivo e la condizione imprescindibile per la salute, la libertà e il compimento dell’essere umano1.
Bibliografia
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[i] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 03/10/2026 in occasione degli 800 anni dal transito di San Francesco D’Assisi
[ii] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.
La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:
- Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
- Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it