La violenza aggressiva nell’adolescenza: interpretazione, prevenzione e cura alla luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera

La violenza aggressiva nell’adolescenza: interpretazione, prevenzione e cura alla luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera

Vito Galante[1]

Abstract Aggressive violence in adolescence represents one of the most critical clinical, social, and epistemological challenges of contemporary medical science. Traditional biomedical and behaviorist models reduce aggressive behavior to determinism—attributing it to hormonal dysregulation, genetic predispositions, or environmental conditioning—and fail to grasp the existential and ontological roots of adolescent distress. This research report delivers an exhaustive clinical and theoretical analysis of adolescent aggressive violence based on Kairology, the hermeneutic and teleonomic framework formulated in 1993 by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan Medical School. Kairology marks a paradigm shift from quantitative chronological time (Chronos) to qualitative meaningful time (Kairos), defining human nature as an irreducible, three-dimensional interrelation of body, mind, and spirit naturally oriented toward Truth, Love, and Beauty. Guided by the Health Relativity Theory Hp= K (Iq x Cq) and Psychoneuroendocrinoimmunology (PNEI), aggressive violence is reinterpreted as an existential pathology stemming from the frustration of the adolescent’s noetic demand for meaning. This noetic block induces severe allostatic load, amygdalar hyper-reactivity, prefrontal-limbic uncoupling, and systemic inflammatory cascades (HPA axis dysregulation, elevated IL-6, and elevated hepcidin). Prevention and clinical management are operationalized through Kairological Counselling, Relational Epigenetics, and the Decalogue of the Adolescentologist, establishing a maieutic relationship that aligns the Self-possible with the Self-real to restore physiological stability and ontological dignity.

Keywords: Kairology; Giuseppe Rodolfo Brera; Adolescentology; Aggressive Violence; Person-Centered Medicine; Psychoneuroendocrinoimmunology; Health Relativity Theory; Allostasis; Relational Epigenetics.

1. Introduzione ed Epistemologia Kairologica dell’Adolescenza

La comprensione dei comportamenti aggressivi e violenti nella popolazione adolescenziale richiede un radicale superamento del riduzionismo meccanicistico di matrice cartesiana e positivista1. Per decenni, la psichiatria e la medicina dell’adolescenza tradizionali hanno interpretato la violenza giovanile alternativamente come la conseguenza automatica di squilibri neurochimici ed endocrini o come il risultato di processi di condizionamento ambientale e sociale1. Questa impostazione, definita nel modello della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana come “skinnerizzazione” dell’essere umano, riduce la persona a una macchina reattiva guidata da stimoli e rinforzi, ignorandone la trascendenza, la libertà e la dimensione noetica1.

In risposta a tale limite epistemologico, la Kairologia, teorizzata nel 1993 da Giuseppe Rodolfo Brera nell’ambito della fondazione dell’Adolescentologia (istituita a Milano nel 1983) e successivamente formalizzata quale nucleo ermeneutico della Medicina Centrata sulla Persona, introduce una svolta scientifica1. La Kairologia fonda la propria architettura teorica sulla distinzione concettuale tra Chronos e Kairos1. Il Chronos rappresenta la dimensione temporale quantitativa, sequenziale e cronologica che misura il riprodursi dei fenomeni biologici, somatici e biografici dell’organismo1. Il Kairos, al contrario, costituisce il tempo qualitativo dell’opportunità, del significato e della decisione1. È l’istante fecondo in cui la persona viene interpellata da una domanda oggettiva di senso e si trova di fronte alla necessità ontologica di scegliere la propria direzione esistenziale1.

Attraverso la prospettiva kairologica, l’adolescenza smette di essere considerata un mero passaggio biologico dominato dal “caos ormonale” o una fase inevitabile di crisi e devianza4. Essa si rivela come il tempo del Kairos per eccellenza, il momento evolutivo in cui la natura umana manifesta con la massima intensità la propria vocazione spirituale e la propria struttura teleonomica1. L’adolescente è un soggetto costitutivamente orientato alla ricerca della verità, dell’amore e della bellezza; queste istanze non costituiscono astrazioni ideologiche, ma autentiche necessità ontologiche e biologiche, la cui frustrazione o negazione genera sofferenza profonda e disorganizzazione comportamentale1.

L’antropologia kairologica declina lo sviluppo dell’essere umano attraverso l’interazione dinamica di tre distinti status ontologici1:

  • L’Essere Persona (Primo Stato Ontologico): Rappresenta il valore ontologico di base, assoluto e irriducibile di ogni individuo umano dal concepimento alla morte naturale1. Questo valore sussiste indipendentemente dallo stato di salute fisio-psichica, dalle capacità prestazionali o dalle manifestazioni comportamentali1.
  • Il Sè-Possibile (Self-possible, Secondo Stato Ontologico): Sorge con l’avvento dell’adolescenza ed esprime l’orizzonte delle potenzialità, delle opzioni e dei mondi simbolici e noetici che si schiudono dinanzi al giovane1. Il Sè-possibile è costantemente attratto dal Sè-ideale (Self-ideal), una costante naturale fondata sull’aspirazione alla verità oggettiva e all’amore disinteressato7.
  • Il Sè-Reale (Self-real, Terzo Stato Ontologico): Rappresenta la concreta attuazione storica dell’individuo, che si compie quando l’adolescente, mediante risposte libere, consapevoli e responsabili, orienta le proprie scelte verso il bene oggettivo, trasformando il potenziale esistenziale in realtà personale integrata1.

Nel modello scientifico promosso dalla Scuola Medica di Milano, corpo, mente e spirito costituiscono un’unità tridimensionale inscindibile in continua comunicazione bidirezionale1. Quando la tensione teleonomica verso il Sè-ideale viene bloccata o alienata, l’adolescente palesa un’incapacità di trasdurre il proprio vissuto noetico in atti responsabili, scivolando in dinamiche di disgregazione identitaria la cui manifestazione sintomatica prevalente è l’aggressività violenta1.

2. Interpretazione della Violenza Aggressiva: Dal Blocco Ontologico alla Disregolazione PNEI

La violenza aggressiva nell’adolescenza, interpretata alla luce della Kairologia e della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), non è una semplice pulsione distruttiva innata né una mera deviazione disciplinare4. Essa si configura come un’estrinsecazione sintomatica di una sofferenza ontologica: una reazione difensiva disgregata di fronte alla percezione di minaccia esistenziale, alla mancanza di significato e all’impossibilità di realizzare il proprio Sè-possibile1.

2.1 La Teoria della Relatività della Salute (HRT) e l’Origine della Violenza

Profondamente legata al paradigma kairologico è la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT), formalizzata matematicamente da Giuseppe Rodolfo Brera4:

Hp= K (Iq x Cq)

In questa equazione, Hp (Health Probability) rappresenta la probabilità di salute e la resilienza del soggetto di fronte alle perturbazioni ambientali e relazionali7. Il fattore

K (Costante Kairologica) esprime la costante antropologica legata alla domanda intrinseca di senso, verità e trascendenza dell’essere umano4. Il parametro Iq (Quality of Interpretation) misura la qualità dell’interpretazione cognitiva, simbolica ed emotiva che il soggetto attribuisce alla realtà e agli eventi biografici4. Infine, Cq (Quality of Choices) indica la qualità delle scelte etiche, comportamentali e biologiche messe in atto dall’individuo4.

Nello sviluppo dell’aggressività violenta, si assiste a una grave alterazione dei fattori Iq e Cq8. Se il contesto familiare, scolastico o sociale somministra modelli interpretativi nichilistici, riduzionistici o ostili, l’adolescente elabora un’interpretazione della realtà (Iq) dominata dalla pervasività della minaccia e dall’invisibilità del proprio valore d’essere8. Di conseguenza, il coping (Cq) scivola da modalità teleonomiche ed empatiche a risposte reattive di tipo attacco-fuga (fight-or-flight)8. La violenza diventa così l’unico strumento residuo che il giovane individua per affermare la propria esistenza e difendere un Essere Persona percepito come umiliato o negato1.

2.2 Il Meccanismo Neurobiologico e il Carico Allostatico

L’impatto del blocco kairologico e della frustrazione noetica sul piano somatico trova una precisa spiegazione attraverso la fisiopatologia del carico allostatico e la PNEI2. Quando la domanda di senso dell’adolescente viene frustrata, si innesca una complessa cascata neurobiologica e immunologica che destabilizza l’omeostasi dell’organismo. La percezione costante di minaccia o alienazione provoca una marcata iperattività dell’amigdala, accompagnata da una simultanea disconnessione della corteccia prefrontale dorsolaterale8. Questa perdita del controllo top-down impedisce la modulazione cognitiva delle emozioni primarie, determinando una reattività comportamentale immediata e non mediata dalla riflessione8.

Parallelamente, lo stato di stress esistenziale cronico stimola l’ipotalamo a secernere elevate quantità di ormone della liberazione della corticotropina (Corticotropin-Releasing Factor – CRF)8. L’ipersecrezione prolungata di CRF conduce a una profonda disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (asse HPA), culminando nel tempo in un appiattimento della risposta cortisolica o in una risposta iper-reattiva bloccata, segno dell’esaurimento della capacità di adattamento allostatico7.

Questa disregolazione endocrina trasduce il segnale di distress a livello del sistema immunitario, dove si osserva un innalzamento sistemico di marcatori pro-infiammatori, quali l’interleuchina-6 (IL-6), la proteina C-reattiva e l’epcidina8. La neuroinfiammazione risultante mantiene il sistema nervoso centrale in uno stato di costante ipereccitabilità e sospetto, alimentando ulteriormente l’irritabilità e l’inclinazione all’aggressività eterodiretta8. Infine, sul versante neurovegetativo, la mancanza di sicurezza relazionale deprime l’attività vagale, causando una marcata riduzione della variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability – HRV) e privando il soggetto della necessaria riserva fisiologica di autocontrollo emotivo8.

3. Confronto dei Paradigmi Clinico-Epistemologici

Per cogliere la natura innovativa della Kairologia applicata alla violenza giovanile, è essenziale mettere a confronto le premesse epistemologiche, diagnostiche e terapeutiche del paradigma biomedico tradizionale con quelle dell’Adolescentologia Kairologica della Scuola Medica di Milano.

 

Dimensione Analitica Biomedicina Meccanicista e Riduzionista Adolescentologia Kairologica e Medicina Centrata sulla Persona
Antropologia di Riferimento Riduzionismo somatico o psicologico; l’uomo come macchina biologica reattiva (“Skinnerizzazione”)1. Unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito; antropologia teleonomica1.
Concezione del Tempo Tempo cronologico e sequenziale (Chronos); misurazione di tappe maturative biologiche1. Tempo dell’opportunità e del significato (Kairos); istante di scelta libera e vocazionale1.
Interpretazione dell’Aggressività Disturbo della condotta, squilibrio neurochimico, iperandrogenismo o devianza comportamentale da reprimere. Sofferenza ontologica, blocco del Sè-possibile e reazione difensiva PNEI alla minaccia esistenziale1.
Determinismo vs. Indeterminismo Determinismo biologico o ambientale causale diretto (Causa  Effetto)1. Indeterminismo interazionista descritto dalla teoria Hp= K(Iq x Cq)4.
Target dell’Intervento Soppressione del sintomo mediante sedazione farmacologica o contenimento comportamentistico. Riconfigurazione dell’interpretazione (Iq), promozione del coping trascendente e della qualità delle scelte (Cq) e maieutica del senso8.
Correlato PNEI Prevalente Ignorato o considerato effetto secondario non rilevante ai fini della diagnosi estrinseca. Modulazione dell’asse HPA, riduzione di IL-6/CRF, potenziamento HRV e mielinizzazione prefrontale8.
Ruolo del Clinico/Educatore Tecnico distaccato che applica protocolli diagnostico-terapeutici standardizzati e impersonalizzati. Maieuta, guida esistenziale e testimone della dignità infinita della persona (Clinical Epoché)2.

4. Prevenzione Kairologica e Pedagogia Centrata sulla Persona

La prevenzione della violenza aggressiva nell’adolescenza non può limitarsi all’implementazione di misure di sorveglianza o di interventi punitivi a posteriori2. Nell’ottica dell’Università Ambrosiana, la vera prevenzione è un atto di pedagogia centrata sulla persona capace di agire sulle radici epigenetiche e relazionali dello sviluppo organico e psichico3.

4.1 Epigenetica Relazionale e Morale

La ricerca scientifica condotta nell’ambito della Medicina Centrata sulla Persona ha ampiamente dimostrato come le relazioni umane, il clima familiare e le strutture simbolico-educative esercitino una vera e propria modulazione epigenetica sul genoma dell’adolescente2. Gli ambienti educativi caratterizzati da iper-criticità, rigidità prestazionale o abbandono emotivo aumentano la metilazione dei geni responsabili dei recettori per i glucocorticoidi, riducendo la resilienza allo stress e predisponendo il cervello all’iper-reattività aggressiva2.

Al contrario, la creazione di contesti relazionali improntati all’accoglienza incondizionata, promossa dal Laboratorio di Genitorialità Creativa dell’Accademia Genitori della Scuola Medica di Milano, innesca processi epigenetici protettivi3. L’esperienza intersoggettiva di essere ascoltato e valorizzato nella propria dignità ontologica sopprime l’espressione del fattore di trascrizione NF-KB, spegnendo la risposta infiammatoria cronica indotta dal distress8. Inoltre, l’accoglienza priva di giudizio stimola il rilascio di ossitocina a livello ipotalamico e ottimizza il circuito dopaminergico del reward, convertendo il distress in eustress e favorendo la maturazione dei circuiti di empatia sociale3. Infine, la concessione di spazi di autonomia responsabile e l’accompagnamento nel prendere decisioni coerenti con i valori etici stimolano i processi di mielinizzazione delle connessioni tra corteccia prefrontale e amigdala, consolidando le capacità auto-regolatorie del giovane3.

4.2 La Coltivazione delle Virtù come Modulatori Fisiologici

Nel modello kairologico, l’educazione alla prevenzione della violenza si traduce nell’interiorizzazione di specifiche disposizioni dell’animo che possiedono un diretto riscontro PNEI e neurobiologico8:

  • La Mitezza (Mansuetudo): Definita come il governo della ragione sulla reattività aggressiva e sull’ira8. A livello PNEI, la coltivazione della mitezza permette la down-regulation dell’amigdala da parte della corteccia prefrontale dorsolaterale, interrompendo l’automatismo biologico della reazione violenta e stabilizzando la pressione arteriosa e il ritmo cardiaco8.
  • L’Autocontrollo (Continentia): Rappresenta il dominio dello spirito e della volontà sulle pulsioni disordinate8. La pratica graduale dell’autocontrollo potenzia le funzioni esecutive prefrontali, incrementa la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e riduce il carico allostatico sistemico8.
  • La Castità (Castitas): Intesa come integrazione armonica della dimensione corporea, affettiva e sessuale nell’amore autentico e nel rispetto dell’altro8. Essa previene la disregolazione edonica e dopaminergica causata dalla ipersollecitazione e dalla pornografia, proteggendo il giovane dalla reificazione della persona, che è tra le prime cause dell’aggressività e della violenza di genere8.

5. La Cura Clinico-Maieutica: Il Decalogo dell’Adolescentologo e il Counselling Kairologico

La terapia della violenza aggressiva nell’adolescenza non si fonda sulla neutralizzazione sintomatica mediante psicofarmaci, ma sull’applicazione del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method – PCCM) e sul Counselling Medico Kairologico8. Il clinico non si pone come un giudice o un controllore sociale, ma come un maieuta che aiuta l’adolescente a decodificare il significato della propria sofferenza e a riorientare la propria vita2.

L’agire clinico con l’adolescente violento o a rischio di aggressività trova la sua guida operativa nel Decalogo dell’Adolescentologo, formulato come codice etico, clinico e biologico8.

 

Atto Clinico del Decalogo Meccanismo Relazionale e Semiotico Correlato PNEI e Neurobiologico
1. Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche e l’ansia diagnostica; accoglie il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico (Clinical Epoché)8. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e blocco della secrezione eccessiva di CRF indotta da minaccia8.
2. Essere accettante, comprensivo e autorevole Offre un limite sicuro e stabile contro cui l’adolescente può confrontarsi per proiettare il proprio Sè-ideale8. Riduzione del carico allostatico mediata da sintonizzazione intersoggettiva e sicurezza percepita8.
3. Saper aspettare con pazienza Rispetta i tempi interni dell’adolescente (Kairos) senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo8. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e tolleranza della stasi clinica8.
4. Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta le manipolazioni affettive e responsabilizza il giovane nelle decisioni esistenziali e comportamentali8. Stimolazione della mielinizzazione prefrontale e consolidamento delle funzioni esecutive autonome8.
5. Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico4. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, incremento di melatonina e indoli neuroprotettivi8.
6. Gestire le richieste affettive (Transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente mantenendo il limite professionale ed evitando dipendenze disfunzionali8. Stabilizzazione del tono vagale ed elevazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)8.
7. Integrare i genitori rispettando la privacy Gestisce l’alleanza terapeutica triangolare, riservando spazi confidenziali al giovane e guidando la famiglia8. Abbattimento dello stress allostatico intrafamiliare e potenziamento del supporto sociale percepito8.
8. Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting invalicabile (patti chiari) che protegge il percorso di cura dal caos emotivo8. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale8.
9. Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o ricadute aggressive dell’adolescente10. Ottimizzazione della coerenza cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo al paziente10.
10. Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Mantiene una preparazione scientifica ed epistemologica d’eccellenza per integrare scienze umane e biologia8. Prevenzione di interventi invasivi, ridondanze diagnostiche ed errori d’impostazione clinica8.

Il percorso clinico-maieutico si sviluppa attraverso fasi precise volte alla ristrutturazione profonda della persona. In prima istanza, si opera una decompression semantica del vissuto di violenza: attraverso l’ascolto kairologico, il medico aiuta il paziente a scomputare l’atto violento dalla propria identità profonda1. L’adolescente giunge a comprendere che la violenza non esprime la verità del proprio Essere Persona, ma costituisce una modalità disfunzionale di manifestare un dolore inascoltato o un bisogno frustrato di rispetto e valore1.

Successivamente, la relazione terapeutica favorisce l’attivazione della risorsa trascendente e noetica1. L’esplorazione guidata del Sè-possibile consente al giovane di individuare alternative comportamentali in cui la propria energia emotiva e persino la carica di aggressività primitiva vengono incanalate in progetti di costruzione personale, artistica, formativa o sociale1. Questo itinerario culmina nella cristallizzazione del Sè-Reale: nell’istante kairologico in cui l’adolescente compie la scelta libera e consapevole di rinunciare alla violenza per rispondere con l’autocontrollo e il dialogo, si attua la reale guarigione1. La risposta biologica si stabilizza, il carico allostatico diminuisce significativamente e la salute (Hp) si concretizza come atto di libertà, responsabilità etica e pienezza ontologica1.

6. Conclusioni e Prospettive per la Sanità Pubblica e l’Educazione

L’analisi scientifica ed epistemologica condotta dimostra in modo inconfutabile che la violenza aggressiva nell’adolescenza non può essere risolta né attraverso la riduzione farmacologico-militarizzata del sintomo, né mediante l’indulgenza o il permissivismo della cultura del relativismo2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona, ideate dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera e sviluppate presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, offrono la sola via scientificamente fondata e antropologicamente rispettosa per affrontare questa emergenza sociale1.

I risultati dell’applicazione di questo paradigma permettono di delineare tre raccomandazioni operative indispensabili per le politiche sanitarie, scolastiche e sociali:

  1. Riforma Epistemologica delle Strutture Sanitarie e Consultoriali: È urgente superare i modelli diagnostici meramente categoriali nella gestione dell’adolescente violento, integrando nei servizi di Neuropsichiatria Infantile e nei consultori la metodologia del Counselling Medico Kairologico e l’applicazione della Teoria della Relatività della Salute4.
  2. Istituzione del Laboratorio di Genitorialità Creativa nelle Scuole: Per prevenire la degenerazione dei conflitti intrafamiliari in atti di violenza giovanile, le istituzioni scolastiche devono adottare la Pedagogia Centrata sulla Persona, promuovendo corsi di formazione per genitori ed educatori incentrati sull’epigenetica relazionale e sull’ascolto maieutico3.
  3. Formazione dei Medici al Metodo Clinico Centrato sulla Persona: Le facoltà di Medicina e le scuole di specializzazione devono integrare nel proprio curriculum accademico l’insegnamento dell’Adolescentologia e del Decalogo dell’Adolescentologo, affinché i futuri clinici acquisiscano le competenze per operare la Clinical Epoché, riconoscere la dignità irriducibile di ogni giovane e modulare positivamente la risposta PNEI del paziente attraverso la qualità della relazione umana4.

Soltanto restituendo all’adolescente la certezza di essere una persona dotata di valore infinito, chiamata a rispondere alle domande di verità, amore e bellezza, la scienza medica potrà trasformare la carica di violenza disgregante nel coraggio di essere uomini e donne capaci di costruire la propria salute e il bene della società1.

Bibliografia

1.Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero. Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994- Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. 2018; V-VI (4-1):4-30. – Galante V. La vita di Santa Teresa d’Avila alla luce della Kairologia di Giuseppe R. Brera: un’analisi ontologica, psiconeuroendocrinoimmunologica e teleonomica [Internet]. ResearchGate; 2026 Ott 15 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/415847882_La_vita_di_Santa_Teresa_d’Avila_alla_luce_della_Kairologia_di_Giuseppe_R_Brera_un’analisi_ontologica_psiconeuroendocrinoimmunologica_e_teleonomica

2.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Lug 21 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

3.Università Ambrosiana News. Giuseppe Rodolfo Brera Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/giuseppe-rodolfo-brera/

4.Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Milano: Università Ambrosiana; 2021. – Galante V. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana [Internet]. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza; 2026 Giu 21 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/

5.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici – Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

6.Comitato Sanitario Nazionale. Tag: Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/tag/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/

7.Galante V. La vita di San Giovanni XXIII letta alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’analisi ontologica, teleonomica e di Medicina Centrata sulla Persona [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Ott 11 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/10/11/la-vita-di-san-giovanni-xxiii-letta-alla-luce-della-kairologia-del-prof-giuseppe-rodolfo-brera-unanalisi-ontologica-teleonomica-e-di-medicina-centrata-sulla-persona/

8.Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero. Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994. -Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa: IEPI; 2001. -Brera GR. Person-centered medicine: theory, teaching and research. Int J Person Centered Med. 2011;1(1):79-89. -Università Ambrosiana News. Counselling medico Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/counselling-medico/

9.Comitato Sanitario Nazionale. Filosofia Archivi [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/filosofia/

10.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/

11Galante V. Adolescenti e Verità: Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e la Scienza della Relazione Maieutica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Lug 15 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/15/adolescenti-e-verita-il-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-la-scienza-della-relazione-maieutica/

12.Galante V. Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Lug 06 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano

13.Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Editoria Università Ambrosiana [Internet]. Dipartimento di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/editoria-universita-ambrosiana/

14.Master Medicina Centrata sulla Persona. Giuseppe R. Brera Archivi [Internet]. Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.mastermedicinacentratasullapersona.it/category/giuseppe-r-brera-2/

15.Galante V. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti epistemologici, clinici ed epigenetici [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Ago 17 [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/

16.Università Ambrosiana. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/sm.htm

17.Università Ambrosiana News. Paradigma Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/paradigma/

18.Brera GR. Curriculum Vitae et Studiorum [Internet]. Milano: Università Ambrosiana [citato 2026 Ott 20]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/GIUSEPPE_RODOLFO_BRERA_Curriculum_1.pdf

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Oltre il Controllo Genitoriale: 5 Rivelazioni Controintuitive sulla Relazione con i Figli Adolescenti

Oltre il Controllo Genitoriale: 5 Rivelazioni Controintuitive sulla Relazione con i Figli Adolescenti

Vito Galante[1]

Abstract

This paper examines the counterintuitive dynamics of parental monitoring during adolescence by synthesizing 36-month discrete-time deterministic dynamic system simulations (Darling & Hardie, 2026) with             Kairology and Person-Centered Medicine, founded by        Prof. Giuseppe Rodolfo Brera at       the Milan Medical School (Ambrosiana University). Traditional coercive surveillance models often backfire, triggering a destructive cycle of reduced disclosure, parental anxiety, intrusive snooping, and heightened secrecy.           This relational distress activates the hypothalamic-pituitary-adrenal (HPA) axis, elevating allostatic load and systemic pro-inflammatory cytokines (IL-6, TNF-α). Re-framing monitoring through Goal-Directed Parental Action (GDPA-PM) and Kairological hermeneutics transforms            systemic crises into maieutic opportunities for growth. Applying            Brera’s Health Relativity Theory equation, Hp = K (Iq × Cq), demonstrates that safeguarding an adolescent’s intrinsic dignity across          their three ontological states fosters spontaneous disclosure, optimizes autonomic PNEI balance, and promotes long-term Self-realization.

Keywords: Parental Monitoring, Adolescent Disclosure, Kairology, Person-Centered Medicine, PNEI, Dynamic Systems, Health Relativity Theory, Self-realization.

  1. Introduzione: L’Ansia del Controllo e il Paradosso dell’Adolescenza

Di fronte a un figlio adolescente che si chiude in camera o risponde a monosillabi, la reazione di molti genitori è dettata dall’ansia: aumentare la supervisione, fare domande sempre più pressanti, controllare gli orari e la vita privata. Eppure, proprio quando cerchiamo di stringere la presa per proteggerli, ci scontriamo contro un muro di silenzio. Ma perché accade questo?

Per decenni, la psicologia dello sviluppo ha trattato il genitore come l’unico agente attivo del processo educativo: un “controllore unilaterale” chiamato a plasmare il comportamento del figlio attraverso regole, sanzioni e sorveglianza. Questo vecchio modello comportamentista è oggi scientificamente superato. La ricerca più avanzata, come la modellistica dei sistemi dinamici di Darling e Hardie (2026) e la Kairologia sviluppata dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera (Scuola Medica di Milano, Università Ambrosiana), dimostra che la relazione familiare è un sistema complesso, bidirezionale e dinamico, guidato da continui processi di retroazione.

E se l’ossessione moderna per la sorveglianza e la ricerca disperata di informazioni fossero proprio la causa principale per cui perdiamo il contatto con i nostri figli?

  1. Punto 1: Il Paradosso dello “Snooping” — Più Spii tuo Figlio, Meno lo Conosci Davvero

Uno dei punti di svolta nello studio delle relazioni familiari è rappresentato dalla scoperta controintuitiva dei ricercatori Stattin e Kerr (2000): ciò che fa la reale differenza nella salute relazionale non è il controllo genitoriale attuato con domande intrusive o spionaggio (parental monitoring), ma la reale conoscenza genitoriale (parental knowledge). E da dove deriva questa conoscenza? Non dall’investigazione coercitiva, ma dalla condivisione volontaria e spontanea dell’adolescente (spontaneous adolescent disclosure).

Quando la fiducia relazionale vacilla, la dinamica familiare rischia di precipitare in un distruttivo circolo vizioso. È quanto analizzato nello “Scenario B” della modellistica computazionale di Darling e Hardie (2026), il cui innesco primario risiede proprio nel comportamento del ragazzo:

  1. Il fattore scatenante: L’adolescente riduce improvvisamente e in modo significativo la propria condivisione spontanea di informazioni (disclosure).
  2. La percezione genitoriale: Questa contrazione della trasparenza genera nel genitore la sensazione di non avere più una conoscenza sufficiente per valutare lo stato del figlio.
  3. La reazione coercitiva: Spinto dall’ansia di colmare il vuoto informativo, il genitore ricorre all’intrusività o al controllo spionistico (snooping).
  4. Il cortocircuito relazionale: L’adolescente percepisce questa intrusione come una violazione dei propri confini di privacy e un attacco alla propria dignità; di conseguenza, reagisce innalzando ulteriormente il muro della segretezza e della reticenza.

Si genera così una catena di retroazione amplificante: più il genitore cerca di estorcere dati con il controllo, più l’adolescente si difende nascondendosi, distruggendo la base emotiva necessaria alla verità relazionale.

“La vera conoscenza genitoriale non si estorce con la sorveglianza, ma si riceve in dono attraverso la custodia della dignità dell’adolescente e la creazione di un clima di calorosa autorevolezza.”

  1. Punto 2: Il Pericolo della “Skinnerizzazione” — Perché Trattare i Figli come Macchine Distrugge la Relazione

Nel denunciare i limiti dei modelli deterministici, il Prof. Giuseppe Rodolfo Brera ha evidenziato il grave rischio della “Skinnerizzazione” nelle scienze umane, nell’educazione e nella medicina. Con questo termine si definisce la tendenza, derivata dal comportamentismo di B.F. Skinner, a ridurre l’essere umano a un semplice organismo reattivo, governato esclusivamente da stimoli, premi, punizioni e condizionamenti ambientali.

Trattare un figlio adolescente secondo logiche meramente cibernetiche o meccanicistiche significa ignorare la sua libertà intrinseca e la sua ricerca di senso. Per cogliere la realtà profonda del ragazzo, la Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona individuano Tre Stati Ontologici dell’Essere Persona:

  • Primo Stato Ontologico (L’Essere Persona): È la dignità intrinseca, originaria e inviolabile della persona. Questa dignità esiste fin dal principio e non dipende affatto dal rispetto delle regole, dalle prestazioni scolastiche o dall’obbedienza comportamentale.
  • Secondo Stato Ontologico (Il Self-possible): Rappresenta la sfera della possibilità esistenziale, della libertà in divenire e dell’esplorazione. L’adolescente cerca di affrancarsi dai condizionamenti esterni per rispondere alle grandi domande sul significato della propria vita.
  • Terzo Stato Ontologico (Il Self-real): È la compiuta realizzazione di sé. Si raggiunge quando il ragazzo, accompagnato da una guida che non lo costringe ma lo sostiene maieuticamente, compie scelte esistenziali e morali orientate al bene, integrando la propria libertà con la responsabilità.

Quando un genitore riduce l’educazione a un algoritmo di controllo e sanzioni, depersonalizza il figlio, bloccando la sua transizione verso il Self-real e trasformando il rapporto in uno scontro di potere.

“La dignità originaria dell’adolescente costituisce uno statuto intrinseco e irriducibile: non dipende dal livello di efficienza comportamentale, dall’obbedienza ai genitori o dalla trasparenza informazionale.”

  1. Punto 3: La Biologia della Fiducia — Come il Controllo Ossessivo Altera gli Ormoni dell’Adolescente

Il controllo genitoriale coercitivo non produce solo sofferenza psicologica, ma altera profondamente la fisiologia molecolare del ragazzo. La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) dimostra come la qualità della relazione interpersonale impatti in modo diretto sui sistemi neuroendocrini e immunitari.

Quando un adolescente si sente sottoposto a un controllo intrusivo e depersonalizzante, vive una condizione di distress relazionale cronico. A livello biologico si innesca una cascata di eventi ben definita:

  • Attivazione dell’asse HPA: Si verifica un ipertono permanente dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e del sistema nervoso simpatico.
  • Ipercortisolemia e Carico Allostatico: Il costante rilascio di cortisolo e catecolamine aumenta il carico allostatico, ovvero l’usura biologica dell’organismo.
  • Modulazione Genica Epigenetica Negativa: La persistenza di questo stato di sofferenza relazionale influenza negativamente l’espressione genica dell’adolescente attraverso meccanismi epigenetici, compromettendo la plasticità e la resilienza del sistema biologico.
  • Infiammazione e Soppressione Immunitaria: Il sovraccarico allostatico stimola la produzione di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina-6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale, TNF-\alpha), provocando una diffusa soppressione delle difese immunitarie.

Al contrario, un approccio basato sulla presenza maieutica e sull’ascolto discreto ottimizza la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e stimola l’asse pinealico a produrre melatonina ed endorfine, molecole ad altissimo potere immunomodulante e protettivo.

“La sofferenza relazionale indotta dalla depersonalizzazione e dal controllo coercitivo si traduce immediatamente in risposte neuroendocrine e infiammatorie, dimostrando che la qualità della relazione è un fattore primario di salute biologica.”

  1. Punto 4: L’Equazione Segreta della Salute Relazionale Hp = K (Iq x Cq)

Per formalizzare come la percezione e le decisioni umane determinino il benessere individuale e familiare, la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT) formulata da Giuseppe Rodolfo Brera introduce una celebre equazione:

 Hp = K (Iq x Cq)

I fattori di questa formula rivelano la natura dinamica della salute:

  • Hp (Probabilità di Salute): È la probabilità reale di salute, armonia relazionale e compiuta realizzazione della persona.
  • K (Costante Kairologica): Rappresenta la matrice ontologica della persona, la sua sensibilità al momento propizio e l’apertura al significato trascendente della vita. È il fattore che definisce la ricettività profonda dell’individuo.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Indica il modo in cui il soggetto interpreta gli eventi, il comportamento altrui e i segnali di rottura relazionale.
  • Cq (Qualità delle Scelte): Misura il valore etico ed esistenziale delle decisioni attuate.

In questo modello, K e Iq agiscono in stretta sinergia: la Costante Kairologica (K) costituisce la disposizione profonda dell’essere che orienta e nutre la Qualità dell’Interpretazione (Iq). A sua volta, una Iq elevata permette di cogliere il valore degli eventi e guida direttamente la Qualità delle Scelte (Cq).

Per un genitore, il vero punto di svolta consiste nel trasformare la propria Qualità dell’Interpretazione (Iq): di fronte alla riservatezza di un figlio, un genitore che interpreta il silenzio come una minaccia o un atto di sfida azionerà il controllo coercitivo; al contrario, interpretando quella stessa riservatezza come una fisiologica esigenza di autonomia e affermazione del Self-possible, il genitore compirà scelte educative (Cq) maieutiche, elevando la probabilità di salute (Hp) dell’intero sistema familiare.

“La salute relazionale non è un adattamento meccanico, ma un equilibrio dinamico che dipende dalla qualità con cui interpretiamo i comportamenti altrui e dalla bontà delle nostre scelte.”

  1. Punto 5: Dal Conflitto al Kairos — Trasformare la Crisi in un’Opportunità Maieutica

Nel linguaggio scientifico e cibernetico, un’improvvisa rottura dell’equilibrio familiare (un calo dei voti, un silenzio prolungato, un comportamento rischioso) viene vista come una “perturbazione di sistema”. Nella prospettiva della Kairologia, invece, la crisi non è un guasto meccanico da riparare con l’aumento delle sanzioni, ma un Kairos: il momento opportuno e propizio che spezza gli automatismi e le rigidità relazionali.

Il Kairos rappresenta una chiamata alla “conversione educativa”, offrendo al genitore l’occasione di superare la tentazione del controllo per inaugurare un vero incontro maieutico.

Il confronto tra queste due visioni ne evidenzia la profonda differenza:

Approccio Coercitivo / Cibernetico Approccio Kairologico / Maieutico
Monitoraggio: Pratica intrusiva di tracciamento e sorveglianza guidata dall’ansia genitoriale. Monitoraggio: Sollecitudine discreta, presenza calorosa e ricerca di consonanza relazionale.
Conoscenza: Raccolta quantitativa di dati e informazioni di intelligence sul figlio. Conoscenza: Comprensione maieutica del mondo interiore dell’adolescente oltre il dato superficiale.
Riservatezza / Disclosure: Percepita come minaccia, inganno o devianza da punire. Riservatezza / Disclosure: Rispettata come dono spontaneo di fiducia e fondamentale passaggio di crescita.
Crisi / Shock: Guasto di sistema da correggere rapidamente attraverso l’inasprimento del controllo. Crisi / Shock (Kairos): Momento propizio per trasformare il conflitto in un’opportunità di incontro e senso.
  1. Conclusione: Custodire il Mistero dell’Adolescente

Accompagnare un figlio verso la maturità richiede un coraggioso cambio di paradigma: occorre smettere di agire come “agenti di intelligence” ossessionati dalla sorveglianza per diventare autentiche “guide maieutiche”. La tentazione di controllare nasce dalla paura, ma la PNEI e la psicologia dello sviluppo dimostrano che la coercizione genera solo segretezza, sovraccarico allostatico e distacco emotivo.

La vera conoscenza di un figlio non si può estorcere: si riceve in dono unicamente quando si impara a rispettare la sua dignità originaria e la sua libertà in divenire. Accettare la quota di mistero che ogni adolescente porta con sé non significa abbandonarlo a sé stesso, ma offrirgli uno spazio di fiducia sicura in cui scegliere, prima o poi, di tornare liberamente.

La prossima volta che tuo figlio si chiuderà a riccio e calerà il silenzio, sceglierai di essere un investigatore o un maieuta?

Bibliografia

  1. Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero, Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994.
  2. Brera GR. La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa: IEPI; 2001.
  3. Brera GR. Il tempo di Ulisse ed il tempo di Penelope: gli adolescenti italiani e la loro salute. Milano: Università Ambrosiana; 2004.
  4. Brera GR. L’adolescenza o del nobile mistero della natura umana. Milano: Università Ambrosiana; 2009.
  5. Brera GR. Person-centered medicine: theory, teaching and research. Int J Person Centered Med. 2011;1(1):79-89.
  6. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Milano: Università Ambrosiana; 2021.
  7. Brera GR. SARS-CoV-2 allostasis and the people and person-centered prevention. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
  8. Brera GR, curatore. La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 2024.
  9. Brera GR. The shift of medicine to the personcentered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 13; XV:ID3.
  10. Brera GR. Adolescenza e verità. Milano: Università Ambrosiana; 2026.
  11. Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. 2018; V-VI (4-1):4-30.
  12. Brera GR, ITFOP. Person-centered clinical method and its teaching. Pers Cent Med Int J. 2025 Nov 10; XV:ID1.
  13. Darling N, Hardie B. Goal-Driven Dynamic Change in Parental Monitoring and Adolescent Information Management: a Novel Conceptual Model and Simulation. J Adolesc. 2026 Oct 5; PubMed PMID: 42831420.
  14. Galante V. Faith and religious experience for adolescent health in the thought of Giuseppe R. Brera. Med Mind Adolesc. 2026; XXI:ID4.
  15. Galante V. Unity vs. fragmentation: the epistemology of person-centered medicine in the thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Med Int J. 2026; II (1):ID1.
  16. Liu C, Chen L, et al. Adolescent disclosure and parental knowledge: A meta-analytic review of longitudinal and cross-sectional studies. Dev Psychol. 2020; 56(8):1520-1538.
  17. Stattin H, Kerr M. Parental monitoring: A reinterpretation. Child Dev. 2000; 71(4):1072-1085.

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

Chi è l’Adolescente Oggi in Italia? Analisi Epistemologica, Epidemiologica e Clinica Secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona

Chi è l’Adolescente Oggi in Italia? Analisi Epistemologica, Epidemiologica e Clinica Secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

This research report presents a comprehensive epidemiological, clinical, and epistemological investigation into the condition of adolescents in contemporary Italy. Drawing upon national survey data from ISTAT, the Equitable and Sustainable Well-being (BES) framework, and the Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-ISS) surveillance system, alongside the Person-Centered Medicine framework developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, the study analyzes the complex interplay between demographic contraction, mental health vulnerabilities, poly-substance abuse, and neuroendocrine regulation. Currently, adolescents aged 11–19 represent 8.74% of the Italian population (5.1 million), operating within a society characterized by a severe aging index (199.8). Following the post-pandemic crisis, the Mental Health Index for adolescents stands at 71.8, with a striking gender disparity severely affecting young females (66.5). The report documents an alarming surge in Eating Disorders (over 3 million national cases, with 30% under age 14) and a rapid shift toward poly-substance use (62.4% among adolescent tobacco users), dominated by electronic cigarettes and Heated Tobacco Products. To resolve these multidimensional crises, the report applies the Health Relativity Theory equation Hp=K(Iq x Cq), the three ontological states of Kairology, and the complete Decalogo dell’Adolescentologo. By bridging Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) with Kairological ontology, the framework demonstrates that restoring existential meaning (K) and optimizing interpretive quality (Iq) directly reduces allostatic load, stabilizes autonomic vagal tone, and fosters prefrontal cortical plasticity, offering a validated clinical pathway for person-centered adolescent health.

Keywords

Adolescentology; Person-Centered Medicine; Kairology; Health Relativity Theory; Mental Health Index; Psychoneuroendocrineimmunology; Poly-substance Use; Eating Disorders; Ontological States.

Struttura Demografica e Vulnerabilità Socioeconomica dell’Adolescenza Italiana

La condizione dell’adolescenza nell’Italia contemporanea si inserisce all’interno di un quadro demografico segnato da un progressivo e severo inverno demografico1. I dati più recenti diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica attestano che i giovani di età compresa tra gli 11 e i 19 anni rappresentano appena l’8,74% della popolazione residente, valore corrispondente a circa 5,1 milioni di individui1. Tale incidenza colloca l’Italia al di sotto della media registrata nell’Unione Europea, pari al 9,5%3. Il fenomeno è accentuato da un indice di vecchiaia che ha raggiunto il livello record di 199,8, evidenziando come nel contesto nazionale si contino ormai quasi 200 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 giovanissimi con meno di 14 anni3.

La distribuzione della popolazione giovanile evidenzia rilevanti eterogeneità geografiche sul territorio peninsulare2. Crotone figura come la città con la maggior incidenza di adolescenti, dove circa un residente su dieci appartiene alla fascia 11–19 anni, mentre Oristano registra la percentuale più contenuta, pari al 6,79% della popolazione locale4. Quest’ultima è seguita da altri capoluoghi insulari e centro-settentrionali come Carbonia (6,85%), Cagliari (6,94%), Pavia, Pisa, Ferrara e Bologna, tutte attestate attorno al 7,2%4.

Sul piano delle condizioni materiali di vita, l’adolescenza affronta forme diffuse di deprivazione e vulnerabilità socioeconomica3. Nel 2024, il 26,7% dei minori di 16 anni, corrispondente a circa 2 milioni e 68 mila giovani, viveva in famiglie esposte al rischio di povertà o esclusione sociale, superando nettamente la quota del 23,1% calcolata sulla popolazione generale3. La penetrazione della deprivazione si riflette sulla qualità dell’abitare, dove il 16,2% dei minorenni risiede in strutture caratterizzate da problemi strutturali o di umidità e oltre il 45% sperimenta situazioni di sovraffollamento abitativo6. A tali criticità si somma una condizione di povertà energetica che colpisce il 10% dei bambini e degli adolescenti italiani6. Le ristrettezze economiche limitano significativamente le opportunità di ricreazione e socializzazione: circa il 28% delle famiglie con un figlio minore non ha potuto sostenere la spesa per una settimana di vacanza lontano da casa, percentuale che sale al 30% nei nuclei familiari con più figli6.

 

Indicatore Demografico e Socioeconomico Valore Italia Dettaglio Territoriale o Differenziale di Genere
Incidenza adolescenti (11–19 anni) su popolazione totale 8,74% (~5,1 milioni)3 Media UE: 9,5%3
Indice di Vecchiaia 199,83 Quasi 200 over 65 ogni 100 under 143
Minori (<16 anni) a rischio povertà o esclusione sociale 26,7% (~2,068 milioni)6 Popolazione generale: 23,1%6
Sovraffollamento abitativo infantile e giovanile > 45,0%6 Povertà energetica: 10,0%6
Tasso di NEET (15–29 anni) 13,3%6 Media UE: 11,0%6
Impegno continuativo nel volontariato (14–17 anni) ~7,0%6 In aumento rispetto al 3,9% (2021) e 6,4% (2022)6

Nell’ambito dei percorsi di transizione verso l’età adulta, la quota di giovanissimi inseriti nella categoria dei NEET (Not in Education, Employment, or Training) tra i 15 e i 29 anni si attesta al 13,3%, un valore in progressivo contenimento ma ancora superiore alla media europea dell’11%6. In parallelo, si registra un segnale di partecipazione civica attiva: la percentuale di adolescenti tra i 14 e i 17 anni che svolgono attività gratuite e continuative all’interno di associazioni di volontariato è passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a raggiungere il 7% nel 20236.

Sul versante scolastico e dell’inclusione, l’avvio dell’anno scolastico ha visto la presenza di 7.073.587 studenti distribuiti in 362.115 classi, con un totale di 377 mila alunni con disabilità (pari al 4,8% degli iscritti), dato in costante crescita per effetto di una maggiore tempestività affinata nelle diagnosi precoci3. Ciononostante, il sistema formativo soffre di incoerenze strutturali nel riassorbimento lavorativo del capitale umano: tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, il 36,9% dei laureati occupati risulta sovraistruito rispetto alle mansioni effettivamente svolte3. Questo divario penalizza in misura maggiore le donne (39,8% contro il 34,5% dei coetanei maschi) e sfiora il 52% tra la popolazione giovanile di cittadinanza straniera3.

La Crisi del Benessere Psicologico, la Fenomenologia del Disagio e le Emergenze Cliniche

L’evoluzione della salute mentale nella popolazione adolescenziale italiana riflette gli esiti a lungo termine dell’isolamento pandemico e del permanere di forti pressioni socio-ambientali2. I dati misurati dall’ISTAT mediante l’Indice di Salute Mentale (Mental Health Index – MH), strutturato su una scala sintetica da 0 a 100, mostrano una marcata flessione post-pandemica3. Nella fascia d’età compresa tra i 14 e i 19 anni, l’indice è sceso da 73,9 punti nel 2020 a 70,3 nel 20214. Negli anni successivi si è assistito a un andamento altalenante, con un valore di 71,0 nel 2023 e un modesto recupero a 71,8 nel 2024, che mantiene comunque il benessere psicologico giovanile al di sotto dei livelli registrati nel periodo pre-emergenziale4.

L’indicatore sintetico nasconde una profonda disuguaglianza di genere1. La fragilità psicologica colpisce prevalentemente la popolazione femminile: l’indice di salute mentale delle ragazze tra i 14 e i 24 anni si attesta a 66,5 punti, rispetto al 70,9 misurato tra i coetanei maschi, confermando una traiettoria di sofferenza già evidente nel 2022 (68,2) e nel 20231. Complessivamente, circa 800 mila adolescenti e giovani italiani dichiarano una condizione di disagio psicologico strutturale9.

Una quota determinante di questo stress emotivo trae origine dal contesto scolastico10. Le indagini svolte dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’ambito della sorveglianza HBSC indicano che soltanto il 13% degli adolescenti dichiara di gradire la scuola, percentuale che crolla al 6% tra i quindicenni8. Parallelamente, la sensazione di essere gravemente stressati dagli impegni scolastici riguarda il 50% degli undicenni e raggiunge il 60% tra i maschi e il 78% tra le femmine all’età di 15 anni8.

 

Anno / Indicatore Indice di Salute Mentale (14–19 anni) Dettagli di Genere e Contesto
2020 (Pre-Pandemia) 73,94 Livello base di benessere psicologico percepito4
2021 (Fase Pandemica) 70,34 Flessione di oltre 3 punti in un solo anno4
2023 71,04 MH Ragazze (14–24 anni): 66,53
2024 71,84 MH Maschi (14–24 anni): 70,95
Stress da impegni scolastici a 15 anni 60,0% Maschi / 78,0% Femmine8 Gradimento della scuola a 15 anni: 6,0%8

L’Emergenza Epidemiologica dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione

In questa cornice di sofferenza somato-psichica si colloca l’espansione dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA/DCA), qualificabili come un’emergenza di sanità pubblica11. In Italia le stime ufficiali indicano oltre 3 milioni di persone colpite da queste patologie12. L’analisi delle casistiche evidenzia tre trasformazioni cliniche fondamentali: l’abbassamento dell’età di esordio con casi documentati tra gli 8 e i 10 anni, il fatto che il 30% dei pazienti complessivi abbia un’età inferiore ai 14 anni e l’incremento degli accessi in Pronto Soccorso per motivi legati ai DCA11. Nello specifico, per la fascia d’età tra gli 11 e i 13 anni la quota di accessi per DCA sul totale delle emergenze pediatriche è passata dal 2,5% del 2019 al 5,7% del 2021; nella fascia tra i 14 e i 17 anni la percentuale è triplicata, salendo dal 1,6% al 4,6%3. Presso i centri clinici di terzo livello, come l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si è assistito a un aumento del 64% delle nuove diagnosi nel quinquennio 2019–2024, accompagnato da una crescita del 67% dei ricoveri ordinari.

L’anoressia nervosa presenta lo Standardized Mortality Ratio (SMR) più elevato tra tutti i disturbi psichiatrici, pari a 5,21, traducendosi in un rischio di morte cinque volte superiore rispetto alla popolazione generale di pari età. Attualmente, i disturbi alimentari costituiscono la seconda causa di morte tra le giovani donne in Italia, preceduta unicamente dagli incidenti stradali.

Ritiro Sociale, Bullismo e Connettività Digitale

Le manifestazioni del disagio giovanile assumono manifestazioni quali la disconnessione relazionale e il ritiro sociale3. Si stima che in Italia vi siano circa 100 mila adolescenti riconducibili alla condizione di Hikikomori, caratterizzata dall’isolamento volontario continuativo all’interno delle mura domestiche13. Tale fenomeno si intreccia con un’elevata prevalenza di condotte aggressive tra pari: il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subito episodi offensivi, aggressivi o escludenti sia online che offline; il 21% ne è vittima più volte al mese e l’8% subisce vessazioni su base quotidiana6.

L’ambiente digitale si conferma lo spazio primario di socializzazione: l’80,6% della popolazione al di sopra degli 11 anni utilizza internet con regolarità4, e quasi l’85% degli adolescenti gestisce almeno un profilo sui social network, quota che raggiunge il 97,5% nella fascia d’età tra i 17 e i 19 anni3.

Epidemiologia dei Comportamenti a Rischio e Nuovi Pattern di Dipendenza

Le indagini nazionali della sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-Italia), condotte dall’Istituto Superiore di Sanità unitamente alle rilevazioni del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, evidenziano trasformazioni nei comportamenti d’abuso e nelle condotte a rischio tra gli adolescenti14.

Fumo, Vaping e il Fenomeno del Policonsumo

A fronte di una relativa stabilizzazione del fumo di sigaretta tradizionale, si assiste alla rapida diffusione dei dispositivi di somministrazione della nicotina di nuova generazione, tra cui le sigarette elettroniche (e-cig) e i prodotti a tabacco riscaldato (HTP).

Complessivamente, circa un adolescente su cinque consuma abitualmente prodotti a base di tabacco o nicotina14. L’analisi di dettaglio sulla popolazione studentesca tra i 14 e i 17 anni mostra un’inversione dei tradizionali divari di genere15:

  • Per le sigarette tradizionali, il consumo negli ultimi 30 giorni riguarda il 34,8% delle studentesse rispetto al 25,9% dei maschi, corrispondenti a circa 365 mila ragazze e 305 mila ragazzi. Tra i fumatori attivi, oltre uno su quattro fuma quotidianamente e il 10% consuma più di 11 sigarette al giorno.
  • Per i prodotti a tabacco riscaldato (HTP), il 57% dei consumatori correnti è composto da ragazze e il 39% da ragazzi.
  • Per le sigarette elettroniche, la prevalenza d’uso femminile si attesta al 50% contro il 46% maschile. Il 14% degli utilizzatori di e-cig svapa quotidianamente e il 20% compie oltre 200 tiri al giorno.

La discontinuità di maggior rilievo è rappresentata dall’affermazione del policonsumo. Il 62,4% degli studenti che hanno fatto uso di un prodotto con nicotina negli ultimi 30 giorni utilizza due o più dispositivi contemporaneamente, una percentuale raddoppiata rispetto alle rilevazioni del 2022. Il 27% degli studenti fumatori combina simultaneamente sigarette tradizionali, HTP ed e-cig.

 

Sostanza / Comportamento a Rischio Prevalenza / Dettaglio Epidemiologico Caratteristiche di Genere / Età
Consumo corrente di alcol (ultimi 30 giorni) 37,9%16 Maggiore prevalenza nelle classi d’età superiores
Binge Drinking complessivo (11–17 anni) 14,5% Maschi 15enni > 40%; Femmine 15enni > 30%17
Policonsumo di Nicotina/Tabacco 62,4% dei fumatori attivi 27,0% combina sigarette tradizionali, HTP ed e-cig
Uso di Cannabis (15 e 17 anni) 14,7% Lieve prevalenza maschile
Gioco d’Azzardo (ultimo anno) 28,1% Netta prevalenza maschile
Rapporti sessuali completi a 15 anni Ragazzi: 21,6% / Ragazze: 18,4% Costante flessione nell’uso del preservativo dal 2014

Consumo di Alcol e Binge Drinking

L’alcol si conferma la sostanza psicoattiva più diffusa tra i giovanissimi. Il 37,9% degli adolescenti riferisce di aver bevuto alcolici negli ultimi 30 giorni. L’assunzione episodica eccessiva (binge drinking, definita dall’assunzione di oltre 5 unità alcoliche in un’unica occasione) interessa il 14,5% della popolazione giovanile complessiva, ma cresce in modo significativo con l’aumentare dell’età. All’età di 13 anni la prevalenza è del 19,1% tra i maschi e del 13,7% tra le femmine; a 15 anni oltre quattro ragazzi su dieci e più di tre ragazze su dieci hanno praticato binge drinking nell’ultimo anno. I dati confermano un progressivo incremento delle ubriacature acute anche tra le adolescenti femmine1.

Altre Sostanze, Gioco d’Azzardo e Incidentalità Stradale

L’uso di cannabis interessa il 14,7% dei ragazzi di 15 e 17 anni, con una modesta prevalenza maschile. Il gioco d’azzardo riguarda il 28,1% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, configurandosi come un comportamento prevalentemente maschile.

Relativamente allo stile di vita e alla sicurezza, un minorenne su cinque sopra i 6 anni non pratica alcuno sport nel tempo libero6, e il 32,7% della popolazione generale versa in condizioni di sedentarietà5. Gli incidenti stradali rimangono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, con un tasso di mortalità pari a 0,6 decessi ogni 10 mila residenti e un marcato divario di genere (1,0 per i maschi contro 0,2 per le femmine)5.

In merito alla salute affettiva e sessuale, il 21,6% dei maschi e il 18,4% delle femmine a 15 anni dichiara di aver avuto un rapporto sessuale completo. Tuttavia, i dati della sorveglianza ISS evidenziano dal 2014 ad oggi un calo nell’uso del preservativo tra i giovani.

Il Paradigma Epistemologico dell’Adolescentologia Centrata sulla Persona e la Teoria della Relatività della Salute

La complessità dei dati epidemiologici e clinici richiede un superamento dei modelli medici e psicologici tradizionali, spesso caratterizzati da un’eccessiva frammentazione diagnostica20. La risposta scientifica a questo quadro si fonda sul paradigma dell’Adolescentologia e della Medicina Centrata sulla Persona, sviluppato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)20.

Il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) e l’Assioma Ontologico

L’Adolescentologia si qualifica come una scienza multidisciplinare non riducibile a una semplice branca della pediatria o della medicina interna21. Essa supera sia il riduzionismo biomedico meccanicista — che riduce l’organismo a un insieme di reazioni biochimiche isolabili — sia il dualismo cartesiano22. L’adolescente è concepito come un sistema aperto, teleonomico e indissolubile: il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E).

L’impianto epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona si fonda sul capovolgimento dell’assioma cartesiano, introducendo il principio ontologico: ” sum ergo cogito”

Tale formulazione riafferma il primato dell’essere e del significato biologico ed existentiale rispetto alla mera attività cognitivo-strumentale. In questa prospettiva, la salute non è intesa come assenza di malattia, bensì ridefinita come “la scelta delle vere possibilità per essere la migliore persona umana”.

La Transizione Ontologica: Il Tempo del Kairos e i Tre Stati Ontologici

La teoria antropologico-clinica formulata da Giuseppe Rodolfo Brera e integrata da Vito Galante interpreta l’adolescenza come il tempo opportuno (Kairos), ovvero lo snodo esistenziale e biologico in cui la persona si affranca dalla dimensione puramente adattativa per intraprendere la propria realizzazione ontologica14. La Kairologia e l’Adolescentologia descrivono questo sviluppo attraverso la scansione di tre stati ontologici dell’esistenza22:

  • Primo Stato Ontologico (Essere Persona): Esteso dalla concezione alla pubertà, costituisce uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale22. L’interazione con l’ambiente è governata da modalità comunicative prevalentemente informative, recettive e adattative, essenziali per garantire la sopravvivenza organica e lo sviluppo delle strutture neurobiologiche primarie22.
  • Secondo Stato Ontologico (Possibilità di Essere Persona Umana / Self-possible): Si inaugura con la crisi puberale e l’insorgere dell’adolescenza (Kairos)22. Il giovane acquisisce la consapevolezza di sé e attiva la polarità relazionale “Io-Tu”, dischiudendo il campo delle possibilità evolutive22. In questo stadio l’adolescente è chiamato a interrogarsi sul senso ultimo dell’esistenza, sull’amore, sulla verità e sulla bellezza, trovatosi ad un bivio cruciale: orientarsi verso le “possibilità per la vita” o scivolare nelle “possibilità per la morte” (alienazione, perdita di senso, edonismo, condotte sintomatiche e dipendenze)21.
  • Terzo Stato Ontologico (Essere Persona Umana / Compimento Ontologico): Rappresenta il momento di sintesi, maturazione e compimento ontologico in cui la domanda di senso inscritta nella natura umana trova la propria attuazione25. Attraverso scelte libere, responsabili ed eticamente orientate alla verità, alla bellezza e al bene comune, l’adolescente attua la transizione dalla pura potenzialità al compimento dell’essere22. In questo stato, la percezione del tempo si trasforma dal scorrere angoscioso di istanti slegati (Chronos) a una trama unificata e ricca di significato (Kairos)25, realizzando lo stato dinamico di armonia e autorealizzazione della persona nella sua totalità biologica, psicologica e spirituale25.

Formulazione Matematica della Teoria della Relatività della Salute

La dinamica tra fattori di rischio, vulnerabilità e capacità di resilienza dell’adolescente viene formalizzata attraverso la formulazione matematica della Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT):

I componenti dell’equazione esprimono le seguenti variabili di sistema:

  • Hp (Health Probability / Probabilità di Salute): Indica la capacità di resilienza allostatico-dinamica e di stabilità del sistema S-B-E di fronte alle sollecitazioni ambientali ed endogene.
  • K (Kairological Constant / Costante Kairologica): Rappresenta la spinta antropologica innata verso la ricerca di significato, verità, bellezza e trascendenza, la cui intensità espressiva raggiunge il massimo potenziale durante l’adolescenza.
  • Iq (Quality of Interpretation / Qualità dell’Interpretazione): Esprime il filtro cognitivo, emotivo, simbolico e noetico utilizzato dall’adolescente per elaborare gli stimoli ambientali, le pressioni scolastiche e le dinamiche relazionali.
  • Cq (Quality of Choices / Qualità delle Scelte): Misura il livello di libertà e responsabilità con cui il giovane adotta comportamenti, risposte biologiche e stili di vita.

La patogenesi e la vulnerabilità psichica insorgono laddove il sistema produca interpretazioni distorte (Iqp) e scelte disfunzionali (Cqp), abbassando la probabilità di salute (Hpp). Al contrario, l’atto clinico e pedagogico centrato sulla persona ripristina la costante K e ottimizza Iq e Cq, incrementando la resilienza allostativa del giovane (Hpa).

Correlati Psiconeuroimmunoendocrinologici (PNEI)

Sotto il profilo della Psiconeuroimmunoendocrinologia (PNEI), contesti scolastici o familiari percepiti come giudicanti o iper-prestazionali generano un’elevata entropia cerebrale. Il distress cronico attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e stimola l’amigdala, inducendo una secrezione sustained di corticotropin-releasing factor (CRF) e cortisolo. Nel tempo, questa condizione produce un appiattimento della risposta dell’asse HPA, l’aumento di citochine pro-infiammatorie (come IL-6) e marcatori sistemici (tra cui l’eptidina), e causa un disaccoppiamento funzionale tra la corteccia prefrontale e i nuclei limbici. Ciò compromette la mielinizzazione delle aree prefrontali preposte al decision-making e alla regolazione emotiva.

La sintonizzazione empatica e la relazione di cura centrata sulla persona riducono l’entropia neurale, favoriscono la plasticità sinaptica corticale e stabilizzano il tono vagale autonomico.

Applicazioni Cliniche e Operative: Il Decalogo dell’Adolescentologo e la Genitorialità Creativa

La traduzione del paradigma epistemologico nella pratica medica e consultoriale si realizza attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method) e l’applicazione integrale del Decalogo dell’Adolescentologo, in particolare nell’esperienza clinica  di Vito Galante e Mariangela Porta22 . Il Decalogo correla ciascuna azione relazionale con precisi meccanismi PNEI, neurobiologici e clinico-epistemologici22.

 

Azione Clinica ed Epistemologica (Decalogo) Meccanismo Clinico-Epistemologico Correlato Neurobiologico e PNEI
1. Saper Ascoltare Sospensione dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché); accoglienza del non-detto. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta da minaccia.
2. Essere Accettante e Autorevole Offerta di un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare l’Io ideale. Riduzione del carico allostatico mediata da sintonizzazione intersoggettiva e sicurezza.
3. Saper Aspettare con Pazienza Rispetto dei tempi di crescita senza imporre interventi intrusivi o affrettati. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche.
4. Non Farsi Manipolare né Sostituirsi Rifiuto delle seduzioni affettive e responsabilizzazione del giovane nelle decisioni. Stimolazione della mielinizzazione delle aree prefrontali deputate al decision-making.
5. Spazio alla Domanda di Senso Accoglienza della domanda di verità, amore e bellezza senza moralismi dogmatici. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, aumento della sintesi di melatonina e indoli.
6. Gestire le Richieste Affettive Riconoscimento del bisogno affettivo senza creare dipendenze disfunzionali. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV).
7. Integrare i Genitori (Tutelando la Privacy) Spazio confidenziale per l’adolescente e guida alla genitorialità creativa. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare e miglioramento del supporto percepito.
8. Setting Rigoroso e Regole Chiare Definizione di confini chiari per contenere l’onnipotenza narcisistica. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale.
9. Saper Tollerare le Frustrazioni Maturità professionale che interpreta l’opposizione o il drop-out come dato semeiologico22. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, trasmissione di contenimento emotivo e stabilizzazione HRV22.
10. Mantenere un Aggiornamento Multidisciplinare Formazione permanente interdisciplinare (medicina, PNEI, pedagogia, etica)22. Flessibilità euristica dell’operatore che minimizza la frammentazione diagnostica e prescrittiva22.

L’applicazione sistematica di questo metodo nei servizi di Counselling Medico dell’Adolescente della Scuola Medica di Milano — che dal 1995 ad oggi hanno preso in carico circa 80 mila giovani — mostra un incremento del 95% nella comprensione del vissuto di patologia da parte del paziente e una riduzione del 70% dei costi legati ad accertamenti diagnostici inappropriati22.

L’integrazione del nucleo familiare avviene attraverso i programmi dell’Accademia Genitori, orientati a sviluppare la “Genitorialità Creativa”. Tale approccio sostiene la coppia genitoriale nella gestione dei conflitti evolutivi dell’adolescente, prevenendo lo scompenso allostatico all’interno delle dinamiche familiari.

Conclusioni e Indicazioni Strategiche

L’indagine sulla condizione dell’adolescente nell’Italia contemporanea evidenzia la convergenza tra una severa contrazione demografica e un diffuso sofferenza psicofisica1. La contrazione dell’Indice di Salute Mentale, particolarmente pronunciata nella popolazione femminile (66,5)3, l’aumento dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione con un progressivo abbassamento dell’età di esordio, l’ampia diffusione del policonsumo di sostanze nicotine-consegnanti (62,4%) e la ricorrenza di episodi di binge drinking16 testimoniano i limiti dei modelli d’intervento frammentari e settoriali.

Tali manifestazioni cliniche e comportamentali non vanno interpretate come entità patologiche isolate, bensì come indicatori di un’elevata entropia relazionale ed esistenziale. In questo contesto, l’attenuazione della costante kairologica (K) e l’inadeguatezza dei filtri interpretativi (Iq) si traducono in uno scompenso allostatico a carico dell’asse PNEI.

Per affrontare questa emergenza clinica ed educativa, si delineano tre direttrici strategiche per le politiche sanitarie e formative:

  1. Riconfigurazione dei Servizi Sanitari Territoriali: Sostenere il passaggio da una medicina d’organo frammentata all’adozione diffusa della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica all’interno dei consultori, della medicina generale e delle strutture pediatriche22.
  2. Trasformazione della Pedagogia Scolastica: Promuovere interventi di de-stressing dell’ambiente scolastico attraverso programmi d’insegnamento e prevenzione incentrati sul valore ontologico della persona (Youth Science Italy / Programma Kairos), riducendo la pressione prestazionale e il conseguente disagio somato-psichico10.
  3. Promozione della Genitorialità Creativa: Diffondere percorsi formativi dedicati alle famiglie per fornire strumenti di comprensione delle dinamiche neurobiologiche e PNEI dell’adolescente, strutturando un’alleanza educativa e clinica idonea a ridurre lo stress allostatico intrafamiliare.

L’adozione del Decalogo dell’Adolescentologo nella sua interezza22, lo sviluppo consapevole dei tre stati ontologici22 e l’applicazione dell’equazione della salute Hp=K(Iq x Cq) costituiscono il presupposto scientifico per trasformare la fase critica dell’adolescenza da condizione di vulnerabilità patologica a opportunità di compimento della persona umana14.

Bibliografia

1.Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). I podcast: giovani generazioni [Internet]. Roma: ISTAT; 2024 jul [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/pdf_giovanigenerazioni.pdf

2.Fondazione Openpolis. Cosa sappiamo sulla salute mentale degli adolescenti [Internet]. Roma: Openpolis; 2023 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.openpolis.it/cosa-sappiamo-sulla-salute-mentale-degli-adolescenti/

3.Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza. Dati e statistiche [Internet]. Roma: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.minori.gov.it/it/tipo-di-risorsa/dati-e-statistiche

4.Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Benessere equo e sostenibile 2025: Infografiche [Internet]. Roma: ISTAT; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.istat.it/infografiche/benessere-equo-e-sostenibile-2025-infografiche/

5.Gruppo Solidarietà. ISTAT. Rapporto BES 2024: il benessere equo e sostenibile in Italia [Internet]. Moie di Maiolati Spontini (AN): Gruppo Solidarietà; 2024 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.grusol.it/apriInformazioniN.asp?id=9927

6.Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Salute e sanità [Internet]. Roma: ISTAT; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.istat.it/statistiche-per-temi/societa-e-istituzioni/salute-e-sanita/

7.Istituto Superiore di Sanità (ISS). Disturbi dell’alimentazione e COVID-19 [Internet]. Roma: EpiCentro – Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dipendenze-disturbi-alimentazione

8.Bologna E. Condizioni di salute e stili di vita [Internet]. Roma: ISTAT; 2026 mar 30 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/EV_30_03_2026_Bologna_Emanuela.pdf

9.PerFormat Salute. Benessere psicologico tra gli adolescenti: cosa dicono i dati ISTAT [Internet]. Pisa: PerFormat; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.performatsalute.it/blog/benessere-psicologico-tra-gli-adolescenti-cosa-dicono-i-dati-istat/

10.Istituto Superiore di Sanità (ISS). Gli adolescenti italiani dopo la pandemia nella fotografia dell’ISS: 1 giovane su 2 ha dichiarato un effetto positivo nei rapporti familiari, ma 2 su 5 ne hanno riconosciuto gli effetti negativi sulla salute mentale (Comunicato Stampa N° 08/2023) [Internet]. Roma: ISS; 2023 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.iss.it/-/comunicato-stampa-n%C2%B008/2023-gli-adolescenti-italiani-dopo-la-pandemia-nella-fotografia-dell-iss-1-giovane-su-2-ha-dichiarato-un-effetto-positivo-nei-rapporti-famigliari-ma-2-su-5-ne-hanno-riconosciuto-gli-effetti-negativi-sulla-salute-mentale

11.Ministero della Salute. Disturbi nutrizione e alimentazione, focus 18-25 anni [Internet]. Roma: Ministero della Salute; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.salute.gov.it/new/it/scheda-statistica/disturbi-nutrizione-e-alimentazione-focus-18-25-anni/

12.Centro Lilac. Informazioni e statistiche sui disturbi del comportamento alimentare [Internet]. Roma: Centro Lilac; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.centrolilac.it/blog/informazioni-e-statistiche-sui-disturbi-del-comportamento-alimentare/

13.Pozza A, Coluccia A, Gaetani M, Gusinu R, Ferretti F. La sindrome “Hikikomori”: prevalenza nella popolazione generale e aspetti clinico-diagnostici. Rassegna Italiana di Criminologia [Internet]. 2019 [citato 2026 set 27];13(1):11-19. Disponibile su: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/ric/article/download/5091/4374

14.Istituto Superiore di Sanità (ISS). Sistema di sorveglianza HBSC – Health Behaviour in School-aged Children: Dati 2024 [Internet]. Roma: EpiCentro; 2024 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.epicentro.iss.it/hbsc/2024

15.Centro Nazionale Dipendenze e Doping. Il consumo di tabacco e nicotina negli studenti 14-17 anni [Internet]. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2024 jul [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.iss.it/documents/20126/9544373/Slide+Fumo+2024+con+note.pdf/7ecd6788-bcf0-352d-4996-2e7bc256973b?t=1721655429173

16.Istituto Superiore di Sanità (ISS). Indagine 2022 – HBSC: Consumo di alcol [Internet]. Roma: EpiCentro; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.epicentro.iss.it/HBSC/indagine-2022-alcol

17.Foresta D; Gruppo di lavoro HBSC Italia 2018. Fumo e alcol tra gli adolescenti nelle Regioni italiane: i dati della sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) 2018. Boll Epidemiol Naz [Internet]. 2021 [citato 2026 set 27];2(3):36-42. Disponibile su: https://www.epicentro.iss.it/ben/2021/3/fumo-alcol-adolescenti-hbsc

18.Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). 1. Salute. In: Rapporto Annuale [Internet]. Roma: ISTAT; 2025 nov [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/01-Salute.pdf

19.Pizzo A, Lausi G, Burrai J, Quaglieri A, Mari E, D’Alessio I, et al. Emotion behind the wheel: unravelling the impact of emotional (dys)regulation on young driving behaviour—a systematic review. Sustainability [Internet]. 2024 [citato 2026 set 27];16(8):3384. Disponibile su: https://iris.uniroma1.it/retrieve/75012be3-3a66-4445-8c1b-1a935efc3ae2/sustainability-16-03384-with-cover.pdf

20.Galante V. Profile and Research Output [Internet]. Berlin: ResearchGate; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Vito-Galante

21.Università Ambrosiana News. Archivi tag: Adolescentologia [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/adolescentologia/

22.Università Ambrosiana News. Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/

23.Scuola Medica di Milano, Università Ambrosiana. Dipartimento di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza – Home Page [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/dipado.htm

24.Adolescentologia Online. Dipartimento di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza della Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: SIAd; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/dipartimento-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza-della-scuola-medica-di-milano/

25.Università Ambrosiana News. Archivi: Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/universita-ambrosiana/

26.Università Ambrosiana. Department of Person-Centered Medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.person-centeredmedicine.it/

27.Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd). Home Page [Internet]. Milano: SIAd; [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://adolescentologia.org/

28.Brera GR. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2008 [citato 2026 set 27]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf

 

[i] [i]  Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 28 Settembre 2026 in occasione di III° Videoconferenza nazionale.:”Chi  è l’adolescente oggi”  introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

[ii] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla persona

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla personaa

Vito Galanteb

Abstract

This research report explores the systemic convergence between academic learning, allostatic regulation, and adolescent health through the conceptual lens of Person-Centered Medicine (PCM) and relational epigenetics. Developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this interactionist-teleonomic paradigm overcomes clinical and educational fragmentation by treating the adolescent as an indissoluble unity of body, mind, and spirit. Guided by the Health Relativity Theory, formalized through the equation HP= K(IqxCq), the report evaluates how chronic academic anxiety and adverse educational environments act as primary drivers of brain entropy and high allostatic load. This stress-induced state triggers profound psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) dysregulation, leading to HPA-axis blunting, elevated inflammatory biomarkers (such as hepcidin and IL-6), prefrontal-limbic disconnect, and cognitive shutdown. Conversely, pedagogical practices modeled on empathy, relational quality, and “intellectual charity” promote cortical synaptic plasticity, reducing neural entropy and converting distress into eustress. The report synthesizes the clinical validation of the Person-Centered Clinical Method (PCCM)—which shows a 95% improvement in patient comprehension and a 70% reduction in unnecessary diagnostic costs—and underscores the implementation of kairological medical counseling and creative parenting as essential maieutic tools to foster adolescent resilience and preserve developmental trajectories.

Keywords

Adolescence, Person-Centered Medicine, School Stress, Allostatic Load, Psychoneuroendocrineimmunology, Epigenetics, Brain Entropy, Kairological Counselling.

Epistemologia della complessità e superamento del riduzionismo biomedico

La scienza medica contemporanea e i sistemi educativi istituzionali si trovano dinanzi a una profonda frammentazione epistemologica che separa fittiziamente i parametri biologici dello sviluppo umano dall’attività cognitiva, simbolica e spirituale dell’adolescente1. Storicamente, a partire dal positivismo ottocentesco di Claude Bernard, la medicina ha ridotto la propria clinica a una mera riparazione di ingranaggi molecolari isolati, relegando la salute a una misura statica di assenza di sintomi fisici1. Allo stesso modo, la pedagogia tradizionale ha spesso trattato lo studente come un ricettore passivo di nozioni da quantificare attraverso misurazioni standardizzate della performance1. Questo dualismo cartesiano ha generato una grave cecità clinica e metodologica, impedendo di comprendere come la qualità dell’ambiente di apprendimento scolastico influenzi direttamente la biologia dello sviluppo e, viceversa, come l’equilibrio fisiologico determini le capacità cognitive superiori1.

Per superare tale frammentazione, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata e diretta da Giuseppe R. Brera, ha introdotto a partire dal 1998 il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)1. Questo modello scientifico propone una vera e propria inversione ontologica basata sull’assioma Sum ergo cogito (Sono, dunque penso), riaffermando il primato dell’essere e del significato biologico sull’attività puramente strumentale e cognitiva1. La salute viene ridefinita come un processo indeterministico e semiologico di adattamento creativo, inteso come la scelta consapevole delle vere possibilità per essere la migliore persona umana1.

All’interno di questo scenario di rinnovamento scientifico si inserisce l’attività clinica e accademica del Prof. Vito Galante, il cui contributo all’adolescentologia clinica e alla pedagogia relazionale ha ricevuto una consacrazione internazionale nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”1. Attraverso la direzione di due avanzati poli di ricerca — il Laboratorio in Counselling medico dell’adolescente presso l’ateneo milanese e il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori — il Prof. Galante coordina network scientifici nazionali ed europei mirati a dimostrare l’interconnessione profonda tra relazioni educative, stabilità biologica ed espressione epigenetica nello studente adolescente1. Il paradigma si fonda sul superamento dell’imperialismo bio-tecnologico a favore del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E, Subjectivity-Biology-Environment), in cui l’adolescente è concepito come un sistema aperto e teleonomico, ossia orientato naturalmente verso la ricerca oggettiva di significato, verità, amore e bellezza1.

La Teoria della Relatività della Salute e l’ermeneutica kairologica dello sviluppo

Il fondamento scientifico e matematico di questo modello interazionista è rappresentato dalla Teoria della Relatività della Salute (HRT, Health Relativity Theory)1. La HRT demolisce la concezione deterministica lineare secondo cui la reazione biologica a uno stressore sia fissa e universale, dimostrando che l’impatto di qualsiasi stimolo ambientale è relativo alla qualità dei processi interpretativi e delle risposte decisionali del soggetto1. L’equazione fondamentale che formalizza la probabilità di salute (Hp) di un individuo è espressa come:

All’interno di questo formalismo matematico indeterministico, ciascuna variabile assume una precisa connotazione clinica ed esistenziale1:

Hp=k( Iq x Cq)

  • Hp (Probabilità di Salute): Rappresenta la risultante dinamica della resilienza allostatica e della stabilità sistemica dell’organismo di fronte alle perturbazioni esterne e interne1.
  • K (Costante Kairologica): Descrive la costante antropologica che esprime l’intrinseca domanda di senso e trascendenza caratteristica della natura umana1. Tale costante acquisisce la sua massima espressione nell’adolescenza, intesa come il tempo propizio (Kairos) in cui le domande sul significato dell’essere diventano determinanti per la salute stessa1.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Misura l’efficacia del filtro simbolico, cognitivo ed emotivo applicato dal soggetto agli stimoli ambientali (comprese le sfide didattiche, le valutazioni scolastiche e le relazioni con docenti e pari)1.
  • Cq (Qualità delle Scelte o del Coping): Indica il livello di libertà e responsabilità con cui l’adolescente seleziona le proprie risposte comportamentali e i propri stili di vita biologici1.

La teoria permette di distinguere la probabilità di attivazione dei processi di resilienza allostatica (Hpa) da quelli che inducono vulnerabilità biologica e patogenesi (Hpp), a seconda che l’interpretazione e il coping siano orientati in senso costruttivo o disfunzionale4:

Hpa=k( Iqa x Cqa) vs Hpp =k( Iqp x Cqp)

Durante l’adolescenza, lo studente sperimenta l’emergenza di nuove strutture logiche, affettive e noetiche, transitando attraverso specifici stati ontologici descritti dall’antropologia kairologica1.

 

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Brera   e Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico.14 Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore) Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale.

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Questa transizione evolutiva non è una mera successione cronologica (Chronos), ma un percorso di progressiva unificazione della personalità, schematizzato nella tabella sottostante1.

Stato Ontologico Dimensione Temporale ed Esistenziale Strutture Coinvolte Obiettivo Teleonomico Implicazione Scolastica
Essere Persona (Being a Person) Statico-strutturale, permanente dal concepimento alla morte naturale1. Dignità intrinseca, potenziale ontologico, unità corpo-mente-spirito1. Preservazione e riconoscimento incondizionato del valore intrinseco del giovane1. Rifiuto della riduzione dello studente a mero numero o performance valutativa1.
Il Sé Possibile (Self-possible) Dinamico-potenziale, si attiva con vigore durante l’adolescenza1. Intelligenza, volontà, tensione ideale, polarità relazionale Io-Tu1. Esplorazione delle possibilità esistenziali guidata dal Sé Ideale (Verità, Amore, Bellezza)1. Sostegno alla scoperta dei propri talenti e della propria vocazione personale1.
Il Sé Reale (Self-real) Storico-esistenziale, frutto delle scelte nel tempo propizio (Kairos)1. Scelte etiche concrete, stili di vita responsabili, coping orientato ai valori1. Traduzione delle potenzialità in comportamenti reali protettivi della salute1. Sviluppo della responsabilità individuale e della resilienza scolastica1.

Fisiopatologia dello stress scolastico: allostasi, entropia cerebrale e dinamiche PNEI

L’impatto biologico delle dinamiche scolastiche sull’adolescente trova una spiegazione scientifica nel passaggio dal concetto classico di omeostasi a quello di allostasi, formulato da Peter Sterling e Joseph Eyer1. Mentre l’omeostasi mira a mantenere i parametri biologici fissi attraverso risposte reattive, l’allostasi descrive un sistema di regolazione predittiva coordinato dal cervello, che adatta i parametri fisiologici anticipando le richieste ambientali future1. Quando lo studente affronta le sfide quotidiane della scuola in un clima di fiducia ed empatia, l’attivazione transitoria dei mediatori dello stress (asse HPA e sistema simpatico) si traduce in eustress, promuovendo la plasticità sinaptica, l’attenzione e la focalizzazione cognitiva senza costi biologici significativi1.

Al contrario, l’esposizione cronica a pressioni valutative esasperate, l’ansia da interrogazione costante, l’isolamento sociale o un clima didattico alienante generano un persistente sovraccarico allostatico (allostatic overload)1. In questo stato, il cervello valuta l’ambiente scolastico come una minaccia continua per l’integrità del Sé, innescando una secrezione prolungata del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e un’iperattivazione dell’amigdala1. L’ipercortisolemia cronica e la persistente stimolazione adrenergica provocano una downregulation dei recettori dei glucocorticoidi a livello ippocampale, determinando l’atrofia dendritica nelle aree deputate alla memoria consolidata e bloccando la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF)1. Questo fenomeno biologico, noto come spegnimento cognitivo, riduce drasticamente l’efficienza sinaptica e si associa a un incremento dell’entropia cerebrale, ovvero a uno stato di disordine informativo e sovraccarico energetico all’interno delle reti neurali1.

A livello molecolare, la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) descrive come questa attivazione allostatica disfunzionale si traduca in uno stato flogistico sistemico di basso grado1. Lo stress allostatico cronico induce una upregulation del fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la sintesi di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina 6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) e deprimendo la risposta immunitaria cellulo-mediata3. In aggiunta, studi condotti su adolescenti esposti a stress cronico indicano che elevati carichi allostatici correlano con un incremento della sintesi di epcidina, l’ormone regolatore del ferro sensibile agli stati infiammatori1. L’innalzamento dell’epcidina provoca un sequestro intracellulare del ferro e un’anemia funzionale, compromettendo l’ossigenazione cerebrale e aggravando l’astenia cognitiva dello studente1.

 

Parametro Fisiologico / Biomarcatore Stato sotto Carico Allostatico (Ambiente Performante e Alienante) Stato sotto Modulazione Protettiva (Apprendimento Centrato sulla Persona) Conseguenza Clinica e Cognitiva sullo Studente
Cortisolo Salivare Curva circadiana appiattita o iperproduzione cronica diurna1. Ritmo circadiano fisiologico conservato (picco mattutino, calo serale)3. Stabilizzazione del tono dell’umore, miglioramento della qualità del sonno e della concentrazione3.
Asse Oppioide-Surrenalico Iperattivato con persistente rilascio di catecolamine e cortisolo1. Inibito o attivato esclusivamente in modo acuto e transitorio1. Vasocostrizione periferica, ipertensione subclinica, immunosoppressione, ansia1.
Asse Cannabinoide-Pineale Inibito, con drastico calo della secrezione notturna di melatonina1. Attivato da relazioni empatiche e percezione di significato esistenziale1. Immunostimolazione, connettività prefrontale-limbica ottimale, effetto ansiolitico naturale1.
Epcidina Sierica Significativamente elevata a causa dell’attivazione flogistica (IL-6)1. Mantenuta entro i range di omeostasi metabolica basale1. Prevenzione dell’anemia funzionale e dell’astenia cognitiva da carenza di ferro biodisponibile1.
Proteina C-Reattiva (CRP) e IL-6 Elevate, espressione di neuroinfiammazione e infiammazione sistemica di basso grado1. Ridotte, a testimonianza di una bassa carica flogistica sistemica1. Protezione della plasticità sinaptica, riduzione del rischio di disturbi depressivi e somatizzazioni1.
Lunghezza dei Telomeri Accorciamento telomerico accelerato dovuto a stress ossidativo ed etico1. Preservazione dell’integrità telomerica e della stabilità genomica1. Prevenzione dell’invecchiamento cellulare precoce e rafforzamento della resilienza biologica1.

Epigenetica relazionale e riprogrammazione cellulare nell’ambiente educativo

La transizione dal distress biologico all’eustress trova una solida validazione scientifica nelle scoperte sull’epigenetica relazionale e morale, discipline che documentano come le interazioni affettive e i vissuti simbolici siano in grado di modificare la metilazione del DNA e la conformazione cromatinica, regolando l’espressione genica senza alterare la sequenza primaria del genoma2. Nel contesto scolastico, il clima della classe e la sintonizzazione empatica del docente agiscono come veri e propri modulatori epigenetici2. Relazioni positive fondate sulla fiducia riducono la trascrizione di geni pro-infiammatori e attivano pathway epigenetici associati alla resilienza psicofisiologica2.

Questo processo di modulazione biologica si ricollega alle ricerche di Piermario Biava riguardanti la riprogrammazione epigenetica cellulare attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali embrionali3. Le scoperte di Biava dimostrano che l’organismo possiede codici regolatori epigenetici sensibili ai segnali microambientali e informativi esterni, in grado di riorientare il destino cellulare e contrastare i processi di degenerazione e invecchiamento3. All’interno del sistema integrato Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), la qualità delle relazioni educative e familiari funge da segnale bio-informativo epigenetico, stabilizzando la telomerasi e mantenendo l’integrità dei telomeri, la cui lunghezza costituisce una misura quantitativa dell’impatto della qualità della vita sulla stabilità genomica del giovane3.

L’efficacia biologica di contesti educativi ecologici è emersa chiaramente anche dallo studio empirico condotto da Dettweiler e colleghi sulla regolazione allostatica nell’apprendimento all’aperto (outdoor schooling). L’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), valutata mediante l’indice RMSSD (che riflette l’attività parasimpatica e il tono vagale), ha rivelato che lo svolgimento delle lezioni in ambienti naturali favorisce una sintonizzazione autonomica ottimale. Questa condizione, definita come “mobilitazione senza destabilizzazione”, permette un incremento dell’attenzione focalizzata associato a un’elevata variabilità cardiaca e a una drastica riduzione del cortisolo libero, confermando come la riconfigurazione dello spazio didattico e la qualità delle interazioni ambientali modulino direttamente la risposta PNEI dello studente15.

La Pedagogia Centrata sulla Persona e il Metodo Kairos

Il superamento del distress scolastico richiede una profonda critica ai modelli educativi basati esclusivamente sul condizionamento comportamentale e sulla pressione valutativa quantitativa, dinamiche che Giuseppe R. Brera definisce come “Skinnerizzazione” della scuola e della società1. Questo approccio riduzionista, mutuato dal comportamentismo di B.F. Skinner, tratta l’allievo come un organismo puramente reattivo da addestrare attraverso rinforzi esterni e punizioni, spegnendo il necessario conflitto interiore e riducendo l’adolescente alla condizione di “bruto” descritta da Dante Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno1. La vera nobiltà dell’essere umano risiede invece nella tensione teleonomica verso la virtù e la conoscenza (virtute e canoscenza), un’aspirazione che non può essere sottomessa a logiche di mercato o a performance standardizzate1.

La Pedagogia Centrata sulla Persona si propone di superare la Skinnerizzazione attraverso l’applicazione del “Programma Scuola-Salute” e del “Metodo Kairos”, concepiti per educare il desiderio profondo del giovane anziché reprimerlo o manipolarlo1. La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019)16 e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative, ciascuno associato a precisi meccanismi d’azione kairologica e a risposte biologiche misurabili nell’adolescente1

 

Criterio Pedagogico Declinazione Operativa (Scuola e Famiglia) Meccanismo d’Azione Kairologico Risposta Neuro-Endocrina ed Epigenetica
1. L’esperienza di essere desiderato Accoglienza incondizionata dello studente nella sua interezza, indipendente dalle performance o dai risultati didattici1. Consolidamento della sicurezza ontologica primaria e dell’identità; apertura al dono di sé1. Stimolazione della via dell’ossitocina, attivazione dei circuiti dopaminergici del reward e riduzione del cortisolo basale1.
2. L’accettazione del limite Valorizzazione del limite (fisico, cognitivo, morale) come confine protettivo e stimolo per l’alleanza con l’altro1. Superamento dell’illusione di onnipotenza infantile; interiorizzazione del senso di responsabilità e del dovere1. Riduzione dello stress etico e della frustrazione cronica; stabilizzazione della reattività dell’asse HPA1.
3. Il passo indietro dell’educatore Pratica del disimpegno strategico (stepping back) per concedere autonomia decisionale all’adolescente1. Transizione dalla dipendenza infantile alla libertà etica e alla scelta responsabile (Self-possible)1. Facilitazione dei processi di mielinizzazione sinaptica e potenziamento della connettività prefrontale-limbica1.
4. La pedagogia del silenzio Programmazione di spazi di silenzio e disconnessione attiva dai dispositivi tecnologici durante l’orario scolastico1. Interruzione dell’iperstimolazione digitale; stimolazione dell’introspezione e della riflessione profonda1. Riduzione della stimolazione adrenergica e incremento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)1.
5. L’abbraccio della promessa Presentazione dell’offerta formativa scolastica come consegna di una promessa di felicità, verità e bellezza futura1. Risignificazione delle crisi e dei fallimenti temporanei come kairoi opportuni per edificare la resilienza1. Ottimizzazione della regolazione allostatica; attivazione di pathway epigenetici anti-infiammatori sistemici1.

La cooperazione sinergica tra scuola e famiglia si rivela imprescindibile per l’attivazione di questi criteri1. Il “genitore ottimale”, formato attraverso i laboratori di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori, funge da modello positivo e base sicura, supportando l’adolescente nella costruzione del proprio orientamento temporale e spaziale1. Questa interazione tra la natura biologica dell’allievo (la “farina”) e la guida relazionale dell’educatore (il “lievito”) permette lo sviluppo armonico della soggettività giovanile, prevenendo l’insorgenza di risposte allostatiche distruttive1.

Il Decalogo dell’Adolescentologo come codice operativo e biologico

La traduzione clinica della Medicina Centrata sulla Persona nell’interazione con il giovane paziente è governata dal “Decalogo dell’Adolescentologo”, formulato originariamente da Giuseppe R. Brera nel 1989 e successivamente implementato e validato nella prassi scientifica dal Prof. Vito Galante e dalla Prof.ssa Mariangela Porta1. Questo strumento metodologico e deontologico impone al medico e al pedagogista una vera e propria inversione clinica, richiedendo di indagare in primo luogo le risorse di salute, i talenti e i fattori protettivi dell’adolescente prima di procedere alla valutazione nosografica delle sue patologie o disfunzioni3. Il Decalogo riconosce che l’adolescente esprime, attraverso la vulnerabilità del proprio corpo (cefalee tensive, disturbi alimentari, somatizzazioni), una profonda richiesta di essere ascoltato e creduto da figure di riferimento autorevoli1.

 

Principio del Decalogo Rilevanza Clinica e Relazionale Meccanismo Fisiopatologico Sottostante Modulazione PNEI e Allostatica
1) Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche del medico e dei genitori, accogliendo il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico1. Sospensione fenomenologica dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché)3. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta dallo stato di minaccia esistenziale1.
2) Essere accettante, comprensivo e autorevole Fornisce all’adolescente un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare il proprio “Io ideale”3. Stabilità epistemologica e morale del clinico come punto d’appoggio relazionale stazionario3. Riduzione del carico allostatico mediata dalla sintonizzazione intersoggettiva e dalla sicurezza percepita1.
3) Saper aspettare con pazienza Rispetta i movimenti di crescita dell’adolescente senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo3. Tolleranza della stasi clinica e del silenzio come spazio necessario per l’elaborazione interna3. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche indotte da forzature esterne1.
4) Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta qualsiasi manipolazione affettiva del giovane, responsabilizzandolo nelle decisioni non strettamente mediche3. Definizione rigorosa dei limiti professionali del setting clinico centrato sulla persona3. Mielinizzazione delle aree prefrontali coinvolte nei processi di decision-making autonomo1.
5) Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico3. Integrazione maieutica della dimensione spirituale all’interno del percorso di salute3. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, stimolazione della sintesi di melatonina e indoli protettivi1.
6) Gestire le richieste affettive (transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente senza diventarne attore o instaurare dipendenze disfunzionali3. Interpretazione e delimitazione cosciente delle proiezioni emotive del paziente sul clinico3. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)3.
7) Integrare i genitori rispettando la privacy Crea spazi di ascolto confidenziali per il giovane guidando al contempo la famiglia attraverso la genitorialità creativa3. Gestione dell’alleanza terapeutica triangolare senza alimentare il conflitto generazionale3. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare, miglioramento del supporto sociale percepito dallo studente1.
8) Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting relazionale invalicabile (patti chiari, amicizia lunga) a tutela del percorso di cura3. Contenimento del senso di onnipotenza narcisistica e della svalutazione del lavoro medico3. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale1.
9) Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o drop-out terapeutici dell’adolescente3. Maturità professionale che interpreta l’opposizione come dato semeiologico del travaglio identitario3. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo8.
10) Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Impone lo studio continuo dei fenomeni evolutivi complessi e dei correlati biologici dello stress giovanile3. Comprensione di quadri clinici emergenti come la dipendenza digitale e la “Sindrome di Mercurio”3. Raccordo costante tra i progressi della biologia molecolare, dell’epigenetica e della clinica della persona3.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona e l’efficacia della Diacrisi

L’operazionalizzazione clinica del paradigma della PCM avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro clinico in un evento kairologico intersoggettivo1. Il fulcro metodologico del PCCM risiede nella “Diacrisi” (discernimento), termine scelto appositamente per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, spesso ridotta a un mero etichettamento nosografico3. La Diacrisi si articola in sette fasi procedurali rigorose, guidate dalla “Clinical Epoché” (la sospensione fenomenologica delle categorizzazioni predeterminate per accogliere l’unicità del paziente)3:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico instaura attivamente un’atmosfera clinica fondata su Acceptance, Comprehension, Help (Accettazione, Comprensione, Aiuto), gettando le basi della relazione maieutica3.
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dinamica dei canali di comunicazione analogica ed empatica per connettersi con il dolore emotivo dell’adolescente3.
  3. Inizio Interlocutorio: Spazio dedicato alla narrazione libera del problema esistenziale del giovane prima della descrizione tecnica del sintomo fisico3.
  4. Clinical Epoché: Sospensione cosciente dei giudizi nosografici per rispettare il mistero e la dignità intrinseca della persona del paziente3.
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Esplorazione approfondita della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi affettivi e spirituali e delle abitudini psicofisiologiche3.
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Esame obiettivo integrato, in cui i segni biologici vengono interpretati anche come messaggi simbolici espressi dall’organismo del giovane3.
  7. Diagnosi della Persona (e calcolo del Cross-ratio): Sintesi tridimensionale che incrocia le risorse (strengths) e i problemi (weaknesses) del soggetto nelle tre dimensioni (corpo, mente, spirito), valutando quantitativamente il rapporto tra resilienza allostatica e fattori di rischio biologico-ambientali1.

L’efficacia e la sostenibilità del PCCM sono state rigorosamente documentate attraverso studi clinici pilota condotti su ampi campioni di adolescenti1. La tabella seguente sintetizza i risultati quantitativi raccolti sull’applicazione del metodo nei servizi di medicina generale, pediatria e specialistica dell’adolescenza1.

Indicatore di Efficacia Clinica e Organizzativa Riscontro Favorevole (%) Implicazione Clinica per lo Studente Adolescente Impatto sul Sistema Sanitario Pubblico
Comprensione globale dei problemi del paziente 95%1 Diagnosi accurata delle cause profonde del distress e superamento della somatizzazione ansiosa1. Riduzione drastica del nomadismo medico e delle consultazioni ripetute1.
Miglioramento della qualità di vita e della salute generale 75%1 Attivazione delle risorse biologiche di resilienza (asse pineale) e ripristino dell’equilibrio allostatico1. Riduzione della necessità di interventi terapeutici invasivi o cronici1.
Riduzione di esami diagnostici e prescrizioni inutili 70%1 Protezione dell’adolescente dalla medicalizzazione inappropriata e dall’ansia iatrogena1. Enorme risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario1.
Riduzione dei ricoveri ospedalieri superflui 55%1 Prevenzione dello stress da ospedalizzazione e tutela della continuità scolastica e relazionale del giovane1. Riduzione del sovraffollamento nei reparti d’emergenza e di pediatria clinica1.
Efficacia dichiarata dai Pediatri di Libera Scelta 85%1 Intercettazione precoce delle disfunzioni allostatiche durante la transizione evolutiva all’adolescenza1. Consolidamento delle attività di prevenzione primaria sul territorio1.
Efficacia dichiarata dai Medici di Medicina Generale 100%1 Totale applicabilità del metodo nel contesto delle cure primarie e della medicina di famiglia1. Svolta epistemologica nella gestione clinica della medicina territoriale1.

I dati presentati confermano che il PCCM non rappresenta un semplice correttivo umanistico alla pratica medica, bensì una metodologia scientifica superiore in grado di massimizzare la precisione diagnostica e l’efficacia terapeutica attraverso la valorizzazione della soggettività del paziente3.

Prospettive per una riforma della sanità territoriale e conclusioni operative

Le evidenze scientifiche prodotte dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e coordinate dalle ricerche del Prof. Vito Galante dimostrano l’esistenza di un legame indissolubile tra l’apprendimento scolastico e la salute dell’adolescente, un nodo sistemico governato dalla transduzione biologica dei significati esistenziali1. La vulnerabilità biologica o, al contrario, la resilienza allostatica del giovane sono direttamente modellate dalla qualità delle relazioni interpersonali vissute a scuola e in famiglia1.

Questa consapevolezza scientifica impone una critica costruttiva alle attuali politiche sanitarie, in particolare alle riforme della sanità territoriale basate sul Decreto-Legge Schillaci e sui finanziamenti del PNRR per le Case di Comunità3. Tali riforme rischiano di condannare gli adolescenti a una invisibilità clinica e psicologica strutturale1. Senza la creazione di spazi assistenziali differenziati, autonomi e protetti dedicati specificamente all’età evolutiva — superando l’abitudine obsoleta di collocare l’adolescente nei reparti pediatrici o in quelli per adulti — le nuove strutture territoriali rischiano di configurarsi come impersonali poliambulatori prestazionali, incapaci di intercettare il grido d’aiuto espresso attraverso il linguaggio analogico del corpo del giovane1.

Per salvaguardare lo sviluppo delle future generazioni, è indispensabile attuare una riforma strutturale integrata che connetta la medicina scolastica, la pedagogia relazionale e la clinica territoriale secondo tre direttrici essenziali1:

  • Integrazione del Programma Kairos nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF): Le istituzioni scolastiche secondarie devono adottare il Metodo Kairos come modello strutturato per la promozione della salute, superando le campagne di prevenzione standardizzate a favore di una didattica incentrata sulla valorizzazione del desiderio e sulla riduzione dell’entropia cerebrale1.
  • Formazione obbligatoria dei docenti in Epigenetica Relazionale: Istituire percorsi formativi per il personale docente finalizzati a comprendere l’impatto dei sistemi comunicativi scolastici sulla biologia dello studente, promuovendo valutazioni che non agiscano come minacce per il Sé e favorendo climi di classe cooperativi ed empatici1.
  • Diffusione capillare dei laboratori di Genitorialità Creativa: Sostenere le famiglie attraverso percorsi formativi basati sul modello dell’Accademia Genitori, offrendo ai coniugi gli strumenti per edificare un ambiente domestico sereno e ricco d’amore, in grado di agire come potente attivatore epigenetico di resilienza allostatica nell’adolescente1.

Solo attraverso questa alleanza maieutica tra una medicina della persona e una scuola della verità sarà possibile tutelare la dignità trascendente dell’adolescente, consentendogli di compiere liberamente le migliori scelte per diventare la migliore persona umana possibile1.

Bibliografia

  1. Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/
  2. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jul 6 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/06/epigenetica-relazionale-e-morale-la-rivoluzione-del-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-della-scuola-medica-di-milano/
  3. Galante V. Unity vs. fragmentation: the epistemology of Person-Centered Medicine in the thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Med Int J [Internet]. 2026 Feb 27 [citato il 21 lug 2026]; 2(1): ID 1. Disponibile su: https://www.amciitalia.org/wp-content/uploads/2026/03/V.Galante.pdf doi: 10.13140/RG.2.2.21893.00481
  4. Galante V. Adolescenti e verità: il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e la scienza della relazione maieutica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jul 15 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/15/adolescenti-e-verita-il-paradigma-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-la-scienza-della-relazione-maieutica/
  5. Lissoni P. The psychoneuroimmunotherapy of human immune-mediated systemic diseases, including cancer and autoimmune diseases [Internet]. J Immunopathol Cancer Res (Allied Academies); 2018 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.alliedacademies.org/articles/the-psychoneuroimmunotherapy-of-human-immunemediated-systemic-diseases-including-cancer-and-autoimmune-diseases-8029.html
  6. Biava PM. Anti aging and regeneration [Internet]. Biava.me; 2024 Nov 8 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.biava.me/en/info/anti-aging-and-regeneration/
  7. Biava PM. Reprogram cancer cells [Internet]. Biava.me; 2024 Nov 8 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.biava.me/en/info/reprogram-cancer-cells/
  8. Università Ambrosiana. Highlights del Congresso Internazionale: Salute Centrata sulla Persona e l’Adolescente Resiliente (Assisi, 24-26 ottobre 2025) [Internet]. Assisi: Università Ambrosiana; 2025 Oct [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS(%20%20IT).pdf
  9. Galante V. Educare al desiderio [Internet]. Castellaneta: Diocesi di Castellaneta; 2021 Mar 19 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: http://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/19/educare-al-desiderio.pdf
  10. Galante V. The kairological approach of Giuseppe R. Brera: towards resilient and fully human health in adolescence [Preprint su Internet]. ResearchGate; 2026 Jan [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R doi: 10.13140/RG.2.2.36715.20002
  11. Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jun 27 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  12. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Jul [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano
  13. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio notizie su Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
  1. Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018; V-VI (4-1):4-30
  2. ResearchGate. Modeling Physiological and Behavioral Signatures of Allostatic Stress Regulation: Preliminary Evidence from Outdoor Schooling for Adolescents at Risk. ResearchGate. 2024. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/400670414_Modeling_Physiological_and_Behavioral_Signatures_of_Allostatic_Stress_Regulation_Preliminary_Evidence_from_Outdoor_Schooling_for_Adolescents_at_Risk
  3. N. Parisi, Educati al “desiderio “partendo dalla Bibbia, Alpha Omega, XXII, n.2, 2019-pp.349-359.

 

a Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 10 Settembre 2026 in occasione della II° Videoconferenza nazionale per le scuole introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

b Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Vito Galante*

Abstract

The Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University by Professor Giuseppe R. Brera, represents an epochal epistemological shift from a mechanistic-reductionist model to an interactionist-teleonomic framework. This report explores the advanced research on “Relational and Moral Epigenetics,” which posits that human health is a relative process determined by the quality of coping and the subjective interpretation of experience. Relational epigenetics describes how social and affective interactions are molecularly transduced into biological changes through neuromodulation and gene expression. Moral epigenetics emphasizes the biological impact of existential choices and the person’s quest for truth, love, and beauty, which act as primary regulators of allostatic stability. The synthesis of clinical psychoneuroimmunology, kairology, and the epigenetic code discovery by Piermario Biava provides a unified theory of human nature. This paradigm validates the Person-Centered Clinical Method (PCCM) as a maieutic tool to induce resilience and prevent chronic, degenerative, and infectious diseases by promoting the person’s transcendent dignity.

Keywords: Person-Centered Medicine, Relational Epigenetics, Moral Epigenetics, Health Relativity Theory, Teleonomy, Kairology, Adolescentology, Giuseppe R. Brera, Milan School of Medicine.

L’Epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e il Cambio di Paradigma

La scienza medica contemporanea si trova a un punto di svolta critico, segnato dal passaggio da una visione meccanicistica e deterministica della salute a un modello interazionista e personalistico. Questo cambiamento di paradigma, avviato formalmente tra il 1995 e il 1996 da Giuseppe R. Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano, ha ridefinito le basi epistemologiche della ricerca biomedica e della pratica clinica.1 La Medicina Centrata sulla Persona (PCM) non si configura semplicemente come un’estensione dell’umanesimo medico, ma come una struttura scientifica rigorosa che integra le scienze biologiche di base con le discipline umanistiche.1

L’insufficienza del modello biomedico tradizionale, spesso descritto come “riduzionismo bio-tecnologico”, risiede nella sua incapacità di cogliere la complessità della natura umana, limitandosi a studiare la malattia come un guasto meccanico.2 Al contrario, la PCM introduce il concetto di “relatività indeterminata delle reazioni biologiche”, suggerendo che la risposta dell’organismo a qualsiasi stimolo non è fissa, ma dipende dalla qualità del “coping” e dall’interpretazione soggettiva della realtà.4 Questa intuizione, pubblicata per la prima volta da Brera nel 1996, ha posto le basi per una rivoluzione paragonabile a quella avvenuta nel secolo scorso con il passaggio dalla fisica classica alla meccanica quantistica.1

Nel 1999, la pubblicazione del “Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona” ha sancito ufficialmente la nascita di questo nuovo paradigma, che vede la salute non come mera assenza di malattia, ma come il “fiorire della vita dell’individuo” attraverso la costruzione di fattori protettivi capaci di neutralizzare i fattori di rischio.2 Questo processo coinvolge l’interazione teleonomica tra corpo, mente e spirito, dove ogni dimensione ha pari valore scientifico e clinico.4

 

Caratteristica del Paradigma Medicina Meccanicistica (Tradizionale) Medicina Centrata sulla Persona (PCM)
Fondamento Epistemologico Determinismo lineare (S-A: Stimolo-Risposta) Indeterminismo interazionista (S-P-A: Stimolo-Persona-Risposta) 2
Visione dell’Uomo Somma di organi e funzioni bio-molecolari Unità tridimensionale: corpo, mente, spirito 3
Definizione di Salute Stato statico di benessere psicofisico (OMS 1948) Processo dinamico di adattamento creativo e scelta di possibilità vere per essere la migliore persona umana possibile 2
Metodo Clinico Diagnosi tecnica centrata sul “Cosa” (malattia) Maieutica della persona centrata sul “Chi” (persona) 3
Ruolo della Biologia Determinante assoluto della salute Reattività relativa alla qualità dell’esperienza5

Il consolidamento istituzionale di questo approccio è avvenuto con l’introduzione, nel 1998, di un nuovo curriculum nell’educazione medica pre-laurea presso la Scuola Medica di Milano, scritto interamente secondo la teoria della PCM.1 Da allora, l’Università Ambrosiana è diventata il punto di riferimento mondiale per la formazione dei medici in questo ambito, promuovendo una ricerca che non separa più lo spirito (la domanda naturale di significato della vita) dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche.2

Epigenetica Relazionale: La Biologia dell’Incontro e dell’Affettività

L’epigenetica relazionale rappresenta una delle aree più avanzate della ricerca condotta dalla Scuola Medica di Milano. Essa esplora i meccanismi attraverso i quali le esperienze sociali e le relazioni interpersonali vengono registrate nel DNA, influenzando il fenotipo metabolico, immunitario e comportamentale.5 Secondo le ricerche di Brera, avviate già negli anni ’80 con lo studio dei fenomeni empatici nella relazione medico-paziente, la soggettività e le relazioni non sono entità astratte, ma potenti modulatori dell’espressione genica.8

Il meccanismo fondamentale dell’epigenetica relazionale risiede nella trasduzione molecolare dell’esperienza. Quando un individuo vive un’interazione affettiva o sociale, questa viene interpretata dal sistema nervoso centrale e tradotta in una cascata di neuromodulatori, ormoni e cambiamenti immunitari.10 Questi segnali biochimici agiscono come interruttori epigenetici che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA.5

Un dato cruciale emerso dalla ricerca interazionista riguarda l’impatto dello stress precoce e della qualità delle cure relazionali sulla metilazione del DNA. In particolare, il recettore dei glucocorticoidi, presente in ogni tessuto umano e fondamentale per la risposta allo stress, è soggetto a regolazione epigenetica in base alla qualità dell’ambiente interpersonale.5 Una relazione di cura positiva e sicura può indurre una metilazione favorevole, aumentando la resilienza del sistema allostatico, mentre relazioni traumatiche o deprivanti possono causare danni epigenetici persistenti.5

In questo contesto, il metodo clinico stesso diventa un agente terapeutico epigenetico. La creazione dell’”effetto antropico” all’inizio del rapporto clinico — ovvero la disposizione affettiva del medico ad accettare, comprendere e aiutare — attiva circuiti biologici che predispongono il paziente alla guarigione.3 La ricerca suggerisce che le intenzioni di guarigione e l’empatia vengano trasmesse attraverso dimensioni spazio-temporali che influenzano la biologia molecolare del paziente in modo più rapido di quanto precedentemente ipotizzato dalla medicina bio-tecnologica.3

Meccanismi Molecolari della Trasduzione Soggettiva

La ricerca della Scuola Medica di Milano ha identificato diverse vie attraverso le quali la soggettività relazionale modula la biologia:

  • Regolazione Recettoriale: La diversa qualità dei recettori cellulari che ricevono segnali dai sistemi neuro-ormonali e immunitari è influenzata dallo stato affettivo della persona.10
  • Modulazione PNEI: L’interazione tra psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario è governata da una logica interazionista in cui le emozioni attivano specifici pattern di espressione genica.10
  • Allostasi Antivirale: Anche la suscettibilità alle infezioni, come dimostrato negli studi sul SARS-COV 2, è relativa allo stato metabolico e immunitario dell’individuo, il quale è a sua volta modellato dalle sue interazioni relazionali e dal suo livello di stress.5

L’epigenetica relazionale sposta quindi l’attenzione dal solo agente patogeno alla vulnerabilità o resilienza del “terreno” biologico, che è intrinsecamente legato alla storia relazionale del soggetto.2 Questo approccio ha portato alla formulazione della “Teoria della Relatività dell’Infezione”, che considera l’interazione tra soggettività, variabili biologiche e ambiente relazionale.8

Epigenetica Morale e la Teleonomia della Natura Umana

L’epigenetica morale rappresenta l’integrazione della dimensione etica e spirituale nella scienza medica. Questo concetto, centrale nella PCM di Giuseppe R. Brera, postula che le scelte esistenziali, i valori morali e la ricerca di significato non siano solo questioni filosofiche, ma variabili determinanti per la salute biologica.4 La tesi di fondo è che la natura umana sia orientata da una “teleonomia naturale”, una tendenza intrinseca verso la realizzazione di verità, amore e bellezza.4

Secondo il Manifesto della PCM, l’uomo non è un insieme casuale di reazioni chimiche, ma un soggetto teleonomico la cui vita è finalizzata alla realizzazione di una soggettività libera e responsabile.4 Quando l’individuo agisce in coerenza con questa natura profonda, costruisce fattori protettivi che promuovono l’allostasi e la salute.4 Al contrario, un conflitto soggettivo inconscio tra la tendenza ideale verso il bene e la realtà vissuta può generare uno squilibrio che si manifesta come malattia.5

L’epigenetica morale suggerisce che il “codice epigenetico” risponda alla qualità della vita morale. La scelta di “essere la migliore versione di sé stessi” (formulata da Brera nel 2011) non è solo un ideale etico, ma una strategia di sopravvivenza biologica.5 In questo senso, la medicina diventa una “scienza della sofferenza” che aiuta la persona a scoprire il significato del proprio dolore, trasformandolo in un kairos (momento opportuno) per la crescita personale.2

 

Dimensione Morale Correlato Epigenetico/Biologico Implicazione Clinica
Ricerca della Verità Riduzione del conflitto inconscio e dello stress ossidativo 4 Diagnosi come maieutica della verità interiore 3
Atto d’Amore Attivazione di neuromodulatori pro-sociali e potenziamento immunitario 4 La solidarietà ospedaliera come farmaco per l’uomo 2
Esercizio della Libertà Scelta di stili di vita che modulano positivamente il DNA 5 La salute come capacità di scelta e responsabilità 7
Senso del Sacro Unificazione dei mondi biologico, simbolico e spirituale 4 Rispetto della dignità trascendente nella cura 9

Questa visione è supportata dalla “Teoria della Relatività della Salute” (HRT), la quale afferma che la salute dipende dalla capacità interpretativa della persona rispetto alle proprie possibilità di esperienza.8 Se l’individuo possiede risorse morali e spirituali solide, può interpretare gli eventi avversi in modo da mantenere l’integrità del proprio sistema biologico, inducendo una resilienza che neutralizza i danni genetici ed epigenetici.2

L’epigenetica morale trova una sua applicazione specifica nell’adolescentologia clinica, dove il compito evolutivo primario del giovane è rispondere alla domanda di identità attraverso la ricerca di valori oggettivi.11 La frammentazione epistemologica che ignora la dimensione spirituale dell’adolescente è considerata “iatrogena” dalla Scuola Medica di Milano, in quanto impedisce lo sviluppo di quella coesione interna necessaria per una salute duratura.2

Adolescentologia e Kairologia: Il Modello Unitario dello Sviluppo

L’adolescentologia, definita da Giuseppe R. Brera nel 1987 come una teoria dell’adolescenza centrata sulla persona, costituisce il pilastro clinico della PCM.8 Essa si basa sulla “Kairologia”, un modello ermeneutico della natura umana presentato per la prima volta nel 1993, che vede lo sviluppo umano come una sequenza di momenti opportuni per la realizzazione dell’essere.8

In questo quadro, l’adolescenza non è vista come una crisi biologica di passaggio, ma come un “stress adattativo” finalizzato allo sviluppo della dignità di essere una persona reale.11 La salute dell’adolescente è determinata dall’interazione tra la sua maturazione biologica, il suo mondo simbolico (affetti, percezioni) e la sua apertura allo spirito.2 La ricerca della Scuola Medica di Milano ha evidenziato come la mancanza di coerenza tra queste dimensioni sia alla base di patologie emergenti come la “Sindrome di Mercurio” (dipendenza da smartphone) e altri disturbi comportamentali.2

L’adolescentologia clinica si avvale di una “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”, presentata da Brera alle Nazioni Unite, che pone al centro la libertà e la responsabilità del ragazzo nel processo di costruzione della propria salute.8 Il metodo clinico applicato all’adolescente mira a identificare i “fattori protettivi” che rendono il giovane resiliente alle avversità ambientali e sociali.11

La Scuola Medica di Milano sottolinea che la prevenzione pleiotropica in adolescenza deve considerare l’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale non solo sulla salute mentale, ma anche sui processi neurobiologici ed epigenetici.11 La svalutazione della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è identificata come un fattore di rischio per la trasmissione del significato della vita, essenziale per la resilienza epigenetica delle nuove generazioni.7

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Maieutica Clinica

Il “Person-Centered Clinical Method” (PCCM) rappresenta la traduzione operativa di tutta la ricerca sull’epigenetica relazionale e morale. Insegnato dal 1998, questo metodo non sostituisce la clinica tradizionale, ma la integra e la trasforma, spostando l’enfasi dalla malattia alla persona malata.1 Il medico non agisce come un tecnico riparatore, ma come un “maieuta della dignità umana”.4

Il PCCM è strutturato in fasi rigorose che permettono di esplorare la totalità della persona:

  1. Fase della Diacrisi (Discernimento): Inizia con la creazione dell’effetto antropico e procede con l’esplorazione della storia del paziente, non solo clinica ma esistenziale.3
  2. Analisi delle Risorse e dei Problemi (Modello a Croce): Il medico valuta l’equilibrio tra i punti di forza del paziente (risorse spirituali, affettive, fisiche) e i suoi problemi clinici.3
  3. Diagnosi di Persona: Non si limita a dare un nome a una patologia, ma cerca di capire “Chi è la persona” e come questa stia vivendo il proprio lavoro di costituzione della vita.3
  4. Induzione di Resilienza: Il piano terapeutico mira a potenziare i fattori protettivi attraverso scelte di vita consapevoli e l’uso di molecole naturali che favoriscono la regolazione epigenetica.3

 

Fase del Metodo Azione Clinica Impatto Biologico-Epigenetico
Effetto Antropico Accoglienza empatica e intenzionalità curativa Attivazione di cascate neuroendocrine positive e riduzione del cortisolo 3
Esplorazione dei Valori Indagine sulla vita spirituale e sul senso del dolore Modulazione teleonomica dell’allostasi e riduzione dello stress sistemico 3
Modello a Croce Bilancio tra fattori di rischio e protettivi Identificazione del potenziale di autoriparazione epigenetica 3
Counselling Medico Dialogo orientato alla verità e alla scelta Rafforzamento della resilienza attraverso la riprogrammazione soggettiva 1

Il PCCM è esso stesso una terapia, poiché agisce simultaneamente a livello spirituale, affettivo e biologico.3 La validazione sperimentale condotta nel 2012 ha dimostrato che i medici formati a questo metodo ottengono risultati clinici superiori in termini di soddisfazione del paziente e di efficacia delle cure, poiché riescono a ingaggiare la soggettività del malato come alleato nel processo di guarigione.1

Il Codice Epigenetico e la Riprogrammazione di Piermario Biava

Una componente fondamentale della ricerca avanzata della Scuola Medica di Milano è costituita dal lavoro del Professor Piermario Biava, la cui candidatura al Premio Nobel per la Medicina è stata sostenuta dall’Università Ambrosiana.11 Biava ha scoperto il “codice epigenetico” che organizza la vita, dimostrando la possibilità di riprogrammare le cellule staminali adulte senza distruggerle.9

Questa scoperta rappresenta un cambio radicale del paradigma scientifico, passando da una visione della cellula come entità isolata a una visione interazionista.9 In ambito oncologico e neurodegenerativo, la riprogrammazione epigenetica offre nuove vie terapeutiche che non si basano sulla distruzione delle cellule malate (come avviene con la chemioterapia tradizionale), ma sulla riattivazione di geni silenziati attraverso l’assunzione di “riprogrammatori epigenetici” naturali.9

La ricerca di Biava si integra perfettamente con la PCM, fornendo la base molecolare per l’epigenetica clinica. Se il codice epigenetico è ciò che organizza la vita, allora le variabili relazionali e morali discusse in precedenza sono i segnali di alto livello che istruiscono tale codice.5 La Scuola Medica di Milano ha istituito laboratori di ricerca pleiotropica per stabilire protocolli terapeutici personalizzati che utilizzano molecole naturali per influenzare la metilazione del DNA e la regolazione genica, portando la medicina verso una dimensione veramente predittiva e personalizzata.10

COVID-19: Un Case Study per il Cambio di Paradigma della Salute

La pandemia di SARS-COV 2 ha rappresentato per la Scuola Medica di Milano un banco di prova decisivo per dimostrare la superiorità del paradigma interazionista. Giuseppe R. Brera ha scritto il primo trattato al mondo sulla prevenzione del COVID-19 basato sull’allostasi e sulla medicina centrata sulla persona.8

La critica mossa al sistema sanitario globale è stata quella di aver affrontato l’emergenza con un paradigma meccanicistico-deterministico superato, basato esclusivamente sulla vaccinazione di massa e ignorando la “Relatività dell’Entrata del Virus”.2 Secondo la PCM, l’infezione non è un evento causale lineare, ma dipende dalla suscettibilità immunitaria e metabolica dell’individuo, la quale può essere potenziata attraverso l’”allostasi antivirale” e l’”immunostimolazione preventiva”.8

Brera ha introdotto concetti epistemologici innovativi come l’allostasi virale e antivirale, suggerendo che una dieta specifica e l’integrazione nutraceutica (programma AVISP) avrebbero potuto indurre un “Rischio Zero” per il COVID-19 potenziando le difese naturali della persona.10 Inoltre, la ricerca della Scuola ha sollevato preoccupazioni sulla “genotossicità” e sui “danni epigenetici” potenzialmente indotti dai vaccini a mRNA, proponendo invece una strategia di prevenzione centrata sulla resilienza metabolica del soggetto.2

Questo approccio, lungi dall’essere antiscientifico, si basa sulla teoria della “Relatività dell’Infezione” e richiama l’attenzione sulla necessità di una prevenzione secondaria che non può essere omessa senza gravi responsabilità etiche e cliniche.6 La pandemia ha così confermato l’urgenza di adottare la “World Health Charter” per una sanità pubblica che rispetti la complessità biologica e la dignità trascendente dell’uomo.8

Conclusioni: Verso una Medicina Maieutica e Resiliente

La ricerca prodotta dalla Scuola Medica di Milano sotto la guida di Giuseppe R. Brera, delinea una nuova era per la scienza medica. L’epigenetica relazionale e morale non è più una speculazione teorica, ma una realtà clinica validata che dimostra come l’essere umano sia un’unità inscindibile di biologia e spirito.3

Il passaggio dalla “medicina centrata sulla malattia” alla “medicina centrata sulla persona” comporta tre conseguenze fondamentali:

  1. Il Medico come Guida: Il professionista della salute deve acquisire competenze non solo tecniche, ma anche relazionali e filosofiche, diventando un facilitatore della teleonomia del paziente.3
  2. La Salute come Responsabilità: La prevenzione e la cura non sono atti passivi, ma derivano dalla capacità del soggetto di compiere scelte orientate al vero e al bene, influenzando così il proprio destino epigenetico.5
  3. La Scienza come Interazione: La ricerca biomedica deve abbandonare il riduzionismo per abbracciare un modello interazionista-teleonomico, capace di integrare i progressi della genomica con la profondità della natura umana.2

In definitiva, la Medicina Centrata sulla Persona restituisce alla clinica la sua dimensione più autentica: quella di essere una “maieutica della persona” finalizzata al fiorire della vita.3 Attraverso l’applicazione rigorosa del PCCM e la comprensione dei meccanismi epigenetici, la Scuola Medica di Milano continua a guidare il mondo verso una medicina che è, allo stesso tempo, scientificamente avanzata e profondamente umana.

Bibliografia

  1. Università Ambrosiana. Person-centered medicine history [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  2. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  3. Università Ambrosiana. Person-centered medicine: theory, teaching and research [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Person%20Centered%20Medicine%20theory.teaching%20and%20research.pdf
  4. Università Ambrosiana. Person centered medicine: an epistemological manifesto [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manifesto.htm
  5. Healthparadigmchange [Internet]. 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.healthparadigmchange.it/
  6. Università Ambrosiana News. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
  7. World Health Committee. Person-centered medicine paradigm archivi [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/category/person-centered-medicine-paradigm/
  8. Scuola Medica di Milano. Il direttore della Scuola Medica di Milano: dr. prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/blog-detail/post/283839/il-direttore-della-scuola-medica-di-milano-dr-prof-giuseppe-r-brera
  9. Adolescentologia Online. Editoria dell’Università Ambrosiana – adolescentologia e … [Internet]. Adolescentologia Online; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/editoria-delluniversita-ambrosiana/
  10. Scuola Medica di Milano. Home page – scuolamedicamilano dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  11. World Health Committee. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. World Health Committee; 2025 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/2025/01/22/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent/
  12. Brera GR. Webinar in Italy on person-centered medicine by prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/author/wp_1074201/

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

Vito Galante*

Abstract

This research report explores the epistemological and pedagogical integration of Professor Giuseppe R. Brera’s Kairological theory within the framework of Catholic education, as investigated by the Milan School of Medicine at Ambrosiana University. Kairology, born in 1993 from the phenomenological study of adolescent symbolic thought, reframes human nature and development through an interactionist and teleonomic paradigm, transcending both mechanistic determinism and subjective reductionism. By aligning the biological insights of psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI) with Christian personalism—specifically the philosophical contributions of Karol Wojtyła and Josef Seifert—Kairology posits that human health is an existential semantic construct determined by free, value-oriented coping choices that influence gene expression epigenetically. This paper details the three ontological statuses of human nature (Being a Person, the Self-possible, and the Self-real) and traces the transition from informational communication to genuine human relation. Furthermore, it integrates the five core pedagogical criteria for educating adolescent desire (the experience of being desired, the acceptance of limits, parental stepping-back, the pedagogy of silence, and future-oriented promise) with Brera’s “Kairos Method.” Ultimately, this report demonstrates how kairological pedagogy fulfills the directives of the Congregation for Catholic Education, offering a scientifically validated and anthropologically rich method to cultivate enduring resilience, spiritual maturity, and holistic health in young individuals.

Keywords: Kairology, Catholic Education, Christian Personalism, Ontological Development, Adolescentology, Person-Centered Medicine, Resilience.

Introduzione ed Epistemologia della Kairologia

La pedagogia contemporanea e le scienze dell’educazione si trovano ad affrontare una profonda frammentazione epistemologica che separa artificialmente lo spirito—inteso come domanda naturale di senso della vita—dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche1. Questa scissione favorisce riduzionismi di natura bio-tecnologica, psicologica o sociologica che non colgono l’essenza della persona e compromettono l’efficacia dei sistemi formativi e dei programmi di educazione alla salute1. Per ovviare a tale deriva, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha formulato nel 1993, in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, la “Kairologia” (dal greco kairos, momento opportuno, e logos, discorso)2. La Kairologia si propone come un paradigma ermeneutico unificante della natura umana, nato dallo studio del pensiero simbolico degli adolescenti, volto a permettere una sintesi creativa intesa come nuova realtà esistenziale vissuta nella soggettività del singolo2.

Sotto il profilo scientifico ed epistemologico, la Kairologia si fonda sull’interazionismo qualitativo, superando il modello positivista e meccanicista della medicina e della psicologia tradizionali4. Le scoperte sul funzionamento integrato dei sistemi nervoso centrale, immunitario ed endocrino (psico-neuro-endocrino-immunologia o PNEI) hanno dimostrato l’esistenza di un legame diretto tra il mondo simbolico del soggetto e la sua realtà biologica4. Criticando il concetto classico di stress formulato da Selye, Brera ha documentato come le reazioni biologiche non siano regolate da leggi deterministiche assolute, bensì dalla capacità e dalla qualità del “coping” (fronteggiamento) del soggetto4.

Mentre le reazioni biologiche negli animali rispondono a una relatività determinata dalle condizioni ambientali, le reazioni dell’essere umano sono governate da una relatività indeterminata4. L’imprevedibilità del coping umano deriva dai processi semantici, creativi, spirituali e valoriali del soggetto6. Per formalizzare tale distinzione scientifica, l’epistemologia kairologica adotta modelli matematico-relazionali. La reazione biologica animale (Ra) può essere espressa come funzione di un coping determinato dalle variabili ecologiche e istintuali:

Ra= f(Cd)

Al contrario, la reazione biologica umana (Rh) risponde a una relatività indeterminata, dove il coping è mediato dal significato esistenziale e dai valori antropologici del soggetto:

Rh= f( Ci x Es)

In questa formula, Ci rappresenta il coping qualitativo indeterminato e Es denota il fattore semantico-esistenziale correlato alla ricerca del significato4. Su queste basi, la salute viene ridefinita dalla Medicina Centrata sulla Persona e dalla Kairologia non come semplice “benessere psicofisico” (definizione OMS del 1948, ritenuta obsoleta), bensì come “la scelta di possibilità vere per diventare la migliore persona umana possibile”7. Le scelte esistenziali e morali della persona agiscono per via epigenetica sui sistemi biologici, modificando l’espressione genica e determinando la resilienza o la vulnerabilità alle patologie7.

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Vito Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona7. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico9. Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale9.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto9. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali9:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza10. È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale10. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”10. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore)10. Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos3. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”7. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti7. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà10. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana7.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal7. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte10. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa10. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale7.

 

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Il Dialogo tra Kairologia e Antropologia Cristiana: Wojtyła, Seifert e il Magistero

La teoria kairologica presenta una profonda consonanza con il personalismo cristiano e trova importanti punti di contatto con le tesi filosofiche di Karol Wojtyła (Papa Giovanni Paolo II) e di Josef Seifert3. Brera rileva come il pensiero di Wojtyła sia stato in grado di unificare mirabilmente la ragione clinico-scientifica con le ragioni del cuore e dello spirito, offrendo una testimonianza di indomito coraggio nell’affrontare il mistero della sofferenza e della malattia11. L’affermazione cardine del personalismo wojtyłiano, secondo cui “la fede si propone e non si impone”, costituisce il fondamento metodologico sia della didattica dell’Università Ambrosiana sia della prassi del counselling clinico con l’adolescente11. La fede religiosa non è considerata un’imposizione dogmatica o una norma estrinseca, bensì una risposta libera alle domande fondamentali della vita e un fattore di protezione neurobiologica e psicologica essenziale per la maturazione affettiva del giovane11.

Questo approccio incontra altresì il pensiero del filosofo Josef Seifert, autore del saggio introduttivo alla prima opera sistematica di Brera sulla formazione medica, incentrato sui sette scopi storici della medicina e sulla ricerca della felicità autentica9. La Kairologia e il personalismo di Seifert convergono nell’identificare l’esistenza umana come una chiamata teleonomica alla verità oggettiva3.

Tale impianto antropologico si inserisce in modo fecondo all’interno dei documenti e delle linee guida della Congregazione per l’Educazione Cattolica15. La Kairologia offre infatti un fondamento scientifico rigoroso alle direttive del Magistero sullo sviluppo ontologico e integrale della persona umana15. Essa dimostra come l’educazione cattolica non debba limitarsi a trasmettere nozioni intellettualistiche, ma debba farsi carico della cura dell’unità somato-psichica e spirituale dell’educando1.

Sotto il profilo teologico-antropologico, la transizione dal secondo al terzo stato ontologico si compie pienamente attraverso la figura di Gesù Cristo, riconosciuto dalla tradizione della scuola medica milanese come il “medico dell’umanità”11. Se la filosofia greca si era arrestata di fronte all’interrogativo astratto del “Ti esti?”, la rivoluzione ontologica operata da Cristo ha trasformato il “Che cos’è?” in un “Chi è?”7. Nella rivelazione cristiana, la verità, l’amore e la bellezza assumono un volto personale e storico7. Il mistero del dono di sé, espresso paradigmaticamente nella parabola del Buon Samaritano, ha introdotto nella storia della medicina il concetto stesso di “prendersi cura” (cura), che si affianca e supera la mera somministrazione di farmaci (terapia), dando origine storicamente alla nascita degli ospedali e alla tutela dei soggetti fragili ed emarginati7.

La pedagogia kairologica si appropria inoltre del metodo dell’introspezione agostiniana: “Noli foras ire, redi in te ipsum, in interiore homine habitat veritas” (non uscire fuori, ritorna in te stesso, nell’uomo interiore abita la verità)9. L’educazione cattolica stimola l’adolescente a compiere questo viaggio interiore per scoprire i “quattro grandi misteri dell’esistenza” codificati dalla teoria kairologica11:

  1. Il Primo Mistero: La chiamata, inscritta nel genoma spirituale, a una qualità predeterminata dell’essere umano fondata sulla reciprocità affettiva, definita come “capacità di essere-per” e “essere-con” (genitalità spirituale distinta dalla mera genitalità biologica)11.
  2. Il Secondo Mistero: La percezione del tempo non come semplice scorrere cronologico, ma come “possibilità” per l’amore, la verità e la bellezza, contrapposta alla possibilità della morte ontologica (intesa come negazione e limite delle potenzialità vitali)11.
  3. Il Terzo Mistero: La capacità del soggetto di discernere le possibilità reali da quelle illusorie all’interno della propria esistenza11.
  4. Il Quarto Mistero: L’evento del kairos nello spazio-tempo, ovvero l’istante imprevedibile e propizio in cui l’incontro con la verità e l’amore si realizza, svelando al soggetto la dignità originaria del proprio essere11.

La Pedagogia del Desiderio e il “Programma Kairos” nell’Educazione Cattolica

La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana2. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico7. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità9.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019) e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative cattoliche9:

  • L’esperienza fondamentale di essere desiderati: L’adolescente può maturare una sana stima di sé e aprirsi alla relazione solo se sperimenta l’accoglienza incondizionata da parte degli educatori e, in ultima istanza, l’amore d’origine di Dio Creator9. Sentirsi desiderati è il prerequisito ontologico per l’apprendimento del dono di sé9.
  • L’accettazione essenziale del limite: Contrariamente alla cultura postmoderna che promuove l’illusione di un’onnipotenza soggettiva e di un’assenza di regole, il metodo kairologico valorizza il limite come fattore protettivo e di crescita9. Il riconoscimento dei limiti fisici, intellettivi e morali previene la frustrazione esistenziale e stimola la ricerca di un’alleanza con l’altro e con il Trascendente9. I Dieci Comandamenti, in quest’ottica, svolgono un ruolo psicopedagogico insostituibile, innescando un sano conflitto interno necessario per l’evoluzione del pensiero morale e simbolico11.
  • Il disimpegno strategico genitoriale (stepping back): I genitori e gli educatori sono chiamati a compiere un arretramento consapevole per lasciare all’adolescente lo spazio idoneo all’esercizio della propria autonomia decisionale9. Questo processo permette al giovane di confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte di coping, sviluppando un’autentica responsabilità etica9.
  • La cruciale pedagogia del silenzio: In un contesto sociale dominato dal rumore mediatico e dalla dipendenza tecnologica (come la “sindrome da smartphone”), il silenzio è lo spazio maieutico in cui l’adolescente può praticare l’introspezione8. Nel silenzio cade la comunicazione puramente informativa e si apre la possibilità della relazione profonda con se stessi e con la verità oggettiva9.
  • L’abbraccio della “promessa” come orientamento al futuro: L’azione educativa cattolica si configura come la consegna di una promessa di bene e di felicità9. Orientare l’adolescente verso valori futuri gli consente di interpretare le crisi contingenti non come fallimenti irreversibili, ma come momenti propizi (kairoi) per il consolidamento della propria resilienza attiva7.

 

Criterio Pedagogico (Galante) Meccanismo di Azione Kairologica Ricaduta Biologica ed Epigenetica
Esperienza di essere desiderati

[cite: 9]

Consolidamento della sicurezza ontologica primordiale e dell’identità personale9. Riduzione dei livelli basali di cortisolo e attivazione dei sistemi di gratificazione dopaminergica4.
Accettazione del limite

[cite: 9]

Superamento dell’illusione di onnipotenza; sana interiorizzazione delle regole e del dovere morale11. Riduzione del distress da frustrazione cronica; stabilizzazione immunitaria mediata da coping efficace4.
Disimpegno genitoriale (stepping back)

[cite: 9]

Transizione dalla dipendenza infantile alla responsabilità e alla libertà di scelta (Self-possible)7. Sviluppo e mielinizzazione della corteccia prefrontale deputata al controllo esecutivo20.
Pedagogia del silenzio

[cite: 9]

Interruzione del flusso informativo superficiale; attivazione dell’introspezione agostiniana9. Riduzione della stimolazione adrenergica; modulazione positiva della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)8.
Abbraccio della promessa

[cite: 9]

Orientamento teleonomico dell’esistenza verso la speranza e il significato trascendente (Self-real)7. Ottimizzazione dei processi allostatici; attivazione di circuiti epigenetici protettivi antinfiammatori7.

Applicazioni Didattiche e Metodologiche dell’Università Ambrosiana

Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, l’insegnamento della Kairologia, della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia clinica segue rigorosi standard di qualità accademica codificati dal Professor Brera12. Al fine di superare la didattica frontale di stampo nozionistico, l’università adotta la metodologia dello “Student-centered learning”, ispirata alle antiche procedure pedagogiche delle prime università italiane17.

Questo approccio si articola su tre cardini metodologici17:

  • La Quaestio e la Disputatio: Gli studenti vengono attivamente coinvolti nella discussione di tesi scientifiche ed etiche, stimolando il pensiero critico, l’argomentazione rigorosa e il superamento del dogmatismo accademico17.
  • I Workshop d’Apprendimento (WAD): Sessioni seminariali interattive in cui l’analisi teorica viene applicata direttamente a casi di counselling o di educazione alla salute, integrando la dimensione psicobiologica con quella esistenziale16.
  • Il Key Word Recall (KWR): Una procedura di memorizzazione ed elaborazione concettuale basata sul richiamo di parole chiave epistemologiche, finalizzata a strutturare un pensiero sintetico ed evitare la frammentazione cognitiva4.

Il curriculum formativo per i docenti e i medici counsellors prevede un tirocinio tematico esperienziale mirato all’organizzazione del “Programma Kairos” all’interno delle scuole secondarie2. I risultati delle ricerche condotte dall’Ateneo evidenziano che l’applicazione sistematica della metodologia del Counselling Medico ad orientamento kairologico e dei programmi di educazione alla salute basati sul Sé-ideale vanta percentuali di successo del 100% nella risoluzione delle difficoltà scolastiche ed universitarie dei giovani, favorendo una rapida riduzione degli stati d’ansia e il ripristino delle capacità creative e di apprendimento degli adolescenti17.

Conclusioni

L’applicazione della Kairologia del Professor Giuseppe R. Brera nell’educazione cattolica si configura come un’autentica rivoluzione scientifica e pedagogica. Fondendo i dati oggettivi della psico-neuro-endocrino-immunologia con la metafisica e l’antropologia del personalismo cristiano, la Kairologia restituisce all’azione educativa la sua pienezza ontologica. L’adolescente non è più considerato un mero organismo biologico da proteggere da comportamenti a rischio, bensì un soggetto spirituale chiamato a realizzare liberamente e consapevolmente la propria natura in armonia con i valori universali della verità, dell’amore e della bellezza. I criteri pedagogici sviluppati da Vito Galante all’interno del Programma Kairos forniscono agli educatori, ai genitori e ai clinici uno strumento metodologico preciso ed efficace, capace di orientare i giovani verso la felicità autentica e di determinare, per via epigenetica, il consolidamento della loro salute fisica, mentale e spirituale.

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Note Bibliografiche

  1. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Kairologia [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
  2. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  3. Università Ambrosiana News. L’adolescenza o del coraggio di essere uomini e donne [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2023 set 14 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2023/09/14/ladolescenza-o-del-coraggio-di-essere-uomini-edonne/
  4. Brera GR. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):5-13.
  5. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. Milano: Università Ambrosiana Editrice; 2025.
  6. Brera GR. The manifesto of person-centred medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):11-12.
  7. Galante V. The Kairological Approach of Giuseppe R. Brera. ResearchGate [Internet]. 2026 mar [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R
  8. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA: Head of Department at Ambrosiana University (ResearchGate Profile) [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  9. Galante V. Educating for Desire and Cultivating Resilience in Adolescence: Integrating Pedagogical Criteria and Health Education Approaches According to the Kairos Method [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399407551_Educating_for_Desire_and_Cultivating_Resilience_in_Adolescence_Integrating_Pedagogical_Criteria_and_Health_Education_Approaches_According_to_the_Kairos_Method. In risposta a: Parisi N. Educati al “desiderio” partendo dalla Bibbia. Alpha Omega. 2019;XXII(2):349-359.
  10. Brera GR, Galante V. From communication to the human relation. Kairology and the person’s ontological evolution: from the possibility for being to the reality of being a human person. Milano: Università Ambrosiana; 2019.
  11. Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf
  12. Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine History [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  13. Brera GR. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio (Con l’introduzione di Josef Seifert: I sette scopi della medicina). Pisa-Roma: IEPI / Università Ambrosiana; 2001. 159 p. ISBN: 88-8147-245-7.
  14. Università Ambrosiana News. International summer school in clinical supervision and research according to person-centered medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medical-education-in-person-centered-medicine-teaching/
  15. Società Italiana di Adolescentologia. Adolescentologia, n. 4 [Internet]. Milano: SIA; 2025 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://files.supersite.aruba.it/media/32143_b37eeec1cb7e6fee3e8a51bf5e6304d4dc14259e.pdf/o/adolescentologia%204%202025.pdf
  16. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Tag: counselling medico [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/counselling-medico/
  17. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  18. Accademia Genitori. Informazioni [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.accademiagenitori.it/informazioni/
  19. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Genitori adolescenti [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/genitori-adolescenti/
  20. Università Ambrosiana News. Adolescentologia Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/adolescentologis/
  21. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  22. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano: SIA; 2013 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  23. Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia Archivi [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia/
  24. ResearchGate. Giuseppe R. Brera’s lab | Independent Researcher [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/lab/Giuseppe-R-Brera-Lab
  25. Università Ambrosiana News. Master in Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/

 

 

 

 

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA

 

Pubblichiamo quest’articolo del prof. Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza-Direttore della Scuola Medica di Milano

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA

Giuseppe R.Brera

La strage di Cesano Maderno dei genitori e del fratello compiuta da un adolescente deve trovare un’interpretazione che possa dare indicazioni preventive. L’adolescente era il figlio ottimale desiderato da molti genitori: bravo a scuola, bravo nello sport ma non abbiamo altre notizie, né altre notizie riguardo alla qualità dei rapporti con i genitori. L’immagine esterna della famiglia era ” normale”. Probabilmente si trattava di un adolescente sottomesso, obbediente alla volontà genitoriale senza critica, e i genitori probabilmente intrusivi nella sua vita, con uno stile famigliare controllato senza espressione emotiva dell’aggressività o di sentimenti positivi. Tuttavia queste sono solo ipotesi, ma possono spiegare l’esplosione aggressiva determinata da dinamiche inconsce. come una molla repressa che in un certo momento scatta. La dinamica inconscia disturbante è  leggibile nelle parole dell’adolescente che ha dichiarato di avere pensato nei giorni precedenti al delitto : Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero,distaccandomi dalla famiglia, avrei otuto vivere in solitaria”  ” Da giorni sentivo un malessere”,  ” Mi sentivo un corpo  estraneo nella famiglia “. L’omicidio, come da confessione, è stato pre-meditato, non è stato un “raptus” e motivato da un desiderio di libertà. : “ Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero, distaccandomi dalla famiglia avrei potuto vivere in solitaria”

Tenendo presente che dallo stile di vita il ragazzo era libero di fare la sua vita da adolescente, come molti, la dichiarazione permette di ipotizzare che il movente sia fantasmatico e dovuto alle dinamiche famigliari, solo in una prospettiva psicoanalitica che appare riduttiva.

Il primo oggetto dell’aggressione omicida è stato il fratello di 12 anni, colpito nel sonno e poi i genitori intervenuti. La prima scelta omicida può essere interpretata come motivata da una gelosia inconscia. Il fratello aveva preso il suo posto mentre lui, per la natura dell’età stava diventando autonomo, fatto che inconsciamente creava un conflitto. Il fratello potrebbe rappresentare la parte del sè dipendente che lui doveva far scomparire per essere autonomo, unitamente alla gelosia per il ruolo che aveva assunto il fratello nella famiglia, probabilmente oggetto d’attenzione di genitori probabilmente intrusivi. L’omicidio,  appare rivolto ai legami affettivi contro gli oggetti d’amore da cui l’adolescente in modo ambivalente cercava di liberarsi. Infatti dichiara ” Mi sentivo un corpo estraneo”. Questo appare incoerente con il desiderio naturale di autonomia in cui fantasmaticamente i legami affettivi con i genitori del bambino sono fatti morire , perché l’adolescente si senta libero di essere se stesso.. E’ importante approfondire un una prospettiva kleiniana, questa dinamica ambivalente, comune nell’adolescenza e responsabile dei moti aggressivi degli adolescenti nei confronti dei genitori e contemporaneamente del desiderio di non perderli come sicurezza , base affettiva e trampolino di lancio per l’autonomia. desiderata: il poter pensare e scegliere con la propria testa : fatto fondamentale per divenire persone libere e responsabili. La separazione affettiva dovuta alla maturazione cognitiva e psico-sessuale, come ogni separazione, (lutti, rotture di kegami affettivi ) produce nella natura umana una riedizione delle difese infantili dall’angoscia di abbandono che il neonato prova nei primi mesi di vita, che si manifestano in sensi di colpa persecutori che devono essere proiettati creando un oggetto esterno ostile, nemico. Questa dinamica, che prende il nome di “elaborazione schizoparanoide del lutto” (Franco Fornari 1966) è l’origine anche della guerra a cui la natura umana è condannata in quanto condannata alla morte, cioè alla rottura dei legami affettivi a meno che non accolga il cambiamento della natura del proprio essere persona rivelato e attuato da Gesù Cristo.( anche se la Chiesa ancora oggi non vuole approfondire l’aspetto antropologico della Redenzione). L’oggetto d’amore del bambino, il genitore, diventa così oggetto della proiezione dei fantasmi persecutori, un “capro espiatorio”, un nemico ostile dell’autonomia e al tempo stesso una necessità da conservarsi per la propria sopravvivenza. L’intensità di questi fenomeni dipende dalla qualità del rapporto dei genitori con il figlio/a adolescente. Se il genitore è intrusivo nella vita autonoma del figlio e gli chiude gli spazi,  ha paura dell’autonomia del figlio/a  perché ne ha paura di perdere l’affetto , ha paura di confrontarsi, non  è capace di dare una fiducia condizionata a un comportamento fondato sul  senso morale ( verità per il bene)  e la responsabilità individuale, ha paura di esercitare la propria autorità, anche punitiva se la fiducia nell’autonomia è delusa, allora le tensioni derivanti dalla dinamica inconscia dell’elaborazione schizoparanoica della separazione dall’oggetto d’amore infantile, possono divenire esplosive. Più è forte il peso del legame infantile, causato dalle paure del genitore, più il legame è ingombrante e puo’ motivare ad atti aggressivi. Se la famiglia è chiusa, con modalità relazionali controllate, non espressive dei sentimenti i cui i conflitti vengono sotterrati nell’inconscio (la molla) se l’adolescente non ha la possibilità di figure di adulti alternative le cose si aggravano. E’ probabile che la dinamica inconscia dell’omicidio abbia questa origine. La premeditazione confessata , se pur motivata come sopra, tuttavia permette di di evidenziare che un pensiero omicida non aveva creato alcun conflitto interno di natura morale, cioè l’assenza interna del “Dover essere per”, di natura super-egoica, che implica l’interiorizzazione di una figura paterna codificante e che di fatto, in questo modo protegge l’io (la coscienza) dall’auto-etero distruttività, come è stato il ruolo socio-analitico del Decalogo, codice e operazione semantica nella cultura che solo Dio, avrebbe potuto inventare per i suoi effetti protettivi del gruppo dal conflitto auto-tero distruttivo. Oggi l’assenza dell’insegnamento a memoria del codice morale primario da parte della Chiesa e il primato da essa data, contro i Padri (S.Agostino) al fare e non all’essere non permette il conflitto evolutivo necessario tra codice morale e soggettività. Questo aspetto, drammatico, va oltre il caso e corrisponde a un degrado culturale.

Il fatto non è stato certamente un “raptus psicotico”, tenendo presente la pre-meditazione e lo sforzo dell’adolescente di occultare le sue responsabilità. Gli psicotici ,infatti, non hanno tali difese dal loro comportamento.

 

A mio parere l’omicidio ha un origine  multifattoriale in diverse dimensioni  interconnesse:  , psicodinamica, spirituale, pedagogica,  neuro-biologica, culturale

 

  1. Le pulsioni aggressive sono comuni in ogni uomo, meno nelle donne a causa dell’influenza degli ormoni sul comportamento: il testosterone motiva all’aggressività ed è la base neurobiologica dell’aggressività nei maschi espressione delle difese dall’istinto di morte in cultura, che si esprime con i sensi di colpa inconsci da proiettarsi.

2.L’elaborazione schizo-paranoide della perdita del legame infantile in un sistema famigliare chiuso con legami affettivi molto vincolanti (es. doppi legami) e una paura dei genitori per l’autonomia del figlio.

  1. Assenza di un conflitto morale tra pulsioni soggettive e super-ego (il devo- per), che forse ha trovato in una figura paterna debole la sua sostanza psicodinamica.

Tuttavia l’assenza del conflitto dipende dalla mancanza di apprendimento nell’infanzia del “no” a comportamenti contro il bene, che nella nostra cultura trasmesso dal Decalogo mosaico. L’assenza dell’apprendimento nell’infanzia del Decalogo, come codice morale. base di ogni diritto,  non crea conflitto con le pulsioni soggettive e non permette lo sviluppo della coscienza responsabile: “ Il dover essere-per”. Il codice morale protegge inconsciamente dall’istinto di morte in cultura, cioè dai sensi di colpa persecutori. Purtroppo la Chiesa, l’organismo che trasmette questo “dover essere per il bene” ha completamente abrogato, oggi, alla funzione magisteriale-pastorale, fondata sulla unione tra fede-morale, che non possono essere separate e non chiede l’apprendimento a memoria del Decalogo nell’infanzia nella preparazione alla I° Comunione.

Il ragazzo risulta credente e quindi è passato da questa preparazione che ha sicuramente omesso l’apprendimento del Decalogo, non permettendo il conflitto evolutivo nell’adolescenza e la protezione della soggettività da istanze auto-etero distruttive.

Oggi la Chiesa non insegna più ai bambini il Decalogo a memoria, fatto che creava un imprinting neurobiologico che permetteva nell’adolescenza il necessario conflitto evolutivo tra “devo” e “sento”. Oggi il paradigma della Chiesa Bergogliana (eretico) è “ il fare viene prima dell’essere persona”, con una rottura con la pastorale dei Papi Giovanni Paolo II°, Benedetto XVI°, il cui risultato e’ la mancanza della capacità di assunzione della responsabilità, cioè del “rispondere” a un codice fondato sulla verità per il bene, di cui i primi principi sono contenuti nel Decalogo mosaico che afferma “ Il non uccidere”, “Onora tuo padre e tua madre”. Questo perdita della funzione magisteriale e pastorale della Chiesa è ben evidente nella lettera post sinodale di Papa Francesco,” Christus vivit” che raccomanda che  la Chiesa deve “accompagnare” l’adolescente nella crescita, non guidare l’adolescente verso la verità per il suo bene, (morale). Il fatto è scellerato per la cultura cristiana e a livello socio-analitico per la cultura umana. Questo papa ha infatti separato la fede cristiana dalla morale: un gravissimo errore. Il Grande filosofo Giulio Stefanini nella sua “Storia della Chiesa” ha scritto: “ Il cristianesimo è morale che si fa esistenza e esistenza che si fa morale” Una bellissima critica alla Chiesa di papa Francesco che oggi in Italia  è nel libro” L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco”  di “ Ambrogio di Treviri” , sinonimo di un vescovo emerito francese, allievo del grande Emmanuel Suhard, vescovo di Parigi, negli anni 40, autore del bellissimo “ Agonia della Chiesa”.

  1. Insicurezza affettiva dei genitori e perdita della capacità dei genitori nell’infanzia di proibire, con il “no” e di punire la trasgressione , imponendo il rispetto del bambino per il genitore e insegnando al bambino e poi all’adolescente a conquistarsi le cose, e anche la stima e la fiducia del genitore, con un comportamento coerente con il codice morale. Oggi molti genitori, causa dei loro errori morali e psicologici, (esempio rottura delle famiglie), hanno sensi di colpa inconsci che cercano di espiare dicendo sempre “SI” alle richieste dei bambini e degli adolescenti.

Il genitore che sente il bisogno dell’affetto dei figlio non potrà mai essere un educatore, ruolo guida necessario nell’infanzia e nell’adolescenza.

5.Esposizione dei bambini e adolescenti a immagini di violenza sia di cronaca che di fantasia. L’impatto dei giochi virtuali di strage nell’infanzia e nell’adolescenza, hanno delle conseguenze deteriori, perché normalizzano inconsciamente l’omicidio. I genitori, invece di giocare con i figli alla playstation dovrebbero non farli entrare in casa. Una ricerca negli anni 70 documentava che nei bambini esposti a immagini di violenza, esempio giochi virtuali fondati sulla uccisione del nemico o film o TG con notizie di atti violenti, dopo 10 anni avevano comportamenti violenti. Non è casuale che poco prima della strage con coltello fatta dall’adolescente, vi siano stati episodi di stragi con coltello fatte da diversi soggetti, Inghilterra : strage di bambini, Solingen strage di passanti; Italia uccisione giovane donna, fatti ampiamente raccontati dai TG, con una normalizzazione mediatica e la stimolazione a processi d’identificazione per menti fragili. Oggi c’è in molte famiglie la pessima abitudine di mangiare vedendo i TG, chiudendo ogni possibilità di comunicazione e facendo introiettare con il cibo le notizie crudeli di cronaca, dalla guerra agli omicidi, che nei TG hanno il sopravvento, oggi. epigeneticamente e trovano nelle condizioni socio-culturali-psicodinamiche il loro innesto. L’assuefazione alla notizia, la fa diventare una normalità, anche imitabile.

6  Perdita del senso di soggezione nei confronti dell’autorità genitoriale. Questo rimanda anche al punto 4, e comporta l’accettazione e l’incoraggiamento da parte del genitore immaturo e impreparato, a eliminare con i figli uno spazio generazionale-relazionale, imponendo il rispetto. E’ la genesi del genitore ” amicone” o ” assente” o “intrusivo”. Questo deriva spesso dal fatto che il genitore ha dei sospesi con se stesso, nel senso che ha rinunciato alla auto-educazione ( che non finisce mai) fondata sulla naturale domanda presente nella natura umana del “ dover essere- per”. L’assenza di un codice morale interno del genitore, o una presenza rigida e ossessiva di questa,  trasmesso epigeneticamente dai propri genitori è all’origine della rinuncia al processo educativo dei figlio e a comportamenti da “amicone”, dovuto ai propri sensi di colpa inconsci. 7.Non valutazione e sotto valutazione dell’esistenza nell’uomo e fuori dell’uomo di un conflitto ontologico tra “bene” e “male”, tra “vita” e “ morte”, tra “vero e “falso”. L’abolizione di una dimensione spirituale (salute dell’anima) e di Dio, e quindi dal “ diavolo (parola oggi “non politicamente” corretta) è oggi diffusa. Invece la cultura e la natura sono dicotomiche. Eros e istinto di morte (Freud)sono presenti nella natura umana. L’istinto di morte è il padre dei sensi di colpa, da cui originano i fenomeni distruttivi e autodistruttivi e la sua origine è un mistero, fenomenologicamente. Robert Bresson in un bellissimo film degli anni 70 ” Il diavolo probabilmente”, di fronte all’efferatezza criminale di un giovane tossicomane, aveva scelto un titolo particolarmente evocativo di un’inspiegabile e misteriosa presenza negativa satanica che agiva nella sua vita. In effetti qualsiasi interpretazione psicoanalitica dei comportamenti omicidi e negativi umani, partendo dalla alterazione e dalla negazione della verità oggettiva, fenomenologicamente appaiono solo una punta di un iceberg in cui appare chiaro, solamente  l’esistenza di un conflitto tra Eros e Thanatos, che appare come una condanna a morte dell’uomo in conflitto con la proposta liberatoria di Gesù Cristo. L’esistenza di Thanatos, rientra nel mistero ontologico della natura umana che chiama l’uomo , se non altro, a domandarsi se vita e morte non abbiano degli attori dicotomici e nemici: Dio e il diavolo. Del resto è empirico il fatto che l’uomo non si è creato da solo, e che ciò che appare nasconde il suo essere ( Aristotele)e quindi è solo parte sensibile della realtà, che è l’essere il cui significato è il “logos”, la verità e che implica l’esistenza del contrario come “non essere” , fondato sul falso. L’idea trascendente di Dio e del diavolo, come origine della morte e del falso, non possono essere escluse dall’esistenza umana e da ogni sua manifestazione: pensieri sentimenti, comportamenti. L’idea di Dio, rivelata nel suo significato e nel suo fine da Gesù Cristo , di cui scriviamo ogni giorno la data di nascita, come cambiamento necessario della  natura umana, la cui fede è stata rivelata da lui steso come condizione per sottrarsi  alla morte, e oggi possiamo dire all’istinto di morte, chiedendo fiducia nella sua azione, redenzione, resurrezione dalla morte, non può essere esclusa dalla cultura dei vivi, escludendo gli stolti  e gli ignoranti, anche della scienza della inconscio. Questo significa che anche l’idea dell’esistenza di un avversario di Dio e dell’uomo non può essere esclusa dalla vita quotidiana e quindi dall’omicidio.dell’adolescente.

  1. Pandemia della “Sindrome del Grande Fratello(SGF) La SGF che ho identificato agli inizi del 2000, analizzando le esternazioni dei partecipanti al gioco televisivo che chiedeva ai coloro che volevano partecipare la rinuncia a un codice morale, è basata sull’interiorizzazione degli assunti, tra gli altri : “ la verità è ciò che io sento e/o penso”, “ Il fare viene prima dell’essere persona”, cioè di una verità oggettiva per il bene dell’uomo, la cui domanda è nella natura dell’uomo. In questo la Chiesa oggi si può considerare “un untore” di questa “peste” che ammorba le menti stolte e ignoranti e l’anima di miliardi di persone.
  2. Valore culturale della vita umana Gli omicidi bianchi in Ospedale nelle camere di sterminio ginecologico dove rinnegati della Medicina , ben tollerati dall’Ordine dei Medici, e voluti dallo stato, uccidono bambini nelle prime fasi della vita, con danni catastrofici alla salute mentale e biologica delle donne, le guerre in corso, gli omicidi diffusi di ogni genere, creano nella cultura delle dinamiche che si riflettono nel comportamento in adolescenti , che sono motivati, a causa dell’attivazione delle difese dall’istinto di morte, a divenire protagonisti attivi del cimitero nella cultura contemporanea. Come nel suicidio c’è un epidemia dei comportamenti aggressivi, anche omicidi che trovano innesto in strutture epigeneticamente predisposte.

In Africa, il valore della vita umana , essendo culture primitive e tribali, spesso islamiche, è molto meno sentito che nell’Occidente. La morte violenta e non violenta nell’ Africa sub-sahariana sono fatti normali.  Non è un caso che tutti gli ultimi accoltellamenti di cronaca siano stati compiuti da immigrati islamici. I fenomeni emotivi legati al comportamento sono trasmissibili epigeneticamente. L’Islam è una religione centrata sulla legge, appresa nell’infanzia e quindi neurobiologicamente strutturante il cervello emotivo e il comportamento, e pertanto ogni motivazione inconscia alla trasgressione genera sensi di colpa inconsci che cercano catarsi proiettiva che si esprime nell’aggressività anche omicida e che trova a livello di coscienza un garante nell’ambiguo testo coranico che incoraggia anche l’uccisione dell’infedele sentenzia la morte di chi si converte al cristianesimo. I sensi di colpa inconsci per le pulsioni erotiche attivate negli islamici dalla perdita del senso del pudore delle ragazze occidentali (spettacoli televisive-normalizzazione del tanga-bikini), possono esser d’innesto a dinamiche catartiche difensivo-aggressive, giustificate in senso religioso o a stupri.

Il mix tra epigenetica tribale e l’Islam è esplosivo e può essere un rischio attuale e futuro da non sottovalutare. Per questo è necessaria una piena consapevolezza culturale della diversità dei valori antropologici cristiani (persona-verità-amore-libertà-perdono) e islamici (legge-adattamento-subalternità dipendente- proiezione sensi di colpa-vendetta) .

I valori antropologici cristiani, in un Italia, soggetta a un flusso immigratorio costante dall’Africa e da altri paesi islamici, dovrebbero essere espliciti nella Costituzione e la base della cittadinanza.

10.Effetti comportamentali e psichiatrici dei vaccini mRNA anti COVID L’infiammazione del sistema nervoso centrale dalla continua sintesi delle proteine Spike dovuta ai vaccini mRNA anti-COVID  e delle molecole lipidiche shuttle dei vaccini mRNA hanno delle coseguenze neurobiologiche e pichiatriche descritte in letteratura che possono aver contribuito a una cofattorialità neurobiologica causante la strage.

 Bibliografia

1  Giuseppe R. Brera  la Sindrome del Grande Fratello e i Magnifici Sette : come essere genitori nei tempi difficili. Ed. Università Ambrosiana 2009-2024 (ultima   edizione (in pubblicazione)

2.Giuseppe R.Brera L’adolescenza e il coraggio d’essere uomini e donne. Ed. Università Ambrosiana 2023

3.Giuseppe R.Brera (a cura di) La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Ed. Università Ambrosiana 2024

4   Giuseppe R.Brera Il Tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. I giovani italiani e la loro salute. Ed. Università Ambrosiana 2004 e-book

 5  Ambrogio di Treviri L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco ( pubblicato in proprio)-2023

 6 Kim HJ, Kim MH, Choi MG, Chun EM. Psychiatric adverse events following COVID-19 vaccination: a population-based cohort study in Seoul, South Korea. Mol Psychiatry. 2024 Jun 4. doi: 10.1038/s41380-024-02627-0. Epub ahead of print. PMID: 38834668.

I libri sono richiedibili all’Editoria dell’Università Ambrosiana

inviare richiesta a  editoria@editoriauniversitaambrosiana.it

©Copyright Università Ambrosiana 2024