Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Vito Galante*

Abstract

The Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University by Professor Giuseppe R. Brera, represents an epochal epistemological shift from a mechanistic-reductionist model to an interactionist-teleonomic framework. This report explores the advanced research on “Relational and Moral Epigenetics,” which posits that human health is a relative process determined by the quality of coping and the subjective interpretation of experience. Relational epigenetics describes how social and affective interactions are molecularly transduced into biological changes through neuromodulation and gene expression. Moral epigenetics emphasizes the biological impact of existential choices and the person’s quest for truth, love, and beauty, which act as primary regulators of allostatic stability. The synthesis of clinical psychoneuroimmunology, kairology, and the epigenetic code discovery by Piermario Biava provides a unified theory of human nature. This paradigm validates the Person-Centered Clinical Method (PCCM) as a maieutic tool to induce resilience and prevent chronic, degenerative, and infectious diseases by promoting the person’s transcendent dignity.

Keywords: Person-Centered Medicine, Relational Epigenetics, Moral Epigenetics, Health Relativity Theory, Teleonomy, Kairology, Adolescentology, Giuseppe R. Brera, Milan School of Medicine.

L’Epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e il Cambio di Paradigma

La scienza medica contemporanea si trova a un punto di svolta critico, segnato dal passaggio da una visione meccanicistica e deterministica della salute a un modello interazionista e personalistico. Questo cambiamento di paradigma, avviato formalmente tra il 1995 e il 1996 da Giuseppe R. Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano, ha ridefinito le basi epistemologiche della ricerca biomedica e della pratica clinica.1 La Medicina Centrata sulla Persona (PCM) non si configura semplicemente come un’estensione dell’umanesimo medico, ma come una struttura scientifica rigorosa che integra le scienze biologiche di base con le discipline umanistiche.1

L’insufficienza del modello biomedico tradizionale, spesso descritto come “riduzionismo bio-tecnologico”, risiede nella sua incapacità di cogliere la complessità della natura umana, limitandosi a studiare la malattia come un guasto meccanico.2 Al contrario, la PCM introduce il concetto di “relatività indeterminata delle reazioni biologiche”, suggerendo che la risposta dell’organismo a qualsiasi stimolo non è fissa, ma dipende dalla qualità del “coping” e dall’interpretazione soggettiva della realtà.4 Questa intuizione, pubblicata per la prima volta da Brera nel 1996, ha posto le basi per una rivoluzione paragonabile a quella avvenuta nel secolo scorso con il passaggio dalla fisica classica alla meccanica quantistica.1

Nel 1999, la pubblicazione del “Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona” ha sancito ufficialmente la nascita di questo nuovo paradigma, che vede la salute non come mera assenza di malattia, ma come il “fiorire della vita dell’individuo” attraverso la costruzione di fattori protettivi capaci di neutralizzare i fattori di rischio.2 Questo processo coinvolge l’interazione teleonomica tra corpo, mente e spirito, dove ogni dimensione ha pari valore scientifico e clinico.4

 

Caratteristica del Paradigma Medicina Meccanicistica (Tradizionale) Medicina Centrata sulla Persona (PCM)
Fondamento Epistemologico Determinismo lineare (S-A: Stimolo-Risposta) Indeterminismo interazionista (S-P-A: Stimolo-Persona-Risposta) 2
Visione dell’Uomo Somma di organi e funzioni bio-molecolari Unità tridimensionale: corpo, mente, spirito 3
Definizione di Salute Stato statico di benessere psicofisico (OMS 1948) Processo dinamico di adattamento creativo e scelta di possibilità vere per essere la migliore persona umana possibile 2
Metodo Clinico Diagnosi tecnica centrata sul “Cosa” (malattia) Maieutica della persona centrata sul “Chi” (persona) 3
Ruolo della Biologia Determinante assoluto della salute Reattività relativa alla qualità dell’esperienza5

Il consolidamento istituzionale di questo approccio è avvenuto con l’introduzione, nel 1998, di un nuovo curriculum nell’educazione medica pre-laurea presso la Scuola Medica di Milano, scritto interamente secondo la teoria della PCM.1 Da allora, l’Università Ambrosiana è diventata il punto di riferimento mondiale per la formazione dei medici in questo ambito, promuovendo una ricerca che non separa più lo spirito (la domanda naturale di significato della vita) dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche.2

Epigenetica Relazionale: La Biologia dell’Incontro e dell’Affettività

L’epigenetica relazionale rappresenta una delle aree più avanzate della ricerca condotta dalla Scuola Medica di Milano. Essa esplora i meccanismi attraverso i quali le esperienze sociali e le relazioni interpersonali vengono registrate nel DNA, influenzando il fenotipo metabolico, immunitario e comportamentale.5 Secondo le ricerche di Brera, avviate già negli anni ’80 con lo studio dei fenomeni empatici nella relazione medico-paziente, la soggettività e le relazioni non sono entità astratte, ma potenti modulatori dell’espressione genica.8

Il meccanismo fondamentale dell’epigenetica relazionale risiede nella trasduzione molecolare dell’esperienza. Quando un individuo vive un’interazione affettiva o sociale, questa viene interpretata dal sistema nervoso centrale e tradotta in una cascata di neuromodulatori, ormoni e cambiamenti immunitari.10 Questi segnali biochimici agiscono come interruttori epigenetici che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA.5

Un dato cruciale emerso dalla ricerca interazionista riguarda l’impatto dello stress precoce e della qualità delle cure relazionali sulla metilazione del DNA. In particolare, il recettore dei glucocorticoidi, presente in ogni tessuto umano e fondamentale per la risposta allo stress, è soggetto a regolazione epigenetica in base alla qualità dell’ambiente interpersonale.5 Una relazione di cura positiva e sicura può indurre una metilazione favorevole, aumentando la resilienza del sistema allostatico, mentre relazioni traumatiche o deprivanti possono causare danni epigenetici persistenti.5

In questo contesto, il metodo clinico stesso diventa un agente terapeutico epigenetico. La creazione dell’”effetto antropico” all’inizio del rapporto clinico — ovvero la disposizione affettiva del medico ad accettare, comprendere e aiutare — attiva circuiti biologici che predispongono il paziente alla guarigione.3 La ricerca suggerisce che le intenzioni di guarigione e l’empatia vengano trasmesse attraverso dimensioni spazio-temporali che influenzano la biologia molecolare del paziente in modo più rapido di quanto precedentemente ipotizzato dalla medicina bio-tecnologica.3

Meccanismi Molecolari della Trasduzione Soggettiva

La ricerca della Scuola Medica di Milano ha identificato diverse vie attraverso le quali la soggettività relazionale modula la biologia:

  • Regolazione Recettoriale: La diversa qualità dei recettori cellulari che ricevono segnali dai sistemi neuro-ormonali e immunitari è influenzata dallo stato affettivo della persona.10
  • Modulazione PNEI: L’interazione tra psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario è governata da una logica interazionista in cui le emozioni attivano specifici pattern di espressione genica.10
  • Allostasi Antivirale: Anche la suscettibilità alle infezioni, come dimostrato negli studi sul SARS-COV 2, è relativa allo stato metabolico e immunitario dell’individuo, il quale è a sua volta modellato dalle sue interazioni relazionali e dal suo livello di stress.5

L’epigenetica relazionale sposta quindi l’attenzione dal solo agente patogeno alla vulnerabilità o resilienza del “terreno” biologico, che è intrinsecamente legato alla storia relazionale del soggetto.2 Questo approccio ha portato alla formulazione della “Teoria della Relatività dell’Infezione”, che considera l’interazione tra soggettività, variabili biologiche e ambiente relazionale.8

Epigenetica Morale e la Teleonomia della Natura Umana

L’epigenetica morale rappresenta l’integrazione della dimensione etica e spirituale nella scienza medica. Questo concetto, centrale nella PCM di Giuseppe R. Brera, postula che le scelte esistenziali, i valori morali e la ricerca di significato non siano solo questioni filosofiche, ma variabili determinanti per la salute biologica.4 La tesi di fondo è che la natura umana sia orientata da una “teleonomia naturale”, una tendenza intrinseca verso la realizzazione di verità, amore e bellezza.4

Secondo il Manifesto della PCM, l’uomo non è un insieme casuale di reazioni chimiche, ma un soggetto teleonomico la cui vita è finalizzata alla realizzazione di una soggettività libera e responsabile.4 Quando l’individuo agisce in coerenza con questa natura profonda, costruisce fattori protettivi che promuovono l’allostasi e la salute.4 Al contrario, un conflitto soggettivo inconscio tra la tendenza ideale verso il bene e la realtà vissuta può generare uno squilibrio che si manifesta come malattia.5

L’epigenetica morale suggerisce che il “codice epigenetico” risponda alla qualità della vita morale. La scelta di “essere la migliore versione di sé stessi” (formulata da Brera nel 2011) non è solo un ideale etico, ma una strategia di sopravvivenza biologica.5 In questo senso, la medicina diventa una “scienza della sofferenza” che aiuta la persona a scoprire il significato del proprio dolore, trasformandolo in un kairos (momento opportuno) per la crescita personale.2

 

Dimensione Morale Correlato Epigenetico/Biologico Implicazione Clinica
Ricerca della Verità Riduzione del conflitto inconscio e dello stress ossidativo 4 Diagnosi come maieutica della verità interiore 3
Atto d’Amore Attivazione di neuromodulatori pro-sociali e potenziamento immunitario 4 La solidarietà ospedaliera come farmaco per l’uomo 2
Esercizio della Libertà Scelta di stili di vita che modulano positivamente il DNA 5 La salute come capacità di scelta e responsabilità 7
Senso del Sacro Unificazione dei mondi biologico, simbolico e spirituale 4 Rispetto della dignità trascendente nella cura 9

Questa visione è supportata dalla “Teoria della Relatività della Salute” (HRT), la quale afferma che la salute dipende dalla capacità interpretativa della persona rispetto alle proprie possibilità di esperienza.8 Se l’individuo possiede risorse morali e spirituali solide, può interpretare gli eventi avversi in modo da mantenere l’integrità del proprio sistema biologico, inducendo una resilienza che neutralizza i danni genetici ed epigenetici.2

L’epigenetica morale trova una sua applicazione specifica nell’adolescentologia clinica, dove il compito evolutivo primario del giovane è rispondere alla domanda di identità attraverso la ricerca di valori oggettivi.11 La frammentazione epistemologica che ignora la dimensione spirituale dell’adolescente è considerata “iatrogena” dalla Scuola Medica di Milano, in quanto impedisce lo sviluppo di quella coesione interna necessaria per una salute duratura.2

Adolescentologia e Kairologia: Il Modello Unitario dello Sviluppo

L’adolescentologia, definita da Giuseppe R. Brera nel 1987 come una teoria dell’adolescenza centrata sulla persona, costituisce il pilastro clinico della PCM.8 Essa si basa sulla “Kairologia”, un modello ermeneutico della natura umana presentato per la prima volta nel 1993, che vede lo sviluppo umano come una sequenza di momenti opportuni per la realizzazione dell’essere.8

In questo quadro, l’adolescenza non è vista come una crisi biologica di passaggio, ma come un “stress adattativo” finalizzato allo sviluppo della dignità di essere una persona reale.11 La salute dell’adolescente è determinata dall’interazione tra la sua maturazione biologica, il suo mondo simbolico (affetti, percezioni) e la sua apertura allo spirito.2 La ricerca della Scuola Medica di Milano ha evidenziato come la mancanza di coerenza tra queste dimensioni sia alla base di patologie emergenti come la “Sindrome di Mercurio” (dipendenza da smartphone) e altri disturbi comportamentali.2

L’adolescentologia clinica si avvale di una “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”, presentata da Brera alle Nazioni Unite, che pone al centro la libertà e la responsabilità del ragazzo nel processo di costruzione della propria salute.8 Il metodo clinico applicato all’adolescente mira a identificare i “fattori protettivi” che rendono il giovane resiliente alle avversità ambientali e sociali.11

La Scuola Medica di Milano sottolinea che la prevenzione pleiotropica in adolescenza deve considerare l’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale non solo sulla salute mentale, ma anche sui processi neurobiologici ed epigenetici.11 La svalutazione della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è identificata come un fattore di rischio per la trasmissione del significato della vita, essenziale per la resilienza epigenetica delle nuove generazioni.7

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Maieutica Clinica

Il “Person-Centered Clinical Method” (PCCM) rappresenta la traduzione operativa di tutta la ricerca sull’epigenetica relazionale e morale. Insegnato dal 1998, questo metodo non sostituisce la clinica tradizionale, ma la integra e la trasforma, spostando l’enfasi dalla malattia alla persona malata.1 Il medico non agisce come un tecnico riparatore, ma come un “maieuta della dignità umana”.4

Il PCCM è strutturato in fasi rigorose che permettono di esplorare la totalità della persona:

  1. Fase della Diacrisi (Discernimento): Inizia con la creazione dell’effetto antropico e procede con l’esplorazione della storia del paziente, non solo clinica ma esistenziale.3
  2. Analisi delle Risorse e dei Problemi (Modello a Croce): Il medico valuta l’equilibrio tra i punti di forza del paziente (risorse spirituali, affettive, fisiche) e i suoi problemi clinici.3
  3. Diagnosi di Persona: Non si limita a dare un nome a una patologia, ma cerca di capire “Chi è la persona” e come questa stia vivendo il proprio lavoro di costituzione della vita.3
  4. Induzione di Resilienza: Il piano terapeutico mira a potenziare i fattori protettivi attraverso scelte di vita consapevoli e l’uso di molecole naturali che favoriscono la regolazione epigenetica.3

 

Fase del Metodo Azione Clinica Impatto Biologico-Epigenetico
Effetto Antropico Accoglienza empatica e intenzionalità curativa Attivazione di cascate neuroendocrine positive e riduzione del cortisolo 3
Esplorazione dei Valori Indagine sulla vita spirituale e sul senso del dolore Modulazione teleonomica dell’allostasi e riduzione dello stress sistemico 3
Modello a Croce Bilancio tra fattori di rischio e protettivi Identificazione del potenziale di autoriparazione epigenetica 3
Counselling Medico Dialogo orientato alla verità e alla scelta Rafforzamento della resilienza attraverso la riprogrammazione soggettiva 1

Il PCCM è esso stesso una terapia, poiché agisce simultaneamente a livello spirituale, affettivo e biologico.3 La validazione sperimentale condotta nel 2012 ha dimostrato che i medici formati a questo metodo ottengono risultati clinici superiori in termini di soddisfazione del paziente e di efficacia delle cure, poiché riescono a ingaggiare la soggettività del malato come alleato nel processo di guarigione.1

Il Codice Epigenetico e la Riprogrammazione di Piermario Biava

Una componente fondamentale della ricerca avanzata della Scuola Medica di Milano è costituita dal lavoro del Professor Piermario Biava, la cui candidatura al Premio Nobel per la Medicina è stata sostenuta dall’Università Ambrosiana.11 Biava ha scoperto il “codice epigenetico” che organizza la vita, dimostrando la possibilità di riprogrammare le cellule staminali adulte senza distruggerle.9

Questa scoperta rappresenta un cambio radicale del paradigma scientifico, passando da una visione della cellula come entità isolata a una visione interazionista.9 In ambito oncologico e neurodegenerativo, la riprogrammazione epigenetica offre nuove vie terapeutiche che non si basano sulla distruzione delle cellule malate (come avviene con la chemioterapia tradizionale), ma sulla riattivazione di geni silenziati attraverso l’assunzione di “riprogrammatori epigenetici” naturali.9

La ricerca di Biava si integra perfettamente con la PCM, fornendo la base molecolare per l’epigenetica clinica. Se il codice epigenetico è ciò che organizza la vita, allora le variabili relazionali e morali discusse in precedenza sono i segnali di alto livello che istruiscono tale codice.5 La Scuola Medica di Milano ha istituito laboratori di ricerca pleiotropica per stabilire protocolli terapeutici personalizzati che utilizzano molecole naturali per influenzare la metilazione del DNA e la regolazione genica, portando la medicina verso una dimensione veramente predittiva e personalizzata.10

COVID-19: Un Case Study per il Cambio di Paradigma della Salute

La pandemia di SARS-COV 2 ha rappresentato per la Scuola Medica di Milano un banco di prova decisivo per dimostrare la superiorità del paradigma interazionista. Giuseppe R. Brera ha scritto il primo trattato al mondo sulla prevenzione del COVID-19 basato sull’allostasi e sulla medicina centrata sulla persona.8

La critica mossa al sistema sanitario globale è stata quella di aver affrontato l’emergenza con un paradigma meccanicistico-deterministico superato, basato esclusivamente sulla vaccinazione di massa e ignorando la “Relatività dell’Entrata del Virus”.2 Secondo la PCM, l’infezione non è un evento causale lineare, ma dipende dalla suscettibilità immunitaria e metabolica dell’individuo, la quale può essere potenziata attraverso l’”allostasi antivirale” e l’”immunostimolazione preventiva”.8

Brera ha introdotto concetti epistemologici innovativi come l’allostasi virale e antivirale, suggerendo che una dieta specifica e l’integrazione nutraceutica (programma AVISP) avrebbero potuto indurre un “Rischio Zero” per il COVID-19 potenziando le difese naturali della persona.10 Inoltre, la ricerca della Scuola ha sollevato preoccupazioni sulla “genotossicità” e sui “danni epigenetici” potenzialmente indotti dai vaccini a mRNA, proponendo invece una strategia di prevenzione centrata sulla resilienza metabolica del soggetto.2

Questo approccio, lungi dall’essere antiscientifico, si basa sulla teoria della “Relatività dell’Infezione” e richiama l’attenzione sulla necessità di una prevenzione secondaria che non può essere omessa senza gravi responsabilità etiche e cliniche.6 La pandemia ha così confermato l’urgenza di adottare la “World Health Charter” per una sanità pubblica che rispetti la complessità biologica e la dignità trascendente dell’uomo.8

Conclusioni: Verso una Medicina Maieutica e Resiliente

La ricerca prodotta dalla Scuola Medica di Milano sotto la guida di Giuseppe R. Brera, delinea una nuova era per la scienza medica. L’epigenetica relazionale e morale non è più una speculazione teorica, ma una realtà clinica validata che dimostra come l’essere umano sia un’unità inscindibile di biologia e spirito.3

Il passaggio dalla “medicina centrata sulla malattia” alla “medicina centrata sulla persona” comporta tre conseguenze fondamentali:

  1. Il Medico come Guida: Il professionista della salute deve acquisire competenze non solo tecniche, ma anche relazionali e filosofiche, diventando un facilitatore della teleonomia del paziente.3
  2. La Salute come Responsabilità: La prevenzione e la cura non sono atti passivi, ma derivano dalla capacità del soggetto di compiere scelte orientate al vero e al bene, influenzando così il proprio destino epigenetico.5
  3. La Scienza come Interazione: La ricerca biomedica deve abbandonare il riduzionismo per abbracciare un modello interazionista-teleonomico, capace di integrare i progressi della genomica con la profondità della natura umana.2

In definitiva, la Medicina Centrata sulla Persona restituisce alla clinica la sua dimensione più autentica: quella di essere una “maieutica della persona” finalizzata al fiorire della vita.3 Attraverso l’applicazione rigorosa del PCCM e la comprensione dei meccanismi epigenetici, la Scuola Medica di Milano continua a guidare il mondo verso una medicina che è, allo stesso tempo, scientificamente avanzata e profondamente umana.

Bibliografia

  1. Università Ambrosiana. Person-centered medicine history [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  2. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  3. Università Ambrosiana. Person-centered medicine: theory, teaching and research [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Person%20Centered%20Medicine%20theory.teaching%20and%20research.pdf
  4. Università Ambrosiana. Person centered medicine: an epistemological manifesto [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manifesto.htm
  5. Healthparadigmchange [Internet]. 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.healthparadigmchange.it/
  6. Università Ambrosiana News. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
  7. World Health Committee. Person-centered medicine paradigm archivi [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/category/person-centered-medicine-paradigm/
  8. Scuola Medica di Milano. Il direttore della Scuola Medica di Milano: dr. prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/blog-detail/post/283839/il-direttore-della-scuola-medica-di-milano-dr-prof-giuseppe-r-brera
  9. Adolescentologia Online. Editoria dell’Università Ambrosiana – adolescentologia e … [Internet]. Adolescentologia Online; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/editoria-delluniversita-ambrosiana/
  10. Scuola Medica di Milano. Home page – scuolamedicamilano dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  11. World Health Committee. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. World Health Committee; 2025 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/2025/01/22/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent/
  12. Brera GR. Webinar in Italy on person-centered medicine by prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/author/wp_1074201/

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

Vito Galante*

Abstract

This research report explores the epistemological and pedagogical integration of Professor Giuseppe R. Brera’s Kairological theory within the framework of Catholic education, as investigated by the Milan School of Medicine at Ambrosiana University. Kairology, born in 1993 from the phenomenological study of adolescent symbolic thought, reframes human nature and development through an interactionist and teleonomic paradigm, transcending both mechanistic determinism and subjective reductionism. By aligning the biological insights of psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI) with Christian personalism—specifically the philosophical contributions of Karol Wojtyła and Josef Seifert—Kairology posits that human health is an existential semantic construct determined by free, value-oriented coping choices that influence gene expression epigenetically. This paper details the three ontological statuses of human nature (Being a Person, the Self-possible, and the Self-real) and traces the transition from informational communication to genuine human relation. Furthermore, it integrates the five core pedagogical criteria for educating adolescent desire (the experience of being desired, the acceptance of limits, parental stepping-back, the pedagogy of silence, and future-oriented promise) with Brera’s “Kairos Method.” Ultimately, this report demonstrates how kairological pedagogy fulfills the directives of the Congregation for Catholic Education, offering a scientifically validated and anthropologically rich method to cultivate enduring resilience, spiritual maturity, and holistic health in young individuals.

Keywords: Kairology, Catholic Education, Christian Personalism, Ontological Development, Adolescentology, Person-Centered Medicine, Resilience.

Introduzione ed Epistemologia della Kairologia

La pedagogia contemporanea e le scienze dell’educazione si trovano ad affrontare una profonda frammentazione epistemologica che separa artificialmente lo spirito—inteso come domanda naturale di senso della vita—dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche1. Questa scissione favorisce riduzionismi di natura bio-tecnologica, psicologica o sociologica che non colgono l’essenza della persona e compromettono l’efficacia dei sistemi formativi e dei programmi di educazione alla salute1. Per ovviare a tale deriva, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha formulato nel 1993, in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, la “Kairologia” (dal greco kairos, momento opportuno, e logos, discorso)2. La Kairologia si propone come un paradigma ermeneutico unificante della natura umana, nato dallo studio del pensiero simbolico degli adolescenti, volto a permettere una sintesi creativa intesa come nuova realtà esistenziale vissuta nella soggettività del singolo2.

Sotto il profilo scientifico ed epistemologico, la Kairologia si fonda sull’interazionismo qualitativo, superando il modello positivista e meccanicista della medicina e della psicologia tradizionali4. Le scoperte sul funzionamento integrato dei sistemi nervoso centrale, immunitario ed endocrino (psico-neuro-endocrino-immunologia o PNEI) hanno dimostrato l’esistenza di un legame diretto tra il mondo simbolico del soggetto e la sua realtà biologica4. Criticando il concetto classico di stress formulato da Selye, Brera ha documentato come le reazioni biologiche non siano regolate da leggi deterministiche assolute, bensì dalla capacità e dalla qualità del “coping” (fronteggiamento) del soggetto4.

Mentre le reazioni biologiche negli animali rispondono a una relatività determinata dalle condizioni ambientali, le reazioni dell’essere umano sono governate da una relatività indeterminata4. L’imprevedibilità del coping umano deriva dai processi semantici, creativi, spirituali e valoriali del soggetto6. Per formalizzare tale distinzione scientifica, l’epistemologia kairologica adotta modelli matematico-relazionali. La reazione biologica animale (Ra) può essere espressa come funzione di un coping determinato dalle variabili ecologiche e istintuali:

Ra= f(Cd)

Al contrario, la reazione biologica umana (Rh) risponde a una relatività indeterminata, dove il coping è mediato dal significato esistenziale e dai valori antropologici del soggetto:

Rh= f( Ci x Es)

In questa formula, Ci rappresenta il coping qualitativo indeterminato e Es denota il fattore semantico-esistenziale correlato alla ricerca del significato4. Su queste basi, la salute viene ridefinita dalla Medicina Centrata sulla Persona e dalla Kairologia non come semplice “benessere psicofisico” (definizione OMS del 1948, ritenuta obsoleta), bensì come “la scelta di possibilità vere per diventare la migliore persona umana possibile”7. Le scelte esistenziali e morali della persona agiscono per via epigenetica sui sistemi biologici, modificando l’espressione genica e determinando la resilienza o la vulnerabilità alle patologie7.

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Vito Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona7. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico9. Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale9.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto9. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali9:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza10. È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale10. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”10. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore)10. Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos3. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”7. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti7. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà10. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana7.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal7. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte10. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa10. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale7.

 

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Il Dialogo tra Kairologia e Antropologia Cristiana: Wojtyła, Seifert e il Magistero

La teoria kairologica presenta una profonda consonanza con il personalismo cristiano e trova importanti punti di contatto con le tesi filosofiche di Karol Wojtyła (Papa Giovanni Paolo II) e di Josef Seifert3. Brera rileva come il pensiero di Wojtyła sia stato in grado di unificare mirabilmente la ragione clinico-scientifica con le ragioni del cuore e dello spirito, offrendo una testimonianza di indomito coraggio nell’affrontare il mistero della sofferenza e della malattia11. L’affermazione cardine del personalismo wojtyłiano, secondo cui “la fede si propone e non si impone”, costituisce il fondamento metodologico sia della didattica dell’Università Ambrosiana sia della prassi del counselling clinico con l’adolescente11. La fede religiosa non è considerata un’imposizione dogmatica o una norma estrinseca, bensì una risposta libera alle domande fondamentali della vita e un fattore di protezione neurobiologica e psicologica essenziale per la maturazione affettiva del giovane11.

Questo approccio incontra altresì il pensiero del filosofo Josef Seifert, autore del saggio introduttivo alla prima opera sistematica di Brera sulla formazione medica, incentrato sui sette scopi storici della medicina e sulla ricerca della felicità autentica9. La Kairologia e il personalismo di Seifert convergono nell’identificare l’esistenza umana come una chiamata teleonomica alla verità oggettiva3.

Tale impianto antropologico si inserisce in modo fecondo all’interno dei documenti e delle linee guida della Congregazione per l’Educazione Cattolica15. La Kairologia offre infatti un fondamento scientifico rigoroso alle direttive del Magistero sullo sviluppo ontologico e integrale della persona umana15. Essa dimostra come l’educazione cattolica non debba limitarsi a trasmettere nozioni intellettualistiche, ma debba farsi carico della cura dell’unità somato-psichica e spirituale dell’educando1.

Sotto il profilo teologico-antropologico, la transizione dal secondo al terzo stato ontologico si compie pienamente attraverso la figura di Gesù Cristo, riconosciuto dalla tradizione della scuola medica milanese come il “medico dell’umanità”11. Se la filosofia greca si era arrestata di fronte all’interrogativo astratto del “Ti esti?”, la rivoluzione ontologica operata da Cristo ha trasformato il “Che cos’è?” in un “Chi è?”7. Nella rivelazione cristiana, la verità, l’amore e la bellezza assumono un volto personale e storico7. Il mistero del dono di sé, espresso paradigmaticamente nella parabola del Buon Samaritano, ha introdotto nella storia della medicina il concetto stesso di “prendersi cura” (cura), che si affianca e supera la mera somministrazione di farmaci (terapia), dando origine storicamente alla nascita degli ospedali e alla tutela dei soggetti fragili ed emarginati7.

La pedagogia kairologica si appropria inoltre del metodo dell’introspezione agostiniana: “Noli foras ire, redi in te ipsum, in interiore homine habitat veritas” (non uscire fuori, ritorna in te stesso, nell’uomo interiore abita la verità)9. L’educazione cattolica stimola l’adolescente a compiere questo viaggio interiore per scoprire i “quattro grandi misteri dell’esistenza” codificati dalla teoria kairologica11:

  1. Il Primo Mistero: La chiamata, inscritta nel genoma spirituale, a una qualità predeterminata dell’essere umano fondata sulla reciprocità affettiva, definita come “capacità di essere-per” e “essere-con” (genitalità spirituale distinta dalla mera genitalità biologica)11.
  2. Il Secondo Mistero: La percezione del tempo non come semplice scorrere cronologico, ma come “possibilità” per l’amore, la verità e la bellezza, contrapposta alla possibilità della morte ontologica (intesa come negazione e limite delle potenzialità vitali)11.
  3. Il Terzo Mistero: La capacità del soggetto di discernere le possibilità reali da quelle illusorie all’interno della propria esistenza11.
  4. Il Quarto Mistero: L’evento del kairos nello spazio-tempo, ovvero l’istante imprevedibile e propizio in cui l’incontro con la verità e l’amore si realizza, svelando al soggetto la dignità originaria del proprio essere11.

La Pedagogia del Desiderio e il “Programma Kairos” nell’Educazione Cattolica

La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana2. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico7. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità9.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019) e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative cattoliche9:

  • L’esperienza fondamentale di essere desiderati: L’adolescente può maturare una sana stima di sé e aprirsi alla relazione solo se sperimenta l’accoglienza incondizionata da parte degli educatori e, in ultima istanza, l’amore d’origine di Dio Creator9. Sentirsi desiderati è il prerequisito ontologico per l’apprendimento del dono di sé9.
  • L’accettazione essenziale del limite: Contrariamente alla cultura postmoderna che promuove l’illusione di un’onnipotenza soggettiva e di un’assenza di regole, il metodo kairologico valorizza il limite come fattore protettivo e di crescita9. Il riconoscimento dei limiti fisici, intellettivi e morali previene la frustrazione esistenziale e stimola la ricerca di un’alleanza con l’altro e con il Trascendente9. I Dieci Comandamenti, in quest’ottica, svolgono un ruolo psicopedagogico insostituibile, innescando un sano conflitto interno necessario per l’evoluzione del pensiero morale e simbolico11.
  • Il disimpegno strategico genitoriale (stepping back): I genitori e gli educatori sono chiamati a compiere un arretramento consapevole per lasciare all’adolescente lo spazio idoneo all’esercizio della propria autonomia decisionale9. Questo processo permette al giovane di confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte di coping, sviluppando un’autentica responsabilità etica9.
  • La cruciale pedagogia del silenzio: In un contesto sociale dominato dal rumore mediatico e dalla dipendenza tecnologica (come la “sindrome da smartphone”), il silenzio è lo spazio maieutico in cui l’adolescente può praticare l’introspezione8. Nel silenzio cade la comunicazione puramente informativa e si apre la possibilità della relazione profonda con se stessi e con la verità oggettiva9.
  • L’abbraccio della “promessa” come orientamento al futuro: L’azione educativa cattolica si configura come la consegna di una promessa di bene e di felicità9. Orientare l’adolescente verso valori futuri gli consente di interpretare le crisi contingenti non come fallimenti irreversibili, ma come momenti propizi (kairoi) per il consolidamento della propria resilienza attiva7.

 

Criterio Pedagogico (Galante) Meccanismo di Azione Kairologica Ricaduta Biologica ed Epigenetica
Esperienza di essere desiderati

[cite: 9]

Consolidamento della sicurezza ontologica primordiale e dell’identità personale9. Riduzione dei livelli basali di cortisolo e attivazione dei sistemi di gratificazione dopaminergica4.
Accettazione del limite

[cite: 9]

Superamento dell’illusione di onnipotenza; sana interiorizzazione delle regole e del dovere morale11. Riduzione del distress da frustrazione cronica; stabilizzazione immunitaria mediata da coping efficace4.
Disimpegno genitoriale (stepping back)

[cite: 9]

Transizione dalla dipendenza infantile alla responsabilità e alla libertà di scelta (Self-possible)7. Sviluppo e mielinizzazione della corteccia prefrontale deputata al controllo esecutivo20.
Pedagogia del silenzio

[cite: 9]

Interruzione del flusso informativo superficiale; attivazione dell’introspezione agostiniana9. Riduzione della stimolazione adrenergica; modulazione positiva della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)8.
Abbraccio della promessa

[cite: 9]

Orientamento teleonomico dell’esistenza verso la speranza e il significato trascendente (Self-real)7. Ottimizzazione dei processi allostatici; attivazione di circuiti epigenetici protettivi antinfiammatori7.

Applicazioni Didattiche e Metodologiche dell’Università Ambrosiana

Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, l’insegnamento della Kairologia, della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia clinica segue rigorosi standard di qualità accademica codificati dal Professor Brera12. Al fine di superare la didattica frontale di stampo nozionistico, l’università adotta la metodologia dello “Student-centered learning”, ispirata alle antiche procedure pedagogiche delle prime università italiane17.

Questo approccio si articola su tre cardini metodologici17:

  • La Quaestio e la Disputatio: Gli studenti vengono attivamente coinvolti nella discussione di tesi scientifiche ed etiche, stimolando il pensiero critico, l’argomentazione rigorosa e il superamento del dogmatismo accademico17.
  • I Workshop d’Apprendimento (WAD): Sessioni seminariali interattive in cui l’analisi teorica viene applicata direttamente a casi di counselling o di educazione alla salute, integrando la dimensione psicobiologica con quella esistenziale16.
  • Il Key Word Recall (KWR): Una procedura di memorizzazione ed elaborazione concettuale basata sul richiamo di parole chiave epistemologiche, finalizzata a strutturare un pensiero sintetico ed evitare la frammentazione cognitiva4.

Il curriculum formativo per i docenti e i medici counsellors prevede un tirocinio tematico esperienziale mirato all’organizzazione del “Programma Kairos” all’interno delle scuole secondarie2. I risultati delle ricerche condotte dall’Ateneo evidenziano che l’applicazione sistematica della metodologia del Counselling Medico ad orientamento kairologico e dei programmi di educazione alla salute basati sul Sé-ideale vanta percentuali di successo del 100% nella risoluzione delle difficoltà scolastiche ed universitarie dei giovani, favorendo una rapida riduzione degli stati d’ansia e il ripristino delle capacità creative e di apprendimento degli adolescenti17.

Conclusioni

L’applicazione della Kairologia del Professor Giuseppe R. Brera nell’educazione cattolica si configura come un’autentica rivoluzione scientifica e pedagogica. Fondendo i dati oggettivi della psico-neuro-endocrino-immunologia con la metafisica e l’antropologia del personalismo cristiano, la Kairologia restituisce all’azione educativa la sua pienezza ontologica. L’adolescente non è più considerato un mero organismo biologico da proteggere da comportamenti a rischio, bensì un soggetto spirituale chiamato a realizzare liberamente e consapevolmente la propria natura in armonia con i valori universali della verità, dell’amore e della bellezza. I criteri pedagogici sviluppati da Vito Galante all’interno del Programma Kairos forniscono agli educatori, ai genitori e ai clinici uno strumento metodologico preciso ed efficace, capace di orientare i giovani verso la felicità autentica e di determinare, per via epigenetica, il consolidamento della loro salute fisica, mentale e spirituale.

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Note Bibliografiche

  1. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Kairologia [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
  2. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  3. Università Ambrosiana News. L’adolescenza o del coraggio di essere uomini e donne [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2023 set 14 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2023/09/14/ladolescenza-o-del-coraggio-di-essere-uomini-edonne/
  4. Brera GR. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):5-13.
  5. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. Milano: Università Ambrosiana Editrice; 2025.
  6. Brera GR. The manifesto of person-centred medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):11-12.
  7. Galante V. The Kairological Approach of Giuseppe R. Brera. ResearchGate [Internet]. 2026 mar [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R
  8. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA: Head of Department at Ambrosiana University (ResearchGate Profile) [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  9. Galante V. Educating for Desire and Cultivating Resilience in Adolescence: Integrating Pedagogical Criteria and Health Education Approaches According to the Kairos Method [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399407551_Educating_for_Desire_and_Cultivating_Resilience_in_Adolescence_Integrating_Pedagogical_Criteria_and_Health_Education_Approaches_According_to_the_Kairos_Method. In risposta a: Parisi N. Educati al “desiderio” partendo dalla Bibbia. Alpha Omega. 2019;XXII(2):349-359.
  10. Brera GR, Galante V. From communication to the human relation. Kairology and the person’s ontological evolution: from the possibility for being to the reality of being a human person. Milano: Università Ambrosiana; 2019.
  11. Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf
  12. Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine History [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  13. Brera GR. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio (Con l’introduzione di Josef Seifert: I sette scopi della medicina). Pisa-Roma: IEPI / Università Ambrosiana; 2001. 159 p. ISBN: 88-8147-245-7.
  14. Università Ambrosiana News. International summer school in clinical supervision and research according to person-centered medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medical-education-in-person-centered-medicine-teaching/
  15. Società Italiana di Adolescentologia. Adolescentologia, n. 4 [Internet]. Milano: SIA; 2025 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://files.supersite.aruba.it/media/32143_b37eeec1cb7e6fee3e8a51bf5e6304d4dc14259e.pdf/o/adolescentologia%204%202025.pdf
  16. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Tag: counselling medico [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/counselling-medico/
  17. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  18. Accademia Genitori. Informazioni [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.accademiagenitori.it/informazioni/
  19. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Genitori adolescenti [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/genitori-adolescenti/
  20. Università Ambrosiana News. Adolescentologia Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/adolescentologis/
  21. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  22. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano: SIA; 2013 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  23. Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia Archivi [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia/
  24. ResearchGate. Giuseppe R. Brera’s lab | Independent Researcher [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/lab/Giuseppe-R-Brera-Lab
  25. Università Ambrosiana News. Master in Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/

 

 

 

 

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA

 

Pubblichiamo quest’articolo del prof. Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza-Direttore della Scuola Medica di Milano

LA STRAGE DI FAMIGLIA DI UN ADOLESCENTE OMICIDA

Giuseppe R.Brera

La strage di Cesano Maderno dei genitori e del fratello compiuta da un adolescente deve trovare un’interpretazione che possa dare indicazioni preventive. L’adolescente era il figlio ottimale desiderato da molti genitori: bravo a scuola, bravo nello sport ma non abbiamo altre notizie, né altre notizie riguardo alla qualità dei rapporti con i genitori. L’immagine esterna della famiglia era ” normale”. Probabilmente si trattava di un adolescente sottomesso, obbediente alla volontà genitoriale senza critica, e i genitori probabilmente intrusivi nella sua vita, con uno stile famigliare controllato senza espressione emotiva dell’aggressività o di sentimenti positivi. Tuttavia queste sono solo ipotesi, ma possono spiegare l’esplosione aggressiva determinata da dinamiche inconsce. come una molla repressa che in un certo momento scatta. La dinamica inconscia disturbante è  leggibile nelle parole dell’adolescente che ha dichiarato di avere pensato nei giorni precedenti al delitto : Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero,distaccandomi dalla famiglia, avrei otuto vivere in solitaria”  ” Da giorni sentivo un malessere”,  ” Mi sentivo un corpo  estraneo nella famiglia “. L’omicidio, come da confessione, è stato pre-meditato, non è stato un “raptus” e motivato da un desiderio di libertà. : “ Pensavo che uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero, distaccandomi dalla famiglia avrei potuto vivere in solitaria”

Tenendo presente che dallo stile di vita il ragazzo era libero di fare la sua vita da adolescente, come molti, la dichiarazione permette di ipotizzare che il movente sia fantasmatico e dovuto alle dinamiche famigliari, solo in una prospettiva psicoanalitica che appare riduttiva.

Il primo oggetto dell’aggressione omicida è stato il fratello di 12 anni, colpito nel sonno e poi i genitori intervenuti. La prima scelta omicida può essere interpretata come motivata da una gelosia inconscia. Il fratello aveva preso il suo posto mentre lui, per la natura dell’età stava diventando autonomo, fatto che inconsciamente creava un conflitto. Il fratello potrebbe rappresentare la parte del sè dipendente che lui doveva far scomparire per essere autonomo, unitamente alla gelosia per il ruolo che aveva assunto il fratello nella famiglia, probabilmente oggetto d’attenzione di genitori probabilmente intrusivi. L’omicidio,  appare rivolto ai legami affettivi contro gli oggetti d’amore da cui l’adolescente in modo ambivalente cercava di liberarsi. Infatti dichiara ” Mi sentivo un corpo estraneo”. Questo appare incoerente con il desiderio naturale di autonomia in cui fantasmaticamente i legami affettivi con i genitori del bambino sono fatti morire , perché l’adolescente si senta libero di essere se stesso.. E’ importante approfondire un una prospettiva kleiniana, questa dinamica ambivalente, comune nell’adolescenza e responsabile dei moti aggressivi degli adolescenti nei confronti dei genitori e contemporaneamente del desiderio di non perderli come sicurezza , base affettiva e trampolino di lancio per l’autonomia. desiderata: il poter pensare e scegliere con la propria testa : fatto fondamentale per divenire persone libere e responsabili. La separazione affettiva dovuta alla maturazione cognitiva e psico-sessuale, come ogni separazione, (lutti, rotture di kegami affettivi ) produce nella natura umana una riedizione delle difese infantili dall’angoscia di abbandono che il neonato prova nei primi mesi di vita, che si manifestano in sensi di colpa persecutori che devono essere proiettati creando un oggetto esterno ostile, nemico. Questa dinamica, che prende il nome di “elaborazione schizoparanoide del lutto” (Franco Fornari 1966) è l’origine anche della guerra a cui la natura umana è condannata in quanto condannata alla morte, cioè alla rottura dei legami affettivi a meno che non accolga il cambiamento della natura del proprio essere persona rivelato e attuato da Gesù Cristo.( anche se la Chiesa ancora oggi non vuole approfondire l’aspetto antropologico della Redenzione). L’oggetto d’amore del bambino, il genitore, diventa così oggetto della proiezione dei fantasmi persecutori, un “capro espiatorio”, un nemico ostile dell’autonomia e al tempo stesso una necessità da conservarsi per la propria sopravvivenza. L’intensità di questi fenomeni dipende dalla qualità del rapporto dei genitori con il figlio/a adolescente. Se il genitore è intrusivo nella vita autonoma del figlio e gli chiude gli spazi,  ha paura dell’autonomia del figlio/a  perché ne ha paura di perdere l’affetto , ha paura di confrontarsi, non  è capace di dare una fiducia condizionata a un comportamento fondato sul  senso morale ( verità per il bene)  e la responsabilità individuale, ha paura di esercitare la propria autorità, anche punitiva se la fiducia nell’autonomia è delusa, allora le tensioni derivanti dalla dinamica inconscia dell’elaborazione schizoparanoica della separazione dall’oggetto d’amore infantile, possono divenire esplosive. Più è forte il peso del legame infantile, causato dalle paure del genitore, più il legame è ingombrante e puo’ motivare ad atti aggressivi. Se la famiglia è chiusa, con modalità relazionali controllate, non espressive dei sentimenti i cui i conflitti vengono sotterrati nell’inconscio (la molla) se l’adolescente non ha la possibilità di figure di adulti alternative le cose si aggravano. E’ probabile che la dinamica inconscia dell’omicidio abbia questa origine. La premeditazione confessata , se pur motivata come sopra, tuttavia permette di di evidenziare che un pensiero omicida non aveva creato alcun conflitto interno di natura morale, cioè l’assenza interna del “Dover essere per”, di natura super-egoica, che implica l’interiorizzazione di una figura paterna codificante e che di fatto, in questo modo protegge l’io (la coscienza) dall’auto-etero distruttività, come è stato il ruolo socio-analitico del Decalogo, codice e operazione semantica nella cultura che solo Dio, avrebbe potuto inventare per i suoi effetti protettivi del gruppo dal conflitto auto-tero distruttivo. Oggi l’assenza dell’insegnamento a memoria del codice morale primario da parte della Chiesa e il primato da essa data, contro i Padri (S.Agostino) al fare e non all’essere non permette il conflitto evolutivo necessario tra codice morale e soggettività. Questo aspetto, drammatico, va oltre il caso e corrisponde a un degrado culturale.

Il fatto non è stato certamente un “raptus psicotico”, tenendo presente la pre-meditazione e lo sforzo dell’adolescente di occultare le sue responsabilità. Gli psicotici ,infatti, non hanno tali difese dal loro comportamento.

 

A mio parere l’omicidio ha un origine  multifattoriale in diverse dimensioni  interconnesse:  , psicodinamica, spirituale, pedagogica,  neuro-biologica, culturale

 

  1. Le pulsioni aggressive sono comuni in ogni uomo, meno nelle donne a causa dell’influenza degli ormoni sul comportamento: il testosterone motiva all’aggressività ed è la base neurobiologica dell’aggressività nei maschi espressione delle difese dall’istinto di morte in cultura, che si esprime con i sensi di colpa inconsci da proiettarsi.

2.L’elaborazione schizo-paranoide della perdita del legame infantile in un sistema famigliare chiuso con legami affettivi molto vincolanti (es. doppi legami) e una paura dei genitori per l’autonomia del figlio.

  1. Assenza di un conflitto morale tra pulsioni soggettive e super-ego (il devo- per), che forse ha trovato in una figura paterna debole la sua sostanza psicodinamica.

Tuttavia l’assenza del conflitto dipende dalla mancanza di apprendimento nell’infanzia del “no” a comportamenti contro il bene, che nella nostra cultura trasmesso dal Decalogo mosaico. L’assenza dell’apprendimento nell’infanzia del Decalogo, come codice morale. base di ogni diritto,  non crea conflitto con le pulsioni soggettive e non permette lo sviluppo della coscienza responsabile: “ Il dover essere-per”. Il codice morale protegge inconsciamente dall’istinto di morte in cultura, cioè dai sensi di colpa persecutori. Purtroppo la Chiesa, l’organismo che trasmette questo “dover essere per il bene” ha completamente abrogato, oggi, alla funzione magisteriale-pastorale, fondata sulla unione tra fede-morale, che non possono essere separate e non chiede l’apprendimento a memoria del Decalogo nell’infanzia nella preparazione alla I° Comunione.

Il ragazzo risulta credente e quindi è passato da questa preparazione che ha sicuramente omesso l’apprendimento del Decalogo, non permettendo il conflitto evolutivo nell’adolescenza e la protezione della soggettività da istanze auto-etero distruttive.

Oggi la Chiesa non insegna più ai bambini il Decalogo a memoria, fatto che creava un imprinting neurobiologico che permetteva nell’adolescenza il necessario conflitto evolutivo tra “devo” e “sento”. Oggi il paradigma della Chiesa Bergogliana (eretico) è “ il fare viene prima dell’essere persona”, con una rottura con la pastorale dei Papi Giovanni Paolo II°, Benedetto XVI°, il cui risultato e’ la mancanza della capacità di assunzione della responsabilità, cioè del “rispondere” a un codice fondato sulla verità per il bene, di cui i primi principi sono contenuti nel Decalogo mosaico che afferma “ Il non uccidere”, “Onora tuo padre e tua madre”. Questo perdita della funzione magisteriale e pastorale della Chiesa è ben evidente nella lettera post sinodale di Papa Francesco,” Christus vivit” che raccomanda che  la Chiesa deve “accompagnare” l’adolescente nella crescita, non guidare l’adolescente verso la verità per il suo bene, (morale). Il fatto è scellerato per la cultura cristiana e a livello socio-analitico per la cultura umana. Questo papa ha infatti separato la fede cristiana dalla morale: un gravissimo errore. Il Grande filosofo Giulio Stefanini nella sua “Storia della Chiesa” ha scritto: “ Il cristianesimo è morale che si fa esistenza e esistenza che si fa morale” Una bellissima critica alla Chiesa di papa Francesco che oggi in Italia  è nel libro” L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco”  di “ Ambrogio di Treviri” , sinonimo di un vescovo emerito francese, allievo del grande Emmanuel Suhard, vescovo di Parigi, negli anni 40, autore del bellissimo “ Agonia della Chiesa”.

  1. Insicurezza affettiva dei genitori e perdita della capacità dei genitori nell’infanzia di proibire, con il “no” e di punire la trasgressione , imponendo il rispetto del bambino per il genitore e insegnando al bambino e poi all’adolescente a conquistarsi le cose, e anche la stima e la fiducia del genitore, con un comportamento coerente con il codice morale. Oggi molti genitori, causa dei loro errori morali e psicologici, (esempio rottura delle famiglie), hanno sensi di colpa inconsci che cercano di espiare dicendo sempre “SI” alle richieste dei bambini e degli adolescenti.

Il genitore che sente il bisogno dell’affetto dei figlio non potrà mai essere un educatore, ruolo guida necessario nell’infanzia e nell’adolescenza.

5.Esposizione dei bambini e adolescenti a immagini di violenza sia di cronaca che di fantasia. L’impatto dei giochi virtuali di strage nell’infanzia e nell’adolescenza, hanno delle conseguenze deteriori, perché normalizzano inconsciamente l’omicidio. I genitori, invece di giocare con i figli alla playstation dovrebbero non farli entrare in casa. Una ricerca negli anni 70 documentava che nei bambini esposti a immagini di violenza, esempio giochi virtuali fondati sulla uccisione del nemico o film o TG con notizie di atti violenti, dopo 10 anni avevano comportamenti violenti. Non è casuale che poco prima della strage con coltello fatta dall’adolescente, vi siano stati episodi di stragi con coltello fatte da diversi soggetti, Inghilterra : strage di bambini, Solingen strage di passanti; Italia uccisione giovane donna, fatti ampiamente raccontati dai TG, con una normalizzazione mediatica e la stimolazione a processi d’identificazione per menti fragili. Oggi c’è in molte famiglie la pessima abitudine di mangiare vedendo i TG, chiudendo ogni possibilità di comunicazione e facendo introiettare con il cibo le notizie crudeli di cronaca, dalla guerra agli omicidi, che nei TG hanno il sopravvento, oggi. epigeneticamente e trovano nelle condizioni socio-culturali-psicodinamiche il loro innesto. L’assuefazione alla notizia, la fa diventare una normalità, anche imitabile.

Perdita del senso di soggezione nei confronti dell’autorità genitoriale. Questo rimanda anche al punto 4, e comporta l’accettazione e l’incoraggiamento da parte del genitore immaturo e impreparato, a eliminare con i figli uno spazio generazionale-relazionale, imponendo il rispetto. E’ la genesi del genitore ” amicone” o ” assente” o “intrusivo”. Questo deriva spesso dal fatto che il genitore ha dei sospesi con se stesso, nel senso che ha rinunciato alla auto-educazione ( che non finisce mai) fondata sulla naturale domanda presente nella natura umana del “ dover essere- per”. L’assenza di un codice morale interno del genitore, o una presenza rigida e ossessiva di questa,  trasmesso epigeneticamente dai propri genitori è all’origine della rinuncia al processo educativo dei figlio e a comportamenti da “amicone”, dovuto ai propri sensi di colpa inconsci. 7.Non valutazione e sotto valutazione dell’esistenza nell’uomo e fuori dell’uomo di un conflitto ontologico tra “bene” e “male”, tra “vita” e “ morte”, tra “vero e “falso”. L’abolizione di una dimensione spirituale (salute dell’anima) e di Dio, e quindi dal “ diavolo (parola oggi “non politicamente” corretta) è oggi diffusa. Invece la cultura e la natura sono dicotomiche. Eros e istinto di morte (Freud)sono presenti nella natura umana. L’istinto di morte è il padre dei sensi di colpa, da cui originano i fenomeni distruttivi e autodistruttivi e la sua origine è un mistero, fenomenologicamente. Robert Bresson in un bellissimo film degli anni 70 ” Il diavolo probabilmente”, di fronte all’efferatezza criminale di un giovane tossicomane, aveva scelto un titolo particolarmente evocativo di un’inspiegabile e misteriosa presenza negativa satanica che agiva nella sua vita. In effetti qualsiasi interpretazione psicoanalitica dei comportamenti omicidi e negativi umani, partendo dalla alterazione e dalla negazione della verità oggettiva, fenomenologicamente appaiono solo una punta di un iceberg in cui appare chiaro, solamente  l’esistenza di un conflitto tra Eros e Thanatos, che appare come una condanna a morte dell’uomo in conflitto con la proposta liberatoria di Gesù Cristo. L’esistenza di Thanatos, rientra nel mistero ontologico della natura umana che chiama l’uomo , se non altro, a domandarsi se vita e morte non abbiano degli attori dicotomici e nemici: Dio e il diavolo. Del resto è empirico il fatto che l’uomo non si è creato da solo, e che ciò che appare nasconde il suo essere ( Aristotele)e quindi è solo parte sensibile della realtà, che è l’essere il cui significato è il “logos”, la verità e che implica l’esistenza del contrario come “non essere” , fondato sul falso. L’idea trascendente di Dio e del diavolo, come origine della morte e del falso, non possono essere escluse dall’esistenza umana e da ogni sua manifestazione: pensieri sentimenti, comportamenti. L’idea di Dio, rivelata nel suo significato e nel suo fine da Gesù Cristo , di cui scriviamo ogni giorno la data di nascita, come cambiamento necessario della  natura umana, la cui fede è stata rivelata da lui steso come condizione per sottrarsi  alla morte, e oggi possiamo dire all’istinto di morte, chiedendo fiducia nella sua azione, redenzione, resurrezione dalla morte, non può essere esclusa dalla cultura dei vivi, escludendo gli stolti  e gli ignoranti, anche della scienza della inconscio. Questo significa che anche l’idea dell’esistenza di un avversario di Dio e dell’uomo non può essere esclusa dalla vita quotidiana e quindi dall’omicidio.dell’adolescente.

  1. Pandemia della “Sindrome del Grande Fratello(SGF) La SGF che ho identificato agli inizi del 2000, analizzando le esternazioni dei partecipanti al gioco televisivo che chiedeva ai coloro che volevano partecipare la rinuncia a un codice morale, è basata sull’interiorizzazione degli assunti, tra gli altri : “ la verità è ciò che io sento e/o penso”, “ Il fare viene prima dell’essere persona”, cioè di una verità oggettiva per il bene dell’uomo, la cui domanda è nella natura dell’uomo. In questo la Chiesa oggi si può considerare “un untore” di questa “peste” che ammorba le menti stolte e ignoranti e l’anima di miliardi di persone.
  2. Valore culturale della vita umana Gli omicidi bianchi in Ospedale nelle camere di sterminio ginecologico dove rinnegati della Medicina , ben tollerati dall’Ordine dei Medici, e voluti dallo stato, uccidono bambini nelle prime fasi della vita, con danni catastrofici alla salute mentale e biologica delle donne, le guerre in corso, gli omicidi diffusi di ogni genere, creano nella cultura delle dinamiche che si riflettono nel comportamento in adolescenti , che sono motivati, a causa dell’attivazione delle difese dall’istinto di morte, a divenire protagonisti attivi del cimitero nella cultura contemporanea. Come nel suicidio c’è un epidemia dei comportamenti aggressivi, anche omicidi che trovano innesto in strutture epigeneticamente predisposte.

In Africa, il valore della vita umana , essendo culture primitive e tribali, spesso islamiche, è molto meno sentito che nell’Occidente. La morte violenta e non violenta nell’ Africa sub-sahariana sono fatti normali.  Non è un caso che tutti gli ultimi accoltellamenti di cronaca siano stati compiuti da immigrati islamici. I fenomeni emotivi legati al comportamento sono trasmissibili epigeneticamente. L’Islam è una religione centrata sulla legge, appresa nell’infanzia e quindi neurobiologicamente strutturante il cervello emotivo e il comportamento, e pertanto ogni motivazione inconscia alla trasgressione genera sensi di colpa inconsci che cercano catarsi proiettiva che si esprime nell’aggressività anche omicida e che trova a livello di coscienza un garante nell’ambiguo testo coranico che incoraggia anche l’uccisione dell’infedele sentenzia la morte di chi si converte al cristianesimo. I sensi di colpa inconsci per le pulsioni erotiche attivate negli islamici dalla perdita del senso del pudore delle ragazze occidentali (spettacoli televisive-normalizzazione del tanga-bikini), possono esser d’innesto a dinamiche catartiche difensivo-aggressive, giustificate in senso religioso o a stupri.

Il mix tra epigenetica tribale e l’Islam è esplosivo e può essere un rischio attuale e futuro da non sottovalutare. Per questo è necessaria una piena consapevolezza culturale della diversità dei valori antropologici cristiani (persona-verità-amore-libertà-perdono) e islamici (legge-adattamento-subalternità dipendente- proiezione sensi di colpa-vendetta) .

I valori antropologici cristiani, in un Italia, soggetta a un flusso immigratorio costante dall’Africa e da altri paesi islamici, dovrebbero essere espliciti nella Costituzione e la base della cittadinanza.

10.Effetti comportamentali e psichiatrici dei vaccini mRNA anti COVID L’infiammazione del sistema nervoso centrale dalla continua sintesi delle proteine Spike dovuta ai vaccini mRNA anti-COVID  e delle molecole lipidiche shuttle dei vaccini mRNA hanno delle coseguenze neurobiologiche e pichiatriche descritte in letteratura che possono aver contribuito a una cofattorialità neurobiologica causante la strage.

 Bibliografia

1  Giuseppe R. Brera  la Sindrome del Grande Fratello e i Magnifici Sette : come essere genitori nei tempi difficili. Ed. Università Ambrosiana 2009-2024 (ultima   edizione (in pubblicazione)

2.Giuseppe R.Brera L’adolescenza e il coraggio d’essere uomini e donne. Ed. Università Ambrosiana 2023

3.Giuseppe R.Brera (a cura di) La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona. Ed. Università Ambrosiana 2024

4   Giuseppe R.Brera Il Tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. I giovani italiani e la loro salute. Ed. Università Ambrosiana 2004 e-book

 5  Ambrogio di Treviri L’eresia pragmatico-relativista della Chiesa di Papa Francesco ( pubblicato in proprio)-2023

 6 Kim HJ, Kim MH, Choi MG, Chun EM. Psychiatric adverse events following COVID-19 vaccination: a population-based cohort study in Seoul, South Korea. Mol Psychiatry. 2024 Jun 4. doi: 10.1038/s41380-024-02627-0. Epub ahead of print. PMID: 38834668.

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