La vita di San Giovanni Paolo II letta alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’analisi ontologica, epigenetica e personalista

La vita di San Giovanni Paolo II letta alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’analisi ontologica, epigenetica e personalista[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

Background: The life of Karol Wojtyła (Saint John Paul II) represents one of the most profound intersections of existential suffering, historical upheaval, spiritual leadership, and personalist philosophy in modern history. The epistemological paradigm of Person-Centered Medicine (PCM) and Kairology, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, offers a scientific and philosophical framework to analyze human development, health, and coping beyond biological determinism.

Objective: This research report explores the biographical trajectory of Karol Wojtyła through the conceptual lens of Brera’s Kairology, evaluating his life stages across the three ontological states of the person, his psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) resilience, and the biological transduction of his moral and spiritual choices through relational and moral epigenetics.

Methods: A theoretical and biographical synthesis was conducted by integrating historical and philosophical records of Wojtyła’s life with the epistemological equations of Kairology, including the relativity of biological reaction Theory Rh= f( Ci x Es) and the three-tiered ontological model of personhood.

Results: Wojtyła’s life demonstrates a complete transition from the first ontological state (Essere Persona) through the existential crisis (ontological pathos) of the second state (Self-possible) during Nazi occupation, culminating in the third ontological state (Self-real). His spiritual resilience during severe physical traumas (the 1981 assassination attempt and progressive Parkinson’s disease) illustrates the mastery of qualitative indeterminate coping (Ci) and existential semantics (Es), transforming physical decline (Chronos) into a teleonomic event of meaning (Kairos).

Conclusion: Read through Brera’s Kairology, Saint John Paul II’s existence validates the non-deterministic nature of human biology and provides an empirical anthropologic paradigm for Person-Centered Medicine, affirming that human dignity remains absolute and independent of functional or physical capacity.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, John Paul II, Person-Centered Medicine, Moral Epigenetics, Teleonomy, Ontological States, PNEI.

Introduzione ed epistemologia del paradigma kairologico

La scienza medica e l’antropologia filosofica contemporanee hanno assistito a una profonda trasformazione epistemologica promossa dall’Università Ambrosiana e dalla Scuola Medica di Milano, sotto la direzione scientifica di Giuseppe Rodolfo Brera1. Questo mutamento di paradigma ha segnato il definitivo superamento del riduzionismo biomedico e del determinismo meccanicista che hanno storicamente caratterizzato il modello biomedico positivista, sostituendoli con un quadro teorico interazionista, indeterminato e teleonomico2. Al centro di questa rivoluzione epistemologica si colloca la Kairologia, formulata da Brera nel 1993 in occasione del I Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, definita come un’ermeneutica unificata della natura umana nata dallo studio fenomenologico e clinico del pensiero simbolico dell’adolescente3.

Mentre la storiografia e la medicina classica interpretano la vita umana e la salute attraverso il prisma del tempo cronologico (Chronos) — inteso come successione quantitativa, misurabile e inesorabile di istanti sottomessi al decadimento entropico —, la Kairologia introduce il concetto di tempo kairologico (Kairos)3. Il Kairos rappresenta l’istante propizio, l’evento qualitativo svelante in cui l’incontro tra la soggettività, la verità, l’amore e la bellezza trasfigura l’esistenza e la biologia della persona3. In questa cornice teorica, la salute non è più definita riduttivamente come mera assenza di malattia o stato di benessere psicofisico secondo la logica staticamente adattativa dell’OMS del 1948, ma come la scelta delle possibilità vere per diventare la migliore persona umana possibile4.

La formalizzazione matematica di questo principio trova espressione nella Teoria della Relatività delle reazioni biologiche ideata da Brera, la quale stabilisce che la reazione biologica umana (Rh) non è determinata in modo assoluto dallo stimolo ambientale o dal danno patogeno, bensì è funzione del coping qualitativo e indeterminato (Ci) e del fattore esistenziale-semantico (Es)4:

Rh= f( Ci x Es)

Mentre nel regno animale la reazione biologica (Ra) rimane strettamente legata a variabili ecologiche e istintuali Ra=f(Cd)4, nell’uomo la presenza della dimensione noetica e della domanda di significato (Es) permette di modulare, attraverso le vie della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica morale e relazionale, la risposta allostatica dell’organismo2.

La vita di Karol Wojtyła, eletto al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II, offre un terreno d’indagine d’eccezione per la Kairologia4. La sua biografia, segnata da lutti precoci, guerre, persecuzioni totalitarie, attentati e malattie neurodegenerative, costituisce una verifica empirica ed esistenziale della capacità del soggetto umano di trascendere il determinismo biologico e ambientale, realizzando la propria teleonomia intrinseca3.

Gli stati ontologici della persona e la traiettoria biografica di Karol Wojtyła

La Kairologia del prof. Brera rivoluziona la definizione scolastica di persona ereditata da Boezio (“Persona est individua substantia rationalis naturae”), evidenziando come subordinare la dignità umana al possesso effettivo di capacità razionali o prestazionali conduca a forme drammatiche di relativizzazione della vita e alla cultura dello scarto3. Contro questa deriva, la Kairologia afferma che l’essere persona costituisce uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dal livello di efficienza cognitiva, fisica o evolutiva dell’individuo4. Lo sviluppo dell’uomo viene suddiviso in tre stati ontologici fondamentali, i quali trovano una corrispondenza simmetrica e puntuale nelle fasi biografiche di Karol Wojtyła4.

Il primo stato ontologico: “Essere Persona” nell’infanzia a Wadowice

Il Primo Stato Ontologico (Essere Persona) si estende dal concepimento fino all’irruzione dell’adolescenza4. È uno stato d’essere ricevuto, un dono ontologico passivo in cui le interazioni con il mondo primario sono regolate dalla comunicazione informativa, pre-riflessiva e adattativa4.

Karol Wojtyła vive questo primo stato ontologico nella cittadina polacca di Wadowice. Questo periodo è caratterizzato dalla costruzione dei legami affettivi primari e dall’esperienza precoce del limite e del lutto: la scomparsa della madre Emilia Kaczorowska nel 1929, la morte prematura del fratello medico Edmund nel 1932 e, infine, la perdita del padre Karol senior nel 19414. Nella prospettiva della Kairologia, il Primo Stato Ontologico fornisce le basi biologiche, PNEI e simboliche attraverso cui la persona interiorizza l’esperienza dell’essere desiderata e amata4. Wojtyła assorbe nei primi anni di vita una matrice valoriale e spirituale che gli permette di trasformare la deprivazione affettiva primario-familiare non in una vulnerabilità psicopatologica, ma nel fondamento di una percezione sacra della vita come dono divino4.

Il secondo stato ontologico: Il “Self-possible” e l’ontological pathos sotto l’occupazione nazista

L’ingresso nell’adolescenza segna il passaggio al Secondo Stato Ontologico (Self-possible)4. È il tempo del Kairos evolutivo per eccellenza, in cui il giovane sviluppa la consapevolezza della propria soggettività e affronta la polarità relazionale “Io-Tu”4. In questa fase sorge la drammatica tensione nota come ontological pathos (pathos ontologico), generata dal contrasto originario tra le possibilità percepite dall’Io come infinite e i limiti invalicabili imposti dalla realtà biologica e sociale4. È il momento della domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Che cos’è l’amore? Che cos’è la bellezza?)4.

In Karol Wojtyła, il Self-possible esplode con drammaticità negli anni della giovinezza a Cracovia, durante la violenta occupazione nazionalsocialista della Polonia. Costretto al lavoro manuale nelle cave di pietra della Solvay per evitare la deportazione, immerso nel terrore quotidiano e nella perdita degli amici più cari, il giovane Wojtyła vive un estremo ontological pathos4.

La risposta di Wojtyła a questo conflitto non si traduce nell’arrendevolezza nichilista o nel distress patogeno3. Attraverso l’esperienza del Teatro Rapsodico fondato con Mieczysław Kotlarczyk e l’ingresso nel seminario clandestino promosso dal Cardinale Adam Stefan Sapieha, Wojtyła orienta la propria domanda esistenziale verso la ricerca del bene oggettivo4. Egli applica inconsapevolmente i criteri della pedagogia kairologica: l’accettazione del limite, l’introiezione del dovere morale e la prospettiva della promessa futura4. La decisione di abbracciare la vocazione sacerdotale rappresenta il momento kairologico in cui il Self-possible rifiuta le gratificazioni immediate dell’intenzione per abbracciare la responsabilità morale4.

Il terzo stato ontologico: Il “Self-real” e la realizzazione teleonomica del Sé-ideale

Il Terzo Stato Ontologico (Self-real) si compie quando il soggetto, mediante scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando l’allineamento tra il Self-possible e il Self-ideal4. Nella teoria del prof. Brera, il Sé-ideale non corrisponde all’Io ideale di matrice psicoanalitica (frutto di identificazioni proiettive e difensive), ma rappresenta l’attrazione naturale e noetica dell’essere umano verso la Verità, l’Amore e la Bellezza3.

L’intera vita adulta di Karol Wojtyła — come sacerdote, professore di etica a Lublino, Arcivescovo di Cracovia e infine Sommo Pontefice — manifesta la pienezza del Self-real4. La sua produzione filosofica (in particolare Persona e atto) anticipa e converge con i postulati epistemologici della Medicina Centrata sulla Persona: l’azione morale non è un semplice epifenomeno della biologia, ma l’atto costitutivo attraverso cui la persona autodetermina la propria natura e incide sulla realtà circostante3.

 

Stato Ontologico Kairologico Definizione Teorica (Giuseppe R. Brera) Fase Biografica di Karol Wojtyła Transduzione Biopsichica e PNEI
1° Stato: Essere Persona

[cite: 4]

Statuto ontologico intrinseco ricevuto come dono dal concepimento. Comunicazione pre-riflessiva4. Infanzia a Wadowice; primi lutti familiari (madre, fratello)4. Costruzione dei fattori protettivi primari; allostasi stabile guidata dall’amore familiare3.
2° Stato: Self-possible

[cite: 4]

Emersione della consapevolezza; ontological pathos; domanda “Ti esti?”4. Adolescenza a Cracovia; occupazione nazista, lavoro alla Solvay, seminario clandestino4. Fronteggiamento indeterminato (Ci) dello stress da guerra; prevenzione del distress patogeno3.
3° Stato: Self-real

[cite: 4]

Trascendenza e allineamento con il Self-ideal (Verità, Amore, Bellezza)3. Sacerdozio, Vescovado, Pontificato di Giovanni Paolo II; magistero personalista4. Resilienza sistemica; modulazione epigenetica e immunitaria mediata da coping teleonomico2.

Epigenetica morale, PNEI e la trasfigurazione della sofferenza

Un contributo centrale della Medicina Centrata sulla Persona fondata da Brera risiede nell’integrazione tra la Kairologia, la Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e l’Epigenetica relazionale e morale2. L’epigenetica dimostra a livello molecolare come le esperienze affettive, le relazioni sociali e le scelte esistenziali e morali siano in grado di alterare i pattern di metilazione del DNA e la modificazione degli istoni, condizionando l’espressione genica senza alterare la sequenza nucleotidica primaria2.

Il sovraccarico allostatico e la risposta epigenetica nell’attentato del 1981

Il 13 maggio 1981, Karol Wojtyła subisce un grave attentato in Piazza San Pietro che gli procura lesioni viscerali multiple ed un’imponente emorragia. Dal punto di vista della fisiopatologia classica, un simile trauma innesca una cascata neuroendocrina massiva guidata dall’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), sfociando in uno stato di shock e in un carico allostatico estremo3.

Nella prospettiva kairologica, la risposta di Giovanni Paolo II all’evento traumatico esprime la vittoria del coping qualitativo indeterminato (Ci)4. Wojtyła non percepisce l’attentato come un cieco determinismo biologico o una fatalità distruttiva, ma interpreta l’evento nell’orizzonte semantico (Es) del martirio e della protezione divina, attribuendo la salvezza all’intercessione della Madonna di Fátima. Il perdono immediato e pubblico concesso al proprio attentatore, Ali Ağca, rappresenta un atto di epigenetica morale di straordinaria rilevanza2.

Gli studi di PNEI applicata alla Medicina Centrata sulla Persona confermano che atti di perdono profondo, amore disinteressato e neutralizzazione del risentimento riducono la produzione di citochine pro-infiammatorie (quali IL-6 e TNF-a) e modulano la reattività simpatica, prevenendo l’esaurimento immunitario e la compromissione allostatica organica2. Il perdono morale agisce come un potente fattore protettivo neurobiologico, capace di riconfigurare la trasduzione del segnale a livello della rete PNEI2.

L’impatto di eventi traumatici o degenerativi viene mediato dalla percezione soggettiva del significato. Se il soggetto reagisce mediante reattività determinata, dominata da risentimento o disperazione, si osserva un’ipereccitazione dell’asse HPA con rilascio cronico di cortisolo e catecolamine, scatenando una cascata infiammatoria che conduce al danno tessutale e all’immunodepressione3. Al contrario, un fronteggiamento teleonomico ancorato alla fede, alla trascendenza e all’elaborazione concettuale del dolore induce la secrezione di melatonina e indoli pineali3. Questa modulazione neuro-immunitaria sopprime il sovraccarico allostatico, garantendo la coerenza sistemica dell’organismo anche in presenza di traumi severi3.

La malattia di Parkinson e l’ermeneutica della “Salvifici Doloris”

Negli ultimi due decenni di vita, San Giovanni Paolo II affronta una forma progressiva e invalidante di malattia di Parkinson, associata alle patologie secondarie al trauma del 1981. La decadenza motoria, la perdita del controllo sintattico e verbale e la progressiva dipendenza fisica offrono un modello clinico ed esistenziale per la Kairologia3.

Mentre il modello biomedico riduzionista interpreta la patologia neurodegenerativa come il declino entropico della macchina biologica — con conseguente perdita graduale dello “status” di persona —, la Kairologia afferma l’intangibilità della dignità ontologica dell’essere umano3. Wojtyła trasfigura il decadimento organico (Chronos) in una suprema manifestazione di Kairos3. Attraverso la lettera apostolica Salvifici Doloris (1984) e la testimonianza pubblica della propria infermità, il Pontefice dimostra come la sofferenza possa diventare un luogo di integrazione noetica e spirituale3.

Attraverso la Teoria della Relatività Indeterminata dei fenomeni biologici formulata da Brera, si evince che il vissuto emotivo e spirituale del paziente modula la risposta genica e immunitaria2. Gli studi condotti nell’ambito della Medicina Centrata sulla Persona evidenziano come la promozione di interventi sulla sfera spirituale e affettiva sia capace di incrementare i livelli di indoli pineali (quali la melatonina), i quali svolgono un’azione immunomodulante e neuroprotettiva primario-secondaria, contrastando la linfocitopenia e la vulnerabilità infettiva anche in presenza di patologie cronico-degenerative3.

 

Dimensione Biopatologica Risposta del Modello Biomedico Riduzionista Risposta Kairologica e Personalista (Giovanni Paolo II / Brera) Meccanismo PNEI ed Epigenetico Correlato
Trauma Acuto (Attentato 1981) Risposta da stress deterministica; attivazione asse HPA; rischio shock e insufficienza multiorgano3. Significazione esistenziale dell’evento; perdono morale immediato dell’aggressore2. Riconfigurazione della risposta immunitaria; abbattimento delle citochine infiammatorie mediato da intenzione teleonomica2.
Patologia Cronica Neurodegenerativa (Parkinson) Decadimento quantitativo dell’organismo (Chronos); declino della qualità della vita funzionale3. Assunzione della sofferenza come Kairos; rivelazione del valore sacro della vita vulnerabile3. Attivazione dei circuiti di resilienza endogena; coerenza psico-neuro-immuno-endocrina guidata dal Sé-ideale3.
Fase Terminale e Morte Insuccesso terapeutico; arresto dei processi biologici; perdita dell’identità corporea3. Compimento del Terzo Stato Ontologico (Self-real); passaggio all’eternità nel tempo kairologico4. Massimizzazione della sintropia spirituale; testimonianza della dignità della persona dal concepimento alla morte naturale4.

Convergenza tra il Personalismo Wojtyłiano e la Medicina Centrata sulla Persona

L’analisi della vita di Karol Wojtyła alla luce della Kairologia rivela una coincidenza sistemica tra il Personalismo filosofico-teologico del Papa polacco e la cornice epistemologica sviluppata da Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1.

Il concetto di persona e la critica al riduzionalismo utilitarista

Tanto il magistero di Giovanni Paolo II quanto il Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona rifiutano radicalmente l’antropologia funzionalista derivata dal positivismo e dal comportamentismo di Skinner3. Quest’ultimo riduce l’essere umano a un mero organismo biologico reattivo a stimoli e rinforzi, privo di trascendenza e di vera libertà3.

Brera e Wojtyła denunciano come questa mentalità riduzionista generi una cultura dello scarto e una mercificazione della scienza medica, dove la vita umana è valutata esclusivamente in base all’efficienza, alla produttività o all’assenza di malformazioni3. Al contrario, la Medicina Centrata sulla Persona e il Personalismo cristiano pongono il valore della persona come principio e fine dell’universo, affermando la natura sacra della vita dal concepimento fino alla morte naturale3.

Questa divergenza antropologica contrappone radicalmente il paradigma riduzionista a quello personalista. Nel paradigma meccanicista, l’uomo viene interpretato come una macchina biologica regolata da un determinismo genetico e ambientale, in cui la salute si riduce alla mera assenza di patologia e la dignità resta condizionata al livello di efficienza psicofisica3. Nel paradigma kairologico e personalista, al contrario, la persona è concepita come un’unità indissolubile di Corpo, Mente e Spirito, regolata dalla relatività indeterminata e dalla teleonomia3. La salute diventa la scelta attiva delle possibilità vere e la dignità costituisce una realtà ontologica intrinseca e sacra, mai scalfibile dalla malattia o dalla disabilità4.

Il medico come guida maieutica e il modello Virgiliano-Beatriciano

Nella clinica applicata, il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method – PCCM) trasforma la dinamica medico-paziente2. Il medico non agisce come un freddo e distaccato riparatore di un guasto meccanico, ma assume un ruolo maieutico, paragonabile alla funzione esercitata da Virgilio e Beatrice nella visione dantesca3. Il medico guida il paziente nell’esplorazione del mare dell’incertezza, aiutandolo a decodificare le sofferenze corporee e psichiche per riscoprire la propria teleonomia e la domanda di significato (Es)3.

Questo modello clinico riflette la visione pastoral-filosofica di Giovanni Paolo II, il quale nel suo continuo dialogo con i giovani e con i malati ha sempre svolto una funzione maieutica, invitando ogni persona a non aver paura e a spalancare le porte della propria esistenza a Cristo, inteso kairologicamente come il Kairos supremo e necessario per la salvezza dell’uomo dalla morte e dalla disperazione4. Wojtyła attua nella propria prassi pastorale la medesima ermeneutica applicata dall’Adolescentologia e dalla Scuola Medica di Milano: ascoltare la richiesta profonda del soggetto, decifrare le domande inespresse di verità, amore e bellezza e condurlo alla piena maturità etica ed affettiva3.

La teleonomia della natura umana e la spiritualità come fattore protettivo

La Kairologia postula che il mondo della persona sia costitutivamente teleonomico3. La teleonomia rappresenta la tendenza naturale, consapevole o inconscia, a strutturare la natura umana come una realtà orientata alla Verità, all’Amore e alla Bellezza3.

Nei suoi scritti, Brera formalizza la struttura della salute integrando le tre dimensioni fondamentali dell’essere umano:

  • Corpo: la globalità dei fenomeni biologici e fisiologici6;
  • Mente: il mondo simbolico, la percezione, la cognizione e il comportamento6;
  • Spirito: la domanda intrinseca di significato e l’apertura al trascendente6.

La religiosità e la fede personale non sono considerate dalla Kairologia come sovrastrutture illusorie o meccanismi di difesa nevrotici, ma come la relazione bidirezionale, personale e soggettiva dell’uomo con il Creatore6. La fede agisce come un primario fattore protettivo PNEI ed epigenetico, in grado di stabilizzare l’allostasi dell’organismo e di incrementare la resilienza attiva di fronte alle sofferenze più estreme3.

La vita di San Giovanni Paolo II incarna perfettamente questa interazione teleonomica3. La sua intensa vita di preghiera, l’unione mistica e la costante ricerca della verità filosofica e teologica si sono tradotte in una straordinaria capacità di fronteggiamento psicofisico, consentendogli di reggere un carico di lavoro e di responsabilità planetarie per oltre ventisei anni, sostenuto da una costante coerenza tra Corpo, Mente e Spirito4.

Conclusioni

La rilettura della vita di San Giovanni Paolo II alla luce della Kairologia del prof. Giuseppe Rodolfo Brera dimostra la fecondità e la cogenza scientifica del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. L’esistenza di Karol Wojtyła costituisce un’evidenza empirica, filosofica e clinica di come l’uomo non sia condizionato in modo deterministico dal proprio genoma o dai traumi ambientali e storici3.

L’analisi condotta consente di sintetizzare i punti cardine emersi dall’applicazione del modello kairologico alla traiettoria biografica del Pontefice:

  • Trascendenza del determinismo biologico: La formalizzazione della reazione biologica umana Rh= f( Ci x Es) trova nella vita di Wojtyła la conferma che l’orientamento teleonomico verso la Verità, l’Amore e la Bellezza prevale sul danno patogeno e sul condizionamento ambientale3.
  • Inviolabilità ontologica della persona: Il percorso evolutivo attraverso i tre stati ontologici (Essere Persona, Self-possible, Self-real) dimostra che la dignità umana costituisce uno statuto intrinseco che rimane inalterato anche nelle condizioni di massima vulnerabilità fisica e patologica3.
  • Meccanismi molecolari dell’Epigenetica Morale: Scelte esistenziali ad alto valore etico, come la concessione del perdono e la libera assunzione del dolore, agiscono via PNEI riducendo il carico allostatico, la cascata infiammatoria e la degradazione immunitaria2.
  • Rifondazione maieutica dell’atto medico: La convergenza tra il Personalismo Wojtyłiano e il paradigma dell’Università Ambrosiana offre alla scienza medica una guida epistemologica per trasformare la cura da intervento puramente tecnico a processo relazionale e salvifico2.

La biografia di San Giovanni Paolo II si attesta dunque come una solida validazione antropologica per la Medicina Centrata sulla Persona, testimoniando che la dimensione noetica e spirituale rappresenta la struttura portante entro cui la stessa biologia si manifesta e trova il proprio compimento3.

 

 

Bibliografia

 

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  1. Adolescentologia Online. Tag: Giuseppe R-Brera – adolescentologia e medicina dell’adolescenza. Adolescentologia Online [citato 12 ott 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

 

  1. Brera GR. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina: domande e risposte [PDF]. Università Ambrosiana [citato 12 ott 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf

 

[i] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it  il 22/10/2026 memoria liturgica di S. Giovanni Paolo II.

[ii] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Analisi Ermeneutica della Vita di San Francesco d’Assisi alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Teleonomia, Epigenetica Esistenziale e Paradigma della Persona

Analisi Ermeneutica della Vita di San Francesco d’Assisi alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Teleonomia, Epigenetica Esistenziale e Paradigma della Persona[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

This research report provides an exhaustive hermeneutic re-reading of the life of Saint Francis of Assisi through the theoretical and epistemological framework of Kairology, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University of Milan. Overcoming reductionist biomedical models and traditional deterministic hagiographies, the investigation applies the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) interactionist paradigm, the teleonomic principle of human nature, and the Health Relativity Theory equation Hp= K (Iq x Cq) to the Franciscan biographical trajectory. Through a systematic analysis of primary Franciscan sources—specifically Thomas of Celano’s Vita Prima, Vita Secunda, and Tractatus de Miraculis, alongside Bonaventure of Bagnoregio’s Legenda Maior—this study demonstrates how Francis’s conversion, acute physical suffering (pathos), rejection of socio-mercantile determinism, and mystical somatization (the Stigmata) represent an archetype of Kairos (the propitious existential time of truth and freedom) triumphing over Chronos (linear, quantitative time). Within this framework, human health is re-defined not as the mere absence of biological pathology or static homeostasis, but as “the choice of true possibilities to be the best human person.”

Keywords: Kairology, Person-Centered Medicine, Francis of Assisi, Teleonomy, Health Relativity Theory, Epigenetics, Giuseppe Rodolfo Brera.

Introduzione Epistemologica: Il Paradigma della Kairologia e la Svolta Person-Centered

La storiografia e la teologia francescana si sono tradizionalmente avvalse di categorie esegetiche di stampo spirituale, sociologico o psicologico per interpretare la parabola esistenziale di san Francesco d’Assisi. Tuttavia, la comprensione scientifico-antropologica della sua metanoia e del suo percorso di vita trova una nuova e profonda chiave di lettura nell’ermeneutica kairologica teorizzata da Giuseppe Rodolfo Brera nel 1993 presso la Scuola Italiana di Adolescentologia e successivamente sviluppata all’Università Ambrosiana di Milano1.

La Kairologia nasce come risposta teorica ed epistemologica all’imperialismo del paradigma biomolecolare e meccanicista, il quale tende a declassare l’essere umano a mero insieme di reazioni biochimiche o a un organismo Skinneriano passivamente determinato da stimoli ambientali e rinforzi biologici4. Contrapponendosi al concetto quantitativo e lineare del tempo cronologico (Chronos), la Kairologia pone al centro il Kairos, inteso come il tempo opportuno e propizio nel quale la libertà della persona irrompe nel determinismo naturale per compiere una scelta esistenziale dotata di significato2.

Alla base dell’ermeneutica kairologica e della Medicina Centrata sulla Persona risiede il riconoscimento della teleonomia della natura umana1. L’essere umano non è guidato esclusivamente da pulsioni istintuali di sopravvivenza o da automatismi biologici, ma possiede una pre-determinazione semantica e strutturale orientata verso un fine di Verità, Amore e Bellezza5. Questa tensione teleonomica si manifesta nell’esperienza clinica ed esistenziale mediante la triade ontologico-dinamica teorizzata da Brera, articolata nelle tre dimensioni indissociabili del Mistero, della Possibilità e della Realtà1:

  1. Mistero: La domanda originaria di senso e la dimensione trascendente incommensurabile costitutiva della persona1.
  2. Possibilità: L’orizzonte indeterminato e libero delle scelte autentiche che si prospettano al soggetto nel corso della propria esistenza1.
  3. Realtà: La concretizzazione biologica, affettiva e relazionale della persona all’interno del proprio contesto storico ed esperienziale1.

In questo quadro epistemologico, la salute non coincide con uno stato statico di equilibrio omeostatico o con la semplice assenza di malattia descritta dalla biosemiotica tradizionale, bensì con “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”5. Questa impostazione trova la sua formalizzazione scientifica nella Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory), in cui la probabilità di salute (Hp) è determinata dall’interazione tra la costante kairologica (K), la qualità dell’interpretazione dell’esperienza (Iq) e la qualità della scelta (Cq)7:

Hp= K (Iq x Cq)

Rileggere la vita di Francesco d’Assisi alla luce di questa formulazione permette di superare la dicotomia tra sanità biologica e santità spirituale, rivelando come la parabola francescana rappresenti una straordinaria attuazione storica e clinica del paradigma della persona, in cui la qualità dell’interpretazione ermeneutica del vissuto trasforma radicalmente la biologia e la qualità complessiva dell’esistenza5.

L’Adolescenza e la Giovinezza di Francesco: Dal Determinismo Sociale alla Domanda Teleonomica

Le fonti agiografiche primarie—tra cui la Vita Prima (1228-1229) e la Vita Secunda (1246-1247) di Tommaso da Celano e la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio—descrivono la giovinezza di Francesco d’Assisi come una fase contraddistinta da ambizioni cavalleresche, ricerca di prestigio sociale e ostentazione economica13. Pietro di Bernardone, ricco mercante della borghesia nascente, aveva proiettato sul figlio un destino segnato dalla logica del profitto e dal determinismo di classe.

Dal punto di vista della teoria kairologica dell’adolescenza, la giovinezza di Francesco evidenzia la profonda tensione conflittuale tra l’adattamento ai condizionamenti socio-paterni e l’emergere del Codice Semantico umano profondo1. L’ambiente sociale della civiltà comunale assisiate cercava di modellare il giovane Francesco secondo una dinamica comportamentale riduzionista, indirizzando la sua identità verso risposte riflesse di status, consumo ed egocentrismo5. Francesco cercava inizialmente la realizzazione del proprio “Sé ideale” attraverso il mito cavalleresco; tuttavia, il perseguimento di tali mete estrinseche produceva una progressiva dissonanza con la sua struttura teleonomica profonda9.

La Kairologia dimostra come proprio durante l’adolescenza e la prima giovinezza l’essere umano cominci a percepire la vita come un mondo possibile di verità e amore, sperimentando contestualmente il pathos derivante dal conflitto dialettico tra il “possibile” intuitivo e il “reale” condizionato1. La condotta prodigale ed estroversa del giovane Francesco, narrata da Celano come un’ansiosa ricerca di primato tra i coetanei, non costituisce una semplice deviazione morale, ma rappresenta il tentativo ansioso di soddisfare una misteriosa domanda di significato attraverso strumenti concettuali ed esperienziali inadeguati forniti dal contesto mercantile dell’epoca5.

La persistente discrepanza tra un’interpretazione della realtà ancora condizionata dalle aspettative sociali (Iq eterodiretta) e la spinta teleonomica verso l’assoluto ha generato in Francesco uno stato di marcata vulnerabilità psichica e allostatica, predisponendolo al crollo esistenziale e somatico manifestatosi con la prigionia a Perugia dopo la battaglia di Collestrada e la successiva grave debilitazione organica5.

Il Pathos come Kairos: La Metanoia e la Riconfigurazione dell’Interpretazione e della Scelta

Nel paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e nella clinica kairologica, il pathos—inteso come sofferenza psico-fisica ed evento patologico—non viene ridotto a un mero guasto meccanico da eliminare o anestetizzare, ma si configura come uno snodo kairologico gravido di potenziale di senso6. La malattia prolungata che colpisce Francesco tra la prigionia perugina (1202) e l’interruzione del viaggio militare verso la Puglia a Spoleto (1205) sposta l’asse della sua esistenza dal determinismo del tempo cronologico (Chronos) all’irruzione del tempo opportuno (Kairos)2.

Il momento culminante di questo processo di riconfigurazione ermeneutica si riscontra nell’episodio dell’incontro con il lebbroso, descritto dallo stesso Francesco nel suo Testamento. Antecedentemente a tale evento, la vista delle persone affette da lebbra generava nel giovane assisiate una reazione di marcata avversione biologica ed emotiva; la sua interpretazione soggettiva era integralmente dominata dalla ripulsione e dalla paura del contagio. Durante l’incontro avvenuto nella piana di Assisi, si verifica ciò che la teoria di Brera formalizza come il viraggio kairologico della qualità interpretativa (Iq)7.

Attraverso questo atto, ciò che sul piano sensitivo ed epidermico era percepito come amaro e stomachevole si trasforma in “dolcezza dell’anima e del corpo”. In termini di dinamica neuro-biologica e clinico-kairologica, l’abbraccio e il bacio al lebbroso non rappresentano un semplice gesto di beneficenza morale, ma l’avvenuta ristrutturazione della qualità dell’interpretazione dello stimolo esistenziale (Iq). Modificando la polarità ermeneutica dell’esperienza, Francesco sblocca la qualità della scelta (Cq), selezionando una possibilità autentica che risponde al suo codice teleonomico profondo di amore e identificazione con l’altro5.

La rottura definitiva con il determinismo socio-economico familiare culmina nella scena drammatica della spogliazione pubblica dinanzi al Vescovo Guido e al padre Pietro di Bernardone. Francesco restituisce gli abiti commerciali, il denaro e persino il nome familiare per riaffermare la propria filiazione divina e la propria dignità trascendente di persona5. Questo atto costituisce il rifiuto radicale della logica dell’oggettivazione e della “cultura dello scarto”, riaffermando che il valore dell’uomo è del tutto irriducibile a qualsiasi valutazione funzionale, patrimoniale o sociale5. Affrancandosi dal determinismo paterno, Francesco eleva la propria esistenza dal livello dei “bruti”—dominati dal riflesso biologico e dal condizionamento materiale—al livello della responsabilità etica e della piena libertà esistenziale5.

Somatizzazione della Trascendenza: La Dimensione Epigenetica e PNEI delle Stimmate e del Cantico

Il modello interazionista dell’Università Ambrosiana fonda la comprensione della fisiopatologia clinica all’interno del sistema dinamico Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E)7. In questa prospettiva, la soggettività non è considerata un epifenomeno passivo del tessuto cerebrale, ma una variabile causale autonoma in grado di modulare l’espressione genica, la reattività vascolare e il carico allostatico attraverso precise vie di trasduzione psico-neuro-endocrine-immunologiche (PNEI) ed epigenetiche1.

Le Stimmate come Epigenetica della Passione

L’evento dell’impressione delle Stimmate sul monte della Verna nel settembre 1224—riferito con accuratezza storiografica nel Trattato dei miracoli di Tommaso da Celano e nella Legenda Maior di Bonaventura—costituisce un fenomeno di straordinario interesse epistemologico14. Mentre la medicina riduzionista tende a classificare tali lesioni alla stregua di dermatosi atipiche, manifestazioni isteriche o alterazioni vascolari auto-indotte, la Kairologia interpreta le Stimmate come l’archetipo della somatizzazione della trascendenza5.

L’incessante immedesimazione affettiva e contemplativa di Francesco nella Passione di Cristo ha raggiunto un livello di saturazione semantica ed emotiva tale da rimodellare i vettori di segnale psico-neuro-endocrini (S-)5. La qualità dell’interpretazione (Iq) del mistero della Croce ha agito da fattore epigenetico inducente, alterando la permeabilità vascolare, il microcircolo e la troficità dei tessuti cutanei ed ossei fino alla comparsa delle piaghe e delle estroflessioni cornee a forma di chiodi7. Le Stimmate francescane non rappresentano pertanto una patologia distruttiva, bensì la sigillatura somatica di una soggettività che ha scelto la verità del dono di sé, imprimendo nel corpo fisico la forma mentis e la carità vissuta5.

Il Cantico delle Creature e l’Allostasi Cosmica

Nei suoi ultimi anni di vita, segnato da sofferenze fisiche devastanti—tra cui le lesioni stigmatiche, disturbi digestivi e un grave tracoma oculare contratto durante la crociata in Medio Oriente che lo condusse alla quasi totale cecità—Francesco compone il Cantico di Frate Sole13. In questo stato clinico, ove il modello medico tradizionale avrebbe diagnosticato una grave disabilità organica e un irreversibile decadimento della qualità della vita, Francesco raggiunge la vetta della salute esistenziale (Hp)5.

Il Cantico riflette la perfetta sintesi interazionista tra la soggettività del Santo, la biologia sofferente e l’ambiente cosmico (S-B-E)7. Francesco non percepisce la malattia come un nemico da combattere con risentimento né la morte biologica come la fine distruttiva del sé (“Sora nostra Morte corporale”), ma le integra in una visione armonica di lode e fraternità universale5. Riducendo a zero il carico allostatico negativo legato al distress esistenziale, Francesco attua una forma ante-litteram di prevenzione centrata sulla persona, dimostrando come un’elevata qualità interpretativa (Iq) e di scelta (Cq) possa preservare l’integrità spirituale e la gioia di vivere anche in presenza di un profondo decadimento somatico5.

Tabella Comparativa: Traiettoria Esistenziale Francescana e Categorie Kairologiche

La tabella seguente sintetizza le tappe fondamentali del percorso biografico di san Francesco d’Assisi, mettendole in relazione diretta con le fonti agiografiche francescane, le categorie concettuali dell’ermeneutica kairologica di Brera e i correlati dinamici del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E).

 

Fase Esistenziale Fonti Agiografiche Categoria Kairologica (Brera) Dinamica Iq​×Cq​ Sistema S-B-E e Risposta Epigenetica/PNEI
Giovinezza e ambizione cavalleresca Tommaso da Celano, 1 Cel. 1-7; Bonaventura, Leg. Maior I, 1-313. Skinnerizzazione e determinismo: Subordinazione della persona allo status socio-mercantile5. Iq eterodiretta (realtà interpretata come profitto e gloria); Cq condizionata dalle aspettative ambientali. Dissonanza profonda tra codice teleonomico profondo ed ambiente; accumulo di carico allostatico psicosociale5.
Prigionia a Perugia e malattia di Spoleto Tommaso da Celano, 1 Cel. 10-14; Bonaventura, Leg. Maior I, 4-613. Pathos come Kairos: Interruzione del Chronos ed irruzione della domanda di significato2. Sospensione del giudizio esteriore; insorgenza della dialettica tra il possibile e il reale8. Vulnerabilità biologica, sofferenza somatica reattiva, modulazione neuroendocrina degli assi dello stress5.
Abbraccio al lebbroso e spogliazione pubblica Francesco d’Assisi, Testamento; Tommaso da Celano, 1 Cel. 15-1713. Viraggio Ermeneutico: Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana5. Iq elevata (il disgusto sensitivo si converte in “dolcezza”); Cq autodeterminata ed affrancata dal padre5. Riconfigurazione dell’affettività corporea; crollo della percezione di minaccia e riequilibrio immunitario1.
Stimmate sul monte della Verna Tommaso da Celano, Tract. de miraculis; Bonaventura, Leg. Maior XIII, 1-1014. Somatizzazione della Trascendenza: Manifestazione somatica dell’unità corpo-mente-spirito5. Massima saturazione semantica di Iq e Cq nella contemplazione dell’Amore Crocifisso5. Epigenesi trasformativa indotta dalla soggettività; modulazione microvascolare e tissutale localizzata (S®)5.
Composizione del Cantico e Transito Tommaso da Celano, 1 Cel. 109-111; Bonaventura, Leg. Maior XIV, 1-613. Salute Kairologica (Hp): Integrazione cosmica e superamento del nichilismo biologico5. Iq assoluta (la sofferenza fisica e la morte vengono collocate nell’armonia del bene); Cq compiuta5. Azzeramento del distress allostatico da percezione dolorosa; stabilità psicofisica e serenità nel morire5.

Implicazioni Cliniche, Educative ed Esistenziali del Modello

L’analisi kairologica dell’esperienza francescana fornisce indicazioni di rilevante valore applicativo per la scienza medica contemporanea, la formazione universitaria dei docenti e la prassi del counseling medico ad orientamento person-centered1.

Il Medico come Maieuta e Guida Ermeneutica

La Medicina Centrata sulla Persona e il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), promossi dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, esigono che il clinico superi la figura riduttiva dell’aggiustatore tecnico di meccanismi biologici per riappropriarsi del ruolo di guida hermeneutica1. Come sottolineato nei contributi epistemologici di Brera, di fronte al paziente sommerso dall’incertezza e dal peso della malattia, il medico agisce analogamente a un maieuta, aiutando la persona a interpretare il proprio pathos e a riattivare la domanda teleonomica di senso5.

La parabola di Francesco evidenzia come la guarigione autentica non debba essere ristretta alla sola ricomposizione funzionale dell’organo malato, ma coincida con la capacità del soggetto di prendere decisioni di qualità (Cq) radicate in una corretta interpretazione ermeneutica della propria esistenza (Iq), riducendo drasticamente la sofferenza non necessaria e l’inutile ricorso a interventi iper-tecnologici depersonalizzanti5.

L’Educazione dell’Adolescente e la Prevenzione della “Skinnerizzazione”

Nel settore dell’adolescentologia clinica e scolastica, la vicenda di san Francesco esaminata mediante le categorie kairologiche rappresenta un formidabile paradigma pedagogico e clinico volto a contrastare la derealizzazione dei giovani contemporanei1. Gli adolescenti odierni si trovano frequentemente esposti a dinamiche di condizionamento digitale e sociale che tendono a ridurli a mere entità biologiche reattive, alimentando ansia, frammentazione identitaria e sintomi psicosomatici4.

Il “Programma Kairos”, validato e sperimentato dall’Università Ambrosiana, opera per risvegliare nelle nuove generazioni l’esperienza dell’indagine personale attorno al senso della vita, facendo leva sulle dimensioni universali di Verità, Amore e Bellezza1. Insegnare l’ermeneutica kairologica agli adolescenti significa guidarli a trasformare le inevitabili fasi di crisi e sofferenza (pathos) in momenti propizi (Kairos) per affrancarsi dagli automatismi culturali, affermando la propria libertà e realizzando compiutamente la propria natura di persone2.

Conclusioni

L’applicazione della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera all’analisi storiografica, antropologica e clinica della vita di san Francesco d’Assisi si rivela un’operazione epistemologica di elevata fecondità scientifica1.

Dall’indagine svolta emergono con chiarezza tre conclusioni fondamentali:

  1. La Trascendenza della Persona: La traiettoria biografico-sanitaria di san Francesco attesta empiricamente che l’uomo non è sussumibile sotto il determinismo meccanicista delle scienze biomolecolari classiche, ma costituisce un’unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito dotata di un orientamento teleonomico originario verso la Verità, l’Amore e la Bellezza5.
  2. La Riconcettualizzazione della Salute: Attraverso la Teoria della Relatività della Salute Hp= K (Iq x Cq), l’esperienza francescana dimostra che il livello più alto di salute della persona si realizza quando la qualità dell’interpretazione ermeneutica (Iq) e la qualità delle scelte esistenziali (Cq) consentono al soggetto di optare per le possibilità vere della propria vita, persino in condizioni di spiccata compromissione somatica5.
  3. L’Efficacia Epigenetica del Senso: I fenomeni somatici delle Stimmate e l’armonia vissuta durante la composizione del Cantico delle Creature forniscono una prova tangibile dell’interazione Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), dimostrando come una soggettività pienamente orientata al valore assoluto della persona e del divino sia capace di rimodellare la biologia, ridurre il carico allostatico e sconfiggere il nichilismo patogeno5.

La figura di san Francesco d’Assisi, vista attraverso l’ermeneutica kairologica della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, costituisce pertanto un modello esemplare ed atemporale per la scienza medica e per la cultura contemporanea: la testimonianza che la ricerca del significato profondo dell’esistenza rappresenta il vero fattore protettivo e la condizione imprescindibile per la salute, la libertà e il compimento dell’essere umano1.

Bibliografia

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2.Galante V. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana. Comitato Sanitario Nazionale. 21 giu 2026. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/

3.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana; 2003 [aggiornato al 2025]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

4.Brera GR. Profilo accademico e pubblicazioni scientifiche. ResearchGate; [consultato settembre 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera

5.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Comitato Sanitario Nazionale. 21 lug 2026. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

6.Comitato Sanitario Nazionale. Person Centered Clinical Method [Archivio articoli]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/

7.Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Milano: Università Ambrosiana; 2021

8.Brera GR. Adolescenza e verità. Milano: Università Ambrosiana; 2026.

9.Brera GR. The kairos of existence. Med Mind Adolesc. 1993-1994;8(2)–9(1):5-16. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/Anno-VIII-1-2-1993-1994-brera.html

10.Brera GR, Biava PM, Galante V, Ruberti E, et al., editori. Person-centered health and the resilient adolescent. Atti del Convegno Internazionale. Milano: Editoria Università Ambrosiana; dic 2025. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/

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12.Università Ambrosiana. Regolamento delle Olimpiadi della Scienza – I Settimana Italiana di Educazione alla Ricerca. Milano: Università Ambrosiana; 2025. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Regolamento%20Olimpiadi%20della%20scienza.pdf

13.Cultura Cattolica. 1. Istituzione del presepio. CulturaCattolica.it; [data sconosciuta]. Disponibile su: https://www.culturacattolica.it/cristianesimo/feste-cristiane/il-natale-e-il-presepe/1-istituzione-del-presepio

14.Società Internazionale di Studi Francescani (SISF). Edizione Nazionale delle Fonti Francescane [Elenco delle pubblicazioni]. Assisi: SISF; [consultato settembre 2026]. Disponibile su: https://www.sisf-assisi.it/elenco-delle-pubblicazioni-della-sisf.php?idC=33

15.Adolescentologia Online. Sanità Italiana – adolescentologia e medicina dell’adolescenza [Archivio Tag]. Adolescentologia Online; [consultato settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/sanita-italiana/

16.Suore Apostoline. Fonti Francescane [Archivio Tag Libri]. Centro Vocazionale Apostoline; [consultato settembre 2026]. Disponibile su: https://apostoline.it/cvap/libri/tag-libri/fonti-francescane/

17.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi. Milano: Università Ambrosiana; [data sconosciuta]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf

18.Universita Ambrosiana News. Adolescentologia clinica [Archivio Tag]. Università Ambrosiana News; [consultato settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/adolescentologia-clinica/

 

[i] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 03/10/2026 in occasione degli 800 anni dal transito di San Francesco D’Assisi

[ii] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

La vita di Santa Teresa di Lisieux alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona: Una sintesi antropologico-clinica ed epistemologica

La vita di Santa Teresa di Lisieux alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona: Una sintesi antropologico-clinica ed epistemologica[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

This research report presents an exhaustive epistemological and anthropological analysis of the life, existential trajectory, and spiritual writings of Saint Thérèse of Lisieux (Histoire d’une âme), reinterpreted through the lens of Kairology and the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. Transcending classical biomedical reductionism and strictly psychoanalytical frameworks, this study interprets Thérèse’s biographical milestones—including her adolescent vocations, her severe tubercular illness, her acute physical suffering, and her prolonged “night of faith”—as profound expressions of human teleonomy and existential coping. By integrating the tridimensional ontological framework of the human person (Body, Mind, Spirit) with psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), the Theory of Relativity of Biological Reactions (RBR), and the dynamics of allostasis, this report illustrates how Thérèse’s “Little Way” (petite voie) embodies the modern personalistic definition of health as “the choice of true possibilities to be the best human person.” The analysis demonstrates how existential semantic choices directly interact with biological resilience, offering second- and third-order insights for contemporary clinical method, medical humanities, and adolescent healthcare.

Keywords

Kairology; Person-Centered Medicine; Thérèse of Lisieux; Teleonomy; Psychoneuroendocrineimmunology; Existential Coping; Adolescentology; Allostasis.

1. Introduzione ed inquadramento epistemologico della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

La scienza medica contemporanea ha a lungo sofferto delle limitazioni imposte dal riduzionismo biomolecolare di matrice cartesiana, il quale tende a concettualizzare l’essere umano come una complessa macchina biologica e la malattia come una mera alterazione meccanica o biochimica dei suoi ingranaggi fisici1. A fronte di questa deriva iper-tecnologica e frammentante, il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera e sviluppato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, ha introdotto una svolta epistemologica di portata epocale1. Tale modello ridefinisce la scienza medica non più come semplice applicazione clinica della biologia, bensì come una scienza umana applicata, orientata alla salute della persona nella sua totalità unitaria1.

Alla base di questa rifondazione scientifica si colloca la Kairologia (Kairòlogia), disciplina fondata da Brera nel 1993 a partire dallo studio fenomenologico del pensiero simbolico adolescenziale4. Etimologicamente e concettualmente derivata dall’unione di Kairos (il momento opportuno, il tempo qualitativo della scelta e del significato) e Logos (scienza o discorso articolato), la Kairologia si costituisce come una nuova ermeneutica della natura umana4. Essa contrappone al tempo cronologico (Chronos)—lineare, quantitativo e deterministico—il tempo kairologico (Kairos), in cui la libertà e la soggettività della persona irrompono per plasmare il proprio destino esistenziale e biologico attraverso scelte orientate ai valori4.

L’architettura ontologica della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona poggia sulla concezione dell’essere umano come unità tridimensionale indissociabile composta da Corpo, Mente e Spirito1. Il Corpo racchiude la globalità dei fenomeni biologici, fisiologici e genetici1; la Mente comprende la sfera dei processi simbolici, percettivi, emotivi e comportamentali1; lo Spirito rappresenta la dimensione della domanda originaria di significato, che orienta la persona verso una dimensione trascendente ed etica1. Queste tre dimensioni non sussistono come compartimenti stagni, ma convivono in una continua interazione bidirezionale e teleonomica1. Per teleonomia della natura umana si intende la tendenza intrinseca della persona, sia essa conscia o inconscia, a realizzare la propria esistenza come un’esperienza di verità, amore e bellezza1. In questa prospettiva, la salute non viene più definita passivamente come “assenza di malattia” o “benessere psicofisico” (secondo la classica formulazione dell’OMS del 1948), ma viene ontologicamente riformulata come “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”5.

L’applicazione di questo paradigma all’esegesi della vita e delle opere di Santa Teresa di Lisieux (Teresa di Gesù Bambino e della Santa Face, 1873–1897) permette di superare sia le letture puramente agiografiche o de-contestualizzate, sia le interpretazioni medico-patografiche che riducono la sua esperienza mistica e la sua sofferenza a semplici sintomi somatico-psichiatrici2. La traiettoria biografica della Santa carmelitana, documentata nei suoi scritti autobiografici (Histoire d’une âme, Manuscritti A, B, C) e nelle sue ultime conversazioni, costituisce un terreno straordinario per verificare la fondatezza clinica ed antropologica della Kairologia breriana7.

2. L’architettura ontologica dello sviluppo soggettivo e l’adolescenza di Teresa Martin

Il corpus teorico della Kairologia ha trovato il suo nucleo genetico nello studio dell’adolescentologia, intesa come la fase evolutiva in cui si rivela in modo paradigmatico il mistero della natura umana4. L’adolescente non è interpretabile come un mero prodotto del suo sviluppo ormonale o delle pressioni ambientali, ma come un soggetto attivo ingaggiato nella costruzione di una teoria del mondo e nella ricerca di una risposta personale alle domande fondamentali dell’esistenza2.

Nell’analisi breriana dello sviluppo soggettivo, l’identità personale si struttura attraverso la tensione dialettica tra tre stati ontologici dell’Io, caratterizzati dall’Io Genetico (la base biologica, temperamentale e potenziale innata del soggetto), dall’Io Ideale (la proiezione valoriale, etica e spirituale a cui il soggetto aspira) e dal Self-Real o Io Reale (la sintesi integrata che emerge quando la libertà del soggetto risponde consapevolmente alle opportunità della vita)5.

In Teresa Martin, l’infanzia e la prima adolescenza furono segnate da una spiccata vulnerabilità emotiva e somatica, rappresentativa dell’instabilità dell’Io genetico a seguito del lutto materno e di successive perdite affettive7. Tuttavia, la notte di Natale del 1886, all’età di tredici anni e mezzo, segnò quello che la stessa Teresa descrisse come la sua “completa conversione”, ovvero l’uscita dall’infanzia e l’ingresso in una maturità affettiva improvvisa e profonda8. Dal punto di vista kairologico, questo evento rappresenta un Kairos fondativo: il momento in cui la struttura noetica ed affettiva del nuovo Io si svincola dal condizionamento iper-emotivo per abbracciare una responsabilità teleonomica verso l’esistenza1.

La dinamica evolutiva kairologica di Teresa evidenzia il passaggio diretto dall’Io Genetico, vulnerabile e provato dal lutto, verso la realizzazione dell’Io Reale (Self-Real), mediato dall’esperienza del Kairos della notte di Natale e guidato dalla costante tensione dell’Io Ideale orientato al desiderio di Verità, Amore e Bellezza1. La decisione di entrare nell’ordine dei carmelitani scalzi di Lisieux all’età di soli quindici anni, nell’aprile 1888, affrontando la resistenza delle autorità ecclesiastiche e il viaggio a Roma per supplicare direttamente Papa Leone XIII, si configura come un atto di auto-determinazione esistenziale di livello supremo9. Teresa non subisce passivamente le norme del suo tempo; al contrario, esercita la propria libertà per realizzare la “scelta delle possibilità vere”5. La sua adolescenza diventa così la manifestazione vivente della dialettica kairologica tra la percezione del Mistero, la valutazione delle Possibilità trascendenti e la loro incarnazione nella Realtà della vita claustrale4.

3. La “Piccola Via” (Petite Voie) come modello kairologico di coping esistenziale e riprogrammazione semantica

Uno dei contributi più rivoluzionari della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona risiede nella formulazione della Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche alla Qualità del Coping (RBR Theory)1. Secondo tale modello, la risposta biologica del corpo agli agenti di stress interni ed esterni non è rigidamente prefissata dal genotipo o dall’insulto patogeno, ma è indeterminatezza e relativa alla qualità del coping del soggetto, ossia al modo in cui la persona interpreta, attribuisce significato e affronta gli eventi vitali1.

Nel Manoscritto B delle sue autobiografie, Teresa di Lisieux descrive il travaglio interiore vissuto nel tentativo di cogliere la propria specifica vocazione all’interno della Chiesa9. Avvertendo in sé desideri immensi e apparentemente contraddittori—essere contemporaneamente apostolo, martire, sacerdote, missionario e dottore—Teresa esperisce una tensione esistenziale che avrebbe potuto tradursi in una nevrosi da frustrazione o in un disadattamento psicosomatico1. La risoluzione di questo conflitto avviene attraverso la scoperta della “Piccola Via” (petite voie) e dell’Amore come centro motore dell’universo ecclesiale, sintetizzata nella celebre intuizione secondo cui la sua vocazione coincide con l’Amore stesso nel cuore della Chiesa9.

Questa svolta kairologica si articola attraverso una precisa sequenza psicodinamica e PNEI, in cui la tensione vocazionale e il conflitto tra il limite umano e l’infinito spirituale vengono risolti dall’intuizione della petite voie1. Tale riprogrammazione semantica consente l’attivazione di un coping esistenziale ottimale, capace di rimodulare gli assetti neuroendocrini e immunitari e di garantire un’elevata resilienza somatica1.

Dal punto di vista della semiotica clinica e della Kairologia, la “Piccola Via” si struttura attraverso tre pilastri fondamentali1:

  • Accettazione del Limite: Teresa riconosce con assoluta lucidità la propria piccolezza e incapacità di percorrere le “grandi vie” della perfezione ascetica tradizionale, trasformando il limite da risorsa mancante a condizione di possibilità per l’azione della Grazia9.
  • Fiducia Radicale: La risposta alla domanda di significato (Spirito) viene riorientata verso un abbandono totale all’Amore Misericordioso, eliminando l’ansia da prestazione spirituale ed etica1.
  • Valorizzazione del Quotidiano: Ogni minimo atto, parola o sofferenza viene elevato a gesto d’amore, conferendo un valore assoluto al tempo presente1.

Tale strategia di coping neutralizza i fattori di rischio psicopatologico e crea un fattore protettivo di natura semantica1. La persona che apporta una risposta piena alla domanda di verità, amore e bellezza attiva un riallineamento teleonomico che influenza direttamente l’asse corticotropo, la risposta neuroendocrina e la modulazione immunitaria1. Teresa di Lisieux dimostra che la maturità spirituale non è una fuga dalla realtà somatica, ma una forza capace di rideterminare la percezione e il vissuto della sofferenza corporea1.

4. Somatizzazione, tubercolosi e la “notte della fede”: Analisi PNEI e allostasica della sofferenza terminale

La fase finale della vita di Santa Teresa, compresa tra l’aprile 1896 e il 30 settembre 1897, offre un caso di studio clinico e kairologico di eccezionale rilevanza8. Nella notte tra il giovedì e il Venerdì Santo del 1896, Teresa vive la prima manifestazione clinica della tubercolosi polmonare con un’emottisi improvvisa8. La malattia proseguirà per diciotto mesi con un quadro clinico devastante, caratterizzato da distruzione del parenchima polmonare, estensione della tubercolosi all’apparato intestinale, lesioni gangrenose, emaciazione estrema e piaghe da decubito8.

Contemporaneamente all’insorgenza dell’emottisi, si apre per Teresa la drammatica “notte della fede” (la nuit de la foi), una prova spirituale ed esistenziale caratterizzata dalla scomparsa di ogni sensibilità religiosa e dall’irruzione di tentazioni radicali di ateismo e nichilismo8. Il Cielo si chiude sopra di lei, ed ella si sente seduta alla “tavola dei peccatori”, condividendo il pane del buio ed esposta al dubbio che l’immortalità dell’anima e l’esistenza di Dio siano mere illusioni8.

 

Dimensione clinico-esistenziale Manifestazione biologica / Somatica Manifestazione psicologico-spirituale Meccanismo Kairologico e PNEI
Inizio della Prova (Aprile 1896) Prima emottisi polmonare nella notte del Venerdì Santo8. Insorgenza della “Notte della Fede” e perdita delle consolazioni8. Sovrapposizione tra carico allostatico infettivo ed emergenza del Kairos della prova2.
Progressione Patologica (1896–1897) Tubercolosi intestinale, gangrena, rantolo polmonare, emaciazione10. Tentazione del nichilismo, condivisione della sorte degli atei8. Attivazione dell’interazione bidirezionale Corpo-Mente-Spirito; resistenza al distress1.
Fase Terminale (30 Settembre 1897) Soffocamento prolungato, sudore profuso, ischemia periferica10. Offerta dell’agonia come vittima d’amore, atto di fede pura9. Trionfo del Self-real sul determinismo biologico; sublimazione del pathos1.

La lettura convenzionale di questa simultaneità patologica tenderebbe a interpretare la “notte della fede” come una depressione reattiva secondaria alla diagnosi di una patologia letale, oppure, all’opposto, la tubercolosi come una somatizzazione causata dal distress mistico2. L’analisi condotta alla luce della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e della teoria dell’allostasi mostra l’inadeguatezza di entrambi i riduzionismi2.

Nel modello allostatico, l’organismo risponde alle sollecitazioni ambientali, biologiche ed esistenziali attraverso adattamenti dinamici coordinati dal sistema nervoso centrale2. Un carico allostatico eccessivo—provocato dall’infezione da Mycobacterium tuberculosis—genera una cascata di citochine pro-infiammatorie, quali TNF-a, IL-1 e IL-6, in grado di agire sul cervello e di indurre il cosiddetto sickness behavior, caratterizzato da anedonia, astenia e flessione dell’umore2. Tuttavia, mentre nel modello riduzionista classico la tempesta citochinica e il carico allostatico determinano inevitabilmente la disperazione e la frammentazione dell’Io, la risposta kairologica di Teresa trasforma questo quadro patologico1.

In Teresa di Lisieux si osserva un fenomeno di trascendenza dell’allostasi: nonostante la massiccia liberazione di mediatori dell’infiammazione e la distruzione tessutale, il coping esistenziale e teleonomico della Santa impedisce la deriva verso il nichilismo1. Teresa trasforma il proprio pathos (la sofferenza fisica e la tenebra interiore) in un atto volontario di offerta1. Dal punto di vista kairologico, la “notte della fede” costituisce l’estremo Kairos: il luogo in cui la fede non poggia più sulle consolazioni dell’Io genetico o su gratificazioni psicologiche, ma si purifica come scelta libera del Self-real5. Teresa afferma di voler cantare ciò che vuole credere, compiendo atti d’amore anche di fronte al silenzio assoluto di Dio9. Le sue ultime parole pronunciate prima di spirare il 30 settembre 1897—“Mio Dio… io vi amo!”—rappresentano la dimostrazione clinica ed epistemologica della superiorità della teleonomia umana rispetto al determinismo biologico1.

5. Analisi comparativa dei modelli epistemologici applicati alla sofferenza di Santa Teresa

Per evidenziare il valore euristico e clinico della Kairologia, la tabella seguente mette a confronto le chiavi interpretative offerte dai tre principali modelli epistemologici applicati alla biografia e alla patologia di Santa Teresa di Lisieux.

 

Dimensioni d’Analisi Modello Biomedico Riduzionista Modello Psicologico / Psicoanalitico Classico Paradigma della Kairologia e Medicina Centrata sulla Persona
Natura del Soggetto Organismo biologico regolato da meccanismi genetici, molecolari e patofisiologici1. Struttura psichica determinata da pulsioni, conflitti inconsci e traumi infantili2. Unità ontologica tridimensionale inscindibile di Corpo, Mente e Spirito in interazione teleonomica1.
Concetto di Salute e Malattia La salute è assenza di infezione/patologia; la tubercolosi è un’invasione batterica letale1. La malattia è vissuta come somatizzazione o esito di un rigido super-io ascetico2. La salute è la “scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona”; la malattia coinvolge il coping1.
Significato dell’Adolescenza Fase di maturazione sessuale e neuro-endocrina guidata da variazioni ormonali2. Fuga dalla realtà attraverso l’idealizzazione religiosa e il rifiuto del ruolo adulto2. Rivelazione del Mistero della natura umana e del Kairos; emersione del Self-real4.
Valutazione della “Piccola Via” Strategia ininfluente rispetto al decorso biologico della tubercolosi1. Meccanismo di difesa sublimatorio o sublimazione compensatoria del limite corporeo1. Modello supremo di coping esistenziale; riprogrammazione semantica e protezione allostasica1.
Interpretazione della Sofferenza Terminale Rantolo agonico e sofferenza somatica prodotta dalla distruzione parenchimale8. Distress psicologico indotto dal crollo delle illusioni mistiche e dalla paura della morte2. Pathos integrato nella teleonomia; l’atto d’amore trascende il determinismo patologico1.

6. Implicazioni clinico-formative, maieutica medica e conclusioni

L’analisi della vita e dell’esperienza patologica di Santa Teresa di Lisieux condotta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona permette di ricavare implicazioni di fondamentale importanza per la scienza medica contemporanea, la pedagogia dell’adolescenza e la pratica clinica applicata1.

In primo luogo, la vicenda teresiana dimostra come la risposta del soggetto alla domanda di significato (Spirito) non costituisca un’astrazione filosofica o un mero epifenomeno, ma un fattore clinico primario capace di modulare la resilienza biologica, la percezione del dolore e l’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici e PNEI1. La scelta di vivere orientati alla verità, all’amore e alla bellezza agisce come un potente fattore protettivo capace di neutralizzare l’impatto distruttivo del carico allostatico1.

In secondo luogo, sul piano del metodo clinico, il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) trova nell’esegesi teresiana una conferma della necessità di superare la diagnosi intesa come mera etichettatura nosografica, sostituendola con la Diacrisi5. Il medico centrato sulla persona è chiamato a strutturare un Campo Antropico di Accoglienza, Comprensione e Aiuto (ACH), ponendosi come guida maieutica per aiutare il paziente a navigare la sofferenza senza soccombere alla disperazione o al nichilismo2.

Infine, per quanto concerne l’adolescentologia, la traiettoria giovanile di Santa Teresa convalida i criteri pedagogici volti all’educazione del desiderio nell’adolescente5. L’adolescente non necessita di interventi riduzionistici o della medicalizzazione dei suoi conflitti emotivi, ma dell’opportunità di incontrare contesti maieutici capaci di risvegliare la sua domanda di significato, favorendo la transizione dall’Io genetico al Self-real attraverso l’accettazione del limite e l’esercizio di una libertà orientata ai valori5.

In conclusione, la figura di Santa Teresa di Lisieux non appartiene unicamente alla storia della spiritualità, ma si impone come una straordinaria dimostrazione storica ed esistenziale della fondatezza della Kairologia breriana1. La sua esistenza attesta che la persona umana, persino di fronte alla devastazione somatica e alla notte dello spirito, conserva la capacità irriducibile di autodeterminarsi attraverso l’amore, trasformando la sofferenza in un Kairos di compiutezza esistenziale e di salute integrale1.

Bibliografia

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2.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

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4.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2003 [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

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9.Léthel FM. Teresa di Lisieux dottore dell’amore di Gesù: La Storia di un’anima come sintesi teologica [Internet]. Città del Vaticano: Dicastero delle Cause dei Santi; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.causesanti.va/content/dam/causesanti/interventi-e-articoli/Storia-di-unanima-Sintesi-Teologica.pdf

10.Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino. Sofferenza di Teresa di Gesù Bambino [Internet]. Verona: Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.santateresaverona.it/sofferenza-di-teresa-di-gesu-bambino/

11.Thérèse de Lisieux. Œuvres complètes: Textes et dernières paroles. Parigi: Éditions du Cerf; 2023 [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.leslibraires.ca/livres/oeuvres-completes-de-therese-de-lisieux-sainte-therese-de-l-enfant-jesus-9782204155601.html

12.Thérèse de Lisieux. Œuvres complètes: Textes et dernières paroles. Parigi: Éditions du Cerf; 2023 [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.laprocure.com/product/1289126/therese-de-l-enfant-jesus-oeuvres-completes-de-therese-de-lisieux-textes-et-dernieres-paroles

13.Éditions du Cerf. Collection: Œuvres de Thérèse de Lisieux et études [Internet]. Parigi: Éditions du Cerf; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.editionsducerf.fr/collection/oeuvres-de-therese-de-lisieux-et-etu/

14.Università Ambrosiana. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

15.Università Ambrosiana. Site of the Person-Centered Medicine Department of Ambrosiana University and the Italian delegation of the World Society of Person-Centered Medicine: Il cambiamento di paradigma della medicina e del concetto di salute [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.person-centeredmedicine.it/

16.Brera GR. I° Webinar nazionale di medicina centrata sulla persona con il Prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Università Ambrosiana News; 20 mar 2026 [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/

17.Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Tag: Giuseppe R. Brera [Internet]. Adolescentologia Online; [citato il 1 ott 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

 

[i] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale il 01 /10/2026 memoria liturgica di S. Teresa di Lisieux

[ii] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla persona

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla personaa

Vito Galanteb

Abstract

This research report explores the systemic convergence between academic learning, allostatic regulation, and adolescent health through the conceptual lens of Person-Centered Medicine (PCM) and relational epigenetics. Developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this interactionist-teleonomic paradigm overcomes clinical and educational fragmentation by treating the adolescent as an indissoluble unity of body, mind, and spirit. Guided by the Health Relativity Theory, formalized through the equation HP= K(IqxCq), the report evaluates how chronic academic anxiety and adverse educational environments act as primary drivers of brain entropy and high allostatic load. This stress-induced state triggers profound psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) dysregulation, leading to HPA-axis blunting, elevated inflammatory biomarkers (such as hepcidin and IL-6), prefrontal-limbic disconnect, and cognitive shutdown. Conversely, pedagogical practices modeled on empathy, relational quality, and “intellectual charity” promote cortical synaptic plasticity, reducing neural entropy and converting distress into eustress. The report synthesizes the clinical validation of the Person-Centered Clinical Method (PCCM)—which shows a 95% improvement in patient comprehension and a 70% reduction in unnecessary diagnostic costs—and underscores the implementation of kairological medical counseling and creative parenting as essential maieutic tools to foster adolescent resilience and preserve developmental trajectories.

Keywords

Adolescence, Person-Centered Medicine, School Stress, Allostatic Load, Psychoneuroendocrineimmunology, Epigenetics, Brain Entropy, Kairological Counselling.

Epistemologia della complessità e superamento del riduzionismo biomedico

La scienza medica contemporanea e i sistemi educativi istituzionali si trovano dinanzi a una profonda frammentazione epistemologica che separa fittiziamente i parametri biologici dello sviluppo umano dall’attività cognitiva, simbolica e spirituale dell’adolescente1. Storicamente, a partire dal positivismo ottocentesco di Claude Bernard, la medicina ha ridotto la propria clinica a una mera riparazione di ingranaggi molecolari isolati, relegando la salute a una misura statica di assenza di sintomi fisici1. Allo stesso modo, la pedagogia tradizionale ha spesso trattato lo studente come un ricettore passivo di nozioni da quantificare attraverso misurazioni standardizzate della performance1. Questo dualismo cartesiano ha generato una grave cecità clinica e metodologica, impedendo di comprendere come la qualità dell’ambiente di apprendimento scolastico influenzi direttamente la biologia dello sviluppo e, viceversa, come l’equilibrio fisiologico determini le capacità cognitive superiori1.

Per superare tale frammentazione, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata e diretta da Giuseppe R. Brera, ha introdotto a partire dal 1998 il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)1. Questo modello scientifico propone una vera e propria inversione ontologica basata sull’assioma Sum ergo cogito (Sono, dunque penso), riaffermando il primato dell’essere e del significato biologico sull’attività puramente strumentale e cognitiva1. La salute viene ridefinita come un processo indeterministico e semiologico di adattamento creativo, inteso come la scelta consapevole delle vere possibilità per essere la migliore persona umana1.

All’interno di questo scenario di rinnovamento scientifico si inserisce l’attività clinica e accademica del Prof. Vito Galante, il cui contributo all’adolescentologia clinica e alla pedagogia relazionale ha ricevuto una consacrazione internazionale nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”1. Attraverso la direzione di due avanzati poli di ricerca — il Laboratorio in Counselling medico dell’adolescente presso l’ateneo milanese e il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori — il Prof. Galante coordina network scientifici nazionali ed europei mirati a dimostrare l’interconnessione profonda tra relazioni educative, stabilità biologica ed espressione epigenetica nello studente adolescente1. Il paradigma si fonda sul superamento dell’imperialismo bio-tecnologico a favore del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E, Subjectivity-Biology-Environment), in cui l’adolescente è concepito come un sistema aperto e teleonomico, ossia orientato naturalmente verso la ricerca oggettiva di significato, verità, amore e bellezza1.

La Teoria della Relatività della Salute e l’ermeneutica kairologica dello sviluppo

Il fondamento scientifico e matematico di questo modello interazionista è rappresentato dalla Teoria della Relatività della Salute (HRT, Health Relativity Theory)1. La HRT demolisce la concezione deterministica lineare secondo cui la reazione biologica a uno stressore sia fissa e universale, dimostrando che l’impatto di qualsiasi stimolo ambientale è relativo alla qualità dei processi interpretativi e delle risposte decisionali del soggetto1. L’equazione fondamentale che formalizza la probabilità di salute (Hp) di un individuo è espressa come:

All’interno di questo formalismo matematico indeterministico, ciascuna variabile assume una precisa connotazione clinica ed esistenziale1:

Hp=k( Iq x Cq)

  • Hp (Probabilità di Salute): Rappresenta la risultante dinamica della resilienza allostatica e della stabilità sistemica dell’organismo di fronte alle perturbazioni esterne e interne1.
  • K (Costante Kairologica): Descrive la costante antropologica che esprime l’intrinseca domanda di senso e trascendenza caratteristica della natura umana1. Tale costante acquisisce la sua massima espressione nell’adolescenza, intesa come il tempo propizio (Kairos) in cui le domande sul significato dell’essere diventano determinanti per la salute stessa1.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Misura l’efficacia del filtro simbolico, cognitivo ed emotivo applicato dal soggetto agli stimoli ambientali (comprese le sfide didattiche, le valutazioni scolastiche e le relazioni con docenti e pari)1.
  • Cq (Qualità delle Scelte o del Coping): Indica il livello di libertà e responsabilità con cui l’adolescente seleziona le proprie risposte comportamentali e i propri stili di vita biologici1.

La teoria permette di distinguere la probabilità di attivazione dei processi di resilienza allostatica (Hpa) da quelli che inducono vulnerabilità biologica e patogenesi (Hpp), a seconda che l’interpretazione e il coping siano orientati in senso costruttivo o disfunzionale4:

Hpa=k( Iqa x Cqa) vs Hpp =k( Iqp x Cqp)

Durante l’adolescenza, lo studente sperimenta l’emergenza di nuove strutture logiche, affettive e noetiche, transitando attraverso specifici stati ontologici descritti dall’antropologia kairologica1.

 

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Brera   e Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico.14 Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore) Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale.

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Questa transizione evolutiva non è una mera successione cronologica (Chronos), ma un percorso di progressiva unificazione della personalità, schematizzato nella tabella sottostante1.

Stato Ontologico Dimensione Temporale ed Esistenziale Strutture Coinvolte Obiettivo Teleonomico Implicazione Scolastica
Essere Persona (Being a Person) Statico-strutturale, permanente dal concepimento alla morte naturale1. Dignità intrinseca, potenziale ontologico, unità corpo-mente-spirito1. Preservazione e riconoscimento incondizionato del valore intrinseco del giovane1. Rifiuto della riduzione dello studente a mero numero o performance valutativa1.
Il Sé Possibile (Self-possible) Dinamico-potenziale, si attiva con vigore durante l’adolescenza1. Intelligenza, volontà, tensione ideale, polarità relazionale Io-Tu1. Esplorazione delle possibilità esistenziali guidata dal Sé Ideale (Verità, Amore, Bellezza)1. Sostegno alla scoperta dei propri talenti e della propria vocazione personale1.
Il Sé Reale (Self-real) Storico-esistenziale, frutto delle scelte nel tempo propizio (Kairos)1. Scelte etiche concrete, stili di vita responsabili, coping orientato ai valori1. Traduzione delle potenzialità in comportamenti reali protettivi della salute1. Sviluppo della responsabilità individuale e della resilienza scolastica1.

Fisiopatologia dello stress scolastico: allostasi, entropia cerebrale e dinamiche PNEI

L’impatto biologico delle dinamiche scolastiche sull’adolescente trova una spiegazione scientifica nel passaggio dal concetto classico di omeostasi a quello di allostasi, formulato da Peter Sterling e Joseph Eyer1. Mentre l’omeostasi mira a mantenere i parametri biologici fissi attraverso risposte reattive, l’allostasi descrive un sistema di regolazione predittiva coordinato dal cervello, che adatta i parametri fisiologici anticipando le richieste ambientali future1. Quando lo studente affronta le sfide quotidiane della scuola in un clima di fiducia ed empatia, l’attivazione transitoria dei mediatori dello stress (asse HPA e sistema simpatico) si traduce in eustress, promuovendo la plasticità sinaptica, l’attenzione e la focalizzazione cognitiva senza costi biologici significativi1.

Al contrario, l’esposizione cronica a pressioni valutative esasperate, l’ansia da interrogazione costante, l’isolamento sociale o un clima didattico alienante generano un persistente sovraccarico allostatico (allostatic overload)1. In questo stato, il cervello valuta l’ambiente scolastico come una minaccia continua per l’integrità del Sé, innescando una secrezione prolungata del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e un’iperattivazione dell’amigdala1. L’ipercortisolemia cronica e la persistente stimolazione adrenergica provocano una downregulation dei recettori dei glucocorticoidi a livello ippocampale, determinando l’atrofia dendritica nelle aree deputate alla memoria consolidata e bloccando la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF)1. Questo fenomeno biologico, noto come spegnimento cognitivo, riduce drasticamente l’efficienza sinaptica e si associa a un incremento dell’entropia cerebrale, ovvero a uno stato di disordine informativo e sovraccarico energetico all’interno delle reti neurali1.

A livello molecolare, la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) descrive come questa attivazione allostatica disfunzionale si traduca in uno stato flogistico sistemico di basso grado1. Lo stress allostatico cronico induce una upregulation del fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la sintesi di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina 6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) e deprimendo la risposta immunitaria cellulo-mediata3. In aggiunta, studi condotti su adolescenti esposti a stress cronico indicano che elevati carichi allostatici correlano con un incremento della sintesi di epcidina, l’ormone regolatore del ferro sensibile agli stati infiammatori1. L’innalzamento dell’epcidina provoca un sequestro intracellulare del ferro e un’anemia funzionale, compromettendo l’ossigenazione cerebrale e aggravando l’astenia cognitiva dello studente1.

 

Parametro Fisiologico / Biomarcatore Stato sotto Carico Allostatico (Ambiente Performante e Alienante) Stato sotto Modulazione Protettiva (Apprendimento Centrato sulla Persona) Conseguenza Clinica e Cognitiva sullo Studente
Cortisolo Salivare Curva circadiana appiattita o iperproduzione cronica diurna1. Ritmo circadiano fisiologico conservato (picco mattutino, calo serale)3. Stabilizzazione del tono dell’umore, miglioramento della qualità del sonno e della concentrazione3.
Asse Oppioide-Surrenalico Iperattivato con persistente rilascio di catecolamine e cortisolo1. Inibito o attivato esclusivamente in modo acuto e transitorio1. Vasocostrizione periferica, ipertensione subclinica, immunosoppressione, ansia1.
Asse Cannabinoide-Pineale Inibito, con drastico calo della secrezione notturna di melatonina1. Attivato da relazioni empatiche e percezione di significato esistenziale1. Immunostimolazione, connettività prefrontale-limbica ottimale, effetto ansiolitico naturale1.
Epcidina Sierica Significativamente elevata a causa dell’attivazione flogistica (IL-6)1. Mantenuta entro i range di omeostasi metabolica basale1. Prevenzione dell’anemia funzionale e dell’astenia cognitiva da carenza di ferro biodisponibile1.
Proteina C-Reattiva (CRP) e IL-6 Elevate, espressione di neuroinfiammazione e infiammazione sistemica di basso grado1. Ridotte, a testimonianza di una bassa carica flogistica sistemica1. Protezione della plasticità sinaptica, riduzione del rischio di disturbi depressivi e somatizzazioni1.
Lunghezza dei Telomeri Accorciamento telomerico accelerato dovuto a stress ossidativo ed etico1. Preservazione dell’integrità telomerica e della stabilità genomica1. Prevenzione dell’invecchiamento cellulare precoce e rafforzamento della resilienza biologica1.

Epigenetica relazionale e riprogrammazione cellulare nell’ambiente educativo

La transizione dal distress biologico all’eustress trova una solida validazione scientifica nelle scoperte sull’epigenetica relazionale e morale, discipline che documentano come le interazioni affettive e i vissuti simbolici siano in grado di modificare la metilazione del DNA e la conformazione cromatinica, regolando l’espressione genica senza alterare la sequenza primaria del genoma2. Nel contesto scolastico, il clima della classe e la sintonizzazione empatica del docente agiscono come veri e propri modulatori epigenetici2. Relazioni positive fondate sulla fiducia riducono la trascrizione di geni pro-infiammatori e attivano pathway epigenetici associati alla resilienza psicofisiologica2.

Questo processo di modulazione biologica si ricollega alle ricerche di Piermario Biava riguardanti la riprogrammazione epigenetica cellulare attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali embrionali3. Le scoperte di Biava dimostrano che l’organismo possiede codici regolatori epigenetici sensibili ai segnali microambientali e informativi esterni, in grado di riorientare il destino cellulare e contrastare i processi di degenerazione e invecchiamento3. All’interno del sistema integrato Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), la qualità delle relazioni educative e familiari funge da segnale bio-informativo epigenetico, stabilizzando la telomerasi e mantenendo l’integrità dei telomeri, la cui lunghezza costituisce una misura quantitativa dell’impatto della qualità della vita sulla stabilità genomica del giovane3.

L’efficacia biologica di contesti educativi ecologici è emersa chiaramente anche dallo studio empirico condotto da Dettweiler e colleghi sulla regolazione allostatica nell’apprendimento all’aperto (outdoor schooling). L’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), valutata mediante l’indice RMSSD (che riflette l’attività parasimpatica e il tono vagale), ha rivelato che lo svolgimento delle lezioni in ambienti naturali favorisce una sintonizzazione autonomica ottimale. Questa condizione, definita come “mobilitazione senza destabilizzazione”, permette un incremento dell’attenzione focalizzata associato a un’elevata variabilità cardiaca e a una drastica riduzione del cortisolo libero, confermando come la riconfigurazione dello spazio didattico e la qualità delle interazioni ambientali modulino direttamente la risposta PNEI dello studente15.

La Pedagogia Centrata sulla Persona e il Metodo Kairos

Il superamento del distress scolastico richiede una profonda critica ai modelli educativi basati esclusivamente sul condizionamento comportamentale e sulla pressione valutativa quantitativa, dinamiche che Giuseppe R. Brera definisce come “Skinnerizzazione” della scuola e della società1. Questo approccio riduzionista, mutuato dal comportamentismo di B.F. Skinner, tratta l’allievo come un organismo puramente reattivo da addestrare attraverso rinforzi esterni e punizioni, spegnendo il necessario conflitto interiore e riducendo l’adolescente alla condizione di “bruto” descritta da Dante Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno1. La vera nobiltà dell’essere umano risiede invece nella tensione teleonomica verso la virtù e la conoscenza (virtute e canoscenza), un’aspirazione che non può essere sottomessa a logiche di mercato o a performance standardizzate1.

La Pedagogia Centrata sulla Persona si propone di superare la Skinnerizzazione attraverso l’applicazione del “Programma Scuola-Salute” e del “Metodo Kairos”, concepiti per educare il desiderio profondo del giovane anziché reprimerlo o manipolarlo1. La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019)16 e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative, ciascuno associato a precisi meccanismi d’azione kairologica e a risposte biologiche misurabili nell’adolescente1

 

Criterio Pedagogico Declinazione Operativa (Scuola e Famiglia) Meccanismo d’Azione Kairologico Risposta Neuro-Endocrina ed Epigenetica
1. L’esperienza di essere desiderato Accoglienza incondizionata dello studente nella sua interezza, indipendente dalle performance o dai risultati didattici1. Consolidamento della sicurezza ontologica primaria e dell’identità; apertura al dono di sé1. Stimolazione della via dell’ossitocina, attivazione dei circuiti dopaminergici del reward e riduzione del cortisolo basale1.
2. L’accettazione del limite Valorizzazione del limite (fisico, cognitivo, morale) come confine protettivo e stimolo per l’alleanza con l’altro1. Superamento dell’illusione di onnipotenza infantile; interiorizzazione del senso di responsabilità e del dovere1. Riduzione dello stress etico e della frustrazione cronica; stabilizzazione della reattività dell’asse HPA1.
3. Il passo indietro dell’educatore Pratica del disimpegno strategico (stepping back) per concedere autonomia decisionale all’adolescente1. Transizione dalla dipendenza infantile alla libertà etica e alla scelta responsabile (Self-possible)1. Facilitazione dei processi di mielinizzazione sinaptica e potenziamento della connettività prefrontale-limbica1.
4. La pedagogia del silenzio Programmazione di spazi di silenzio e disconnessione attiva dai dispositivi tecnologici durante l’orario scolastico1. Interruzione dell’iperstimolazione digitale; stimolazione dell’introspezione e della riflessione profonda1. Riduzione della stimolazione adrenergica e incremento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)1.
5. L’abbraccio della promessa Presentazione dell’offerta formativa scolastica come consegna di una promessa di felicità, verità e bellezza futura1. Risignificazione delle crisi e dei fallimenti temporanei come kairoi opportuni per edificare la resilienza1. Ottimizzazione della regolazione allostatica; attivazione di pathway epigenetici anti-infiammatori sistemici1.

La cooperazione sinergica tra scuola e famiglia si rivela imprescindibile per l’attivazione di questi criteri1. Il “genitore ottimale”, formato attraverso i laboratori di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori, funge da modello positivo e base sicura, supportando l’adolescente nella costruzione del proprio orientamento temporale e spaziale1. Questa interazione tra la natura biologica dell’allievo (la “farina”) e la guida relazionale dell’educatore (il “lievito”) permette lo sviluppo armonico della soggettività giovanile, prevenendo l’insorgenza di risposte allostatiche distruttive1.

Il Decalogo dell’Adolescentologo come codice operativo e biologico

La traduzione clinica della Medicina Centrata sulla Persona nell’interazione con il giovane paziente è governata dal “Decalogo dell’Adolescentologo”, formulato originariamente da Giuseppe R. Brera nel 1989 e successivamente implementato e validato nella prassi scientifica dal Prof. Vito Galante e dalla Prof.ssa Mariangela Porta1. Questo strumento metodologico e deontologico impone al medico e al pedagogista una vera e propria inversione clinica, richiedendo di indagare in primo luogo le risorse di salute, i talenti e i fattori protettivi dell’adolescente prima di procedere alla valutazione nosografica delle sue patologie o disfunzioni3. Il Decalogo riconosce che l’adolescente esprime, attraverso la vulnerabilità del proprio corpo (cefalee tensive, disturbi alimentari, somatizzazioni), una profonda richiesta di essere ascoltato e creduto da figure di riferimento autorevoli1.

 

Principio del Decalogo Rilevanza Clinica e Relazionale Meccanismo Fisiopatologico Sottostante Modulazione PNEI e Allostatica
1) Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche del medico e dei genitori, accogliendo il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico1. Sospensione fenomenologica dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché)3. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta dallo stato di minaccia esistenziale1.
2) Essere accettante, comprensivo e autorevole Fornisce all’adolescente un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare il proprio “Io ideale”3. Stabilità epistemologica e morale del clinico come punto d’appoggio relazionale stazionario3. Riduzione del carico allostatico mediata dalla sintonizzazione intersoggettiva e dalla sicurezza percepita1.
3) Saper aspettare con pazienza Rispetta i movimenti di crescita dell’adolescente senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo3. Tolleranza della stasi clinica e del silenzio come spazio necessario per l’elaborazione interna3. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche indotte da forzature esterne1.
4) Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta qualsiasi manipolazione affettiva del giovane, responsabilizzandolo nelle decisioni non strettamente mediche3. Definizione rigorosa dei limiti professionali del setting clinico centrato sulla persona3. Mielinizzazione delle aree prefrontali coinvolte nei processi di decision-making autonomo1.
5) Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico3. Integrazione maieutica della dimensione spirituale all’interno del percorso di salute3. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, stimolazione della sintesi di melatonina e indoli protettivi1.
6) Gestire le richieste affettive (transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente senza diventarne attore o instaurare dipendenze disfunzionali3. Interpretazione e delimitazione cosciente delle proiezioni emotive del paziente sul clinico3. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)3.
7) Integrare i genitori rispettando la privacy Crea spazi di ascolto confidenziali per il giovane guidando al contempo la famiglia attraverso la genitorialità creativa3. Gestione dell’alleanza terapeutica triangolare senza alimentare il conflitto generazionale3. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare, miglioramento del supporto sociale percepito dallo studente1.
8) Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting relazionale invalicabile (patti chiari, amicizia lunga) a tutela del percorso di cura3. Contenimento del senso di onnipotenza narcisistica e della svalutazione del lavoro medico3. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale1.
9) Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o drop-out terapeutici dell’adolescente3. Maturità professionale che interpreta l’opposizione come dato semeiologico del travaglio identitario3. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo8.
10) Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Impone lo studio continuo dei fenomeni evolutivi complessi e dei correlati biologici dello stress giovanile3. Comprensione di quadri clinici emergenti come la dipendenza digitale e la “Sindrome di Mercurio”3. Raccordo costante tra i progressi della biologia molecolare, dell’epigenetica e della clinica della persona3.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona e l’efficacia della Diacrisi

L’operazionalizzazione clinica del paradigma della PCM avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro clinico in un evento kairologico intersoggettivo1. Il fulcro metodologico del PCCM risiede nella “Diacrisi” (discernimento), termine scelto appositamente per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, spesso ridotta a un mero etichettamento nosografico3. La Diacrisi si articola in sette fasi procedurali rigorose, guidate dalla “Clinical Epoché” (la sospensione fenomenologica delle categorizzazioni predeterminate per accogliere l’unicità del paziente)3:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico instaura attivamente un’atmosfera clinica fondata su Acceptance, Comprehension, Help (Accettazione, Comprensione, Aiuto), gettando le basi della relazione maieutica3.
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dinamica dei canali di comunicazione analogica ed empatica per connettersi con il dolore emotivo dell’adolescente3.
  3. Inizio Interlocutorio: Spazio dedicato alla narrazione libera del problema esistenziale del giovane prima della descrizione tecnica del sintomo fisico3.
  4. Clinical Epoché: Sospensione cosciente dei giudizi nosografici per rispettare il mistero e la dignità intrinseca della persona del paziente3.
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Esplorazione approfondita della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi affettivi e spirituali e delle abitudini psicofisiologiche3.
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Esame obiettivo integrato, in cui i segni biologici vengono interpretati anche come messaggi simbolici espressi dall’organismo del giovane3.
  7. Diagnosi della Persona (e calcolo del Cross-ratio): Sintesi tridimensionale che incrocia le risorse (strengths) e i problemi (weaknesses) del soggetto nelle tre dimensioni (corpo, mente, spirito), valutando quantitativamente il rapporto tra resilienza allostatica e fattori di rischio biologico-ambientali1.

L’efficacia e la sostenibilità del PCCM sono state rigorosamente documentate attraverso studi clinici pilota condotti su ampi campioni di adolescenti1. La tabella seguente sintetizza i risultati quantitativi raccolti sull’applicazione del metodo nei servizi di medicina generale, pediatria e specialistica dell’adolescenza1.

Indicatore di Efficacia Clinica e Organizzativa Riscontro Favorevole (%) Implicazione Clinica per lo Studente Adolescente Impatto sul Sistema Sanitario Pubblico
Comprensione globale dei problemi del paziente 95%1 Diagnosi accurata delle cause profonde del distress e superamento della somatizzazione ansiosa1. Riduzione drastica del nomadismo medico e delle consultazioni ripetute1.
Miglioramento della qualità di vita e della salute generale 75%1 Attivazione delle risorse biologiche di resilienza (asse pineale) e ripristino dell’equilibrio allostatico1. Riduzione della necessità di interventi terapeutici invasivi o cronici1.
Riduzione di esami diagnostici e prescrizioni inutili 70%1 Protezione dell’adolescente dalla medicalizzazione inappropriata e dall’ansia iatrogena1. Enorme risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario1.
Riduzione dei ricoveri ospedalieri superflui 55%1 Prevenzione dello stress da ospedalizzazione e tutela della continuità scolastica e relazionale del giovane1. Riduzione del sovraffollamento nei reparti d’emergenza e di pediatria clinica1.
Efficacia dichiarata dai Pediatri di Libera Scelta 85%1 Intercettazione precoce delle disfunzioni allostatiche durante la transizione evolutiva all’adolescenza1. Consolidamento delle attività di prevenzione primaria sul territorio1.
Efficacia dichiarata dai Medici di Medicina Generale 100%1 Totale applicabilità del metodo nel contesto delle cure primarie e della medicina di famiglia1. Svolta epistemologica nella gestione clinica della medicina territoriale1.

I dati presentati confermano che il PCCM non rappresenta un semplice correttivo umanistico alla pratica medica, bensì una metodologia scientifica superiore in grado di massimizzare la precisione diagnostica e l’efficacia terapeutica attraverso la valorizzazione della soggettività del paziente3.

Prospettive per una riforma della sanità territoriale e conclusioni operative

Le evidenze scientifiche prodotte dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e coordinate dalle ricerche del Prof. Vito Galante dimostrano l’esistenza di un legame indissolubile tra l’apprendimento scolastico e la salute dell’adolescente, un nodo sistemico governato dalla transduzione biologica dei significati esistenziali1. La vulnerabilità biologica o, al contrario, la resilienza allostatica del giovane sono direttamente modellate dalla qualità delle relazioni interpersonali vissute a scuola e in famiglia1.

Questa consapevolezza scientifica impone una critica costruttiva alle attuali politiche sanitarie, in particolare alle riforme della sanità territoriale basate sul Decreto-Legge Schillaci e sui finanziamenti del PNRR per le Case di Comunità3. Tali riforme rischiano di condannare gli adolescenti a una invisibilità clinica e psicologica strutturale1. Senza la creazione di spazi assistenziali differenziati, autonomi e protetti dedicati specificamente all’età evolutiva — superando l’abitudine obsoleta di collocare l’adolescente nei reparti pediatrici o in quelli per adulti — le nuove strutture territoriali rischiano di configurarsi come impersonali poliambulatori prestazionali, incapaci di intercettare il grido d’aiuto espresso attraverso il linguaggio analogico del corpo del giovane1.

Per salvaguardare lo sviluppo delle future generazioni, è indispensabile attuare una riforma strutturale integrata che connetta la medicina scolastica, la pedagogia relazionale e la clinica territoriale secondo tre direttrici essenziali1:

  • Integrazione del Programma Kairos nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF): Le istituzioni scolastiche secondarie devono adottare il Metodo Kairos come modello strutturato per la promozione della salute, superando le campagne di prevenzione standardizzate a favore di una didattica incentrata sulla valorizzazione del desiderio e sulla riduzione dell’entropia cerebrale1.
  • Formazione obbligatoria dei docenti in Epigenetica Relazionale: Istituire percorsi formativi per il personale docente finalizzati a comprendere l’impatto dei sistemi comunicativi scolastici sulla biologia dello studente, promuovendo valutazioni che non agiscano come minacce per il Sé e favorendo climi di classe cooperativi ed empatici1.
  • Diffusione capillare dei laboratori di Genitorialità Creativa: Sostenere le famiglie attraverso percorsi formativi basati sul modello dell’Accademia Genitori, offrendo ai coniugi gli strumenti per edificare un ambiente domestico sereno e ricco d’amore, in grado di agire come potente attivatore epigenetico di resilienza allostatica nell’adolescente1.

Solo attraverso questa alleanza maieutica tra una medicina della persona e una scuola della verità sarà possibile tutelare la dignità trascendente dell’adolescente, consentendogli di compiere liberamente le migliori scelte per diventare la migliore persona umana possibile1.

Bibliografia

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  3. Galante V. Unity vs. fragmentation: the epistemology of Person-Centered Medicine in the thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person Centered Med Int J [Internet]. 2026 Feb 27 [citato il 21 lug 2026]; 2(1): ID 1. Disponibile su: https://www.amciitalia.org/wp-content/uploads/2026/03/V.Galante.pdf doi: 10.13140/RG.2.2.21893.00481
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  8. Università Ambrosiana. Highlights del Congresso Internazionale: Salute Centrata sulla Persona e l’Adolescente Resiliente (Assisi, 24-26 ottobre 2025) [Internet]. Assisi: Università Ambrosiana; 2025 Oct [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS(%20%20IT).pdf
  9. Galante V. Educare al desiderio [Internet]. Castellaneta: Diocesi di Castellaneta; 2021 Mar 19 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: http://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/19/educare-al-desiderio.pdf
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  11. Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jun 27 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  12. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Jul [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano
  13. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio notizie su Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
  1. Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. Giornale Italiano di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. 2018; V-VI (4-1):4-30
  2. ResearchGate. Modeling Physiological and Behavioral Signatures of Allostatic Stress Regulation: Preliminary Evidence from Outdoor Schooling for Adolescents at Risk. ResearchGate. 2024. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/400670414_Modeling_Physiological_and_Behavioral_Signatures_of_Allostatic_Stress_Regulation_Preliminary_Evidence_from_Outdoor_Schooling_for_Adolescents_at_Risk
  3. N. Parisi, Educati al “desiderio “partendo dalla Bibbia, Alpha Omega, XXII, n.2, 2019-pp.349-359.

 

a Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 10 Settembre 2026 in occasione della II° Videoconferenza nazionale per le scuole introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

b Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an epistemological and bioethical analysis of the life and spiritual trajectory of Mother Teresa of Calcutta (Anjezë Gonxhe Bojaxhiu) through the theoretical framework of Kairology (Kairologia) and Person-Centered Medicine (Medicina Centrata sulla Persona), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing historical-biographical data, private correspondence, and person-centered medical epistemology, this study demonstrates how Mother Teresa’s existential turning points—most notably her 1942 private vow, her 1946 “call within the call,” and her decades-long “dark night of the soul”—represent paradigmatic operationalizations of kairological teleonomy. Rather than viewing her prolonged spiritual dryness as a psychological crisis or faith deficit, kairological hermeneutics interprets it as an intense state of ontological pathos, wherein the absence of affective divine consolation is transformed through high-level existential coping into empathetic identification with the abandoned. Furthermore, her clinical and humanitarian work at Nirmal Hriday exemplifies the rejection of biomolecular reductionism and the “culture of waste,” embodying the person-centered principle that human life possesses irreducible divine value across its biological, psychological, and spiritual dimensions from conception to natural death.

Keywords

Kairology, Giuseppe R. Brera, Mother Teresa of Calcutta, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Dark Night of the Soul, Existential Coping, Relational Epigenetics.

Introduzione e Inquadramento Epistemologico

La scienza medica contemporanea sta vivendo una trasformazione epistemologica e clinica di portata storica, caratterizzata dal progressivo superamento del riduzionismo bio-molecolare e dall’affermazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine, PCM)1. Formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera ed elaborato scientificamente presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questo paradigma riconsidera la natura della scienza medica a partire dal valore irriducibile della persona umana, intesa nella sua globalità psicobiologica e spirituale dal concepimento alla morte naturale1. La Medicina Centrata sulla Persona fonda le proprie basi sull’integrazione tra i risultati empirici delle scienze di base—quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia e l’epigenetica relazionale—e le acquisizioni fondamentali dell’antropo-analisi e della fenomenologia1.

Al centro di questo riorientamento teorico risiede la Kairologia (Kairologia), concepita da Brera nel 1993 come un’ermeneutica unificante della natura umana4. Nata originariamente dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico dell’adolescente, la Kairologia interpreta l’essere umano come un soggetto intrinsecamente teleonomico, ossia guidato da una tendenza naturale, consapevole o inconsapevole, a realizzare la propria esistenza orientandosi verso tre vettori fondamentali: Verità, Amore e Bellezza1. La salute cessando di essere definita semplicemente come assenza oggettiva di malattia o mero equilibrio omeostatico, viene integrata nel concetto di adattamento creativo e sviluppo delle risorse soggettive, attraverso cui il singolo affronta i fattori di rischio e risponde alla domanda interiore di senso1.

L’applicazione dell’ermeneutica kairologica breriana alla biografia spirituale e all’opera assistenziale di Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) offre un terreno di indagine di straordinaria profondità scientifica ed etica2. La rivelazione delle sue lettere private nel volume Come Be My Light ha documentato una condizione esistenziale segnata da oltre cinquant’anni di “oscurità interiore” e dolorosa aridità spirituale9. L’analisi di questo vissuto attraverso i principi della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona consente di trascendere sia le descrizioni puramente agiografiche sia le riduzioni psichiatriche o scettiche, restituendo l’immagine di un’esistenza in cui la gestione del pathos ontologico si è trasdotta in un’efficacia clinica ed assistenziale rivoluzionaria1.

La Struttura Antropologica e Psiconeurobiologica della Kairologia

Per comprendere la traiettoria esistenziale di Madre Teresa alla luce del pensiero breriano, è necessario precisare l’architettura concettuale della Kairologia e la sua articolazione nelle scienze umane e mediche1.

La dimensione fondamentale del paradigma kairologico risiede nella distinzione tra Chronos e Kairos1. Se il Chronos rappresenta la successione quantitativa e lineare del tempo misurabile, il Kairos costituisce il tempo opportuno, l’istante qualitativo ed esistenziale in cui la persona viene interpellata da una possibilità di scelta e da una domanda di significato1. Nel Kairos, il soggetto si trova immerso in una polarità relazionale consapevole tra l’Io e il Tu, chiamata a tradursi in una decisione etica e responsabile1. La sofferenza e la gioia non sono eventi casuali della biologia, ma momenti kairologici attraverso i quali la persona è messa nelle condizioni di scoprire e realizzare la propria natura ontologica1.

La Kairologia concepisce la persona come un’unità indissolubile ed interattiva di tre dimensioni dotate del medesimo valore epistemologico1:

  • Corpo: l’insieme strutturato e dinamico dei fenomeni biologici e fisiologici1.
  • Mente: il sistema dei processi simbolici, percettivi, affettivi e comportamentali1.
  • Spirito: l’apertura alla trascendenza e la naturale “domanda di significato” (meaning inquiry) dell’essere umano1.

Tali mondi non sussistono come compartimenti stagni, ma interagiscono in modo bidirezionale e teleonomico1. Nel quadro epistemologico sviluppato presso l’Università Ambrosiana, la definizione classica boeziana della persona (“persona est rationalis naturae individua substantia”) rivela evidenti limiti sia pedagogici sia bioetici4. Se il valore della persona venisse ancorato esclusivamente all’esercizio attuale delle sue capacità razionali o cognitive, si rischierebbe di escludere dalla piena dignità umana i soggetti fragili, gli adolescenti in fase di maturazione, gli ammalati terminali o gli individui in stato di grave compromissione neurologica2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona sostengono invece che la dignità del soggetto ha una matrice trascendente ed inviolabile dal concepimento alla morte naturale, irriducibile a qualsiasi utilità economica, ideologia o dogma riduzionista1.

Dal punto di vista della fisiologia clinica e della PNEI, la Kairologia trova fondamento scientifico nella teoria della relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping1. Formulata da Brera, questa teoria dimostra che la risposta dell’organismo agli eventi di vita non è determinata in modo rigido dallo stimolo esterno, ma dipende dalla qualità delle risorse di adattamento (coping) e dall’interpretazione soggettiva dell’esperienza1. L’epigenetica relazionale e morale documenta come gli stati affettivi, le relazioni interpersonali e le scelte etiche modulino l’espressione genica, l’assetto neurobiologico e il carico allostatico, fornendo la prova molecolare dell’interazione continua tra mente, corpo e spirito2.

Ermeneutica Kairologica dei Momenti di Svolta nella Vita di Madre Teresa

La vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu si è articolata attraverso una serie di snodi kairologici che ne hanno definito l’orientamento teleonomico e l’impatto storico-sanitario1.

Il primo Kairos decisivo si colloca nel 1942 quando, mentre era religiosa professa nelle Suore di Loreto a Calcutta, pronunciò un voto privato segreto con il quale si impegnava in modo vincolante a non rifiutare mai nulla a Dio, scegliendo di dare sempre la risposta di massimo amore a ogni richiesta interiore9. Sotto l’aspetto kairologico, questo voto rappresenta la strutturazione primaria di un’alleanza ontologica1. Tale atto ha impresso una direzione teleonomica incrollabile alla sua vita affettiva ed intellettuale, preparando l’organismo e la psiche a sostenere il peso di prove future di eccezionale gravità1.

Il secondo e più celebre momento kairologico avvenne il 10 settembre 1946 durante un viaggio in treno verso Darjeeling, evento noto nella storiografia spirituale come la “chiamata nella chiamata” (the call within the call)9. In quell’occasione, Madre Teresa avvertì l’imperativo interiore di abbandonare la quiete del convento di Loreto per immergersi nelle macerie umane degli slums di Calcutta, mettendosi al servizio dei più poveri tra i poveri9. Le espressioni simboliche che accompagnarono questo momento—Come, be My light (“Vieni, sii la mia luce”) e il grido di Cristo sulla croce I Thirst (“Ho sete”) —costituiscono il codice semantico del suo nuovo orientamento di vita9. In termini kairologici, questo evento segna il passaggio dal tempo cronologico a una dimensione in cui la domanda di significato dello spirito riorganizza istantaneamente la mente e l’agire biologico del soggetto1.

Il terzo Kairos si concretizzò tra il 1948 e il 1950 con l’uscita dall’ordine di Loreto, l’adozione del sari bianco bordato di blu e la fondazione delle Missionarie della Carità9. L’apertura nel 1952 della casa per moribondi Nirmal Hriday a Kalighat rappresenta l’estrinsecazione clinica e comunitaria della sua visione: raccogliere gli abbandonati dalle strade per offrire loro cure mediche essenziali, igiene, sollievo dal dolore e, soprattutto, uno sguardo umano capace di restituire la consapevolezza della dignità personale negli ultimi istanti di vita2.

La tabella seguente riassume la corrispondenza tra gli eventi della biografia cronologica di Madre Teresa e le relative categorie kairologiche e teleonomiche definite dal paradigma breriano.

 

Evento Cronologico (Chronos) Momento Kairologico (Kairos) Dimensione Antropologica Prevalente Vettore Teleonomico e Meccanismo Psiconeurobiologico
1928–1941: Ingresso nelle Suore di Loreto e insegnamento a Calcutta10. Formazione dell’Io religioso e strutturazione delle risorse affettive1. Mente / Spirito1 Ricerca della Verità e orientamento ideale alla vocazione di servizio1.
1942: Voto segreto di non negare nulla a Dio9. Alleanza esistenziale e impegno ontologico incondizionato1. Spirito1 Adesione totale al Bene; pre-condizionamento etico di alto livello resiliente1.
10 Settembre 1946: Viaggio verso Darjeeling (“Chiamata nella Chiamata”)9. Rivelazione dell’urgenza missionaria (Come be My light / I Thirst)9. Spirito / Mente1 Attuazione dell’Amore in risposta alla sofferenza; ristrutturazione cognitiva e simbolica1.
1948–1950: Fondazione delle Missionarie della Carità e avvio di Nirmal Hriday2. Operazionalizzazione del modello assistenziale nei bassifondi2. Corpo / Mente / Spirito1 Riconoscimento valore assoluto della persona; neutralizzazione attiva fattori di rischio1.
1948–1997: Decenni di “Notte Oscura dello Spirito”9. Prolungato Pathos Ontologico e prova dell’aridità affettiva1. Spirito / Corpo (Carico Allostatico)1 Coping esistenziale supremo; trasduzione dell’assenza in empatia clinica e vicinanza1.

La “Notte Oscura dello Spirito”: Pathos Ontologico e Coping Esistenziale

La pubblicazione delle lettere personali indirizzate da Madre Teresa ai suoi direttori spirituali ha portato alla luce un vissuto interiore di permanente desolazione, durato quasi ininterrottamente dal 1948 fino alla sua morte9. La narrazione epistolare rivela una totale assenza di consolazione sensibile, accompagnata dall’impressione di essere rifiutata e dimenticata da Dio: “C’è così tanta oscurità nella mia anima… la fede non c’è, il vuoto e l’oscurità sono così grandi che non vedo nulla”13.

Il riduzionismo interpretativo ha tentato di catalogare questa condizione attraverso categorie inadeguate, liquidandola come una forma di depressione endogena cronica, un burnout da stress allostatico o, sul versante scettico, come la dimostrazione di una strisciante crisi di fede o ipocrisia13. Tali letture appaiono epistemologicamente fallaci poiché scompongono il dato psicologico isolandolo dal comportamento globale e dall’efficacia clinica ed esistenziale della persona1. Nonostante l’oscurità interiore, Madre Teresa ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, un sorriso radioso costante nella relazione interpersonale e una fermezza decisionale priva di tentennamenti per oltre cinquant’anni11.

L’ermeneutica kairologica breriana consente di interpretare questa “notte oscura” come la forma più elevata di Pathos Ontologico1. Il pathos rappresenta la tensione drammatica che nasce dal contrasto tra i limiti dell’esistenza terrena e le possibilità aperte dalla libertà responsabile del soggetto1. In Madre Teresa, l’assenza di consolazione sensibile non ha prodotto la paralisi o il nichilismo, ma è stata convertita, mediante un coping esistenziale di livello superiore, in uno strumento di identificazione empatica con gli ultimi1.

La mancanza della percezione sensibile di Dio ha permesso a Madre Teresa di sperimentare nello spirito esattamente lo stesso vuoto, abbandono e solitudine che i malati moribondi ed emarginati di Calcutta vivevano nel corpo e nella mente1. La religiosa ha così compreso che la sua missione non consisteva soltanto nel portare aiuto materiale, ma nel condividere fino in fondo l’oscurità dei dimenticati9. Ella scrisse: “Se mai diventerò una santa, sarò sicuramente una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Cielo per accendere la luce di coloro che sono nell’oscurità sulla terra”10.

Dal punto di vista della Medicina Centrata sulla Persona e delle neuroscienze interazioniste, l’esperienza di Madre Teresa attesta l’efficacia protettiva delle risorse di significato1. Nonostante l’esposizione a carichi allostatici ambientali e infettivi devastanti, la tenuta psicofisica della religiosa è stata garantita dalla qualità del suo coping, fondato su una risposta etica incondizionata alla domanda di senso1. Il significato attribuito alla sofferenza ha modulato la reattività biologica dell’organismo, prevenendo la dissoluzione della salute e dimostrando che lo spirito ha un’influenza causale diretta sulle dimensioni biologiche e psicologiche1.

La Prassi Assistenziale a Kalighat e l’Ermeneutica della Persona nella Scienza Medica

L’impatto dell’opera di Madre Teresa sul pensiero medico moderno risiede nella sua radicale opposizione alla “cultura dello scarto”, denunciata da Giuseppe R. Brera come una conseguenza dell’utilitarismo scientista che riduce l’uomo a bene sacrificabile o strumentale1.

Nella struttura sanitaria tecnocratica contemporanea, il malato incurabile o terminale viene frequentemente percepito come un fallimento terapeutico o un peso economico1. A Kalighat, la prassi di Madre Teresa ha capovolto questa impostazione, realizzando un modello assistenziale centrato sulla persona che anticipa l’applicazione clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM)8. L’atto di toccare il corpo del lebbroso, di detergere le ferite dei moribondi abbandonati e di assicurare loro un ambiente di calore affettivo risponde alla necessità di curare la globalità del soggetto, riconoscendo che anche laddove la guarigione biologica (curing) non sia più possibile, la presa in carico della persona (caring) rimane un dovere etico ed epistemologico primario1.

Nella visione insegnata presso l’Università Ambrosiana, il curante non si comporta come un mero esecutore di protocolli tecnici, ma agisce quale guida maieutica2. Analogamente al ruolo svolto da Virgilio o Beatrice nel viaggio dantesco, il medico o l’operatore sanitario ha il compito di accompagnare la persona attraverso il “mare dell’incertezza” e della sofferenza, impedendo che essa soccomba alla disperazione2. Madre Teresa ha esercitato esattamente questa funzione maieutica: ponendosi di fronte al moribondo come un “Io” accogliente di fronte a un “Tu” sofferente. Le Missionarie della Carità permettono al malato di riappropriarsi della propria dignità ed ontologia, consentendogli di concludere l’esistenza terrena riconciliato con sé e con il mondo1.

Per evidenziare la portata di questo cambiamento paradigmatico, la tabella sottostante contrappone le premesse e le ricadute operative del riduzionismo bio-medico con il modello della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera e la prassi assistenziale di Madre Teresa.

 

Dimensione di Analisi Riduzionismo Meccanicista Bio-Medico Modello della Medicina Centrata sulla Persona (Brera) Prassi Assistenziale di Madre Teresa a Kalighat
Epistemologia di Fondo Riduzionista, determinista, bio-molecolare1. Interazionista, teleonomica, fenomenologica1. Personalista, evangelica, orientata al servizio relazionale1.
Concetto di Persona Organismo biologico regolato da meccanismi biochimici e genetici1. Sintesi teleonomica tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito1. Immagine viva di Dio; valore divino irriducibile ed inviolabile1.
Definizione di Salute Assenza oggettiva di lesioni d’organo o patologia biologica1. Costruzione dinamica di fattori protettivi e adattamento creativo1. Percezione interiore di dignità, sintesi armonica e accoglienza affettiva2.
Significato della Sofferenza Anomalia o danno funzionale da eliminare o sopprimere tecnicamente1. Kairos ed opportunità ontologica per la scoperta del senso della vita1. Partecipazione al pathos della croce ed opportunità di coping supremo11.
Ruolo del Curante Tecnico specializzato riparatore di processi patologici1. Guida maieutica che supporta il paziente nell’incertezza2. Presenza empatica e servitrice, orientata alla cura integrale2.
Approccio al Moribondo Fallimento della tecnologia medica o scarto biologico ed economico2. Transizione esistenziale sacra da accompagnare con dignità1. Restituzione dell’Amore assoluto: morire sentendosi unici ed amati2.

Conclusioni Epistemologiche e Implicazioni Cliniche

L’esame della traiettoria di Madre Teresa di Calcutta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona del Professor Giuseppe Rodolfo Brera conduce a una serie di acquisizioni teoriche, bioetiche e cliniche di fondamentale rilevanza per la scienza medica contemporanea1:

  1. La Struttura Teleonomica dello Spirito e la Salute: La vita di Madre Teresa dimostra che la dimensione spirituale della persona non costituisce un semplice sovrastruttura psicologica, ma rappresenta il motore teleonomico centrale che orienta e sostiene la mente e il corpo1. La capacità di rispondere alla domanda di significato permette al soggetto di sviluppare fattori di protezione primari capaci di neutralizzare gli effetti deprimenti del carico allostatico e delle avversità ambientali1.
  2. La Trasduzione del Pathos Ontologico tramite il Coping Esistenziale: La fenomenologia della “notte oscura dello spirito” svela come l’assenza di consolazioni emotive possa essere gestita mediante un coping etico e relazionale di altissimo livello1. Trasformando la propria desolazione interiore in uno strumento di comprensione empatica della sofferenza altrui, Madre Teresa ha dimostrato che il dolore personale può diventare il Kairos per una donazione di sé clinicamente ed umanamente feconda1.
  3. Il Riorientamento Umanistico e Clinico della Formazione Medica: L’opera assistenziale svolta a Kalighat conferma la fondatezza del Manifesto della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. La scienza medica moderna è chiamata a superare la frammentazione iperspecialistica e la cultura dello scarto, riappropriandosi della maieutica relazionale1. La cura della persona richiede la capacità di accostarsi al paziente integrando le evidenze biomolecolari con l’ascolto della sua esperienza soggettiva, della sua storia e della sua domanda di significato trascendente dal concepimento alla morte naturale1.

 

Bibliografia

1.Brera GR. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 1999 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm

2.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Comitato Sanitario Nazionale. 21 luglio 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

3.Medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana News [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

4.Galante V. L’applicazione della kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano. Comitato Sanitario Nazionale. 27 giugno 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/

5.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf

6.Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

7.Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina: domande e risposte [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf

8.I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera. Università Ambrosiana News. 20 marzo 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/

9.Teresa (Mother), Kolodiejchuk B, editor. Mother Teresa: Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/926595134/come-see-my-light

10.Teresa (Mother), Kolodiejchuk B, editor. Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta”. New York: Doubleday; 2007.

11.Boerman G. Review of Mother Teresa’s Come Be My Light. The Cresset [online]. 2008 [citato il 4 settembre 2026];71(5). Disponibile su: http://thecresset.org/2008/Trinity2008/Boerman_T2008.html

12.Indiana University Libraries Catalog (IUCAT). Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta” [scheda catalografica online]. Kokomo (IN): Indiana University [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://iucat.iu.edu/iuk/7298794

13.Kolodiejchuk B. A reading of Mother Teresa Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/178380957/A-READING-OF-MOTHER-TERESA-COME-BE-MY-LIGHT-BY-BRIAN-KOLODIEJCHUK

14.Person Centered Clinical Method [Archivio articoli online]. Comitato Sanitario Nazionale [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/

15.Mother Teresa’s letters will help others in darkness. Georgia Bulletin [online]. 4 ottobre 2007 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://georgiabulletin.org/news/2007/10/mother-teresas-letters-will-help-others-in-darkness/

16.Tag: Giuseppe R-Brera. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

17Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 05/9/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Teresa di Calcutta

 

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

La Trasfigurazione dell’Esistenza: La Vita e la Conversione di Sant’Agostino alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

 

Vito Galante[2]

 Abstract

This study presents an advanced epistemological, clinical, and humanistic analysis of the life, existential crisis, and spiritual conversion of Saint Augustine of Hippo through the theoretical lens of Kairology, developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University. Kairology defines human nature not as a deterministic bio-mechanical entity, but as a teleonomic, interactionist unity driven by an innate demand for truth, love, and beauty. Within the framework of the Health Relativity Theory, expressed by the formula Hp= k(Iq x Cq), Augustine’s biographical evolution is analyzed as a dynamic shift in personal Health Probability (Hp). His youthful restlessness, philosophical wandering through Manichaeism, and somatic distress represent the operational tension of the Kairological Constant (k) under conditions of low Interpretation Quality (Iq) and fragmented Choice Quality (Cq). Augustine’s reflection on temporal dispersion (distentio animi) versus spiritual integration (intentio) in the Confessions directly anticipates the Kairological distinction between quantitative chronological time (Chronos) and qualitative transformative opportunity (Kairos). Furthermore, by incorporating concepts from psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI), allostatic load, and epigenetics, this report illustrates how the Milanese epiphany (Tolle, Lege) resolved Augustine’s chronic existential suffering—clinically understood as the “cry of the spirit”—leading to the manifestation of the Real Self and the full restoration of person-centered health.

Keywords

Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Saint Augustine, Person-Centered Medicine, Kairos, Teleonomy, Health Relativity Theory, PNEI, Epigenetics.

Introduzione: Il Paradigma Kairologico e la Fenomenologia della Natura Umana

L’evoluzione della scienza medica e della riflessione epistemologica contemporanea ha conosciuto una svolta di portata epocale attraverso la formulazione della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia, teorizzate da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano1. La Kairologia, presentata ufficialmente nel 1993 in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, è sorta dall’indagine clinica e fenomenologica dell’inconscio e dello sviluppo umano, delineandosi come un’ermeneutica innovativa della natura umana capace di superare in modo radicale il riduzionismo meccanicistico e deterministico del modello biomedico tradizionale1.

Il nucleo fondante del pensiero kairologico risiede nel riconoscimento che l’essere umano non può essere ridotto a un semplice aggregato di processi biomolecolari eterodiretti dal caso o dagli automatismi istintuali4. Al contrario, la persona umana si struttura come un’unità intagibile, interazionista e dotata di una teleonomia intrinseca: un orientamento nativo e inalienabile verso la realizzazione del significato, della verità, dell’amore e della bellezza1. La Kairologia opera una distinzione concettuale decisiva tra il tempo quantitativo, misurabile e biologico, espresso dal termine greco Chronos, e il tempo qualitativo, denso di opportunità e favorevole alla trasformazione dell’esistenza, identificato nel concetto di Kairos4.

Per tradurre questa prospettiva fenomenologica in una struttura teorica e scientifica rigorosa, il paradigma kairologico ha formalizzato la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT), la cui espressione matematico-concettuale è definita dall’equazione5:

Hp= k(Iq x Cq)

All’interno di questa legge epistemologica, il fattore Hp (Health Probability) indica la probabilità dello stato di salute e del benessere globale della persona, inteso come piena attuazione delle sue risorse affettive, cognitive e creative5. La variabile K (Costante Kairologica) rappresenta la spinta teleonomica innata della natura umana, ovvero la domanda insopprimibile di verità, amore e bellezza inscritta nella struttura ontologica individuale5. Il parametro Iq (Interpretation Quality) misura la qualità ermeneutica e cognitiva con cui il soggetto interpreta la realtà, la propria identità e le vicende dell’esistenza5. Infine, il fattore Cq (Choices Quality) esprime il valore etico e la coerenza decisionale delle scelte pratiche ed operative attraverso cui la persona risponde alla propria interpretazione5.

L’applicazione di questo rigoroso modello concettuale alla vita, alle opere e all’itinerario spirituale di Sant’Agostino d’Ippona consente di rileggere il percorso del Padre della Chiesa non soltanto come una vicenda storico-teologica, ma come la perfetta dimostrazione scientifica ed epistemologica del funzionamento della natura umana illuminata dalla dinamica kairologica4.

Il Tempo Tra Chronos e Kairos: Distentio Animi e Teleonomia Agostiniana

Nel Libro XI delle Confessioni, Agostino sviluppa un’indagine speculativa di straordinaria profondità sulla natura del tempo, affrontando l’apparente aporia della sua misurabilità10. L’analisi agostiniana prende le mosse dall’osservazione che il passato non esiste più in quanto trascorso, il futuro non esiste ancora in quanto non avvenuto, e il presente costituisce un punto privo di estensione spaziale e temporale10. Agostino giunge a risolvere il dilemma definendo il tempo come distentio animi—una tensione o dispersione dell’anima che si estende nel passato mediante la memoria, si concentra nel presente mediante l’attenzione e si protende verso il futuro mediante l’attesa10.

Quando l’esistenza dell’uomo rimane confinata esclusivamente nella dimensione del Chronos—il tempo lineare, seriale e quantitativo della biologia e degli eventi esteriori—l’anima vive una condizione di dolorosa frammentazione5. La distentio animi, priva di un centro di gravità teleonomico, coincide con l’esperienza dell’invecchiamento biologico, della caducità delle cose e dell’angoscia della dissoluzione10. È la condizione dell’individuo assoggettato alle sollecitazioni dell’ambiente e guidato da un determinismo meccanicista che ne disgrega l’unità interiore4.

La Kairologia elaborata dal Prof. Brera rispecchia e sistematizza in chiave medico-epistemologica questa intuizione agostiniana4. Il Chronos rappresenta la coordinata temporale in cui agiscono i processi deterministici della materia e le leggi di usura allostatica dell’organismo4. Il Kairos, di contro, è l’attimo propizio e denso di significato nel quale la libertà e la trascendenza irrompono nella successione cronologica, consentendo alla persona di riappropriarsi della propria identità4. Il passaggio fondamentale dal Chronos al Kairos si attua, nella prospettiva di Agostino, allorché la distentio animi viene riassorbita e trasfigurata nella intentio: il raccoglimento interiore mediante il quale l’anima orienta la totalità delle sue facoltà verso la Verità immutabile ed eterna10.

In questa transizione ermeneutica, il Kairos non si riduce a un’occasione contingente o a un mero dato cronometrico, ma costituisce il punto di incontro sinallagmatico tra la sollecitazione della Grazia trascendente e la determinazione responsabile del soggetto4. È l’istante in cui la domanda ontologica inscritta nella natura umana trova il suo compimento, trasformando la percezione del tempo da una catena angosciosa di momenti transitori a una trama unificata e dotata di salvezza e integrità5.

L’Inquietudine Giovanile come Espressione della Costante Kairologica (K)

Il celebre incipit del Libro I delle Confessioni— «Nos fecisti ad te et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te» —si configura come l’anticipazione teologica della Costante Kairologica (K) teorizzata dall’epistemologia dell’Università Ambrosiana5. Secondo la prospettiva del Prof. Brera, la natura umana è portatrice di un codice semantico nativo che rifiuta intrinsecamente il vuoto di senso e l’assenza di valore5. L’inquietudine del cuore agostiniano non deve pertanto essere interpretata come un’anomalia psicopatologica primaria o un disturbo d’ansia privo di scopo, bensì come il segnale fisiologico ed epistemologico della teleonomia umana, la quale sollecita continuamente la persona alla ricerca della Verità, dell’Amore e della Bellezza5.

Durante la giovinezza vissuta a Tagaste, Madaura e Cartagine, la vicenda personale di Agostino rispecchia fedelmente la fenomenologia dello sviluppo giovanile studiata dall’Adolescentologia e dalla Kairologia clinica1. In questa fase esistenziale, la spinta energetica ed ontologica della Costante Kairologica (K) agisce con la massima intensità; ciononostante, i fattori relativi all’interpretazione (Iq) e alla scelta (Cq) risultano contrassegnati da una marcata inadeguatezza e frammentazione5.

La ricerca di risposta alla domanda di amore assoluto si arena inizialmente nell’edonismo e nel possesso affettivo transitorio, dove il bene creato viene erroneamente sostituito alla fonte del Bene. Sul piano intellettuale, la sete di verità spinge Agostino ad aderire per circa un decennio al dualismo manicheo. Sotto il profilo kairologico, l’ipotesi manichea offriva un valore di Interpretation Quality (Iq) gravemente difettoso: essa tentava di risolvere il problema del male attribuendolo a un principio cosmico ontologico estrinseco, deresponsabilizzando la libertà del soggetto e paralizzando le sue capacità decisionali (Cq). Contemporaneamente, l’esigenza di affermazione della personalità veniva alienata nella rincorsa della gloria retorica e del successo sociale.

Questo divario ermeneutico genera ciò che la Kairologia definisce il “grido dello spirito”: una condizione di sofferenza profonda che sorge inevitabilmente allorché le istanze ontologiche dell’individuo non incontrano risposte oggettive adeguate5. La dissociazione tra il sé genetico (le potenzialità innate) e il sé ideale (i valori riduttivi o distorti perseguiti) ostacola la strutturazione del Real Self4. Nella formula della relatività della salute, l’incompatibilità tra un valore elevatissimo di K e valori scadenti o fuorvianti di Iq e Cq riduce drasticamente il Health Probabilty (Hp) di Agostino, traducendosi in un distress prolungato, in instabilità affettiva e in manifestazioni somatico-ansiose5.

La Svolta Ermeneutica e la Grazia: Iq, Cq e il Kairos di Milano

La maturazione dell’itinerario agostiniano raggiunge il proprio vertice epistemologico e clinico nel soggiorno a Milano, tappa in cui si realizza la ristrutturazione profonda dei parametri dell’equazione kairologica5.

La prima trasformazione cruciale concerne l’innalzamento della Interpretation Quality (Iq)5. L’incontro con la figura del vescovo Ambrogio e l’assidua frequenza alla sua predicazione, unitamente alla lettura dei testi dei filosofi neoplatonici, forniscono ad Agostino una nuova chiave ermeneutica1. Egli apprende che le Scritture non devono essere interpretate secondo un letteralismo rigido, ma attraverso una lettura spirituale e allegorica; nello stesso tempo, comprende che il male non costituisce una sostanza ontologica cosmica, bensì una privatio boni dovuta al disordine dell’atto volitivo. Questa riqualificazione cognitiva ed ermeneutica eleva straordinariamente il valore di Iq, restituendo alla realtà un ordine intellegibile guidato dalla Provvidenza e liberando la responsabilità della persona5.

Nonostante il progresso ermeneutico, l’integrazione della persona rimane incompiuta fino a quando l’interpretazione non si traduce in un atto volitivo e decisionale risolutivo5. L’evento drammatico del giardino di Milano rappresenta l’archetipo perfetto dell’esperienza kairologica4. Agostino versa in uno stato di lacerante tensione interiore, sospeso tra la consapevolezza razionale della Verità e la resistenza delle vecchie abitudini comportamentali. Sentendo l’invocazione infantile «Tolle, lege; tolle, lege», egli non interpreta l’accaduto come una coincidenza banale, ma come un segno provvidenziale e individuale ad esso direttamente rivolto5.

L’apertura istantanea delle Lettere di San Paolo e la lettura del brano di Romani 13, 13-14 costituiscono il momento preciso del Kairos4. In quell’istante si fondono la sollecitazione esterna del testo sacro, il livello apicale di Interpretation Quality (Iq) e l’atto supremo di Choices Quality (Cq): la volontà aderisce interamente alla Verità riconosciuta4.

La risposta decisionale si manifesta attraverso scelte operative di altissimo valore etico ed esistenziale (Cq): Agostino rassegna le dimissioni dalla cattedra di retorica, scioglie i legami concubinari, si ritira con gli amici a Cassiciaco per prepararsi al battesimo e dedica l’intera sua vita al ministero episcopale e allo studio teologico5. L’allineamento dei tre fattori dell’equazione kairologica permette alla Costante Kairologica (K) di trovare il suo appagamento oggettivo, determinando il raggiungimento del massimo potenziale di salute (Hp) e la nascita del Real Self unificato nella Grazia4.

Epigenetica, Allostasi e Salute Persona-Centrata nel Percorso Agostiniano

L’analisi dell’itinerario agostiniano secondo il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e della Kairologia trova un fondamentale complemento nello studio dei meccanismi bio-psicologici e psiconeuroendocrineimmunologici (PNEI) che governano la salute dell’essere umano1.

La ricerca promossa dall’Università Ambrosiana ha ampiamente dimostrato come il vissuto esistenziale, la qualità delle relazioni interpersonali e il soddisfacimento della domanda innata di significato agiscano direttamente sulla regolazione del carico allostatico e sulla modulazione epigenetica del genoma5. Nelle Confessioni, Agostino documenta con precisione clinica i sintomi somatici che accompagnarono la fase più acuta della sua crisi intellettuale e morale prima della conversione: senso di soffocamento, fitte al torace e un’improvvisa indisposizione della voce (oppressio pectoris).

Dal punto di vista della scienza interazionista, questi disturbi rappresentano la traduzione somatica di un carico allostatico cronico indotto dal dissidio tra la spinta teleonomica del fattore K e l’inadeguatezza delle risposte ermeneutiche e comportamentali (Iq e Cq)5. Il perenne stato di allarme neurovegetativo, alimentato dalla frustrazione ontologica, determinava un’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, con conseguente alterazione dei pattern neurotrasmettitoriali e citochinici7.

L’evento della conversione e l’ingresso nella dimensione kairologica determinano un immediato e profondo reset allostatico5. Il perfetto allineamento tra la percezione di senso (Iq) e l’azione pratica (Cq) disattiva l’iperattivazione dello stress cronico, ripristinando la fisiologica flessibilità neurovegetativa7. L’esperienza della riconciliazione ontologica e spirituale agisce come un potente segnale epigenetico protettivo, in grado di modulare favorevolmente l’espressione genica, rafforzare le difese immunitarie e promuovere la resilienza sistemica della persona5.

Agostino attesta in tal modo come la salute non sia identificabile con la semplice assenza di patologia d’organo, bensì con uno stato dinamico di armonia, adattamento creativo e autorealizzazione dell’individuo nella propria totalità biologica, psicologica e spirituale3.

Sintesi Comparativa dei Processi Kairologici e Agostiniani

La sottostante tabella analitica pone in diretta comparazione le tappe biografiche ed esistenziali di Sant’Agostino con i costrutti clinici, epistemologici e PNEI appartenenti alla Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera4:

Tappa Biografica di Sant’Agostino Dimensione Temporale Predominante Dinamica dei Parametri Kairologici (Hp=K⋅[Iq×Cq) Correlati Clinici, Psiconeuroendocrini e PNEI Esito sulla Persona e Realizzazione del Sé
Giovinezza a Cartagine (Edonismo e Retorica) Chronos incontrollato; dominanza della Distentio animi K elevato; Iq riduttivo (edonistico); Cq frammentato e instabile Inquietudine ontologica, alterazioni dell’umore, “grido dello spirito” Ricerca sterile di appagamento nei beni transitori; scissione dell’identità personale4
Adesione al Manicheismo (Ricerca del Senso) Chronos intellettualizzato; illusione ermeneutica K elevato; Iq distorto (dualismo cosmico); Cq deresponsabilizzato Carico allostatico persistente da risonanza emotiva irrisolta e colpevolezza Paralisi della decisione etica; persistenza del vuoto interiore e dell’ansia5
Soggiorno a Milano (Predicazione di Ambrogio) Transizione al Kairos; avvio della Intentio interiore K elevato; Iq in forte crescita (esegesi allegorica); Cq in tensione acuta Somatizzazione del conflitto esistenziale (oppressio pectoris, sintomi respiratori) Disintegrazione delle false strutture interpretative; preparazione alla scelta7
Epifania del Giardino (Evento del Tolle, Lege) Kairos Perfetto (Momento Opportuno Salvifico) K trova saturazione nell’incontro tra l’apice di Iq e l’atto puro di Cq Crollo del carico allostatico; reset neurovegetativo e riconfigurazione PNEI Nascita del Real Self; unificazione teleonomica e guarigione spirituale4
Maturità Episcopale (Ippona) Kairos interiorizzato; vita centrata nella Grazia Hp al massimo valore teorico e pratico (K, Iq, Cq in perfetta armonia) Elevata resilienza biologica e sistemica; stabilità immunitaria e allostasi ottimale Piena attuazione della Salute Persona-Centrata; fecondità teologica ed etica7

Conclusioni

L’indagine sistematica della vita, delle opere e della trasformazione interiore di Sant’Agostino d’Ippona condotta mediante l’ermeneutica della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera dimostra la straordinaria validità di questo paradigma clinico ed epistemologico per la comprensione dell’essere umano1.

La traiettoria esistenziale agostiniana si attesta come la convalida storica e fenomenologica della legge della relatività della salute: l’uomo non può conseguire una vera integrità biologica, psicologica e relazionale se non rispondendo in modo coerente alla spinta teleonomica espressa dalla Costante Kairologica (K)5. Soltanto attraverso l’innalzamento della qualità interpretativa della realtà (Iq) e la deliberazione di scelte etiche ad altissima coerenza (Cq) la persona può superare la dispersione angosciosa del tempo cronologico (Chronos) e accedere alla dimensione rigeneratrice del Kairos5.

In ultima analisi, Sant’Agostino si conferma l’archetipo universale dell’uomo che, attraverso il travaglio dell’inquietudine ontologica e il superamento dei riduzionismi del suo tempo, giunge alla piena scoperta del proprio codice semantico interiore5. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona offrono alla scienza e alla clinica contemporanee il quadro teorico e metodologico indispensabile per accompagnare l’individuo nel medesimo cammino: dal determinismo della malattia e della frammentazione temporale alla maieutica della dignità, della salute integrale e della libertà della persona5.

Bibliografia

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2.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

3.ResearchGate. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA – Head of Department at Ambrosiana University [Profilo ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera

4.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia/

5.Comitato Sanitario Nazionale. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 giu 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/

6.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescenti [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescenti/

7.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

8.Brera GR. Person Centered Medicine: Theory, Teaching, Research [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch

9.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [PDF]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf

10.Mimesis Edizioni. Tempo al Tempo [PDF]. Milano-Udine: Mimesis Edizioni; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.mimesisedizioni.it/download/12507/7b519f6781f2/tempo-al-tempo.pdf

11.ResearchGate. Catturare il divenire. Modi e rappresentazioni della temporalità: “aión”, “khrónos”, “kairós” [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; 2019 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/336900377_Catturare_il_divenire_Modi_e_rappresentazioni_della_temporalita_aion_khronos_kairos

12.Comitato Sanitario Nazionale. Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; 4 lug 2026 [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/04/le-opere-di-misericordia-alla-luce-della-medicina-centrata-sulla-persona-e-delladolescentologia-clinica-sintesi-epistemologica-allostatica-e-kairologica/

13.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm

14.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio articoli]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/

15.Comitato Sanitario Nazionale. Giuseppe Rodolfo Brera [Archivio articoli]. Roma: Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/giuseppe-rodolfo-brera/

16.ResearchGate. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [PDF su ResearchGate]. Berlin: ResearchGate GmbH; [citato il 27 ago 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407289618_Il_Ruolo_del_Medico_nella_Medicina_Centrata_sulla_Persona_Dall’Analfabetismo_Epistemologico_alla_Maieutica_della_Dignita

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 28/08/2026. Omaggio a S. Agostino in occasione della sua memoria liturgica Punto di riferimento fondamentale della Scuola Medica di Milano per lo sviluppo della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona

La Burocrazia come Limite della Medicina Generale nell’Assistenza alla Cronicità: Analisi Epistemologica e Clinica alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract The escalating burden of chronic non-communicable diseases represents one of the most critical challenges facing contemporary healthcare systems. In primary care, general practitioners (GPs) are increasingly constrained by an overwhelming administrative burden, characterized by redundant bureaucratic tasks, rigid prescribing protocols (such as Piani Terapeutici and restrictive AIFA notes), and fragmented digital documentation. This report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of how bureaucratic hypertrophy alienates general practice, compromising the therapeutic relationship and worsening health outcomes for chronic patients. Framed within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this study demonstrates that bureaucratic reductionism stems from a mechanistic, biomolecular model that treats human health as a mere technical-statistical entity.

Through the theoretical lenses of Kairology, Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), Relational Epigenetics, and the Health Relativity Theory, administrative friction is identified as a major allostatic stressor that impairs patient coping mechanisms and induces physician burnout. Empirical data from Ambrosiana University demonstrate that replacing bureaucratic compliance with the Person-Centered Clinical Method (PCCM) leads to a 95% improvement in patient understanding, a 75% increase in quality of life, a 70% reduction in unnecessary diagnostic tests and drug prescriptions, and a 55% decrease in avoidable hospitalizations. Reorganizing chronic care around the teleonomic nature of the human person—integrating body, mind, and spirit—is essential to overcome administrative alienation and restore the physician’s role as a maieuta of human dignity.

Keywords Person-Centered Medicine; Giuseppe R. Brera; General Practice; Chronic Disease Management; Administrative Burden; Person-Centered Clinical Method (PCCM); Epigenetics; Kairology.

Introduzione e Inquadramento del Problema: La Cronicità Sovraccaricata dalla Burocrazia

La gestione delle patologie croniche non trasmissibili — quali le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le patologie neurodegenerative e quelle autoimmuni — costituisce la sfida prioritario-strutturale dei moderni sistemi sanitari universalistici1. L’invecchiamento progressivo della popolazione e l’aumento della multimorbilità impongono una riorganizzazione radicale dell’assistenza primaria, collocando il Medico di Medicina Generale (MMG) al crocevia fondamentale tra la tutela della salute pubblica e la presa in carico clinica del singolo individuo1. Tuttavia, la medicina territoriale si trova oggi sommersa da una profonda crisi d’identità e di sostenibilità, determinata dall’ipertrofia degli adempimenti burocratici e amministrativi che soffocano l’atto medico quotidiano2.

Il Medico di Medicina Generale, la cui funzione originaria si fonda sulla continuità relazionale, sulla fiducia interpersonale e sulla visione olistica del paziente nel suo contesto di vita, si trova progressivamente trasformato in un mero compilatore di dati e intermediario burocratico per conto delle istituzioni regolatorie e assicurativo-sanitarie5. L’introduzione capillare di flussi informativi rigidi, prescrizioni vincolate da registri regionali, Piani Terapeutici (PT) cartacei o digitali di complesso rinnovo, Note AIFA vincolanti e procedure farraginose per l’accesso alle prestazioni specialistiche ha frammentato il tempo dedicato all’ascolto clinico5.

Studi condotti sull’organizzazione della Primary Care evidenziano come una quota compresa tra il 25% e il 40% dell’orario di lavoro giornaliero del medico di famiglia sia assorbita da mansioni di natura puramente amministrativa, del tutto prive di valore aggiunto clinico2. Nel contesto italiano, circa il 27% delle consultazioni di medicina generale risulta potenzialmente evitabile, essendo generate da inefficienze del sistema di prenotazione esterna, ritardi nelle comunicazioni di dimissione ospedaliera o richieste di rinnovo prescrittivo formale di terapie stabili da anni5.

La burocrazia in medicina non rappresenta una semplice disfunzione organizzativa o un inconveniente logistico; essa costituisce un vero e proprio ostacolo epistemologico e clinico10. Riducendo l’incontro clinico a una sequenza di adempimenti procedurali e codifiche nosografiche, il sistema burocratico aliena il medico dalla sua missione maieutica e declassa il paziente cronico a mero portatore di organo malato o consumatore di risorse1. Per comprendere la radice di tale fallimento e delineare una via di superamento scientificamente e clinicamente fondata, appare necessario analizzare il problema alla luce della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), il paradigma scientifico ed epistemologico ideato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana11.

L’Anatema Burocratico e la Crisi Epistemologica della Medicina Contemporanea

La Genesi Riduzionista dell’Ipertrofia Amministrativa

La deriva burocratica della medicina generale trae origine dal predominio del paradigma riduzionista e biomolecolare, consolidatosi nel corso del XIX e XX secolo11. Tale modello, fondato su un determinismo meccanicista, concepisce la malattia come un’alterazione puramente anatomo-patologica o biochimica del corpo-macchina, e la salute come semplice assenza di sintomi o parametri alterati12. In questa prospettiva, la soggettività del paziente, la sua vita emotiva, le sue credenze, la sua ricerca di significato e il suo contesto socio-relazionale vengono espunti dall’equazione diagnostico-terapeutica, poiché considerati variabili non quantificabili o irrilevanti10.

L’applicazione di questo riduttivismo bio-meccanico alla gestione della sanità pubblica ha prodotto il fenomeno della medicina amministrata o gestionale10. Nell’illusione di poter controllare la spesa sanitaria e misurare l’efficacia clinica attraverso algoritmi e indici di performance quantitativi, i sistemi sanitari hanno moltiplicato le strutture di controllo burocratico4. Le norme prescrittive, quali i Piani Terapeutici per farmaci biotecnologici, antidiabetici di nuova generazione, anticoagulanti orali diretti o la triplice terapia per la BPCO, sono nate inizialmente come strumenti di monitoraggio della spesa e dell’appropriatezza8. Tuttavia, col passare degli anni e con il consolidamento delle evidenze di efficacia e sicurezza di questi principi attivi, la permanenza di tali vincoli si è trasformata in un puro vincolo formale9.

Come denunciato dalle principali rappresentanze della professione medica (tra cui la FNOMCeO), l’obbligo di rinnovo periodico dei Piani Terapeutici da parte dei soli specialisti ospedalieri genera milioni di visite ridondanti ogni anno, costringendo i pazienti cronici — spesso anziani e fragili — a continui spostamenti tra presidi territoriali e ospedali al solo scopo di ottenere un timbro o una firma9. Si stima che l’eliminazione dei Piani Terapeutici obsoleti e la loro sostituzione con note prescrittive ordinarie o con l’apertura della prescrizione ai medici di medicina generale libererebbe oltre cinque milioni di visite specialistiche all’anno, restituendo tempo clinico prezioso sia agli specialisti sia ai medici di famiglia9. La persistenza di queste barriere burocratiche sottrarre importanti risorse assistenziali ai casi complessi o di nuova diagnosi e costringe il medico di medicina generale a un estenuante lavoro di rincorsa burocratica, trasformando la ricettazione in una pratica difensiva e alienante6.

Analfabetismo Epistemologico e Alienazione Professionale

Questo fenomeno riflette ciò che Brera e Galante definiscono analfabetismo epistemologico della medicina contemporanea: l’incapacità dell’istituzione sanitaria e dei suoi operatori di riconoscere i fondamenti concettuali e le teorie scientifiche che sottendono l’atto clinico10. Credendo che la medicina sia una scienza dura al pari della fisica classica determinista, il sistema sanitario tratta i processi vitali e assistenziali come sequenze di causa-effetto programmabili via software10.

L’effetto immediato di questo analfabetismo è la depersonalizzazione della cura5. Il medico, sopraffatto da schermi di computer, alert prescrittivi, scadenze amministrative e minacce di rivalsa contabile per presunte inappropriatezze, soffre di un marcato fenomeno di burnout professionale2. Il tempo della visita, prescrittivamente ridotto a pochi minuti dai carichi di lavoro, viene assorbito dall’inserimento dati, lasciando spazio insufficiente alla comprensione della persona malata2. Si produce così una cesura drammatica nel rapporto medico-paziente: il malato si sente inascoltato e reificato; il medico percepisce la propria professione declassata da arte maieutica ed etica a mansione d’ordine burocratico5.

Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Teorici ed Epistemologici

Per superare la paralisi prodotta dall’ipertrofia burocratica nella cura della cronicità, la scienza medica necessita di un cambiamento di paradigma11. Questo cambiamento è stato teorizzato e sviluppato a partire dal 1998 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, attraverso la formulazione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la stesura del suo fondamentale Manifesto Epistemologico nel 1999-200011.

I Pilastri Epistemologici del Manifesto della Medicina Centrata sulla Persona

La Medicina Centrata sulla Persona scompagina il riduzionismo biomolecolare senza negare i contributi della ricerca biologica, ma integrandoli in una visione antropologica completa e non deterministica12. I concetti cardine definiti nel Manifesto Epistemologico (Anno Domini 2000) e negli sviluppi successivi costituiscono il presupposto filosofico e scientifico per rifondare l’assistenza al paziente cronico10:

  1. La Teleonomia della Natura Umana: L’essere umano non è un mero aggregato meccanico mosso unicamente da spinte istintuali o reazioni chimiche deterministiche, ma è una realtà intrinsecamente teleonomica12. La teleonomia è definita da Brera come la tendenza naturale, consapevole o inconscia, della persona a costruire la propria natura umana come una realtà orientata alla Verità, all’Amore e alla Bellezza 12. Nella cura della cronicità, la malattia non cancella questa spinta teleonomica; al contrario, la sofferenza e la limitazione biologica pongono al paziente una drammatica domanda di senso che richiede una risposta integrata12.
  2. La Persona come Soggetto Tridimensionale Integrato: La persona è considerata un soggetto unico e irripetibile nella sua globalità, dal concepimento alla morte naturale, strutturato dall’interazione costante e di pari dignità etico-epistemologica di tre dimensioni: il Corpo (la globalità dinamica dei fenomeni biologici e fisiologici), la Mente (il mondo simbolico, affettivo, percettivo, cognitivo e comportamentale) e lo Spirito (la naturale e inalienabile domanda di significato, di trascendenza e di orientamento valoriale dell’esistenza)12. Questi tre mondi non coesistono come entità separate, ma interagiscono in modo teleonomico bidirezionale12. Le scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica e della neurobiologia confermano scientificamente che lo stato emotivo, i significati attribuiti all’esistenza e la qualità delle relazioni umane modificano direttamente la trascrizione genica, la risposta immunitaria e la funzione neuroendocrina10.
  3. La Teoria della Relatività Indeterminata dei Fenomeni Biologici al Coping: Dimostrata da Brera, la Teoria della Relatività dei Fenomeni Biologici stabilisce che la reattività biologica e l’esordio o la progressione di una patologia non sono dati assoluti e deterministici, ma sono relativi alla possibilità e alla qualità del coping della persona, ossia alla sua capacità biologica, psicologica e spirituale di affrontare ed elaborare gli eventi di vita stressanti (interni ed esterni)12. Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) riprogramma costantemente i processi vitali attraverso la simbolizzazione affettiva ed esistenziale10.
  4. Il Nuovo Concetto di Salute: Nel paradigma di Brera, la salute cessa di essere un concetto statico o un semplice stato negativo (“assenza di malattia”) per diventare il lavoro attivo e dinamico di costruzione da parte della persona di fattori protettivi che neutralizzano i fattori di rischio12. La salute si rivela nelle possibilità e nella qualità del coping nel proprio stile di vita, ed è fondamentalmente definita come “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”12.
  5. Il Medico come Maieuta della Dignità Umana e l’Incontro Kairologico: La cura clinica trova il suo culmine nella relazione interpersonale12. L’incontro tra medico e paziente non è un atto burocratico o una transazione commerciale, ma un Kairos — il momento opportuno di grazia e di svolta in cui la sofferenza o la gioia consentono alla persona di scoprire la propria irriducibile dignità12. Il medico agisce come un maieuta, aiutando il paziente a far emergere le proprie risorse interiori e a diventare il protagonista attivo del proprio processo di guarigione o di adattamento creativo alla cronicità10.

Fisiopatologia Relazionale e PNEI: L’Impatto Biologico del Vincolo Amministrativo

La decontestualizzazione burocratica dell’assistenza sanitaria danneggia direttamente la fisiologia del paziente cronico10. L’analisi interazionista e PNEI sviluppata presso la Scuola Medica di Milano rivela una serie di relazioni causali di secondo e terzo ordine tra l’ipertrofia burocratica e il peggioramento delle patologie croniche10.

Quando il Medico di Medicina Generale è costretto a dedicare il tempo della consultazione alla compilazione di campi informatici e moduli di autorizzazione, il contatto visivo, l’ascolto empatico e l’esame fisico vengono drasticamente ridotti6. Dal punto di vista della Epigenetica Relazionale e Morale — disciplina approfondita da Brera e Galante —, la mancanza di sintonizzazione affettiva e di accoglienza maieutica viene percepita dalla persona malata come un segnale di minaccia ed estraniamento10.

Questa percezione soggettiva attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e il sistema nervoso simpatico del paziente12. La prolungata secrezione di cortisolo e catecolamine, indotta dallo stress relazionale e dalla frustrazione burocratica (ad esempio la paura di non ottenere il rinnovo di un farmaco essenziale o di non poter prenotare una visita di controllo), innesca un carico allostatico disfunzionale12. A livello epigenetico, lo stress cronico altera i pattern di metilazione del DNA nei promotori dei geni che regolano i recettori dei glucocorticoidi (come il gene NR3C1) e le citochine pro-infiammatorie17. Nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari, diabete o malattie autoimmuni, ciò si traduce in un aumento dello stato infiammatorio sistemico (IL 6, TNFα), favorendo la progressione della patologia organica e scompensando l’equilibrio metabolico ed emodinamico17.

Il sistema burocratico costringe il medico ad adottare una diagnostica e una prescrittiva basate quasi esclusivamente sul dato nosografico e laboratoristico (l’ansia della codifica o “ansia nosografica”)10. Anziché valutare le risorse di coping del paziente e sostenere la sua motivazione al cambiamento dello stile di vita, il medico burocratizzato applica rigidi protocolli farmacologici10. Tuttavia, un paziente cronico privo di una relazione terapeutica significativa e disorientato dai cavilli amministrativi sviluppa un profondo senso di impotenza appresa (learned helplessness)1. La perdita di fiducia nell’alleanza terapeutica riduce drasticamente l’aderenza ai trattamenti e spinge il paziente a consultazioni inappropriate o all’uso incontrollato del pronto soccorso, determinando l’esatto contrario dell’appropriatezza e del contenimento della spesa perseguiti in teoria dai regolatori burocratici2.

Analisi Comparativa dei Modelli Assistenziali ed Evidenze Cliniche

Per comprendere appieno l’abisso che separa la gestione burocratico-riduzionista dall’applicazione del paradigma centrato sulla persona, è opportuno confrontare direttamente i due modelli di assistenza alla cronicità e analizzare le evidenze empiriche di efficacia clinica raccolte presso l’Università Ambrosiana10.

Confronto Paradigmatico nell’Assistenza Primaria

 

Dimensione di Analisi Paradigma Biomedico-Burocratico (Medicina Amministrata) Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Giuseppe R. Brera)
Epistemologia di fondo Determinismo meccanicista, riduzionismo biomolecolare, positivismo quantitativo12. Interazionista, teleonomico, indeterminato, complesso (S-B-E System)12.
Oggetto della Cura La malattia organica, la patologia nosografica, la codifica ICD, il parametro alterato10. La Persona malata nella sua tridimensionalità globale: Corpo, Mente e Spirito12.
Ruolo del Medico Esecutore tecnico di protocolli, compilatore di flussi informativi e gestore di Piani Terapeutici6. Maieuta della Dignità Umana, educatore alla salute, ricercatore delle risorse di coping10.
Ruolo del Paziente Recettore passivo di prescrizioni, oggetto di adempimenti burocratici e verifiche di conformità1. Soggetto attivo, protagonista teleonomico della propria salute e costruttore di fattori protettivi12.
Natura della Relazione Transazionale, burocratica, spesso difensiva e frammentata dal sovraccarico informatico5. Alleanza terapeutica maieutica, incontro interpersonale fondato sul significato (Kairos)12.
Gestione della Cronicità Frammentazione in linee guida rigide, vincoli di Nota AIFA e Piani Terapeutici specialistici9. Integrazione della clinica con l’epigenetica relazionale e potenziamento del Coping individuale10.
Definizione di Salute Assenza di malattia organica o rientro nei range dei parametri di laboratorio12. Costruzione dinamica di fattori protettivi per la realizzazione della persona (verità , amore, bellezza))12.

Evidenze Empiriche di Efficacia del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)

L’adozione del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) ideato da Brera non rappresenta soltanto un’istanza etica o filosofica, ma dimostra una superiore efficacia clinica ed economica rispetto alla pratica burocratizzata11. Studi condotti presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana hanno quantificato l’impatto dell’applicazione del PCCM da parte dei medici di medicina generale nella gestione dei pazienti con patologie croniche13.

 

Indicatore Clinico / Assistenziale Modello Burocratico-Standard Modello Centrato sulla Persona (PCCM) Variazione Percentuale / Impatto
Comprensione profonda della persona del paziente Superficiale / Parziale (focalizzata sul sintomo nosografico)10 Ottimale e globale (valutazione tridimensionale Corpo-Mente-Spirito)12 +95% dei casi con comprensione globale13
Miglioramento della Qualità della Vita (QoL) Stazionaria o in declino legato al Carico Allostatico12 Incremento significativo e percezione di benessere integrato12 +75% dei pazienti con miglioramento QoL13
Prescrizioni farmacologiche ridondanti o inappropriate Elevate (generate da medicina difensiva e cascata prescrittiva)10 Drasticamente ridotte grazie alla focalizzazione sui fattori protettivi12 -70% di farmaci inutili prescritti13
Richiesta di esami diagnostici e specialistici inutili Ipertrofica (spinta dall’ansia nosografica del medico e del paziente)2 Minimizzata attraverso la chiarificazione clinica maieutica10 -70% di accertamenti tecnici inutili

[cite: 13]

Ospedalizzazioni e accessi impropri in Pronto Soccorso Frequenti causa scompenso allostatico e fallimento del coping1 Drasticamente abbattute per merito della tenuta dell’alleanza relazionale5 -55% di ricoveri ospedalieri evitabili

[cite: 13]

L’analisi di queste evidenze dimostra un apparente paradosso: la burocrazia, introdotta dai sistemi di governo sanitario per contenere i costi, finisce per far lievitare la spesa globale, inducendo risposte cliniche ed esami difensivi, scompensi organici da stress relazionale e ricoveri evitabili5. Al contrario, l’investimento sulla qualità della relazione terapeutica e sulla formazione dei medici al Metodo Clinico Centrato sulla Persona produce un imponente risparmio di risorse economiche e di sofferenza umana13.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Diacrisi come Risposta Operativa

Per affrancare la Medicina Generale dalle secche della burocrazia alienante, non è sufficiente semplificare le norme amministrative; è necessario che il medico acquisisca una nuova metodologia clinica rigorosa e scientificamente validata10. Tale metodologia è rappresentata dal Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), introdotto nell’insegnamento universitario della Scuola Medica di Milano fin dal 199811.

Il PCCM sostituisce la diagnosi puramente nosografica con il concetto operativo di Diacrisi10. La Diacrisi è l’atto sintetico-interpretativo che integra simultaneamente due dimensioni fondamentali:

  1. La Diagnosi di Persona: l’identificazione della struttura di personalità del paziente, delle sue risorse evolutive, del suo stile di coping, dei suoi fattori protettivi, della sua domanda spirituale ed esistenziale di senso e della qualità delle sue relazioni interpersonali12.
  2. La Diagnosi di Malattia: la valutazione scientifica rigorosa dei segni, dei sintomi, delle alterazioni anatomo-fisiologiche e dei parametri bio-umorali relativi alla patologia cronica12.

La Diacrisi consente al medico di non rimanere ostaggio dell’ansia nosografica — che spinge alla sovra-prescrizione di farmaci ed esami per coprire ogni minima deviazione dalla norma statistica — ma di interpretare il dato biologico all’interno della storia unica della persona10.

Un elemento fondante del PCCM nella gestione della cronicità è l’applicazione del Counselling Medico, ideato da Brera nel 199111. Il Counselling Medico non è una forma di psicoterapia, né una semplice consulenza informale, ma una tecnica clinica maieutica attraverso la quale il medico guida il paziente a prendere consapevolezza delle proprie possibilità di salute e di scelta etico-esistenziale10.

Come evidenziato dalle ricerche di Galante sulla funzione della Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona, la guarigione o la stabilizzazione di una malattia cronica dipendono dall’attivazione della risposta volitiva e morale del paziente10. Un sistema burocratico tratta il paziente come un soggetto passivo da controllare; il Counselling Medico, al contrario, stimola la risposta teleonomica e la volontà di guarire, aiutando il malato a riorganizzare il proprio stile di vita, la propria alimentazione, la propria attività fisica e le proprie risposte allo stress12. Attraverso questo percorso maieutico, la persona cronica smette di vivere la terapia come un’imposizione esterna soffocata da adempimenti burocratici e la trasforma in una scelta libera e responsabile per la realizzazione della propria vita10.

Conclusioni e Prospettive Politico-Sanitarie

L’analisi condotta dimostra in modo inequivocabile che l’ipertrofia burocratica costituisce un vero e proprio limite strutturale, clinico ed epistemologico per la Medicina Generale nell’assistenza alle persone con patologie croniche1. Riducendo la pratica medica a un esercizio di conformità amministrativa, il sistema sanitario contemporaneo soffoca la relazione terapeutica, induce il burnout nei professionisti della salute e innesca reazioni di stress allostatico nei pazienti, con il risultato di peggiorare i quadri clinici e far lievitare i costi assistenziali globali5.

Il superamento di questa crisi richiede una rivoluzione scientifica e culturale che metta al centro il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera11. Alla luce dei principi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e delle evidenze empiriche disponibili, si tracciano le seguenti raccomandazioni politico-sanitarie e metodologiche9:

  1. Radicale Deburocratizzazione dell’Atto Prescrittivo: In linea con le istanze della FNOMCeO e i recenti aggiornamenti normativi (quali l’evoluzione della Nota AIFA 97, della Nota 99 e l’istituzione della Nota N01), è urgente eliminare l’obbligo di rinnovo specialistico per i farmaci d’uso consolidato nella cronicità8. La responsabilità prescrittiva deve essere restituita appieno al Medico di Medicina Generale, abilitandolo a gestire la continuità terapeutica senza interposizioni burocratiche9. Le Note AIFA devono tornare a essere strumenti trasparenti di guida all’appropriatezza scientifica e non cavilli amministrativi sanzionatori9.
  2. Riforma della Formazione Medica (Medical Education): È necessario superare l’analfabetismo epistemologico della classe medica introducendo nei corsi di Laurea in Medicina e nelle Scuole di Specializzazione in Medicina di Comunità e Cure Primarie l’insegnamento dell’epistemologia interazionista, della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica relazionale e della Teleonomia umana10. I medici di medicina generale devono essere addestrati all’uso della Diacrisi e delle tecniche di Counselling Medico, al fine di acquisire competenze relazionali rigorose per la conduzione dell’incontro clinico e la gestione maieutica del paziente cronico10.
  3. Riorganizzazione del Tempo Clinico e Risorse Territoriali: La legislazione e gli Accordi Collettivi Nazionali della Medicina Generale devono formalizzare e tutelare il tempo dell’ascolto e della comunicazione empatico-maieutica come prestazione clinica fondamentale, inderogabile e non sostituibile da adempimenti informatici (“tempo di relazione come tempo di cura”)22. Inoltre, le Aziende Sanitarie e le aggregazioni territoriali (Case di Comunità, COT, AFT) devono farsi carico della gestione amministrativa e del flusso dati attraverso segreterie dedicate e figure infermieristiche, liberando integralmente il medico di famiglia da compiti di codifica ed data-entry passivo2.

Soltanto affrancando la medicina generale dalle catene della burocrazia riduzionista e riorganizzando l’assistenza primaria attorno alla tridimensionalità della persona umana (Corpo, Mente e Spirito) sarà possibile garantire un’assistenza alla cronicità che sia scientificamente avanzata, economicamente sostenibile e autenticamente umana10.

 

Bibliografia

 

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8.Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano (OMCeO Milano). Archivio per: News. OMCeO Milano; Disponibile su: https://omceomi.it/news-2/

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12.Università Ambrosiana. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana; Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm

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27.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici. CSN; 2026 Ago 17. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/

28.Galante V. Epistemologia della Riforma Territoriale: Analisi Critica del Decreto-Legge Schillaci alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona. ResearchGate; 2026. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407288782_Epistemologia_della_Riforma_Territoriale_Analisi_Critica_del_Decreto-Legge_Schillaci_alla_Luce_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona

29.Doctor33. MMG privato, il Regno Unito fa sul serio. Ecco gli scenari a confronto con l’Italia. Doctor33; Disponibile su: https://www.doctor33.it/articolo/60353/mmg-privato-il-regno-unito-fa-sul-serio-ecco-gli-scenari-a-confronto-con-litalia

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 22/08/2026

 

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera

Epistemologia Kairologica e Santità Clinica: La Vita e l’Opera di San Giuseppe Moscati alla Luce del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe Rodolfo Brera[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, scientific work, and spiritual witness of Saint Giuseppe Moscati (1880–1927), reinterpreted through the theoretical framework of Kairology and Person-Centered Medicine (PCM), as formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University’s Milan School of Medicine. Moving beyond the Cartesian-Bernardian mechanistic paradigm that reduces clinical practice to chronological, metric measurement (Chronos), Kairology introduces the existential, qualitative, and teleonomic dimension of time (Kairos)—the opportune moment of grace, moral decision, and therapeutic encounter. Moscati’s pioneering biochemical contributions—particularly his groundbreaking research on glycogen metabolism, parenteral polysaccharide absorption, and his early clinical adoption of insulin in 1922—are synthesized with his personalist clinical vision, which recognized in every suffering person an immortal soul and an image of Christ. Through Brera’s Theory of the Relativity of Biological Reactions to Coping Quality (RBR) and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) principles, Moscati’s existential choice of selfless love and spiritual devotion is demonstrated to represent the operational realization of human teleonomy and relational epigenetics, establishing him as an archetype of the Kairological physician for contemporary medical science.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, San Giuseppe Moscati, Person-Centered Medicine, Epistemology, Epigenetics, Teleonomy, Glycogen Metabolism, Psychoneuroendocrinoimmunology.

Introduzione ed Inquadramento Epistemologico: Dalla Tirannia del Chronos al Dispiegamento del Kairos

La scienza medica contemporanea ha attraversato una profonda evoluzione epistemologica, segnata dalla necessità insostituibile di superare i limiti del riduzionismo biomolecolare e del positivismo di matrice bernardiana1. Tale paradigma deterministico, storicamente fondato sulla scissione cartesiana tra res cogitans e res extensa, ha ridotto per oltre un secolo l’organismo umano a un mero meccanismo biologico e la malattia a una semplice alterazione fisico-chimica della struttura molecolare, estromettendo la dimensione soggettiva, morale e spirituale dal nucleo primario dell’atto clinico1. A partire dai primi anni Novanta del Novecento, con la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) e la successiva fondazione della Scuola Medica di Milano presso l’Università Ambrosiana, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha promosso un radicale cambio di paradigma scientifico ed epistemologico1.

Il fulcro ermeneutico di questa trasformazione poggia sulla Kairologia, teoria formulata da Brera nel 1993 e formalizzata nel Manifesto della Kairologia del 19961. La Kairologia scardina la concezione classica del tempo clinico introducendo una distinzione categoriale tra due dimensioni temporali ontologicamente ed epistemologicamente opposte1:

  • Chronos: la temporalità quantitativa, misurabile, lineare e riduzionista propria della meccanica classica bernardiana1. Essa misura lo scorrere metrico dei processi biologico-invecchianti, la dinamica sintomatica e la successione temporale delle procedure diagnostico-terapeutiche1.
  • Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo di grazia, svelamento e sintesi creativa1. Esso costituisce l’istante esistenziale in cui la libertà, la responsabilità morale e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza, trasformando l’esperienza della sofferenza in un atto dotato di senso teleonomico1.

Applicare l’ermeneutica kairologica alla figura storica, scientifica e spirituale di San Giuseppe Moscati (1880–1927) consente di interpretare la sua straordinaria efficacia clinica e la sua statura umana non come eventi disgiunti dal rigore scientifico, ma come la prima anticipazione storica pienamente realizzata del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1. Moscati, insigne biochimico e primario dell’Ospedale Santa Maria del Popolo degli Incurabili di Napoli, ha saputo saldare la massima precisione della ricerca sperimentale con una percezione kairologica del malato, rivelando che la salute non costituisce uno stato statico né il mero risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di adattamento creativo e di realizzazione teleonomica1.

Il Profilo Scientifico di Giuseppe Moscati: Rigore Biochimico e Teleonomia della Natura Umana

Nel dibattito storiografico, la figura di Giuseppe Moscati è stata talvolta confinata entro una lettura agiografica che ne ha ridimensionato il profilo strettamente accademico, separando la sua profonda devozione dall’attività di ricerca biochimica. L’analisi diretta dei suoi contributi bibliografici rivela al contrario uno scienziato di livello internazionale, pienamente inserito nei circuiti d’avanguardia della Fisiologia e della Chimica Biologica della prima metà del Novecento13.

Le Ricerche Pionieristiche sul Glicogeno e sui Polisaccaridi

Moscati avviò la sua attività accademica nei laboratori dell’Istituto di Fisiologia dell’Università di Napoli, diretto da Filippo Bottazzi, figura di spicco della biochimica italiana13. In questo contesto, Moscati affrontò lo studio del metabolismo intermedio dei carboidrati con un approccio sperimentale quantitativo e rigoroso13.

Tra i suoi contributi più rilevanti, pubblicati sia su riviste italiane come gli Atti della R. Accademia Medico-Chirurgica di Napoli e la Riforma Medica, sia su testate internazionali quali Hoppe-Seyler’s Zeitschrift für Physiologische Chemie e gli Archives Italiennes de Biologie, figura la celebre trilogia di studi sulla salda d’amido somministrata per via parenterale13. Moscati dimostrò sperimentalmente che le soluzioni di amido iniettate per via sottocutanea o endovenosa non venivano prontamente eliminate attraverso le urine, ma venivano trattenute dai tessuti parenchimatosi e trasformate in glicogeno, identificando i meccanismi fisiologici di deposito dei polisaccaridi di riserva nell’organismo umano e animale13.

La sua indagine biochimica si estese a molteplici ambiti applicativi14:

  • Ostetricia e Medicina Legale: Isolò e quantificò il glicogeno nella placenta umana, analizzandone la curva di scomparsa post-partum e attribuendo a tale parametro un valore diagnostico e medico-legale14.
  • Fisiopatologia Muscolare: Determinò la concentrazione di glicogeno nei muscoli scheletrici e le modalità della sua consumazione post-mortem, correlando la riserva polisaccaridica allo stato di nutrizione e all’attività motoria14.
  • Diagnostica Pneumologica: Rilevò la presenza di glicogeno negli espettorati, definendone il significato prognostico nelle affezioni dell’apparato respiratorio14.
  • Farmacologia e Endocrinologia: Studiò l’azione della chinina sull’autolisi epatica e splenica, l’influenza della cloroformizzazione sul glicogeno muscolare e gli effetti metabolici determinati dall’ipofisectomia nei cani attraverso una tecnica chirurgica orbitaria originale14.

L’Introduzione dell’Insulinoterapia e la Libera Docenza

L’apertura di Moscati all’innovazione farmacologica e biochimica trovò un momento apicale nel gennaio del 192216. A pochissimi mesi dalle sperimentazioni cliniche condotte da Banting e Best a Toronto, Moscati fu tra i primissimi clinici in Italia a impiegare l’insulina per il trattamento del diabete mellito16. La sua familiarità con la fisiopatologia dei glucidi gli consentì di comprendere la portata di quella scoperta, salvando numerosi pazienti affetti da forme severe di patologia metabolica16.

Nel maggio del 1921, il Consiglio d’Amministrazione dell’Ospedale degli Incurabili nominò Moscati Primario16. Successivamente, nel giugno del 1922, la Commissione Ministeriale lo abilitò alla Libera Docenza in Clinica Medica Generale16. La Commissione esaminatrice, constatata la straordinaria profondità e l’originalità dei suoi lavori pubblicati, lo dichiarò idoneo all’unanimità, esonerandolo formalmente dalla prova pratica, dalla lezione e dalla discussione dei titoli14.

Dalla prospettiva della Medicina Centrata sulla Persona, l’operato di Moscati evidenzia l’assenza di frattura tra ricerca scientifica e ricerca del senso2. Per Moscati, la biologia molecolare manifesta una sottostante “teleonomia”—l’orientamento intrinseco della natura verso l’ordine, la verità e la vita1. Il rigore analitico del laboratorio non costituiva un fine autosufficiente, ma lo strumento per svelare la struttura del vivente e mettere la conoscenza al servizio dell’uomo allettato10.

La Lettura Kairologica dell’Atto Clinico Moscatiano: L’Ermeneutica Persona-Centrata

Nel modello biomedico meccanicista, l’atto medico è concepito come un intervento strettamente tecnico che si consuma nel tempo della misurazione cronologica (Chronos): la raccolta dei dati, l’esame obiettivo, la refertazione e la prescrizione della terapia1. La Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra invece che la cura reale avviene quando la relazione tra medico e paziente si trasforma in una co-costruzione kairologica, un momento opportuno in cui la sofferenza biologica viene integrata nella totalità della persona1.

La Trasformazione del Tempo Relazionale

La prassi clinica di Moscati presso l’Ospedale degli Incurabili e nel suo studio privato offre una testimonianza storica di approccio kairologico13. Moscati rifiutava la logica del tempo affrettato e burocratico1. L’incontro con la persona malata era vissuto come un momento non replicabile, all’interno del quale la diagnosi biologica si univa alla comprensione della situazione esistenziale, familiare ed economica del paziente1.

Questa visione emerge chiaramente dai suoi scritti personali e dalle sue lettere indirizzate ai colleghi e agli allievi10:

«Ricordatevi che, seguendo la medicina, vi siete assunti la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra madre sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all’invidia, disposto soltanto al bene»10.

In una seconda lettera, ammonendo contro i rischi dell’inaridimento riduzionista, Moscati precisava:

«Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata soltanto a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un’ancella del materialismo e dell’egoismo! E perciò per mantenerla al riparo da simile accusa, noi medici, in momenti supremi… ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un’anima, creatura di Dio»10.

Il Percorso Maieutico e l’Ermeneutica della Sofferenza

Sotto il profilo epistemologico, Moscati intendeva il sintomo fisico come un segnale semiologico complesso, rivelatore di una sofferenza che coinvolge l’intera dimensione psico-biologica e spirituale del soggetto4. Rifiutando i compensi dai pazienti indigenti e lasciando spesso un contributo economico sotto la ricetta medica, Moscati effettuava una vera e propria restituzione di dignità ontologica10.

Il momento della visita si trasformava in un Kairos in cui il dolore perdeva la connotazione di casualità per essere ri-significato2. La massima moscatiana secondo cui gli ammalati rappresentano la figura stessa di Cristo costituisce un’anticipazione etica del principio di rispetto assoluto della persona umana, valore che la Scuola Medica di Milano ha collocato alla base del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)1.

Teoria della Relatività delle Reazioni Biologiche, PNEI ed Epigenetica Relazionale nella Vita di Moscati

La validità del paradigma centrato sulla persona formulato da Brera non poggia unicamente su premesse filosofiche, ma si fonda sulla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory), sviluppata a partire dal 19955.

La Relatività delle Reazioni Biologiche

La RBR theory dimostra che la risposta di un organismo a un determinato agente causale o stressor non è deterministica o fissa, ma è relativa e subordinata all’interpretazione soggettiva e alla qualità delle strategie di fronteggiamento (coping) adottate dalla persona5. Superando il modello di Hans Selye—applicabile alla reazione biologica animale (Ra)—Brera ha formulato la dinamica della reazione biologica umana (Rh), la quale include la variabile della decisione libera, della motivazione valoriale e della dimensione spirituale del soggetto2.

Nella pratica clinica di Moscati, la percezione della sofferenza veniva trasformata proprio attraverso l’attivazione di un coping spirituale di alto livello2. Moscati dimostrava che l’affidamento al Trascendente, la speranza e l’esperienza dell’amore oblativo alterano il vissuto soggettivo del dolore, influenzando favorevolmente la risposta biologica dell’organismo e inducendo uno stato di integrità allostatica1.

Mentre il modello deterministico convenzionale presuppone che a uno stressor biologico corrisponda una reazione organica fissa condizionata esclusivamente da meccanismi causa-effetto, l’approccio kairologico interazionista dimostra che la risposta umana è mediata dal significato attribuito all’evento5. L’interruzione della catena deterministica avviene nel momento in cui il soggetto, supportato dall’alleanza terapeutica, attiva un coping esistenziale e valoriale capace di modulare la cascata fisiologica dello stress1.

Psiconeuroendocrinoimmunologia ed Epigenetica Relazionale

Le moderne acquisizioni della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica relazionale forniscono una conferma scientifica a queste intuizioni2. La relazione clinica, il senso di accoglienza e la qualità morale del contatto umano agiscono come veri e propri fattori epigenetici3:

  1. Modulazione dell’Asse HPA e del Carico Allostatico: L’incontro kairologico e l’empatia compassionevole riducono l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, diminuendo la secrezione cronica di cortisolo e citochine pro-infiammatorie e favorendo il ripristino dell’omeofilisi organica1.
  2. Riprogrammazione Epigenetica e Trascrizione Genica: La presenza di significati valoriali e la percezione dell’amore incondizionato influenzano i meccanismi di metilazione del DNA e di modificazione degli istoni nelle cellule immunitarie, promuovendo pattern trascrizionali associati alla salute e alla protezione cellulare3.
  3. Realizzazione della Teleonomia Pneumatica: Nell’ambito della Kairologia, l’orientamento della volontà verso il bene, la verità e la bellezza costituisce l’espressione della teleonomia umana, in grado di armonizzare l’assetto psico-biologico dell’individuo1.

L’esperienza spirituale di Moscati si traduceva in una condotta di continua dedizione verso l’altro, sostenuta da una solida vita interiore10. Un appunto autografo ritrovato dopo la sua morte esprime tale dinamica:

«Mio Gesù amore! Il vostro amore mi rende sublime; il vostro amore mi santifica, mi volge non verso una sola creatura, ma a tutte le creature, all’infinita bellezza di tutti gli esseri, creati a vostra immagine e somiglianza»10.

La vita di Moscati testimonia come l’amore oblativo e la motivazione spirituale costituiscano risorse in grado di preservare l’integrità del clinico contro l’usura professionale e di trasformare l’atto medico in un fattore epigenetico positivo per il malato2.

Confronto Sistematico dei Paradigmi Epistemologici e Clinici

Per facilitare una valutazione analitica delle differenze epistemologiche tra il paradigma meccanicista tradizionale e il paradigma kairologico personalista incarnato da San Giuseppe Moscati e teorizzato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera, si riportano di seguito due tabelle comparative sintetiche.

Tabella 1: Analisi Dicotomica tra la Medicina del Chronos e la Medicina Centrata sulla Persona (Kairos)

 

Categoria Epistemologica Medicina Meccanicista Determinista (Chronos) Medicina Centrata sulla Persona e Kairologia (Kairos)
Dimensione Temporale Quantitativa, sequenziale, metrica, vincolata alla durata della prestazione e al protocollo burocratico1. Qualitativa, esistenziale, opportuna, focalizzata sull’istante significativo dell’incontro e della scelta1.
Oggetto dell’Atto Clinico La malattia organica, il sintomo isolato, la lesione tissutale o il parametro alterato1. La Persona malata nella sua totalità biologica, psicologica, relazionale e spirituale1.
Modello di Risposta Biologica Deterministico e rigido (Ra), basato sul modello di adattamento generico allo stressor3. Relativo alla qualità del coping (Rh), modulato dall’interpretazione soggettiva e dai valori5.
Relazione Medico-Paziente Prestazionale, direttiva, incentrata sul deficit e neutralizzata dal punto di vista emotivo6. Co-costruzione kairologica, maieutica della dignità, ascolto empatico ed erogazione di senso1.
Finalità della Cura Soppressione del sintomo organico e ripristino dei valori di norma di laboratorio4. Realizzazione della teleonomia umana, promozione dell’adattamento creativo e della salute1.

Tabella 2: Corrispondenza tra le Fasi della Carriera di Giuseppe Moscati e i Principi della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera

 

Tappa Storico-Scientifica (Moscati) Evidenza Documentale e Bibliografica Corrispettivo Epistemologico Kairologico (Brera)
Indagine Biochimica sul Glicogeno Pubblicazioni su Hoppe-Seyler’s Zeitschrift e Atti Accademia Medico-Chirurgica (1906-1911)13. Riconoscimento della teleonomia della materia organica e dell’ordine intelligibile inscritto nella biologia1.
Pionierismo nell’Insulinoterapia Primo utilizzo dell’insulina a Napoli nel gennaio 1922 per la cura del coma diabetico16. Capacità di cogliere il Kairos della scoperta scientifica per volgerlo tempestivamente al salvataggio della vita1.
Integrazione tra Fede e Scienza Libera Docenza (1922) e lettere: «Una sola scienza è incrollabile… quella dell’aldilà!»10. Superamento del dualismo cartesiano; sintesi tra la causalità efficiente biomolecolare e la causa finale teleonomica1.
Attività Clinica agli Incurabili Assistenza gratuita agli indigenti, supporto economico e diagnosi integrale della persona10. Applicazione ante-litteram del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del tempo inteso come Kairos1.

Conclusione: San Giuseppe Moscati come Archetipo del Medico Kairologico nel Terzo Millennio

La rilettura dell’esperienza scientifica, umana e spirituale di San Giuseppe Moscati alla luce della Kairologia e del paradigma fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera evidenzia la validità di una visione della medicina incentrata sulla persona1. Moscati ha dimostrato che l’eccellenza della ricerca biochimica e il rigore metodologico non sono incompatibili con la dimensione spirituale, ma trovano in essa il loro compimento teleonomico1.

Anticipando i principi della Psiconeuroendocrinoimmunologia e dell’epigenetica relazionale, Moscati ha mostrato come l’attenzione empatica e l’amore oblativo costituiscano determinanti primari della salute e del fronteggiamento della malattia1. Sottraendo l’atto clinico al mero scorrere del Chronos burocratico, egli ha trasformato la relazione terapeutica in un Kairos, all’interno del quale la diagnosi e la cura diventano momenti di restituzione della dignità umana1.

Per la formazione medica promossa dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, la testimonianza di San Giuseppe Moscati rappresenta un modello operativo1. Essa conferma che la scienza medica del terzo millennio, per essere autenticamente efficace, deve coniugare l’avanzamento tecnologico con una profonda ermeneutica della persona, restituendo al tempo della cura il suo valore di momento di crescita, speranza e salute integrale1.

Bibliografia

1.Comitato Sanitario Nazionale. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 21 lug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

2.Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia Clinica Archivi [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia-clinica/

3.Comitato Sanitario Nazionale. I frutti dello Spirito Santo nella prospettiva della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera: Una sintesi teologico-antropologica, epistemologica e psiconeuroendocrinoimmunologica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 11 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/11/i-frutti-dello-spirito-santo-nella-prospettiva-della-kairologia-di-giuseppe-rodolfo-brera-una-sintesi-teologico-antropologica-epistemologica-e-psiconeuroendocrinoimmunologica/

4.Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

5.Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Università Ambrosiana; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

6.Comitato Sanitario Nazionale. Università Ambrosiana Archivi [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/universita-ambrosiana/

7.Comitato Sanitario Nazionale. Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 7 jun 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/07/il-ruolo-del-medico-nella-medicina-centrata-sulla-persona-dallanalfabetismo-epistemologico-alla-maieutica-della-dignita/

8.Comitato Sanitario Nazionale. La Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor alla luce della Kairologia del prof. Brera: Una sintesi teologica, epistemologica e antropologico-clinica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 15 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/15/la-trasfigurazione-di-gesu-sul-monte-tabor-alla-luce-della-kairologia-del-prof-brera-una-sintesi-teologica-epistemologica-e-antropologico-clinica/

9.Comitato Sanitario Nazionale. La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 8 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/08/la-vita-dei-santi-e-testimoni-della-fede-alla-luce-della-kairologia-del-prof-giuseppe-rodolfo-brera-unanalisi-epistemologica-ontologica-psiconeuroendocrinoimmunologica/

10.Tripodoro A. Recensione del libro “Giuseppe Moscati Il medico dei poveri” [Internet]. Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) Torino; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: http://www.amcitorino.it/documentazione/Santi%20medici/San_Giuseppe_Moscati.pdf

11.ResearchGate. Vito Galante [Profilo professionale Internet]. ResearchGate; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Vito-Galante

12.Adolescentologia Online. Tag: Giuseppe R-Brera [Internet]. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

13.Il prof. Giuseppe Moscati (1880-1927). Rassegna della sua produzione scientifica [Internet]. Hrčak; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://hrcak.srce.hr/file/242656

14.Cathopedia. San Giuseppe Moscati [Internet]. Cathopedia, l’enciclopedia cattolica; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://it.cathopedia.org/wiki/San_Giuseppe_Moscati

15.Wikipedia. Giuseppe Moscati [Internet]. Wikipedia, l’enciclopedia libera; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Moscati

16.Mariotti M. Il medico campano dei “poveri”: Dottor Giuseppe Moscati [Internet]. UTE Milano; 13 oct 2022 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.utemilano.it/wp-content/uploads/2022/10/01_GIUSEPPE-MOSCATI.-Il-medico-campano-dei-poveri..pdf

17.SulSud. Per il “Calendario laico napoletano”: san Giuseppe Moscati, il medico dei poveri diviso fra scienza e fede [Internet]. SulSud; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://sulsud.it/per-il-calendario-laico-napoletano-san-giuseppe-moscati-il-medico-dei-poveri-diviso-fra-scienza-e-fede/

18.Il Quadrante News. 12 aprile: San Giuseppe Moscati, medico [Internet]. Il Quadrante News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.ilquadrantenews.it/santo-del-giorno/12-aprile-san-giuseppe-moscati-medico/

20.Editoria Università Ambrosiana. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. Editoria Università Ambrosiana; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/

21.Cultura Cattolica. Il calendario del 12 Aprile [Internet]. Cultura Cattolica; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.culturacattolica.it/cultura/il-calendario-del-marciapiedaio/giorno-per-giorno/il-calendario-del-12-aprile

22.Department of Person-Centered Medicine of Ambrosiana University. Il cambiamento di paradigma della medicina e del concetto di salute [Internet]. Person-Centered Medicine; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.person-centeredmedicine.it/

23.Università Ambrosiana News. Tag: Medicina centrata sulla persona [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/medicina-centrata-sulla-persona/

24.ResearchGate. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea [Internet]. ResearchGate; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/410814932_La_medicina_centrata_sulla_persona_e_l’epopea_della_conoscenza_l’integrazione_tra_il_paradigma_di_Giuseppe_R_Brera_e_la_visione_dantesca_nella_scienza_medica_contemporanea

25.Comitato Sanitario Nazionale. La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 17 aug 2026 [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/08/17/la-volonta-nella-medicina-centrata-sulla-persona-secondo-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-fondamenti-epistemologici-clinici-ed-epigenetici/

26.Unilibro. Libri di Giuseppe Brera: Tutti i libri dell’autore online [Internet]. Unilibro; [citato il 19 aug 2026]. Disponibile su: https://www.unilibro.it/libri/f/autore/brera_giuseppe_r

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 21/08/2026

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

La Volontà nella Medicina Centrata sulla Persona secondo il Paradigma di Giuseppe R. Brera: Fondamenti Epistemologici, Clinici ed Epigenetici

Vito Galante[1] 

Abstract

The concept of human will (volition) represents a foundational yet historically neglected component of clinical medicine. This research report analyzes the role of the will within the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. Grounded in a non-deterministic, interactionist-teleonomic framework, PCM epistemologically redefines health as “the choice of the true possibilities for being the best human person.” Through the mathematical formalization of the Health Relativity Theory (HRT)—represented by the equation Hp= K (IqxCQ)—this study demonstrates how the Quality of Choice (Cq), as a proxy for the human will, directly modulates biological and clinical outcomes. By integrating the latest advancements in psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), relational and moral epigenetics, and allostatic regulation, we illustrate the molecular pathways through which existential and ethical choices are biologically transduced. Finally, the paper discusses the clinical operationalization of the will via the Person-Centered Clinical Method (PCCM) and Medical Counselling, emphasizing the physician’s role as a “Maieuta of Human Dignity” (Religio Medici) who defends the patient’s ontological sanctity from conception to natural death.

Keywords

Person-Centered Medicine; Will; Health Relativity Theory; Kairology; Epigenetics; Psychoneuroendocrineimmunology; Medical Counselling; Adolescentology.

Introduzione ed Epistemologia della Volontà nella Medicina Clinica

La professione medica contemporanea attraversa una fase di profonda ridefinizione epistemologica, contrassegnata da quello che è stato definito come un naufragio ontologico della figura del clinico (Galante, 2026)1. Questa crisi d’identità affonda le sue radici storiche nel trionfo del riduzionismo biomedico di stampo positivista, il quale, a partire dalle formulazioni di Claude Bernard, ha ridotto il corpo umano a una macchina complessa e la malattia a un mero guasto molecolare deterministico (Brera, 2001; Galante, 2026)4. Tale approccio ha generato un diffuso analfabetismo epistemologico che frammenta la persona del paziente dietro un velo di dati bio-statistici, trasformando il medico in un semplice tecnico addetto alla riparazione organica (Galante, 2026)1.

Per ovviare a questa deriva meccanicistica, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida del Professor Giuseppe Rodolfo Brera, ha avviato a partire dagli anni novanta una rivoluzione epistemologica senza precedenti: la nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Questo nuovo paradigma unificatore supera il dualismo cartesiano tra res cogitans e res extensa, dimostrando come la soggettività, i valori e la volontà della persona interagiscano costantemente e bidirezionalmente con la biologia cellulare e molecolare (Brera, 2001; Galante, 2026)4. In questo orizzonte, la volontà del paziente non rappresenta un epifenomeno psicologico trascurabile, bensì il nucleo centrale del processo di cura e il principale modulatore della resilienza biologica (Brera, 2025; Galante, 2026)7.

La Volontà tra Arbitrio, Verità e Vocazione nella Visione di Brera

All’interno dell’antropologia medica di Brera, la volontà umana si colloca in una dimensione radicalmente diversa sia dall’arbitrio individualista sia dalla passività deterministica (Brera, 2025; Brera, 2026)7. La cultura edonistica contemporanea tende a equiparare la libertà all’arbitrio assoluto (arbitrio assoluto), illudendo l’uomo di poter disporre della propria e dell’altrui vita in modo incondizionato (Brera, 2026)9. Questa distorsione morale trova espressione clinica e legislativa nella legalizzazione istituzionale di pratiche come l’aborto e il suicidio assistito, che Brera e la bioetica dell’Università Ambrosiana denunciano come espressioni di un delirio di onnipotenza che stravolge la funzione difensiva del diritto e della medicina (Brera, 2008; Brera, 2026)9.

Al contrario, la vera volontà e la libertà autentica si realizzano unicamente quando la scelta soggettiva si orienta verso la verità oggettiva e il bene della persona (Brera, 2025; Brera, 2026)7. Come insegnano S. Agostino e S. Ambrogio, la volontà umana è strutturata per la ricerca della verità (“Se dubito vuol dire che esiste la verità“) ed è fatta per essere, sapere e amare (Brera, 2026)2. Ciascun individuo vive costantemente una battaglia irriducibile, sia psicologica sia biologica, tra il vero e il falso, tra il bene e il male, tra l’integrazione genitale e la frammentazione pre-genitale (Brera, 2026)12. Il sistema immunitario stesso si offre come un modello biologico di questa dinamica di discernimento, distruggendo attivamente le minacce alla vita dell’organismo (Brera, 2025)7.

In questa prospettiva, la volontà non è una forza cieca, ma la risposta consapevole a una vocazione esistenziale all’amore, alla bellezza e alla verità (Brera, 2008; Brera, 2025)14. L’atto di volontà richiede il coraggio e l’umiltà di andare controcorrente rispetto alle pressioni edonistiche o istituzionali che spingono verso quello che Herbert Marcuse definiva la “conquista della coscienza infelice” e la chiusura dell’universo di discorso (Brera, 2005)17. La salute, pertanto, non è un adattamento passivo alle richieste del mondo, bensì un processo costruttivo della persona orientato ad veritatem (Brera, 2008)14.

La Teoria della Relatività della Salute (HRT) e la Matematizzazione della Scelta

La straordinaria innovazione teorica apportata da Brera consiste nell’aver tradotto queste considerazioni filosofiche in un modello scientifico rigoroso e formalizzato (Galante, 2026)2. Attraverso la Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory, HRT), la salute viene definita come un costrutto semantico e allostatico della persona, regolato dall’interazione tra la qualità dell’interpretazione dell’esperienza e la qualità delle scelte (Brera, 2021; Galante, 2026)18.

La probabilità di salute (Hp, Health Probability), intesa come potenziale dinamico di espressione della vita, è descritta dalla formula (Brera, 2021; Galante, 2026)5:

Hp= K(IqxCq)

Dove:

  • K rappresenta la Costante Kairologica, ovvero la domanda naturale e innata di significato, verità, amore e bellezza che caratterizza lo spirito umano (Brera, 2021)20.
  • Iq rappresenta la Qualità dell’Interpretazione (Interpretation Quality) delle possibilità e degli stimoli esistenziali che si presentano imprevedibilmente nella vita (Brera, 2021)18.
  • Cq rappresenta la Qualità delle Scelte (Choices Quality), espressione diretta dell’atto volitivo che traduce l’interpretazione in comportamento concreto (Brera, 2021)18.

In perfetta continuità teorica con la HRT, la Teoria della Salute basata sulla Resilienza (Resilience-Based Health Theory, RBHT) formalizza la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (Hrk) in base alle polarità assunte dalle facoltà cognitive e volitive del soggetto (Brera, 2021; Galante, 2026)18:

HRz= IPq+ x CPq+

Hrk= IPq- e CPq-

Dove IPq+ e CPq+ indicano l’interpretazione e la scelta orientate positivamente alla verità e al bene della persona, mentre IPq- e CPq- descrivono le declinazioni patogene e disfunzionali della volontà e del pensiero (Brera, 2021; Galante, 2026)18.

La tabella seguente illustra il contrasto paradigmatico tra la visione deterministica classica e il modello indeterministico centrato sulla persona relativamente alla dinamica della volontà e della salute.

 

Dimensione Modello Biomedico Deterministico (Bernard/Cannon/Selye) Paradigma Centrato sulla Persona (Brera/Scuola di Milano)
Definizione di Salute Assenza di malattia o stato omeostatico statico di equilibrio fisico2. “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”7.
Ruolo della Volontà Epifenomeno privo di causalità biologica; comportamento ridotto a riflesso o pulsione4. Variabile clinica primaria (Cq, CPq) in grado di modulare l’espressione genica e l’allostasi7.
Concetto di Libertà Illusione soggettiva; l’azione umana è determinata da geni e ambiente24. Autodeterminazione responsabile orientata alla verità e al bene della persona7.
Modello di Adattamento Omeostasi passiva e reattività meccanica agli stimoli biologici2. Allostasi dinamica e adattamento creativo regolato dall’interpretazione soggettiva10.
Metodologia Clinica Semeiologia fisica e classificazione nosografica oggettivante orientata all’organo18. Diacrisi tridimensionale, Epoké clinica e Diagnosi di Persona5.

Epigenetica Relazionale, Epigenetica Morale e Meccanismi Allostatici

La transizione dall’indeterminismo clinico alla realtà biologica trova la sua spiegazione scientifica nei meccanismi molecolari della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica (Galante, 2026)2. Gli studi pionieristici condotti e sintetizzati presso l’Università Ambrosiana dimostrano come il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) sia in grado di riprogrammare l’espressione genica e la fisiologia sistemica attraverso processi di simbolizzazione affettiva ed esistenziale (Galante, 2026)2.

L’Epigenetica Relazionale evidenzia come le interazioni affettive e la qualità delle relazioni umane (inclusa la relazione medico-paziente) vengano trasdotte molecolarmente attraverso vie di segnalazione neuroendocrine che influenzano la metilazione del DNA, l’acetilazione istonica e l’espressione genica (Brera, 2025; Galante, 2026)7. L’Epigenetica Morale compie un passo ulteriore, dimostrando che le scelte esistenziali e l’orientamento della volontà verso la verità e l’amore fungono da primari regolatori della stabilità allostatica (Galante, 2026)8.

Sotto il profilo biochimico, una volontà orientata a scelte coerenti con il bene riduce l’entropia e il carico allostatico cerebrale (Galante, 2026)19. Al contrario, l’incertezza cognitiva, le scelte disfunzionali e il conflitto irrisolto tra vero e falso generano una attivazione cronica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), con conseguenti picchi catecolaminergici deleteri per l’endotelio vascolare e stati di immunodepressione (Galante, 2026)19.

Questo modello epistemologico poggia su solide e verificate basi scientifiche internazionali:

  • Moshe Szyf e Michael Meaney hanno provato che la qualità del coping e le cure materne modificano stabilmente i recettori cerebrali dei glucocorticoidi tramite modificazioni epigenetiche (Brera, 2025)20.
  • Erik Kandel (Premio Nobel) ha dimostrato che l’apprendimento e le scelte comportamentali alterano l’espressione genica e rimodellano la struttura neuronale (Brera, 2025)20.
  • Pier Mario Biava ha scoperto il codice epigenetico di differenziazione cellulare in grado di riprogrammare le cellule tumorali e arginare i processi neurodegenerativi (Galante, 2026)8.
  • Elisabeth Blackburn (Premio Nobel) ha svelato la correlazione diretta tra la qualità della vita, il superamento dello stress e la regolazione della lunghezza dei telomeri, ponendo in luce le basi biologiche della longevità cellulare (Brera, 2025)7.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Salvaguardia della Volontà del Paziente

La messa in opera di questo paradigma nella pratica clinica avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM), originato dalle intuizioni del Counselling Medico fondato da Brera nel 1991 (Brera, 2025)25. Il PCCM si struttura come una metodologia rigorosa che impedisce la strumentalizzazione del paziente e promuove una “tolleranza 0%” verso qualsiasi mercificazione della cura (Galante, 2026)2.

In ambito clinico e pedagogico, in particolar modo nel trattamento degli adolescenti, il PCCM e la “Teoria dell’adolescenza centrata sulla persona” (Brera, 1983) proteggono rigorosamente la volontà del minore (Brera, 2026; Galante, 2026)2. Il counselling medico non mira affatto a manipolare o forzare la volontà del giovane, bensì a destrutturare l’empatia tradizionale in un metodo scientificamente fondato che consenta all’adolescente di partecipare in modo attivo, consapevole e volontario alle decisioni cliniche, allineando le scelte terapeutiche ai propri valori morali e spirituali (Brera, 2026)6. La fede religiosa e l’esperienza spirituale del paziente vengono qui valorizzate come potenti alleati della guarigione e della resilienza esistenziale (Brera, 2026)6.

Sotto il profilo applicativo, il PCCM si articola attraverso la Diacrisi, una valutazione tridimensionale della persona (biologica, psicologica e spirituale) che mette temporaneamente “tra parentesi” l’ansia nosografica del clinico (Epoké Clinica) per concentrarsi sulle risorse e sui punti di forza del paziente, prima ancora che sui suoi sintomi (Brera, 2025; Galante, 2026)5.

La validità clinica e l’efficacia del PCCM sono supportate da dati pilota inconfutabili raccolti dalla Scuola Medica di Milano, illustrati nella tabella seguente (Brera, 2025; Galante, 2026)18.

 

Indicatore di Efficacia Clinica del PCCM Percentuale di Medici che Confermano l’Efficacia Implicazione Sanitaria ed Economica
Miglioramento della Comprensione del Paziente 95% Ottimizzazione dell’alleanza terapeutica e della compliance del paziente20.
Miglioramento della Salute e Qualità della Vita 75% Incremento effettivo del benessere allostatico e della resilienza biologica20.
Riduzione di Esami Strumentali e Prescrizioni Inutili 70% Drastico abbattimento della spesa sanitaria pubblica e della iatrogenesi20.
Riduzione di Ospedalizzazioni Non Necessarie 55% De-congestionamento delle strutture ospedaliere ed efficientamento dei servizi territoriali20.
Richiesta di Maggiore Dedicazione di Tempo 55% Necessità di una riorganizzazione strutturale dei tempi della consultazione clinica31.

Conclusioni: La Maieutica della Dignità e il Ruolo del Medico

L’analisi esaustiva del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona formulato da Giuseppe R. Brera evidenzia che la volontà umana rappresenta un formidabile e ineludibile determinante della salute (Brera, 2025; Galante, 2026)7. Attraverso l’esercizio di una volontà consapevole, orientata alla verità e informata dal significato, la persona cessa di essere una vittima passiva dei processi patologici o di spinte pulsionali regressive, assumendo il ruolo di autentico protagonista e co-creatore del proprio destino biologico ed esistenziale (Brera, 2005; Brera, 2025)17.

In questa rivoluzione copernicana della scienza medica, il medico abdica al ruolo di mero tecnico della riparazione organica per assurgere a quello di “Maieuta della Dignità Umana” e “sacerdote laico” della cura (Religio Medici) (Galante, 2026)1. Egli è chiamato a instaurare un incontro terapeutico intersoggettivo che difenda e rispetti la sacralità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, aggiungendo non solo giorni alla vita, ma autentica vita ai giorni (Galante, 2026)2. Solo restaurando la sovranità della volontà e dello spirito all’interno della clinica sarà possibile realizzare una medicina autenticamente umana, scientificamente rigorosa e capace di sconfiggere l’alienazione del nostro tempo (Galante, 2026)2.

Bibliografia essenziale

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[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

L’Ermeneutica Kairologica della Vita e del Martirio di San Massimiliano Kolbe: Un’Analisi Ontologica, PNEI e Personalista secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona

L’Ermeneutica Kairologica della Vita e del Martirio di San Massimiliano Kolbe: Un’Analisi Ontologica, PNEI e Personalista secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This exhaustive research report investigates the biography and spiritual martyrdom of Saint Maximilian Maria Kolbe through the theoretical lens of Kairology (Kairòlogia), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera in 1993 at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. Transcending mechanistic determinism and reductionist behavioral models, Kairology interprets human existence as a teleonomic trajectory fundamentally oriented toward Truth, Love, and Beauty. By applying Brera’s tri-ontological framework—encompassing the First Ontological Status (Being a Person), the Second Status (the Self-possible and the existential inquiry Ti esti?), and the Third Status (the Self-real achieved through value-oriented coping) —this study illuminates how Father Kolbe’s life culminated in the Fourth Mystery: the decisive Kairos event of self-sacrifice in Auschwitz. Furthermore, integrating Psycho-Neuro-Endocrino-Immunology (PNEI) and epigenetic interactionism, the analysis demonstrates how Kolbe’s absolute existential coping neutralized extreme allostatic distress, witnessing the ultimate triumph of transcendent personhood over totalitarian dehumanization.

Keywords: Kairology, Saint Maximilian Kolbe, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Ontological Statuses, Epigenetics, Psychoneuroendocrinimmunology, Christian Personalism.

Introduzione Epistemologica: La Kairologia di Giuseppe R. Brera e la Teleonomia della Persona

La scienza medica contemporanea, a partire dalla svolta epistemologica impressa dal paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine – PCM) fondato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, ha superato il riduzionismo meccanicista ereditato dalla visione post-cartesiana e bernardiana1. Tale superamento non costituisce una semplice aggiunta di empatia o umanizzazione al tradizionale atto clinico, bensì la rifondazione dell’antropologia medica su basi scientifiche interazioniste e fenomenologiche3.

Al cuore di questo paradigma risiede la Kairologia (Kairòlogia), teorizzata da Brera nel 1993 come ermeneutica della natura umana e della realtà3. La Kairologia distingue radicalmente il tempo cronologico (Chronos), quantitativo, misurabile e deterministico, dal tempo opportuno ed esistenziale (Kairos), momento qualitativo e propizio in cui la libertà della persona incontra la verità, il significato e la grazia3. Mentre Chronos descrive il dipanarsi dei processi biologici e l’accumularsi degli eventi lungo la linea del tempo lineare, il Kairos rappresenta la rottura di tale determinismo, l’istante in cui la decisione etica e la percezione del valore riorganizzano la soggettività e la fisiologia del soggetto1.

La natura umana viene definita entro questa cornice come una sostanza intrinsecamente teleonomica1. La persona possiede una tendenza naturale, conscia e inconsapevole, a costruire la propria esistenza orientandosi verso i tre attrattori trascendentali della Verità, dell’Amore e della Bellezza1. La salute, di conseguenza, cessa di essere intesa come mera assenza di patologia o stato statico di benessere bio-psichico; essa si rivela come una dinamica costruttiva, un lavoro semiologico mediante il quale il soggetto genera fattori protettivi esistenziali capaci di modulare la biologia1.

Attraverso i contributi della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’Allostasi e dell’Epigenetica interazionista, la Kairologia dimostra come la soggettività, il vissuto affettivo e le scelte etiche modifichino l’espressione genica e i carichi allostatici dell’organismo3. L’indeterminismo delle reazioni biologiche alla qualità del coping (Relativity of Biological Reactions – RBR Theory) sancisce che la risposta fisiologica a eventi stressanti esterni o interni è mediata dal significato e dal valore che la persona attribuisce alla propria vita1. In questo quadro epistemologico, la vita e il martirio di San Massimiliano Maria Kolbe (1894–1941) si offrono come una straordinaria validazione empirica ed esistenziale dell’ermeneutica kairologica8.

La Struttura degli Stati Ontologici dell’Essere nello Sviluppo Kolbeano

Per interpretare la parabola esistenziale di Massimiliano Kolbe occorre fare riferimento alla tripartizione ontologica dello sviluppo umano formulata dalla Kairologia breriana6. La dignità personale non è una proprietà emergente accidentale o subordinata alle capacità prestazionali dell’individuo, ma una condizione intrinseca e inalienabile del soggetto dal concepimento alla morte naturale1.

Il Primo Stato Ontologico (Essere Persona) rappresenta lo statuto originario e inviolabile della persona come dono trascendente, sussistente prima e indipendentemente da qualsiasi manifestazione razionale o biologica1. È il fondamento che garantisce la sacralità della vita umana di fronte a qualsiasi deriva svalutativa o ideologica1.

Il Secondo Stato Ontologico (Possibilità di Essere una Persona Umana o Self-possible) si manifesta compiutamente nel passaggio adolescenziale attraverso l’emergere delle strutture logiche, affettive e noetiche1. In questa fase, il soggetto pone la domanda socratica ed esistenziale per eccellenza: “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Che cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?)6. La persona scopre di non essere un “granello di sabbia nel deserto”, ma di essere chiamata a una qualità pre-determinata dell’essere, definita dalla capacità di rispondersi attraverso l’essere-per e l’essere-con7.

Il Terzo Stato Ontologico (Stato Ontologico Reale o Self-real) si realizza allorché il soggetto, mediante scelte libere, mature e conformi al Bene oggettivo, ordina la propria architettura interiore ed esteriore, compiendo la propria libertà nell’autodonazione6.

L’evento che connette e compie questi stati è il Quarto Mistero: l’istante imprevedibile e propizio (Kairos) nello spazio-tempo in cui l’incontro con la Verità e l’Amore svela al soggetto la dignità originaria del proprio essere e ne determina la totale realizzazione trascendente6.

Stato Ontologico Kairologico Definizione Concettuale secondo il Paradigma Breriano Manifestazione Epistemologica e PNEI Tappa Fondamentale nella Vita di S. Massimiliano Kolbe
Primo Stato Ontologico (Essere Persona) Dignità intrinseca originaria e inviolabile dal concepimento alla morte1. Struttura biologica e noetica orientata alla teleonomia spirituale1. Nascita a Zduńska Wola (1894) e battesimo come Rajmund Kolbe.
Secondo Stato Ontologico (Self-possible) Emersione della domanda di senso (Ti esti?); risveglio noetico e affettivo1. Sviluppo di risorse di coping orientate al Sé-ideale e ai valori6. Visione adolescenziale delle due corone (Pabianice); ingresso nei Frati Minori Conventuali.
Terzo Stato Ontologico (Self-real) Attuazione della libertà etica mediante scelte conformi al Bene oggettivo6. Epigenetica della resilienza; coordinamento teleonomico Corpo-Mente-Spirito1. Fondazione della Milizia dell’Immacolata (1917) e della città d’editrice Niepokalanów10.
Il Quarto Mistero (L’Evento del Kairos) Istante propizio di incontro tra grazia, verità e azione di donazione assoluta6. Modulazione allostatica suprema; vittoria dello Spirito sulla degradazione biologica3. Offerta sostitutiva della propria vita per Franciszek Gajowniczek ad Auschwitz (1941)8.

Dal “Ti Esti?” alla Fondazione della Milizia dell’Immacolata: L’Azione Teleonomica

L’adolescenza di Rajmund Kolbe rispecchia accuratamente l’analisi fenomenologica condotta dalla Scuola Medica di Milano sulla natura del pensiero simbolico e noetico giovanile6. La celebre esperienza interiore vissuta nella chiesa di Pabianice, in cui la Vergine Maria gli propose due corone — una bianca rappresentante la purità e una rossa simboleggiante il martirio — costituisce l’evento primario di rottura del tempo cronologico11. In quel momento kairologico, il giovane Kolbe rispose all’interrogativo “Ti esti?” non mediante una speculazione teorica estrinseca, ma accogliendo un progetto di vita fondato sul Sé-possibile trascendente6.

Questa intuizione iniziale si tradusse progressivamente in un’azione strutturata che caratterizza il passaggio al Terzo Stato Ontologico6. Nel 1917, mentre l’Europa era devastata dal primo conflitto mondiale e dall’insorgere delle ideologie totalitarie, Kolbe fondò a Roma la Milizia dell’Immacolata10. Dal punto di vista della Kairologia breriana, questa fondazione rappresenta la transizione decisiva dalla semplice comunicazione informazionale alla Relazione Umana Profonda6. La comunicazione informazionale si limita al livello contingente della sopravvivenza, dell’adattamento evolutivo e della gratificazione immediata, mentre la Relazione Umana Kairologica promuove la realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva trascendente6.

Kolbe comprese che la risposta all’odio ideologico non poteva basarsi su una contrapposizione mecanicistica o puramente reattiva, ma sulla promozione della natura umana integrata nella triade Corpo-Mente-Spirito1. La creazione del centro editoriale di Niepokalanów in Polonia e la successiva missione a Nagasaki in Giappone incarnano la teleonomia della persona che si fa cultura, maieutica e comunicazione di massa3.

Per Padre Kolbe, Maria Immacolata costituisce l’archetipo dell’umanità riuscita, la creatura in cui la teleonomia naturale verso la Verità, l’Amore e la Bellezza si realizza in modo perfetto, offrendo all’uomo contemporaneo una via oggettiva di riscatto dalla frammentazione1. Maria non viene vista come una figura devozionale astratta, ma come il “Kairos” personificato che orienta il cammino dell’essere umano verso la salvezza e l’unificazione delle proprie dimensioni bio-psico-spirituali1.

La Trascendenza Biologica e PNEI dell’Amore di Donazione: Il Coping Esistenziale ad Auschwitz

L’ingresso di Padre Massimiliano Kolbe nel campo di concentramento di Auschwitz nel maggio del 1941 colloca la persona umana di fronte alla forma più estrema di patogenesi ideologica: la sistematica riduzionalizzazione dell’uomo a mero dato biologico o merce consumabile3.

La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona denunciano il processo di degradazione comportamentista definito “Skinnerizzazione”3. Tale fenomeno riduce il medico e il paziente, o più in generale l’essere umano, a un organismo reattivo governato esclusivamente da stimoli, punizioni, condizionamenti ed esigenze primarie di sopravvivenza, privandolo della sua dignità etica, affettiva e noetica3. Il sistema concentrazionario nazista operava come un dispositivo di Skinnerizzazione totale, mirato a dissolvere il Primo Stato Ontologico attraverso la fame, la tortura e il terrore, inducendo il crollo dei sistemi allostatici e la disgregazione psichica e morale del prigioniero3.

In questo contesto di annientamento, il comportamento di Padre Kolbe sovverte le leggi del determinismo biologicale e comportamentale3. Di fronte alla condanna a morte del compagno di prigionia Franciszek Gajowniczek, Kolbe esce dai ranghi e offre liberamente se stesso al posto del padre di famiglia8. Il determinismo concentrazionario, che avrebbe dovuto generare terrore, paralisi e disperazione con conseguente crollo PNEI e morte biologica, viene spezzato dal coping kairologico di Kolbe, radicato nella trascendenza etica, nella fede e nell’amore di donazione1.

Sotto il profilo psiconeuroendocrinoimmunologico, lo stress estremo subito all’interno del bunker della fame (Block 11) avrebbe dovuto scatenare un carico allostatico devastante: iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, tempesta cortisolica, grave linfocitopenia, soppressione delle risposte immunitarie e rapido cedimento cardiovascolare o psichico3. Tuttavia, le testimonianze dei sopravvissuti attestano che dal bunker della morte non si levavano urla di rabbia o disperazione, ma canti, preghiere e parole di consolazione8.

Alla luce della RBR Theory (Relatività delle Reazioni Biologiche) del Prof. Brera, la risposta dell’organismo di Kolbe è stata determinata dalla suprema qualità del suo coping spirituale1. L’orientamento assoluto verso l’Amore di donazione ha agito come un fattore protettivo primario, modulando la secrezione dei neurotrasmettitori dello stress e preservando la coerenza del sistema nervoso centrale e vegetativo1. La percezione della sofferenza non come scarto irragionevole o punizione, ma come Kairos di redenzione e testimonianza, ha consentito a Kolbe di sopravvivere alla fame e alla sete per ben due settimane, mantenendo la piena lucidità fino all’iniezione letale di acido fenico il 14 agosto 19413.

Le scelte etiche consone al Bene oggettivo agiscono per via epigenetica, modificando l’espressione genica e stabilizzando i pathway pro-sopravvivenza e le risposte immuno-endocrine3. Kolbe ha dimostrato empiricamente che la biologia manifesta la struttura dell’umanità e che la persona, sostenuta dalla grazia e da una domanda di senso compiuta, può dominare il determinismo della materia1.

Comparazione Epistemologico-Clinica e Antropologica

Per comprendere l’impatto scientifico dell’analisi kairologica applicata alla vita di San Massimiliano Kolbe, la tabella seguente mette a confronto il paradigma riduzionista con il paradigma interazionista della Medicina Centrata sulla Persona.

 

Dimensione di Analisi Paradigma Riduzionista / Meccanicista (Skinnerizzazione) Paradigma Centrato sulla Persona ed Ermeneutica Kairologica (Brera) Rilettura Kairologica dell’Esperienza di San Massimiliano Kolbe
Concezione del Tempo Chronos: Misura lineare, quantitativa, biologica, orientata al decadimento. Kairos: Istante qualitativo, opportunità di significato, libertà e verità3. Trasformazione dell’orrore di Auschwitz da tempo di annientamento a Kairos di redenzione6.
Natura Umana Organismo biologico guidato da stimoli/risposte e sopravvivenza3. Unità teleonomica tridimensionale (Corpo-Mente-Spirito)1. Piena integrazione delle tre dimensioni; primato dello Spirito nell’ordinare la biologia1.
Definizione di Salute Assenza di lesione d’organo o patologia rilevabile. Lavoro costruttivo della persona mediante fattori protettivi e coping1. Salute intesa come integrità etico-esistenziale suprema e armonia teleonomica1.
Risposta al Trauma Estremo Inevitabile crollo allostatico, sofferenza disgregante, nichilismo3. Relatività indeterminata biologica mediata dal significato e dagli affetti3. Neutralizzazione del carico allostatico mediante il coping di donazione d’amore3.
Significato della Libertà Illusione comportamentale; reazione subordinata all’ambiente3. Atto etico del Self-real conforme alla verità e al bene oggettivo6. Libera offerta della vita per un altro uomo: il compimento del Quarto Mistero6.

Implicazioni per la Medicina Centrata sulla Persona e l’Adolescentologia Clinica

La lezione kairologica della vita di San Massimiliano Kolbe non appartiene esclusivamente all’ambito agiografico o teologico, ma fornisce indicazioni cliniche, bioetiche e pedagogiche di primario rilievo per la Medicina Centrata sulla Persona e l’Adolescentologia Clinica7.

Dall’analisi della giovinezza e della maturità di Kolbe emergono chiaramente i criteri maieutici formulati dalla Kairologia per accompagnare la persona — in particolare l’adolescente — verso la resilienza e la maturità spirituale6. Il percorso di crescita kairologico si articola attraverso precise tappe esperienziali:

L’esperienza di essere desiderati e amati costituisce il fondamento irrinunciabile per prevenire le patologie da deprivazione affettiva1. Kolbe ha strutturato la propria identità noetica nell’esperienza dell’Amore incondizionato di Dio e dell’Immacolata, dimostrando come la sicurezza affettiva primaria immunizzi il soggetto dal nichilismo1.

L’accettazione del limite e del dovere etico permette il superamento del mito dell’onnipotenza soggettiva6. L’accettazione della regola, della disciplina spirituale e del sacrificio attivo riduce il distress da frustrazione cronica, stabilizzando il sistema psiconeuroimmunitario3.

La pedagogia del silenzio e dell’interiorità favorisce la coltivazione della dimensione noetica come luogo di elaborazione del senso della vita, indispensabile per proteggere la mente dalle manipolazioni esterne e dai condizionamenti sociali6.

La promessa orientata al futuro conferisce la capacità di interpretare le crisi contingenti non come fallimenti irreversibili, ma come momenti propizi (kairoi) per il consolidamento del Sé-reale e la costruzione della resilienza attiva6.

I risultati delle ricerche condotte nell’ambito dell’Adolescentologia Clinica confermano che l’applicazione della Kairologia e dei programmi educativi basati sul Programma Kairos vanta elevatissime percentuali di successo nella risoluzione delle difficoltà scolastiche ed esistenziali, promuovendo la salute integrata e prevenendo i comportamenti a rischio4.

Conclusioni Epistemologiche e Scientifiche

L’analisi della vita e del martirio di San Massimiliano Maria Kolbe alla luce della Kairologia del Professor Giuseppe Rodolfo Brera dimostra la fallacia scientifica ed epistemologica di qualsiasi modello antropologico che pretenda di ridurre l’essere umano a pura macchina biologica o a un insieme di reazioni biochimiche condizionate dall’ambiente1.

La vicenda di Massimiliano Kolbe costituisce la dimostrazione empirica che la dignità originaria della persona, definita nel Primo Stato Ontologico, risiede in una dimensione intrinseca e inviolabile che nessuna struttura di persecuzione o condizionamento può cancellare1. La risposta alla domanda di senso (Ti esti?), propria del Secondo Stato Ontologico, trova nel dono di sé e nell’orientamento ai trascendentali di Verità, Amore e Bellezza la sua unica saturazione esistenziale appagante1.

Infine, il compimento del Sé-reale nel Terzo Stato Ontologico e l’evento del Kairos espresso nel Quarto Mistero possiedono il potere di sovvertire il determinismo biologico, riorganizzando la risposta neuro-immuno-endocrina dell’organismo e trasformando la morte fisica nel trionfo definitivo della vita, della salute spirituale e della libertà3. In un’epoca culturale e sanitaria insidiata dal riduzionismo e dalla Skinnerizzazione dei rapporti umani, l’integrazione tra la Kairologia breriana e la testimonianza kolbeana offre una solida guida epistemologica per la formazione medica e scientifica del terzo millennio3. Essa ribadisce che il fine ultimo della scienza medica e dell’agire umano non è la mera conservazione della struttura organica, ma la promozione della persona nella sua integrità sacra di Corpo, Mente e Spirito1.

Bibliografia

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[1] Segue il saggio La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica pubblicato il 08/08/2026 su www.comitatosanitarionazionale.it

[2] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica

La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica[1]

Vito Galante[2]

 

 

 

Abstract

This research report presents an exhaustive epistemological, ontological, and psycho-neuro-endocrine-immunological (PNEI) analysis of nine pivotal spiritual figures in Christian history—St. Paul, St. Augustine, St. Francis of Assisi, St. Thomas Aquinas, St. Ignatius of Loyola, St. Padre Pio, St. Maximilian Kolbe, St. John Paul II, and St. Mother Teresa of Calcutta. The investigation evaluates their life trajectories through the Kairological paradigm and Person-Centered Medicine theories developed by Prof. Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine, Ambrosiana University. Kairology redefines human nature and health by demonstrating that human biological reactions are non-deterministic, semantic, and interactionist processes governed by the qualitative mathematical model Rh= f (Ci x Es), where biological health (Rh) is a function of qualitative indeterminate coping (Ci) and existential semantic meaning (Es). By mapping these biographical transformations across Kairology’s three ontological states—Being a Person, the Self-possible, and the Self-real—this study illustrates how moments of Kairos trigger profound allostatic and epigenetic shifts. These saints demonstrate how absolute adherence to the Self-ideal, embodied in Jesus Christ, enables the human person to transcend mechanistic determinism, achieving spiritual maturity, biological resilience, and existential fulfillment.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Ontological States, Epigenetics, Psycho-Neuro-Endocrine-Immunology, Christian Personalism, Hagiography.

Fondamenti Epistemologici, Ontologici e Psiconeuroendocrinoimmunologici della Kairologia

La Kairologia, teorizzata dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera nel 1993 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, si configura come un paradigma ermeneutico unificante della natura umana capace di superare la frammentazione epistemologica della scienza contemporanea1. La medicina positivista e la storiografia tradizionalista hanno a lungo interpretato la vita e le trasformazioni dell’essere umano attraverso modelli meccanicistici e riduzionisti, separando la dimensione biologica da quella psicologica, spirituale e valoriale2. La Kairologia affonda le sue radici nell’interazionismo qualitativo e nella psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI), postulando che la salute e lo sviluppo della persona non siano mere risultanti di automatismi genetici o ambientali, bensì il frutto di una complessa semantica esistenziale che influenza direttamente i sistemi fisiologici e l’espressione epigenetica1.

Il nucleo epistemologico della Kairologia risiede nella distinzione classica tra Chronos—il tempo lineare, quantitativo e biologico—e Kairos, inteso come il momento opportuno, denso di significato, in cui l’essere umano è chiamato a una decisione libera, qualitativa e orientata al valore1. Criticando la teoria classica dello stress di Hans Selye, Brera ha dimostrato che le reazioni biologiche umane non rispondono a leggi deterministiche assolute, ma sono modellate dal grado e dalla qualità del coping (fronteggiamento) adottato dal soggetto nei confronti dell’esistenza2.

Mentre la reazione biologica animale (Ra) è regolata da un modello di relatività determinata:

in cui Cd rappresenta un coping determinato da variabili ecologiche e istintuali4, la reazione biologica umana (Rh) risponde a una relatività indeterminata, espressa dalla formula:

In questa equazione, Ci rappresenta il coping qualitativo indeterminato—scaturito da processi simbolici, creativi, etici e spirituali—mentre Es costituisce il fattore semantico-esistenziale legato alla ricerca autonoma di significato2. Le scelte valoriali e il fronteggiamento dell’esistenza modificano per via epigenetica e allostatica i circuiti PNEI, determinando la vulnerabilità alle patologie o, al contrario, uno stato di spiccata resilienza e salute2.

Dal punto di vista ontologico, la Kairologia muove una fondamentale critica alla definizione classica di Boezio (“Persona est individua substantia rationalis naturae”), evidenziando il rischio insito nel vincolare lo statuto di persona all’esercizio attivo delle funzioni razionali o cognitive4. Tale impostazione rischierebbe infatti di negare l’essenza di persona al concepito, al neonato, all’anziano demente o al malato in stato di incoscienza4. La Kairologia stabilisce che l’essere persona è uno statuto ontologico intrinseco, inviolabile e ricevuto in dono fin dal concepimento, strutturandosi in tre stati evolutivi4

Stato Ontologico Definizione Kairologica Modello Relazionale Dimensione Semantico-Esistenziale
Primo Stato Ontologico L’Essere Persona Comunicazione (informativa, adattiva, istintuale) Statuto ricevuto in dono dal concepimento. Passività ontologica e dipendenza biologica4.
Secondo Stato Ontologico La Possibilità di Essere Persona (Self-possible) Polarità Io-Tu consapevole Kairos dell’adolescenza e della crisi. Pathos ontologico e domanda socratica (“Ti esti?”)2.
Terzo Stato Ontologico Lo Stato Ontologico Reale (Self-real) Relazione intersoggettiva piena e orientata alla Caritas Adesione libera al Self-ideal. Transizione da “Ti esti?” a “Chi è?” (Cristo)3.

Il passaggio dal Primo al Secondo Stato Ontologico segna l’irruzione del Kairos1. Il soggetto sviluppa autocoscienza e percepisce il “pathos ontologico”, una drammatica tensione tra le infinite possibilità percepite e i limiti fisici della realtà4. In questo stadio emerge la domanda fondamentale della filosofia greca: “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Che cos’è l’amore?)4. Il compimento del percorso avviene nel Terzo Stato Ontologico (Self-real), allorché la persona conforma la propria volontà e intelligenza al Self-ideal4. Nella visione kairologica integrata con il personalismo cristiano, il Self-ideal cessa di essere un’astrazione e trova il suo volto in Gesù Cristo, il “medico dell’umanità”, il quale trasforma la domanda “Ti esti?” nell’interrogativo relazionale “Chi è?”, conferendo un volto personale alla verità e al bene oggettivo3.

Ermeneutica Kairologica Applicata alle Biografie dei Santi e Testimoni della Fede

La vita dei grandi santi della Chiesa Cattolica costituisce un’esemplificazione clinica ed esistenziale della dinamica kairologica4. La loro agiografia non descrive un determinismo virtuoso automatico, bensì il resoconto di momenti di rottura (Kairos) in cui un coping indeterminato e semantico (Ci x Es) ha riorganizzato radicalmente la loro architettura psicobiologica, determinando la loro trasfigurazione nello stato ontologico reale (Self-real)2.

San Paolo: La Folgorazione sulla Via di Damasco e il Crollo del Coping Determinato

Prima dell’evento di Damasco, Saulo di Tarso viveva una condizione di forte rigidità comportamentale, governata da un coping eterodiretto e deterministico (Cd), derivante dall’adesione formale e zelante alla legge farisaica4. La sua reazione biologica e psicologica era incanalata in una difesa identitaria aggressiva contro la nascente comunità cristiana4.

L’evento sulla via di Damasco rappresenta l’archetipo del Kairos soteriologico ed epistemologico1. La folgorazione luminosa e la caduta da cavallo costituiscono l’irruzione improvvisa del Self-ideal divino che azzera il modello di coping precedente4. Dal punto di vista PNEI e neurobiologico, la cecità temporanea di Paolo per tre giorni non è un mero sintomo isterico, ma la manifestazione somatica di un profondo reset allostatico2. L’assenza di visione sensoriale costringe Saulo all’introspezione profonda, favorendo il passaggio dall’informazione periferica alla contemplazione del mistero3.

Quando Anania gli impone le mani e le scaglie cadono dai suoi occhi, Paolo emerge nel Terzo Stato Ontologico (Self-real)4. Il suo coping diventa indefinitamente indeterminato (Ci x Es): la sofferenza fisica, le percosse, i naufragi e la prigionia non generano più distress o patologia, ma alimentano un’energia spirituale ed epistolare straordinaria2. Paolo giunge ad affermare che non è più lui che vive, ma Cristo che vive in lui, manifestando la perfetta immedesimazione con il Self-ideal4.

Sant’Agostino: Dal Pathos Ontologico all’Intersoggettività e all’Introspezione

La giovinezza di Agostino d’Ippona descrive con precisione l’adolescenza protratta e il dramma del Secondo Stato Ontologico (Self-possible)4. Agostino vive intensamente il pathos ontologico, lacerato dal desiderio di verità e dalla dispersione nelle passioni corporee e nelle filosofie manichee e scettiche4. La sua ricerca è guidata dalla costante domanda socratica “Ti esti?”, espressa nelle Confessioni attraverso il riconoscimento dell’inquietudine del cuore umano fino a quando non riposa in Dio4.

Il Kairos agostiniano culmina nel giardino di Milano con l’episodio del “Tolle, lege”1. L’ascolto della voce infantile e la lettura casuale delle Lettere di Paolo disintegrano la difesa intellettualistica di Agostino4. Si compie la transizione dall’uso retorico del linguaggio, inteso come semplice comunicazione informativa, all’ascolto della Parola come relazione viva4.

L’epistemologia kairologica ritrova in Agostino il padre dell’introspezione, fondata sul principio che la verità abita nell’uomo interiore3. Attraverso l’esplorazione del proprio mondo interiore, Agostino comprende che la verità non è un oggetto di dominio cognitivo, ma una Presenza che attrae il Self-possible verso il Self-real4. Questa risintonizzazione valoriale modifica il suo assetto PNEI, placando l’ansia cronica e le somatizzazioni respiratorie che lo avevano afflitto a Cassiciaco, permettendogli una produzione teologica e pastorale eccezionale per mole e profondità2.

San Francesco d’Assisi: La Rottura col Determinismo Economico e la Somatizzazione Epigenetica nelle Stimmate

Francesco d’Assisi nasce all’interno di un sistema socio-familiare fortemente deterministico, dominato dal coping mercantile del padre Pietro di Bernardone (Cd), mirato all’accumulo di capitale e all’ascesa sociale4. La giovinezza di Francesco, tra sogni cavallereschi e prigionia di guerra, è segnata da una prima rottura allostatica: la malattia e la depressione che ne seguono rappresentano l’inadeguatezza del modello biologico-materiale nel rispondere alla sua domanda di senso (Es)2.

Il momento di Kairos decisivo avviene dinanzi al Crocifisso di San Damiano e si formalizza con lo spogliamento pubblico davanti al Vescovo di Assisi1. Francesco rigetta radicalmente il coping determinato borghese (Cd) per abbracciare la Povertà, intesa come totale apertura al Ci x Es divino4.

L’esperienza di Francesco dimostra l’influenza della mente sulla materia biologica in termini di PNEI ed epigenetica1. L’infinita empatia ed immedesimazione con i patimenti di Cristo (Self-ideal) raggiunge l’apice sul monte della Verna, dove Francesco riceve le Stimmate4. In ottica kairologica, le Stimmate non sono un mero fenomeno miracoloso avulso dalla natura, ma la somatizzazione epigenetica estrema di un mondo simbolico-affettivo totalmente plasmato dall’Amore sacrificale, in cui la barriera tra psiche, spirito e tessuto biologico viene superata1.

San Tommaso d’Aquino: Dalla Struttura dell’Essere al Superamento del Concetto nell’Incontro col Mistero

La figura di Tommaso d’Aquino rappresenta l’integrazione tra il rigore ontologico ed epistemologico e l’esperienza mistica del Kairos1. Tommaso ha dedicato la propria esistenza a strutturare la filosofia e la teologia cristiana superando i limiti del riduzionismo e ponendo al centro l’atto d’essere (esse)4. La sua analisi della persona umana anticipa la critica kairologica a Boezio, radicando la dignità della persona non nella sola operatività razionale, ma nella sussistenza dell’anima spirituale unita al corpo4.

Nonostante l’imponente costruzione concettuale della Summa Theologiae, la vita di Tommaso è segnata da un Kairos definitivo e trasformativo il 6 dicembre 1273, durante la celebrazione della Messa a Napoli1. In quel momento, Tommaso fa esperienza diretta del Mistero divino, una percezione semantica e spirituale che trascende ogni modello razionale umano3.

Dopo questo evento, Tommaso smette di scrivere, confidando al suo segretario Reginaldo da Piperno che tutto ciò che aveva scritto gli sembrava paglia rispetto a ciò che aveva visto e che gli era stato rivelato4. Questo passaggio illustra il vertice della Kairologia: il passaggio dalla conoscenza concettuale ed ermeneutica (“Ti esti?”) all’immersione diretta nello Stato Ontologico Reale (Self-real), dove la mente umana tace di fronte all’infinita grandezza del Self-ideal divino3.

Sant’Ignazio di Loyola: La Riconfigurazione del Coping tra Trauma e Discernimento Spirituale

La traiettoria biografica di Ignazio di Loyola manifesta l’applicazione pratica del coping indeterminato e la trasformazione del trauma biologico in risorsa spirituale e cognitiva2. Nel 1521, durante l’assedio di Pamplona, una palla di cannone devasta le gambe di Ignazio4. Questo evento traumatico distrugge istantaneamente il suo coping originario (Cd), basato sull’onore militare, l’ambizione cortigiana e l’affermazione edonistica4.

Durante la convalescenza a Loyola, costretto all’immobilità fisica e all’isolamento—condizioni che avrebbero potuto generare una sindrome post-traumatica o un profondo decadimento allostatico—Ignazio vive il suo Kairos attraverso la lettura della Vita Christi e del Flos Sanctorum1. Attraverso l’osservazione dei propri stati d’animo, quali la consolazione e la desolazione, egli sviluppa il discernimento degli spiriti4.

Gli Esercizi Spirituali ideati da Ignazio rappresentano una metodologia sistematica di riprogrammazione del coping esistenziale, del tutto analoga ai principi del Programma Kairos fondato da Brera1. Attraverso l’introspezione guidata, la preghiera e l’uso dell’immaginazione simbolica, l’esercizio ignaziano permette all’individuo di ristrutturare le proprie risposte emotive e fisiologiche, convertendo il pathos ontologico in una decisione libera e responsabile al servizio di Dio (self real)4.

San Massimiliano Maria Kolbe: La Vittoria dell’Amore Sacrificale nel Bunker della Fame di Auschwitz

La vicenda di Massimiliano Kolbe ad Auschwitz offre la dimostrazione di come l’adesione al Terzo Stato Ontologico (Self-real) permetta alla persona umana di svincolarsi dalle leggi della sopravvivenza biologica pura4. Il campo di concentramento nazi-fascista rappresenta la massima istituzionalizzazione del riduzionismo meccanicista e della negazione della persona, dove l’essere umano veniva ridotto a numero e a pura risorsa biologica da consumare Ra= f (Cd)2.

Di fronte alla condanna a morte del padre di famiglia Franciszek Gajowniczek, Kolbe compie un gesto d’irruzione kairologica: esce dai ranghi e offre liberamente la propria vita al posto dell’altro1. Questo atto rompe la logica eterodiretta del lager4.

Rinchiuso nel bunker della fame, Kolbe trasforma un luogo di agonia fisica e disperazione PNEI in un ambiente di preghiera e di canto2. Il suo coping indeterminato (Ci x Es) raggiunge il valore massimo: l’amore sacrificale ancorato al Self-ideal annulla la reazione fisiologica della paura e dell’odio4. Kolbe sopravvive a settimane di privazione idrica ed alimentare assoluta, costringendo i carnefici a sopprimerlo con un’iniezione di acido fenico4. La sua morte attesta che la dignità ontologica della persona e la sua libertà semantica possono dominare e trasfigurare la biologia fino all’ultimo istante4.

San Padre Pio da Pietrelcina: La Mappa PNEI della Sofferenza Mistica e la Trascendenza Allostatica

La vita di Padre Pio da Pietrelcina è contrassegnata da un carico allostatico e da una complessità fisiopatologica apparentemente inspiegabili per la medicina classica: ipertermie estreme fino a 48 °C, patologie croniche dolorose, battaglie spirituali e l’impressione permanente delle Stimmate per cinquant’anni2. La medicina positivista ha tentato senza successo di inquadrare la sua vita in categorie psicopatologiche o infettivologiche2.

La Kairologia consente di comprendere la figura di Padre Pio alla luce dell’interazionismo PNEI e della semantica della sofferenza1. Le stigmata e i fenomeni mistici di Padre Pio rappresentano l’espressione di un coping totalmente vicario ed empatico4. Egli assume su di sé il carico semantico ed esistenziale (Es) dei peccati e delle patologie dei fedeli che a lui affluiscono2.

Il suo organismo non subisce il disfacimento allostatico che tali sofferenze produrrebbero in un individuo privo di risorse valoriali, ma sviluppa una straordinaria resilienza fisiologica e sociale, concretizzata nella fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza2. Padre Pio dimostra che quando la sofferenza viene dotata di un significato assoluto, la reazione biologica Rh si trasforma in energia generativa e di cura per il prossimo, realizzando appieno lo Stato Ontologico Reale4.

San Giovanni Paolo II: Il Personalismo Cristocentrico e la Dignità Inviolabile nella Malattia

Karol Wojtyła non è solo un testimone della fede, ma uno dei principali teorici del personalismo filosofico contemporaneo, la cui opera ha direttamente influenzato la fondazione antropologica della Kairologia del Prof. Brera4. Wojtyła ha posto al centro della sua riflessione l’azione della persona, dimostrando che l’uomo si rivela e si realizza attraverso le sue scelte morali libere e responsabili4.

Il momento di Kairos biografico di Giovanni Paolo II si rinnova drammaticamente il 13 maggio 1981 con l’attentato in Piazza San Pietro e, successivamente, con la lenta e pubblica progressione della malattia di Parkinson1. Di fronte alla decadenza fisica e alla perdita del controllo motorio e del linguaggio, la cultura contemporanea utilitaristica tende a svalutare la qualità della vita dell’individuo4.

Giovanni Paolo II ha vissuto la propria malattia trasformandola in una cattedra di epistemologia della persona4. Egli ha testimoniato che l’Essere Persona (Primo Stato Ontologico) resta intatto e inviolabile anche quando le funzioni biologiche e cognitive si deteriorano4. Il suo coping semantico (Ci x Es), declinato nell’offerta quotidiana della sofferenza, ha mostrato al mondo che il Self-real trascende le limitazioni della neurobiologia, offrendo una convalida esistenziale al paradigma della Medicina Centrata sulla Persona4.

Santa Madre Teresa di Calcutta: La Chiamata nella Chiamata e la Gestione Semantica della Notte Oscura

Madre Teresa di Calcutta offre un modello straordinario di coping kairologico applicato alle periferie dell’esistenza4. Nel settembre del 1946, mentre viaggiava in treno da Calcutta a Darjeeling, vive la chiamata nella chiamata: un Kairos folgorante in cui percepisce la sete inestinguibile di Gesù nei più poveri tra i poveri1.

Questo evento la spinge a lasciare la sicurezza del convento per immergersi negli slum di Calcutta4. L’approccio di Madre Teresa ai moribondi non è una mera assistenza filantropica o sanitaria, ma una vera relazione personalistica4. Raccogliendo gli ultimi della terra, ella restituiva loro la percezione di essere amati e desiderati, permettendo loro di morire nella dignità di persone4.

Le pubblicazioni postume delle sue lettere hanno rivelato che Madre Teresa ha vissuto per oltre cinquant’anni una profonda notte oscura dello spirito, caratterizzata dall’assenza di percezione consolatoria di Dio4. In ottica psicopatologica tradizionale, tale condizione sarebbe potuto essere diagnosticata come una forma depressiva cronica2. La Kairologia rivela l’opposto: il suo coping qualitativo indeterminato (Ci) si è mantenuto a livelli elevatissimi proprio grazie a un fattore semantico-esistenziale (Es) radicato nella pura fede non percettiva2. Tale assetto ha protetto il suo sistema PNEI, garantendole una longevità e un’efficacia operativa eccezionali, dimostrando la supremazia dello spirito sulle determinazioni psicofisiche1.

Analisi Comparativa delle Dinamiche Kairologiche

Le traiettorie biografiche dei nove santi analizzati rivelano una convergenza strutturale con i principi matematici, ontologici e PNEI della Kairologia2. Ciascun testimone ha affrontato la frattura del proprio coping determinato originario (Cd) per accedere, attraverso un momento di Kairos, alla dimensione indeterminata (Ci x Es), realizzando l’adesione al Self-ideal2.

 

Figura / Santo Evento di Kairos (Momento Propizio) Modello di Coping Originario (Cd) Riconfigurazione Semantica (Ci×Es) Manifestazione PNEI ed Epigenetica Stato Ontologico Raggiunto
San Paolo Folgorazione e voce sulla via di Damasco1. Zelo farisaico deterministico e persecutorio4. Resa incondizionata a Cristo; predicazione ai gentili4. Cecità funzionale, reset allostatico e conversione neuro-comportamentale2. Self-real (“Vivo non più io, ma Cristo in me”)4.
Sant’Agostino Voce nel giardino di Milano (“Tolle, lege”)1. Edonismo, retorica ambiziosa e scetticismo filosofico4. Introspezione profonda; scoperta della Verità interiore3. Risoluzione delle somatizzazioni respiratorie e dell’ansia cronica2. Self-real (Placamento dell’ Inquietum cor)4.
San Francesco Veste spogliata dinanzi al Vescovo; Crocifisso di S. Damiano1. Coping borghese-mercantile e ambizione cavalleresca4. Sposalizio con la Povertà; immedesimazione con i lebbrosi4. Somatizzazione epigenetica delle Stimmate al monte della Verna1. Self-real (Totale conformità al Cristo soffrente)4.
San Tommaso Rivelazione mistica durante la Messa a Napoli (1273)1. Razionalismo filosofico ed esegesi accademica pure4. Abbandono della scrittura concettuale; contemplazione del Mistero3. Silenzio contemplativo, superamento dell’affaticamento intellettuale4. Self-real (Unione diretta con il Self-ideal supremo)4.
Sant’Ignazo Ferita da cannone a Pamplona e convalescenza1. Codice d’onore cavalleresco ed edonismo di corte4. Elaborazione del Discernimento Spirituale ed Esercizi4. Riconfigurazione della neurobiologia del dolore e del trauma2. Self-real (Fondazione del servizio militante Ad Maiorem Dei Gloriam)4.
San Massimiliano Kolbe Offerta della propria vita al posto di Gajowniczek ad Auschwitz1. Sopravvivenza reattiva al terrore del lager4. Dono totale di sé per amore dell’Immacolata e del prossimo4. Assenza di terrore PNEI; soppressione della reazione da fame/sete2. Self-real (Vittoria dell’Amore sul determinismo della morte)4.
San Padre Pio Ricezione permanente delle Stimmate nel 19182. Gestione biologica ordinaria della propria salute fisica4. Coping vicario; offerta espiatoria della sofferenza personale2. Resistenza allostatico-fisiologica a ipertermie e lesioni emorragiche2. Self-real (Partecipazione costante al Mistero della Croce)4.
San Giovanni Paolo II Attentato nel 1981 e progressione del Parkinson1. Efficienza fisica, intellettuale e carisma pastorale4. Offerta della propria vulnerabilità biologica al mondo4. Mantenimento dell’integrità ontologica e cognitiva nella malattia4. Self-real (Testimonianza vivente della dignità intrinseca)4.
Santa Madre Teresa Chiamata in treno verso Darjeeling (“Sete di Cristo”)1. Routine istituzionale dell’insegnamento scolastico4. Immersione nel servizio totale agli ultimi della terra4. Preservazione della resilienza psicofisica durante decenni di “notte oscura”2. Self-real (Incarnazione della Caritas pura nell’aridità)4.

Implicazioni Epistemologiche, Pedagogiche e Cliniche per la Medicina Centrata sulla Persona

L’interpretazione kairologica delle vite dei santi fornisce indicazioni fondamentali per l’evoluzione della scienza medica, dell’educazione e della pedagogia clinica1. Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questi principi sono tradotti in una metodologia didattica ed applicativa rivolta alla formazione dei medici e degli educatori1.

La dinamica dello sviluppo ontologico si struttura attraverso un percorso sequenziale ben preciso. Nel Primo Stato Ontologico, l’essere umano riceve passivamente il dono dell’esistenza, operando attraverso una comunicazione puramente informativa ed adattiva4. L’irruzione del Kairos conduce al Secondo Stato Ontologico (Self-possible), in cui il soggetto vive la crisi del pathos ontologico e formula la domanda di senso socratica “Ti esti?”2.

Di fronte a questa crisi, il soggetto può regredire verso un coping determinato Ra= f(Cd), soggetto al riduzionismo e al distress, oppure aprirsi a un coping indeterminato Rh= f( Cix Es)2. Scegliendo la seconda via e aderendo al Self-ideal attraverso l’incontro relazionale (“Chi è?”), la persona approda allo Stato Ontologico Reale (Self-real), realizzando la sintesi tra salute biologica, equilibrio PNEI e pienezza spirituale2.

La formula kairologica Rh= f (Ci x Es) dimostra che l’impatto di qualsiasi agente patogeno o fattore di stress fisiologico è mediato dal prodotto del coping indeterminato (Ci) per il significato esistenziale (Es)2. Se il significato esistenziale tende all’infinito (Es—-∞), come avviene nell’esperienza di adesione al Self-ideal dimostrata dai santi, la capacità di resistenza biologica e la resilienza del sistema PNEI aumentano in misura esponenziale, minimizzando l’effetto lesivo dello stress ormonale e immunitario1.

L’applicazione della Kairologia nell’educazione e nella medicina centrata sulla persona si fonda su cinque criteri pedagogici imprescindibili per orientare il Self-possible verso il Self-real4:

  • L’Esperienza di Essere Desiderato: La persona deve sperimentare di possedere un valore inestimabile in sé, indipendentemente dalle sue prestazioni o dalle sue condizioni di salute4.
  • L’Accettazione del Limite: Il riconoscimento del limite biologico o psicologico non come condanna, ma come perimetro all’interno del quale si attiva la libertà del coping indeterminato2.
  • Il Retrocendimento Parentale ed Educativo: La necessità che l’educatore o il clinico sappiano fare un passo indietro per consentire al soggetto di assumersi la responsabilità delle proprie scelte valoriali4.
  • La Pedagogia del Silenzio e dell’Introspezione: La creazione di spazi interiori affinché il soggetto possa superare il rumore informativo della comunicazione ed accedere all’ascolto della propria verità interiore3.
  • La Promessa Orientata al Futuro: L’apertura ad una speranza fondata sull’adesione al Self-ideal, capace di dare senso anche alla sofferenza e alla finitudine4.

Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, l’insegnamento della Kairologia e del Metodo Clinico Centrato sulla Persona viene attuato mediante procedure didattiche rigorose volte a formare l’insegnante e il clinico al superamento dell’insegnamento nozionistico1.

La Quaestio e la Disputatio coinvolgono gli studenti nell’esame critico dei paradigmi scientifici e dei casi clinici, sviluppando l’autonomia di giudizio ed evitando il dogmatismo meccanicista4. I Workshop d’Apprendimento (WAD) offrono sessioni interattive in cui la teoria kairologica viene applicata direttamente all’analisi di dinamiche di counselling medico o di prevenzione epigenetica, integrando dati biologici e dimensioni semantiche4. Il Key Word Recall (KWR) costituisce una procedura rigorosa di sintesi e rielaborazione concettuale basata sul richiamo strutturato di parole chiave epistemologiche, utilizzata per organizzare il pensiero clinico in modo olistico e non frammentato2.

Infine, il Programma Kairos rappresenta lo strumento applicativo e il protocollo di formazione formulato da Brera, dimostratosi capace nelle sperimentazioni scientifiche di incrementare in modo determinante le risorse affettive, cognitive e creative dei giovani, riducendo l’ansia e ripristinando la salute psicofisica1.

Conclusioni

L’esame della vita di San Paolo, Sant’Agostino, San Francesco d’Assisi, San Tommaso d’Aquino, Sant’Ignazio di Loyola, San Massimiliano Kolbe, San Padre Pio, San Giovanni Paolo II e Santa Madre Teresa di Calcutta, condotto alla luce della Kairologia del Professor Giuseppe Rodolfo Brera, dimostra la validità scientifica, epistemologica e antropologica del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1.

I santi non rappresentano eccezioni biologiche incomprensibili, ma attestano le massime potenzialità della natura umana quando questa realizza la transizione dallo stato di Self-possible allo Stato Ontologico Reale (Self-real)4. La loro esistenza conferma la formula kairologica Rh= f(Ci xEs): l’adesione libera, consapevole e incondizionata al Self-ideal—incarnato nella persona di Gesù Cristo—è in grado di riorganizzare l’assetto psiconeuroendocrinoimmunologico ed epigenetico dell’individuo, trasformando il dolore, la malattia, la persecuzione e la stessa morte in atti di liberazione, di salute e di rigenerazione per l’intera umanità1.

Questo studio riafferma la necessità impellente di rifondare la formazione medica, la clinica e la pedagogia contemporanea sul paradigma kairologico sviluppato dall’Università Ambrosiana, restituendo alla scienza della salute la sua profonda e inalienabile dimensione personalistica, spirituale e semantica1.

Bibliografia

  1. Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  2. Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 21 giugno 2026 [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/21/bioetica-delladolescenza-lermeneutica-kairologica-di-giuseppe-rodolfo-brera-e-il-magistero-della-chiesa-cattolica-una-sintesi-epistemologica-e-clinica-delluniversita-ambrosiana/
  3. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  4. L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 27 giugno 2026 [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  5. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Profilo ResearchGate] [Internet]. ResearchGate; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  6. Brera GR. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. Milano: Editoria Università Ambrosiana; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/
  7. Kairologia [Internet]. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
  8. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf
  9. Archivi Tag: Adolescentologia clinica [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/adolescentologia-clinica/
  10. Brera GR. Person Centered Medicine: Theory, Teaching, Research [Internet]. ResearchGate; [citato il 4 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch

 

[1] Questo è un saggio introduttivo che precede quelli specifici per ogni figura di santo preso in considerazione nella ricerca.

[2] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Vito Galante*

Abstract

The Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University by Professor Giuseppe R. Brera, represents an epochal epistemological shift from a mechanistic-reductionist model to an interactionist-teleonomic framework. This report explores the advanced research on “Relational and Moral Epigenetics,” which posits that human health is a relative process determined by the quality of coping and the subjective interpretation of experience. Relational epigenetics describes how social and affective interactions are molecularly transduced into biological changes through neuromodulation and gene expression. Moral epigenetics emphasizes the biological impact of existential choices and the person’s quest for truth, love, and beauty, which act as primary regulators of allostatic stability. The synthesis of clinical psychoneuroimmunology, kairology, and the epigenetic code discovery by Piermario Biava provides a unified theory of human nature. This paradigm validates the Person-Centered Clinical Method (PCCM) as a maieutic tool to induce resilience and prevent chronic, degenerative, and infectious diseases by promoting the person’s transcendent dignity.

Keywords: Person-Centered Medicine, Relational Epigenetics, Moral Epigenetics, Health Relativity Theory, Teleonomy, Kairology, Adolescentology, Giuseppe R. Brera, Milan School of Medicine.

L’Epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e il Cambio di Paradigma

La scienza medica contemporanea si trova a un punto di svolta critico, segnato dal passaggio da una visione meccanicistica e deterministica della salute a un modello interazionista e personalistico. Questo cambiamento di paradigma, avviato formalmente tra il 1995 e il 1996 da Giuseppe R. Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano, ha ridefinito le basi epistemologiche della ricerca biomedica e della pratica clinica.1 La Medicina Centrata sulla Persona (PCM) non si configura semplicemente come un’estensione dell’umanesimo medico, ma come una struttura scientifica rigorosa che integra le scienze biologiche di base con le discipline umanistiche.1

L’insufficienza del modello biomedico tradizionale, spesso descritto come “riduzionismo bio-tecnologico”, risiede nella sua incapacità di cogliere la complessità della natura umana, limitandosi a studiare la malattia come un guasto meccanico.2 Al contrario, la PCM introduce il concetto di “relatività indeterminata delle reazioni biologiche”, suggerendo che la risposta dell’organismo a qualsiasi stimolo non è fissa, ma dipende dalla qualità del “coping” e dall’interpretazione soggettiva della realtà.4 Questa intuizione, pubblicata per la prima volta da Brera nel 1996, ha posto le basi per una rivoluzione paragonabile a quella avvenuta nel secolo scorso con il passaggio dalla fisica classica alla meccanica quantistica.1

Nel 1999, la pubblicazione del “Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona” ha sancito ufficialmente la nascita di questo nuovo paradigma, che vede la salute non come mera assenza di malattia, ma come il “fiorire della vita dell’individuo” attraverso la costruzione di fattori protettivi capaci di neutralizzare i fattori di rischio.2 Questo processo coinvolge l’interazione teleonomica tra corpo, mente e spirito, dove ogni dimensione ha pari valore scientifico e clinico.4

 

Caratteristica del Paradigma Medicina Meccanicistica (Tradizionale) Medicina Centrata sulla Persona (PCM)
Fondamento Epistemologico Determinismo lineare (S-A: Stimolo-Risposta) Indeterminismo interazionista (S-P-A: Stimolo-Persona-Risposta) 2
Visione dell’Uomo Somma di organi e funzioni bio-molecolari Unità tridimensionale: corpo, mente, spirito 3
Definizione di Salute Stato statico di benessere psicofisico (OMS 1948) Processo dinamico di adattamento creativo e scelta di possibilità vere per essere la migliore persona umana possibile 2
Metodo Clinico Diagnosi tecnica centrata sul “Cosa” (malattia) Maieutica della persona centrata sul “Chi” (persona) 3
Ruolo della Biologia Determinante assoluto della salute Reattività relativa alla qualità dell’esperienza5

Il consolidamento istituzionale di questo approccio è avvenuto con l’introduzione, nel 1998, di un nuovo curriculum nell’educazione medica pre-laurea presso la Scuola Medica di Milano, scritto interamente secondo la teoria della PCM.1 Da allora, l’Università Ambrosiana è diventata il punto di riferimento mondiale per la formazione dei medici in questo ambito, promuovendo una ricerca che non separa più lo spirito (la domanda naturale di significato della vita) dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche.2

Epigenetica Relazionale: La Biologia dell’Incontro e dell’Affettività

L’epigenetica relazionale rappresenta una delle aree più avanzate della ricerca condotta dalla Scuola Medica di Milano. Essa esplora i meccanismi attraverso i quali le esperienze sociali e le relazioni interpersonali vengono registrate nel DNA, influenzando il fenotipo metabolico, immunitario e comportamentale.5 Secondo le ricerche di Brera, avviate già negli anni ’80 con lo studio dei fenomeni empatici nella relazione medico-paziente, la soggettività e le relazioni non sono entità astratte, ma potenti modulatori dell’espressione genica.8

Il meccanismo fondamentale dell’epigenetica relazionale risiede nella trasduzione molecolare dell’esperienza. Quando un individuo vive un’interazione affettiva o sociale, questa viene interpretata dal sistema nervoso centrale e tradotta in una cascata di neuromodulatori, ormoni e cambiamenti immunitari.10 Questi segnali biochimici agiscono come interruttori epigenetici che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA.5

Un dato cruciale emerso dalla ricerca interazionista riguarda l’impatto dello stress precoce e della qualità delle cure relazionali sulla metilazione del DNA. In particolare, il recettore dei glucocorticoidi, presente in ogni tessuto umano e fondamentale per la risposta allo stress, è soggetto a regolazione epigenetica in base alla qualità dell’ambiente interpersonale.5 Una relazione di cura positiva e sicura può indurre una metilazione favorevole, aumentando la resilienza del sistema allostatico, mentre relazioni traumatiche o deprivanti possono causare danni epigenetici persistenti.5

In questo contesto, il metodo clinico stesso diventa un agente terapeutico epigenetico. La creazione dell’”effetto antropico” all’inizio del rapporto clinico — ovvero la disposizione affettiva del medico ad accettare, comprendere e aiutare — attiva circuiti biologici che predispongono il paziente alla guarigione.3 La ricerca suggerisce che le intenzioni di guarigione e l’empatia vengano trasmesse attraverso dimensioni spazio-temporali che influenzano la biologia molecolare del paziente in modo più rapido di quanto precedentemente ipotizzato dalla medicina bio-tecnologica.3

Meccanismi Molecolari della Trasduzione Soggettiva

La ricerca della Scuola Medica di Milano ha identificato diverse vie attraverso le quali la soggettività relazionale modula la biologia:

  • Regolazione Recettoriale: La diversa qualità dei recettori cellulari che ricevono segnali dai sistemi neuro-ormonali e immunitari è influenzata dallo stato affettivo della persona.10
  • Modulazione PNEI: L’interazione tra psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario è governata da una logica interazionista in cui le emozioni attivano specifici pattern di espressione genica.10
  • Allostasi Antivirale: Anche la suscettibilità alle infezioni, come dimostrato negli studi sul SARS-COV 2, è relativa allo stato metabolico e immunitario dell’individuo, il quale è a sua volta modellato dalle sue interazioni relazionali e dal suo livello di stress.5

L’epigenetica relazionale sposta quindi l’attenzione dal solo agente patogeno alla vulnerabilità o resilienza del “terreno” biologico, che è intrinsecamente legato alla storia relazionale del soggetto.2 Questo approccio ha portato alla formulazione della “Teoria della Relatività dell’Infezione”, che considera l’interazione tra soggettività, variabili biologiche e ambiente relazionale.8

Epigenetica Morale e la Teleonomia della Natura Umana

L’epigenetica morale rappresenta l’integrazione della dimensione etica e spirituale nella scienza medica. Questo concetto, centrale nella PCM di Giuseppe R. Brera, postula che le scelte esistenziali, i valori morali e la ricerca di significato non siano solo questioni filosofiche, ma variabili determinanti per la salute biologica.4 La tesi di fondo è che la natura umana sia orientata da una “teleonomia naturale”, una tendenza intrinseca verso la realizzazione di verità, amore e bellezza.4

Secondo il Manifesto della PCM, l’uomo non è un insieme casuale di reazioni chimiche, ma un soggetto teleonomico la cui vita è finalizzata alla realizzazione di una soggettività libera e responsabile.4 Quando l’individuo agisce in coerenza con questa natura profonda, costruisce fattori protettivi che promuovono l’allostasi e la salute.4 Al contrario, un conflitto soggettivo inconscio tra la tendenza ideale verso il bene e la realtà vissuta può generare uno squilibrio che si manifesta come malattia.5

L’epigenetica morale suggerisce che il “codice epigenetico” risponda alla qualità della vita morale. La scelta di “essere la migliore versione di sé stessi” (formulata da Brera nel 2011) non è solo un ideale etico, ma una strategia di sopravvivenza biologica.5 In questo senso, la medicina diventa una “scienza della sofferenza” che aiuta la persona a scoprire il significato del proprio dolore, trasformandolo in un kairos (momento opportuno) per la crescita personale.2

 

Dimensione Morale Correlato Epigenetico/Biologico Implicazione Clinica
Ricerca della Verità Riduzione del conflitto inconscio e dello stress ossidativo 4 Diagnosi come maieutica della verità interiore 3
Atto d’Amore Attivazione di neuromodulatori pro-sociali e potenziamento immunitario 4 La solidarietà ospedaliera come farmaco per l’uomo 2
Esercizio della Libertà Scelta di stili di vita che modulano positivamente il DNA 5 La salute come capacità di scelta e responsabilità 7
Senso del Sacro Unificazione dei mondi biologico, simbolico e spirituale 4 Rispetto della dignità trascendente nella cura 9

Questa visione è supportata dalla “Teoria della Relatività della Salute” (HRT), la quale afferma che la salute dipende dalla capacità interpretativa della persona rispetto alle proprie possibilità di esperienza.8 Se l’individuo possiede risorse morali e spirituali solide, può interpretare gli eventi avversi in modo da mantenere l’integrità del proprio sistema biologico, inducendo una resilienza che neutralizza i danni genetici ed epigenetici.2

L’epigenetica morale trova una sua applicazione specifica nell’adolescentologia clinica, dove il compito evolutivo primario del giovane è rispondere alla domanda di identità attraverso la ricerca di valori oggettivi.11 La frammentazione epistemologica che ignora la dimensione spirituale dell’adolescente è considerata “iatrogena” dalla Scuola Medica di Milano, in quanto impedisce lo sviluppo di quella coesione interna necessaria per una salute duratura.2

Adolescentologia e Kairologia: Il Modello Unitario dello Sviluppo

L’adolescentologia, definita da Giuseppe R. Brera nel 1987 come una teoria dell’adolescenza centrata sulla persona, costituisce il pilastro clinico della PCM.8 Essa si basa sulla “Kairologia”, un modello ermeneutico della natura umana presentato per la prima volta nel 1993, che vede lo sviluppo umano come una sequenza di momenti opportuni per la realizzazione dell’essere.8

In questo quadro, l’adolescenza non è vista come una crisi biologica di passaggio, ma come un “stress adattativo” finalizzato allo sviluppo della dignità di essere una persona reale.11 La salute dell’adolescente è determinata dall’interazione tra la sua maturazione biologica, il suo mondo simbolico (affetti, percezioni) e la sua apertura allo spirito.2 La ricerca della Scuola Medica di Milano ha evidenziato come la mancanza di coerenza tra queste dimensioni sia alla base di patologie emergenti come la “Sindrome di Mercurio” (dipendenza da smartphone) e altri disturbi comportamentali.2

L’adolescentologia clinica si avvale di una “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”, presentata da Brera alle Nazioni Unite, che pone al centro la libertà e la responsabilità del ragazzo nel processo di costruzione della propria salute.8 Il metodo clinico applicato all’adolescente mira a identificare i “fattori protettivi” che rendono il giovane resiliente alle avversità ambientali e sociali.11

La Scuola Medica di Milano sottolinea che la prevenzione pleiotropica in adolescenza deve considerare l’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale non solo sulla salute mentale, ma anche sui processi neurobiologici ed epigenetici.11 La svalutazione della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è identificata come un fattore di rischio per la trasmissione del significato della vita, essenziale per la resilienza epigenetica delle nuove generazioni.7

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Maieutica Clinica

Il “Person-Centered Clinical Method” (PCCM) rappresenta la traduzione operativa di tutta la ricerca sull’epigenetica relazionale e morale. Insegnato dal 1998, questo metodo non sostituisce la clinica tradizionale, ma la integra e la trasforma, spostando l’enfasi dalla malattia alla persona malata.1 Il medico non agisce come un tecnico riparatore, ma come un “maieuta della dignità umana”.4

Il PCCM è strutturato in fasi rigorose che permettono di esplorare la totalità della persona:

  1. Fase della Diacrisi (Discernimento): Inizia con la creazione dell’effetto antropico e procede con l’esplorazione della storia del paziente, non solo clinica ma esistenziale.3
  2. Analisi delle Risorse e dei Problemi (Modello a Croce): Il medico valuta l’equilibrio tra i punti di forza del paziente (risorse spirituali, affettive, fisiche) e i suoi problemi clinici.3
  3. Diagnosi di Persona: Non si limita a dare un nome a una patologia, ma cerca di capire “Chi è la persona” e come questa stia vivendo il proprio lavoro di costituzione della vita.3
  4. Induzione di Resilienza: Il piano terapeutico mira a potenziare i fattori protettivi attraverso scelte di vita consapevoli e l’uso di molecole naturali che favoriscono la regolazione epigenetica.3

 

Fase del Metodo Azione Clinica Impatto Biologico-Epigenetico
Effetto Antropico Accoglienza empatica e intenzionalità curativa Attivazione di cascate neuroendocrine positive e riduzione del cortisolo 3
Esplorazione dei Valori Indagine sulla vita spirituale e sul senso del dolore Modulazione teleonomica dell’allostasi e riduzione dello stress sistemico 3
Modello a Croce Bilancio tra fattori di rischio e protettivi Identificazione del potenziale di autoriparazione epigenetica 3
Counselling Medico Dialogo orientato alla verità e alla scelta Rafforzamento della resilienza attraverso la riprogrammazione soggettiva 1

Il PCCM è esso stesso una terapia, poiché agisce simultaneamente a livello spirituale, affettivo e biologico.3 La validazione sperimentale condotta nel 2012 ha dimostrato che i medici formati a questo metodo ottengono risultati clinici superiori in termini di soddisfazione del paziente e di efficacia delle cure, poiché riescono a ingaggiare la soggettività del malato come alleato nel processo di guarigione.1

Il Codice Epigenetico e la Riprogrammazione di Piermario Biava

Una componente fondamentale della ricerca avanzata della Scuola Medica di Milano è costituita dal lavoro del Professor Piermario Biava, la cui candidatura al Premio Nobel per la Medicina è stata sostenuta dall’Università Ambrosiana.11 Biava ha scoperto il “codice epigenetico” che organizza la vita, dimostrando la possibilità di riprogrammare le cellule staminali adulte senza distruggerle.9

Questa scoperta rappresenta un cambio radicale del paradigma scientifico, passando da una visione della cellula come entità isolata a una visione interazionista.9 In ambito oncologico e neurodegenerativo, la riprogrammazione epigenetica offre nuove vie terapeutiche che non si basano sulla distruzione delle cellule malate (come avviene con la chemioterapia tradizionale), ma sulla riattivazione di geni silenziati attraverso l’assunzione di “riprogrammatori epigenetici” naturali.9

La ricerca di Biava si integra perfettamente con la PCM, fornendo la base molecolare per l’epigenetica clinica. Se il codice epigenetico è ciò che organizza la vita, allora le variabili relazionali e morali discusse in precedenza sono i segnali di alto livello che istruiscono tale codice.5 La Scuola Medica di Milano ha istituito laboratori di ricerca pleiotropica per stabilire protocolli terapeutici personalizzati che utilizzano molecole naturali per influenzare la metilazione del DNA e la regolazione genica, portando la medicina verso una dimensione veramente predittiva e personalizzata.10

COVID-19: Un Case Study per il Cambio di Paradigma della Salute

La pandemia di SARS-COV 2 ha rappresentato per la Scuola Medica di Milano un banco di prova decisivo per dimostrare la superiorità del paradigma interazionista. Giuseppe R. Brera ha scritto il primo trattato al mondo sulla prevenzione del COVID-19 basato sull’allostasi e sulla medicina centrata sulla persona.8

La critica mossa al sistema sanitario globale è stata quella di aver affrontato l’emergenza con un paradigma meccanicistico-deterministico superato, basato esclusivamente sulla vaccinazione di massa e ignorando la “Relatività dell’Entrata del Virus”.2 Secondo la PCM, l’infezione non è un evento causale lineare, ma dipende dalla suscettibilità immunitaria e metabolica dell’individuo, la quale può essere potenziata attraverso l’”allostasi antivirale” e l’”immunostimolazione preventiva”.8

Brera ha introdotto concetti epistemologici innovativi come l’allostasi virale e antivirale, suggerendo che una dieta specifica e l’integrazione nutraceutica (programma AVISP) avrebbero potuto indurre un “Rischio Zero” per il COVID-19 potenziando le difese naturali della persona.10 Inoltre, la ricerca della Scuola ha sollevato preoccupazioni sulla “genotossicità” e sui “danni epigenetici” potenzialmente indotti dai vaccini a mRNA, proponendo invece una strategia di prevenzione centrata sulla resilienza metabolica del soggetto.2

Questo approccio, lungi dall’essere antiscientifico, si basa sulla teoria della “Relatività dell’Infezione” e richiama l’attenzione sulla necessità di una prevenzione secondaria che non può essere omessa senza gravi responsabilità etiche e cliniche.6 La pandemia ha così confermato l’urgenza di adottare la “World Health Charter” per una sanità pubblica che rispetti la complessità biologica e la dignità trascendente dell’uomo.8

Conclusioni: Verso una Medicina Maieutica e Resiliente

La ricerca prodotta dalla Scuola Medica di Milano sotto la guida di Giuseppe R. Brera, delinea una nuova era per la scienza medica. L’epigenetica relazionale e morale non è più una speculazione teorica, ma una realtà clinica validata che dimostra come l’essere umano sia un’unità inscindibile di biologia e spirito.3

Il passaggio dalla “medicina centrata sulla malattia” alla “medicina centrata sulla persona” comporta tre conseguenze fondamentali:

  1. Il Medico come Guida: Il professionista della salute deve acquisire competenze non solo tecniche, ma anche relazionali e filosofiche, diventando un facilitatore della teleonomia del paziente.3
  2. La Salute come Responsabilità: La prevenzione e la cura non sono atti passivi, ma derivano dalla capacità del soggetto di compiere scelte orientate al vero e al bene, influenzando così il proprio destino epigenetico.5
  3. La Scienza come Interazione: La ricerca biomedica deve abbandonare il riduzionismo per abbracciare un modello interazionista-teleonomico, capace di integrare i progressi della genomica con la profondità della natura umana.2

In definitiva, la Medicina Centrata sulla Persona restituisce alla clinica la sua dimensione più autentica: quella di essere una “maieutica della persona” finalizzata al fiorire della vita.3 Attraverso l’applicazione rigorosa del PCCM e la comprensione dei meccanismi epigenetici, la Scuola Medica di Milano continua a guidare il mondo verso una medicina che è, allo stesso tempo, scientificamente avanzata e profondamente umana.

Bibliografia

  1. Università Ambrosiana. Person-centered medicine history [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  2. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  3. Università Ambrosiana. Person-centered medicine: theory, teaching and research [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Person%20Centered%20Medicine%20theory.teaching%20and%20research.pdf
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  5. Healthparadigmchange [Internet]. 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.healthparadigmchange.it/
  6. Università Ambrosiana News. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
  7. World Health Committee. Person-centered medicine paradigm archivi [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/category/person-centered-medicine-paradigm/
  8. Scuola Medica di Milano. Il direttore della Scuola Medica di Milano: dr. prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/blog-detail/post/283839/il-direttore-della-scuola-medica-di-milano-dr-prof-giuseppe-r-brera
  9. Adolescentologia Online. Editoria dell’Università Ambrosiana – adolescentologia e … [Internet]. Adolescentologia Online; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/editoria-delluniversita-ambrosiana/
  10. Scuola Medica di Milano. Home page – scuolamedicamilano dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  11. World Health Committee. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. World Health Committee; 2025 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/2025/01/22/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent/
  12. Brera GR. Webinar in Italy on person-centered medicine by prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/author/wp_1074201/

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

LA NECESSARIA DIMINUZIONE DEI MASSIMALI DEI MEDICI DI FAMIGLIA E PEDIATRI

 

 Rodolfo di Hautecombe

 

  1. I medici di famiglia e i pediatri territoriali devono avere il tempo per costruire una rapporto clinico con serenità e attenzione per la persona del paziente.
  2. Fino alla nascita del CSN il medico è stato succube di imposizioni burocratiche finalizzate al controllo amministrativo e alla somministrazione di farmaci, al rinvio dei pazienti alle visite specialistiche, esami, ricoveri ospedalieri
  3. l’ambulatorio dei medici è divenuto uno spazio in cui le problematiche esistenziali e sociali, legate alla patogenesi, come è oggi dimostrato dalla rivoluzione della fisiologia umana fatta dalla teoria dell’Allostasi, uno dei pilastri della Medicina centrata sulla persona, si esprimono nelle richieste di aiuto dei pazienti. Questo richiede tempo clinico.
  4. Il medico diviene il capro espiatorio delle problematiche  esistenziali e psicosociali, sommerso dalle richieste di aiuto, che le mascherano
  5. Il numero massimale attuale non consente un tempo clinico necessario per un lavoro sereno e una rapporto sereno con il paziente.
  6. La salute del medico è minacciata dallo stress per potere far fronte a tutte le richieste di aiuto. Il problema è quello di fare presto, scaricandosi le responsabilità per eventuali errori e allontanando i pazienti difficili con esami, farmaci e visite specialistiche. I pazienti finiscono per essere categorizzati come disturbo da cui difendersi e non come senso e fine della professione
  7. Questa situazione promuove un sistema economico in cui il problema del paziente diventa profitto e mezzo per assorbire le questioni sociali
  8. Alla luce del cambiamento di paradigma della scienza medica, compiuto dalla Medicina centrata sulla persona, il cui metodo clinico chiede tempo, i massimali attuali, già non idonei a un metodo clinico tradizionale centrato sul problema clinico ipotetico e non sulla salute della persona che implica un analisi del bilancio tra fattori protettivi e di rischio-vedere articolo su blog- la diminuzione dei massimali, compito primario del Comitato sanitario nazionale, è necessaria.Il medico formato alla MCP, diviene un maieuta della persona umana.
  9. L’azione del CSN sarà forte e senza indugi per contrastare la banda degli  asini e degli scellerati che hanno governato fino a oggi la sanità italiana a danno dei medici e dei pazienti.
  10. E’ bene ricordare che i medici, quelli veri  non i surrogati , i “boia di stato”o i mercanti ,  stanno dalla parte di chi soffre , della salute, della vita “Noblesse oblige”.

Copyright Rodolfo di Hautecombe 2019

Ogni riproduzione dell’articolo o delle sue parti  richiede autorizzazione

adesione@comitatosanitarionazionale.it

 

EFFETTI DELLA FORMAZIONE ALLA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA DI UN PEDIATRA FORMATO ALLA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA ( pubblicazione autorizzata dalla Scuola Medica di Milano)

RESULT OF PERSON CENTERED MEDICINE LEARNING
ACCORDING THE PERSON CENTERED CLINICAL METHOD
TAUGHT IN AMBROSIANA UNIVERSITY MILAN MEDICAL SCHOOL
Role Paediatrician of the National health Service Health National Service
Attendance: Third Year of the MA in Clinical Adolescentology (2002)
Learning objective: Person Centered Clinical Method Theoretical and Clinical training in Person Centered Meedicine

trough “Person Centered Clinical Method”

Medicine
Period of Regional data relevation: 1rs quarter 2002
Regional District         1108
Number of beneficiary persons 989 (assisted people)
Physician’s indicators Physician’s data differences
from the mean of the Regione Lombardia Physicians
N° of drug prescriptions 420 -77,33
Prescription/beneficiary 0,42 -76,21
Total fare (euro) 6.208,97 -89,05
fare pro-capite 6,28 -88,5
N° of pieces prescribed 590 -82,10%
n° of pieces pro-capite 0,6 -80,45
mean value piece 10,19 -99,99
mean value prescription 14,78 -51,67

 

 

 

IL REGOLAMENTO DEL COMITATO SANITARIO NAZIONALE

 

Premessa

La decadenza del Sistema sanitario italiano a causa di un’incapacità di governance dei  recenti  governi  e la tendenza ormai evidente a considerare i medici burocrati della salute,  ritenuti solo strumento e non protagonisti attivi del Sistema sanitario nazionale  e tali da essere utilizzati per assorbire le tensioni culturali anche contro i valori etici millenari della medicina, sta danneggiando la popolazione italiana  e riduce i sanitari a veri “capri espiatori” di omissioni  di governo ,  con carichi di lavoro che non consentono una serena attività clinica.  I punti seguenti evidenziano gravi errori e omissioni, che chiamano  i responsabili del lavoro sanitario iscritti nei collegi professionali e le associazioni  sindacali di categoria  a prendersi nuove responsabilità in una struttura unitaria per significato etico,  difesa della dignità professionale,difesa dei diritti dei pazienti , valori scientifici applicati alla clinica e alla assistenza sanitaria. La sanità italiana richiede un intervento deciso con l’assunzione di un potere di supervisione e di controllo della qualità delle scelte  giuridiche e ministeriali e /o regionali  in tema di sanità, da parte di chi  ogni giorno ha responsabilità dirette per la  salute della popolazione. Questo oggi assume una particolare importanza alla luce del cambiamento di paradigma della medicina e del concetto di salute che richiede maggior tempo da dedicare ai pazienti e che porta a enormi risparmi di sofferenze e costi sanitari (ca il 50%), a una maggiore autonomia della popolazione assistita e a una grande soddisfazione personale, come è stato dimostrato dalla ricerca scientifica

Elenco omissioni e errori dei governi della sanità della Repubblica italiana  (elenco ridotto)

  1. Mancanza di una filosofia di sviluppo del sistema sanitario nazionale
  2. Scelte legislative anticostituzionali e sentenze contro la salute dei minori
  3. Sentenze della Corte Costituzionale contro il diritti dell’uomo alla salute , alla migliore cura medica e contro il lavoro clinico dei medici, istituente nuovi “boia di stato”, nel merito della legittimazione del “suicidio assistito”
  4. Normalizzazione di atti non medici contro la persona del feto e della donna in stato di gravidanza, con attività continua di “boia di stato” , a danno della sua salute istituiti dalla legge 194. (la gravidanza non è una patologia) contro i principi etici del Giuramento d’Ippocrate e del giuramento del medico della FNOMCEO del 2007
  5. Mancanza di previsione del numero dei medici e specialisti necessario per garantire il Servizio Sanitario nazionale
  6. Mancanza di rispetto per i pazienti costretti a mesi di attesa per esami o visite di cui hanno diritto
  7. Riduzione dei medici delle cure primarie a burocrati della sanità controllati dalle regioni e dallo stato. Eccessivo numero massimale di popolazione assistibile pro-capite che non consente la relazione umana e clinica  medico-paziente.
  8. Abolizione ideologica[i] da parte della corte costituzionale della legge 40 e legittimazione “produzione” e soppressione embrioni . (1000 nati vivi da tecniche artificiali di fecondazione su ca 100.000 cicli ormonali)
  9. Messa in  libero commercio di farmaci contro la salute dei minori come la “protirelina”  o farmaci senza prescrizione medica come lo “Ellaone” ( Ulipristal-pillola dei cinque giorni dopo), che può produrre anche effetti compromettenti la fertilità (ispessimento dell’endometrio)  e con interazioni farmacologiche che possono causare gravi effetti avversi, con negazione di un ruolo clinico del medico.
  10. Mancanza di adeguamento del sistema sanitario al cambiamento di paradigma della scienza medica operato dalla Medicina centrata sulla persona
  11. Mancanza di formazione dei docenti in Medicina al suo insegnamento
  12. Ammissione a Medicina attraverso metodi obsoleti, che non evidenziano valori e capacità necessarie per il lavoro medico.[1] Tutt’oggi, infatti, con i test, anche psicopatici o schizofrenici possono essere ammessi  e i test non dicono nulla sui valori , attitudini e  le capacità necessarie per la professione medica.
  13. Sistema universitario-scientifico obsoleto- statalista, centralizzato, che agisce anche contro le leggi in vigore. [2]Dottorati di ricerca presi in età tarda ( ca 28-32 anni), in confronto agli altri paesi.
  14. Abbandoni e inattività universitaria al 35-40%
  15. Corsi di laurea triennale paradossali e ridicoli, per i cui contenuti sarebbero sufficienti un master annuale o biennale (es. Scienze tecniche equine o “Distillazione dela grappa”-“ allevamento e benessere animale”-dietetica-igiene dentale-informatica musicale-infermieristica pediatrica-logopedia-mediazione linguistica-ortottica, scienze delle produzioni animali, scienze ,scienze della ristorazione, scienze e tecnologie erboristiche, scienze sociali per la globalizzazione, tecniche audiometriche, tecniche ortopediche, tecniche della riabilitazione psichiatrica, tecniche audio-protesiche, valorizzazione e tutela dell’ambiente montano, viticoltura ed enologia,
  16. Elezione a ruoli ministeriali della sanità , dell’Università e della ricerca di semi-analfabeti  o analfabeti sul piano scientifico, sanitario  e/o  incompetenti .
  17. Mancanza di un’organizzazione scientifica decentrata nelle regioni ed esilio scientifico di decine di migliaia di giovani.
  18. Mancanza di estromissione dalla produzione alimentare di sostanze con documentata azione cancerogena.
  19. Politica vaccinale non centrata sulla persona e diffusione nel 2017 di un documento del 2009  sulle controindicazioni alle vaccinazioni con indicazioni ridicole come “ Non visitare i bambini e non provare la temperatura prima della vaccinazione”. Non ritiro dell’autorizzazione alla vaccinazione esavalente responsabile di 60 decessi (segnalati)[ii] entro sette giorni dalla vaccinazione di cui molti entro 48 ore e di altri gravi effetti avversi.(fino al 20,3% dei bambini vaccinati),senza tenere in considerazione l’identificazione delle sindromi da morte improvvisa post vaccinale (PHVSIDS) e  la sindrome autoimmune da adiuvanti (PVAS).
  20. Corsi di educazione alla salute all’affettività fatti senza basi scientifiche e che contrabbandano nella scuola l’ideologia gender  e omosessuale come normalità.  Silenzio sui gravi riscontri epidemiologici del comportamento omosessuale, per problemi psichiatrici, consumo di droga, malattie a trasmissione sessuale compresa l’infezione da HIV.
  21.  Politica di tolleranza nei confronti del consumo di droga tra gli adolescenti e gli adulti, se non spinte alla legalizzazione. Nella XVII° legislatura 212 parlamentari, tra cui l’attuale presidente della Camera e l’attuale   Ministro degli esteri, hanno formato un gruppo per la legalizzazione della cannabis . Mancanza capacità organizzativa della prevenzione del consumo di droga, sulla linea della “tolleranza zero” (Dupont 1986), che coinvolge tre milioni di adolescenti.
  22. Tolleranza della dipendenza dall’uso dello smartphone, nei bambini e negli adolescenti che produce danni cerebrali. Mancanza capacità organizzativa della prevenzione della dipendenza da Smartphone, che provoca danni al cervello (corteccia pre-frontale),e coinvolge il 56% degli adolescenti italiani
  23. Mancanza capacità organizzativa della prevenzione degli incidenti sul lavoro
  24. Mancanza capacità culturale e organizzativa della prevenzione dei  femminicidi e della violenza sulle donne
  25. Mancanza capacità organizzativa di prevenzione degli incidenti stradali , con corsi senza base scientifica
  26. Mancanza di una politica di promozione della salute, della educazione alla salute, della prevenzione su basi scientifiche. In particolare manca una politica di promozione della qualità delle cure materne alla luce della ormai datata ricerca  psico-neuro-endocrinologica, con una valorizzazione e difesa sociale del ruolo materno.

Queste omissioni , che riflettono in generale una incapacità di governo, sanitario, soprattutto alla luce del  cambiamento della medicina e del concetto di salute, rendono necessaria un’azione determinata del mondo sanitario che prenda in mano il governo sanitario del paese , stabilendo indirizzi e priorità e diventando interlocutore obbligato dei Governi e delle Regioni. A questo scopo la Scuola Medica di Milano, da cui è nato il cambiamento di paradigma della Medicina e della Scienza medica e la Società Italiana di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza istituiscono il Comitato Sanitario Nazionale, che adotta il seguente regolamento, in vigore dal 7 Ottobre 2019, data degli atti istitutivi.

Regolamento

1. Su iniziativa della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana[iv] e della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza è istituito  il Comitato Sanitario Nazionale (CSN)

  • Scopo del Comitato è
  1. Costituire un governo della sanità italiana, indipendente e libero da influenze partitocratiche e da interessi finanziari, sul piano etico realizzante i principi  del Giuramento d’Ippocrate, rinnovati nel giuramento del medico della FNOMCEO, la realizzazione dell’ art. 32 della Costituzione Italiana [v] e  della Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo,[vi] in particolare l’art. 2   che afferma il diritto alla vita e alla  tutela della salute della persona come  diritto fondamentale della dignità dell’uomo.
  2. La realizzazione applicativa  del paradigma della Medicina centrata sulla persona [vii], dello “ Person-centred clinical Manifesto”[viii] attraverso il patrocinio di corsi di formazione dedicati.
  3. La realizzazione  dei principi  della “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter “[ix]  che sono fondati sul cambiamento di paradigma centrato sulla vita della persona della Medicina e delle scienze della salute e sul nuovo concetto di salute: “ La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”.[x]
  4.  Impedire la negazione dell’art. 32 della Costituzione  e della Convenzione europea sui diritti dell’uomo, alla luce del fatto che la salute implica necessariamente la vita della persona dal concepimento alla morte naturale, con sentenze e leggi che possano introdurre o continuare possibilità di omicidi istituzionali , attraverso funzionari pagati dallo SSN, “boia di stato”, limitando l’attività sanitaria esclusivamente alla cura e alla terapia dei pazienti affetti da patologie  e impedendo la prevaricazione dello stato e delle regioni sui medici e gli infermieri su problemi di natura clinica che riguardano la vita e la salute delle persone in ogni fase del ciclo di vita.
  5. Porsi come interlocutore obbligato dello stato e dei suoi organi costituzionali nelle scelte di governo che riguardano la vita e la salute della popolazione , intervenendo anche in Europa e nel mondo allo stesso fine  e dando parere favorevole o non favorevole sull’elezione degli organi dirigenti la sanità nazionale, valutandone il profilo culturale e morale : Ministro della sanità e Sottosegretari, Ministro Scuola, Università e Ricerca e sottosegretari,  Presidenza Consiglio superiore della sanità, Direzione Istituto Superiore della Sanità, Assessori Regionali alla Sanità, Direttore AIFA-[xi] In caso di nomine senza parere favorevole del CSN il CSN metterà in atto iniziative opportune per costringere i responsabili delle nomine ad adeguarsi. Questo ha lo scopo di promuovere una cultura meritocratica al potere degli organismi nazionali e regionali collegati direttamente o indirettamente alla politica e gestione della sanità, impedendo che la partitocrazia controlli ruoli importanti per il benessere della popolazione con governi della sanità e dell’Università di basso profilo etico e culturale, che riducono i medici e il personale sanitario a funzionari o burocrati da controllarsi economicamente nell’esercizio delle funzioni.
  6.  Garantire la rapida applicazione delle conoscenze scientifiche per lo sviluppo del sistema sanitario italiano, in particolare il cambiamento di paradigma della medicina [3]
  7. Mettere in atto iniziative unitarie efficaci tali da affermare  il ruolo indipendente da ogni potere dei medici e dei sanitari nell’essere testimoni dei valori oggettivi per cui, con sacrificio, essi quotidianamente lavorano: la vita e la salute dei pazienti ,impedendo l’istituzione e l’applicazione d’iniziative che facciano del lavoro del medico un strumento di ideologie etiche contrarie ai principi etici della professione istituiti dal Giuramento d’Ippocrate da 2300  anni, rinnovati nel testo del giuramento della FNOMCEO del 2007.
  8. Modificare i criteri di ammissione a medicina, oggi non evidenzianti valori, attitudini, capacità dei candidati
  9. Promuovere la formazione dei docenti in medicina alla “Medical Education” secondo il paradigma della Medicina centrata sulla persona e della ricerca sulla materia[xii]
  10. Promuovere processi d’espulsione dall’ Ordine professionale di medici che non s’attengano ai principi del Giuramento d’Ippocrate, rinnovati nel giuramento del medico della FNOMCEO.

          Nota aI COMMi 2-3-4

La coscienza dei medici e degli infermieri, si struttura su valori etici che testimoniano nella cultura l’esistenza di una natura oggettiva della persona umana fondata sulla verità e l’amore del prossimo sofferente, che insieme allo stesso concetto di persona sono alle radici dell’Occidente. Questo implica la necessità di   contrastare con forte efficacia la cultura di morte  e il falso “pietismo”- smascherato anche dalla psicoanalisi che ne rivela invece una natura aggressiva-  promossi dal mondo giudiziario e parte del mondo politico. Appare chiaro il disegno e l’attualità nel ridurre il personale sanitario o terzi solo a esecutori di leggi dello stato o sentenze che competono al rapporto clinico medico-paziente, infermiere-paziente,  per dare la morte a pazienti o persone anche nelle prime fasi dello sviluppo, con atti non finalizzati alla terapia e alla cura di patologie. Questi poteri in realtà vogliono affermare la loro supremazia sull’ordine della verità oggettiva, confondendo arbitrio con libertà e sono distruttivi del tessuto morale e culturale del paese e dell’Occidente, come fa il cancro, abolendo le difese immunitarie.  La coscienza del medico e dell’infermiere fondate su valori oggettivi, non possono essere rese soggettive e arbitrarie  e serve utili a  poteri esterni, che vogliono relativizzarla a stati soggettivi di natura psicologico-spirituale  dei pazienti, né tollerare che altri, anche medici o infermieri deviati o funzionari statali,  possano intervenire in questo processo di annichilimento morale , vanificando e togliendo senso al lavoro clinico e ai suoi valori fondanti. Per questo “l’obiezione di coscienza” è una sua negazione di valore solo difensivo, in quanto rende la coscienza di valori oggettivi fondanti la medicina e la cultura, un fenomeno arbitrario, determinante un’apertura ignava alla servitù di altri poteri a essa estranei che vanno combattuti frontalmente, senza soggezione e sottomissione.  Il comitato ha lo scopo d’impedire che lo stato ,attraverso leggi  o sentenze, voglia arrogarsi decisioni  contro il diritto alla vita e alla salute, ( comma A ) che s’interpongano nel rapporto medico-infermiere paziente, non tutelando il diritto costituzionale alla salute, che implica la vita (art.32) . Questo colpo contro la medicina di una giustizia subdola e ignorante avviene ed è avvenuta con atti legislativi e  una corte costituzionale deviata, indirizzata a togliere alla Medicina il potere di un ordine non negoziabile di valori eterni che hanno 2300 anni di storia,  autorizzando anche la morte suicida per opera di burocrati, prezzolati mercanti di morte pagati dal SSN e atti non finalizzati alla cura clinica che  comportano  l’omicidio di persone,  o danni alla salute , nelle prime fasi della vita o nelle fasi terminali [xiii]. Il valore del medico e dell’infermiere viene ad  essere ridotto così a un adattamento a richieste di natura soggettiva, inducenti atti non medici e non sanitari, anche senza motivi clinici[xiv] o vanificanti e/o prevaricanti la clinica della relazione medico-paziente, anche in casi estremi, che indirettamente affermano il dominio di uno stato indirizzato ad avere in modo onnipotente diritto di vita o di morte sulla persona in ogni fase del ciclo di vita, come sta accadendo oggi in Italia e in altri paesi europei.[xv] In ogni caso il CSN afferma che i medici e gli infermieri non sono funzionari statali., ma realizzatori di alte finalità etiche  nella cura delle persone sofferenti e difensori dei valori eterni della Medicina e del diritto alla vita e alla salute delle persone. Il CSN ha lo scopo di testimoniare anche con iniziative culturali, i valori eterni e non negoziabili della Medicina nell’esistenza umana ,  resi reali  dalla professione medica , infermieristica e anche farmaceutica . I medici , gli infermieri e i professionisti della sanità , non sono  asservibili ad alcun potere . Il CSN  ha lo scopo di impedire  e/o cancellare l’istituzione  di “boia di stato”, medici e infermieri deviati –funzionari e/o solo funzionari-burocrati di un cultura della morte, combattendo  un reale potere delle tenebre e del nulla che vuole distruggere alle radici i valori più alti e nobili della  cultura italiana e dell’ occidente che oggi sono testimoniati prima di tutti, dalla maggioranza dei medici e dagli infermieri e dei professionisti della sanità che esprimono e testimoniano con il loro lavoro la  coscienza di valori eterni  e non negoziabili nella/della natura e nella/della esistenza umana. Va restaurato un ordine della libertà fondato sulla verità e non l’arbitrio, da insegnarsi ai più giovani.

 

  • Possono aderire al Comitato sia individualmente persone con ruoli professionali del mondo sanitario, anche in pensione, gli iscritti agli Ordini di categoria medica, infermieristica, gli Ordini di categoria, i Sindacati dei medici  e degli infermieri.
  • L’adesione al Comitato è gratuita[xvi] e avviene con l’iscrizione al blog www.comitatosanitarionazionale.it, dopo la lettura del testo pubblicato sul Blog del CSN  “ Verità o arbitrio: la missione della vera medicina”, manifesto culturale del CSN.
  • Il Comitato è coordinato da un Consiglio Direttivo (CD) presieduto dal Presidente del CSN in cui sono presenti i Presidenti  delle organizzazioni aderenti e un rappresentante degli aderenti, per Regione, estratto a sorte, tra gli iscritti della stessa Regione . Nel Consiglio del CSN sono membri permanenti di diritto quattro delegati rappresentanti  gli istituti fondatori: la Scuola Medica di Milano (2) e la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza.(2) Compito del Consiglio  è coadiuvare  il Presidente in modo propositivo ed esecutivo  nella conduzione delle attività del CSN , nella realizzazione delle iniziative e nei rapporti istituzionali. I membri del CD a questi fini  ricevono deleghe. Un membro del CD può proporre al Presidente provvedimenti di espulsione dal Comitato, qualora nella scelte istituzionali di enti, nella vita privata o pubblica  degli aderenti , idee o comportamenti non siano coerenti con gli alti scopi etici del CSN. La proposta d’espulsione è deliberata con la maggioranza qualificata dei membri del CD e pubblicata su blog del CSN e presentata agli Organi collegiali di categoria. Il CD delibera a maggioranza qualificata sul  parere delle nomine dei dirigenti della sanità italiana, dei  Ministri e sottosegretari della sanità, della scuola, università e ricerca e su richieste di dimissioni. Il CSN in caso di non adeguamento dei governi alla politica di sviluppo della sanità italiana promossa dallo CSN, prenderà le misure opportune per costringere i governi e le istituzioni giuridiche che prendono decisioni  di natura etica e sanitaria, contrastanti con i bimillenari valori  della medicina, ad adeguarsi alle decisioni del CSN. Il CD può proporre al Presidente : a. Dimissioni di dirigenti della sanità italiana ,membri del governo, parlamentari, membri di organi giudiziari b. azioni giudiziarie contro gli stessi qualora violino i principi etici del CSN e l’autonomia clinica del medico. I membri del CD  non possono essere iscritti a partiti politici o a associazioni legittimanti devianze comportamentali che possono recare danno alla salute mentale e fisica. I membri del CD sono iscritti al sito del CSN come autori.
  • Il CSN si organizza in Comitati Regionali Sanitari (CRN) formati dalle organizzazioni sanitarie regionali e dai medici  e infemieri aderenti  tramite il blog www.comitatosanitarionazionale.it  e i cui Presidenti sono eletti tra i rappresentanti delle istituzioni sanitarie aderenti o invitati per merito dal Presidente.  I CRN seguono le direttive organizzative e esecutive del CSN e possono essere propositivi di iniziative nazionali. I CRN possono ricevere deleghe dal Presidente per l’organizzazione di iniziative nazionali. I membri dei CRN  non possono essere iscritti a partiti politici o a associazioni legittimanti devianze comportamentali che possono recare danno alla salute mentale e fisica.
  • Presidente del CSN  è  Giuseppe R. Brera,   suo fondatore[xvii] , il quale ha la rappresentanza legale del CSN e direttamente e/o con il contributo propositivo Consiliare, guida in modo propositivo l’attività culturale e operativa del Comitato. Il presidente può nominare un vicario o delegati per specifiche funzioni organizzative e iniziative e invitare direttamente membri nel Consiglio. Il Presidente, dopo aver dato comunicazione al CD  ha il potere di proporre, anche Motu Proprio, le dimissioni e di agire in giudizio contro dirigenti della sanità italiana , e dirigenti delle sanità regionali, membri del governo, organi giudiziari, parlamentari a nome del CSN, qualora ravvisi fatti gravi che entrino in conflitto con l’art. 32 della Costituzione e l’art 31, che tutela la salute dei minori.  Alla morte del Presidente o sua impossibilità , anche per decisione o incompatibilità ad  assolverne le funzioni, il Consiglio Direttivo, elegge un successore.
  • Testi ispiratori del Comitato sono il saggio di Giuseppe R.Brera : “ Verità o arbitrio: la missione della vera medicina”[xviii] ,  la “Charte Mondiale de la Santé-the Wolrd Health Charter”[xix], il paradigma della Medicina centrata sulla persona,  Il saggio “ Medical Science and Health Paradigm Change”  e dello stesso autore :” il libro : “La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio”[xx]”
  • Il regolamento del Comitato non è modificabile

 

©Copyright Scuola Medica di Milano


[2] I diplomi universitari hanno solo valore di qualifica accademica: RD 1592-1933, art 173 e documenti del Senato.


[i] Il giudice della Corte, responsabile della relazione ,Quaranta: ha scritto: “ La madre è una persona, l’altro (l’embrione) non lo è”. I rischi per la salute fetale e per la morte del bambino e per l’autismo in bambini nati da FIV sono alti.  Una donna che si sottopone alla FIV, rischia 4 volte in più di un’altra la trombo-embolia polmonare oltre al possibile e aumento dei CA  dalle somministrazioni ormonali. ( rischio in discussione)

[ii] Le proiezioni epidemiologiche dal 1999 mostrerebbero un numero di decessi di ca 200 bambini. Sono aperti tre fascicoli della Magistratura sui decessi post-Vaccinazione esavalente.

[iii] Il nuovo concetto di salute è nato dalla rivoluzione di paradigma della scienza medica e della medicina, centrato sulla persona e va inteso come: “La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, Questo chiede nuove capacità cliniche e formative degli studenti di medicina e una nuova-antica dignità professionale, che non può essere staccata dall’esistenza personale e dai suo valori, con il recupero della professione medica e infermieristica, come “missione”.

[iv] Decreto Rettorale  del 30 Settembre 2019.  Decreto della Presidenza della SIAd del 30 Settembre 2019

[v] Disponibile su Internet : https://www.senato.it/documenti/repository/istituzione/costituzione.pdf

[vi] Disponibile su Internet https://www.echr.coe.int/Documents/Convention_ITA.pdf

[vii] Disponibile su Internet http://www.unambro.it/html/manifesto.htm

[viii] Disponibile su Internet http://www.unambro.it/html/pdf/Person_Centered_Clinical%20Method_Manifesto.pdf

[ix]  G. R.Brera   Medical Science and Health Paradigm Change. Milano: Università Ambrosiana Ed.;2018 (e-book)

Disponibile su Google e su  www. Research Gate.net.

[x] Simposio  WHO del 4 Maggio 2011: disponibile su Internethttp://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm  Il cambio di paradigma è stato istituito scientificamente in Italia ,la cui struttura è stata pubblicata nel 1999 –disponibile su Internet–  il 13 Ottobre 2017 nel Congresso Internazionale a Milano: Medical Science and Health Paradigm Change  . www.healthparadigmchange.it  , pubblicato nel saggio “ Medical science and health paradigm change” disponibile su Internet o richiedibile al dipartinento editoriale dell’Università Ambrosiana.

[xi] La carenza del personale sanitario in Ospedale e sul territorio  e la mancanza di formazione dei docenti universitari in Medicina sono il triste esempio di una gestione scellerata e incompetente degli organi di governo sanitario e universitario.

[xii] Il primo la voro nel mondo sugli effetti clinici dell’applicazione del Metodo clinico centrato sulla persona. È disponibile su Internet: http://www.unambro.it/html/pdf/Person_Centred_Clinical_Method_Teaching.pdf

[xiii] L’autorizzazione all’aborto chirurgico o farmacologico con immissione sul mercato di farmaci anche patogeni contro la vita (RU486) è stato esempio di intromissione di un potere statale sullo statuto oggettivo della coscienza morale e deontologica dei medici e degli infermieri, fondata, per i medici, da 2300 anni  sul Giuramento d’Ippocrate, che ha portato alla introduzione nella Medicina di atti non finalizzati alla cura,  dannosi per la salute della donna, con la subdola introduzione dell’obiezione di coscienza che recentemente il Consiglio d’Europa voleva abolire,in contrasto con la Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo.

[xiv] La gravidanza non è una patologia e il desiderio di abortire può essere solo considerato l’espressione di una scelta di natura psicologica, non una condizione clinica. Nel 7% delle donne il desiderio di abortire deriva da una condizione psichiatrica  o un modo per estroflettere sensi di colpa, consci o inconsci. L’aborto produce gravi effetti psicologici-psichaitrici-  comportamentali e sociali ,porta alla rottura di relazioni affettive e famiglie e  danneggia la donna per tutta la vita e in modo particolare l’adolescente il cui rischio di divenire tossicodipendente, dopo un aborto, aumenta di cinque volte. A questo proposito è utile leggere il saggio: “La scelta di abortire, motivazioni e sequele psichiche” e la parte dedicata al problema nel saggio: “Il tempo di Ulisse e il tempo di Penelope”, (e-book) richiedibili alle edizioni dell’Università Ambrosiana: dipedit@unambro.it

[xv]  Una riflessione filosofica esplicativa del dominio bio-tecnocratico degli stati e dei poteri finanziari, è presente nel saggio di Herbert Marcuse:  L’uomo a una dimensione.

[xvi] Le organizzazioni e le persone aderenti potranno fare, se lo desiderano, una donazione libera  per il sostegno delle attività culturali ,organizzative e di ricerca del CSN. La segreteria del Comitato è tenuta dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza.(SIAd) Le donazioni sono destinate alla organizzazione e alla attività del CSN, della SIAd e alla ricerca della Scuola Medica di Milano.

[xvii] Direttore della Scuola Medica di Milano e della Person Centered Medicine International Academy,  Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza, Segretario del Comitato internazionale per “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter” Curriculum disponibile su Internet. http://www.unambro.it/html/pdf/GIUSEPPE_RODOLFO_BRERA_Curriculum_1.pdf

[xviii] Disponibile sul blog www.comitatosanitarionazionale.it

[xix] Disponibile sulla pagina web : http://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm e su www.personcenteredmedicine.wordpress.com

[xx]Brera G.R , La Medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Con saggio introduttivo di Iosef Seifert. I sette scopi della Medidina. Roma-Pisa; Edizioni IEPI ; 2001

VERITA’ O ARBITRIO: LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

 

Giuseppe R.Brera

  1. 1. Sofferenza , speranza e  libertà

La vita in alcuni momenti può essere sentita come insopportabile perché determinata  e dipendente da altri  ,un senso  di non “farcela più” , un peso insopportabile  anche nel vedere la sofferenza delle persone vicine. Quando la speranza non esiste , può nascere il desiderio di farla finita, di suicidarsi , come nella depressione endogena o in un dolore non tollerabile o nella convinzione  di una non guarigione, anche se in medicina la prognosi infausta è sempre una probabilità mai una certezza, come insegna Lourdes, uno smacco per gli apostoli del determinismo e dello scientismo. La possibilità di guarire è spesso oggi confusa con la capacità nel dare e ricevere cura e la percezione del proprio stato è relativa al senso d’importanza   della propria presenza nel  mondo, cioè alla coscienza di un valore non contingente della propria esistenza superiore alla sofferenza e alla morte cioè di una libertà superiore alla condizione umana. Quando l’uomo dà un senso trascendente al soffrire, come sacrificio per amore, il mondo si riempie di una luce che illumina tutti. Questa è stata la rivoluzione di Gesù Cristo che ha generato luce e energia per il mondo  eliminando la necessità antropologica della guerra . La soofferenza , la morte e la guerra non hanno più avuto l’ultima parola.  Quando nella notte della disperazione, soprattutto per la perdita dell’ autonomia, confusa spesso con “libertà”-è tipico degli adolescenti- non è possibile provvedere da soli a un suicidio, allora si può fare strada l’idea di chiedere l’aiuto di un terzo, fatto oggi possibile dopo la sentenza della Corte Costituzionale che contraddice in modo radicale la Costituzione che difende la tutela della salute, alternativo a quello di uccidere un malato con tecniche indirette. La Corte con la sentenza ha di fatto annullato l’art. 32 della Costituzione, in quanto la salute che implica necessariamente la vita è un diritto fondamentale.  Il diritto alla tutela della salute non coincide con il diritto alla morte ma necessariamente con la vita che la rende possibile.   Chi dovrà applicare l’orologio elettronico al paziente per la dose letale, magari comandato a distanza da un App. con teschio ? Chi potrà evitare che questo sistema tele-criminale non possa essere applicato da un secondo “boia di stato” a anziani o pazienti ignari, sempre necessariamente un sanitario, un infermiere. Il vero problema di questi pazienti è la percezione del valore del proprio esserci e del proprio essere una persona umana , comprendere con l’aiuto di persone illuminate che la loro vita non può perdere l’essere soggetto-oggetto d’amore e di senso per tutti e per Dio. La Corte Costituzionale, ha introdotto in realtà  una legittimazione culturale del suicidio della cultura occidentale che si è evoluta con la croce come bandiera, a partire da Costantino il Grande.

2. Il desiderio di morte è un fenomeno clinico  e nessuno ha il diritto di entrare nel rapporto medico-paziente

L’idea di un suicidio è un fenomeno clinico frequente anche in gravi forme di depressione endogena , in cui la persona si sente colpevole di tutto anche di essere vivo, fatto che si può acuire quando la persona non autonoma vede che i prossimi fanno fatica e questo aumenta la sofferenza, generando sensi di colpa. La motivazione soggettiva  alla morte fa parte della clinica  che realizza il diritto alla salute possibile se il paziente vive.   Una sorta di “suicidio biologico” è anche frequente negli anziani quando i figli fanno pesare il loro fare per loro. Questa documenta bene il rapporto tra soggettività e salute, colonna epistemologica della Medicina centrata sulla persona. Gli anziani spesso si ammalano  e muoiono per la correlata caduta delle difese immunitarie in quanto si  sentono in colpa , non più amati e degni di attenzione e rispetto. Un’ideazione suicida diretta o assistita fa parte del rapporto medico-paziente e della cura medica,  indirizzata a dare salute-fatto prescritto dalla Costituzione-oggi tradita- anche nella modulazione del rapporto  parenti-malato. Questo è un assioma della clinica. Nessuno , in primis lo stato, si  può permettere di entrare con  sentenze o leggi in un rapporto clinico , pena di un danno al paziente, che, con la legittimazione culturale del desiderio di morire, fuori dal contesto clinico, può sentirsi motivato e non metterlo in discussione per cercare la verità sulla sua motivazione, saltando il medico e affidandosi a un “boia di stato”. Per questo motivo la Corte costituzionale ha tradito se stessa e il suo ufficio in primis “il rispetto della persona umana”(art.32). La dignità umana, che la Costituzione tutela, si realizza nella verità e nell’amore,  radici filosofico-cristiane  della libertà e dell’Occidente, la cui possibilità è stata tolta dalla sentenza.

3. Il senso della sofferenza va oltre le nostre capacità di comprensione

Quando il medico si trova di fronte a un desiderio di morte  si  gioca il suo spirito morale, la formazione e le  capacità professionali, che al limite, lo coinvolgono anche in prima persona chiedendogli anche di mettere sul tavolo anche i valori più alti della sua esistenza come la fede e l’attaccamento affettivo del paziente. Quando mi sono trovato diverse volte in questa situazione dopo aver valutato se l’idea suicida era motivata dalla mancanza di un reale attaccamento affettivo, formulavo la domanda: “Lo sa che Lei è amato da Dio nella sua individualità più di tutto l’universo fisico ?” Cercavo di far percepire, in un vuoto di relazioni affettive, l’esistenza di un rapporto affettivo tra  Dio e lui-lei, trascendente il desiderio soggettivo ma contingente nell’attualità. Una volta, a conclusione di una psicoterapia-  un cara persona mi disse: “ Vede dottore non mi sono buttata dalla finestra perché sulla sua scrivania ho visto il libro dei Salmi “.  Il problema per l’uomo che vuole morire è avere coscienza che la sua vita  non è relativa al suo desiderio e alla sua volontà, un mondo simbolico soggettivo sottomesso  all’ arbitrio , ma proprio perché “simbolico” chiede un significato oggettivo . Il desiderio di morire deve  essere messo in dubbio per consentire la ricerca una verità inconfutabile su sé e il mondo, anche se non percepita e che se scoperta permette di sentirsi e essere liberi. In questo Agostino d’Ippona è maestro: “ Se dubito vuol dire che esiste la verità”  e l’uomo è fatto “ per essere, sapere e amare”. Oggi  purtroppo la Chiesa, nella notte di un pragmatismo  relativistico , si è dimenticata delle sue radici culturali.  E’ la conoscenza della verità che fonda la libertà. Questo è un mistero fenomenologicamente irrisolvibile ma rivelabile alla soggettività nella relazione con chi è vicino, in primis il medico e i prossimi. La Fede è una grande risorsa psicologica nelle difficoltà della vita, anche estreme. Il comprendere che ognuno di noi e ogni situazione, anche se  è fatta di sofferenze insopportabili  e perdita dell’autonomia o sensi di colpa inconsci o consci  , fa parte di un misterioso progetto di Dio, che si rivela nell’amore gratuito di chi è vicino. La prossimità affettiva e competente nella luce spirituale  permette di capire come la nostra condizione può inserirsi in una storia dell’universo, ben più grande del nostro pensiero e vissuto e trova un senso  nel generare amore. I monaci tibetani sostengono che l’universo, in senso fisico, è retto dall’amore e la fisica quantistica è vicina a questa idea.  Il senso dato alla sofferenza ha dunque un valore che va ben oltre la nostra  comprensione . Il pensare e sentire di non essere “Un granello di sabbia perso casualmente in un deserto”, sviluppo di un bellissimo pensiero di Carlo Casini,  fa i conti in primis con il mistero dell’esistenza della nostra stessa vita , della nascita, dell’amore, del dolore, della sofferenza e della morte. Siamo fatti per i vermi o in noi e per noi c’è un disegno misterioso di verità, di amore e di bellezza, che trascende il tempo, c’è un ruolo determinante per  la vita dell’Universo ?  Chi  dà un senso d’amore alla propria sofferenza  è di fatto un nuovo Prometeo, amato non invidiato da Dio.

4. L’ideologia del suicidio assistito e dell’eutanasia nasconde un’aggressività mortale travestita da pietismo

Il pensare di essere fatti per i vermi, può giustificare il “carpe diem” e uno stile di vita edonistico-narcisistico, fatto di specchi , di vita  virtuale sui “social”, di apparenza, di cui la nostra cultura è imbevuta, che lascia un vuoto tremendo quando  non è più possibile e apre a falsi pietismi degli ideologi del suicidio assistito  e dell’eutanasia che dovrebbero analizzare con la psicoanalisi le loro motivazioni  -“formazione reattiva” secondo Freud- in cui l’aggressività si traveste da pietà.  L’evento malattia, anche nei casi estremi,   appartiene all’esistenza  dunque è un possibile per essere, un interrogativo sulla nostra identità di uomini e quindi è una possibilità per cambiare punto di vista, entrando in un vero rapporto con se stessi, cioè la propria anima che è fatta naturalmente per la verità e la libertà, come appare anche nell’esperienza di molti pazienti, caposaldo epistemologico della Medicina centrata sulla persona.

5. La “lezione” della Croce di Cristo e la Chiesa

Solo assecondando la ricerca della verità  sul nostro essere uomini e non cose, cioè “soggetti”, possiamo  capire chi veramente siamo , sperimentando la nostra libertà sulla morte e la divinità della nostra natura. E’ la lezione della Croce di Cristo,   massacrato e inchiodato per scelta e per amore dell’umanità. Cosa impariamo dal simbolo dell’Occidente ? Certamente che la libertà dell’uomo non dipende dalle possibilità di auto-determinazione , ma dal senso che egli dà al suo stato. Questo non vale solo per la malattia e la sofferenza per la perdita dell’autonomia ma anche per la nascita e l’amore. Chi tuttavia ha il potere di far perdere all’uomo la possibilità di un’autonomia di pensiero e di sentimenti, se non fattori interni a lui come i sensi di colpa, segno di una colpa ontologica esistente in un nostro essere non libero. Guardare alla Croce come salvezza dalla morte, offre la libertà dalla colpa.  Oggi l’uomo sembra voler sfuggire al confronto con la croce di Cristo, la sua vita e il suo messaggio, radice dell’ Italia e dell’ Occidente, con il suo significato antropologico non solo mistico, che testimonia la vittoria della libertà dell’essere uomini  sulla morte, nuova costituzione della libertà nell’amore sacrificale redentrice la colpa. l’Occidente si è totalmente dimenticato , sopratutto nei centri di potere che il tempo e l’universo sono misurati da Cristo, che si è posto come punto di partenza e punto d’arrivo. Siamo nel 2019 e saremo domani e dopo-domani in un tempo dopo la nascita di questo straordinario uomo , la sua croce e la sua resurrezione. Un nuovo tempo quotidiano di speranza e di vita eterna. Questo confronto  esistenziale e culturale  non è paradossalmente incoraggiato dalla Chiesa, caduta in un’oscurità  pragmatico- relativistica , che parte dall’errore di Papa Bergoglio: “ La realtà è, l’idea si elabora” in Evangeli Gaudium ,   ma l’idea della verità è la realtà che ha permesso la sopravvivenza dell’umanità e il progresso. Il Papa confonde la realtà con il mondo sensibile-empirico, chiudendo così alla necessità dell’uomo di un’ interpretazione oggettiva della natura del proprio essere entro limiti certi,  fatto che sta portando l’insegnamento della teologia cristiana al relativismo morale e alla scomparsa del linguaggio evangelico: “Si/no”, un’idea che nasce  dalla logica aristotelica. L’essere non può non essere.  Anche un Papa può sbagliare.  Alla base di un vero potere delle tenebre, che ha pervaso anche la Corte Costituzionale, e che allontana dal confronto con la radicalità della Croce c’è la perdita della radicalità degli opposti: si/no-Vero/falso, Vita/morte, amore/odio. Non è possibile un confronto vita/morte sena la radicalità del si/no. La Chiesa tuttavia dopo S.Giovanni Paolo II°  e Papa Benedetto ha perso penetrazione culturale e linguaggio forte, contraddittorio, radicale, anche se ha criticato la scelta scellerata della Corte Costituzionale ed è sempre dalla parte della vita di chi soffre.  l'”essere” viene prima del “fare” e entrambi non possono essere separati dal “sapere” e dall’ “amore”. (S.Agostino). Anche nella medicina moderna fondata sul concetto del “ prendersi cura”, istituito dalla lezione di Cristo sul Buon Samaritano, c’è la straordinaria domanda socratica a Gesù di Pilato: “Che cosa è la verità” , l’altra radice irrinunciabile dell’Occidente: il “ Ti esti “ (il cosa è ?) socratico: la metafisica affossata da Marx,  Comte,  Sartre. Ma il “cosa” è stato sostituito dal “Chi” dal Buon samaritano , di fronte alla sofferenza e alle domande anche di morte. Il chiudere un paziente nel suo problema e nella sua soggettività significa ucciderlo. ,  come insegna il nuovo concetto di salute ” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana” che chiede  l’apertura al possibile dell’amore, della verità e della bellezza,   per la costruzione dell’essere una persona umana nella speranza tale che possa dare una risposta al mistero dell’esistenza, non la chiusura. 

6. La vittoria sulla sofferenza e la morte

Come ha evidenziato Paul Tournier-padre spirituale della Medicina centrata sulla persona nel suo straordinario saggio “Medicina e Persona”- ,  l’importanza della nostra vita e delle nostre radici culturali non può fare a meno della Croce di Cristo, che ha cambiato tutto, come anche Friedrich Engels e Friedrich Nietzsche, sostenevano, perché con il  gesto eroico di sacrificarsi per amore affrontando con coraggio il martirio per amore,  quest’uomo, ha cambiato le sorti e il destino dell’umanità e di ogni uomo, introducendo l’idea del “sacrificio per amore”  e la sofferenza come possibilità di libertà assoluta di dono e  di eroica vittoria sulla morte. Una nuova verità  di natura divina, a cui  l’uomo è chiamato, entrò nella storia e può far sperimentare  che la condizione umana può essere un dono  d’amore vittorioso sulla morte, rendendo l’uomo libero, fondante una nuova reciprocità affettiva tra le persone, e facendo percepire  a chi si sente abbandonato  solo e sofferente, che la Croce può generare amore, come sanno le madri di molti disabili e molti malati cronici.

7. L’ideologia radicale è fondata sull’arbitrio non sulla ricerca della verità

La Corte costituzionale ha voluto istituire  una ideologia che strumentalizza il desiderio di morte : “Se mi permettono il suicidio vuol dire che non sono niente, sono uno scarto , invece di crearmi possibilità per stare bene” come ha scritto un malato di SLA su Avvenire. Il desiderio suicida è in realtà una provocazione: “Vediamo un po’ se siete capaci di farmi amare la vita in questa condizione ” o il sentirsi importanti   perché capo fila di un’ideologia radicale.   La nostra cultura, purtroppo, sta ideologizzando, anche su spinta di movimenti politici come i Radicali l’assunto: “ E vero ciò che io sento o penso”,  confondendo arbitrio con libertà. Al desiderio o volontà di morte,  questa cultura che fa interiorizzare il consumo dell’oggetto-sé e dell’altro per motivi di “marketing”, come “usa e getta”, deve dunque ripartire dalle radici,  dall’idea della verità oggettiva , un’idea dell’essere : da Socrate, Platone e Aristotele e alla Croce di Cristo  cioè dalla verità e dall’amore fondanti la libertà dell’uomo.  In particolare lo deve fare la Medicina con la Medicina centrata sulla persona-un cambiamento epocale di paradigma nato in Italia nel 1999- che oggi deve  applicare nella clinica il nuovo concetto di salute nato da essa: “ La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”  Oggi il medico dovrebbe essere preparato a acquisire anche con capacità di counselling  capacità maieutiche dell’essere-persona del paziente, riscoprendo la nobiltà della sua professione non la sottomissione ad asfissianti burocrazie amministrative telematiche che lo vogliono ridurre a funzionario bio-tecnologico, riducendosi  a essere strumento controllato dallo stato, “parafulmine” dei problemi della nostra cultura e degli errori e delle omissioni di governi. I medici che hanno applicato in ambulatorio la Medicina centrata sulla persona e il “counselling medico” hanno avuto risultati straordinari.(leggere l’articolo sul sito)

8. Medici non “Boia di stato”

  Dato che un desiderio suicida è unproblema clinico e non altro, assecondare che  uno stato  anonimo e impersonale tramite dei “boia” prezzolati dal Servizio Sanitario Nazionale-fatto ripugnante-  possa assecondare una volontà di morte, è aprire o chiudere le possibilità per essere una persona umana , per acquisire una dignità irriducibile ? Se la coscienza dei medici è orientata  alla libertà dell’uomo dalla malattia e dalla morte ed è fondata sulla ricerca della verità oggettiva  insieme al paziente, certamente accettare che leggi necrofore e ignoranti  autorizzino “boia di stato” a entrare in un rapporto clinico, rendendo impossibile o vanificando il lavoro medico-psicologico, assecondando  suicidi o uccidendo- come già succede con l’aborto-  significa rinunciare alla propria identità e alla propria missione esistenziale-culturale e a ogni fondamento etico e epistemologico della scienza medica.  L’identità della medicina non è  “la bio-tecnologia”, se pur necessaria, ma la cura clinica della persona  il cui essere una persona  sana, ne è il punto di partenza e d’arrivo. Con il nuovo concetto di salute  risultato del cambiamento epocale della medicina, il lavoro del medico ma anche quello dell’infermiere, diventa più ricco, più profondo e “maieutico” .Questo richiede più tempo  e valorizzazione culturale e politica del lavoro medico e sanitario e una nuova formazione, centrata sulla persona del paziente.  I medici devono rifiutare le possibilità di un’obiezione di coscienza, perché la loro coscienza ha come fondamento la verità anche scientifica sulla natura umana e metterla in discussione significherebbe accettare la non esistenza di un significato etico oggettivo fondante la Medicina, accettando  che lo stato con dei “ boia”, entri  in un rapporto clinico, annientante la loro identità,  e il loro lavoro. I medici  in nome di una nobiltà e dignità di uomini e di professionisti ,da recuperare dove non esista più, per difendere i pazienti dovrebbero muoversi compatti e uniti  per  rivoluzionare la tendenza politica e statale che li vuole strumenti ignavi, al massimo “Obiettori” ,iniziando a neutralizzare una sentenza scellerata e facendo vedere chi comanda in Italia nella sanità e nella sua politica per il bene della popolazione. E’ una questione di potere, in cui la politica sanitaria deve essere riportata a essere figlia dei valori eterni della Medicina e del progresso scientifico.  Questo lo devono fare i medici e gli infermieri stando dalla parte delle persone E’ necessario combattere ogni tentativo dello stato di sostituirsi alla  coscienza medica  relativizzandola all’ignoranza sulla natura umana e a una confusione tra verità e arbitrio. Questa oggi è la missione della vera Medicina e la ragione della nascita del Comitato Sanitario Nazionale.

*Direttore della Scuola Medica di Milano,Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza

 Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza,Secretary of the International Commitee of “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter

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