Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Vito Galante[1]

  1. FRONT MATTER

Abstract

The contemporary medical profession is enduring a profound ontological shipwreck, exacerbated by a tragic fragmentation of the human face behind a veil of bio-statistical data. This identity crisis stems from a pervasive “epistemological illiteracy” that reduces the physician to a mere technician of organic repair. This paper elucidates the urgent transition from the reductionist biomedical model to the “Paradigm of Unity” established by Giuseppe Rodolfo Brera’s Person-Centered Medicine (PCM). Central to this shift is the resolution of the conflict between market-driven logic—characterized by the commodification of care—and the physician’s intrinsic clinical responsibility, demanding a “0% tolerance” toward the instrumentalization of the patient. By integrating the indeterminism of quantum physics with Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) and epigenetics, PCM demonstrates how the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) system “reprograms” life through affective symbolization. Furthermore, the Health Relativity Theory (HRT) mathematically formalizes health as a dynamic potentiality. The physician, redefined as a “Maieuta of Human Dignity” and a “secular priest” (Religio Medici), must foster a therapeutic alliance that defends life from conception to natural death, adding “life to days” through the supreme synthesis of science and conscience.

Keywords

  • Person-Centered Medicine
  • Psychoneuroendocrineimmunology
  • Health Relativity Theory
  • Maieuta of Human Dignity
  • Clinical Responsibility
  • Kairology
  • Ontological Dignity
  • Homo Patiens
  • Epigenetics
  • Allostasis

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  1. INTRODUZIONE: L’INELUDIBILITÀ DELLA DOMANDA ONTOLOGICA

Oggi, la domanda “Chi è il medico?” non rappresenta un mero esercizio speculativo, ma si impone con la forza di un’ineludibilità ontologica. Ci troviamo dinanzi a un paradosso epocale: mentre il progresso biotecnologico accelera verso traguardi prodigiosi, la relazione clinica esperisce un declino di senso, un “naufragio ontologico” in cui il malato è ridotto a un aggregato di dati biofisici [4, 11].

Questa crisi d’identità è alimentata da un profondo “analfabetismo epistemologico” [3]. Il modello bio-meccanicistico ha operato una frammentazione iper-specialistica che riduce il corpo a una macchina e la malattia a un guasto molecolare deterministico. In questo scenario, il medico rischia di trasformarsi in un “tecnico del guasto”, asservito a una logica di mercato che preme per la vendita di prestazioni e la mercificazione della cura [1, 5, 12]. È necessario un passaggio strategico: la rifondazione dell’identità medica sulla sintesi tra rigore scientifico e nobiltà umana. L’obiettivo del presente articolo è delineare questa transizione verso il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), dove la cura non è un sottoprodotto dell’economia, ma l’espressione più alta della responsabilità clinica.

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  1. LE RADICI EPISTEMOLOGICHE: “SUM ERGO COGITO” E IL LOGOS DELLA PERSONA

L’epistemologia non è un orpello teorico, ma il fondamento che determina la natura dell’atto clinico. La PCM rifiuta il dualismo cartesiano, che ha condannato la medicina a una visione parcellizzata della realtà, per abbracciare un personalismo fenomenologico radicato nella metafisica classica di Aristotele, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino [14].

Giuseppe Rodolfo Brera opera un’inversione maieutica fondamentale: “Sum ergo cogito” [4]. La luce del Logos (l’essere) preesiste al pensiero; l’essere precede l’attività cognitiva. Il corpo, dunque, non è un oggetto esteso o un involucro meccanico, ma l’espressione biologica di una soggettività spirituale. In questa prospettiva, il medico deve esercitare una “0% di tolleranza” verso la strumentalizzazione del paziente [12], risolvendo ogni conflitto tra interessi finanziari e dovere clinico inderogabilmente a beneficio della persona.

Confronto tra Paradigmi

Dimensione Paradigma della Frammentazione Paradigma dell’Unità (Brera)
Concezione della realtà Positivismo; leggi naturali determinate e riducibili. Personalismo fenomenologico; verità rivelata dall’interazione.
Epistemologia della Vita Deterministica; uomo come macchina biologica. Indeterminismo soggettivo; allostasi e teleonomia.
Ruolo del Corpo Macchina/Oggetto parcellizzato. Simbolo ed espressione della Soggettività.
Obiettivo Clinico Riparazione del danno (Cure-therapy). Promozione della dignità e resilienza (Care & Cure).
Relazione Clinica Asimmetrica (Tecnico vs. Oggetto). Alleanza Maieutica (Persona vs. Persona).
Logica di Sistema Mercato, incentivi e “bisogni indotti”. Responsabilità clinica e verità informativa.

 

  1. LA FONDAZIONE SCIENTIFICA: ALLOSTASI, PNEI ED EPIGENETICA

La PCM non è una costruzione filosofica astratta, ma un quadro scientifico superiore che integra la biologia molecolare in un sistema aperto. Essa supera l’omeostasi statica in favore dell’Allostasi, ovvero la capacità dell’organismo di mantenere la stabilità attraverso il cambiamento orchestrato dalla percezione e dalla simbolizzazione dell’esperienza [3, 21].

Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) dimostra come la soggettività “riprogrammi” la vita cellulare:

  • PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia): Maestroni e Lissoni hanno documentato come gli stati affettivi e spirituali modulino direttamente la produzione di citochine, contrastando l’“entropia clinica” tipica dei modelli riduzionisti [17, 24].
  • Epigenetica e Simbolizzazione: Le ricerche di Szyf, Meaney e Biava confermano che l’interpretazione dei simboli affettivi altera l’espressione genica. Il codice epigenetico risponde al vissuto, rendendo la biologia una “narrativa” molecolare [3, 22].
  • Telomeri: Elizabeth Blackburn ha fornito la prova molecolare di come la qualità del coping e del vissuto esistenziale influenzi la lunghezza dei telomeri, dettando il ritmo dell’invecchiamento [23].

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  1. IL METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA (PCCM) E LA DIACRISI

La traduzione della teoria in prassi operativa avviene attraverso la Diacrisi, che sostituisce l’ansia nosografica con la diagnosi della persona [7, 9]. Il medico deve praticare la “Clinical Epokè”: sospendere il giudizio tecnico-meccanicistico per generare il “Campo Antropico” (ACH), uno spazio-tempo di Accettazione, Comprensione e Aiuto.

L’integrazione avviene tramite il Modello Cross-Ratio (S-R-M-P), una sintesi di variabili Soggettive, Cliniche, Biologiche e Ambientali [6, 20]. In questa “medicina come sapere dialogico”, il medico recupera la sua natura di “Uomo della Parola” attraverso:

  • Linguaggio: Garbato e adattato, rifiutando tecnicismi distanti.
  • Verità: Coerenza assoluta tra il dire e l’agire, dove il medico è la sua parola.
  • Silenzio: Spazio sacro per l’ascolto dell’intimo e del segreto del paziente [7, 12].

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  1. LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ DELLA SALUTE (HRT): LA MATEMATICA DELL’ESISTENZA

Per sottrarre la clinica al determinismo, Brera ha formalizzato l’indeterminismo soggettivo nella Health Relativity Theory (HRT), applicando i principi della fisica quantistica alla biologia umana [3, 17]. La salute è una probabilità dinamica (Hp) definita dall’equazione:

Hp = K (Iq x Cq)

  • Hp (Health Probability): La probabilità di salute come sistema aperto.
  • K (Costante kairologica): Rappresenta la tensione teleonomica, la naturale ricerca di significato (Verità, Amore, Bellezza) che emerge prepotentemente nel passaggio all’adolescenza.
  • Iq (Interpretation Quality): La qualità del processo ermeneutico e di simbolizzazione del vissuto.
  • Cq (Choice Quality): La qualità delle scelte compiute in libertà e verità.

Il medico agisce qui come “consulente esistenziale”, guidando il paziente verso il Kairos—il tempo opportuno per il cambiamento e la guarigione.

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  1. IL MEDICO COME MAIEUTA DELLA DIGNITÀ E L’ALLEANZA TERAPEUTICA

L’identità del medico è quella di un “Aristocratico dell’Etica” che rimane, tuttavia, un perenne “Discepolo dei Valori” [3, 12]. La professione si configura come un “sacerdozio civile” (Religio Medici) che trasforma il pathos (sofferenza) in un’occasione di introspezione.

Contro il paternalismo autoritario e l’“autonomismo” (che spesso maschera un abbandono morale del paziente), la PCM propone un’alleanza maieutica [1, 2, 6]. Il medico deve “lottare” con il paziente per il suo bene reale, riconoscendo l’Homo Patiens come misura incommensurabile dell’impegno clinico. Questa laicità democratica difende la dignità umana come valore assoluto, indipendentemente dalle pressioni finanziarie o ideologiche [10, 12].

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  1. IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ AMBROSIANA E DELLA SCUOLA MEDICA DI MILANO: L’ECCELLENZA DELLA FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona. Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include master e dottorati in Medicina Centrata sulla Persona, in Adolescentologia clinica, in Counselling Medico con l’Adolescente ed in Educazione alla Salute, rappresenta un ‘unicità nel panorama mondiale. Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.

La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario favorendo questa transizione epistemologica, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.

L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo [28].

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  1. CONCLUSIONI: IL PARADIGMA DI CURA COME REALIZZAZIONE PROFESSIONALE

La Medicina Centrata sulla Persona rappresenta la sintesi suprema tra scienza e coscienza. La sua efficacia è misurabile: i dati documentano un miglioramento del 95% della comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari derivanti da prestazioni indotte o inappropriate [6, 18].

È dovere del medico difendere la vita come dono inviolabile dal concepimento alla morte naturale. Nelle cure palliative, come in ogni atto clinico, l’obiettivo non è solo sopravvivere, ma “aggiungere vita ai giorni” [13]. In questo servizio disinteressato al bene comune e nella custodia della sacralità dell’uomo, il medico trova la sua più autentica felicità e la pienezza della propria libertà professionale.

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  1. BIBLIOGRAFIA
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  3. Beckwith FJ, Peppin JF. Physician value neutrality: a critique. J Law Med Ethics. 2000;28(1):67-77.
  4. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person Centered Medicine. Milan: Università Ambrosiana; 2017.
  5. Brera GR. Sum ergo cogito: The light of the Logos before thought. Medicine and Mind. 1996;XI(2).
  6. Brera GR. The “kairos of existence”. Medicine and Mind. 1993;8(2):5-9.
  7. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
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  13. Angelini F. Il medico. Un uomo per tutti. Roma: Edizioni Orizzonte Medico; 1972.
  14. Russo G. Storia della bioetica. Le origini, il significato, le istituzioni. Roma: Armando Editore; 1995.
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  17. Beauchamp TL, Childress JF. Principles of biomedical ethics. 5th ed. New York: Oxford University Press; 2001.
  18. Brera G,R The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education Medicine, Mind and Adolescence, 1997; Vol. XII, nº 1-2, pp. 5-13 Available on Internet www.medcinemindsdolescence.it ISSN SSN 1126-7127  – Brera GR. The “Person-centered Health relativity” and the “People and Person-Centered Prevention” theories: from epistemology to the COVID‑19 pandemic shut‑down. Person-Centered Medicine International College. Virtual 13th Geneva Conference on Person‑Centered Medicine: Self‑Care and Well‑Being in the Times of Covid‑19; 5–7 April 2021.DOI 10.13140/RG.2.2.26720.40960  Availale on Internet  Research Gate
  19. Brera GR, et al. Reliability and validity of Person-centered Medicine Clinical Method: a survey on 144 clinical reports.
  20. Proceedings of the Vth Geneva Conference on Person-centered Medicine; 2012 Apr 30-May 2; Geneva.
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  22. Sterling P, Eyer J. Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology. In: Fisher S, Reason J, editors. Handbook of Life Stress, Cognition and Health. New York: John Wiley & Sons; 1988.
  23. Biava PM. The Epigenetic Code: A revolution in tumor therapy. Milan: Università Ambrosiana; 2014.
  24. Blackburn E. Telomeres and the quality of life. Nobel Symposium Proceedings; 2011.
  25. Maestroni GJ. The psychoneuroendocrineimmunology of the immune system. ResearchGate; 2010.
  26. Brera GR. Il senso della vita nell’agire medico. Medicina e Morale. 1985;1:80-90.
  27. Brera GR. La creatività in Medicina: ethos, pathos e pietas. Medicina e Psiche. 1984;II(1):17-29.
  28. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person-Centered Medicine: The person’s superiority above any reductionism. Milan: Università Ambrosiana; 1999.
  29. WHO Symposium on Person-Centered Medicine and Medical Education. Geneva 4 May 2011 2011)available on Internet https://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm)

 

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

  STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]     Giuseppe R.Brera                               Università Ambrosiana, Milano   Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da … Leggi tutto “IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO”

 

Università Ambrosiana

STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]

 

  Giuseppe R.Brera

                              Università Ambrosiana, Milano

 

Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da Mussi e realizzata da Gelmini), istituente l’idea fallimentare del controllo statale e centralizzato della qualità-mentre dovrebbe essere fatto dagli stessi enti universitari e da istituzioni private certificate dall’ENQA europeo,  conferma in modo drammatico il fallimento previsto della riforma universitaria del 2010. La filosofia statale  non autonomizzante le Università è sbagliata. I concorsi abilitanti alla ricerca e all’insegnamento istituiti e la premialità di stato sono semplicemente demenziali e paralizzano lo sviluppo del sistema impedendo che regioni e università migliori si differenzino secondo la loro qualità innovativa in rapporto alle rette e con un diritto allo studio esteso che dia un reale potere di scelta agli studenti.[1]

Questa situazione si è determinata perché CRUI e CUN  sono stati sempre conniventi a rinforzare un sistema parassitario in cui i ruoli accademici sono vitalizi per la pensione.

1.Calo immatricolati

 

2001 307.066
2015 275.066

  1. Basso numero di laureati

 

“Nel 2014 tra la popolazione in età compresa tra i 15 e i 64 anni, la quota di laureati in Italia era pari al 15,0% a fronte di una media UE a 27 paesi del 26,1%. Rispetto ai principali paesi europei il ritardo era pari a 27 punti percentuali dal Regno Unito, 17 dalla Spagna, 15 dalla Francia e 8 dalla Germania. Nella fascia d’età 25-34 anni, grazie alla generale crescita dei livelli di istruzione nel paese, l’incidenza dei laureati è nettamente più elevata, 24,2%, ma la distanza dalla media europea (37,3%) è ancora più marcata. In questa fascia di età il ritardo è contenuto rispetto alla Germania (4 punti percentuali), ma ampio rispetto al Regno Unito (22 punti), Francia (21 punti) e Spagna (17 punti). Si registra tuttavia un aumento del numero dei laureati del nuovo ordna (Triennale-magistrale-ciclo unico dal dal 2010 al 2015 con un aumento da 269.123 a 296.669 unità, aumento imputabile soprattutto alle  triennali mentre le lauree magistrali e a ciclo unico sono rimaste pressohè costanti. ( 211.125-216.630)

In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50112 a 54963) in Veneto da 20303 a 22 339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n dei laureati è diminuito.”

 

  1. Abbandoni al 2103: 13,9 %

 

Disoccupazione a un anno lauree triennali: 34%

Magistrali 30%

Ciclo unico:  51%

  1. Aumento tasso disoccupati post-laurea (a un anno)

 

  2011 2014
Italia 7,93 12,65
Area Euro 10,99 11,61
Unione Europea 9,65 10,22
USA 8,35 6,16

 

laurea Disoccupati a 1 anno A 5 anni
triennale 34% nd
Magistrale

biennale

30% 14%
Mag. ciclo unico 51%* 13%

*Non tiene conto di percorsi formativi retribuiti

“Considerata la condizione occupazionale di laureati triennali, laureati magistrali biennali e laureati magistrali a ciclo unico si registra una ridotta variabilità del tasso di occupazione ad un anno dal titolo. Nello specifico, per i laureati triennali (che per il 54% proseguono gli studi con la laurea magistrale) si registra un tasso di occupazione pari al 66%, che sale a 70% per i laureati magistrali biennali e si attesta al 49% per i laureati magistrali a ciclo unico (ovvero i laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza, medicina, veterinaria). Per questi ultimi i dati sono parzialmente alterati dalla partecipazione ad una formazione non retribuita e propedeutica all’avvio delle carriere lavorative professionali (ad esempio, praticantati, specializzazioni, tirocini). Tuttavia, se si considerano nel calcolo degli occupati anche coloro che sono impegnati in attività formative retribuite (definizione di “occupato” data dall’Istat nell’indagine sulle Forze di Lavoro), allora si ottiene un netto miglioramento delle performance occupazionali dei laureati a ciclo unico.”

 

“ I laureati  italiani presentano un tasso di occupazione di 16 punti percentuali in più rispetto ai connazionali in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore (57 contro 41%; Eurostat, 2015). Segnali positivi ci sono anche sul fronte del guadagno, che premia sempre i 25-34enni con  titoli di studio superiori (OECD, 2014): nel 2010 il premio retributivo di una laurea rispetto ad un diploma di scuola secondaria era pari a 25%. Si tratta tuttavia di un dato contenuto rispetto a quello rilevato per Francia, Germania e Regno Unito (rispettivamente +45% +49% e +53%) e spiegabile con il fatto che la realtà lavorativa italiana è caratterizzata da tempi più lunghi di inserimento e di valorizzazione professionale

  1. Efficacia laurea primo livello: diminuzione di 13 punti dal 2006

 

  1. Rapporto Investimento UR/PIL

Media OCSE  1,6

Italia : 0,9

In rapporto al prodotto interno lordo (PIL), la spesa in istruzione terziaria  è in Italia lo 0,9%; 0,60 punti percentuali al di sotto della media dei paesi OCSE e inferiore a quella di tutti i principali paesi. Lo scarto in termini percentuali è del 40%, maggiore dello scarto stimato per la spesa per studente. Tra il 2008 e il 2012 l’incidenza sul prodotto si è ulteriormente ridotta in misura superiore alla media dei paesi OCS

7.Spese del sistema universitario italiano

“Le uscite tratte dai bilanci riclassificati sono state aggregate nelle seguenti macrovoci: P. Spese per il personale(amministrativo e docente), F: Spese per il funzionamento, S Interventi a favore degli studenti(borse di studio e altri interventi), On Oneri finanziari e tributari, AS Altre spese correnti, ABD Spese per l’acquisizione e la valorizzazione di beni durevoli, EM Estinzione mutui e prestitie T Trasferimenti.”

 

  P F S On AS ABD EMP T Totale
2010 8449,6 1597,4 1284,0 175,6 207,9 794,4 138,3 223,3 12.073
2104 7420,9 1580,1 1270.9 173,2 131,6 802,8 248,6 297,9 11.916

 

La tabella conferma il fallimento della  riforma Gelmini, come ampiamente previsto e illustrato nel saggio di Giuseppe R.Brera  “Istituzione del Federalismo scientifico e universitario (2010)

 

“Nel 2012 la spesa per studente in Italia è stata di 10.070,68 dollari in termini di parità di potere d’acquisto (PPA), il 33% in meno rispetto alla media dei paesi OCSE, circa il 35% in meno di paesi come Francia, Belgio, quasi il 50% in meno dei paesi del Nord Europa e circa il 60% in meno del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Rispetto alle fonti di finanziamento, in Italia, la quota di spesa a carico del settore pubblico è scesa a livelli inferiori alla media dei paesi OCSE. Muovendo da valori superiori all’80% a metà degli anni novanta, la quota coperta dal finanziamento pubblico è progressivamente diminuita al 66,0% del totale nel 2012, contro valori medi del 69,7% per i paesi OCSE e del 78% per i paesi dell’Unione europea. Tale trend decrescente, comune a molti paesi, è stato in Italia particolarmente marcato, determinando, una progressiva divergenza rispetto a paesi dell’Europa continentale come Francia e Germania (figura I.2.1.4). Specularmente, con il 26,5%, la quota della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie per gli studi universitari è in Italia la più alta tra i paesi dell’Unione Europea qui analizzati dopo il Portogallo

  1. Diminuzione entrate totali per studente per ripartizione geografica 2008-2014
Entrate
NO -10,2
NE -5,1
C -4,3
Sud e isole +0, 3

 

“ 2014 per effetto congiunto del calo dei finanziamenti, della revisione dei meccanismi di assegnazione e della dinamica degli iscritti, lo scarto dalla media si è ridotto per gli atenei del Mezzogiorno, si è ampliato per il Centro. Gli atenei del Nord, da un ammontare di poco superiore alla media sono scesi a valori al di sotto della media nazionale”

 

L’introduzione del finanziamento perequitativo su gettito fiscale del territorio penalizza ulteriormente il Nord . Le università Lombarde sono a quota zero.  In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50.112 a 54.963) in Veneto da 20.303 a 22 .339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n°dei laureati è diminuito.

 

  1. Diminuzione spese per studente regolare e docente Nord Ovest-Nord Est e Italia 2008-2014 dati in %

             Studenti

  Studente    Docente
NO -16,9 +3,9
NE -6,5 +12,7
CENTRO -7,4 +1,5
SUD -1,2 +2,8
ISOLE +11 +7,4

 

I dati confermano che il sistema non investe sugli studenti, che pur ha visto aumentare le entrate contributive alle Università  da parte degli studenti che non vedono un ritorno. Alla diminuzione di docenti invece corrisponde un aumento delle spese. Si nota la sperequazione Nord/Sud e Isole nelle spese per studente.

 

  1. Riduzione investimenti per diritto allo studio in Italia : 2009-2015: -21 %

 

  2007 2014
NO 84.594.858 71.637.207
NE 80.473.884 103.887.121

 

Sebbene gli studenti abbiano determinato un aumento delle entrate contributive (tasse) alle Università, queste non sono ritornate a loro. Le spese di funzionamento delle Università italiane (1580,1) e le spese di acquisizione dei beni durevoli (802,8) sono superiori al diritto allo studio !

Appare comunque  in materia una differenza netta tra Lombardia e Veneto.

 

  1. Diminuzione ricercatori di ruolo

 

2000       19.692

2015       17.444

 

Il meccanismo istituzionale statale per abilitazione già alla legge di riforma Zecchino del 2000 impedisce l’entrata diretta nelle Università dei ricercatori. Lo stato vive sullo sfruttamento degli assegnisti ,anche per ruoli didattici .La CRUI e il CUN sono stati sempre conniventi. I docenti, dipendenti statali, senza di fatto alcun merito incentivante, condividono una situazione di comodo. a stipendio sicuro anche se non aggiornati o psicopatici. In Medicina ad esempio non c‘è un docente statale formato all’insegnamento della clinica e l’unico dipartimento per la formazione del medico esistente in Italia dal 2005 è dell’Università Ambrosiana-libera Università di Milano.

Nel nostro paese i riceratori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA.

12.Fuga dei talenti 

Nel 2015 sono fuggiti all’estero 27.000 diplomati e 24.000 laureati contro i 3000 del 1990. Come ha messo in luce Benedetto Coccia nella ricerca “Le migrazioni qualificate in Italia”[4] questo è dovuto all’alto tasso di disoccupazione, alla mancata occupazione nei ruoli coerenti.

La drammatica situazione riflette in generale la politica universitaria demenziale su Università e ricerca che risale al Governo Prodi (Legge Prodi-Bassanini 1988) e che ha trovato purtroppo sponda in ministri dell’Università e Ricerca, non adeguati , e da una istituzione inutile, sterile , parassitaria e fuori legge (MIUR).

La situazione universitaria italiana riflette una politica stolta e ignorante a sfavore dei giovani e dello sviluppo, cristallizzata dai governi Monti-Letta- Renzi-Gentiloni,cha fanno della cultura, motore di uno sviluppo che deve nascere prima di tutto dalla qualità delle persone, il fanalino di coda, non la luce principe.

Il fallimento si commenta dai dati ed è il risultato della sommatoria di leggi scellerate, (Prodi-Bassanini Berlinguer ,-1998, Zecchino 2000,  Gelmini  2010)  che hanno avuto un solo scopo: il costituire un sistema parassitario , statalista centrato sulle istituzioni e non sulle istituzioni  a danno degli studenti-condannati a migliaia all’esilio scientifico- e dei ricercatori e dei docenti non parassiti.

E’necessario una legge quadro che cambi radicalmente il sistema centrandolo sul merito e la responsabilità della persona, non dell’istituzione e dia potere agli studenti costituendo un vero diritto allo studio, come appare dal disegno di legge del prof.Brera.

[1] Giuseppe R. Brera  Il Federalismo universitario e scientifico. Ed. Università Ambrosiana 2010

[2] Dati tratti da ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016

[3] Giuseppe R.Brera  Analisi dei dati ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016.-2017

[3] Benedetto Coccia  Le istituzioni qualificate in Italia, Ed Istituto di studi politici S.Pio V ,2016

 

© Copyright Università Ambrosiana 2017- Riproduzione riservata e sottoposta a autorizzazione   scrivere a segrgen@unambro.it

 

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

  STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]     Giuseppe R.Brera                               Università Ambrosiana, Milano   Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da … Leggi tutto “IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO”

 

Università Ambrosiana

STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]

 

  Giuseppe R.Brera

                              Università Ambrosiana, Milano

 

Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da Mussi e realizzata da Gelmini), istituente l’idea fallimentare del controllo statale e centralizzato della qualità-mentre dovrebbe essere fatto dagli stessi enti universitari e da istituzioni private certificate dall’ENQA europeo,  conferma in modo drammatico il fallimento previsto della riforma universitaria del 2010. La filosofia statale  non autonomizzante le Università è sbagliata. I concorsi abilitanti alla ricerca e all’insegnamento istituiti e la premialità di stato sono semplicemente demenziali e paralizzano lo sviluppo del sistema impedendo che regioni e università migliori si differenzino secondo la loro qualità innovativa in rapporto alle rette e con un diritto allo studio esteso che dia un reale potere di scelta agli studenti.[1]

Questa situazione si è determinata perché CRUI e CUN  sono stati sempre conniventi a rinforzare un sistema parassitario in cui i ruoli accademici sono vitalizi per la pensione.

1.Calo immatricolati

 

2001 307.066
2015 275.066

  1. Basso numero di laureati

 

“Nel 2014 tra la popolazione in età compresa tra i 15 e i 64 anni, la quota di laureati in Italia era pari al 15,0% a fronte di una media UE a 27 paesi del 26,1%. Rispetto ai principali paesi europei il ritardo era pari a 27 punti percentuali dal Regno Unito, 17 dalla Spagna, 15 dalla Francia e 8 dalla Germania. Nella fascia d’età 25-34 anni, grazie alla generale crescita dei livelli di istruzione nel paese, l’incidenza dei laureati è nettamente più elevata, 24,2%, ma la distanza dalla media europea (37,3%) è ancora più marcata. In questa fascia di età il ritardo è contenuto rispetto alla Germania (4 punti percentuali), ma ampio rispetto al Regno Unito (22 punti), Francia (21 punti) e Spagna (17 punti). Si registra tuttavia un aumento del numero dei laureati del nuovo ordna (Triennale-magistrale-ciclo unico dal dal 2010 al 2015 con un aumento da 269.123 a 296.669 unità, aumento imputabile soprattutto alle  triennali mentre le lauree magistrali e a ciclo unico sono rimaste pressohè costanti. ( 211.125-216.630)

In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50112 a 54963) in Veneto da 20303 a 22 339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n dei laureati è diminuito.”

 

  1. Abbandoni al 2103: 13,9 %

 

Disoccupazione a un anno lauree triennali: 34%

Magistrali 30%

Ciclo unico:  51%

  1. Aumento tasso disoccupati post-laurea (a un anno)

 

  2011 2014
Italia 7,93 12,65
Area Euro 10,99 11,61
Unione Europea 9,65 10,22
USA 8,35 6,16

 

laurea Disoccupati a 1 anno A 5 anni
triennale 34% nd
Magistrale

biennale

30% 14%
Mag. ciclo unico 51%* 13%

*Non tiene conto di percorsi formativi retribuiti

“Considerata la condizione occupazionale di laureati triennali, laureati magistrali biennali e laureati magistrali a ciclo unico si registra una ridotta variabilità del tasso di occupazione ad un anno dal titolo. Nello specifico, per i laureati triennali (che per il 54% proseguono gli studi con la laurea magistrale) si registra un tasso di occupazione pari al 66%, che sale a 70% per i laureati magistrali biennali e si attesta al 49% per i laureati magistrali a ciclo unico (ovvero i laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza, medicina, veterinaria). Per questi ultimi i dati sono parzialmente alterati dalla partecipazione ad una formazione non retribuita e propedeutica all’avvio delle carriere lavorative professionali (ad esempio, praticantati, specializzazioni, tirocini). Tuttavia, se si considerano nel calcolo degli occupati anche coloro che sono impegnati in attività formative retribuite (definizione di “occupato” data dall’Istat nell’indagine sulle Forze di Lavoro), allora si ottiene un netto miglioramento delle performance occupazionali dei laureati a ciclo unico.”

 

“ I laureati  italiani presentano un tasso di occupazione di 16 punti percentuali in più rispetto ai connazionali in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore (57 contro 41%; Eurostat, 2015). Segnali positivi ci sono anche sul fronte del guadagno, che premia sempre i 25-34enni con  titoli di studio superiori (OECD, 2014): nel 2010 il premio retributivo di una laurea rispetto ad un diploma di scuola secondaria era pari a 25%. Si tratta tuttavia di un dato contenuto rispetto a quello rilevato per Francia, Germania e Regno Unito (rispettivamente +45% +49% e +53%) e spiegabile con il fatto che la realtà lavorativa italiana è caratterizzata da tempi più lunghi di inserimento e di valorizzazione professionale

  1. Efficacia laurea primo livello: diminuzione di 13 punti dal 2006

 

  1. Rapporto Investimento UR/PIL

Media OCSE  1,6

Italia : 0,9

In rapporto al prodotto interno lordo (PIL), la spesa in istruzione terziaria  è in Italia lo 0,9%; 0,60 punti percentuali al di sotto della media dei paesi OCSE e inferiore a quella di tutti i principali paesi. Lo scarto in termini percentuali è del 40%, maggiore dello scarto stimato per la spesa per studente. Tra il 2008 e il 2012 l’incidenza sul prodotto si è ulteriormente ridotta in misura superiore alla media dei paesi OCS

7.Spese del sistema universitario italiano

“Le uscite tratte dai bilanci riclassificati sono state aggregate nelle seguenti macrovoci: P. Spese per il personale(amministrativo e docente), F: Spese per il funzionamento, S Interventi a favore degli studenti(borse di studio e altri interventi), On Oneri finanziari e tributari, AS Altre spese correnti, ABD Spese per l’acquisizione e la valorizzazione di beni durevoli, EM Estinzione mutui e prestitie T Trasferimenti.”

 

  P F S On AS ABD EMP T Totale
2010 8449,6 1597,4 1284,0 175,6 207,9 794,4 138,3 223,3 12.073
2104 7420,9 1580,1 1270.9 173,2 131,6 802,8 248,6 297,9 11.916

 

La tabella conferma il fallimento della  riforma Gelmini, come ampiamente previsto e illustrato nel saggio di Giuseppe R.Brera  “Istituzione del Federalismo scientifico e universitario (2010)

 

“Nel 2012 la spesa per studente in Italia è stata di 10.070,68 dollari in termini di parità di potere d’acquisto (PPA), il 33% in meno rispetto alla media dei paesi OCSE, circa il 35% in meno di paesi come Francia, Belgio, quasi il 50% in meno dei paesi del Nord Europa e circa il 60% in meno del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Rispetto alle fonti di finanziamento, in Italia, la quota di spesa a carico del settore pubblico è scesa a livelli inferiori alla media dei paesi OCSE. Muovendo da valori superiori all’80% a metà degli anni novanta, la quota coperta dal finanziamento pubblico è progressivamente diminuita al 66,0% del totale nel 2012, contro valori medi del 69,7% per i paesi OCSE e del 78% per i paesi dell’Unione europea. Tale trend decrescente, comune a molti paesi, è stato in Italia particolarmente marcato, determinando, una progressiva divergenza rispetto a paesi dell’Europa continentale come Francia e Germania (figura I.2.1.4). Specularmente, con il 26,5%, la quota della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie per gli studi universitari è in Italia la più alta tra i paesi dell’Unione Europea qui analizzati dopo il Portogallo

  1. Diminuzione entrate totali per studente per ripartizione geografica 2008-2014
Entrate
NO -10,2
NE -5,1
C -4,3
Sud e isole +0, 3

 

“ 2014 per effetto congiunto del calo dei finanziamenti, della revisione dei meccanismi di assegnazione e della dinamica degli iscritti, lo scarto dalla media si è ridotto per gli atenei del Mezzogiorno, si è ampliato per il Centro. Gli atenei del Nord, da un ammontare di poco superiore alla media sono scesi a valori al di sotto della media nazionale”

 

L’introduzione del finanziamento perequitativo su gettito fiscale del territorio penalizza ulteriormente il Nord . Le università Lombarde sono a quota zero.  In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50.112 a 54.963) in Veneto da 20.303 a 22 .339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n°dei laureati è diminuito.

 

  1. Diminuzione spese per studente regolare e docente Nord Ovest-Nord Est e Italia 2008-2014 dati in %

             Studenti

  Studente    Docente
NO -16,9 +3,9
NE -6,5 +12,7
CENTRO -7,4 +1,5
SUD -1,2 +2,8
ISOLE +11 +7,4

 

I dati confermano che il sistema non investe sugli studenti, che pur ha visto aumentare le entrate contributive alle Università  da parte degli studenti che non vedono un ritorno. Alla diminuzione di docenti invece corrisponde un aumento delle spese. Si nota la sperequazione Nord/Sud e Isole nelle spese per studente.

 

  1. Riduzione investimenti per diritto allo studio in Italia : 2009-2015: -21 %

 

  2007 2014
NO 84.594.858 71.637.207
NE 80.473.884 103.887.121

 

Sebbene gli studenti abbiano determinato un aumento delle entrate contributive (tasse) alle Università, queste non sono ritornate a loro. Le spese di funzionamento delle Università italiane (1580,1) e le spese di acquisizione dei beni durevoli (802,8) sono superiori al diritto allo studio !

Appare comunque  in materia una differenza netta tra Lombardia e Veneto.

 

  1. Diminuzione ricercatori di ruolo

 

2000       19.692

2015       17.444

 

Il meccanismo istituzionale statale per abilitazione già alla legge di riforma Zecchino del 2000 impedisce l’entrata diretta nelle Università dei ricercatori. Lo stato vive sullo sfruttamento degli assegnisti ,anche per ruoli didattici .La CRUI e il CUN sono stati sempre conniventi. I docenti, dipendenti statali, senza di fatto alcun merito incentivante, condividono una situazione di comodo. a stipendio sicuro anche se non aggiornati o psicopatici. In Medicina ad esempio non c‘è un docente statale formato all’insegnamento della clinica e l’unico dipartimento per la formazione del medico esistente in Italia dal 2005 è dell’Università Ambrosiana-libera Università di Milano.

Nel nostro paese i riceratori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA.

12.Fuga dei talenti 

Nel 2015 sono fuggiti all’estero 27.000 diplomati e 24.000 laureati contro i 3000 del 1990. Come ha messo in luce Benedetto Coccia nella ricerca “Le migrazioni qualificate in Italia”[4] questo è dovuto all’alto tasso di disoccupazione, alla mancata occupazione nei ruoli coerenti.

La drammatica situazione riflette in generale la politica universitaria demenziale su Università e ricerca che risale al Governo Prodi (Legge Prodi-Bassanini 1988) e che ha trovato purtroppo sponda in ministri dell’Università e Ricerca, non adeguati , e da una istituzione inutile, sterile , parassitaria e fuori legge (MIUR).

La situazione universitaria italiana riflette una politica stolta e ignorante a sfavore dei giovani e dello sviluppo, cristallizzata dai governi Monti-Letta- Renzi-Gentiloni,cha fanno della cultura, motore di uno sviluppo che deve nascere prima di tutto dalla qualità delle persone, il fanalino di coda, non la luce principe.

Il fallimento si commenta dai dati ed è il risultato della sommatoria di leggi scellerate, (Prodi-Bassanini Berlinguer ,-1998, Zecchino 2000,  Gelmini  2010)  che hanno avuto un solo scopo: il costituire un sistema parassitario , statalista centrato sulle istituzioni e non sulle istituzioni  a danno degli studenti-condannati a migliaia all’esilio scientifico- e dei ricercatori e dei docenti non parassiti.

E’necessario una legge quadro che cambi radicalmente il sistema centrandolo sul merito e la responsabilità della persona, non dell’istituzione e dia potere agli studenti costituendo un vero diritto allo studio, come appare dal disegno di legge del prof.Brera.

[1] Giuseppe R. Brera  Il Federalismo universitario e scientifico. Ed. Università Ambrosiana 2010

[2] Dati tratti da ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016

[3] Giuseppe R.Brera  Analisi dei dati ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016.-2017

[3] Benedetto Coccia  Le istituzioni qualificate in Italia, Ed Istituto di studi politici S.Pio V ,2016

 

© Copyright Università Ambrosiana 2017- Riproduzione riservata e sottoposta a autorizzazione   scrivere a segrgen@unambro.it

 

IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO

  STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]     Giuseppe R.Brera                               Università Ambrosiana, Milano   Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da … Leggi tutto “IL FALLIMENTO DEL SISTEMA UNIVERSITARIO E SCIENTIFICO ITALIANO”

 

Università Ambrosiana

STRALCIO DI EXPERTIZE SUL SISTEMA UNIVERSITARIO SCIENTIFICO ITALIANO  [2][3]

 

  Giuseppe R.Brera

                              Università Ambrosiana, Milano

 

Lo stralcio di alcuni e significativi dati dal rapporto ANVUR 2016 (istituzione parassitaria centrale che ha sostituito il valente Osservatorio Universitario istituita  da Mussi e realizzata da Gelmini), istituente l’idea fallimentare del controllo statale e centralizzato della qualità-mentre dovrebbe essere fatto dagli stessi enti universitari e da istituzioni private certificate dall’ENQA europeo,  conferma in modo drammatico il fallimento previsto della riforma universitaria del 2010. La filosofia statale  non autonomizzante le Università è sbagliata. I concorsi abilitanti alla ricerca e all’insegnamento istituiti e la premialità di stato sono semplicemente demenziali e paralizzano lo sviluppo del sistema impedendo che regioni e università migliori si differenzino secondo la loro qualità innovativa in rapporto alle rette e con un diritto allo studio esteso che dia un reale potere di scelta agli studenti.[1]

Questa situazione si è determinata perché CRUI e CUN  sono stati sempre conniventi a rinforzare un sistema parassitario in cui i ruoli accademici sono vitalizi per la pensione.

1.Calo immatricolati

 

2001 307.066
2015 275.066

  1. Basso numero di laureati

 

“Nel 2014 tra la popolazione in età compresa tra i 15 e i 64 anni, la quota di laureati in Italia era pari al 15,0% a fronte di una media UE a 27 paesi del 26,1%. Rispetto ai principali paesi europei il ritardo era pari a 27 punti percentuali dal Regno Unito, 17 dalla Spagna, 15 dalla Francia e 8 dalla Germania. Nella fascia d’età 25-34 anni, grazie alla generale crescita dei livelli di istruzione nel paese, l’incidenza dei laureati è nettamente più elevata, 24,2%, ma la distanza dalla media europea (37,3%) è ancora più marcata. In questa fascia di età il ritardo è contenuto rispetto alla Germania (4 punti percentuali), ma ampio rispetto al Regno Unito (22 punti), Francia (21 punti) e Spagna (17 punti). Si registra tuttavia un aumento del numero dei laureati del nuovo ordna (Triennale-magistrale-ciclo unico dal dal 2010 al 2015 con un aumento da 269.123 a 296.669 unità, aumento imputabile soprattutto alle  triennali mentre le lauree magistrali e a ciclo unico sono rimaste pressohè costanti. ( 211.125-216.630)

In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50112 a 54963) in Veneto da 20303 a 22 339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n dei laureati è diminuito.”

 

  1. Abbandoni al 2103: 13,9 %

 

Disoccupazione a un anno lauree triennali: 34%

Magistrali 30%

Ciclo unico:  51%

  1. Aumento tasso disoccupati post-laurea (a un anno)

 

  2011 2014
Italia 7,93 12,65
Area Euro 10,99 11,61
Unione Europea 9,65 10,22
USA 8,35 6,16

 

laurea Disoccupati a 1 anno A 5 anni
triennale 34% nd
Magistrale

biennale

30% 14%
Mag. ciclo unico 51%* 13%

*Non tiene conto di percorsi formativi retribuiti

“Considerata la condizione occupazionale di laureati triennali, laureati magistrali biennali e laureati magistrali a ciclo unico si registra una ridotta variabilità del tasso di occupazione ad un anno dal titolo. Nello specifico, per i laureati triennali (che per il 54% proseguono gli studi con la laurea magistrale) si registra un tasso di occupazione pari al 66%, che sale a 70% per i laureati magistrali biennali e si attesta al 49% per i laureati magistrali a ciclo unico (ovvero i laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza, medicina, veterinaria). Per questi ultimi i dati sono parzialmente alterati dalla partecipazione ad una formazione non retribuita e propedeutica all’avvio delle carriere lavorative professionali (ad esempio, praticantati, specializzazioni, tirocini). Tuttavia, se si considerano nel calcolo degli occupati anche coloro che sono impegnati in attività formative retribuite (definizione di “occupato” data dall’Istat nell’indagine sulle Forze di Lavoro), allora si ottiene un netto miglioramento delle performance occupazionali dei laureati a ciclo unico.”

 

“ I laureati  italiani presentano un tasso di occupazione di 16 punti percentuali in più rispetto ai connazionali in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore (57 contro 41%; Eurostat, 2015). Segnali positivi ci sono anche sul fronte del guadagno, che premia sempre i 25-34enni con  titoli di studio superiori (OECD, 2014): nel 2010 il premio retributivo di una laurea rispetto ad un diploma di scuola secondaria era pari a 25%. Si tratta tuttavia di un dato contenuto rispetto a quello rilevato per Francia, Germania e Regno Unito (rispettivamente +45% +49% e +53%) e spiegabile con il fatto che la realtà lavorativa italiana è caratterizzata da tempi più lunghi di inserimento e di valorizzazione professionale

  1. Efficacia laurea primo livello: diminuzione di 13 punti dal 2006

 

  1. Rapporto Investimento UR/PIL

Media OCSE  1,6

Italia : 0,9

In rapporto al prodotto interno lordo (PIL), la spesa in istruzione terziaria  è in Italia lo 0,9%; 0,60 punti percentuali al di sotto della media dei paesi OCSE e inferiore a quella di tutti i principali paesi. Lo scarto in termini percentuali è del 40%, maggiore dello scarto stimato per la spesa per studente. Tra il 2008 e il 2012 l’incidenza sul prodotto si è ulteriormente ridotta in misura superiore alla media dei paesi OCS

7.Spese del sistema universitario italiano

“Le uscite tratte dai bilanci riclassificati sono state aggregate nelle seguenti macrovoci: P. Spese per il personale(amministrativo e docente), F: Spese per il funzionamento, S Interventi a favore degli studenti(borse di studio e altri interventi), On Oneri finanziari e tributari, AS Altre spese correnti, ABD Spese per l’acquisizione e la valorizzazione di beni durevoli, EM Estinzione mutui e prestitie T Trasferimenti.”

 

  P F S On AS ABD EMP T Totale
2010 8449,6 1597,4 1284,0 175,6 207,9 794,4 138,3 223,3 12.073
2104 7420,9 1580,1 1270.9 173,2 131,6 802,8 248,6 297,9 11.916

 

La tabella conferma il fallimento della  riforma Gelmini, come ampiamente previsto e illustrato nel saggio di Giuseppe R.Brera  “Istituzione del Federalismo scientifico e universitario (2010)

 

“Nel 2012 la spesa per studente in Italia è stata di 10.070,68 dollari in termini di parità di potere d’acquisto (PPA), il 33% in meno rispetto alla media dei paesi OCSE, circa il 35% in meno di paesi come Francia, Belgio, quasi il 50% in meno dei paesi del Nord Europa e circa il 60% in meno del Regno Unito e degli Stati Uniti.

Rispetto alle fonti di finanziamento, in Italia, la quota di spesa a carico del settore pubblico è scesa a livelli inferiori alla media dei paesi OCSE. Muovendo da valori superiori all’80% a metà degli anni novanta, la quota coperta dal finanziamento pubblico è progressivamente diminuita al 66,0% del totale nel 2012, contro valori medi del 69,7% per i paesi OCSE e del 78% per i paesi dell’Unione europea. Tale trend decrescente, comune a molti paesi, è stato in Italia particolarmente marcato, determinando, una progressiva divergenza rispetto a paesi dell’Europa continentale come Francia e Germania (figura I.2.1.4). Specularmente, con il 26,5%, la quota della spesa sostenuta direttamente dalle famiglie per gli studi universitari è in Italia la più alta tra i paesi dell’Unione Europea qui analizzati dopo il Portogallo

  1. Diminuzione entrate totali per studente per ripartizione geografica 2008-2014
Entrate
NO -10,2
NE -5,1
C -4,3
Sud e isole +0, 3

 

“ 2014 per effetto congiunto del calo dei finanziamenti, della revisione dei meccanismi di assegnazione e della dinamica degli iscritti, lo scarto dalla media si è ridotto per gli atenei del Mezzogiorno, si è ampliato per il Centro. Gli atenei del Nord, da un ammontare di poco superiore alla media sono scesi a valori al di sotto della media nazionale”

 

L’introduzione del finanziamento perequitativo su gettito fiscale del territorio penalizza ulteriormente il Nord . Le università Lombarde sono a quota zero.  In Lombardia i laureati dal 2011 al 2014 sono cresciuti solo dello 1,2% ( da 50.112 a 54.963) in Veneto da 20.303 a 22 .339 (0,3%) nel centro e nel mezzogiorno il n°dei laureati è diminuito.

 

  1. Diminuzione spese per studente regolare e docente Nord Ovest-Nord Est e Italia 2008-2014 dati in %

             Studenti

  Studente    Docente
NO -16,9 +3,9
NE -6,5 +12,7
CENTRO -7,4 +1,5
SUD -1,2 +2,8
ISOLE +11 +7,4

 

I dati confermano che il sistema non investe sugli studenti, che pur ha visto aumentare le entrate contributive alle Università  da parte degli studenti che non vedono un ritorno. Alla diminuzione di docenti invece corrisponde un aumento delle spese. Si nota la sperequazione Nord/Sud e Isole nelle spese per studente.

 

  1. Riduzione investimenti per diritto allo studio in Italia : 2009-2015: -21 %

 

  2007 2014
NO 84.594.858 71.637.207
NE 80.473.884 103.887.121

 

Sebbene gli studenti abbiano determinato un aumento delle entrate contributive (tasse) alle Università, queste non sono ritornate a loro. Le spese di funzionamento delle Università italiane (1580,1) e le spese di acquisizione dei beni durevoli (802,8) sono superiori al diritto allo studio !

Appare comunque  in materia una differenza netta tra Lombardia e Veneto.

 

  1. Diminuzione ricercatori di ruolo

 

2000       19.692

2015       17.444

 

Il meccanismo istituzionale statale per abilitazione già alla legge di riforma Zecchino del 2000 impedisce l’entrata diretta nelle Università dei ricercatori. Lo stato vive sullo sfruttamento degli assegnisti ,anche per ruoli didattici .La CRUI e il CUN sono stati sempre conniventi. I docenti, dipendenti statali, senza di fatto alcun merito incentivante, condividono una situazione di comodo. a stipendio sicuro anche se non aggiornati o psicopatici. In Medicina ad esempio non c‘è un docente statale formato all’insegnamento della clinica e l’unico dipartimento per la formazione del medico esistente in Italia dal 2005 è dell’Università Ambrosiana-libera Università di Milano.

Nel nostro paese i riceratori sono due volte meno di Francia e Inghilterra, quattro volte meno della Germania, 9 volte meno del Giappone, 13 Volte meno degli USA.

12.Fuga dei talenti 

Nel 2015 sono fuggiti all’estero 27.000 diplomati e 24.000 laureati contro i 3000 del 1990. Come ha messo in luce Benedetto Coccia nella ricerca “Le migrazioni qualificate in Italia”[4] questo è dovuto all’alto tasso di disoccupazione, alla mancata occupazione nei ruoli coerenti.

La drammatica situazione riflette in generale la politica universitaria demenziale su Università e ricerca che risale al Governo Prodi (Legge Prodi-Bassanini 1988) e che ha trovato purtroppo sponda in ministri dell’Università e Ricerca, non adeguati , e da una istituzione inutile, sterile , parassitaria e fuori legge (MIUR).

La situazione universitaria italiana riflette una politica stolta e ignorante a sfavore dei giovani e dello sviluppo, cristallizzata dai governi Monti-Letta- Renzi-Gentiloni,cha fanno della cultura, motore di uno sviluppo che deve nascere prima di tutto dalla qualità delle persone, il fanalino di coda, non la luce principe.

Il fallimento si commenta dai dati ed è il risultato della sommatoria di leggi scellerate, (Prodi-Bassanini Berlinguer ,-1998, Zecchino 2000,  Gelmini  2010)  che hanno avuto un solo scopo: il costituire un sistema parassitario , statalista centrato sulle istituzioni e non sulle istituzioni  a danno degli studenti-condannati a migliaia all’esilio scientifico- e dei ricercatori e dei docenti non parassiti.

E’necessario una legge quadro che cambi radicalmente il sistema centrandolo sul merito e la responsabilità della persona, non dell’istituzione e dia potere agli studenti costituendo un vero diritto allo studio, come appare dal disegno di legge del prof.Brera.

[1] Giuseppe R. Brera  Il Federalismo universitario e scientifico. Ed. Università Ambrosiana 2010

[2] Dati tratti da ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016

[3] Giuseppe R.Brera  Analisi dei dati ANVUR- Rapporto integrale sullo stato del sistema Università e ricerca 2016.-2017

[3] Benedetto Coccia  Le istituzioni qualificate in Italia, Ed Istituto di studi politici S.Pio V ,2016

 

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REPUBBLICA E INFORMAZIONI FALSE SULL’UNIVERSITA AMBROSIANA

  Assisi 2011-Primo Congresso Internazionale in ”  Person Centered Medical Education “ In violazione del codice penale e delle leggi di deontologia professionale, il giornale Repubblica, diffonde sul web notizie diffamatorie false  e gravemente calunniose contro l’Università Ambrosiana, dando disdoro al suo Rettore,prof. Giuseppe R.Brera suo fondatore e Rettore. Le informazioni sono tratte dall’archivio 2009, … Leggi tutto “REPUBBLICA E INFORMAZIONI FALSE SULL’UNIVERSITA AMBROSIANA”

 

Università Ambrosiana

Assisi 2011-Primo Congresso Internazionale in ”  Person Centered Medical Education

In violazione del codice penale e delle leggi di deontologia professionale, il giornale Repubblica, diffonde sul web notizie diffamatorie false  e gravemente calunniose contro l’Università Ambrosiana, dando disdoro al suo Rettore,prof. Giuseppe R.Brera suo fondatore e Rettore. Le informazioni sono tratte dall’archivio 2009, a firma del giornalista Simone Mosca, con la collaborazione di Luca Lantero in qualità di “esperto” e messe all’attenzione del web,in occasione della candidatura del prof. Brera al Ministero dell’istruzione,università e ricerca, sostenuta da autorevoli scienziati di tutto il mondo. L’avversione è inspiegabile e certamente non onora un giornale di grande  tiratura e attenzione per la cultura. Non è la prima volta che la stampa,  si è accanita ,  contro questa Università libera di Milano che ha avuto il merito, invece, di promuovere nel 1998  e realizzare la trasformazione epocale del paradigma della scienza medica,   che è stato formalizzato il 13-14-15 Ottobre 2017 a Milano, e le cui applicazioni didattiche sono state messe a punto  senza alcun finanziamento statale. l’Università è potuta sopravvivere a un’intensa denigrazione , finalizzata a neutralizzarne l’apporto innovativo e l’opera di cambiamanto del sistema universitario e scientifico, grazie sopratutto all’attività volontaria di importanti scienziati e docenti di fama mondiale   Claudio Violato,  Paolo Lissoni, Jean George Maestroni, Richard Fiordo  a cui recentemente si è aggiunto  Piermario Biava e  grazie all’infaticabile e combattiva  attività dello stesso Rettore, direttore della Scuola Medica di Milano, teorizzatore della Medicina centrata sulla persona, a cui si deve il cambiamento epistemologico  della scienza medica e del concetto di salute. ( vedere   saggio esplicativo del cambiamento di paradigma ) .  Nell’Università Ambrosiana, a cui il mondo deve molto,  sono  nate   nel 1998  ,per la prima volta nel mondo,  le procedure didattiche  della Medicina centrata sulla persona.-  fatto riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – contribuendo nel 2009 allo sviluppo di un movimento internazionale. La seconda eccellenza  mondiale dell’Università è  l’innovazione teorica e didattica nello studio del’adolescenza , con una nuova teoria non riduttiva  e con la pubblicazione di due riviste sulla materia ,uniche al mondo. Partner dell’Università è la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. che afferisce all’unico dipartimento esistente al mondo di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenzaSolo medici diplomati in Adolescentologia clinica (tre anni) o in Counselling medico con l’adolescente (un anno dopo Adolescentologia clinica).

Youth Science Italy 2013-Premiazione*

da sx (in alto: Ivan Rainini,  pro-rettore dell’Università Ambrosiana,  e titolare della cattedra di Archeologia, il Rettore, prof. Giuseppe R.Brera, il prof Ettore Ruberti, (cattedra di biologia molecolare), in basso docenti  e allievi della Scuola Metastasio di Scalea, vincente il premio collegato alla manifestazione e in mezzo-terzo da sx il prof. Paolo Lissoni– cattedra onoraria di Psiconeuroimmunologia)

Si tratta di serietà accademica , non del corsetto di perfezionamento di sei mesi o di un indirizzo di un anno alla fine  di Pediatria. Infatti nell’ente vi sono persone che hanno sei anni di studio e pratica dopo una specialità in pediatria e si può dire con certezza che siano oggi i più preparati al mondo sulla materia.  I medici diplomati dall’Università Ambrosiana ( ca 350)  in Adolescentologia clinica e/ o in Counselling Medico con l’adolescente ( unici corsi esistenti al mondo)-  che comportano l’apprendimento della Medicina centrata sulla persona e del Counselling medico – come appare dalla prima ricerca al mondo sulla materia hanno fatto risparmiare sofferenze e costi sanitari ( ca 34 milioni di euro) in termini di risparmi di prescrizioni farmacologiche, esami e visite specialistiche., seguendo ca 70.000 adolescenti dal 1995 ( dal 1991 nei corsi precedenti) alla nascita dell’ente.   Il suo Rettore,  anche come Direttore della Scuola Medica di Milano,  è stato l’unico italiano nella storia a essere stato invitato dalla WHO , per presentare l’innovazione teorica e didattica della Medicina, che ha  introdotto nel mondo nel 1998 e che ha cambiato la scienza medica. L’Università è stata paradossalmente ostacolata e avversata da burocrati del MIUR,  che invece  avrebbero dovuto per legge favorire l’innovazione scientifica e pertanto sono gravemente responsabili di un danno indiretto nei confronti della popolazione non solo italiana e della scienza  . l’Università è stata la prima ( e anche l’ultima fino  a oggi) in Italia nel 2005 a organizzare un convegno internazionale in Medical Education , insieme a molti altri convegni e  avere un Dipartimento sulla materia, e ha programmi internazionali unici al mondo. Nel 2009 è stata la prima  al mondo a erogare un PhD in Medical. Education e è l’unica in Italia dal 2005 a avere un Dipartimento internazionale dedicato.  Nel 2009 tra le prime 10 nel mondo e la prima a avere un PHD internazionale seguito da allievi di tutto il mondo.  In Italia non c’è  nessun docente in medicina che sia  preparato all’insegnamento della Medicina,anche solo con il paradigma tradizionale obsoleto.  a avere curriculum post-laurea per la formazione dei docenti di medicina, che ,l’Università eroga e che si chiama “Licentia docendi”.    Negli anni malgrado le richieste al MIUR, non ha potuto aprire tre corsi di laurea, in Medicina,Archeologia, Arte sacra e non eroga al momento attuale alcun corso di laurea, anche se nel 2014 aveva chiesto un triennio clinico sperimentale , orientato alla Medicina centrata sulla persona,  per studenti già iscritti a Medicina , per la sua Scuola Normale . Alla richiesta consegui  invece, di un supporto dovuto per legge, una segnalazione  all’AGCOM  che sanzionava senza nessun procedimento istruttorio.  Per questo motivo il Ministro Giannini e i funzionari del MIUR, e l’AGCOM  sono stati denunciati denunciati alla magistratura.  Il MIUR indubbiamente ha a cuore l’innovazione scientifica e didattica della Repubblica Italiana ! Già nel 1998, l’Università  aveva un curriculum altamente innovativo per un corso di laurea  orientato alla Medicina centrata sulla persona ma malgrado la richiesta formale della Regione Lombardia, grazie all’avversione dell’allora Rettore della Università statale  Paolo Mantegazza, che guidò un parere negativo “ad usum delphini”  in due successivi riunioni del Comitato Regionale Universitario- la seconda sostenuta dall’allora Presidente della Repubblica e dal Presidente della Regione. Il Mantegazza-così si chiamava l’uomo-che aveva già “diffidato” -non si capisce con quali poteri-ad aprire un Dottorato di ricerca,  non voleva infatti una facoltà di medicina concorrente-anche perché aveva paura  che la sede già dei corsi post-universitari dell’Ambrosiana , l’Ospedale San Giuseppe,passasse all’Ambrosiana . Nello stesso anno, con la benedizione del Cardinale Martini, il Mantegazza cercò persino di “rubare” la denominazione “Ambrosiana” per la nascente “Bicocca” riconoscendo in pubblico che non avrebbe potuto farlo perché l’Università Ambrosiana esisteva già.  Il Comitato Regionale Universitario  formato da Università pubbliche e private,istituito dalla scellerata legge Prodi-Bassanini Berlinguer (DPR del 27 gennaio 1998 n° 25Gennaio 1998 anti-costituzionale) , in palese conflitto d’interessi,  deve pronunciarsi su curriculum nuovi, che possono essere concorrenti., chiedenti ” il valore legale”.  Il paradosso è che il valore legale dei diplomi accademici ai sensi dell’art 172 della legge 1592 del 1933, fatto asseverato anche dal documento del Senato 280 del Marzo 2011 e da autorevoli costituzionalisti come Sabino Cassese, nello spirito di Luigi Einaudi, che lo considerava un “bollo” dannoso,    non esiste. Inoltre La sentenza del TAR Lazio del 1 Dicembre 2004 , favore delle “Università popolari”  afferma:” che il concetto “d’Istituto universitario oltre ad essere giuridicamente pregnante,è anche carico d’indiscutibile valenze storico culturali, intimamente connesso com’è a enti ed istituzioni che da tempo caratterizzano sul piano non solo culturale la vita e la società italiana. Il termine Università contiene una forza evocativa sua propria.”  Cade così giuridicamente, qualsiasi diritto del MIUR di contestazione all’uso del termine “Università” per enti importanti  fondato su un inesistente diritto di attribuzione di un qualsiasi “valore legale” (in quanto  questo titolo non esiste giuridicamente).  Questo “diritto” autoreferenziale e inventato ha consentito lo strutturarsi con l’aiuto della legge Prodi , una cupola di potere con frequenti espressioni di tipo mafioso nell’attribuzione di cattedre e ruoli, umiliando il merito.  Il CUN e la CRUI sono stati complici dello strutturarsi di un sistema che ha portato Università e ricerca, se si eccettuano enti d’eccellenza storicamente privati o eredi di un’organizzazione privata, come Bocconi, Cattolica e Politecnico , di Milano,ma purtroppo soggetti al regime giuridico pubblicistico.

Il  valore scientifico e didattico dell’Università Ambrosiana,libera Università di Milano,  del suo Rettore e dei suoi docenti, tale da aver dato  un contributo determinante per il cambiamento della Medicina e  della “Medical Education”,istituendola per la prima volta come disciplina scientifica e didattica in Italia , con l’organizzazione internazionale del I° PhD internazionale in Medical Education e la introduzione nel mondo  della Medicina centrata sulla persona e dell’Adolescentologia, certamente rendono l’ente di valore storico certamente superiore per importanza a un’ “Università popolare” o della “Terza età”.

L’articolo di Repubblica cita anche pareri segnati da  analfabetismo giurisprudenziale. L’Università Ambrosiana nel 2006 ,  a seguito alla proposta innovativa  di aprire  corsi formazione e di ricerca in Medical Education,anche nelle Università statali ,  venne invece segnalata all’AGCOM per “pubblicità ingannevole”    da un funzionario del MIUR, un certo Masia, perché non erogava corsi “aventi valore legale”  .  (inesistente). Questo portò l’ufficio legale dell’Università a  denunciare all’AGCOM  il MIUR  , fatto omesso dall’Istituto. Da notare che l’ex ministro ha firmato una legge nel 2010 tuttoggi responsabile del fallimento del sistema Universitario e scientifico a danno degli studenti e dei ricercatori e di docenti non parassiti, come appare dai dati al 2010 e attuali, come appare dal libro sull’Università Italiana  scritto dal Prof.Brera  in cui documentando il fallimento italiano per merito di un sistema incentivante un potere parassitario a danno degli studenti e dei ricercatori i è teorizzato un disegno di legge centrato sulla persona che porterebbe l’Italia a avere il sistema universitario più avanzato del mondo, in cui gli studenti  , resi autonomi dal diritto allo studio , i docenti ricercatori,non parassiti,   sarebbero  arbitri dello sviluppo delle Università, innestando un circolo virtuoso. Da qui la candidatura internazionale del prof.Brera al Ministero all’istruzione, Università e ricerca.

Il conflitto istituzionale dell’Università con il MIUR   si protrae dunque dal 2006  e    in quanto   l’Ambrosiana  non ne riconosce l’autorità in quanto   “fuorilegge” ai sensi dell’art .172  DR 1592 del 1933, del documento del Senato 218 del Marzo 2011. Davide contro Golia. Siamo al paradosso: in Italia esiste un ministero “fuorilegge” che ha operato per mantenere un potere esclusivo di controllo per garantire ruoli pubblici parassitari e controllo sull’istituzione dei corsi di laurea e dei ruoli accademici, fino alla legge Zecchino, che in questo senso ha responsabilizzato gli atenei, a spese però del contribuente, che ha pagato posizioni accademiche di comodo e corsi di laurea triennale a questo fine tipo: “Distillazione della grappa”  o “Scienze e tecniche equine” . Una sorta d’IRI dell’Università che non ha premiato il merito se si eccettua Università d’eccellenza per tradizione tipo “Poltecnico di Milano” o private come la Bocconi e la Cattolica, che tuttavia sono in regime pubblico essendo nate prima della Costituzione.
E’ probabile che l’articolo di Repubblica sia  nato  probabilmente per una ritorsione politica,  in quanto nel 2009, il Rettore,aveva pubblicato un articolo di tre pagine sul giornale la “Padania”  in cui attaccava lo statalismo del sistema universitario italiano contro gli studenti e i migliori docenti  ,dati alla mano, considerandolo “parassitario”.  E’ incredibile che l’innovazione sia ostacolata dall’istituto che avrebbe il dovere di promuoverla e che questo debba essere difeso dalla magistratura penale. il MIUR e l’AGCOM sono stati denunciati due volte  dall’Università, forte anche del parere positivo   dell’allora Presidente della Corte d’Appello del Tribunale di Milano.

L’Università, purtroppo, malgrado le eccellenze,  propone solo corsi post-universitari innovativi, tutti sotto il patrocinio della Regione Lombardia, e sebbene l’avesse richiesto  non ha mai erogato corsi di laurea. Tuttavia il danno degli anni prodotto dalla stampa, ha portato a sviluppare l’attività solo in campo internazionale, registrando in Italia una caduta vertiginosa delle iscrizioni con un conseguente quasi-blocco dello sviluppo didattico in Italia, cosa che tuttavia non ha impedito l’azione di cambiamento di paradigma della scienza medica.

Appare inoltre chiaro che questa stampa disinformata e di basso profilo con gli illeciti in atto da parte del MIUR e gli ostacoli all’innovazione scientifica e didattica,  hanno danneggiato la popolazione e  lo sviluppo dell’Università e la scienza,colpendo prima di tutto gli studenti universitari.

In sintesi l’articolo dà informazioni  false e gravemente calunniose come appare:

1 Occhiello: “ un istituto privato milanese e tre svizzeri nella mappa delle “Università abusive

Il Giornale accomuna l’Ambrosiana probabilmente a enti speculativi . E abusivo e illecito invece il potere autoreferenziale del MIUR nel dare un inesistente valore legale ai diplomi accademici, fatto che è servito per costituire una cupola di controllo ( corsi di laurea e cattedre fino al 2000   e concorsi spesso pilotati) che ha  portato al fallimento il sistema  sistema universitario e scientifico . (dati al 2010), con l’approvazione della CRUI che mai ha proposto cambiamenti innovativi del sistema, condannando all’esilio migliaia di giovani. E’paradossale un paese che ha un Ministero fuori legge ! 

Fallimento al  2016 . Come di vede dai dati sono stati gli studenti a essere penalizzati.

2 Titolo: Come vendere una laurea che nessuno riconosce 

Non erogando diplomi di laurea, l’Università non può vendere nulla ! Inoltre la Costituzione e la legislazione non danno allo Stato titoli per riconoscere diplomi accademici

3 riga  7. …. Promettendo diplomi ,lauree,dottorati, master ma in cambio di soldi richiesti distribuisce attestati di studio senza privi di qualunque valore (  quale ?)

L’Università Ambrosiana non distribuisce nulla. I requisiti etici e professionali per essere ammessi sono severissimi.  l’Università è elitaria. I diplomi post universitari  acquisiscono un valore  solo di “qualifica accademica” ai sensi dell’art 172-DR 1592- 1933 come anche tutti i diplomi accademici nel territorio italiano. I Rettori che danno  “Diplomi di laurea “in nome della legge” commettono un abuso di potere.

4 riga 15 … la fabbrica dei titoli una vera mappa internazionale dell’istruzione contraffatta

L’articolo dimostra l’esistenza invece di una “fabbrica ” d’informazioni false, diffamatorie e calunniose:  ci si domanda a che fine ?

5 riga 21 …. Si può partire dall’Università Ambrosiana che per cominciare non dovrebbe affatto chiamarsi così

Forse il giornalista voleva essere ammesso alle Olimpiadi del giornalismo, vincendo il Pullitzer ? E’ questo il livello etico del giornalismo di Repubblica ?  Come dovrebbe essere chiamato l’ente in cui è nata e si è sviluppato il cambiamento epocale della scienza medica ?

6 riga 31 … propone lauree triennali in medicina… 

Come mai un giornale “serio” come Repubblica pubblica notizie false ?

7  riga 35 una vera offerta universitaria…ma non è un’università

Come si è visto, siamo di fronte all’analfabetismo giurisprudenziale

8 riga 36 …l’istituto privato non  ha alcun diritto ha chiamarsi Università  in quanto  mai riconosciuto dal Ministero dell’Università

Il MIUR al contrario non ha alcun potere legale di conferire o meno un diritto all’appellativo di un Ente come “Università” come si evince dalla sentenza del TAR Lazio del 2004, a meno che non ipotizzare che l’Ambrosiana ha meno diritti di titolo rispetto alle Università popolari o della terza età.

Il MIUR  non ha alcun potere di riconoscere o non riconoscere diplomi universitari,ai sensi della legge in vigore. E’ tuttoggi un abuso di potere dare diplomi di laurea in nome della legge.   Il sistema premia e ha premiato un circolo vizioso che ha danneggiato, sopratutto gli studenti, togliendo un vero diritto allo studio e condannando i migliori all’esilio scientifico e lavorativo. Caso mai è il contario: è’ l’Università Ambrosiana che non  puo’ riconoscere  provvedimenti illegittimi per non essere complice morale e burocratica del dissesto della cultura universitaria e scientifica , a danno degli studenti e della popolazione, operato da perfidi  asini parassitari e burocratici, il cui sviluppo avrebbe potuto portare il paese a essere faro di civiltà e di benessere e che malgrado l’avversione è riuscita a promuovere , nell’ambito sanitario, con riconoscimenti internazionali.

L’ironia dell’Università “dietro casa” è appropriata , infatti grazie alla denigrazione ignorante e perfida l’Università ha voluto  e dovuto  tenere una sede legale disponibile- grazie alla sponsorizzazione logistica di un ente non-profit – di prestigio storico dovuto  sopratutto al fatto d’essere stato luogo della scrittura e dell’approvazione da parte della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)  della Dichiarazione Universale dei Diritti del Giovane nel 1992 , e nel 2017  della scrittura  della  “Charte Mondiale de la santè-the World Health Charter” ,  anche per una congiuntura economica  negativa dovuta all’azione pubblicistica di un giornalismo ignorante  E’ evidente che i valori ideologici negativi del giornale Repubblica, non di partito, ma di una cultura  contrastante i documenti citati e  le radici  culturali dell’Italia, filosofico-greche e cristiane, possono giustificare l’avversione del giornale nei confronti dell’Università Ambrosiana e del suo ente partner, la SIAd.  Non è il luogo che fa il valore delle persone, ma è il valore delle persone che fa il luogo. Tuttavia questi fatti non hanno potuto fermare l’azione innovativa epocale dell’Università-

Il giornale, forse dovrebbe occuparsi maggiormente dei dati del fallimento del sistema universitario e scientifico italiano  che relega l’Italia al penultimo posto nel tasso dei ricercatori in Europa  e ha la  metà dei laureati  rispetto alla Francia e all’Inghilterra e condanna migliaia di giovani all’esilio scientifico. Dobbiamo rivolgere, per questo motivo un ringraziamento particolare ai luminari della Repubblica Italiana ,fulgidi promotori del sistema Universitario e scientifico  : Romano Prodi, Luigi Berlinguer e  Franco Bassanini, Ortensio Zecchino, Maria Stella Gelmini,  Fabio Mussi, alla Conferenza dei Rettori (CRUI), al Comitato Universitario Nazionale  (CUN) , sempre dalla parte degli studenti e dello sviluppo del paese, non dei propri interessi .La  genialità di questi “patriotti” , di ampia e ben documentata cultura , disinteressati  indipendenti da appartenenze ideologiche e a favore della verità, è stata una luce che ha illuminato  lo sviluppo del  paese , il futuro degli studenti universitari italiani e dei ricercatori  valorizzando i giovani e la cultura italiana. Tra questi  non dobbiamo dimenticare il burocrate Antonello Masia, eminenza  del MIUR, e tutore del Ministro Gelmini.

Alla splendida attività, all’intelligenza sapiente  e all’amor patrio di questi signori, svolta sempre senza alcun interesse personale e nel pieno spirito di volontariato,  vanno attribuiti i successi del sistema universitario e scientifico italiano che possono essere riscontrati nei suoi dati  al 2016 e all’avere appoggiato con coraggio, responsabilità e forza istituzionale, come richiesto dalle leggi e dalla Costituzione, l’innovazione epocale dell’Università Ambrosiana e le sue importanti iniziative per il bene del paese e dei giovani, per una cultura della verità, come “Youth Science Italy”, facendo pervenire, come ci è noto, anche una forte presentazione alla Presidenza delle Repubblica, in occasione della richiesta dell’Alto Patronato per l’iniziativa.

Veramente illuminati da sì-tanta intelligenza e sapienza  e amor patrio, dall’amore per la verità di un giornalismo di alto profilo intellettuale e morale ,vogliamo dedicare , facendoci portavoce degli  italiani ,sopratutto dei più giovani, questo  Inno  in cui la loro anima pura potrà riconoscersi o in alternativa  un Inno   meno impegnativo .

*”Youth Science Italy”  è stata una  manifestazione promossa dall’Università Ambrosiana e dalla Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, finalizzata a promuovere l’educazione alla scienza negli allievi delle scuole medie superiori , con il patrocinio del CNR   ha coinvolto 9 Regioni Italiane per 44 milioni di abitanti. L’iniziativa è finalizzata a costituire in ogni Regione un network di Educazione alla scienza. Youth Science Italy, è un impegno del prof.Brera, suo ideatore, se sarà nel ruolo di Ministro dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca nel prossimo governo.

per approfondire:

La qualità centrata sulla persona

Politica di qualità  ( l’Università è stato il primo ente universitario in Italia a dotarsi di un sistema qualità)

Regolamento didattico

Procedura nomina docenti

Duc in altum ( Articolo del Rettore di raccomandazione etica e culturale)

Il valore legale dei Diplomi Accademici

Currculum clinico integrativo  della Scuola Normale Superiore di Medicina (per la formazione clinica degli studenti di Medicina già iscritti ). L’apertura del corso non è stata possibile a causa del rifiuto del MIUR di prenderlo in considerazione.

Oltre a questi fatti che hanno danneggiato la salute pubblica il MIUR è gravemente responsabile di non aver previsto l carenza formativa dei medici sia della qualità-alla luce del cambiamanto di paradigma della scienza medica- che della quantità.

Nel 2014 all’atto della richiesta al MIUR dell’autorizzazione, l’Università è stata segnalata all’AGCOM che senza alcuna istruttoria ha sanzionato, pubblicando su Internet.

Il Ministro Giannini, due funzionari del MIUR ,AGCOM sono stati di conseguenza denunciati alla Magistratura per diversi reati imputabili che sta indagando non solo sulle responsabilità di Repubblica ma anche di altri soggetti come MIUR-AGCOM -il Giorno

L’innovazione in Italia continuerà ad avere bisogno dei Magistrati ?

Si ringrazia  l’Ufficio legale dell’Università Ambrosiana per la consulenza giuridica alla base di questo testo.