I frutti dello Spirito Santo nella prospettiva della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera: Una sintesi teologico-antropologica, epistemologica e psiconeuroendocrinoimmunologica

I frutti dello Spirito Santo nella prospettiva della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera: Una sintesi teologico-antropologica, epistemologica e psiconeuroendocrinoimmunologica

Vito Galante[1]

Abstract

This research report investigates the ontological, epistemological, and psychoneuroendocrinoimmunological (PNEI) convergence between the biblical-theological doctrine of the Fruits of the Holy Spirit (Galatians 5:22-23; Thomas Aquinas, Summa Theologiae) and Kairology, the hermeneutic paradigm of human nature formulated in 1993 by Giuseppe Rodolfo Brera at Ambrosiana University. Moving beyond both biomolecular reductionism and dualistic spiritualism, this study demonstrates how the Fruits of the Spirit represent the ultimate operational realization of human teleonomy—the intrinsic orientation toward truth, love, and beauty. Through Kairology, chronological time (Chronos) is transcended by the existential moment of grace and conscious decision (Kairos). Within the theoretical framework of Person-Centered Medicine and the Theory of the Indeterminate Relativity of Biological Reactions to Coping Quality, the pneumatic fruits are reinterpreted as high-level teleonomic coping states. These spiritual dispositions modulate allostatic load, regulate neuroendocrine-immune cascades, foster epigenetic reprogramming, and promote neuroplasticity. Consequently, the study provides a unified epistemological model integrating theological anthropology, adolescentology, and clinical practice through the Person-Centered Clinical Method (PCCM).

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Fruits of the Holy Spirit, Teleonomy, Epigenetics, Psychoneuroendocrinoimmunology, Person-Centered Clinical Method.

Epistemologia della Kairologia e il cambio di paradigma nella scienza medica

Dalla misurazione cronologica (Chronos) all’evento dotato di senso (Kairos)

La scienza medica contemporanea ha a lungo sofferto di un vincolo epistemologico originato dal dualismo cartesiano e consolidatosi con il positivismo bernardiano, il quale ha ridotto l’organismo umano a un mero meccanismo biologico governato dal determinismo lineare1. In questa prospettiva riduzionista, il tempo vissuto dall’essere umano viene assimilato esclusivamente al Chronos, ossia alla sequenza quantitativa, metrica e irreversibile degli istanti e dei processi di decadimento biologico3. Tale approccio frammenta la persona, isolando i fenomeni fisiopatologici dalla loro matrice soggettiva, emotiva e spirituale2.

Nel 1993, Giuseppe Rodolfo Brera ha introdotto la Kairologia come nuova ermeneutica della realtà e della natura umana, presentandone formalmente il Manifesto nel novembre 1996 presso l’Università Ambrosiana e fondando successivamente, nel 2003, il Centro Studi Kairologici3. La Kairologia scardina la tirannia del Chronos introducendo nella riflessione clinica ed epistemologica la categoria del Kairos: il tempo opportuno, il momento propizio e qualitativo in cui la libertà, la grazia e la decisione soggettiva irrompono nella storia dell’individuo per imprimere una direzione nuova e significante all’esistenza3.

La Kairologia postula che l’identità umana non costituisca un dato statico né un semplice risultato dell’espressione genica, bensì un processo dinamico di realizzazione che si attua nella dialettica tra il “sé genetico” (le potenzialità e i limiti biologici) e il “sé ideale” (i valori trascendenti, la domanda di significato e la risposta alla vocazione esistenziale)3. Il Kairos rappresenta l’intersezione in cui la sofferenza (pathos) o la gioia cessano di essere meri eventi biologici accidentali per trasformarsi in occasioni maieutiche di scoperta della dignità ontologica della persona4.

La teleonomia e la struttura tridimensionale dell’uomo

Al centro dell’architettura kairologica e del Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona risiede il concetto di teleonomia4. A differenza della teleologia metafisica astratta o del meccanicismo cieco, la teleonomia viene definita da Brera come la tendenza naturale, conscia e inconscia, della persona a costruire la natura umana come realtà informata da tre vettori trascendentali: verità, amore e bellezza (veritas, caritas, pulchritudo)3.

L’antropologia kairologica concepisce la persona come un’unità globale e irriducibile articolata in tre dimensioni di pari valore e in perenne interazione teleonomica dal concepimento alla morte naturale4:

  • Corpo: La globalità dei fenomeni biologici, genetici, metabolici e neuroendocrini4.
  • Mente: Il mondo simbolico, la percezione, l’affettività, l’elaborazione cognitiva e il comportamento4.
  • Spirito: La domanda naturale di senso, l’aspirazione all’armonia unitaria e la relazione soggettiva con il Creatore4.

Questa visione tridimensionale trova il suo fondamento scientifico nelle discipline interazioniste quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia dell’apprendimento e l’epigenetica3. In questo sistema, la salute non è configurabile come mera assenza di malattia, ma come l’opera costruttiva del soggetto che, attraverso la qualità del proprio coping (il modo di affrontare gli eventi interni ed esterni), mobilita le risorse biologiche, psichiche e spirituali per neutralizzare i fattori di rischio e realizzare il senso della propria soggettività3.

Su queste basi si innesta la Teoria della Relatività Indeterminata delle Reazioni Biologiche alla Qualità del Coping (RBR Theory) formulata da Brera3. Essa dimostra che le risposte biologiche dell’organismo (dalla modulazione trascrizionale del DNA alla risposta immunitaria) non sono predeterminate in modo rigido dal genoma, ma sono indeterminate e relative alla qualità ermeneutica ed esistenziale con cui la persona interpreta e vive l’esperienza2.

La pneumatologia paolina e tomista alla luce dell’ermeneutica kairologica

Dal dualismo neoscolastico all’interazionalismo teleonomico

Nella tradizione teologica cristiana, la trattazione dei frutti dello Spirito Santo trova il suo snodo esegetico fondamentale nella Lettera ai Galati (Gal 5,22-23)8. San Paolo contrappone le “opere della carne” (opera carnis) al “frutto dello Spirito” (fructus Spiritus)8. Se la patristica e la scolastica hanno identificato la “carne” con l’uomo decaduto orientato all’egocentrismo e lo “Spirito” con l’azione della Grazia divina che trasfigura l’anima, interpretazioni neoscolastiche e post-cartesiane hanno talvolta degradato questo dualismo teologico in un dualismo antropologico, separando la vita biologica dalla vita spirituale2.

L’ermeneutica kairologica permette di superare questa scissione artificiale12. La “carne” paolina, riletta alla luce della Kairologia e della PNEI, rappresenta lo stato di determinismo biologico e reattività cieca, in cui la persona è soggiogata da meccanismi automatici di stress, risposte allostatiche disfunzionali e condizionamenti comportamentali riduzionistici—fenomeno che Brera definisce la “Skinnerizzazione” dell’umano7. Al contrario, la vita “secondo lo Spirito” rappresenta la massima espressione della teleonomia kairologica: l’apertura del soggetto alla Grazia che eleva, integra e armonizza le strutture noetiche, affettive e biologiche dell’essere umano4.

San Tommaso d’Aquino, nella Summa Theologiae (I-II, q. 70), definisce i frutti dello Spirito Santo come gli atti ultimi e perfetti che l’uomo compie mediante l’azione dello Spirito Santo, i quali comportano un diletto interiore e sovrannaturale10. L’Aquinate sottolinea che l’atto umano si dice “frutto” quando procede da una virtù perfezionata dalla Grazia e giunge a maturazione, producendo un sovrappiù di gioia e di pace nell’operante9.

Il frutto dello Spirito Santo come attuazione del Kairos

Mentre la tradizione greca del testo paolino elenca nove frutti (Agape, Chara, Eirene, Makrothumia, Chrestotes, Agathosyne, Pistis, Praytes, Enkrateia), la traduzione latina della Vulgata porta il loro numero a dodici (Caritas, Gaudium, Pax, Patientia, Longanimitas, Benignitas, Bonitas, Mansuetudo, Fides, Modestia, Continentia, Castitas) inserendo sfumature semantiche relative alla costanza e alla purezza dell’agire8.

Nella prospettiva kairologica, i frutti dello Spirito non sono mere virtù morali astratte né precetti prescrittivi, ma rappresentano l’attuazione compiuta del Kairos nella storia biologica ed esistenziale della persona3. Essi costituiscono la manifestazione visibile, clinica e spirituale della sincronizzazione tra la libertà dell’uomo e l’azione teleonomica dello Spirito Santo4.

Quando la persona accoglie lo Spirito Santo, il suo coping non si limita più a un adattamento reattivo all’ambiente (omeostasi meccanica), ma si trasforma in un adattamento creativo, predittivo e spirituale (allostasi teleonomica)3. Ogni frutto dello Spirito diventa così un “fattore protettivo” di natura superiore che agisce simultaneamente sulla mente, sullo spirito e sulla biochimica cellulare, modificando l’espressione genica attraverso meccanismi epigenetici e proteggendo l’organismo dal decadimento allostatico e dall’anergia immunitaria3.

Matrice kairologico-clinica dei frutti dello Spirito Santo

Per comprendere la portata interdisciplinare di questa integrazione, la seguente matrice mette in relazione l’elenco paolino-tomista dei frutti dello Spirito Santo con l’ermeneutica kairologica di Brera e i correlati psiconeuroendocrinoimmunologici (PNEI) e allostatici3.

 

Frutto dello Spirito (Gal 5,22-23; Vulgata) Dimensione Teologico-Scolastica (Tommaso d’Aquino) Ermeneutica Kairologica e Teleonomica (Prof. Brera) Meccanismo PNEI, Epigenetico e Allostatico
Carità (Caritas / Agape) Virtù teologale suprema; unione d’amore con Dio e con il prossimo9. Forma princeps della teleonomia; affermazione del valore ontologico dell’altro e di sé4. Modulazione positiva di NF-kB; incremento di ossitocina e indoli pineali (melatonina); immunostimolazione3.
Gioia (Gaudium / Chara) Diletto interiore derivante dal possesso del Bene sommo e dalla carità9. Fruizione soggettiva dell’armonia tra sé genetico e sé ideale nell’evento kairologico3. Attivazione delle vie dopaminergiche e serotoninergiche; prevenzione dell’anergia linfocitaria3.
Pace (Pax / Eirene) Tranquillità dell’ordine; quiete del desiderio nell’unione con Dio9. Raggiungimento della coerenza integrativa tra Corpo, Mente e Spirito4. Dominanza parasimpatica (tono vagale); riduzione del cortisolo e delle citochine pro-infiammatorie (IL-6, TNF-alpha)3.
Pazienza (Patientia / Makrothumia) Capacità di sopportare i mali fisici e morali senza turbamento dell’anima9. Resilienza kairologica nel tempo del Chronos; elaborazione maieutica della sofferenza (pathos)3. Inibizione dell’iperattivazione cronica dell’asse HPA; protezione dal danno allostatico cardiovascolare3.
Longanimità (Longanimitas) Nobiltà d’animo nell’attesa perseverante di un bene lontano10. Teleonomia a lungo termine; orientamento incrollabile verso la bellezza e la verità della propria vocazione4. Mantenimento della lunghezza dei telomeri; preservazione della riserva neurogenica ippocampale2.
Benevolenza (Benignitas / Chrestotes) Volontà attiva di fare il bene e disposizione cordiale verso gli altri9. Orientamento prosociale del coping; risposta maieutica alla domanda d’amore del prossimo4. Secrezione di endorfine e neuropeptidi pro-sociali; riduzione della reattività simpatica vascolare3.
Bontà (Bonitas / Agathosyne) Pratica concreta dell’eccellenza morale e dell’opera d’amore9. Costruzione attiva di fattori protettivi esistenziali e ambientali4. Riprogrammazione epigenetica favorevole; espressione di geni anti-infiammatori nei leucociti3.
Mitezza (Mansuetudo / Praytes) Governo dell’ira e moderazione della reattività aggressiva9. Padronanza kairologica delle pulsioni; superamento della reattività biologica automatica3. Down-regulation dell’amigdala da parte della corteccia prefrontale dorsolaterale; stabilizzazione della pressione arteriosa3.
Fedeltà (Fides / Pistis) Adesione salda alla Verità rivelata e costanza nei doveri assunti8. Coerenza ontologica intertemporale; continuità del sé ideale di fronte alle peripezie dell’esistenza3. Riduzione dell’angoscia esistenziale e della frammentazione identitaria; stabilizzazione del ritmo diurno di cortisolo3.
Modestia (Modestia) Ordinamento decente dei comportamenti esterni, dei gesti e del linguaggio10. Armonia del mondo simbolico-espressivo; testimonianza visibile della dignità del corpo4. Riduzione dello stress sociale da iper-esposizione; bilanciamento neurovegetativo3.
Autocontrollo (Continentia / Enkrateia) Dominio della ragione e dello spirito sulle passioni e sui desideri disordinati8. Autonomia della persona rispetto ai condizionamenti deterministici e Skinneriani4. Ottimizzazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV); potenziamento delle funzioni esecutive prefrontali3.
Castità (Castitas) Integrazione della sessualità nell’amore autentico e rispetto della sacralità del corpo4. Rispetto del valore sacro della vita e teleonomia dell’unione corporea e spirituale4. Prevenzione della disregolazione edonica e dopaminergica; protezione della salute riproduttiva ed epigenetica materna/paterna3.

I frutti teologali e affettivi: Amore, Gioia e Pace

I primi tre frutti elencati da San Paolo—Carità, Gioia e Pace—costituiscono il nucleo teologale ed emotivo-esistenziale della vita nello Spirito, corrispondendo nella Kairologia al livello più profondo di integrazione della teleonomia4.

La Carità (Caritas / Agape) non è una semplice emozione altruistica, ma la forza teleonomica fondamentale che definisce la natura umana creata ad imago Dei4. Nell’ermeneutica di Brera, la persona è strutturata per realizzarsi nella verità, nell’amore e nella bellezza3. Quando la Carità diventa il fattore guida del coping personale e clinico, si verifica un profondo viraggio nella biologia del soggetto3. La ricerca psiconeuroimmunologica dimostra che la percezione e l’esercizio dell’amore agapico sopprimono l’iper-attivazione dei geni pro-infiammatori guidati dal fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la produzione pineale di melatonina e indoli neuroprotettivi3. La carità neutralizza la riserva di risentimento, eliminando la fonte primaria di stress allostatico cronico3.

A differenza del piacere edonico passeggero, legato al consumo dell’oggetto e soggetto a rapida assuefazione con disregolazione dei recettori dopaminergici D2, la Gioia (Gaudium / Chara) pneumatica è il diletto dello spirito che scaturisce dalla percezione del senso e dalla coerenza tra il sé genetico e il sé ideale3. Nel Kairos della gioia, il cervello attiva contemporaneamente le vie dopaminergiche mesolimbiche e il sistema endocannabinoide ed endorfinico, inducendo uno stato di plasticità neurale ottimale3. Dal punto di vista clinico, come evidenziato da Brera nei suoi trattati sulla prevenzione e sull’allostasi, la gioia previene la linfocitopenia e l’anergia immunitaria, incrementando l’attività delle cellule Natural Killer (NK) e la risposta citotossica antivirale3.

Definita da San Tommaso come tranquillitas ordinis (la tranquillità dell’ordine), la Pace (Pax / Eirene) rappresenta la cessazione del conflitto interiore tra le pulsioni biologiche e le aspirazioni dello spirito4. Kairologicamente, la pace è la percezione soggettiva dell’armonia tridimensionale tra Corpo, Mente e Spirito4. Sotto il profilo fisiologico, essa corrisponde al ripristino dell’equilibrio allostatico attraverso la dominanza del sistema nervoso parasimpatico vagale3. La riduzione del tono simpatico vascolare riduce la pressione arteriosa media, stabilizza l’endotelio e riduce i livelli ematici di cortisolo e interleuchina-6 (IL-6), proteggendo l’organismo dalle malattie cronico-degenerative e dall’invecchiamento precoce3.

I frutti relazionali ed esistenziali: Pazienza, Longanimità, Benevolenza, Bontà e Mitezza

Il secondo gruppo di frutti stabilisce la qualità della relazione con il mondo, con gli altri e con il tempo8.

La Pazienza e la Longanimità (Patientia, Longanimitas / Makrothumia) permettono alla persona di rimanere salda nel Kairos anche quando il Chronos appare segnato dalla sofferenza, dalla malattia o dal ritardo nella realizzazione dei propri desideri3. La persona paziente non subisce passivamente il dolore (pathos), ma lo trasforma in un processo maieutico di maturazione4. Fisiologicamente, la pazienza impedisce le scariche incontrollate dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), evitando l’ipercortisolemia cronica che causa atrofia dei neuroni ippocampali, insulino-resistenza e immunosoppressione3. La Longanimità estende questa capacità nel tempo lungo della vita, preservando l’integrità dei telomeri cellulari e la riserva di staminalità tissutale2.

La Benevolenza e la Bontà (Benignitas, Bonitas / Chrestotes, Agathosyne) rappresentano rispettivamente la disposizione interiore ad accogliere l’altro nella sua dignità irriducibile e l’estrinsecazione attiva di questa disposizione in opere concrete di cura e sostegno9. Nella clinica centrata sulla persona, la benevolenza e la bontà costituiscono il fondamento dell’alleanza terapeutica e del counselling kairologico6. Quando il medico o l’educatore opera con vera bontà, si attiva nel paziente una risposta di affidamento che eleva la qualità del coping4. Studi di epigenetica sociale dimostrano che contesti relazionali caratterizzati da bontà e supporto affettivo modificano la metilazione del DNA nei geni responsabili della risposta allo stress, trasmettendo fattori di resilienza persino alle generazioni successive3.

La Mitezza (Mansuetudo / Praytes), spesso erroneamente confusa con la debolezza, è in realtà il massimo controllo spirituale sulla reattività aggressiva e sull’ira disordinata14. Come insegna il Dottore Angelico, l’ira incontrollata distrugge la carità e acceca la ragione14. Nella prospettiva PNEI, l’esplosione d’ira o l’ostilità cronica provocano un’immediata immissione in circolo di catecolamine (adrenalina e noradrenalina), con spasmo arterioso, iperaggregabilità piastrinica e incremento del rischio di eventi cardiovascolari acuti3. La Mitezza kairologica rappresenta la capacità della corteccia prefrontale dorsolaterale e delle strutture noetiche dello spirito di modulare l’iper-attività dell’amigdala, garantendo una stabilità neurovegetativa ed emodinamica eccezionale3.

I frutti dell’ordinamento interiore: Fedeltà, Modestia, Autocontrollo e Castità

L’ultimo nucleo di frutti disciplina l’architettura interna della persona, garantendo la coerenza del sé e la custodia del valore sacro del corpo4.

La Fedeltà (Fides / Pistis) è la coerenza intertemporale della persona nei confronti della Verità riconosciuta e degli impegni assunti di fronte a Dio e agli uomini4. In termini kairologici, la mancanza di fedeltà genera una frammentazione del sé, in cui il soggetto si arrende al relativismo edonistico e alle pressioni ambientali4. Questa scissione identitaria si traduce clinico-psicologicamente in ansia esistenziale e somatizzazione4. La fedeltà, al contrario, conferisce una profonda stabilità ontologica che stabilizza i ritmi circadiani e neuroendocrini, ottimizzando la secrezione dell’ormone della crescita (GH) e della melatonina durante il sonno3.

L’Autocontrollo, la Modestia e la Castità (Continentia, Modestia, Castitas / Enkrateia) integrano la sfera pulsionale e sessuale nella teleonomia personale4. In una cultura contemporanea caratterizzata dall’emozionalismo e dalla reificazione tecnologica del corpo, l’Autocontrollo (dominio di sé) non è una repressione nevrotica, ma l’affermazione della libertà della persona contro ogni forma di dipendenza o condizionamento Skinneriano7. San Tommaso rileva come il dominio di sé sia opera della Grazia che perfeziona la volontà14.

La Castità e la Modestia custodiscono il corpo come tempio dello Spirito Santo e luogo dell’incontro interpersonale autentico, contrapponendosi alla banalizzazione della sessualità4. Sul plan clinico e neurobiologico, l’iper-stimolazione edonistica e la ricerca ossessiva della gratificazione sessuale sregolano il circuito di ricompensa cerebrale, conducendo a tolleranza, anedonia e vulnerabilità depressiva3. L’autocontrollo e la castità preservano la sensibilità dei recettori dopaminergici, garantendo una salute mentale superiore, una più elevata variabilità della frequenza cardiaca (HRV)—indice primario di flessibilità allostatico-vagale e salute cardiovascolare—e la salvaguardia dei processi epigenetici legati alla trasmissione della vita3.

Implicazioni per la Medicina Centrata sulla Persona e l’Adolescentologia

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e il Counselling Kairologico

L’integrazione kairologica dei frutti dello Spirito Santo trova la sua applicazione pratica nel Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), ideato da Giuseppe Rodolfo Brera e insegnato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana4. Il PCCM trasforma la consultazione medica da atto puramente tecnico-biomorfico in un evento di diagnosi e cura personalizzato, relazionale e predittivo7.

L’architettura operativa del Metodo Clinico Centrato sulla Persona si articola attraverso tre direttrici clinico-epistemologiche integrate:

  • Diagnosi di Salute e PNEI: Integrazione della nosografia biologica classica con la valutazione quantitativa e qualitativa della riserva allostasica, della risposta immunitaria e dello stato neuroendocrino del paziente3.
  • Valutazione del Coping e delle Risorse Soggettive: Identificazione delle risorse attive e dei fattori protettivi nelle dimensioni Corpo, Mente e Spirito, analizzando la capacità del soggetto di dare senso alla malattia e agli eventi di vita4.
  • Counselling Kairologico e Attivazione Teleonomica: Promozione di un processo maieutico in cui il medico guida il paziente a trasformare il pathos in un Kairos di crescita personale, attivando atteggiamenti interiori assimilabili ai frutti dello Spirito4.

In questo contesto, il clinico non si limita a ricercare la lesione anatomica o la disfunzione molecolare, ma esegue una vera e propria diagnosi di salute4. Il medico assume la funzione di consulente esistenziale e guida maieutica4. Il Counselling Kairologico ha lo scopo di aiutare il paziente a riconoscere il Kairos insito nel proprio stato di sofferenza, guidandolo nel passaggio da un coping reattivo e disfunzionale a un coping teleonomico4. Aiutando il paziente a riscoprire e coltivare disposizioni interiori quali la pace, la speranza, il dominio di sé e la benevolenza, il clinico attiva veri e propri vettori di guarigione e di resilienza biologica3. Si realizza così un’alleanza terapeutica ad altissima appropriatezza che riduce la spesa farmaceutica inappropriata e previene il fallimento terapeutico indotto dall’alienazione burocratica7.

Prevenzione epigenetica ed educazione teleonomica nell’adolescenza

L’Adolescentologia, disciplina scientifica fondata da Brera nel 1983 e presentata a livello internazionale nel 1993, trova nella Kairologia la propria sostanza interpretativa5. L’adolescenza rappresenta la fase ontologica in cui si manifestano per la prima volta, in modo unitario, le strutture logiche, affettive e noetiche che pongono la drammatica domanda di senso sulla propria identità e sul proprio destino4.

Lo sviluppo kairologico dell’adolescente e la prevenzione dei comportamenti a rischio si fondano sull’interazione di tre strutture fondamentali:

  1. Struttura Logica: L’emergere della capacità di astrazione e giudizio, che richiede di essere orientata alla ricerca della Verità ontologica e scientifica, superando il relativismo4.
  2. Struttura Affettiva: Lo sviluppo della dimensione simbolica e relazionale, la cui domanda profonda d’Amore e Bellezza trova risposta nella coltivazione della benevolenza, della bontà e della castità4.
  3. Struttura Noetica: La naturale aspirazione dello spirito al significato dell’esistenza, che costituisce il vero fattore protettivo contro le dipendenze, la depressione e la dispersione identitaria4.

L’adolescente non è un semplice organismo biologico da proteggere da comportamenti a rischio tramite proibizioni esterne, ma un soggetto spirituale chiamato a realizzare liberamente la propria natura in armonia con i valori della verità, dell’amore e della bellezza4. In questa fase evolutiva, la maturazione neurobiologica—caratterizzata dalla potatura sinaptica e dalla mielinizzazione delle vie prefrontali—si intreccia indissolubilmente con le scelte morali ed esistenziali2.

L’applicazione della Kairologia e della lettura dei frutti dello Spirito nell’educazione e nella medicina dell’adolescente costituisce un’autentica Prevenzione Epigenetica Morale3. Educare i giovani al dominio di sé, alla mitezza, alla fedeltà e alla carità significa offrire loro gli strumenti per modellare positivamente la propria architettura cerebrale e il proprio epigenoma2. Di fronte alle sfide dell’era digitale—caratterizzata dal rischio di commodificazione dei dati e dalla frammentazione identitaria causata dall’uso compulsivo delle tecnologie—la coltivazione dei frutti dello Spirito emerge come l’unico baluardo ontologico capace di preservare la dignità umana e promuovere una salute integrale7.

Conclusioni

La rilettura dei frutti dello Spirito Santo alla luce della Kairologia di Giuseppe Rodolfo Brera dimostra che la vita spirituale della Grazia non si sovrappone alla natura umana come un’aggiunta estrinseca o un mero precetto morale, ma costituisce la forma compiuta della teleonomia dell’essere umano4.

L’analisi svolta evidenzia che:

  • La Kairologia offre il quadro epistemologico rigoroso per unificare teologia, filosofia della medicina e scienze biologiche di base, superando sia il determinismo meccanicistico sia il dualismo cartesiano2.
  • I dodici frutti dello Spirito Santo, tradizionalmente definiti dalla teologia paolina e tomista, si rivelano come stati di coping teleonomico ad altissima efficienza allostatica3. Essi agiscono modulando i sistemi neuroendocrini, immunitari ed epigenetici, trasformando il Kairos interiore in un potente fattore protettivo di salute fisica e psichica3.
  • L’integrazione di questi principi nel Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e nell’Adolescentologia restituisce all’atto medico e pedagogico la sua natura maieutica e sacra, ponendo al centro la persona nella sua dignità tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito4.

In ultima analisi, l’insegnamento che scaturisce dalla sintesi tra Kairologia e Pneumatologia cristiana riafferma la verità dell’adagio formulato nella tradizione dell’Università Ambrosiana: “In misericordia et veritate persona est”23. La salute piena dell’uomo si realizza unicamente quando la persona, illuminata dalla Grazia e consapevole della propria chiamata teleonomica, sceglie di vivere nel Kairos, portando nel mondo i frutti di verità, amore e bellezza che soli garantiscono la guarigione profonda dell’individuo e della società3.

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  18. La custodia dell’umano nella transizione digitale: lettura clinico-epistemologica dell’enciclica “Magnifica Humanitas” alla luce dei principi della medicina centrata sulla persona [Internet]. ResearchGate; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/407288778_la_custodia_dell_umano_nella_transizione_digitale_lettura_clinico-epistemologica_dell_enciclica_magnifica_humanitas_alla_luce_dei_principi_della_medicina_centrata_sulla_persona
  19. Kairologia – adolescentologia e medicina dell’adolescenza [Internet]. Adolescentologia Online; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
  20. Scuola medica di Milano – adolescentologia e medicina dell’adolescenza [Internet]. Adolescentologia Online; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/scuola-medica-di-milano/
  21. Sito del dipartimento di medicina centrata sulla persona dell’Università Ambrosiana [Internet]. Master Medicina Centrata sulla Persona; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.mastermedicinacentratasullapersona.it/
  22. Adolescenza archivi [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/adolescenza/
  23. Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza archivi [Internet]. Università Ambrosiana News; [citato 9 agosto 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/tag/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica

La Vita dei Santi e Testimoni della Fede alla Luce della Kairologia del Prof. Giuseppe Rodolfo Brera: Un’Analisi Epistemologica, Ontologica Psiconeuroendocrinoimmunologica[1]

Vito Galante[2]

 

 

 

Abstract

This research report presents an exhaustive epistemological, ontological, and psycho-neuro-endocrine-immunological (PNEI) analysis of nine pivotal spiritual figures in Christian history—St. Paul, St. Augustine, St. Francis of Assisi, St. Thomas Aquinas, St. Ignatius of Loyola, St. Padre Pio, St. Maximilian Kolbe, St. John Paul II, and St. Mother Teresa of Calcutta. The investigation evaluates their life trajectories through the Kairological paradigm and Person-Centered Medicine theories developed by Prof. Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine, Ambrosiana University. Kairology redefines human nature and health by demonstrating that human biological reactions are non-deterministic, semantic, and interactionist processes governed by the qualitative mathematical model Rh= f (Ci x Es), where biological health (Rh) is a function of qualitative indeterminate coping (Ci) and existential semantic meaning (Es). By mapping these biographical transformations across Kairology’s three ontological states—Being a Person, the Self-possible, and the Self-real—this study illustrates how moments of Kairos trigger profound allostatic and epigenetic shifts. These saints demonstrate how absolute adherence to the Self-ideal, embodied in Jesus Christ, enables the human person to transcend mechanistic determinism, achieving spiritual maturity, biological resilience, and existential fulfillment.

Keywords: Kairology, Giuseppe Rodolfo Brera, Person-Centered Medicine, Ontological States, Epigenetics, Psycho-Neuro-Endocrine-Immunology, Christian Personalism, Hagiography.

Fondamenti Epistemologici, Ontologici e Psiconeuroendocrinoimmunologici della Kairologia

La Kairologia, teorizzata dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera nel 1993 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, si configura come un paradigma ermeneutico unificante della natura umana capace di superare la frammentazione epistemologica della scienza contemporanea1. La medicina positivista e la storiografia tradizionalista hanno a lungo interpretato la vita e le trasformazioni dell’essere umano attraverso modelli meccanicistici e riduzionisti, separando la dimensione biologica da quella psicologica, spirituale e valoriale2. La Kairologia affonda le sue radici nell’interazionismo qualitativo e nella psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI), postulando che la salute e lo sviluppo della persona non siano mere risultanti di automatismi genetici o ambientali, bensì il frutto di una complessa semantica esistenziale che influenza direttamente i sistemi fisiologici e l’espressione epigenetica1.

Il nucleo epistemologico della Kairologia risiede nella distinzione classica tra Chronos—il tempo lineare, quantitativo e biologico—e Kairos, inteso come il momento opportuno, denso di significato, in cui l’essere umano è chiamato a una decisione libera, qualitativa e orientata al valore1. Criticando la teoria classica dello stress di Hans Selye, Brera ha dimostrato che le reazioni biologiche umane non rispondono a leggi deterministiche assolute, ma sono modellate dal grado e dalla qualità del coping (fronteggiamento) adottato dal soggetto nei confronti dell’esistenza2.

Mentre la reazione biologica animale (Ra) è regolata da un modello di relatività determinata:

in cui Cd rappresenta un coping determinato da variabili ecologiche e istintuali4, la reazione biologica umana (Rh) risponde a una relatività indeterminata, espressa dalla formula:

In questa equazione, Ci rappresenta il coping qualitativo indeterminato—scaturito da processi simbolici, creativi, etici e spirituali—mentre Es costituisce il fattore semantico-esistenziale legato alla ricerca autonoma di significato2. Le scelte valoriali e il fronteggiamento dell’esistenza modificano per via epigenetica e allostatica i circuiti PNEI, determinando la vulnerabilità alle patologie o, al contrario, uno stato di spiccata resilienza e salute2.

Dal punto di vista ontologico, la Kairologia muove una fondamentale critica alla definizione classica di Boezio (“Persona est individua substantia rationalis naturae”), evidenziando il rischio insito nel vincolare lo statuto di persona all’esercizio attivo delle funzioni razionali o cognitive4. Tale impostazione rischierebbe infatti di negare l’essenza di persona al concepito, al neonato, all’anziano demente o al malato in stato di incoscienza4. La Kairologia stabilisce che l’essere persona è uno statuto ontologico intrinseco, inviolabile e ricevuto in dono fin dal concepimento, strutturandosi in tre stati evolutivi4

Stato Ontologico Definizione Kairologica Modello Relazionale Dimensione Semantico-Esistenziale
Primo Stato Ontologico L’Essere Persona Comunicazione (informativa, adattiva, istintuale) Statuto ricevuto in dono dal concepimento. Passività ontologica e dipendenza biologica4.
Secondo Stato Ontologico La Possibilità di Essere Persona (Self-possible) Polarità Io-Tu consapevole Kairos dell’adolescenza e della crisi. Pathos ontologico e domanda socratica (“Ti esti?”)2.
Terzo Stato Ontologico Lo Stato Ontologico Reale (Self-real) Relazione intersoggettiva piena e orientata alla Caritas Adesione libera al Self-ideal. Transizione da “Ti esti?” a “Chi è?” (Cristo)3.

Il passaggio dal Primo al Secondo Stato Ontologico segna l’irruzione del Kairos1. Il soggetto sviluppa autocoscienza e percepisce il “pathos ontologico”, una drammatica tensione tra le infinite possibilità percepite e i limiti fisici della realtà4. In questo stadio emerge la domanda fondamentale della filosofia greca: “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Che cos’è l’amore?)4. Il compimento del percorso avviene nel Terzo Stato Ontologico (Self-real), allorché la persona conforma la propria volontà e intelligenza al Self-ideal4. Nella visione kairologica integrata con il personalismo cristiano, il Self-ideal cessa di essere un’astrazione e trova il suo volto in Gesù Cristo, il “medico dell’umanità”, il quale trasforma la domanda “Ti esti?” nell’interrogativo relazionale “Chi è?”, conferendo un volto personale alla verità e al bene oggettivo3.

Ermeneutica Kairologica Applicata alle Biografie dei Santi e Testimoni della Fede

La vita dei grandi santi della Chiesa Cattolica costituisce un’esemplificazione clinica ed esistenziale della dinamica kairologica4. La loro agiografia non descrive un determinismo virtuoso automatico, bensì il resoconto di momenti di rottura (Kairos) in cui un coping indeterminato e semantico (Ci x Es) ha riorganizzato radicalmente la loro architettura psicobiologica, determinando la loro trasfigurazione nello stato ontologico reale (Self-real)2.

San Paolo: La Folgorazione sulla Via di Damasco e il Crollo del Coping Determinato

Prima dell’evento di Damasco, Saulo di Tarso viveva una condizione di forte rigidità comportamentale, governata da un coping eterodiretto e deterministico (Cd), derivante dall’adesione formale e zelante alla legge farisaica4. La sua reazione biologica e psicologica era incanalata in una difesa identitaria aggressiva contro la nascente comunità cristiana4.

L’evento sulla via di Damasco rappresenta l’archetipo del Kairos soteriologico ed epistemologico1. La folgorazione luminosa e la caduta da cavallo costituiscono l’irruzione improvvisa del Self-ideal divino che azzera il modello di coping precedente4. Dal punto di vista PNEI e neurobiologico, la cecità temporanea di Paolo per tre giorni non è un mero sintomo isterico, ma la manifestazione somatica di un profondo reset allostatico2. L’assenza di visione sensoriale costringe Saulo all’introspezione profonda, favorendo il passaggio dall’informazione periferica alla contemplazione del mistero3.

Quando Anania gli impone le mani e le scaglie cadono dai suoi occhi, Paolo emerge nel Terzo Stato Ontologico (Self-real)4. Il suo coping diventa indefinitamente indeterminato (Ci x Es): la sofferenza fisica, le percosse, i naufragi e la prigionia non generano più distress o patologia, ma alimentano un’energia spirituale ed epistolare straordinaria2. Paolo giunge ad affermare che non è più lui che vive, ma Cristo che vive in lui, manifestando la perfetta immedesimazione con il Self-ideal4.

Sant’Agostino: Dal Pathos Ontologico all’Intersoggettività e all’Introspezione

La giovinezza di Agostino d’Ippona descrive con precisione l’adolescenza protratta e il dramma del Secondo Stato Ontologico (Self-possible)4. Agostino vive intensamente il pathos ontologico, lacerato dal desiderio di verità e dalla dispersione nelle passioni corporee e nelle filosofie manichee e scettiche4. La sua ricerca è guidata dalla costante domanda socratica “Ti esti?”, espressa nelle Confessioni attraverso il riconoscimento dell’inquietudine del cuore umano fino a quando non riposa in Dio4.

Il Kairos agostiniano culmina nel giardino di Milano con l’episodio del “Tolle, lege”1. L’ascolto della voce infantile e la lettura casuale delle Lettere di Paolo disintegrano la difesa intellettualistica di Agostino4. Si compie la transizione dall’uso retorico del linguaggio, inteso come semplice comunicazione informativa, all’ascolto della Parola come relazione viva4.

L’epistemologia kairologica ritrova in Agostino il padre dell’introspezione, fondata sul principio che la verità abita nell’uomo interiore3. Attraverso l’esplorazione del proprio mondo interiore, Agostino comprende che la verità non è un oggetto di dominio cognitivo, ma una Presenza che attrae il Self-possible verso il Self-real4. Questa risintonizzazione valoriale modifica il suo assetto PNEI, placando l’ansia cronica e le somatizzazioni respiratorie che lo avevano afflitto a Cassiciaco, permettendogli una produzione teologica e pastorale eccezionale per mole e profondità2.

San Francesco d’Assisi: La Rottura col Determinismo Economico e la Somatizzazione Epigenetica nelle Stimmate

Francesco d’Assisi nasce all’interno di un sistema socio-familiare fortemente deterministico, dominato dal coping mercantile del padre Pietro di Bernardone (Cd), mirato all’accumulo di capitale e all’ascesa sociale4. La giovinezza di Francesco, tra sogni cavallereschi e prigionia di guerra, è segnata da una prima rottura allostatica: la malattia e la depressione che ne seguono rappresentano l’inadeguatezza del modello biologico-materiale nel rispondere alla sua domanda di senso (Es)2.

Il momento di Kairos decisivo avviene dinanzi al Crocifisso di San Damiano e si formalizza con lo spogliamento pubblico davanti al Vescovo di Assisi1. Francesco rigetta radicalmente il coping determinato borghese (Cd) per abbracciare la Povertà, intesa come totale apertura al Ci x Es divino4.

L’esperienza di Francesco dimostra l’influenza della mente sulla materia biologica in termini di PNEI ed epigenetica1. L’infinita empatia ed immedesimazione con i patimenti di Cristo (Self-ideal) raggiunge l’apice sul monte della Verna, dove Francesco riceve le Stimmate4. In ottica kairologica, le Stimmate non sono un mero fenomeno miracoloso avulso dalla natura, ma la somatizzazione epigenetica estrema di un mondo simbolico-affettivo totalmente plasmato dall’Amore sacrificale, in cui la barriera tra psiche, spirito e tessuto biologico viene superata1.

San Tommaso d’Aquino: Dalla Struttura dell’Essere al Superamento del Concetto nell’Incontro col Mistero

La figura di Tommaso d’Aquino rappresenta l’integrazione tra il rigore ontologico ed epistemologico e l’esperienza mistica del Kairos1. Tommaso ha dedicato la propria esistenza a strutturare la filosofia e la teologia cristiana superando i limiti del riduzionismo e ponendo al centro l’atto d’essere (esse)4. La sua analisi della persona umana anticipa la critica kairologica a Boezio, radicando la dignità della persona non nella sola operatività razionale, ma nella sussistenza dell’anima spirituale unita al corpo4.

Nonostante l’imponente costruzione concettuale della Summa Theologiae, la vita di Tommaso è segnata da un Kairos definitivo e trasformativo il 6 dicembre 1273, durante la celebrazione della Messa a Napoli1. In quel momento, Tommaso fa esperienza diretta del Mistero divino, una percezione semantica e spirituale che trascende ogni modello razionale umano3.

Dopo questo evento, Tommaso smette di scrivere, confidando al suo segretario Reginaldo da Piperno che tutto ciò che aveva scritto gli sembrava paglia rispetto a ciò che aveva visto e che gli era stato rivelato4. Questo passaggio illustra il vertice della Kairologia: il passaggio dalla conoscenza concettuale ed ermeneutica (“Ti esti?”) all’immersione diretta nello Stato Ontologico Reale (Self-real), dove la mente umana tace di fronte all’infinita grandezza del Self-ideal divino3.

Sant’Ignazio di Loyola: La Riconfigurazione del Coping tra Trauma e Discernimento Spirituale

La traiettoria biografica di Ignazio di Loyola manifesta l’applicazione pratica del coping indeterminato e la trasformazione del trauma biologico in risorsa spirituale e cognitiva2. Nel 1521, durante l’assedio di Pamplona, una palla di cannone devasta le gambe di Ignazio4. Questo evento traumatico distrugge istantaneamente il suo coping originario (Cd), basato sull’onore militare, l’ambizione cortigiana e l’affermazione edonistica4.

Durante la convalescenza a Loyola, costretto all’immobilità fisica e all’isolamento—condizioni che avrebbero potuto generare una sindrome post-traumatica o un profondo decadimento allostatico—Ignazio vive il suo Kairos attraverso la lettura della Vita Christi e del Flos Sanctorum1. Attraverso l’osservazione dei propri stati d’animo, quali la consolazione e la desolazione, egli sviluppa il discernimento degli spiriti4.

Gli Esercizi Spirituali ideati da Ignazio rappresentano una metodologia sistematica di riprogrammazione del coping esistenziale, del tutto analoga ai principi del Programma Kairos fondato da Brera1. Attraverso l’introspezione guidata, la preghiera e l’uso dell’immaginazione simbolica, l’esercizio ignaziano permette all’individuo di ristrutturare le proprie risposte emotive e fisiologiche, convertendo il pathos ontologico in una decisione libera e responsabile al servizio di Dio (self real)4.

San Massimiliano Maria Kolbe: La Vittoria dell’Amore Sacrificale nel Bunker della Fame di Auschwitz

La vicenda di Massimiliano Kolbe ad Auschwitz offre la dimostrazione di come l’adesione al Terzo Stato Ontologico (Self-real) permetta alla persona umana di svincolarsi dalle leggi della sopravvivenza biologica pura4. Il campo di concentramento nazi-fascista rappresenta la massima istituzionalizzazione del riduzionismo meccanicista e della negazione della persona, dove l’essere umano veniva ridotto a numero e a pura risorsa biologica da consumare Ra= f (Cd)2.

Di fronte alla condanna a morte del padre di famiglia Franciszek Gajowniczek, Kolbe compie un gesto d’irruzione kairologica: esce dai ranghi e offre liberamente la propria vita al posto dell’altro1. Questo atto rompe la logica eterodiretta del lager4.

Rinchiuso nel bunker della fame, Kolbe trasforma un luogo di agonia fisica e disperazione PNEI in un ambiente di preghiera e di canto2. Il suo coping indeterminato (Ci x Es) raggiunge il valore massimo: l’amore sacrificale ancorato al Self-ideal annulla la reazione fisiologica della paura e dell’odio4. Kolbe sopravvive a settimane di privazione idrica ed alimentare assoluta, costringendo i carnefici a sopprimerlo con un’iniezione di acido fenico4. La sua morte attesta che la dignità ontologica della persona e la sua libertà semantica possono dominare e trasfigurare la biologia fino all’ultimo istante4.

San Padre Pio da Pietrelcina: La Mappa PNEI della Sofferenza Mistica e la Trascendenza Allostatica

La vita di Padre Pio da Pietrelcina è contrassegnata da un carico allostatico e da una complessità fisiopatologica apparentemente inspiegabili per la medicina classica: ipertermie estreme fino a 48 °C, patologie croniche dolorose, battaglie spirituali e l’impressione permanente delle Stimmate per cinquant’anni2. La medicina positivista ha tentato senza successo di inquadrare la sua vita in categorie psicopatologiche o infettivologiche2.

La Kairologia consente di comprendere la figura di Padre Pio alla luce dell’interazionismo PNEI e della semantica della sofferenza1. Le stigmata e i fenomeni mistici di Padre Pio rappresentano l’espressione di un coping totalmente vicario ed empatico4. Egli assume su di sé il carico semantico ed esistenziale (Es) dei peccati e delle patologie dei fedeli che a lui affluiscono2.

Il suo organismo non subisce il disfacimento allostatico che tali sofferenze produrrebbero in un individuo privo di risorse valoriali, ma sviluppa una straordinaria resilienza fisiologica e sociale, concretizzata nella fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza2. Padre Pio dimostra che quando la sofferenza viene dotata di un significato assoluto, la reazione biologica Rh si trasforma in energia generativa e di cura per il prossimo, realizzando appieno lo Stato Ontologico Reale4.

San Giovanni Paolo II: Il Personalismo Cristocentrico e la Dignità Inviolabile nella Malattia

Karol Wojtyła non è solo un testimone della fede, ma uno dei principali teorici del personalismo filosofico contemporaneo, la cui opera ha direttamente influenzato la fondazione antropologica della Kairologia del Prof. Brera4. Wojtyła ha posto al centro della sua riflessione l’azione della persona, dimostrando che l’uomo si rivela e si realizza attraverso le sue scelte morali libere e responsabili4.

Il momento di Kairos biografico di Giovanni Paolo II si rinnova drammaticamente il 13 maggio 1981 con l’attentato in Piazza San Pietro e, successivamente, con la lenta e pubblica progressione della malattia di Parkinson1. Di fronte alla decadenza fisica e alla perdita del controllo motorio e del linguaggio, la cultura contemporanea utilitaristica tende a svalutare la qualità della vita dell’individuo4.

Giovanni Paolo II ha vissuto la propria malattia trasformandola in una cattedra di epistemologia della persona4. Egli ha testimoniato che l’Essere Persona (Primo Stato Ontologico) resta intatto e inviolabile anche quando le funzioni biologiche e cognitive si deteriorano4. Il suo coping semantico (Ci x Es), declinato nell’offerta quotidiana della sofferenza, ha mostrato al mondo che il Self-real trascende le limitazioni della neurobiologia, offrendo una convalida esistenziale al paradigma della Medicina Centrata sulla Persona4.

Santa Madre Teresa di Calcutta: La Chiamata nella Chiamata e la Gestione Semantica della Notte Oscura

Madre Teresa di Calcutta offre un modello straordinario di coping kairologico applicato alle periferie dell’esistenza4. Nel settembre del 1946, mentre viaggiava in treno da Calcutta a Darjeeling, vive la chiamata nella chiamata: un Kairos folgorante in cui percepisce la sete inestinguibile di Gesù nei più poveri tra i poveri1.

Questo evento la spinge a lasciare la sicurezza del convento per immergersi negli slum di Calcutta4. L’approccio di Madre Teresa ai moribondi non è una mera assistenza filantropica o sanitaria, ma una vera relazione personalistica4. Raccogliendo gli ultimi della terra, ella restituiva loro la percezione di essere amati e desiderati, permettendo loro di morire nella dignità di persone4.

Le pubblicazioni postume delle sue lettere hanno rivelato che Madre Teresa ha vissuto per oltre cinquant’anni una profonda notte oscura dello spirito, caratterizzata dall’assenza di percezione consolatoria di Dio4. In ottica psicopatologica tradizionale, tale condizione sarebbe potuto essere diagnosticata come una forma depressiva cronica2. La Kairologia rivela l’opposto: il suo coping qualitativo indeterminato (Ci) si è mantenuto a livelli elevatissimi proprio grazie a un fattore semantico-esistenziale (Es) radicato nella pura fede non percettiva2. Tale assetto ha protetto il suo sistema PNEI, garantendole una longevità e un’efficacia operativa eccezionali, dimostrando la supremazia dello spirito sulle determinazioni psicofisiche1.

Analisi Comparativa delle Dinamiche Kairologiche

Le traiettorie biografiche dei nove santi analizzati rivelano una convergenza strutturale con i principi matematici, ontologici e PNEI della Kairologia2. Ciascun testimone ha affrontato la frattura del proprio coping determinato originario (Cd) per accedere, attraverso un momento di Kairos, alla dimensione indeterminata (Ci x Es), realizzando l’adesione al Self-ideal2.

 

Figura / Santo Evento di Kairos (Momento Propizio) Modello di Coping Originario (Cd) Riconfigurazione Semantica (Ci×Es) Manifestazione PNEI ed Epigenetica Stato Ontologico Raggiunto
San Paolo Folgorazione e voce sulla via di Damasco1. Zelo farisaico deterministico e persecutorio4. Resa incondizionata a Cristo; predicazione ai gentili4. Cecità funzionale, reset allostatico e conversione neuro-comportamentale2. Self-real (“Vivo non più io, ma Cristo in me”)4.
Sant’Agostino Voce nel giardino di Milano (“Tolle, lege”)1. Edonismo, retorica ambiziosa e scetticismo filosofico4. Introspezione profonda; scoperta della Verità interiore3. Risoluzione delle somatizzazioni respiratorie e dell’ansia cronica2. Self-real (Placamento dell’ Inquietum cor)4.
San Francesco Veste spogliata dinanzi al Vescovo; Crocifisso di S. Damiano1. Coping borghese-mercantile e ambizione cavalleresca4. Sposalizio con la Povertà; immedesimazione con i lebbrosi4. Somatizzazione epigenetica delle Stimmate al monte della Verna1. Self-real (Totale conformità al Cristo soffrente)4.
San Tommaso Rivelazione mistica durante la Messa a Napoli (1273)1. Razionalismo filosofico ed esegesi accademica pure4. Abbandono della scrittura concettuale; contemplazione del Mistero3. Silenzio contemplativo, superamento dell’affaticamento intellettuale4. Self-real (Unione diretta con il Self-ideal supremo)4.
Sant’Ignazo Ferita da cannone a Pamplona e convalescenza1. Codice d’onore cavalleresco ed edonismo di corte4. Elaborazione del Discernimento Spirituale ed Esercizi4. Riconfigurazione della neurobiologia del dolore e del trauma2. Self-real (Fondazione del servizio militante Ad Maiorem Dei Gloriam)4.
San Massimiliano Kolbe Offerta della propria vita al posto di Gajowniczek ad Auschwitz1. Sopravvivenza reattiva al terrore del lager4. Dono totale di sé per amore dell’Immacolata e del prossimo4. Assenza di terrore PNEI; soppressione della reazione da fame/sete2. Self-real (Vittoria dell’Amore sul determinismo della morte)4.
San Padre Pio Ricezione permanente delle Stimmate nel 19182. Gestione biologica ordinaria della propria salute fisica4. Coping vicario; offerta espiatoria della sofferenza personale2. Resistenza allostatico-fisiologica a ipertermie e lesioni emorragiche2. Self-real (Partecipazione costante al Mistero della Croce)4.
San Giovanni Paolo II Attentato nel 1981 e progressione del Parkinson1. Efficienza fisica, intellettuale e carisma pastorale4. Offerta della propria vulnerabilità biologica al mondo4. Mantenimento dell’integrità ontologica e cognitiva nella malattia4. Self-real (Testimonianza vivente della dignità intrinseca)4.
Santa Madre Teresa Chiamata in treno verso Darjeeling (“Sete di Cristo”)1. Routine istituzionale dell’insegnamento scolastico4. Immersione nel servizio totale agli ultimi della terra4. Preservazione della resilienza psicofisica durante decenni di “notte oscura”2. Self-real (Incarnazione della Caritas pura nell’aridità)4.

Implicazioni Epistemologiche, Pedagogiche e Cliniche per la Medicina Centrata sulla Persona

L’interpretazione kairologica delle vite dei santi fornisce indicazioni fondamentali per l’evoluzione della scienza medica, dell’educazione e della pedagogia clinica1. Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questi principi sono tradotti in una metodologia didattica ed applicativa rivolta alla formazione dei medici e degli educatori1.

La dinamica dello sviluppo ontologico si struttura attraverso un percorso sequenziale ben preciso. Nel Primo Stato Ontologico, l’essere umano riceve passivamente il dono dell’esistenza, operando attraverso una comunicazione puramente informativa ed adattiva4. L’irruzione del Kairos conduce al Secondo Stato Ontologico (Self-possible), in cui il soggetto vive la crisi del pathos ontologico e formula la domanda di senso socratica “Ti esti?”2.

Di fronte a questa crisi, il soggetto può regredire verso un coping determinato Ra= f(Cd), soggetto al riduzionismo e al distress, oppure aprirsi a un coping indeterminato Rh= f( Cix Es)2. Scegliendo la seconda via e aderendo al Self-ideal attraverso l’incontro relazionale (“Chi è?”), la persona approda allo Stato Ontologico Reale (Self-real), realizzando la sintesi tra salute biologica, equilibrio PNEI e pienezza spirituale2.

La formula kairologica Rh= f (Ci x Es) dimostra che l’impatto di qualsiasi agente patogeno o fattore di stress fisiologico è mediato dal prodotto del coping indeterminato (Ci) per il significato esistenziale (Es)2. Se il significato esistenziale tende all’infinito (Es—-∞), come avviene nell’esperienza di adesione al Self-ideal dimostrata dai santi, la capacità di resistenza biologica e la resilienza del sistema PNEI aumentano in misura esponenziale, minimizzando l’effetto lesivo dello stress ormonale e immunitario1.

L’applicazione della Kairologia nell’educazione e nella medicina centrata sulla persona si fonda su cinque criteri pedagogici imprescindibili per orientare il Self-possible verso il Self-real4:

  • L’Esperienza di Essere Desiderato: La persona deve sperimentare di possedere un valore inestimabile in sé, indipendentemente dalle sue prestazioni o dalle sue condizioni di salute4.
  • L’Accettazione del Limite: Il riconoscimento del limite biologico o psicologico non come condanna, ma come perimetro all’interno del quale si attiva la libertà del coping indeterminato2.
  • Il Retrocendimento Parentale ed Educativo: La necessità che l’educatore o il clinico sappiano fare un passo indietro per consentire al soggetto di assumersi la responsabilità delle proprie scelte valoriali4.
  • La Pedagogia del Silenzio e dell’Introspezione: La creazione di spazi interiori affinché il soggetto possa superare il rumore informativo della comunicazione ed accedere all’ascolto della propria verità interiore3.
  • La Promessa Orientata al Futuro: L’apertura ad una speranza fondata sull’adesione al Self-ideal, capace di dare senso anche alla sofferenza e alla finitudine4.

Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, l’insegnamento della Kairologia e del Metodo Clinico Centrato sulla Persona viene attuato mediante procedure didattiche rigorose volte a formare l’insegnante e il clinico al superamento dell’insegnamento nozionistico1.

La Quaestio e la Disputatio coinvolgono gli studenti nell’esame critico dei paradigmi scientifici e dei casi clinici, sviluppando l’autonomia di giudizio ed evitando il dogmatismo meccanicista4. I Workshop d’Apprendimento (WAD) offrono sessioni interattive in cui la teoria kairologica viene applicata direttamente all’analisi di dinamiche di counselling medico o di prevenzione epigenetica, integrando dati biologici e dimensioni semantiche4. Il Key Word Recall (KWR) costituisce una procedura rigorosa di sintesi e rielaborazione concettuale basata sul richiamo strutturato di parole chiave epistemologiche, utilizzata per organizzare il pensiero clinico in modo olistico e non frammentato2.

Infine, il Programma Kairos rappresenta lo strumento applicativo e il protocollo di formazione formulato da Brera, dimostratosi capace nelle sperimentazioni scientifiche di incrementare in modo determinante le risorse affettive, cognitive e creative dei giovani, riducendo l’ansia e ripristinando la salute psicofisica1.

Conclusioni

L’esame della vita di San Paolo, Sant’Agostino, San Francesco d’Assisi, San Tommaso d’Aquino, Sant’Ignazio di Loyola, San Massimiliano Kolbe, San Padre Pio, San Giovanni Paolo II e Santa Madre Teresa di Calcutta, condotto alla luce della Kairologia del Professor Giuseppe Rodolfo Brera, dimostra la validità scientifica, epistemologica e antropologica del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona1.

I santi non rappresentano eccezioni biologiche incomprensibili, ma attestano le massime potenzialità della natura umana quando questa realizza la transizione dallo stato di Self-possible allo Stato Ontologico Reale (Self-real)4. La loro esistenza conferma la formula kairologica Rh= f(Ci xEs): l’adesione libera, consapevole e incondizionata al Self-ideal—incarnato nella persona di Gesù Cristo—è in grado di riorganizzare l’assetto psiconeuroendocrinoimmunologico ed epigenetico dell’individuo, trasformando il dolore, la malattia, la persecuzione e la stessa morte in atti di liberazione, di salute e di rigenerazione per l’intera umanità1.

Questo studio riafferma la necessità impellente di rifondare la formazione medica, la clinica e la pedagogia contemporanea sul paradigma kairologico sviluppato dall’Università Ambrosiana, restituendo alla scienza della salute la sua profonda e inalienabile dimensione personalistica, spirituale e semantica1.

Bibliografia

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[1] Questo è un saggio introduttivo che precede quelli specifici per ogni figura di santo preso in considerazione nella ricerca.

[2] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Epistemologia della Sostenibilità Farmaceutica: Il Monitoraggio della Spesa e la Salvaguardia dell’Alleanza Terapeutica nella Medicina Centrata sulla Persona

Epistemologia della Sostenibilità Farmaceutica: Il Monitoraggio della Spesa e la Salvaguardia dell’Alleanza Terapeutica nella Medicina Centrata sulla Persona

Vito Galante[1]

Abstract

Pharmaceutical expenditure management in modern healthcare systems faces a structural tension between macroeconomic cost containment and the clinical necessity of personalized care. Traditional governance frameworks rely heavily on rigid spending caps, regulatory prescribing notes, and financial payback mechanisms. However, when these instruments operate within a reductionist disease-centered model, they frequently disrupt the therapeutic relationship, foster defensive prescribing, and induce non-adherence. This report analyzes the integration of Giuseppe R. Brera’s Person-Centered Medicine (PCM) paradigm—developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University—into the governance of pharmaceutical expenditure. By shifting from a deterministic bio-molecular paradigm to an interactionist model based on the Relativity of Biological Reactions, Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), and Relational Epigenetics, PCM demonstrates that safeguarding the alliance of trust between physician and patient is not an added cost, but the primary determinant of prescriptive appropriateness and long-term economic sustainability. The Person-Centered Clinical Method (PCCM) and its diagnostic process (“Diacrisis”) provide a maieutic framework that converts compliance into autonomous patient adherence, optimizing resource allocation while upholding human dignity.

Keywords: Person-Centered Medicine, Giuseppe R. Brera, Pharmaceutical Expenditure Control, AIFA Spending Caps, Therapeutic Alliance, Relational Epigenetics, Person-Centered Clinical Method.

Introduzione ed Epistemologia Clinica: La Transizione dal Riduzionismo Biomedico alla Medicina Centrata sulla Persona

Il governo della spesa farmaceutica nei sistemi sanitari contemporanei si trova storicamente immerso in un’apparente contraddizione irrisolvibile tra la necessità macroeconomica di garantire la sostenibilità finanziaria del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’esigenza clinica di offrire risposte terapeutiche personalizzate ed efficaci1. Tale tensione deriva principalmente dall’adozione implicita del modello biomedico positivista e riduzionista fondato da Claude Bernard, il quale concepisce la malattia come una mera alterazione meccanicistica e lineare dei parametri biologici e la terapia come un intervento quantitativo standardizzato volto a reprimere il sintomo o il biomarcatore alterato3. In questa prospettiva riduzionista, l’atto prescrittivo viene concettualizzato come una transazione meramente tecnica, e il controllo economico si traduce in vincoli burocratici diretti a limitare la quantità di farmaci erogati5. Tale approccio ignora la complessità sistemica della natura umana, riducendo il paziente a un ricettore passivo di molecole e il medico a un esecutore prescrittivo sottoposto a controllo amministrativo3.

La rivoluzione epistemologica avviata nel 1999 dal Professor Giuseppe R. Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano propone il definitivo superamento di questo riduzionismo attraverso la teorizzazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)3. La PCM si fonda sulla teoria della “Relatività delle Reazioni Biologiche” (RBR), formulata da Brera nel 1996, la quale dimostra il fallimento scientifico del modello deterministico stimolo-risposta5. Secondo la RBR, le reazioni biologiche dell’organismo umano non sono determinate in modo assoluto dal solo agente eziologico o farmacologico, ma sono “qualitativamente indeterminate” e vincolate all’interazione determinata tra la costituzione biologica, il vissuto psicologico, l’interpretazione soggettiva dell’esperienza e le variabili esistenziali e spirituali del soggetto3.

La transizione epistemologica promossa dalla Medicina Centrata sulla Persona ridefinisce i presupposti dell’atto prescrittivo procedendo su diversi assi concettuali:

  • Dalla determinazione biologica lineare all’interazionismo sistemico: Il modello bernardiano assume che a una dose D di farmaco corrisponda una risposta biologica R costante; la RBR dimostra che la risposta R è una funzione complessa dell’interazione tra la molecola, lo stato psiconeuroendocrinoimmunologico dell’ospite e il contesto relazionale dell’atto clinico5.
  • Dalla centralità della patologia alla priorità della persona: La clinica riduzionista subordina la persona alla malattia (modello disease-centered); il paradigma di Brera subordina la malattia alla persona, considerando la patologia come un’alterazione della dinamica allostatica ed esistenziale del soggetto3.
  • Dalla conformità coatta alla responsabilità teleonomica: Il controllo prescrittivo tradizionale cerca di imporre la decisione terapeutica dall’esterno; il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) integra la dimensione maieutica e kairologica, promuovendo la consapevolezza e l’adesione autonoma del paziente al proprio progetto di salute3.

Dal punto di vista clinico e scientifico, il paradigma ideato da Brera reintegra la biologia all’interno di un modello tripartito unitario (corpo, mente e spirito), ampiamente supportato dalle scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’Allostasi e dell’Epigenetica Relazionale e Morale3. La salute viene definita come un processo dinamico e semiologico di adattamento creativo e di autorealizzazione teleonomica3. Di conseguenza, l’efficacia del farmaco non dipende esclusivamente dalla sua affinità recettoriale in vitro, ma dall’integrazione di tale molecola nella risposta allostatica globale della persona, la quale è profondamente modulata dalla qualità della relazione clinica e dal significato esplicativo che il paziente attribuisce al proprio percorso di cura2.

Il Quadro Regolatorio ed Economico del Monitoraggio della Spesa Farmaceutica in Italia

Per comprendere l’impatto della regolazione economica sull’atto medico, è necessario esaminare i meccanismi istituzionali con cui l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e le Regioni governano la spesa farmaceutica1. L’architettura del controllo economico si articola su quattro pilastri fondamentali: la definizione di tetti di spesa programmata rispetto al Fondo Sanitario Nazionale (FSN), il monitoraggio continuo dei flussi prescrittivi territoriali e ospedalieri, l’assegnazione di budget aziendali alle industrie titolari di Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) e il sistema di ripiano degli sfondamenti tramite payback1.

La normativa finanziaria recente ha costantemente rimodulato la ripartizione tra i due principali tetti di spesa farmaceutica: la spesa farmaceutica convenzionata (i farmaci erogati tramite le farmacie aperte al pubblico ed espressi in percentuale del FSN) e la spesa per acquisti diretti (comprendente i farmaci acquistati dalle strutture ospedaliere e dalle ASL, inclusa la Distribuzione Per Conto – DPC)12.

 

Strumento di Governance / Indicatore Inquadramento Normativo e Parametri (2024-2026) Impatto Clinico e sulla Prescrizione Criticità Epistemologica ed Economica
Tetto Spesa Acquisti Diretti (Ospedaliera e DPC) Fissato all’8,50% del FSN dal 2024, incrementato dello +0,30% a decorrere dal 202613. Tendenza a trattenere la gestione dei farmaci ad alto costo nelle strutture centralizzate, limitando l’autonomia prescrittiva territoriale13. Sfondamenti strutturali di spesa (oltre 4,2 miliardi nei primi 10 mesi del 2025), compensati con payback aziendali ma generatori di rigidità erogativa16.
Tetto Spesa Convenzionata (Territoriale) Fissato al 6,80% del FSN per il 2024, con un incremento dello +0,05% dal 202613. Spostamento dei farmaci a maggiore tollerabilità ed efficacia dal prontuario PHT alla fascia A convenzionata13. Avanzo strutturale di spesa convenzionata (oltre 460 milioni nel 2025) a fronte dello sfondamento degli acquisti diretti16.
Note AIFA e Limiti di Rimborsabilità Strumenti di regolamentazione volti a limitare la rimborsabilità SSN a specifiche sotto-popolazioni di pazienti17. Introduzione di paletti burocratico-amministrativi alla libertà prescrittiva del Medico di Medicina Generale (MMG)6. Rischio di frammentazione dell’alleanza terapeutica e insorgenza di contenzioso burocratico tra medico e paziente6.
Riclassificazione PHT e Prossimità Terapeutica Aggiornamento annuale AIFA ex art. 1 co. 224 L. 213/2023 per il passaggio da A-PHT a Fascia A13. Ritorno sul territorio di farmaci per patologie croniche (es. insuline ad azione lenta, gliflozine)13. Riduzione dei costi indiretti per il paziente (55-245 €/anno pro capite) e riduzione dell’impronta carbonica16.

Il continuo sfondamento del tetto per gli acquisti diretti, registrato nei bilanci sanitari con scostamenti superiori a 4,2 miliardi di euro, evidenzia il fallimento strutturale della sola leva contenitiva contabile16. L’asimmetria registrata tra l’avanzo della spesa convenzionata e il disavanzo drammatico degli acquisti diretti ha spinto il legislatore a promuovere operazioni di riclassificazione del Prontuario della Continuità Assistenziale Ospedale-Territorio (PHT), trasferendo molecole cruciali per il trattamento delle patologie croniche dalla distribuzione diretta ospedaliera alla farmacia sotto casa in regime convenzionale13.

Tuttavia, se tali manovre distributive non vengono accompagnate da un reale cambiamento di paradigma prescrittivo centrato sulla persona, esse rischiano di traslare unicamente la sede contabile del costo senza risolvere il problema della discrepanza tra reale necessità clinica, aderenza terapeutica e appropriatezza d’uso2.

La Tensione Tra Vincoli Prescrittivi (Note AIFA) e la Salvaguardia del Rapporto di Fiducia

A livello micro-prescrittivo, lo strumento di controllo della spesa più pervasivo è rappresentato dalle Note AIFA17. Nate originariamente come linee guida per definire gli ambiti di rimborsabilità dei farmaci a carico del SSN sulla base di prove di efficacia scientifica, le Note si sono progressivamente trasformate in stringenti dispositivi amministrativi e medico-legali6. Il medico prescrittore, e in particolare il Medico di Medicina Generale (MMG), si trova quotidianamente incastrato in un profondo conflitto etico e scientifico: da un lato l’obbligo deontologico di erogare la cura più idonea alla singolarità della persona che ha di fronte; dall’altro il vincolo normativo che sanziona la prescrizione fuori Nota come danno erariale6.

Tale architettura sanzionatoria produce distorsioni sistemiche di notevole gravità nel rapporto di fiducia tra medico e paziente:

Il tempo della visita clinica, anziché essere dedicato all’ascolto maieutico del vissuto del paziente e alla comprensione del suo contesto biologico e sociale, viene assorbito dalla compilazione burocratica di schemi amministrativi, piani terapeutici complessi e verbali di esenzione5. Questa saturazione burocratica degrada l’atto clinico a un adempimento procedurale, privando il medico della possibilità di cogliere la domanda esplicita e implicita di significato che accompagna l’insorgenza della malattia3.

Quando l’indicazione clinica suggerirebbe l’impiego di una determinata molecola la cui rimborsabilità è sbarrata da una Nota AIFA per mancanza di uno specifico parametro di laboratorio, il medico è costretto a negare il farmaco in regime pubblico o a proporne l’acquisto a carico del cittadino (out-of-pocket)6. Questo posiziona il medico non più come una guida fidata al fianco del paziente, ma come un “guardiano delle casse dello Stato”, generando sentimenti di sfiducia, ansia e risentimento che compromettono la relazione di cura3.

Per evitare contenziosi burocratici o sanzioni amministrative da parte delle Aziende Sanitarie, molti medici tendono a rifugiarsi nella prescrizione difensiva o, all’opposto, nell’inerzia clinica, evitando di intraprendere percorsi terapeutici complessi ma necessari per la salute della persona2. Giuseppe R. Brera denunzia questa deriva definendola “Skinnerizzazione” della medicina: una riduzione comportamentista del medico e del paziente a soggetti condizionati da premi e punizioni contabili, impoveriti della loro dignità etica, affettiva e razionale3.

La perdita di fiducia nella relazione terapeutica genera costi economici diretti e sommersi2. Il paziente che avverte il medico come un esecutore burocratico perde la motivazione ad aderire al piano terapeutico, abbandona la terapia o cerca risposte frammentate e ridondanti presso specialisti differenti, determinando un incremento incontrollato di analisi strumentali, visite ripetute e accessi inappropriati ai servizi di emergenza2.

Epigenetica Relazionale, Allostasi e l’Impatto Economico Reale del Disallineamento Clinico: Insights di Secondo e Terzo Ordine

Per valutare la sostenibilità economica del sistema sanitario è necessario superare la logica del bilancio a breve termine e analizzare i meccanismi biologici e comportamentali di secondo e terzo ordine che legano la relazione clinica alla spesa pubblica2.

L’epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e i dati empirici dell’Epigenetica Relazionale e Morale documentano come l’interazione umana non sia un semplice elemento di contorno “umanistico”, ma un fattore biologico favorente o inibente la salute organica3. Quando la relazione medico-paziente è vissuta in un clima di incertezza, conflitto o sfiducia burocratica, la risposta psicofisica del paziente attiva una reazione di stress cronico3. Attraverso gli assi della PNEI (l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema nervoso simpatico), questo stato emotivo altera la carica allostatica, promuovendo la secrezione continua di cortisolo e citochine pro-infiammatorie3.

A livello epigenetico, come dimostrato dalle ricerche sull’epigenetica relazionale formulate nel contesto della Scuola Medica di Milano, la percezione di isolamento, la mancanza di alleanza terapeutica e la sfiducia nelle cure alterano la metilazione del DNA e le modificazioni istoniche, riducendo l’espressione di geni protettivi e incrementando la vulnerabilità alle patologie cronico-degenerative, oncologiche e infettive3.

L’impatto economico secondario e terziario di questo circolo vizioso biologico-comportamentale evidenzia come la repressione prescrittiva isolata produca una cascata di disfunzioni cliniche ed economiche:

 

Dimensione di Analisi Meccanismo Clinico e Biologico (PCM) Ricaduta Economico-Sanitaria di 2° e 3° Ordine
Aderenza Terapeutica e Modello Autonomico Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) trasforma la compliance coatta in aderenza consapevole ed esistenzialmente motivata5. Riduzione del fenomeno del waste farmaceutico (farmaci acquistati e mai assunti, stimati fino al 50% nelle patologie croniche)2.
Resilienza e Carico Allostatico La creazione del “Campo Antropico” e della fiducia relazionale riduce la percezione del pericolo e modula le risposte PNEI infiammatorie3. Minore frequenza di riacutizzazioni patologiche (es. scompensi cardiaci, crisi asmatiche) e conseguente crollo dei ricoveri ospedalieri inappropriati3.
Inerzia Clinica vs. Diacrisi L’applicazione della “Diacrisi” permette di discernere la vera causa della sofferenza prima di prescrivere farmaci di seconda o terza linea ad alto costo3. Eliminazione della polifarmacia difensiva e riduzione delle reazioni avverse a farmaci (ADR), che rappresentano una delle prime cause di ricovero ospedaliero5.
Prevenzione Esistenziale ed Epigenetica Morale Promozione di stili di vita orientati al significato personale e alla maturità etico-affettiva (particolarmente nell’adolescente)3. Riduzione a lungo termine dell’incidenza di patologie legate a distress psico-sociale (depressione, sindromi metaboliche, autoimmunità)3.

Il paradosso del contenimento contabile cieco risiede dunque nel fatto che l’irrigidimento delle Note AIFA e dei tetti prescrittivi, impoverendo l’alleanza terapeutica, genera una caduta drastica dell’aderenza e un aumento dello stress sistemico nel paziente2. Ciò si traduce in un fallimento terapeutico biologico che costa al sistema sanitario significativamente di più rispetto al presunto risparmio ottenuto dal mancato consumo del singolo farmaco2.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Diacrisi come Strumenti di Appropriatezza Prescrittiva e Sostenibilità

Per risolvere la dicotomia tra economia e clinica, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida del Prof. Giuseppe R. Brera e con il contributo clinico e didattico ei suoi docenti, ha sviluppato e insegnato il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)3. Il PCCM non costituisce un’alternativa al metodo clinico tradizionale, ma una sua evoluzione integrativa scientificamente fondata5.

Il PCCM si struttura operativamente attorno alla fase della Diacrisi (dal greco diakrisis, discernimento), un processo maieutico ed ermeneutico che consente al medico di esplorare la sofferenza della persona nella sua totalità somatopsichica e spirituale3. Il percorso clinico della Diacrisi si articola attraverso una sequenza metodologica rigorosa:

La relazione si apre con la costituzione dell’effetto antropico, determinato dall’attitudine affettiva, empatica e accogliente del medico5. Questa predisposizione relazionale annulla la percezione di minaccia nel paziente, riduce l’attivazione simpatica dell’asse dello stress e instaura un clima di fiducia immediata che predispone l’organismo alla risposta terapeutica3.

La diagnosi centrata sulla persona non si limita alla rilevazione dei sintomi o alla catalogazione nosografica delle patologie (i “problemi”), ma mappa in modo sistematico le “risorse” biologiche, psicologiche, familiari ed esistenziali del soggetto tramite il modello CROSS5. Il farmaco non viene prescritto come risposta esaustiva o sostitutiva dell’adattamento, ma come strumento mirato volto a sostenere le risorse allostatiche e di autoguarigione dell’organismo3.

Il piano terapeutico non viene imposto unilateralmente, ma concordato attraverso un processo maieutico di pattuizione5. Quando la persona comprende la teleonomia del trattamento — ossia il significato del percorso curativo in relazione al proprio progetto di vita —, la prescrizione farmacologica cessa di essere percepita come un obbligo burocratico e diventa una scelta responsabile e condivisa2. Ciò garantisce livelli di aderenza terapeutica straordinariamente elevati, azzerando gli sprechi legati alla mancata assunzione dei farmaci2. L’efficacia di questo metodo è stata documentata da ricerche condotte presso l’Università Ambrosiana. Un’indagine del 2003 ha mostrato che l’applicazione del PCCM ha portato a una migliore comprensione dei pazienti nel 95% dei casi, un miglioramento della qualità della vita nel 75%, e una riduzione significativa del 70% nell’uso di esami tecnici e prescrizioni farmacologiche inutili . Inoltre, si è registrato un calo del 55% nelle ospedalizzazioni non necessarie, a fronte di un aumento della soddisfazione professionale dei medici che, sebbene dedichino più tempo alla relazione, vedono i propri atti clinici diventare più risolutivi e umani [2].

Nelle discipline ad elevata complessità relazionale, come l’Adolescentologia e la Medicina dell’Adolescenza — teorizzate da Brera nel 1983 e sviluppate applicativamente dal Decalogo dell’Adolescentologo di Galante e Porta —, l’adozione del PCCM ha dimostrato un’efficacia decisiva nel prevenire la cronicizzazione dei disturbi somatoformi e le derive comportamentali a rischio3. Evitando la prescrizione inappropriata di psicofarmaci o trattamenti sintomatici riduzionisti, il PCCM nell’adolescente protegge la maturazione epigenetica e neurobiologica del giovane, traducendosi in un risparmio sanitario ed economico incalcolabile nel medio e lungo periodo3.

Proposte Operative per una Governance Farmaceutica Centrata sulla Persona

Alla luce delle evidenze epistemologiche, economiche e cliniche analizzate, emerge l’esigenza di riformare le modalità di monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica nel Servizio Sanitario Nazionale, superando la logica punitiva o meramente contabile per abbracciare un modello di governance guidato dai principi della Medicina Centrata sulla Persona1.

Le linee di azione strategica per una nuova governance prescrittiva si articolano su quattro livelli interconnessi:

Le Note AIFA devono evolvere da vincoli burocratici rigidi a strumenti di decisione clinica guidata e condivisa. La rimborsabilità di un farmaco a carico del SSN non deve basarsi esclusivamente sul superamento di una soglia di laboratorio estrinseca, ma deve integrare parametri di aderenza attesa e indicatori di qualità della vita (Person-Centered Outcome Measures – PCOMs) rilevati dal medico attraverso l’applicazione del PCCM5.

Le asimmetrie di bilancio tra l’avanzo della spesa convenzionata e lo sfondamento degli acquisti diretti dimostrano la necessità di unificare i tetti finanziari in un unico budget di salute della persona15. La riclassificazione dei farmaci ad alta tecnologia o per patologie croniche dalla Distribuzione Diretta ospedaliera alla farmacia di prossimità in regime convenzionato (come realizzato per le insuline e le gliflozine) deve essere accelerata, valorizzando il ruolo del farmacista di comunità nel monitoraggio dell’aderenza sotto la guida clinica del MMG13.

Ai sensi del paradigma formulato da Brera, il tempo dedicato all’ascolto, alla Diacrisi e alla pattuizione terapeutica deve essere formalmente riconosciuto come tempo di cura e di appropriatezza prescrittiva3. Investire nella durata e nella qualità della visita clinica riduce drasticamente le prescrizioni difensive, gli esami strumentali ridondanti e il ricorso improprio a molecole di seconda o terza linea ad alto costo2.

La formazione dei medici di medicina generale, dei medici specialisti e dei dirigenti delle Aziende Sanitarie presso centri di eccellenza come la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana rappresenta la leva fondamentale per la sostenibilità futura del sistema3. Un medico istruito al Metodo Clinico Centrato sulla Persona possiede le competenze epistemologiche e metodologiche necessarie per praticare una medicina ad altissima appropriatezza, capace di coniugare l’eccellenza clinica con la tutela responsabile delle risorse pubbliche3.

Conclusioni

Il controllo e il monitoraggio della spesa farmaceutica non possono più essere delegati a automatismi burocratici che impoveriscono la medicina e alienano la relazione tra il medico e la persona assistita3. La pretesa di governare i bilanci sanitari attraverso tagli lineari, tetti rigidi e l’applicazione punitiva delle Note AIFA genera contenimenti apparenti a breve termine, ma innesca una cascata di inefficienza biologica e comportamentale — misurabile attraverso la non-aderenza, l’aumento del carico allostatico PNEI, la deriva epigenetica negativa e il ricorso difensivo alla polifarmacia — che finisce per destabilizzare la sostenibilità finanziaria complessiva del sistema sanitario2.

Il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona, fondato dal Professor Giuseppe R. Brera e sviluppato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fornisce la risposta epistemologica e clinica a questa crisi strutturale3. Dimostrando che la salute è il risultato dell’interazione determinata e qualitativamente indeterminata tra biologia, vissuto psicologico e ricerca di significato esistenziale, la PCM posiziona la salvaguardia dell’alleanza di fiducia non come un costo aggiuntivo, ma come il principale garante scientifico ed economico dell’appropriatezza prescrittiva3.

L’applicazione sistematica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona e della Diacrisi consente di superare definitivamente la contrapposizione tra etica della cura e rigore economico3. Riconoscere la dignità irriducibile della persona e tutelare il rapporto di fiducia clinica significa trasformare la spesa farmaceutica da risorsa dissipata in un investimento ad alto rendimento biologico e sociale, realizzando una sintesi indissolubile tra la scienza medica, l’umanesimo clinico e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale2.

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[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

[2] Brera GR.  & ITFOP Person-centered clinical Method and its teaching  Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 10;XV:ID1. ©2023. Available from: http://www.personcenteredmedicinejournal.itISSN: 2037‑5522

La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea

 

La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea

Vito Galante[1]

Abstract

The Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, formulated by Professor Giuseppe R. Brera and implemented at the Milan School of Medicine of the Ambrosiana University, represents an epochal shift in the epistemological foundations of medical science. This report analyzes the transition from a reductionist, bio-molecular, and deterministic model to an interactionist and non-deterministic paradigm that recognizes the person as a multidimensional unit of body, mind, and spirit. Central to this analysis is the profound parallel between Brera’s “teleonomy of human nature” and Dante Alighieri’s Divine Comedy, particularly the Ulyssean drive toward “virtue and knowledge” (virtute e canoscenza). The report explores the scientific pillars of PCM, including Allostasis, Epigenetics, and Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), and details the Person-Centered Clinical Method (PCCM) through the process of “Diacrisi.” Furthermore, it highlights the contributions of Professor Vito Galante in the field of Adolescentology and the spiritual dimension of clinical practice. By synthesizing the “Kairological” theory of existence with the Dantesque journey of the soul, this work provides a comprehensive framework for a medical humanism that protects human dignity against the risks of “Skinnerization” and technological reductionism.

Keywords: Person-Centered Medicine, Giuseppe R. Brera, Divine Comedy, Teleonomy, Kairology, Epigenetics, Adolescentology, Person-Centered Clinical Method.

La rivoluzione epistemologica della medicina centrata sulla persona: il superamento del riduzionismo

La storia della medicina occidentale ha attraversato, nell’ultimo secolo, una fase di straordinario progresso tecnologico che, paradossalmente, ha coinciso con una progressiva alienazione della figura umana dal centro dell’atto clinico. La nascita della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzata dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera a partire dalla metà degli anni novanta presso l’Università Ambrosiana, si configura come una risposta necessaria e urgente a questa deriva riduzionistica (Brera, 1999).1 Il paradigma tradizionale, definito intrinseco e bio-molecolare, ha teso a considerare l’uomo come una macchina biologica regolata da leggi meccanicistiche e deterministiche, dove la malattia è interpretata esclusivamente come un guasto biochimico da riparare (Brera, 2024).1

La rivoluzione introdotta da Brera non è una semplice evoluzione di tecniche diagnostiche, ma un mutamento ontologico del concetto di salute e di essere umano. Essa si fonda sul passaggio da una visione deterministica a una indeterministica, dove la reattività biologica dell’individuo non è preordinata in modo assoluto, ma è relativa alle possibilità e alla qualità del “coping”, ovvero alla capacità del soggetto di interagire con il mondo e di dare un senso alla propria esistenza (Brera, 1996).1 Questo modello, ufficialmente presentato come struttura epistemologica portante della Scuola Medica di Milano nel 1998, recupera l’antica tradizione ippocratica integrandola con le più avanzate scoperte delle scienze di base (Brera, 1998).5

L’essenza di questo cambiamento risiede nel riconoscimento della teleonomia della natura umana. Brera postula che l’uomo non sia mosso solo da spinte istintuali o meccaniche, ma sia intrinsecamente orientato verso un fine di verità, amore e bellezza (Brera, 1999).3 In questo contesto, la “misteriosa domanda di senso” che caratterizza l’esperienza umana diventa una variabile clinica fondamentale, poiché influenza direttamente la resilienza biologica e la capacità di guarigione (Brera, 2011).2

Dimensione Paradigma Bio-Molecolare (Meccanicismo) Paradigma Centrato sulla Persona (Interazionismo)
Natura dell’Uomo Somma di parti biologiche (Riduzionismo) Unità tridimensionale: Corpo, Mente, Spirito
Concetto di Salute Assenza di malattia (Omeostasi) Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana
Causalità Lineare e deterministica Circolare, interazionista e indeterminista
Ruolo del Medico Tecnico della riparazione biologica Compagno di viaggio, maieuta della soggettività
Epistemologia Verità oggettiva estrinseca Hermeneutica kairologica e soggettività

Il passaggio a questo nuovo paradigma richiede una rigorosa rivalutazione del metodo clinico, della ricerca e dell’educazione medica (Brera, 2025).1 Non si tratta solo di aggiungere “umanità” alla medicina, ma di riconoscere che l’umanità del paziente è la struttura stessa entro cui la biologia si manifesta (Brera, 2011).2

Il legame con la Divina Commedia: l’uomo tra brutalità e conoscenza

Un aspetto straordinario e profondamente originale del pensiero di Giuseppe R. Brera è l’integrazione della letteratura dantesca nell’architettura epistemologica della medicina. Il parallelismo con la Divina Commedia non è una mera citazione dotta, ma rappresenta il fondamento antropologico del paradigma (Brera, 2001).7 Il riferimento centrale è il Canto XXVI dell’Inferno, dove Dante incontra Ulisse. Le celebri parole “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” diventano il manifesto della nobiltà umana contro ogni forma di riduzione animale o meccanica (Dante, 1965).8

Brera utilizza la figura di Ulisse per illustrare la tensione teleonomica dell’uomo. Il “bruto” è colui che vive sommerso dal determinismo degli istinti e delle risposte biologiche riflesse, privo di una visione trascendente o di una domanda di significato (Brera, 2016).8 La medicina riduzionista, che tratta il paziente come un oggetto o un numero, rischia di indurre una “Skinnerizzazione” della società, ovvero un condizionamento comportamentale che annulla la libertà di scelta e la dignità della persona (Brera, 2016).8

Al contrario, la ricerca della “virtute e canoscenza” di Ulisse riflette l’aspirazione dell’uomo a costruire una realtà positiva attraverso la scelta delle possibilità vere (Brera, 2011-2024).9 Il viaggio di Dante attraverso i tre regni è metafora del processo clinico e umano di elevazione: dalla comprensione del male e della fragilità (Inferno), attraverso il lavoro faticoso sulla propria resilienza e purificazione (Purgatorio), fino alla realizzazione del sé in armonia con la verità e la bellezza (Paradiso) (Brera, 2016).8

Questa visione dantesca permette di definire la nobiltà come un elemento inscritto nel “DNA culturale” dell’Occidente, un’eredità che la medicina ha il dovere di proteggere (Brera, 2016).8 Il medico centrato sulla persona agisce come una guida, in modo analogo a Virgilio o Beatrice, aiutando il paziente a navigare il “mare dell’incertezza” senza soccombere alla disperazione o al nichilismo (Brera, 1994).11

Fondamenti scientifici: l’interazionismo e la relatività delle reazioni biologiche

La validità del paradigma centrato sulla persona non poggia solo su basi filosofiche, ma è supportata da una solida struttura scientifica che Brera definisce “interazionismo” (Brera, 1996).2 Il nucleo teorico è rappresentato dalla “Teoria della relatività delle reazioni biologiche alla possibilità e alla qualità del coping” (RBR theory) (Brera, 1996).5 Questa teoria dimostra che la risposta di un organismo a uno stressor non è fissa, ma dipende dall’interpretazione soggettiva che la persona dà dell’evento e dalle risorse di cui dispone per affrontarlo (Brera, 1997).3

Un pilastro fondamentale di questa visione è la teoria dell’Allostasi, formulata da Peter Sterling e Joe Eyer (Sterling & Eyer, 1988).13 A differenza dell’omeostasi, che mira a mantenere costanti i parametri interni attraverso correzioni locali, l’allostasi riconosce il ruolo centrale del cervello nel coordinare le risposte sistemiche in anticipo rispetto alle necessità, basandosi sulle esperienze passate e sulle aspettative future (Brera, 2021).13 Questo meccanismo spiega come la psiche e il vissuto emotivo possano determinare carichi allostatici capaci di alterare profondamente la salute fisica (Brera, 2021).14

Inoltre, l’Epigenetica fornisce la prova molecolare di come l’ambiente e le relazioni influenzino il genoma (Meaney & Szyf, 2004).2 Brera sottolinea che le scelte etiche e i traumi esistenziali, come l’interruzione di maternità, possono indurre cambiamenti nella metilazione del DNA, alterando la qualità del legame affettivo e trasmettendo queste modificazioni alle generazioni successive (Brera, 2025).15 La salute non appare quindi come il risultato di un determinismo genetico, ma come un’opera costruttiva, una ricerca manifesta o nascosta di armonia e unità (Brera, 2011).3 

Disciplina Scientifica Contributo al Paradigma PCM Riferimento Chiave
Allostasi Definizione della salute come adattamento predittivo e dinamico. Sterling & Eyer 13
Epigenetica Dimostrazione dell’impatto delle esperienze sul controllo genico. Szyf & Meaney 13
PNEI Integrazione dei sistemi nervoso, endocrino e immunitario. Lissoni, Brera 17
RBR Theory Indeterminismo delle risposte biologiche basato sul coping. Brera 2
Scienza degli Affetti Ruolo delle emozioni come fattori protettivi e di resilienza. Brera 2

La Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) completa questo quadro, mostrando la comunicazione biochimica bidirezionale tra i grandi sistemi di regolazione dell’organismo (Brera, 2011).2 Studi clinici hanno evidenziato come interventi sulla sfera spirituale e affettiva possano modulare la risposta immunitaria, ad esempio prevenendo la linfocitopenia indotta dalla radioterapia attraverso l’uso di indoli pineali come la melatonina (Lissoni et al., 2007).17

Kairòlogia: l’ermeneutica del tempo e il mistero della persona

Al centro della Medicina Centrata sulla Persona risiede la “Kairòlogia”, una teoria ermeneutica formulata da Brera nel 1993 per interpretare la natura umana (Brera, 1993).12 Mentre il tempo cronologico (Chronos) è quantitativo e lineare, il Kairos rappresenta il tempo opportuno, il momento in cui la libertà umana può intervenire per dare una direzione nuova all’esistenza (Brera, 1994).14

La Kairòlogia postula che l’identità umana non sia un dato statico, ma un processo di realizzazione che avviene nel tempo attraverso la dialettica tra il “sé genetico” (le potenzialità innate) e il “sé ideale” (i valori a cui si aspira), per giungere a un “real self” capace di volere e sperare (Brera, 1994).12 Questo processo è intrinsecamente misterioso e imprevedibile, rendendo l’atto clinico un incontro tra due soggettività uniche (Brera, 2011).3

Il Professor Vito Galante ha esplorato in profondità l’applicazione della Kairòlogia nell’adolescenza, definendola una fase di specifica rivelazione del mistero esistenziale (Galante, 2013).14 Durante l’adolescenza, il giovane è chiamato a costruire una propria teoria unitaria del mondo, interrogandosi sulla verità, l’amore e la bellezza proprio nel momento in cui scopre la fragilità e la possibilità della morte (Brera, 2001).19 Il medico, in questa prospettiva, non deve solo monitorare la crescita biologica, ma fungere da maieuta per aiutare l’adolescente a gestire il “tempo di Ulisse” (la scoperta e l’avventura) e il “tempo di Penelope” (l’attesa e la cura delle radici) (Brera, 2024).1

Secondo la teoria kairologica, la salute è “la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana” (Brera, 2011-2024).8 Questa definizione sposta il focus della medicina dalla cura della malattia alla promozione della realizzazione personale, riconoscendo che un uomo privo di una domanda di significato è destinato a una forma di nichilismo che si traduce inevitabilmente in patologia (Brera, 2016).8

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona: la Diacrisi e la Pratica Medica

L’applicazione pratica del paradigma di Brera trova la sua espressione nel Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro medico-paziente in un atto di conoscenza profonda (Brera, 2021).13 Il cuore del metodo è la “Diacrisi”, termine scelto per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, troppo spesso ridotta a un atto tecnico di etichettamento nosografico (Brera, 2011).3

La Diacrisi si articola in fasi precise che guidano il medico nell’esplorazione della complessità del paziente (Brera, 2011) 5:

  1. Generazione del campo antropico (ACH): Il medico deve creare un’atmosfera di Accoglienza, Comprensione e Aiuto, fondamentale per permettere alla soggettività del paziente di emergere (Brera, 2011).5
  2. Percezione dei fenomeni empatici: L’empatia non è solo un atteggiamento gentile, ma uno strumento epistemologico per cogliere il vissuto dell’altro (Brera, 2011).5
  3. Costruzione di una relazione personale: La fiducia reciproca è la base di ogni processo di cura efficace (Brera, 2011).5
  4. Diagnosi di Persona: Questa fase prevede la valutazione tridimensionale delle risorse, delle debolezze, dei problemi e dei punti di forza del soggetto a livello biologico, psicologico e spirituale (Brera, 2011).3
  5. Cross-ratio: Uno strumento di valutazione strutturata che mette in relazione i fattori di resilienza con le vulnerabilità biologiche e ambientali (Brera, 2011).3

L’efficacia di questo metodo è stata documentata da ricerche condotte presso l’Università Ambrosiana. Un’indagine del 2003 ha mostrato che l’applicazione del PCCM ha portato a una migliore comprensione dei pazienti nel 95% dei casi, un miglioramento della qualità della vita nel 75%, e una riduzione significativa del 70% nell’uso di esami tecnici e prescrizioni farmacologiche inutili (Brera, 2011).2 Inoltre, si è registrato un calo del 55% nelle ospedalizzazioni non necessarie, a fronte di un aumento della soddisfazione professionale dei medici che, sebbene dedichino più tempo alla relazione, vedono i propri atti clinici diventare più risolutivi e umani (Brera, 2011).2

Il PCCM integra anche tecniche di “Medical Counselling”, sviluppate da Brera fin dal 1991, per aiutare il paziente a superare l’ansia da diagnosi e a lavorare sulle proprie risorse interne (Brera, 1991).5 In questo modo, il trattamento cessa di essere una prescrizione calata dall’alto per diventare un processo relazionale, predittivo e personalizzato (Brera, 2026).14

Adolescentologia e Resilienza: il contributo di Vito Galante e la visione dell’Ambrosiana

L’Adolescentologia rappresenta un campo d’elezione per la Medicina Centrata sulla Persona, poiché l’adolescente incarna per eccellenza la tensione tra natura biologica e ricerca di senso. La Scuola Medica di Milano, sotto la guida di Brera e con il contributo fondamentale del Professor Vito Galante, ha sviluppato una teoria unitaria dell’adolescenza basata sull’antropologia cristiana e sul personalismo di autori come Karol Wojtyla ed Edith Stein (Brera, 1999).2

Il Prof. Galante, nella sua attività di ricerca e insegnamento, sottolinea l’importanza della spiritualità nell’adolescenza come fattore di resilienza (Galante, 2026).14 L’adolescente non è un “prodotto” dei propri ormoni o del contesto sociale, ma un soggetto che cerca la libertà dal condizionamento per dare una risposta personale alla vita (Brera, 2001).19 In questo senso, il medico deve essere un maieuta capace di favorire la maturità etica e affettiva del giovane (Brera, 2001).19

 

Area di Intervento Obiettivo Clinico Metodologia
Resilienza Potenziare i fattori protettivi interni ed esterni. Cross-ratio e valutazione delle risorse 3
Spiritualità Integrare la domanda di senso nel percorso di salute. Kairologia e ascolto empatico 12
Educazione Formare i giovani alla scelta consapevole. Apprendimento centrato sulle risorse 19
Prevenzione Ridurre comportamenti a rischio (droga, alcol). Counselling kairologico e supporto affettivo 15

Un tema di grande rilevanza trattato in questo contesto è quello della prevenzione dei danni da stili di vita e l’impatto delle scelte materne sulla salute dei figli (Brera, 2025).15 La visione dell’Ambrosiana è chiara: la salute dell’adolescente è strettamente legata alla qualità dei legami primari e alla capacità degli educatori di amare coloro che educano, non avendo paura di correggere gli errori e di amministrare valori che hanno come denominatore comune la vita (Brera, 2024).14

Critica alla “Skinnerizzazione” e Difesa della Dignità Umana

Il Professor Brera rivolge una critica severa alla tendenza della medicina moderna e della politica a trattare gli esseri umani secondo modelli comportamentisti riduzionisti, da lui definiti “Skinnerizzazione” (Brera, 2016).8 Questa visione, derivata dalle teorie di B.F. Skinner, riduce l’uomo a un organismo che risponde a stimoli e rinforzi, ignorando la sua trascendenza e la sua libertà (Brera, 2016).8

Nel rapporto con la Divina Commedia, la Skinnerizzazione corrisponde alla condizione dei “bruti” nel Canto di Ulisse. Un uomo “skinnerizzato” è un uomo manipolabile dai mercati, dal potere e dalla tecnologia, privato della propria coscienza critica e dei propri legami affettivi stabili (Brera, 2016).8 Brera denuncia come questa mentalità porti a una “cultura dello scarto” dove la vita umana è relativizzata e considerata un bene “usa e getta” (Brera, 2016).8

Contro questa deriva, la Medicina Centrata sulla Persona pone il valore della persona come principio e fine dell’universo (Brera, 2016).10 Questo valore è irriducibile a qualsiasi pensiero, sentimento o desiderio soggettivo, poiché ha una natura e un valore divino che lo rende misterioso (Brera, 2016).8 In questa luce, ogni atto medico diventa un atto di giustizia e di rispetto verso un essere creato “a immagine di Dio”, la cui sofferenza assume un significato santo (Brera, 1999).4

La difesa dei diritti umani, in particolare il diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale, è dunque parte integrante del paradigma PCM (Brera, 2024).14 La “Charte Mondiale de la Santé” (Carta Mondiale della Salute), promossa dall’Ambrosiana e dal World Health Committee, rappresenta lo strumento politico per tradurre questi principi in azioni concrete a livello globale (Brera, 2021).20

Il Ruolo dell’Università Ambrosiana e il Futuro della Medicina

L’Università Ambrosiana di Milano, sotto la guida del Rettore Giuseppe R. Brera e con il coinvolgimento di docenti come il Prof. Vito Galante, si è posta come l’avanguardia di questa rivoluzione scientifica ed educativa (Brera, 2023).6 Fin dalla sua fondazione, l’ateneo ha introdotto programmi di educazione medica post-laurea interamente centrati sul paradigma PCM, riconoscendo che la formazione del medico del terzo millennio non può prescindere da una solida preparazione epistemologica e umanistica (Brera, 2001).3

La creazione del primo dipartimento in Italia dedicato alla Medical Education, diretto da Brera e Claudio Violato nel 2005, testimonia l’impegno istituzionale per la diffusione di questo modello (Brera, 2005).6 L’università promuove congressi internazionali, come quello sulla “Salute Centrata sulla Persona e l’Adolescente Resiliente” del 2025, per riunire scienziati che contribuiscono al cambiamento del paradigma (Brera, 2025).1

Il futuro della medicina, secondo Brera e Galante, dipende dalla capacità della scienza di fare pace con la vita e di riconoscere i propri limiti di fronte al mistero dell’esistenza (Brera, 2006).3 Questo richiede un ritorno alle radici della cultura occidentale, integrando la lezione di Dante con il progresso della biologia interazionista (Brera, 2016).10 La sfida è quella di costruire un sistema sanitario che non sia solo efficiente dal punto di vista tecnico, ma che sia capace di guardare, desiderare e amare la persona umana in quanto valore oggettivo e assoluto (Brera, 2016).8

Conclusioni: L’unità di Verità, Amore e Bellezza nell’Atto Clinico

Il percorso analizzato in questo rapporto evidenzia come la Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera rappresenti una sintesi magistrale tra la precisione della scienza e la profondità dell’umanesimo. Il parallelismo con la Divina Commedia offre una cornice simbolica potente che restituisce alla medicina la sua nobiltà originaria: quella di essere una “scienza dell’anima e del corpo” impegnata nel bene della persona (Brera, 2016).8

L’integrazione di concetti come l’Allostasi, l’Epigenetica e la Kairòlogia permette di superare definitivamente l’obsoleto concetto di salute come mero benessere psicofisico, per abbracciare una visione in cui la salute è espressione della libertà, della responsabilità e della capacità di scelta del soggetto (Brera, 2011).1 Il contributo del Prof. Vito Galante nell’ambito dell’Adolescentologia conferma che questo approccio è particolarmente vitale nelle fasi di maggiore trasformazione e vulnerabilità dell’essere umano (Galante, 2013).14

In conclusione, la medicina del futuro deve essere “Alecratica”, ovvero fondata sul potere della verità e della persona (Brera, 2016).10 Solo seguendo il monito dantesco di Ulisse, la medicina potrà evitare di degradare i pazienti a “bruti” e condurre la società verso una vera “virtute e canoscenza”, realizzando quella nobile destino a cui la natura umana è intrinsecamente chiamata (Brera, 2011).8

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  12. Brera GR. The Kairos of existence: Mystery, Possibility and Reality in Adolescence and human nature. ResearchGate; 2019 [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/330810629_The_Kairos_of_existence_MysteryPossibility_and_Reality_in_Adolescence_and_human_nature
  13. Brera GR. The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm [Internet]. Università Ambrosiana; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/The%20Medicine%20shift%20to%20the%20Person-centered%20Medicine%20paradigm%20(2).pdf
  14. World Health Committee. Person-Centered Medicine Paradigm Archivi [Internet]. World Health Committee; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/category/person-centered-medicine-paradigm/
  15. Brera GR. The interruption of maternity – a personal, psychosocial, intergenerational catastrophe. ResearchGate; 2024 [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/393622610_The_interruption_of_maternity-_a_personal_psychosocialintegenerational_catastrophe
  16. Brera GR. Giuseppe R. Brera’s lab | Independent Researcher [Internet]. ResearchGate; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/lab/Giuseppe-R-Brera-Lab
  17. Google Scholar. Giuseppe R. Brera [Profilo Google Scholar]. Google Scholar; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://scholar.google.com/citations?user=eBmMvEkAAAAJ&hl=it
  18. Brera GR, curatore. MILANO 2013 ADOLESCENCE, HEALTH AND HUMAN RIGHTS [Internet]. Milano: Adolescentologia.it; 2013 [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  19. Brera GR. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf
  20. Scuola Medica di Milano. IL DIRETTORE DELLA SCUOLA MEDICA DI MILANO: dr. prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; [citato il 29 mar 2026]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/blog/il-direttore-della-scuola-medica-di-milano-dr-prof-giuseppe-r-brera

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

 

Il tempo della relazione empatica come tempo della cura alla luce della medicina centrata sulla persona

Il tempo della relazione empatica come tempo della cura alla luce della medicina centrata sulla persona

Vito Galante[1]

Abstract

This research report provides an advanced, high-level analysis of the clinical and epistemological paradigm shift from the biomedical-reductionist model to Person-Centered Medicine (PCM), as theorized by Giuseppe Rodolfo Brera, with a specific focus on the role of clinical empathy and relational time as actual therapeutic time. Under the PCM framework, health is redefined as the subjective and teleonomic construction of the human being, formalized through the Health Relativity Theory equation Hp=K(IqXCq). By integrating insights from psychoneuroendocrinoimmunology (PNEI), epigenetics, and the neurobiology of empathy, the report illustrates how quality-oriented, empathetic communication acts as an organic transducer, modulating the hypothalamic-pituitary-adrenal (HPA) axis, heart rate variability (HRV), and DNA methylation. This scientific framework aligns with the Italian legal context established by Law 219/2017, which recognizes communication time as an intrinsic component of clinical care. Furthermore, the report explores the clinical application of these principles in adolescence through the “Decalogo of the Adolescentologist. Ultimately, the Person-Centered Clinical Method (PCCM), utilizing procedures such as Diacrisis and Clinical Epokè, is demonstrated to be both clinically superior and economically sustainable, yielding a substantial reduction in unnecessary healthcare costs and clinical suffering.

Keywords

Giuseppe Rodolfo Brera; Vito Galante; Person-Centered Medicine; Health Relativity Theory; PNEI; Clinical Empathy; Epigenetics; Kairology; Law 219/2017.

L’Epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e il Cambiamento di Paradigma

La scienza medica contemporanea attraversa una profonda crisi di senso, determinata principalmente dalla progressiva frammentazione della pratica clinica e dall’adozione acritica di un modello biomedico riduzionista e meccanicista1. Tale modello, storicamente radicato nel dualismo cartesiano, concepisce il corpo umano come una macchina biomolecolare isolata e la malattia come un mero guasto meccanico da riparare attraverso interventi bio-tecnologici standardizzati2. In questo contesto epistemologico, la soggettività del paziente, la sua storia esistenziale e la qualità della relazione terapeutica sono state a lungo relegate a variabili spurie o a fattori puramente psicologici privi di reale rilevanza biologica1.

La transizione verso la Medicina Centrata sulla Persona (MCP), introdotta ufficialmente nel 1998 e nel 1999 presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana sotto la direzione di Giuseppe Rodolfo Brera, rappresenta una rivoluzione copernicana paragonabile al passaggio della fisica dalla meccanica newtoniana alla meccanica quantistica2. Questo nuovo paradigma ridefinisce radicalmente lo statuto epistemologico della medicina, superando il determinismo lineare causa-effetto in favore di un approccio interazionista, indeterminista e teleonomico1.

All’interno della cornice teorica della MCP, la salute non è più definita negativamente come semplice assenza di sintomi o di patologia diagnosticata, bensì come un processo dinamico e costruttivo della persona, espresso formalmente come «la scelta delle vere possibilità per essere la migliore persona umana»1. L’essere umano viene così compreso nella sua globalità tridimensionale, dove le dimensioni del corpo (i fenomeni biologici), della mente (il mondo simbolico, cognitivo e affettivo) e dello spirito (la domanda intrinseca di significato e l’orientamento ai valori) coesistono in una relazione di mutua e indissolubile influenza11.

La teleonomia rappresenta il principio motore di questa unità: una tendenza naturale e intrinseca della persona a realizzare la propria natura umana orientandola verso la verità, l’amore e la bellezza1. La malattia cessa di essere un evento puramente biologico estrinseco e si configura come un evento dell’esistenza, una domanda ontologica inserita nella storia della persona, che sfida la sua capacità di adattamento creativo e di attribuzione di significato12.

La Relatività della Salute e l’Equazione Clinica di Brera

L’innovazione teorica della Medicina Centrata sulla Persona trova la sua formalizzazione scientifica nella Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory), formulata da Brera, la quale postula che le reazioni biologiche dell’organismo non siano predeterminate in modo rigido, ma risultino costantemente modulate dalla qualità dell’interazione tra stimoli ambientali, risposte soggettive e processi interpretativi della persona1. Questa dinamica è espressa matematicamente dall’equazione della probabilità di salute:

In questa formula fondamentale, i diversi parametri assumono precisi significati clinici ed epistemologici1:

Hp= k(IqxCq)

  • Hp indica la probabilità di salute (Health Probability), intesa come lo stato di equilibrio dinamico, resilienza e benessere globale della persona1.
  • Iq rappresenta la qualità dell’interpretazione (Interpretation Quality) delle possibilità e degli stimoli esperiti dal soggetto nel proprio ambiente di vita. L’interpretazione è il filtro cognitivo, affettivo e spirituale attraverso cui il mondo esterno viene integrato nella coscienza2.
  • Cq esprime la qualità del coping (Coping Quality), ossia l’insieme delle scelte e dei comportamenti pratici adottati dal soggetto in risposta alle sfide ambientali e interne, orientati alla realizzazione della propria verità esistenziale1.
  • K rappresenta la costante Kairologica (Kairological Constant). Questo fattore formalizza matematicamente l’impatto del tempo esistenziale, della ricerca di significato, della libertà di scelta e dell’imprevedibilità intrinseca della creatività umana sul determinismo dei fenomeni biologici1.

La costante Kairologica introduce la distinzione cruciale tra due dimensioni temporali distinte nella clinica: il tempo quantitativo (Kronos) e il tempo qualitativo ed esistenziale (Kairos)1. Mentre il tempo cronologico si limita a misurare la durata lineare di un atto medico in termini di minuti ed efficienza produttiva, il tempo Kairologico rappresenta il momento opportuno, la dimensione relazionale densa di significato in cui si realizza l’incontro autentico tra il medico e il paziente1.

La relazione empatica non si colloca nello spazio del Kronos, che tende a frammentare e accelerare le interazioni per ragioni economiche e burocratiche, ma esige l’apertura del tempo del Kairos1. È solo in questa dimensione temporale dilatata e ricettiva che il paziente può sperimentare l’allineamento emotivo e la sicurezza relazionale necessari per ristrutturare la propria percezione della malattia e attivare le proprie risorse latenti di coping12.

La tabella sottostante schematizza il confronto tra le due concezioni temporali e le loro ricadute sulla metodologia clinica:

 

Dimensione Temporale Definizione Epistemologica Ruolo nella Relazione Clinica Impatto Biologico (PNEI)
Kronos (Tempo Quantitativo) Tempo lineare, divisibile, omogeneo e standardizzato1. Frammentazione dell’interazione, focalizzazione sulla velocità e sull’atto tecnico3. Attivazione dell’asse HPA da stress relazionale; aumento di cortisolo e ansia clinica12.
Kairos (Tempo Qualitativo) Tempo opportuno, esistenziale, denso di significato e soggettività1. Spazio di ascolto profondo, Diacrisi, emersione della verità del paziente1. Stimolazione del tono vagale; rilascio di ossitocina; riduzione dello stress allostatico15.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona: Diacrisi ed Epokè Clinica

Per tradurre operativamente queste premesse epistemologiche nella pratica quotidiana, Brera ha sviluppato il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (MCCP), originariamente concepito a partire dal Counselling Medico fondato nel 1991 e introdotto ufficialmente nel sistema didattico e clinico dell’Università Ambrosiana a partire dall’anno accademico 1999-20005. Il MCCP sovverte la metodologia clinica tradizionale, la quale si concentra immediatamente sull’identificazione del sintomo e sulla diagnosi nosografica della malattia, riducendo la persona a un mero “caso clinico”1.

Il nucleo operativo del MCCP risiede nell’introduzione della Diacrisi come fase preliminare e imprescindibile, antecedente e sovraordinata alla diagnosi tradizionale1. La Diacrisi si articola come un processo strutturato volto a ricostruire l’unità del paziente, focalizzandosi anzitutto sulle sue risorse, sui fattori protettivi e sulla sua identità personale, ponendo la domanda fondamentale “Chi è il paziente?” prima di indagare “Quale malattia ha?”2.

La Diacrisi si avvale dell’uso sistematico dell’Epokè Clinica, un concetto mutuato dalla fenomenologia di Husserl1. Attraverso l’Epokè, il medico opera una temporanea e consapevole sospensione dei propri schemi di giudizio precostituiti, delle ansie diagnostiche e delle categorizzazioni tecniche1. Questa rinuncia intenzionale all’oggettivazione immediata permette al clinico di accogliere la realtà soggettiva del paziente così come essa si manifesta, favorendo l’emergere di un pensiero analogico capace di cogliere i nessi di significato profondi espressi dal linguaggio verbale e non verbale13.

L’atto di cura si trasforma in una “alleanza maieutica” o “maieutica della dignità umana”, in cui il medico non agisce come un tecnico autoritario, ma come un facilitatore che aiuta la persona sofferente a riscoprire la propria verità interiore, la propria libertà e la propria responsabilità di fronte al processo di guarigione o di adattamento allostatico alla patologia1.

Fondamenti neurobiologici, PNEI ed epigenetici della relazione empatica

La tesi secondo cui il tempo della relazione empatica costituisce a tutti gli effetti tempo di cura non rappresenta una petizione di principio umanistica, ma trova un solido riscontro scientifico nelle moderne scoperte della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) e dell’epigenetica comportamentale2. La biologia umana è intrinsecamente responsiva al significato che il soggetto attribuisce alle proprie esperienze; la percezione di essere accolto, compreso e sostenuto all’interno di una relazione clinica sintonizzata si traduce in precisi segnali biochimici che rimodellano costantemente l’allostasi dell’organismo1.

Dal punto di vista neurobiologico, l’empatia clinica si articola in tre fasi distinte: la risonanza empatica (attivazione dei sistemi mirror neuronali e delle reti affettive come l’insula anteriore e la corteccia cingolata anteriore), l’empatia espressa dal medico e l’empatia ricevuta e percepita dal paziente16. Quando il paziente percepisce questa sintonia emotiva, si attiva una cascata neurochimica protettiva mediata dal sistema dei neuropeptidi e dal sistema nervoso autonomo15.

La secrezione ipotalamica di ossitocina, stimolata dal contatto visivo sintonizzato, dal tono della voce caldo e da una postura accogliente, attenua l’iperattività dell’amigdala e dell’insula anteriore, riducendo l’ansia e la reattività allo stress16. Parallelamente, l’ossitocina modula l’attività del sistema nervoso simpatico e favorisce il rilascio di molecole a effetto ansiolitico e antinfiammatorio19.

A livello autonomico, la relazione empatica stimola l’attivazione del sistema parasimpatico ventro-vagale (il vago mielinizzato), che agisce come un vero e proprio “freno vagale”, riducendo la frequenza cardiaca e aumentando la variabilità della frequenza cardiaca (HRV)15. Un’elevata HRV, in particolare nei suoi componenti ad alta frequenza (HF-HRV), è un indice accurato di regolazione emotiva, flessibilità metabolica e resilienza cardiocircolatoria e immunitaria25. L’allineamento cuore-cervello che emerge da questa sintonizzazione modula positivamente il tono vagale del paziente e riduce l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), abbassando i livelli circolanti di cortisolo e citochine proinfiammatorie15.

I meccanismi epigenetici rappresentano il ponte biologico a lungo termine che unisce l’esperienza relazionale all’espressione genica22. Le storiche ricerche condotte da Moshe Szyf e Michael Meaney sui modelli di cura materna (licking and grooming – LG, e arched-back nursing – ABN) hanno dimostrato in modo inequivocabile che la qualità della relazione e dell’accudimento nelle prime fasi della vita è in grado di modificare stabilmente l’epigenoma del cucciolo6. Tali cure alterano lo stato di metilazione del DNA sul promotore del gene del recettore dei glucocorticoidi (GR) nell’ippocampo, inducendo un aumento dell’acetilazione degli istoni H3-K9 e facilitando il legame del fattore di trascrizione NGFI-A (egr-1)32.

Il risultato biologico è un incremento permanente dell’espressione dei recettori ippocampali dei glucocorticoidi, che ottimizza il meccanismo di feedback negativo dell’asse HPA e conferisce una resilienza duratura allo stress e alle patologie correlate per tutto il corso della vita31. Al contrario, un accudimento freddo o deprivato determina un’ipermetilazione persistente del gene GR, con conseguente vulnerabilità biologica e psicologica31.

Nel contesto della MCP, la relazione terapeutica empatica e prolungata nel tempo si configura come un potente stimolo epigenetico in grado di modulare l’espressione genica del paziente, riprogrammando i suoi sistemi di risposta allo stress e favorendo il ripristino dell’equilibrio omeostatico e allostatico1.

La tabella seguente riassume l’interazione neurobiologica e PNEI mediata dalla relazione clinica empatica:

 

Mediatore Fisiologico Regione/Asse Coinvolto Effetto della Relazione Empatica (Cura) Conseguenza Clinica e Allostatica
Ossitocina (OXT) Nucleo paraventicolare dell’ipotalamo24. Incremento della secrezione e della sensibilità recettoriale19. Attenuazione dell’ansia, facilitazione del legame sociale e riduzione della reattività dell’amigdala19.
Cortisolo Asse Ipotalamo-Ipofisi-Surrene (HPA)18. Riduzione della secrezione basale e da stress indotto19. Riduzione dello stato infiammatorio sistemico, miglioramento della risposta immunitaria19.
Tono Vagale (vmHRV) Nervo Vago Mielinizzato (Sistema Parasimpatico Ventrale)15. Attivazione del freno vagale; incremento di RMSSD e HF-HRV20. Stabilizzazione del ritmo cardiaco, aumento della flessibilità di adattamento allostatico20.
Metilazione del DNA Recettore dei Glucocorticoidi (Promotore GR ippocampale Exon 17)33. Demetilazione del DNA e aumento dell’acetilazione istonica (H3-K9)33. Aumento stabile dell’espressione del recettore GR, ottimizzazione del feedback dell’asse HPA32.

Il “Tempo della Comunicazione” come “Tempo di Cura”: Analisi Giuridica e Bioetica della Legge 219/2017

La rilevanza clinica della dimensione relazionale ha trovato un fondamentale riconoscimento sul piano legislativo e bioetico in Italia attraverso la Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Disposizioni anticipate di trattamento e consenso informato)36. L’articolo 1, comma 8 della suddetta legge statuisce espressamente che:

«Il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.»36

Questa affermazione legislativa sancisce il definitivo superamento del paternalismo medico in favore di un modello partecipativo e personalizzato, in cui la relazione di cura si fonda sulla fiducia e sul consenso informato, intesi come l’incontro tra l’autonomia decisionale del paziente e la competenza professionale, l’autonomia e la responsabilità del medico37. La legge non considera la comunicazione come un atto puramente burocratico o informativo (la semplice firma di un modulo), bensì come un vero e proprio processo terapeutico e narrativo38.

Il legislatore ha compreso che l’asimmetria informativa e decisionale che caratterizza il rapporto clinico può essere mitigata soltanto dedicando un tempo qualitativo alla spiegazione della diagnosi, della prognosi, dei benefici e dei rischi dei trattamenti, nonché delle possibili alternative terapeutiche, adattando il linguaggio alle capacità di comprensione e allo stato emotivo del singolo soggetto37.

Inoltre, la legge introduce all’articolo 5 lo strumento della Pianificazione Condivisa delle Cure (PCC) in caso di patologie croniche, invalidanti o a prognosi infausta, permettendo una graduale e condivisa elaborazione del percorso terapeutico nel rispetto della volontà del paziente37.

Dal punto di vista bioetico, questa norma valorizza il principio di beneficenza non più imposto unilateralmente dal medico, ma co-costruito attraverso il dialogo autentico38. La formazione dei professionisti della salute alla relazione e alla comunicazione, prevista dalla stessa legge come parte integrante dei programmi universitari e di formazione continua, cessa di essere un’opzione umanistica e diviene un preciso dovere giuridico, deontologico e clinico, coerentemente con il paradigma della MCP insegnato dall’Università Ambrosiana37.

L’Adolescentologia Clinica e il “Decalogo dell’Adolescentologo”

L’adolescenza rappresenta per eccellenza l’età del Kairos, un periodo critico dello sviluppo umano in cui le domande di senso, di verità, di amore e di bellezza emergono con una forza costitutiva ed esistenziale unica, determinando l’orientamento futuro della salute biologica e psichica del soggetto1. In questa delicata fase di transizione, la salute si modella attraverso la risoluzione del conflitto naturale e necessario tra le spinte della pregenitalità (le dimensioni infantili e regressive) e le richieste della genitalità (la maturazione adulta e affettivo-cognitiva)1.

Il Dipartimento di Adolescentologia e di Medicina dell’Adolescenza della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida di Giuseppe R. Brera, ha sviluppato l’Adolescentologia Clinica come disciplina volta a superare la frammentazione specialistica che storicamente parcellizza lo studio dell’adolescente17. Strumento cardine di questo approccio è il “Decalogo dell’Adolescentologo”, un protocollo clinico-educativo che guida il medico a relazionarsi con il giovane paziente non a partire dalle sue patologie o dalle devianze comportamentali, bensì valorizzando i suoi punti di forza, le sue risorse interiori e i suoi fattori protettivi15.

Il Decalogo orienta l’adolescentologo ad agire come un maieuta, strutturando uno spazio di ascolto profondo e sintonizzato (counselling medico) in cui l’adolescente possa sentirsi creduto e rispettato nella propria dignità personale4. All’interno di questa relazione di cura protetta, l’esperienza del significato della vita e la stessa dimensione spirituale o di fede religiosa non vengono considerate come fattori psicologici marginali, ma come potenti attivatori di resilienza biologica e allostatica1.

Come evidenziato dalle ricerche di Brera e Galante, un’autentica adesione a una verità esistenziale è in grado di stimolare la produzione di melatonina e altre molecole ad azione oncostatica e immunomodulante attraverso la regolazione dell’asse pineale, fornendo all’adolescente le risorse biologiche e psicologiche per affrontare le sfide evolutive e proteggersi dalle derive nichiliste del tempo presente1.

La forza teorica del metodo è spiegata anche attraverso la metafora del “lievito” (il dono della fede e della spiritualità) sulla “farina” (la natura umana rispettata e curata): senza la farina della natura umana ben custodita, il lievito non può agire per promuovere la piena maturazione psico-affettiva e biologica del giovane1.

Validazione Scientifica, Risultati Clinici ed Economici del MCCP

L’applicazione del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (MCCP) non possiede unicamente una valenza etica ed epistemologica, ma ha dimostrato una straordinaria efficacia sul piano clinico e della sostenibilità economica dei sistemi sanitari1. Nel 2002 e nel 2003, la Scuola Medica di Milano ha realizzato la prima ricerca scientifica al mondo volta a valutare gli effetti dell’insegnamento e dell’applicazione del MCCP nella pratica clinica8.

I dati raccolti, validati a livello internazionale, hanno evidenziato un impatto clinico e organizzativo di eccezionale portata, quantificabile in parametri specifici:

  • Un incremento del 95% nella comprensione empatica e globale dei problemi reali del paziente da parte dei clinici formati al metodo1.
  • Una riduzione del 70% dei costi sanitari complessivi non necessari1. Tale abbattimento della spesa è il risultato diretto della drastica diminuzione delle prescrizioni farmacologiche inappropriate, della richiesta di esami strumentali e di laboratorio superflui (spesso dettati dall’ansia diagnostica del medico) e della significativa riduzione delle richieste di ricovero ospedaliero d’urgenza1.
  • Un aumento netto del livello di soddisfazione professionale dei medici e di aderenza terapeutica (compliance) da parte dei pazienti9.

Questo risparmio di sofferenza e risorse economiche dimostra che il tempo dedicato alla comunicazione e alla Diacrisi non rappresenta un costo o una perdita di efficienza per le strutture sanitarie, ma costituisce il più potente strumento di prevenzione e di razionalizzazione della spesa pubblica, configurando un modello di “Salute Responsabile”2.

La tabella sottostante illustra quantitativamente i risultati clinici ed economici dello studio pilota condotto dall’Università Ambrosiana rispetto al modello biomedico convenzionale:

 

Parametro Valutato Modello Convenzionale (Biomedico) Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) Significato Clinico e Allostatico
Comprensione clinica globale Standardizzata, basata su reperti d’organo1. Incremento del 95% della comprensione del paziente1. Integrazione della dimensione bio-psico-spirituale e delle risorse soggettive2.
Costi sanitari non necessari Elevati (medicina difensiva, iper-diagnosi)4. Riduzione del 70% delle spese superflue1. Eliminazione di esami strumentali e farmaci inappropriati dettati da ansia diagnostica9.
Richieste di ospedalizzazione Frequenti per sintomi non chiariti biologicamente4. Significativa riduzione dei ricoveri inappropriati4. Gestione territoriale basata sul coping e sul rafforzamento dei fattori protettivi1.
Soddisfazione professionale Elevato tasso di burnout e depersonalizzazione49. Elevato senso di autoefficacia e significato terapeutico9. Prevenzione del burnout medico grazie alla sintonia relazionale50.

Quadro Bibliografico

La letteratura scientifica prodotta nell’ambito della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, unitamente alle scoperte cardine della biologia molecolare ed epigenetica citate nel presente rapporto, viene strutturata nella seguente tabella:

 

ID Autore/i Titolo della Pubblicazione Riferimento Bibliografico Vancouver Contributo Epistemologico e Clinico Chiave
1 Brera GR11. A Revolution for Clinical Method and Bio-Medical Research: the Determinate and the Quality Indeterminate Relativity of Biological Reactions. Brera GR. A revolution for medical science and biomedical research: the determinate and the quality indeterminate relativity of biological reactions. Milan: Ambrosiana University; 199647. Prima formulazione teorica del principio di relatività delle reazioni biologiche e superamento del determinismo lineare8.
2 Brera GR10. The Manifesto of Person-Centered Medicine. Brera GR. The manifesto of person-centered medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1999;14:7-1147. Presentazione ufficiale del nuovo paradigma epistemologico e delle tre dimensioni (corpo, mente, spirito) della persona10.
3 Brera GR47. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Brera GR. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa-Roma: Istituto Editoriale Poligrafico Internazionale; 200147. Definizione delle linee guida pedagogiche e dei curricula formativi per l’educazione medica basata sulla persona44.
4 Brera GR12. Person-centered medicine: theory, teaching and research. Brera GR. Person-centered medicine: theory, teaching and research. Int J Pers Cent Med. 2011;1(1):79-8947. Sintesi storica e scientifica dei primi dieci anni di applicazione del MCCP e delle sue radici nel Counselling Medico8.
5 Brera GR47. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: University Ambrosiana Publishing; 202147. Trattato sistematico del metodo clinico, dei protocolli operativi della Diacrisi e delle evidenze di efficacia clinica ed economica53.
6 Galante V2. Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Galante V. Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person-Centered Medicine Preprint. Milan: Università Ambrosiana; 20212. Analisi speculativa e filosofica della tensione dialettica tra il riduzionismo bio-meccanico e l’antropologia medica unitaria2.
7 Galante V, Porta M47. Il Decalogo dell’adolescentologo. Galante V, Porta M. Il Decalogo dell’adolescentologo. In: Brera GR, editor. La persona dell’adolescente e la medicina centrata sulla persona. Proceedings of the Conference; 2024 Jun 1; Milan, Italy. Milan: Edizioni Università Ambrosiana; 2024. p. 22-3547. Protocollo clinico-educativo per l’applicazione strutturata della MCP e della maieutica relazionale all’età evolutiva15.
8 Brera GR6. The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology. Brera GR. The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology. Person-Centered Medicine Journal. 2025;XV:ID347. Integrazione finale tra libertà del soggetto, verità e salute nel contesto dell’epistemologia della vita del XXI secolo6.
9 Weaver IC et al.33. Epigenetic programming by maternal behavior. Weaver IC, Cervoni N, Champagne FA, D’Alessio AC, Sharma S, Seckl JR, Szyf M, Meaney MJ. Epigenetic programming by maternal behavior. Nat Neurosci. 2004;7(8):847-5433. Dimostrazione sperimentale della modificazione epigenetica (metilazione del DNA ippocampale) indotta dalla qualità delle cure relazionali33.
10 Parlamento Italiano36. Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento. Legge 22 dicembre 2017, n. 219. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, n. 12, 16 gennaio 201836. Riconoscimento giuridico e bioetico del tempo della comunicazione come effettivo tempo di cura36.

Nuove Prospettive e Conclusioni Clinico-Scientifiche

Il tempo della relazione empatica non costituisce un elemento accessorio o un semplice veicolo di umanizzazione della cura, bensì rappresenta l’essenza stessa dell’atto clinico e terapeutico1. La Medicina Centrata sulla Persona formulata da Giuseppe Rodolfo Brera fornisce la cornice epistemologica, scientifica e metodologica per comprendere come la soggettività, la libertà di scelta e l’attribuzione di significato del paziente interagiscano direttamente con la sua biologia1.

Attraverso la costante Kairologica e l’equazione della salute, la MCP dimostra che la cura necessita della transizione dal tempo cronometrico delle prestazioni industriali al tempo qualitativo del Kairos1. I processi di sintonizzazione emotiva, operati clinicamente tramite la Diacrisi e l’Epokè Fenomenologica, trovano una precisa corrispondenza biologica nella modulazione del tono vagale (HRV), nella riduzione dell’attività dell’asse HPA e nei processi di programmazione epigenetica ippocampale15.

Questo approccio maieutico, applicato con successo nell’adolescentologia, risponde non solo a un imperativo etico e a un preciso quadro normativo sancito dalla Legge 219/2017, ma si rivela l’unica via scientificamente fondata per garantire l’efficacia terapeutica e la sostenibilità economica dei moderni sistemi sanitari1.

Bibliografia

:

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[1]  Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Adolescenti e Verità: Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e la Scienza della Relazione Maieutica

Adolescenti e Verità: Il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e la Scienza della Relazione Maieutica

Vito Galante[1]

Abstract

This research report explores the profound epistemological and clinical relationship between the concept of truth and adolescent health within the framework of Person-Centered Medicine (PCM), as developed by the Milan School of Medicine at Università Ambrosiana. Moving beyond the reductionist bio-mechanical paradigm, this study presents health as an existential construct defined by the “choice of true possibilities to be the best human person.” Central to this analysis is the Health Relativity Theory (HRT), which formalizes health probability through the interaction of interpretation quality, choice quality, and the kairological constant. For the adolescent, the quest for truth is not merely cognitive but a biological and ontological necessity. The report integrates advanced scientific evidence from Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI), allostasis, and epigenetics to demonstrate how subjective interpretation and the resolution of moral conflicts—specifically the tension between genitality and pregenitality—modulate physiological outcomes such as cytokine production, neuroendocrine rhythms, and telomere length. By analyzing the Person-Centered Clinical Method (PCCM) and its core procedures of Diacrisis and Clinical Epokè, the research demonstrates a significant clinical effectiveness (95% improvement in patient understanding). The report concludes that modern medicine must evolve into a “maieutics of human dignity,” where the physician acts as a mediator of truth and resilience, facilitating the adolescent’s natural teleonomy toward truth, love, and beauty.

Keywords: Giuseppe Rodolfo Brera; Person-Centered Medicine; Adolescentology; Kairology; Health Relativity Theory; Truth; PNEI; Epigenetics; Allostasis; Resilience.

L’Emergenza di un Nuovo Paradigma: Oltre la Frammentazione Bio-Tecnologica

Il panorama medico contemporaneo attraversa una crisi identitaria senza precedenti, caratterizzata da un paradosso fondamentale: mentre il progresso biotecnologico raggiunge vette di precisione molecolare mai viste, la relazione clinica soffre di una frammentazione che riduce l’essere umano a una collezione di meccanismi isolati.1 Questa scissione non è un semplice problema di “umanizzazione” superficiale, ma il risultato di un errore epistemologico radicato nel riduzionismo meccanicista che ha dominato la scienza moderna.1 La medicina convenzionale, spesso intrappolata in un “analfabetismo epistemologico,” ha interpretato la malattia come un mero guasto deterministico di una macchina biologica pre-determinata.1

La risposta a questa crisi è giunta dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, sotto la guida di Giuseppe Rodolfo Brera, che nel 1998 ha ufficialmente introdotto il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM).1 Questo cambiamento non rappresenta solo un’integrazione di discipline, ma una vera e propria rivoluzione scientifica e filosofica che pone al centro l’unità teleonomica del paziente.1 Il superamento della frammentazione richiede un passaggio radicale: dal considerare l’uomo come una somma di parti biologiche al riconoscerlo come un’unità indissolubile di corpo, mente e spirito, la cui salute dipende intrinsecamente dalla qualità della sua interpretazione del mondo e dalla ricerca della verità.1

La Medicina Centrata sulla Persona si fonda sull’interazionismo e sull’indeterminismo, superando la linearità causa-effetto del modello biomedico tradizionale.1 In questo contesto, la salute viene ridefinita non come assenza di sintomi, ma come “la scelta delle vere possibilità per essere la migliore persona umana”.1 Questa definizione sposta l’asse della clinica dall’osservazione oggettivante alla partecipazione soggettiva, dove la verità diventa un parametro biologico fondamentale.4

Dimensione Paradigma della Frammentazione Paradigma dell’Unità (Brera)
Concezione della Realtà Leggi naturali determinate; conoscenza ridotta a numeri (Positivismo). Verità rivelata dall’interazione soggetto-oggetto nell’atto conoscitivo.
Epistemologia dell’Uomo Deterministica; l’uomo come macchina biologica pre-determinata. Indeterministica; trascendentale; l’uomo come unità teleonomica di corpo, mente, spirito.
Concetto di Salute Benessere psicofisico (OMS 1948) risultante in omeostasi. Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona persona umana; allostasi.
Patologia Alterazione di leggi biologiche soggette a causalità lineare. Cambiamenti allostatici multifattoriali derivanti da interazioni ambiente-persona.
Obiettivo Clinico Recupero clinico attraverso la riparazione del danno biologico (Cure). Recupero inseparabile dall’essere persona; promozione di dignità e resilienza (Care & Cure).
Relazione Medico-Paziente Tecnico vs. Oggetto (Asimmetrica e meccanicistica). Persona vs. Persona (Alleanza Maieutica).

Fonte: Confronto Epistemologico adattato da Brera G.R. e Galante V. 1

Fondamenti Epistemologici: Il Logos e l’Inversione Ontologica

L’impalcatura teorica di Giuseppe Rodolfo Brera affonda le sue radici in una visione antropologica che rifiuta il dualismo cartesiano per abbracciare la fenomenologia personalista ancorata alla metafisica aristotelica.1 Mentre il pensiero moderno è stato dominato dal “Cogito ergo sum,” che ha separato il pensiero dalla materia, Brera propone l’inversione ontologica “Sum ergo cogito”: la luce del Logos esiste prima del pensiero, e l’essere precede l’attività cognitiva.1 Questa premessa è vitale per comprendere l’unità della persona: il corpo non è un involucro, ma l’espressione biologica di una soggettività spirituale.1

Il concetto di verità nella PCM non è un dato statico, ma un processo dinamico di scoperta del significato dell’essere nell’esistenza.1 L’essere umano è dotato di una teleonomia intrinseca—una direzione naturale verso la verità, l’amore e la bellezza.1 Questa direzione viene scoperta con particolare intensità durante l’adolescenza, intesa come il tempo in cui le domande di senso diventano costitutive della salute stessa.1 Quando la relazione clinica ignora questa dimensione teleonomica, il paziente viene lasciato solo nel suo “pathos,” privo di un quadro di riferimento che possa trasformare la sofferenza in un’occasione di crescita.1

L’influenza del cristianesimo e della filosofia classica (Socrate, Platone, Aristotele, Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino) è esplicita nel Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona.1 Brera riconosce la radice della dignità individuale come un dono divino, un elemento che trasforma l’atto medico in un dovere sacro di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.1 In questo senso, la medicina diventa una “maieutica della dignità umana,” dove il medico agisce come un maieuta che aiuta il paziente a partorire la propria verità interiore.1

Adolescenza e Verità: Il Kairos dell’Esistenza

L’Adolescentologia, nel pensiero di Brera, non è una sottospecialità della pediatria o della medicina interna, ma una “nuova scienza multidisciplinare” che studia l’uomo in una fase cruciale di rivelazione ontologica.1 L’adolescenza è definita come il momento in cui appaiono nuove possibilità per percepire e costruire la realtà; è il Kairos dell’esistenza, il momento opportuno in cui l’individuo sperimenta per la prima volta la tensione tra i propri limiti e le infinite possibilità dell’essere.4

Durante questo periodo, lo sviluppo del pensiero logico-ipotetico-deduttivo determina il “pathos” adolescenziale: la consapevolezza delle possibilità infinite che si aprono davanti al soggetto.1 È in questa fase che emerge il “Sé-possibile,” una dimensione di apertura al mistero che richiede una scelta necessaria tra le varie possibilità per realizzare la propria identità reale.4 La crescita verso la piena umanità richiede la trasformazione del “posso essere per” in “devo essere per,” trasformando la possibilità in responsabilità soggettiva verso la verità.4

La Ricerca di Senso come Imperativo Biologico

Per l’adolescente, la ricerca della verità non è un esercizio intellettuale astratto, ma una necessità vitale che Brera definisce “chiamata naturale a dare un significato reale alla propria vita”.1 Questa ricerca di senso è la protezione fondamentale contro quella che viene definita “Sindrome di Mercurio”—la dipendenza da smartphone e la gratificazione istantanea che intrappolano l’adolescente in una comunicazione finalizzata esclusivamente alla soddisfazione biologica, impedendo la trascendenza.4

La verità, nel contesto della medicina centrata sulla persona, è legata alla capacità dell’adolescente di rispondere alle domande fondamentali sulla propria natura.1 Se l’adolescente percepisce la propria vita come dotata di un significato oggettivo, la sua resilienza aumenta drasticamente.1 Al contrario, la perdita della consapevolezza della necessità della verità naturale del bene può bloccare lo sviluppo psicologico e morale, portando a una frammentazione dell’identità che si traduce in vulnerabilità organica.11

Il Conflitto tra Genitalità e Pregenitalità

Uno degli aspetti più originali e profondi della ricerca di Brera riguarda il conflitto tra “genitalità” e “pregenitalità” come asse portante della maturazione adolescente.11 Questo conflitto non è solo psicologico, ma epistemico e morale. La pregenitalità rappresenta la tendenza regressiva, narcisistica e frammentata, mentre la genitalità rappresenta l’apertura teleonomica all’altro e alla verità dell’amore.8

Brera sostiene che l’attuale contesto culturale soffre di un “analfabetismo ignorante” che cerca di estinguere il sano e necessario conflitto tra queste due dimensioni, portando a una catastrofica separazione tra morale e vita vissuta.12 La perdita del confine tra vero e falso, tra bene e male, danneggia profondamente il sistema immunitario e lo sviluppo logico-affettivo-psicosessuale dell’adolescente.11 Il sistema immunitario stesso, nella sua capacità di distinguere il “sé” dal “non-sé,” funge da metafora biologica della necessità di questa discriminazione tra vero e falso per la sopravvivenza della persona.11

La Teoria della Relatività della Salute (HRT)

Contro la frammentazione deterministica che vede la salute come un dato statico dipendente solo dalla genetica o dai patogeni, Brera introduce la Teoria della Relatività della Salute (HRT).1 Questa teoria postula che le reazioni biologiche siano relative alla qualità dell’interpretazione e delle scelte della persona.1 La salute viene formalizzata attraverso un’equazione che integra la dimensione Kairologica:

Hp= K(IqX Cq)

  • Hp (Health Probability): La salute vista come potenzialità dinamica.1
  • K (Costante Kairologica): Rappresenta la naturale ricerca di senso e l’incognita dell’imprevedibilità legata alla creatività umana.1
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Il modo in cui la persona interpreta la propria esperienza simbolica.1
  • Cq (Qualità della Scelta): La qualità delle scelte fatte in libertà e verità.1

Questa formalizzazione matematica trasforma l’esistenza in un calcolo di probabilità dove la soggettività non è un rumore di fondo, ma il moltiplicatore principale del benessere.1 Se la qualità dell’interpretazione (Iq) è orientata verso il vero significato dell’essere, la probabilità di salute (Hp) aumenta, modulando positivamente le reazioni biologiche anche in presenza di stimoli negativi.1 Questo modello è stato validato clinicamente, dimostrando che i pazienti che partecipano attivamente alla costruzione di significato della propria malattia hanno esiti clinici superiori.6

L’Unità Biologica: Allostasi, PNEI ed Epigenetica

Il paradigma dell’unità non è un’astrazione filosofica, ma trova solide conferme nelle scienze biologiche avanzate.1 Brera ancora la PCM alla transizione fondamentale dalla fisiologia dell’omeostasi di Cannon alla fisiologia dell’allostasi di Sterling ed Eyer.1

Allostasi e Carico allostatico

L’allostasi spiega come l’organismo mantenga la stabilità attraverso il cambiamento, mediato dalla percezione cerebrale dell’ambiente.16 A differenza dell’omeostasi, che cerca di mantenere parametri fissi, l’allostasi è un processo predittivo e adattivo orchestrato dal cervello come organo di significato.18 Tuttavia, quando lo stress diventa cronico—spesso a causa di una “qualità dell’interpretazione” deficitaria o di conflitti esistenziali irrisolti—si verifica il “carico allostatico,” ovvero l’usura multisistemica che porta alla malattia.17

Concetto Definizione Implicazione Clinica nella PCM
Omeostasi Mantenimento della costanza interna tramite feedback negativi. Modello meccanicista; focus sulla correzione del sintomo.
Allostasi Stabilità attraverso il cambiamento; regolazione predittiva. Focus sulla percezione soggettiva e l’adattamento ambientale.
Carico Allostatico Usura cumulativa dei sistemi di adattamento sotto stress cronico. Risultato biologico di una vita priva di senso o verità (basso Iq).
Resilienza Capacità di mantenere l’allostasi senza accumulare carico eccessivo. Potenziata dalla ricerca di verità e dai fattori protettivi spirituali.

Fonte: Sintesi dei modelli di Sterling, Eyer e Brera 1

Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

La conferma definitiva dell’unità della persona giunge dalla PNEI, che studia la comunicazione molecolare tra sistema immunitario, endocrino e nervoso.1 Le ricerche di Maestroni e Lissoni hanno dimostrato che gli stati affettivi e spirituali modulano direttamente la produzione di citochine e i ritmi neuroendocrini.1

In particolare, il lavoro di Paolo Lissoni descrive due assi funzionali contrapposti:

  1. Asse Oppioide-Surrenalico: Prevalentemente immunosoppressivo; attivato in condizioni di stress, depressione e perdita di significato.24
  2. Asse Cannabinoide-Pineale: Immunostimolante e associato alla percezione del piacere e alla “espansione spirituale della mente”.24

Questi dati scientifici dimostrano che la fede e la ricerca della verità non sono “accessori psicologici,” ma modulatori biochimici reali.1 Un atto di fede inteso come adesione alla verità trascendente può attivare l’asse pineale, favorendo la produzione di melatonina e altre molecole oncostatiche, migliorando la resilienza biologica dell’adolescente.24

Epigenetica e Modulazione del Genoma

L’epigenetica rappresenta l’anello mancante tra soggettività e biologia molecolare. Brera cita le ricerche di Moshe Szyf e Michael Meaney sulla modulazione genica operata dalle cure materne, dimostrando che l’esperienza vissuta può modificare l’espressione dei geni in modo duraturo.1 Inoltre, il lavoro di Pier Mario Biava sul “Codice Epigenetico” suggerisce che è possibile riprogrammare le cellule cancerose utilizzando fattori di differenziazione embrionale, trattando l’informazione cellulare come un codice di significato.1

Queste scoperte confermano che la biologia non è un destino scritto, ma un sistema aperto e relativo alla “qualità della persona”.1 La verità dell’adolescente, espressa attraverso le sue scelte e il suo coping, diventa un segnale epigenetico che modella la sua salute futura.4

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (MCCP): La Diacrisi

La traduzione pratica del superamento della frammentazione è il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (MCCP), introdotto ufficialmente nel 1999.1 Questo metodo cambia radicalmente le operazioni cliniche introducendo la “Diacrisi” come fase antecedente alla diagnosi nosografica tradizionale.1

La Diacrisi e l’Epokè Clinica

La frammentazione clinica è spesso alimentata dall’ansia diagnostica del medico, che cerca immediatamente di etichettare la malattia per scaricare la responsabilità tecnica.1 Brera insegna invece l’uso dell’”Epokè Clinica”—la sospensione del giudizio derivata dalla fenomenologia di Husserl—per concentrarsi sulla “Diagnosi della Persona”.1

La procedura della Diacrisi si articola in fasi precise che mirano a ricostruire l’unità del paziente:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico deve creare un’atmosfera di Accettazione, Comprensione e Aiuto, fondamento della maieutica relazionale.1
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dei fenomeni empatici e del pensiero analogico, per connettersi oltre i dati verbali.1
  3. Inizio Interlocutorio: Ascolto del problema personale prima di quello clinico, dando spazio alla parola simbolica del paziente.1
  4. Epokè Clinica: Sospensione dell’ansia diagnostica nosografica per rispettare il mistero umano.1
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Identificazione della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi spirituali e affettivi.1
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Valutazione fisiologica tradizionale integrata con la simbologia espressa dal paziente.1
  7. Diagnosi della Persona: Sintesi multidimensionale di Spirito (il senso), Mente (coping e affetti) e Corpo (variabili biologiche).1

L’applicazione clinica del MCCP ha dimostrato risultati straordinari: un miglioramento del 95% nella comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari, derivante dall’eliminazione di esami e prescrizioni superflue dovute a una diagnosi più accurata dell’unità persona-malattia.1

Fede e Religiosità: Il “Lievito” della Salute Adolescenziale

Un pilastro fondamentale della ricerca di Brera e Galante riguarda il ruolo della fede e dell’esperienza religiosa nella promozione della salute degli adolescenti.1 La fede non è vista come una stampella psicologica, ma come un meccanismo intrinseco di resilienza che attiva le risorse profonde della persona.1

La Metafora del Lievito e della Farina

Per spiegare il funzionamento della fede cristiana nella vita di un adolescente, Brera utilizza la metafora del “lievito” sulla “farina” della natura umana.1 Senza la “farina” (la natura umana rispettata e curata), il “lievito” (il dono della fede) non può agire per promuovere la maturazione psico-affettiva.1 Questo implica che un’esperienza religiosa autentica deve essere incarnata e rispettosa della teleonomia della persona.1

Fattore Protettivo Funzione nella Salute dell’Adolescente Base Scientifica (PCM)
Religione/Fede Fornisce la “spina dorsale esistenziale”; orienta verso la verità oggettiva. Attivazione dell’asse pineale; riduzione del carico allostatico via Iq.
Cure Materne (QRF) Base sicura per l’esplorazione del mondo e del significato. Modulazione epigenetica dei recettori dei glucocorticoidi.
Ricerca della Verità Protezione contro il nichilismo e la frammentazione identitaria. Correlazione con la lunghezza dei telomeri e la qualità del coping.
Stili di Vita Sani Supporto materiale all’unità corpo-mente. Allostasi metabolica e prevenzione delle malattie croniche.

Fonte: Elaborazione dei fattori protettivi secondo Brera G.R. 1

La fede, intesa come adesione a una verità trascendente rivelata come amore, fornisce all’adolescente il coraggio di “andare controcorrente” rispetto alle mode nichiliste del tempo.1 Questo atto di coraggio ha un impatto biologico diretto, aumentando la probabilità di salute (HP)) attraverso il miglioramento della qualità della scelta (Cq) e dell’interpretazione (Iq).1

Il Medico come Maieuta della Dignità Umana

Il pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera obbliga a guardare oltre i tecnicismi medici. La vera unità nella relazione clinica si realizza quando il medico riconosce il paziente non come un “caso,” ma come una persona creata per la verità, l’amore e la bellezza.1 La frammentazione è la ferita della modernità—una scissione che ha privato la medicina della sua anima maieutica.1

Il medico, agendo come un “consulente esistenziale” e un “maieuta della dignità umana,” aiuta l’adolescente a vivere la propria crescita e anche l’eventuale malattia come un’opportunità (Kairos) per ricomporre i frammenti di un’esistenza ferita.1 Questo approccio richiede che il medico stesso sia formato non solo nelle scienze dure, ma anche nella filosofia della persona e nella Kairologia, per poter guidare il paziente verso la trascendenza e la realizzazione della propria identità umana.6

La medicina centrata sulla persona non è dunque solo una tecnica clinica, ma un atto etico e civile che difende la libertà e la verità dell’individuo contro ogni riduzionismo.4 In un mondo sempre più frammentato, il ritorno alla verità come fondamento della salute rappresenta l’unica via per una guarigione autentica e duratura.1

Conclusioni: Verso una Medicina della Trascendenza

La ricerca condotta presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana dimostra che il legame tra adolescenti, verità e salute è indissolubile.1 Il superamento del riduzionismo bio-meccanico in favore del paradigma dell’unità non è solo una necessità clinica, ma un imperativo ontologico.1

In sintesi, i punti chiave che emergono da questo lavoro sono:

  • La salute è una funzione della scelta delle vere possibilità per essere una persona umana(Hp= K (Iq x Cq).1
  • L’adolescenza è la fase critica di scoperta della verità teleonomica, dove il conflitto tra genitalità e pregenitalità modella l’identità futura.4
  • La biologia umana (PNEI, Allostasi, Epigenetica) è intrinsecamente responsiva al significato e alla verità percepita dal soggetto.1
  • Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona, attraverso la Diacrisi, offre uno strumento operativo per trattare l’individuo nella sua integrità, riducendo drasticamente sofferenze e costi.1

La medicina del futuro deve dunque essere una medicina della persona, capace di integrare l’indeterminismo della fisica quantistica con la biologia molecolare e la fenomenologia spirituale.1 Solo riconoscendo la superiorità della persona su ogni riduzionismo, e il valore della verità come bussola dell’esistenza, la professione medica potrà tornare alla sua missione originaria: essere custode e promotrice della dignità umana in ogni sua fase, a partire dalla splendida e drammatica ricerca di verità dell’adolescente.1

Bibliografia

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[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Epigenetica Relazionale e Morale: La Rivoluzione del Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano

Vito Galante*

Abstract

The Person-Centered Medicine (PCM) paradigm, developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University by Professor Giuseppe R. Brera, represents an epochal epistemological shift from a mechanistic-reductionist model to an interactionist-teleonomic framework. This report explores the advanced research on “Relational and Moral Epigenetics,” which posits that human health is a relative process determined by the quality of coping and the subjective interpretation of experience. Relational epigenetics describes how social and affective interactions are molecularly transduced into biological changes through neuromodulation and gene expression. Moral epigenetics emphasizes the biological impact of existential choices and the person’s quest for truth, love, and beauty, which act as primary regulators of allostatic stability. The synthesis of clinical psychoneuroimmunology, kairology, and the epigenetic code discovery by Piermario Biava provides a unified theory of human nature. This paradigm validates the Person-Centered Clinical Method (PCCM) as a maieutic tool to induce resilience and prevent chronic, degenerative, and infectious diseases by promoting the person’s transcendent dignity.

Keywords: Person-Centered Medicine, Relational Epigenetics, Moral Epigenetics, Health Relativity Theory, Teleonomy, Kairology, Adolescentology, Giuseppe R. Brera, Milan School of Medicine.

L’Epistemologia della Medicina Centrata sulla Persona e il Cambio di Paradigma

La scienza medica contemporanea si trova a un punto di svolta critico, segnato dal passaggio da una visione meccanicistica e deterministica della salute a un modello interazionista e personalistico. Questo cambiamento di paradigma, avviato formalmente tra il 1995 e il 1996 da Giuseppe R. Brera presso l’Università Ambrosiana e la Scuola Medica di Milano, ha ridefinito le basi epistemologiche della ricerca biomedica e della pratica clinica.1 La Medicina Centrata sulla Persona (PCM) non si configura semplicemente come un’estensione dell’umanesimo medico, ma come una struttura scientifica rigorosa che integra le scienze biologiche di base con le discipline umanistiche.1

L’insufficienza del modello biomedico tradizionale, spesso descritto come “riduzionismo bio-tecnologico”, risiede nella sua incapacità di cogliere la complessità della natura umana, limitandosi a studiare la malattia come un guasto meccanico.2 Al contrario, la PCM introduce il concetto di “relatività indeterminata delle reazioni biologiche”, suggerendo che la risposta dell’organismo a qualsiasi stimolo non è fissa, ma dipende dalla qualità del “coping” e dall’interpretazione soggettiva della realtà.4 Questa intuizione, pubblicata per la prima volta da Brera nel 1996, ha posto le basi per una rivoluzione paragonabile a quella avvenuta nel secolo scorso con il passaggio dalla fisica classica alla meccanica quantistica.1

Nel 1999, la pubblicazione del “Manifesto Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona” ha sancito ufficialmente la nascita di questo nuovo paradigma, che vede la salute non come mera assenza di malattia, ma come il “fiorire della vita dell’individuo” attraverso la costruzione di fattori protettivi capaci di neutralizzare i fattori di rischio.2 Questo processo coinvolge l’interazione teleonomica tra corpo, mente e spirito, dove ogni dimensione ha pari valore scientifico e clinico.4

 

Caratteristica del Paradigma Medicina Meccanicistica (Tradizionale) Medicina Centrata sulla Persona (PCM)
Fondamento Epistemologico Determinismo lineare (S-A: Stimolo-Risposta) Indeterminismo interazionista (S-P-A: Stimolo-Persona-Risposta) 2
Visione dell’Uomo Somma di organi e funzioni bio-molecolari Unità tridimensionale: corpo, mente, spirito 3
Definizione di Salute Stato statico di benessere psicofisico (OMS 1948) Processo dinamico di adattamento creativo e scelta di possibilità vere per essere la migliore persona umana possibile 2
Metodo Clinico Diagnosi tecnica centrata sul “Cosa” (malattia) Maieutica della persona centrata sul “Chi” (persona) 3
Ruolo della Biologia Determinante assoluto della salute Reattività relativa alla qualità dell’esperienza5

Il consolidamento istituzionale di questo approccio è avvenuto con l’introduzione, nel 1998, di un nuovo curriculum nell’educazione medica pre-laurea presso la Scuola Medica di Milano, scritto interamente secondo la teoria della PCM.1 Da allora, l’Università Ambrosiana è diventata il punto di riferimento mondiale per la formazione dei medici in questo ambito, promuovendo una ricerca che non separa più lo spirito (la domanda naturale di significato della vita) dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche.2

Epigenetica Relazionale: La Biologia dell’Incontro e dell’Affettività

L’epigenetica relazionale rappresenta una delle aree più avanzate della ricerca condotta dalla Scuola Medica di Milano. Essa esplora i meccanismi attraverso i quali le esperienze sociali e le relazioni interpersonali vengono registrate nel DNA, influenzando il fenotipo metabolico, immunitario e comportamentale.5 Secondo le ricerche di Brera, avviate già negli anni ’80 con lo studio dei fenomeni empatici nella relazione medico-paziente, la soggettività e le relazioni non sono entità astratte, ma potenti modulatori dell’espressione genica.8

Il meccanismo fondamentale dell’epigenetica relazionale risiede nella trasduzione molecolare dell’esperienza. Quando un individuo vive un’interazione affettiva o sociale, questa viene interpretata dal sistema nervoso centrale e tradotta in una cascata di neuromodulatori, ormoni e cambiamenti immunitari.10 Questi segnali biochimici agiscono come interruttori epigenetici che regolano l’attività dei geni senza alterare la sequenza del DNA.5

Un dato cruciale emerso dalla ricerca interazionista riguarda l’impatto dello stress precoce e della qualità delle cure relazionali sulla metilazione del DNA. In particolare, il recettore dei glucocorticoidi, presente in ogni tessuto umano e fondamentale per la risposta allo stress, è soggetto a regolazione epigenetica in base alla qualità dell’ambiente interpersonale.5 Una relazione di cura positiva e sicura può indurre una metilazione favorevole, aumentando la resilienza del sistema allostatico, mentre relazioni traumatiche o deprivanti possono causare danni epigenetici persistenti.5

In questo contesto, il metodo clinico stesso diventa un agente terapeutico epigenetico. La creazione dell’”effetto antropico” all’inizio del rapporto clinico — ovvero la disposizione affettiva del medico ad accettare, comprendere e aiutare — attiva circuiti biologici che predispongono il paziente alla guarigione.3 La ricerca suggerisce che le intenzioni di guarigione e l’empatia vengano trasmesse attraverso dimensioni spazio-temporali che influenzano la biologia molecolare del paziente in modo più rapido di quanto precedentemente ipotizzato dalla medicina bio-tecnologica.3

Meccanismi Molecolari della Trasduzione Soggettiva

La ricerca della Scuola Medica di Milano ha identificato diverse vie attraverso le quali la soggettività relazionale modula la biologia:

  • Regolazione Recettoriale: La diversa qualità dei recettori cellulari che ricevono segnali dai sistemi neuro-ormonali e immunitari è influenzata dallo stato affettivo della persona.10
  • Modulazione PNEI: L’interazione tra psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario è governata da una logica interazionista in cui le emozioni attivano specifici pattern di espressione genica.10
  • Allostasi Antivirale: Anche la suscettibilità alle infezioni, come dimostrato negli studi sul SARS-COV 2, è relativa allo stato metabolico e immunitario dell’individuo, il quale è a sua volta modellato dalle sue interazioni relazionali e dal suo livello di stress.5

L’epigenetica relazionale sposta quindi l’attenzione dal solo agente patogeno alla vulnerabilità o resilienza del “terreno” biologico, che è intrinsecamente legato alla storia relazionale del soggetto.2 Questo approccio ha portato alla formulazione della “Teoria della Relatività dell’Infezione”, che considera l’interazione tra soggettività, variabili biologiche e ambiente relazionale.8

Epigenetica Morale e la Teleonomia della Natura Umana

L’epigenetica morale rappresenta l’integrazione della dimensione etica e spirituale nella scienza medica. Questo concetto, centrale nella PCM di Giuseppe R. Brera, postula che le scelte esistenziali, i valori morali e la ricerca di significato non siano solo questioni filosofiche, ma variabili determinanti per la salute biologica.4 La tesi di fondo è che la natura umana sia orientata da una “teleonomia naturale”, una tendenza intrinseca verso la realizzazione di verità, amore e bellezza.4

Secondo il Manifesto della PCM, l’uomo non è un insieme casuale di reazioni chimiche, ma un soggetto teleonomico la cui vita è finalizzata alla realizzazione di una soggettività libera e responsabile.4 Quando l’individuo agisce in coerenza con questa natura profonda, costruisce fattori protettivi che promuovono l’allostasi e la salute.4 Al contrario, un conflitto soggettivo inconscio tra la tendenza ideale verso il bene e la realtà vissuta può generare uno squilibrio che si manifesta come malattia.5

L’epigenetica morale suggerisce che il “codice epigenetico” risponda alla qualità della vita morale. La scelta di “essere la migliore versione di sé stessi” (formulata da Brera nel 2011) non è solo un ideale etico, ma una strategia di sopravvivenza biologica.5 In questo senso, la medicina diventa una “scienza della sofferenza” che aiuta la persona a scoprire il significato del proprio dolore, trasformandolo in un kairos (momento opportuno) per la crescita personale.2

 

Dimensione Morale Correlato Epigenetico/Biologico Implicazione Clinica
Ricerca della Verità Riduzione del conflitto inconscio e dello stress ossidativo 4 Diagnosi come maieutica della verità interiore 3
Atto d’Amore Attivazione di neuromodulatori pro-sociali e potenziamento immunitario 4 La solidarietà ospedaliera come farmaco per l’uomo 2
Esercizio della Libertà Scelta di stili di vita che modulano positivamente il DNA 5 La salute come capacità di scelta e responsabilità 7
Senso del Sacro Unificazione dei mondi biologico, simbolico e spirituale 4 Rispetto della dignità trascendente nella cura 9

Questa visione è supportata dalla “Teoria della Relatività della Salute” (HRT), la quale afferma che la salute dipende dalla capacità interpretativa della persona rispetto alle proprie possibilità di esperienza.8 Se l’individuo possiede risorse morali e spirituali solide, può interpretare gli eventi avversi in modo da mantenere l’integrità del proprio sistema biologico, inducendo una resilienza che neutralizza i danni genetici ed epigenetici.2

L’epigenetica morale trova una sua applicazione specifica nell’adolescentologia clinica, dove il compito evolutivo primario del giovane è rispondere alla domanda di identità attraverso la ricerca di valori oggettivi.11 La frammentazione epistemologica che ignora la dimensione spirituale dell’adolescente è considerata “iatrogena” dalla Scuola Medica di Milano, in quanto impedisce lo sviluppo di quella coesione interna necessaria per una salute duratura.2

Adolescentologia e Kairologia: Il Modello Unitario dello Sviluppo

L’adolescentologia, definita da Giuseppe R. Brera nel 1987 come una teoria dell’adolescenza centrata sulla persona, costituisce il pilastro clinico della PCM.8 Essa si basa sulla “Kairologia”, un modello ermeneutico della natura umana presentato per la prima volta nel 1993, che vede lo sviluppo umano come una sequenza di momenti opportuni per la realizzazione dell’essere.8

In questo quadro, l’adolescenza non è vista come una crisi biologica di passaggio, ma come un “stress adattativo” finalizzato allo sviluppo della dignità di essere una persona reale.11 La salute dell’adolescente è determinata dall’interazione tra la sua maturazione biologica, il suo mondo simbolico (affetti, percezioni) e la sua apertura allo spirito.2 La ricerca della Scuola Medica di Milano ha evidenziato come la mancanza di coerenza tra queste dimensioni sia alla base di patologie emergenti come la “Sindrome di Mercurio” (dipendenza da smartphone) e altri disturbi comportamentali.2

L’adolescentologia clinica si avvale di una “Dichiarazione Universale dei Diritti e Doveri del Giovane”, presentata da Brera alle Nazioni Unite, che pone al centro la libertà e la responsabilità del ragazzo nel processo di costruzione della propria salute.8 Il metodo clinico applicato all’adolescente mira a identificare i “fattori protettivi” che rendono il giovane resiliente alle avversità ambientali e sociali.11

La Scuola Medica di Milano sottolinea che la prevenzione pleiotropica in adolescenza deve considerare l’impatto dei social media e dell’intelligenza artificiale non solo sulla salute mentale, ma anche sui processi neurobiologici ed epigenetici.11 La svalutazione della famiglia, fondata sul matrimonio tra uomo e donna, è identificata come un fattore di rischio per la trasmissione del significato della vita, essenziale per la resilienza epigenetica delle nuove generazioni.7

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e la Maieutica Clinica

Il “Person-Centered Clinical Method” (PCCM) rappresenta la traduzione operativa di tutta la ricerca sull’epigenetica relazionale e morale. Insegnato dal 1998, questo metodo non sostituisce la clinica tradizionale, ma la integra e la trasforma, spostando l’enfasi dalla malattia alla persona malata.1 Il medico non agisce come un tecnico riparatore, ma come un “maieuta della dignità umana”.4

Il PCCM è strutturato in fasi rigorose che permettono di esplorare la totalità della persona:

  1. Fase della Diacrisi (Discernimento): Inizia con la creazione dell’effetto antropico e procede con l’esplorazione della storia del paziente, non solo clinica ma esistenziale.3
  2. Analisi delle Risorse e dei Problemi (Modello a Croce): Il medico valuta l’equilibrio tra i punti di forza del paziente (risorse spirituali, affettive, fisiche) e i suoi problemi clinici.3
  3. Diagnosi di Persona: Non si limita a dare un nome a una patologia, ma cerca di capire “Chi è la persona” e come questa stia vivendo il proprio lavoro di costituzione della vita.3
  4. Induzione di Resilienza: Il piano terapeutico mira a potenziare i fattori protettivi attraverso scelte di vita consapevoli e l’uso di molecole naturali che favoriscono la regolazione epigenetica.3

 

Fase del Metodo Azione Clinica Impatto Biologico-Epigenetico
Effetto Antropico Accoglienza empatica e intenzionalità curativa Attivazione di cascate neuroendocrine positive e riduzione del cortisolo 3
Esplorazione dei Valori Indagine sulla vita spirituale e sul senso del dolore Modulazione teleonomica dell’allostasi e riduzione dello stress sistemico 3
Modello a Croce Bilancio tra fattori di rischio e protettivi Identificazione del potenziale di autoriparazione epigenetica 3
Counselling Medico Dialogo orientato alla verità e alla scelta Rafforzamento della resilienza attraverso la riprogrammazione soggettiva 1

Il PCCM è esso stesso una terapia, poiché agisce simultaneamente a livello spirituale, affettivo e biologico.3 La validazione sperimentale condotta nel 2012 ha dimostrato che i medici formati a questo metodo ottengono risultati clinici superiori in termini di soddisfazione del paziente e di efficacia delle cure, poiché riescono a ingaggiare la soggettività del malato come alleato nel processo di guarigione.1

Il Codice Epigenetico e la Riprogrammazione di Piermario Biava

Una componente fondamentale della ricerca avanzata della Scuola Medica di Milano è costituita dal lavoro del Professor Piermario Biava, la cui candidatura al Premio Nobel per la Medicina è stata sostenuta dall’Università Ambrosiana.11 Biava ha scoperto il “codice epigenetico” che organizza la vita, dimostrando la possibilità di riprogrammare le cellule staminali adulte senza distruggerle.9

Questa scoperta rappresenta un cambio radicale del paradigma scientifico, passando da una visione della cellula come entità isolata a una visione interazionista.9 In ambito oncologico e neurodegenerativo, la riprogrammazione epigenetica offre nuove vie terapeutiche che non si basano sulla distruzione delle cellule malate (come avviene con la chemioterapia tradizionale), ma sulla riattivazione di geni silenziati attraverso l’assunzione di “riprogrammatori epigenetici” naturali.9

La ricerca di Biava si integra perfettamente con la PCM, fornendo la base molecolare per l’epigenetica clinica. Se il codice epigenetico è ciò che organizza la vita, allora le variabili relazionali e morali discusse in precedenza sono i segnali di alto livello che istruiscono tale codice.5 La Scuola Medica di Milano ha istituito laboratori di ricerca pleiotropica per stabilire protocolli terapeutici personalizzati che utilizzano molecole naturali per influenzare la metilazione del DNA e la regolazione genica, portando la medicina verso una dimensione veramente predittiva e personalizzata.10

COVID-19: Un Case Study per il Cambio di Paradigma della Salute

La pandemia di SARS-COV 2 ha rappresentato per la Scuola Medica di Milano un banco di prova decisivo per dimostrare la superiorità del paradigma interazionista. Giuseppe R. Brera ha scritto il primo trattato al mondo sulla prevenzione del COVID-19 basato sull’allostasi e sulla medicina centrata sulla persona.8

La critica mossa al sistema sanitario globale è stata quella di aver affrontato l’emergenza con un paradigma meccanicistico-deterministico superato, basato esclusivamente sulla vaccinazione di massa e ignorando la “Relatività dell’Entrata del Virus”.2 Secondo la PCM, l’infezione non è un evento causale lineare, ma dipende dalla suscettibilità immunitaria e metabolica dell’individuo, la quale può essere potenziata attraverso l’”allostasi antivirale” e l’”immunostimolazione preventiva”.8

Brera ha introdotto concetti epistemologici innovativi come l’allostasi virale e antivirale, suggerendo che una dieta specifica e l’integrazione nutraceutica (programma AVISP) avrebbero potuto indurre un “Rischio Zero” per il COVID-19 potenziando le difese naturali della persona.10 Inoltre, la ricerca della Scuola ha sollevato preoccupazioni sulla “genotossicità” e sui “danni epigenetici” potenzialmente indotti dai vaccini a mRNA, proponendo invece una strategia di prevenzione centrata sulla resilienza metabolica del soggetto.2

Questo approccio, lungi dall’essere antiscientifico, si basa sulla teoria della “Relatività dell’Infezione” e richiama l’attenzione sulla necessità di una prevenzione secondaria che non può essere omessa senza gravi responsabilità etiche e cliniche.6 La pandemia ha così confermato l’urgenza di adottare la “World Health Charter” per una sanità pubblica che rispetti la complessità biologica e la dignità trascendente dell’uomo.8

Conclusioni: Verso una Medicina Maieutica e Resiliente

La ricerca prodotta dalla Scuola Medica di Milano sotto la guida di Giuseppe R. Brera, delinea una nuova era per la scienza medica. L’epigenetica relazionale e morale non è più una speculazione teorica, ma una realtà clinica validata che dimostra come l’essere umano sia un’unità inscindibile di biologia e spirito.3

Il passaggio dalla “medicina centrata sulla malattia” alla “medicina centrata sulla persona” comporta tre conseguenze fondamentali:

  1. Il Medico come Guida: Il professionista della salute deve acquisire competenze non solo tecniche, ma anche relazionali e filosofiche, diventando un facilitatore della teleonomia del paziente.3
  2. La Salute come Responsabilità: La prevenzione e la cura non sono atti passivi, ma derivano dalla capacità del soggetto di compiere scelte orientate al vero e al bene, influenzando così il proprio destino epigenetico.5
  3. La Scienza come Interazione: La ricerca biomedica deve abbandonare il riduzionismo per abbracciare un modello interazionista-teleonomico, capace di integrare i progressi della genomica con la profondità della natura umana.2

In definitiva, la Medicina Centrata sulla Persona restituisce alla clinica la sua dimensione più autentica: quella di essere una “maieutica della persona” finalizzata al fiorire della vita.3 Attraverso l’applicazione rigorosa del PCCM e la comprensione dei meccanismi epigenetici, la Scuola Medica di Milano continua a guidare il mondo verso una medicina che è, allo stesso tempo, scientificamente avanzata e profondamente umana.

Bibliografia

  1. Università Ambrosiana. Person-centered medicine history [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  2. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  3. Università Ambrosiana. Person-centered medicine: theory, teaching and research [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Person%20Centered%20Medicine%20theory.teaching%20and%20research.pdf
  4. Università Ambrosiana. Person centered medicine: an epistemological manifesto [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manifesto.htm
  5. Healthparadigmchange [Internet]. 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.healthparadigmchange.it/
  6. Università Ambrosiana News. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
  7. World Health Committee. Person-centered medicine paradigm archivi [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/category/person-centered-medicine-paradigm/
  8. Scuola Medica di Milano. Il direttore della Scuola Medica di Milano: dr. prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/blog-detail/post/283839/il-direttore-della-scuola-medica-di-milano-dr-prof-giuseppe-r-brera
  9. Adolescentologia Online. Editoria dell’Università Ambrosiana – adolescentologia e … [Internet]. Adolescentologia Online; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/editoria-delluniversita-ambrosiana/
  10. Scuola Medica di Milano. Home page – scuolamedicamilano dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  11. World Health Committee. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. World Health Committee; 2025 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/2025/01/22/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent/
  12. Brera GR. Webinar in Italy on person-centered medicine by prof. Giuseppe R. Brera [Internet]. World Health Committee; 2026 [citato 2026 apr 25]. Disponibile su: https://www.worldhealthcommittee.net/author/wp_1074201/

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica

Le Opere di Misericordia alla Luce della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica: Sintesi Epistemologica, Allostatica e Kairologica

Vito Galante*

Abstract

Background: The paradigm of Person-Centered Medicine (PCM), theorized by Giuseppe R. Brera and implemented at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University in 1998, represents an epistemological revolution in medical science. It transitions medicine from a deterministic, mechanist-reductionist model to an interactionist, teleonomic, and multidimensional framework (body, mind, and spirit). This study explores the conceptual, clinical, and biological synthesis between the traditional Christian works of mercy (seven corporal and seven spiritual) and the scientific principles of PCM, with a specific focus on the theory of allostasis, epigenetics, and clinical kairology.

Methods: A deep clinical-epistemological analysis was conducted by mapping the 14 works of mercy against the concepts of the Health Relativity Theory, allostatic load modulation, and the Person-Centered Clinical Method (PCCM). Special attention was dedicated to the “Diacrisis” process, the clinical “Epoké,” and the application of PCM to adolescent health through the “Decalogue of the Adolescentologist.”

Results: The corporal works of mercy act as crucial somatic-allostatic modulators, directly reducing allostatic load and repairing protective-factor deficits. The spiritual works of mercy function as cognitive and existential coping optimizers, driving positive neuromodulation and epigenetic reprogramming by aligning the subjective interpretation of experience with the “epigenetic code for life.” The clinical encounter, guided by the PCCM, operationalizes the Ambrosiana University’s motto “In misericordia et veritate persona est” through the generation of the “Anthropic Field of Acceptance-Comprehension-Help.”

Conclusions: The works of mercy are not merely moralistic actions but scientifically validated, clinical-relational interventions. Integrating these principles into contemporary medical education and healthcare systems provides a robust, ontologically responsible framework that reduces human suffering and public healthcare costs, preventing the dehumanization of medicine in the era of artificial intelligence.

Keywords: Person-Centered Medicine, Works of Mercy, Giuseppe R. Brera, Allostasis, Epigenetics, Kairology, Adolescentology.

1. Introduzione ed Epistemologia del Paradigma Centrato sulla Persona

La storia della medicina occidentale è intimamente legata alla tradizione cristiana e alla teologia, trovando il suo fondamentale ancoraggio antropologico nella concezione sacra della vita umana.1 Se la filosofia greca classica ha avviato la prima rivoluzione epistemologica definendo il concetto di “natura umana” e focalizzando l’intervento clinico sulla Therapeia (intesa come conoscenza delle leggi naturali), è stato l’apporto etico-epistemologico del cristianesimo a completare strutturalmente questo percorso attraverso l’istituzione del “prendersi cura” (taking care of).2 Questa innovazione relazionale ha costituito la radice storica per la fondazione degli ospedali e per la nascita della professione infermieristica, elementi indispensabili per lo sviluppo della medicina clinica moderna.2

Nel contesto accademico della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata nel 1995-1998 sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, questa eredità storica viene formalizzata nel motto ufficiale dell’ateneo: “In misericordia et veritate persona est”.3 Questo enunciato esprime un’ontologia medica precisa: l’essere umano non può essere compreso né curato se si scinde la tensione dinamica tra la misericordia (misericordia) e la verità (veritas).4

Secondo la riflessione di Brera (2025), una misericordia priva di verità si riduce a un sentimentalismo moralistico clinicamente inerte, mentre una verità scientifica priva di misericordia degenera in un tecnicismo meccanicistico e riduzionista che cancella la soggettività del malato.2 La persona umana esiste ed è definita all’interno di questa relazione bidirezionale. Come evidenziato dal pensiero di Giovanni Paolo II, la fede e la ragione agiscono come “due ali” che innalzano lo spirito umano verso la verità di se stesso, stabilendo la priorità dell’etica sulla tecnologia, la supremazia della persona sulle cose e la superiorità dell’anima sulla materia.2

La Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzata da Brera a partire dal 1996, scaturisce da una rigorosa critica all’imperialismo del paradigma biomolecolare e tecnologico, confutato dall’interazionismo delle scienze di base e dalla teleonomia della natura umana.7 Il vecchio modello biomedico riduce il paziente a un mero meccanismo bio-fisiologico governato da un determinismo lineare.2 Al contrario, la PCM propone un paradigma interazionista, indeterministico ed estrinseco, in cui la salute viene concepita non come lo stato statico di “benessere psicofisico” definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948, ma come “la scelta delle possibilità  vere per essere la migliore persona umana” (Brera, 2011-2024).7

La sofferenza e la malattia irrompono in questa dimensione come un Kairos (un momento opportuno), un evento esistenziale che interroga la totalità del soggetto — corpo, mente e spirito — richiedendo una risposta clinica che sia scientificamente rigorosa e antropologicamente densa.1

2. Il Contributo Scientifico ed Epistemologico della Scuola medica di Milano

All’interno dello sviluppo del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona e della sua applicazione clinica, la Scuola Medica di Milano rappresenta un punto di riferimento accademico e scientifico di livello internazionale.11  I docente presso l’Università Ambrosiana in metodologia clinica centrata sulla persona,  hanno dedicato le loro  ricerche a chiarire la transizione epistemologica tra la frammentazione iperspecialistica della medicina contemporanea e la necessità di un’unità clinica fondata sull’ontologia del soggetto.13

La ricerca epistemologica condotta dalla Scuola medica di Milano hanno messo in luce come il riduzionismo biomolecolare separi artificialmente la mente dal corpo, isolando l’organo malato dal suo contesto esistenziale e relazionale.14 Integrando l’indeterminismo della fisica quantistica con la biologia molecolare e la fenomenologia, hanno dimostrato che l’unità relazionale tra medico e paziente è il prerequisito essenziale per un’autentica guarigione.14 Questo lavoro teorico si traduce, sul piano pratico, nell’insegnamento del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) e del Counselling Medico, discipline volte a dotare i medici di competenze relazionali e cliniche avanzate, riducendo la dipendenza da figure psicoterapeutiche esterne e ripristinando l’alleanza terapeutica originaria.8

Un ambito di eccellenza del lavoro riguarda l’Adolescentologia Clinica, disciplina nata e sviluppatasi all’interno dell’Università Ambrosiana come superamento della frammentazione dello studio dell’adolescenza10, formulando anche il “Decalogo dell’adolescentologo”, un protocollo clinico-educativo che applica i principi della PCM all’età evolutiva.19

L’ adolescente non può essere considerato un mero meccanismo biochimico in crescita, bensì una persona alle prese con un compito evolutivo primario: rispondere alla naturale ricerca di verità, amore e bellezza che si risveglia con la maturazione cognitiva e psicosessuale.11 L’adolescenza viene così interpretata in modo unitario come uno “stress adattativo” causato da una reale domanda di identità fisica, psicologica e spirituale.10

Il Decalogo dell’adolescentologo guida il clinico a valorizzare le risorse e i fattori protettivi dell’adolescente prima ancora di esaminarne le patologie, offrendo uno spazio di ascolto kairologico che favorisce lo sviluppo della dignità personale e previene la deriva verso stili di vita distruttivi.10

3. Allostasi, Epigenetica e la Teoria della Relatività della Salute

La validazione scientifica della PCM e delle opere di misericordia poggia su scoperte fondamentali della biologia molecolare, dell’epigenetica e delle neuroscienze degli ultimi cinquant’anni.9 Il concetto cardine che sostituisce l’omeostasi è la teoria dell’allostasi, formulata da Peter Sterling e Joe Eyer.2 Mentre l’omeostasi assume che i parametri fisiologici siano mantenuti costanti da meccanismi locali di feedback negativo, l’allostasi stabilisce che il cervello regola attivamente lo stato biologico anticipando le richieste ambientali ed esistenziali sulla base dell’interpretazione soggettiva dell’esperienza.9

Sotto il modello allostatico, le reazioni biologiche — tra cui la neuromodulazione, le risposte endocrine e immunitarie e la regolazione dei telomeri — non sono automatiche, ma sono influenzate dalla soggettività affettiva, emotiva e spirituale dell’individuo.9 Su questa base scientifica si innesta la Teoria della Relatività della Salute (Brera, 1996, 2021), la quale postula che le reazioni biologiche sono relative alla possibilità e alla qualità del coping (la capacità di affrontare gli eventi della vita).1 La salute appare come un costrutto semantico ed epigenetico: essa dipende dalla qualità delle scelte compiute “secondo la verità per il bene della persona” tra le possibilità ricevute, percepite e anticipate nell’esperienza.9

I meccanismi allostatici ed epigenetici spiegano in modo chiaro come le scelte esistenziali e relazionali possano determinare la transizione verso lo stato di salute o di malattia 9:

  • Epigenetica e Reprogrammazione: Le ricerche di Moshe Szyf sull’epigenetica e la scoperta del codice epigenetico da parte di Pier Mario Biava dimostrano che l’espressione genica non è rigidamente determinata dal DNA, ma è costantemente modulata da segnali ambientali e psicologici, aprendo nuove vie alla terapia delle patologie tumorali e neurodegenerative.2
  • Interazione Psiconeuroendocrinoimmunologica (PNEI): Gli studi clinici di Jean George Maestroni e Paolo Lissoni confermano che gli stati affettivi e la dimensione spirituale influenzano direttamente la produzione di citochine, la neuromodulazione ormonale e la risposta immunitaria adattativa.1
  • Regolazione Telomerica: Le ricerche del premio Nobel Elizabeth Blackburn collegano la lunghezza dei telomeri e l’attività della telomerasi alla qualità della vita e al livello di stress percepito, dimostrando che l’interpretazione positiva dell’esperienza preserva la longevità cellulare.9

Questo solido quadro scientifico consente di comprendere l’impatto biologico delle epidemie e delle relative strategie di salute pubblica. Nel saggio Sars-Cov-2 allostasis and the people and person centered prevention (Brera, 2021), l’autore evidenzia come la gestione globale della pandemia da COVID-19 sia stata inficiata da un grave errore epistemologico di stampo meccanicistico.5 La focalizzazione esclusiva sulla prevenzione primaria meccanica ha indotto l’omissione della prevenzione secondaria, volta a rafforzare lo “scudo metabolico e immunitario” della popolazione attraverso l’allostasi antivirale e l’immunostimolazione preventiva.14

Inoltre, Brera (2024)  ha discusso l’ipotesi clinica secondo cui l’imponente aumento della mortalità e dell’incidenza di neoplasie cerebrali, ematologiche e malattie cardiovascolari registrato nel periodo 2021-2024, rispetto al quadriennio 2017-2020, sia associabile all’impatto epigenetico avverso e alla genotossicità indotta dalle vaccinazioni di massa con sieri a mRNA.6 Ciò conferma la necessità assoluta di ricondurre la sanità pubblica al paradigma della responsabilità e della personalizzazione terapeutica.6

4. La Teoria Kairologica e l’Antropologia dell’Adolescenza

La “Teoria Kairologica” rappresenta la chiave di lettura fenomenologica della natura umana all’interno della PCM, sviluppatasi originariamente proprio a partire dall’osservazione clinica dell’adolescente.10 Secondo la formulazione di Brera (1996, 2000), la fenomenologia umana cela una costante e misteriosa domanda di verità, amore e bellezza, la cui risposta richiede una scelta consapevole tra le molteplici possibilità, vere o false, che si presentano in modo imprevedibile nell’esistenza.1

Adolescenza significa entrare in un tempo propizio (Kairos) per la strutturazione dell’Io e per la scoperta della propria vocazione alla trascendenza.1 Durante questa fase, le strutture logiche, affettive e noetiche si integrano in modo unitario.1 L’adolescente sperimenta un’intensa tensione tra i propri limiti fisici e la spinta verso la realizzazione di un senso oggettivo della propria soggettività personale.1 Se questa domanda di significato non trova risposte adeguate o viene ridotta a una dimensione puramente consumistica o biochimica, l’adolescente sviluppa una profonda incoerenza esistenziale, che si traduce in un fallimento dei meccanismi di coping e nell’insorgenza di psicopatologie.1

Il riconoscimento della dignità ontologica dell’adolescente ha trovato una solenne espressione storica nella “Dichiarazione Universale dei Diritti e dei Doveri dei Giovani”, ripresentata ufficialmente ad Assisi nell’ottobre del 2025.12 Questo documento innovativo, discusso dai delegati giovanili sotto il patrocinio dell’Università Ambrosiana, ribalta la logica esclusivamente rivendicativa dei diritti per introdurre una stretta correlazione con i doveri etici e clinici della persona.12

Tra i punti salienti della Dichiarazione emergono 20:

  • Il dovere inderogabile di preservare il proprio stato di salute personale, evitando e contrastando nel proprio ambiente qualsiasi comportamento o sostanza che possa danneggiare la salute propria o altrui.
  • Il dovere di prestare soccorso e assistenza, nei limiti delle proprie capacità, alle persone di ogni età che si trovano in uno stato di svantaggio umano e sociale.
  • Il diritto e il dovere assoluto di rispettare e difendere la propria vita e quella di ogni essere umano, dal concepimento fino alla morte naturale.

Questa struttura etica riconosce che la salute è inseparabile dalla libertà e dalla verità del comportamento individuale, ponendo le basi per lo sviluppo di una “Salute Responsabile”.9

5. Le Opere di Misericordia Corporale alla Luce dell’Allostasi e della Resilienza Somatica

Le sette opere di misericordia corporale rappresentano azioni caritatevoli concrete attraverso le quali si soccorrono i bisogni materiali del prossimo.26 Nella prospettiva scientifica della PCM, esse non sono semplici gesti filantropici, ma veri e propri interventi clinici di modulazione allostatica che agiscono direttamente sulla dimensione biologica (corpo) dell’unità somatopsichica.1

Dar da mangiare agli affamati e Dar da bere agli assetati

La deprivazione calorica e idrica costituisce un fattore di stress allostatico primario che attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), determinando un aumento cronico del cortisolo e un deficit di modulazione immunitaria.9 Offrire cibo e acqua non si limita a ripristinare l’equilibrio metabolico ed elettrolitico, ma agisce come un segnale di sicurezza inviato al sistema nervoso centrale.9 Questo intervento riduce la risposta simpatica di attacco o fuga e favorisce l’allostasi nutrizionale, potenziando quello “scudo metabolico” necessario per la difesa immunitaria contro agenti patogeni e tossine ambientali.14

Vestire gli ignudi e Ospitare i pellegrini

L’esposizione agli elementi e l’assenza di un rifugio sicuro minacciano l’integrità fisica e generano un vissuto di vulnerabilità e impotenza che satura le risorse di coping.9 Vestire chi è nudo e ospitare chi è senza casa significa ricostruire la barriera protettiva sia fisica che simbolica attorno al soggetto.20 Biologicamente, la protezione termica e la sicurezza dell’alloggio riducono la secrezione cronica di catecolamine, stabilizzano la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e prevengono i fenomeni infiammatori sistemici associati allo stress da freddo e alla paura.9 Inoltre, l’accoglienza del pellegrino risponde direttamente all’obbligo etico di sostenere le persone in stato di svantaggio sociale.20

Visitare gli infermi e Visitare i carcerati

La malattia e la reclusione forzata provocano una drammatica interruzione delle relazioni interpersonali, inducendo uno stato di isolamento sociale che è scientificamente associato a un drastico incremento degli indici di mortalità e morbilità.9 Visitare l’infermo e il carcerato rompe questa frammentazione relazionale attraverso la presenza fisica ed empatica.27 L’interazione umana positiva stimola la via dell’ossitocina e attiva i circuiti dopaminergici ed endorfinici della ricompensa, esercitando un effetto analgesico e immunostimolante che attenua la depressione e favorisce i processi biologici di riparazione cellulare.9

Seppellire i morti

Quest’opera riconosce la sacralità del corpo umano anche dopo la cessazione delle sue funzioni biologiche.1 Per la comunità e per i sopravvissuti, l’atto della sepoltura e la celebrazione del rito funebre sono fondamentali per l’elaborazione del lutto.27 Dal punto di vista psiconeuroimmunologico, la risoluzione sana del lutto previene la transizione verso lo stato di lutto complicato, una condizione cronica caratterizzata da grave disfunzione immunitaria, iperattivazione infiammatoria e alterazioni epigenetiche avverse che aumentano significativamente il rischio cardiovascolare e oncologico nei superstiti.9

6. Le Opere di Misericordia Spirituale come Ottimizzatori del Coping

Le sette opere di misericordia spirituale si rivolgono in modo specifico alle dimensioni della mente e dello spirito, agendo come straordinari catalizzatori di ristrutturazione cognitiva ed emotiva.1 Esse intervengono direttamente sulla qualità dell’interpretazione dell’esperienza, modificando i segnali che la mente invia al corpo attraverso la rete PNEI.9

Consigliare i dubbiosi e Insegnare agli ignoranti

L’incertezza cognitiva e la mancanza di strumenti interpretativi corretti nei confronti delle sfide esistenziali costituiscono potenti generatori di stress allostatico cerebrale.9 Offrire un consiglio sapiente e insegnare rappresentano atti di carità intellettuale che riducono l’entropia cerebrale.9 Dal punto di vista della neurobiologia dell’apprendimento, l’acquisizione di nuove conoscenze e di criteri di orientamento stabili promuove la plasticità sinaptica corticale e consente al soggetto di ricategorizzare gli stimoli ambientali da minacce (distress) in opportunità di crescita (eustress), espandendo la sua libertà di scelta.9

Ammonire i peccatori

L’ammonizione fraterna, se compiuta nello spirito della verità per il bene della persona, mira a ricondurre l’individuo al rispetto delle leggi naturali e morali.11 Nella visione di Brera (2025), le azioni nocive e contrarie alla verità etica generano una dissonanza profonda che altera la metilazione epigenetica del DNA e perturba l’allostasi, conducendo alla malattia.9 Correggere l’errore comportamentale aiuta il soggetto a ristabilire comportamenti protettivi per la propria salute, interrompendo la cascata biologica del danno somatopsichico indotto dallo stress etico e dal senso di colpa inconscio.9

Consolare gli afflitti

L’afflizione e il dolore emotivo provocano una grave disgregazione dell’unità della persona.1 Consolare significa condividere il pathos del sofferente all’interno di una sintonizzazione intersoggettiva profonda.1 Questa risonanza affettiva modula l’iperattività dell’amigdala e riduce la secrezione del fattore di rilascio della corticotropina (CRF), ristabilendo l’equilibrio del sistema nervoso autonomo e potenziando la resilienza biologica dell’organismo contro gli effetti immunosoppressivi del dolore psichico.9

Perdonare le offese

La conservazione del risentimento e del desiderio di vendetta mantiene il sistema cardiovascolare e immunitario in uno stato di allostasi distruttiva persistente, caratterizzato da ipertensione arteriosa sistemica, iperattivazione simpatica cronica e infiammazione di basso grado.9 Il perdono, definito storicamente come “l’elemosina del cuore” (elemosina cordis), costituisce un vero e proprio atto terapeutico di reset biologico.29 Decidere liberamente di perdonare interrompe il circuito dello stress cronico, riduce la pressione arteriosa, migliora l’efficacia della risposta immunitaria e preserva la stabilità dei telomeri, promuovendo la longevità cellulare.9

Sopportare pazientemente le persone moleste

La sopportazione cosciente e paziente delle difficoltà relazionali rappresenta un raffinato esercizio di autocontrollo e tolleranza allo stress.27 Questa pratica previene le risposte impulsive e automatiche di rabbia o frustrazione, le quali innescano picchi catecolaminergici dannosi per l’endotelio vascolare.9 Sviluppare la pazienza consolida i circuiti della corteccia prefrontale deputati alla regolazione emotiva, convertendo un potenziale stressor sociale in un’opportunità di potenziamento della propria resilienza somatopsichica.9

Pregare Dio per i vivi e per i morti

La preghiera rappresenta l’atto relazionale noetico originario con il Creatore, attraverso il quale la persona cerca un significato armonico, unitario e trascendente per la propria esistenza.1 Studi di neuroimaging dimostrano che la preghiera e la meditazione spirituale profonda attivano aree cerebrali specifiche, come la corteccia prefrontale dorsolaterale e i lobi temporali, inducendo uno stato di profonda coerenza cardiaca e neurologica.9 Questo stato riduce drasticamente i parametri infiammatori e la secrezione di ormoni dello stress, configurandosi come il più potente induttore epigenetico di allostasi positiva e di unificazione della triade corpo-mente-spirito.1

7. Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) come Sintesi Operativa

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), validato sperimentalmente nella sua efficacia formativa e clinica dall’Università Ambrosiana, costituisce la traduzione operativa e scientifica del connubio tra misericordia e verità nell’incontro tra medico e paziente.3 Il medico non agisce come un applicatore distaccato di tecnologie diagnostiche, ma assume il ruolo di maieuta delle risorse umane del malato.2

Il PCCM rivoluziona la pratica clinica attraverso l’introduzione della Diacrisi, una fase preliminare strutturata che precede la tradizionale diagnosi nosografica e si articola in passaggi precisi 8:

  1. Generazione del Campo Antropico di Accettazione-Comprensione-Aiuto (Campo ACH): Il medico stabilisce uno spazio di accoglienza empatica incondizionata, che rappresenta la trasposizione clinica della misericordia, in cui il paziente si sente compreso nella sua totale dignità di persona.8
  2. Percezione e Valutazione dei Fenomeni Empatici: Il clinico analizza i vettori emotivi e affettivi della relazione, sintonizzandosi profondamente con la sofferenza del paziente.8
  3. Costituzione della Relazione Personale: Si fonda un’alleanza terapeutica reale basata sulla fiducia reciproca e sul riconoscimento dell’altro come soggetto e non come oggetto.11
  4. Ascolto del Problema Personale: Si lascia spazio alla narrazione soggettiva della malattia da parte del paziente, esplorandone l’impatto sulla sua storia di vita.11
  5. Epoké Clinica: Il medico mette temporaneamente “tra parentesi” la propria ansia classificatoria e diagnostica per focalizzarsi esclusivamente sulla totalità della persona, analizzandone i valori, le credenze, le speranze e le risorse.9

Attraverso la Diacrisi, il medico giunge alla Diagnosi della Persona, un bilancio tridimensionale (biologico, psicologico e spirituale) che pesa i fattori protettivi e di resilienza contro le vulnerabilità e i fattori di rischio.8

Opera di Misericordia Dimensione Antropologica Corrispettivo Clinico-Metodologico (PCCM) Principale Meccanismo Biologico ed Epigenetico Modulato
Dar da mangiare agli affamati Corpo Supporto nutrizionale e metabolico personalizzato Stabilizzazione metabolica, costituzione dello scudo immunitario e antivirale.14
Dar da bere agli assetati Corpo Idratazione e bilancio idroelettrolitico Prevenzione dello stress emodinamico allostatico e neuroendocrino.9
Vestire gli ignudi Corpo / Mente Salvaguardia della dignità fisica e dell’intimità corporea Riduzione dell’attivazione simpatica da vulnerabilità e freddo.9
Ospitare i pellegrini Corpo / Mente Strutturazione del setting clinico e del ricovero protettivo Disattivazione dell’iperattività dell’amigdala e aumento dell’HRV.9
Visitare gli infermi Corpo / Mente / Spirito Generazione del Campo ACH e alleanza terapeutica Stimolazione di ossitocina, endorfine e citochine anti-infiammatorie.8
Visitare i carcerati Mente / Spirito Counselling e supporto in condizioni di perdita di libertà Riduzione del vissuto di impotenza; stabilizzazione dei telomeri.9
Seppellire i morti Spirito / Mente Accompagnamento clinico del fine vita e supporto al lutto Prevenzione delle disfunzioni cardiocircolatorie e immunitarie nei congiunti.9
Consigliare i dubbiosi Mente / Spirito Counselling Medico e chiarificazione decisionale Attivazione della corteccia prefrontale; ottimizzazione del coping.9
Insegnare agli ignoranti Mente / Spirito Educazione terapeutica e promozione della salute responsabile Riduzione dei comportamenti a rischio; allineamento all’epigenetic code.9
Ammonire i peccatori Mente / Spirito Riconoscimento e correzione degli stili di vita nocivi Riduzione del sovraccarico allostatico da stress etico e abitudini tossiche.1
Consolare gli afflitti Mente / Spirito Sostegno empatico clinico nel pathos della sofferenza Riduzione della secrezione ipofisaria di ACTH e del cortisolo.1
Perdonare le offese Mente / Spirito Facilitazione della risoluzione dei conflitti relazionali Reset cardiocircolatorio; riduzione duratura dell’infiammazione sistemica.9
Sopportare con pazienza Mente / Spirito Sviluppo della resilienza clinica e relazionale attiva Potenziamento della plasticità neuronale e dei sistemi regolatori corticali.9
Pregare per i vivi e i morti Spirito Valorizzazione della dimensione noetica e della spiritualità Induzione della coerenza neuro-cardiaca; sintonizzazione teleonomica.1

8. Conclusioni e Prospettive Future

 

L’analisi esaustiva condotta in questo rapporto dimostra che le opere di misericordia corporale e spirituale, lungi dal rappresentare esclusivamente pratiche devozionali di interesse teologico, costituiscono interventi clinici e preventivi dotati di un’oggettiva e rigorosa validità scientifica, allostatica ed epigenetica.9 Quando integrate all’interno del paradigma epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) di Giuseppe R. Brera e applicate secondo la metodologia clinica, le opere di misericordia si rivelano come i più potenti fattori protettivi e induttori di allostasi positiva a disposizione della scienza medica.3

I risultati delle ricerche cliniche condotte su medici formati all’applicazione del PCCM dell’Università Ambrosiana evidenziano che questo approccio è considerato efficace nel 95% dei casi per una migliore comprensione dei pazienti, determina un miglioramento della qualità della vita nel 75% dei casi e consente un risparmio del 70% in esami diagnostici superflui e prescrizioni specialistiche inappropriate.11

Ciò dimostra che l’adozione sistematica della PCM all’interno dei sistemi sanitari nazionali, a partire dall’educazione medica pre-laurea e post-laurea, non solo tutela la dignità del paziente, ma garantisce la sostenibilità economica della sanità pubblica riducendone drasticamente i costi di gestione.6

Nello scenario contemporaneo, caratterizzato dal rischio imminente di una sostituzione della figura del medico come persona con sistemi di intelligenza artificiale — utili come meri strumenti tecnici ma strutturalmente privi di intenzionalità teleonomica ed empatia 2 — il paradigma dell’Università Ambrosiana riafferma che l’atto di cura è intrinsecamente un evento relazionale e spirituale.1

Restituire centralità alla persona significa riconoscere che l’essere umano, nel mistero della sua natura descritto dalla teoria kairologica, custodisce una domanda insopprimibile di verità, amore e bellezza che trova risposta solo nell’incontro con un altro essere umano capace di agire con misericordia e verità.1

Bibliografia essenziale

  1. Brera GR. A revolution for medical science and biomedical research: the determinate and the quality indeterminate relativity of biological reactions. Milan: Ambrosiana University; 1996. 3
  2. Brera GR. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its application in clinical research and medical education. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):7-15. 3
  3. Brera GR. The manifesto of person-centered medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1999; 14:7-11. 30
  4. Brera GR. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio. Pisa-Roma: IEPI; 2001. 3
  5. Brera GR. Person-centered medicine: theory, teaching and research. Int J Pers Cent Med. 2011;1(1):79-89. 3
  6. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Milan: University Ambrosiana Publishing; 2021. 14
  7. Brera GR. Sars-cov-2 allostasis and the people and person centered prevention. Part 1: The virus entry. Milan: Università Ambrosiana; 2021. 5
  8. Galante V. Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera. Person-Centered Medicine Preprint. Milan: Università Ambrosiana; 2021. 14
  9. Galante V, Porta M. Il Decalogo dell’adolescentologo. In: Brera GR, editor. La persona dell’adolescente e la medicina centrata sulla persona. Proceedings of the Conference; 2024 Jun 1; Milan, Italy. Milan: Edizioni Università Ambrosiana; 2024. p. 22-35. 16
  10. Brera GR. The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology. Person-Centered Medicine Journal. 2025; XV:ID3. 9
  11. Biava PM. Epigenetic reprogramming of adult stem cells: a new paradigm of therapy and medical science. In: Proceedings of the International Congress “Person-Centered Health and the Resilient Adolescent”; 2025 Oct 25; Assisi, Italy. Milan: Edizioni Università Ambrosiana; 2025. 12

Note Bibliografiche

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  2. Health Paradigm Change. Convegno internazionale in occasione del 26° anniversario del… [Internet]. [luogo sconosciuto]: Health Paradigm Change; 2023 [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.healthparadigmchange.it/pdf/2023%20Congress%20Proceedings.pdf%20L.pdf%201.pdf
  3. Università Ambrosiana. Person-centered medicine history [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  4. Brera GR. The medicine and health paradigm shift [Internet]. [luogo sconosciuto]: ResearchGate; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/390557800_THE_MEDICINE_AND_HEALTH_PARADIGM_SHIFT
  5. Brera GR. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. [luogo sconosciuto]: ResearchGate; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/398829767_Person-Centered_Health_and_the_Resilient_Adolescent
  6. Università Ambrosiana. Lettera di apertura anno accademico 2025 [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2025 [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.unambro.it/html/pdf/Lettera%20di%20Apertura%20Anno%20Accacdemico%202025.pdf
  7. Profilo accademico di Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA, Head of Department at Ambrosiana University [Internet]. [luogo sconosciuto]: ResearchGate; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  8. Brera GR. Person centered medicine: theory, teaching, research [Internet]. [luogo sconosciuto]: ResearchGate; 2011 [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/215528815_Person_Centered_MedicineTheoryTeachingResearch
  9. Brera GR. The shift of medicine to the person-centered medicine [Internet]. [luogo sconosciuto]: Aruba Files; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://files.supersite.aruba.it/media/22592_f664dc502d3723ddcc7037f55cd10eb0d38d2f99.pdf/o/brera%20gr%20%20the%20shift%20of%20medicine.pdf
  10. Person-Centered Health. Person-centered health and the resilient adolescent [Internet]. [luogo sconosciuto]: personcenteredhealth.it; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.personcenteredhealth.it/
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  13. Galante V. Adolescentologia e medicina dell’adolescenza [Internet]. Adolescentologia Online; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.adolescentologiaonline.it/category/vito-galante/
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  21. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
  22. Brera GR. Person-centered medicine and person-centered clinical method: clinical results of the medicine unitary paradigm teaching and the COVID-19 people and the person-centered prevention theory. 2ª ed. Milano: Editoria Università Ambrosiana; 2021. 160 p. ISBN: 9798722263544.
  23. Università Ambrosiana News. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
  24. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/
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  28. Cresima San Paolo. Le opere di misericordia [Internet]. WordPress.com; 2017 mag 10 [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://cresimasanpaolo.wordpress.com/2017/05/10/le-opere-di-misericordia/
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  31. Università Ambrosiana. La medicina centrata sulla persona, prevention and adolescence [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://www.unambro.it/html/pdf/Person-Centered%20Medicine%20,1%20Prevention%20and%20Adolescence.pdf
  32. Brera GR. Person centered medicine and person centered clinical method [Internet]. Google Books; 2021 [citato 2026 giu 1]. Disponibile all’indirizzo: https://books.google.com/books/about/Person_Centered_Medicine_and_Person_Cent.html?id=H0VmzgEACAAJ

 

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

L’Applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: Un’Analisi Ontologica, Epigenetica e Pedagogica dello Sviluppo Umano

Vito Galante*

Abstract

This research report explores the epistemological and pedagogical integration of Professor Giuseppe R. Brera’s Kairological theory within the framework of Catholic education, as investigated by the Milan School of Medicine at Ambrosiana University. Kairology, born in 1993 from the phenomenological study of adolescent symbolic thought, reframes human nature and development through an interactionist and teleonomic paradigm, transcending both mechanistic determinism and subjective reductionism. By aligning the biological insights of psycho-neuro-endocrine-immunology (PNEI) with Christian personalism—specifically the philosophical contributions of Karol Wojtyła and Josef Seifert—Kairology posits that human health is an existential semantic construct determined by free, value-oriented coping choices that influence gene expression epigenetically. This paper details the three ontological statuses of human nature (Being a Person, the Self-possible, and the Self-real) and traces the transition from informational communication to genuine human relation. Furthermore, it integrates the five core pedagogical criteria for educating adolescent desire (the experience of being desired, the acceptance of limits, parental stepping-back, the pedagogy of silence, and future-oriented promise) with Brera’s “Kairos Method.” Ultimately, this report demonstrates how kairological pedagogy fulfills the directives of the Congregation for Catholic Education, offering a scientifically validated and anthropologically rich method to cultivate enduring resilience, spiritual maturity, and holistic health in young individuals.

Keywords: Kairology, Catholic Education, Christian Personalism, Ontological Development, Adolescentology, Person-Centered Medicine, Resilience.

Introduzione ed Epistemologia della Kairologia

La pedagogia contemporanea e le scienze dell’educazione si trovano ad affrontare una profonda frammentazione epistemologica che separa artificialmente lo spirito—inteso come domanda naturale di senso della vita—dal mondo simbolico-affettivo e dalle variabili biologiche1. Questa scissione favorisce riduzionismi di natura bio-tecnologica, psicologica o sociologica che non colgono l’essenza della persona e compromettono l’efficacia dei sistemi formativi e dei programmi di educazione alla salute1. Per ovviare a tale deriva, il Professor Giuseppe Rodolfo Brera ha formulato nel 1993, in occasione del I° Congresso Internazionale di Adolescentologia ad Assisi, la “Kairologia” (dal greco kairos, momento opportuno, e logos, discorso)2. La Kairologia si propone come un paradigma ermeneutico unificante della natura umana, nato dallo studio del pensiero simbolico degli adolescenti, volto a permettere una sintesi creativa intesa come nuova realtà esistenziale vissuta nella soggettività del singolo2.

Sotto il profilo scientifico ed epistemologico, la Kairologia si fonda sull’interazionismo qualitativo, superando il modello positivista e meccanicista della medicina e della psicologia tradizionali4. Le scoperte sul funzionamento integrato dei sistemi nervoso centrale, immunitario ed endocrino (psico-neuro-endocrino-immunologia o PNEI) hanno dimostrato l’esistenza di un legame diretto tra il mondo simbolico del soggetto e la sua realtà biologica4. Criticando il concetto classico di stress formulato da Selye, Brera ha documentato come le reazioni biologiche non siano regolate da leggi deterministiche assolute, bensì dalla capacità e dalla qualità del “coping” (fronteggiamento) del soggetto4.

Mentre le reazioni biologiche negli animali rispondono a una relatività determinata dalle condizioni ambientali, le reazioni dell’essere umano sono governate da una relatività indeterminata4. L’imprevedibilità del coping umano deriva dai processi semantici, creativi, spirituali e valoriali del soggetto6. Per formalizzare tale distinzione scientifica, l’epistemologia kairologica adotta modelli matematico-relazionali. La reazione biologica animale (Ra) può essere espressa come funzione di un coping determinato dalle variabili ecologiche e istintuali:

Ra= f(Cd)

Al contrario, la reazione biologica umana (Rh) risponde a una relatività indeterminata, dove il coping è mediato dal significato esistenziale e dai valori antropologici del soggetto:

Rh= f( Ci x Es)

In questa formula, Ci rappresenta il coping qualitativo indeterminato e Es denota il fattore semantico-esistenziale correlato alla ricerca del significato4. Su queste basi, la salute viene ridefinita dalla Medicina Centrata sulla Persona e dalla Kairologia non come semplice “benessere psicofisico” (definizione OMS del 1948, ritenuta obsoleta), bensì come “la scelta di possibilità vere per diventare la migliore persona umana possibile”7. Le scelte esistenziali e morali della persona agiscono per via epigenetica sui sistemi biologici, modificando l’espressione genica e determinando la resilienza o la vulnerabilità alle patologie7.

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Vito Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona7. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico9. Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale9.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto9. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali9:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza10. È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale10. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”10. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore)10. Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos3. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”7. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti7. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà10. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana7.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal7. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte10. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa10. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale7.

 

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Il Dialogo tra Kairologia e Antropologia Cristiana: Wojtyła, Seifert e il Magistero

La teoria kairologica presenta una profonda consonanza con il personalismo cristiano e trova importanti punti di contatto con le tesi filosofiche di Karol Wojtyła (Papa Giovanni Paolo II) e di Josef Seifert3. Brera rileva come il pensiero di Wojtyła sia stato in grado di unificare mirabilmente la ragione clinico-scientifica con le ragioni del cuore e dello spirito, offrendo una testimonianza di indomito coraggio nell’affrontare il mistero della sofferenza e della malattia11. L’affermazione cardine del personalismo wojtyłiano, secondo cui “la fede si propone e non si impone”, costituisce il fondamento metodologico sia della didattica dell’Università Ambrosiana sia della prassi del counselling clinico con l’adolescente11. La fede religiosa non è considerata un’imposizione dogmatica o una norma estrinseca, bensì una risposta libera alle domande fondamentali della vita e un fattore di protezione neurobiologica e psicologica essenziale per la maturazione affettiva del giovane11.

Questo approccio incontra altresì il pensiero del filosofo Josef Seifert, autore del saggio introduttivo alla prima opera sistematica di Brera sulla formazione medica, incentrato sui sette scopi storici della medicina e sulla ricerca della felicità autentica9. La Kairologia e il personalismo di Seifert convergono nell’identificare l’esistenza umana come una chiamata teleonomica alla verità oggettiva3.

Tale impianto antropologico si inserisce in modo fecondo all’interno dei documenti e delle linee guida della Congregazione per l’Educazione Cattolica15. La Kairologia offre infatti un fondamento scientifico rigoroso alle direttive del Magistero sullo sviluppo ontologico e integrale della persona umana15. Essa dimostra come l’educazione cattolica non debba limitarsi a trasmettere nozioni intellettualistiche, ma debba farsi carico della cura dell’unità somato-psichica e spirituale dell’educando1.

Sotto il profilo teologico-antropologico, la transizione dal secondo al terzo stato ontologico si compie pienamente attraverso la figura di Gesù Cristo, riconosciuto dalla tradizione della scuola medica milanese come il “medico dell’umanità”11. Se la filosofia greca si era arrestata di fronte all’interrogativo astratto del “Ti esti?”, la rivoluzione ontologica operata da Cristo ha trasformato il “Che cos’è?” in un “Chi è?”7. Nella rivelazione cristiana, la verità, l’amore e la bellezza assumono un volto personale e storico7. Il mistero del dono di sé, espresso paradigmaticamente nella parabola del Buon Samaritano, ha introdotto nella storia della medicina il concetto stesso di “prendersi cura” (cura), che si affianca e supera la mera somministrazione di farmaci (terapia), dando origine storicamente alla nascita degli ospedali e alla tutela dei soggetti fragili ed emarginati7.

La pedagogia kairologica si appropria inoltre del metodo dell’introspezione agostiniana: “Noli foras ire, redi in te ipsum, in interiore homine habitat veritas” (non uscire fuori, ritorna in te stesso, nell’uomo interiore abita la verità)9. L’educazione cattolica stimola l’adolescente a compiere questo viaggio interiore per scoprire i “quattro grandi misteri dell’esistenza” codificati dalla teoria kairologica11:

  1. Il Primo Mistero: La chiamata, inscritta nel genoma spirituale, a una qualità predeterminata dell’essere umano fondata sulla reciprocità affettiva, definita come “capacità di essere-per” e “essere-con” (genitalità spirituale distinta dalla mera genitalità biologica)11.
  2. Il Secondo Mistero: La percezione del tempo non come semplice scorrere cronologico, ma come “possibilità” per l’amore, la verità e la bellezza, contrapposta alla possibilità della morte ontologica (intesa come negazione e limite delle potenzialità vitali)11.
  3. Il Terzo Mistero: La capacità del soggetto di discernere le possibilità reali da quelle illusorie all’interno della propria esistenza11.
  4. Il Quarto Mistero: L’evento del kairos nello spazio-tempo, ovvero l’istante imprevedibile e propizio in cui l’incontro con la verità e l’amore si realizza, svelando al soggetto la dignità originaria del proprio essere11.

La Pedagogia del Desiderio e il “Programma Kairos” nell’Educazione Cattolica

La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana2. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico7. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità9.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019) e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative cattoliche9:

  • L’esperienza fondamentale di essere desiderati: L’adolescente può maturare una sana stima di sé e aprirsi alla relazione solo se sperimenta l’accoglienza incondizionata da parte degli educatori e, in ultima istanza, l’amore d’origine di Dio Creator9. Sentirsi desiderati è il prerequisito ontologico per l’apprendimento del dono di sé9.
  • L’accettazione essenziale del limite: Contrariamente alla cultura postmoderna che promuove l’illusione di un’onnipotenza soggettiva e di un’assenza di regole, il metodo kairologico valorizza il limite come fattore protettivo e di crescita9. Il riconoscimento dei limiti fisici, intellettivi e morali previene la frustrazione esistenziale e stimola la ricerca di un’alleanza con l’altro e con il Trascendente9. I Dieci Comandamenti, in quest’ottica, svolgono un ruolo psicopedagogico insostituibile, innescando un sano conflitto interno necessario per l’evoluzione del pensiero morale e simbolico11.
  • Il disimpegno strategico genitoriale (stepping back): I genitori e gli educatori sono chiamati a compiere un arretramento consapevole per lasciare all’adolescente lo spazio idoneo all’esercizio della propria autonomia decisionale9. Questo processo permette al giovane di confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte di coping, sviluppando un’autentica responsabilità etica9.
  • La cruciale pedagogia del silenzio: In un contesto sociale dominato dal rumore mediatico e dalla dipendenza tecnologica (come la “sindrome da smartphone”), il silenzio è lo spazio maieutico in cui l’adolescente può praticare l’introspezione8. Nel silenzio cade la comunicazione puramente informativa e si apre la possibilità della relazione profonda con se stessi e con la verità oggettiva9.
  • L’abbraccio della “promessa” come orientamento al futuro: L’azione educativa cattolica si configura come la consegna di una promessa di bene e di felicità9. Orientare l’adolescente verso valori futuri gli consente di interpretare le crisi contingenti non come fallimenti irreversibili, ma come momenti propizi (kairoi) per il consolidamento della propria resilienza attiva7.

 

Criterio Pedagogico (Galante) Meccanismo di Azione Kairologica Ricaduta Biologica ed Epigenetica
Esperienza di essere desiderati

[cite: 9]

Consolidamento della sicurezza ontologica primordiale e dell’identità personale9. Riduzione dei livelli basali di cortisolo e attivazione dei sistemi di gratificazione dopaminergica4.
Accettazione del limite

[cite: 9]

Superamento dell’illusione di onnipotenza; sana interiorizzazione delle regole e del dovere morale11. Riduzione del distress da frustrazione cronica; stabilizzazione immunitaria mediata da coping efficace4.
Disimpegno genitoriale (stepping back)

[cite: 9]

Transizione dalla dipendenza infantile alla responsabilità e alla libertà di scelta (Self-possible)7. Sviluppo e mielinizzazione della corteccia prefrontale deputata al controllo esecutivo20.
Pedagogia del silenzio

[cite: 9]

Interruzione del flusso informativo superficiale; attivazione dell’introspezione agostiniana9. Riduzione della stimolazione adrenergica; modulazione positiva della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)8.
Abbraccio della promessa

[cite: 9]

Orientamento teleonomico dell’esistenza verso la speranza e il significato trascendente (Self-real)7. Ottimizzazione dei processi allostatici; attivazione di circuiti epigenetici protettivi antinfiammatori7.

Applicazioni Didattiche e Metodologiche dell’Università Ambrosiana

Presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, l’insegnamento della Kairologia, della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia clinica segue rigorosi standard di qualità accademica codificati dal Professor Brera12. Al fine di superare la didattica frontale di stampo nozionistico, l’università adotta la metodologia dello “Student-centered learning”, ispirata alle antiche procedure pedagogiche delle prime università italiane17.

Questo approccio si articola su tre cardini metodologici17:

  • La Quaestio e la Disputatio: Gli studenti vengono attivamente coinvolti nella discussione di tesi scientifiche ed etiche, stimolando il pensiero critico, l’argomentazione rigorosa e il superamento del dogmatismo accademico17.
  • I Workshop d’Apprendimento (WAD): Sessioni seminariali interattive in cui l’analisi teorica viene applicata direttamente a casi di counselling o di educazione alla salute, integrando la dimensione psicobiologica con quella esistenziale16.
  • Il Key Word Recall (KWR): Una procedura di memorizzazione ed elaborazione concettuale basata sul richiamo di parole chiave epistemologiche, finalizzata a strutturare un pensiero sintetico ed evitare la frammentazione cognitiva4.

Il curriculum formativo per i docenti e i medici counsellors prevede un tirocinio tematico esperienziale mirato all’organizzazione del “Programma Kairos” all’interno delle scuole secondarie2. I risultati delle ricerche condotte dall’Ateneo evidenziano che l’applicazione sistematica della metodologia del Counselling Medico ad orientamento kairologico e dei programmi di educazione alla salute basati sul Sé-ideale vanta percentuali di successo del 100% nella risoluzione delle difficoltà scolastiche ed universitarie dei giovani, favorendo una rapida riduzione degli stati d’ansia e il ripristino delle capacità creative e di apprendimento degli adolescenti17.

Conclusioni

L’applicazione della Kairologia del Professor Giuseppe R. Brera nell’educazione cattolica si configura come un’autentica rivoluzione scientifica e pedagogica. Fondendo i dati oggettivi della psico-neuro-endocrino-immunologia con la metafisica e l’antropologia del personalismo cristiano, la Kairologia restituisce all’azione educativa la sua pienezza ontologica. L’adolescente non è più considerato un mero organismo biologico da proteggere da comportamenti a rischio, bensì un soggetto spirituale chiamato a realizzare liberamente e consapevolmente la propria natura in armonia con i valori universali della verità, dell’amore e della bellezza. I criteri pedagogici sviluppati da Vito Galante all’interno del Programma Kairos forniscono agli educatori, ai genitori e ai clinici uno strumento metodologico preciso ed efficace, capace di orientare i giovani verso la felicità autentica e di determinare, per via epigenetica, il consolidamento della loro salute fisica, mentale e spirituale.

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Note Bibliografiche

  1. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Kairologia [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/kairologia/
  2. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  3. Università Ambrosiana News. L’adolescenza o del coraggio di essere uomini e donne [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2023 set 14 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2023/09/14/ladolescenza-o-del-coraggio-di-essere-uomini-edonne/
  4. Brera GR. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):5-13.
  5. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. Milano: Università Ambrosiana Editrice; 2025.
  6. Brera GR. The manifesto of person-centred medicine. Medicine, Mind and Adolescence. 1997;12(1-2):11-12.
  7. Galante V. The Kairological Approach of Giuseppe R. Brera. ResearchGate [Internet]. 2026 mar [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399404598_The_Kairological_Approach_of_Giuseppe_R
  8. Brera GR. Giuseppe R. Brera MD, Professor LD MA: Head of Department at Ambrosiana University (ResearchGate Profile) [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera
  9. Galante V. Educating for Desire and Cultivating Resilience in Adolescence: Integrating Pedagogical Criteria and Health Education Approaches According to the Kairos Method [Internet]. ResearchGate; 2026 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/399407551_Educating_for_Desire_and_Cultivating_Resilience_in_Adolescence_Integrating_Pedagogical_Criteria_and_Health_Education_Approaches_According_to_the_Kairos_Method. In risposta a: Parisi N. Educati al “desiderio” partendo dalla Bibbia. Alpha Omega. 2019;XXII(2):349-359.
  10. Brera GR, Galante V. From communication to the human relation. Kairology and the person’s ontological evolution: from the possibility for being to the reality of being a human person. Milano: Università Ambrosiana; 2019.
  11. Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf
  12. Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine History [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  13. Brera GR. La medicina centrata sulla persona e la formazione dei medici nel terzo millennio (Con l’introduzione di Josef Seifert: I sette scopi della medicina). Pisa-Roma: IEPI / Università Ambrosiana; 2001. 159 p. ISBN: 88-8147-245-7.
  14. Università Ambrosiana News. International summer school in clinical supervision and research according to person-centered medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medical-education-in-person-centered-medicine-teaching/
  15. Società Italiana di Adolescentologia. Adolescentologia, n. 4 [Internet]. Milano: SIA; 2025 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://files.supersite.aruba.it/media/32143_b37eeec1cb7e6fee3e8a51bf5e6304d4dc14259e.pdf/o/adolescentologia%204%202025.pdf
  16. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Tag: counselling medico [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/counselling-medico/
  17. Scuola Medica di Milano [Internet]. Milano: Scuola Medica di Milano; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.scuolamedicamilano.it/
  18. Accademia Genitori. Informazioni [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.accademiagenitori.it/informazioni/
  19. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Genitori adolescenti [Internet]. Milano: Società Italiana di Adolescentologia; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/genitori-adolescenti/
  20. Università Ambrosiana News. Adolescentologia Archivi [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/adolescentologis/
  21. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  22. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano: SIA; 2013 [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  23. Comitato Sanitario Nazionale. Adolescentologia Archivi [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/adolescentologia/
  24. ResearchGate. Giuseppe R. Brera’s lab | Independent Researcher [Internet]. [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/lab/Giuseppe-R-Brera-Lab
  25. Università Ambrosiana News. Master in Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 2026 giu 14]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/

 

 

 

 

La Via Stretta della Medicina Centrata sulla Persona: Una Chiamata alla Perseveranza

La Via Stretta della Medicina Centrata sulla Persona: Una Chiamata alla Perseveranza

1. Esordio: La Vocazione come Scelta Radicale

Cari colleghi della Scuola Medica dell’Università Ambrosiana, questa missiva non giunge a voi come una mera revisione dei protocolli o una nota tecnica sull’efficienza dei reparti, bensì come un’ora di sosta contemplativa e un atto di governo dello spirito. Ci troviamo immersi in un “chiasmo” professionale: un punto di inversione dove la struttura d’acciaio dei sistemi sanitari si scontra con l’urgenza di un nuovo umanesimo clinico. La transizione verso la Medicina Centrata sulla Persona (MCP) non è un semplice orpello del sapere, ma una sfida ontologica vitale che ridefinisce l’essenza stessa del nostro ministero. Siamo chiamati a una scelta radicale tra la rassicurante ampiezza di una pratica standardizzata e la soglia di una cura che sappia farsi incontro autentico. Vi invito, dunque, a guardare oltre il “portone” della tecnica per riscoprire la nobiltà del nostro agire.

2. Oltre il Portone: La Soglia della Medicina Centrata sulla Persona (Pyle)

L’accesso alla Medicina Centrata sulla Persona deve essere inteso come un atto pubblico e giuridico, paragonabile al pyle, il solenne portone della città fortificata. Varcare questa soglia significa assumersi una responsabilità davanti alla polis e alla sofferenza umana. Tuttavia, a differenza degli ingressi trionfali, la porta della MCP è una “porta stretta” (stenos). È una fenditura tra pareti rocciose che esige un atto di umiltà: per attraversarla bisogna abbassare il capo, rinunciando ai “carri e ai cortei” dell’ego professionale e al prestigio delle cariche burocratiche. Per scivolare attraverso questa fenditura e incontrare l’umanità nuda del paziente, il medico deve spogliarsi di quei pesi che rendono il passo goffo e il cuore sordo:

  • L’egocentrismo clinico: L’illusione che l’astrazione della patologia sia più reale della persona che ne porta il peso.
  • L’armatura del tecnicismo: Il rifugio dietro schermi, moduli e fredde analisi che distanziano dallo sguardo e dal mistero dell’altro.
  • La vanità del consenso: La ricerca del prestigio facile all’interno di un sistema che premia la velocità delle prestazioni a scapito della profondità della relazione.

Solo oltre questa soglia, spogliati dei paramenti del potere, il percorso stesso inizia a plasmare l’identità del medico.

3. La Via della Tribolazione: Il Peso del Cambiamento (Tetlimmene)

Non dobbiamo temere la fatica che avvertiamo quotidianamente: essa non è il segnale di un errore, ma la prova del fuoco della nostra missione. La lingua greca definisce il nostro cammino come tetlimmene, la via che è “stata schiacciata”. La Medicina Centrata sulla Persona è intrinsecamente angusta perché subisce la pressione costante — la thlipsos o tribolazione — esercitata dalle logiche economiche e dalle rigidità amministrative che vorrebbero ridurre il curare a un mero commercio di servizi. Questa pressione laterale è il segno che stiamo percorrendo la via tracciata per noi: una pratica medica priva di attriti o di scelte difficili è una pratica che ha smarrito la vita. È proprio in questa “via compressa” che fioriscono le Beatitudini della cura: beati i medici “poveri in spirito”, poiché, liberati dall’orgoglio della tecnica, sanno farsi abitare dalla sofferenza del paziente, trasformando l’attrito del mondo nel fondamento di una guarigione che trascende il dato biologico.

4. Il Rischio della Piazza Pubblica: L’Inerzia del Sistema (Eurychoros)

Dobbiamo guardare con sacro timore alla via larga, la eurychoros. Essa non è solo una strada comoda, ma evoca l’immagine dell’agorà, della piazza pubblica e del foro, dove ci si muove per pura inerzia sociale, trascinati dalla massa e da protocolli che deumanizzano il volto del malato. In questo spazio ampio non c’è attrito, ma non c’è nemmeno verità; il paziente svanisce in un codice e il medico si dissolve in un ingranaggio. Il rischio estremo è l’apoleia: non una dannazione astratta, ma lo “spreco” tragico del talento, del tempo e della vocazione del medico. È la dissoluzione dell’identità clinica nel flusso della folla, dove il senso profondo del nostro studio e della nostra dedizione viene disperso e perduto nell’insignificanza della massa.

5. L’Intenzionalità del Ritrovamento (Heurisko)

Affinché la nostra Scuola Medica risplenda come faro di umanità, non possiamo affidarci al caso. La via della cura autentica richiede uno sforzo attivo e incessante di ricerca, espresso dal verbo heurisko: cercare per trovare. Se pochi trovano questa via, non è per una congiuntura avversa, ma per una carenza di desiderio e di ricerca intenzionale. Come docenti e clinici dell’Università Ambrosiana, abbiamo il mandato di uscire dal flusso della “folla comoda” per cercare l’eccellenza nel segreto della relazione clinica.

  • Cerchiamo con determinazione il volto oltre la diagnosi, offrendo un ascolto che sappia sfidare la fretta imposta dal sistema.
  • Scegliamo l’attrito della responsabilità personale, opponendoci alla fluidità del disimpegno e del protocollo senz’anima.
  • Riconosciamo nella fatica della relazione non un ostacolo al nostro lavoro, ma il sigillo di una medicina che genera vita vera.

6. Conclusione: Verso la Vita della Medicina (Zoe)

In ultima analisi, questa diagnosi strutturale della vita medica non vuole essere un monito severo, ma una promessa di speranza. La perseveranza nella “via stretta” non è un sacrificio fine a se stesso, ma l’unico sentiero che conduce alla zoe: la vita nella sua pienezza, bellezza e autenticità. Quando accettiamo la pressione del mondo e l’angustia delle scelte etiche, non stiamo solo curando un organismo; stiamo salvando la nostra stessa professione dallo spreco e dall’oblio. Invito tutti voi, illustri colleghi, a non temere il peso del cambiamento: l’attrito che sentite è il battito di una medicina viva. È la prova che stiamo camminando insieme verso la vera guarigione.

Con profonda stima e dedizione,

Vito Galante

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Bioetica dell’adolescenza: L’ermeneutica kairologica di Giuseppe Rodolfo Brera e il magistero della Chiesa cattolica. Una sintesi epistemologica e clinica dell’Università Ambrosiana

Vito Galante*

 

Abstract:

Background and Objective:

The bioethics of adolescence currently stands at a critical crossroads, facing an increasingly pervasive biotechnological reductionism that threatens to detach clinical practice from its anthropological foundations1. This paper provides a high-level epistemological and clinical synthesis of the convergence between Person-Centered Medicine (PCM)—developed by Giuseppe Rodolfo Brera at the Ambrosiana University—and the Magisterium of the Catholic Church. It explores a revolutionary paradigm that views the adolescent not as a mere object of technical intervention, but as an integral person open to transcendence and the search for objective meaning.

Epistemological Framework:

Central to this analysis is Brera’s “epistemological revolution,” which shifts medicine from a deterministic, mechanist model toward an interactionist and teleonomic paradigm. This framework defines the human being as an inseparable tridimensional unity of body, mind, and spirit. By integrating cutting-edge discoveries in allostasis, epigenetics, and Psycho-Neuro-Endocrino-Immunology (PNEI), the paper demonstrates how subjective experiences and the “quality” of the clinical relationship are directly transduced into biological signals, thereby redefining health as the “choice of the  true  possibilities for being the best human person”.

Methodology and Key Concepts:

The study details the Kairological approach, a new hermeneutics of human nature that identifies adolescence as a “propitious time” (Kairos) wherein the human vocation for Truth, Love, and Beauty reveals itself with maximum intensity. The Theory of the Relativity of Health (HRT) is presented as a conceptual and mathematical structure (Hp = K (Iq x Cq)), positioning health as a result of the quality of an individual’s interpretations and choices. Furthermore, the paper examines the Person-Centered Clinical Method (PCCM), emphasizing its maieutic role in fostering adolescent resilience through ethical self-determination.

Theological Convergence and Ethical Implications:

A profound ontological integration is identified between Brera’s thought and Catholic bioethics, particularly regarding the sacrality of life and the dignity of the person as Imago Dei. Drawing from encyclicals such as Evangelium Vitae and instructions like Dignitas Personae, the analysis highlights a shared critique of subjectivistic autodetermination, proposing instead a “responsible autonomy” oriented toward objective truth.

Clinical Application and Conclusions:

The paper highlights the role of the Scuola Medica di Milano and the Ambrosiana University as global epicenters for this paradigm, documenting the experimental validation of PCM in improving adolescent resilience and quality of life. The synthesis concludes that the bioethics of adolescence, rooted in both scientific rigor and Christian anthropology, offers a powerful “science of man” capable of resisting the commodification of health. It affirms the ontological priority of being over technique (Sum ergo cogito), guiding the adolescent toward a future of hope and truth.

Keywords: Person-Centered Medicine, Kairology, Adolescentology, Bioethics, Catholic Magisterium, Epigenetics, Resilience, Giuseppe Rodolfo Brera.

 

La bioetica dell’adolescenza rappresenta oggi una delle frontiere più complesse e affascinanti della riflessione medica e filosofica contemporanea. In un’epoca segnata da un riduzionismo biotecnologico sempre più pervasivo, la necessità di rifondare l’approccio clinico e pedagogico su basi antropologiche solide appare non solo opportuna, ma urgente. Questo rapporto analizza in profondità la convergenza tra la Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzata da Giuseppe Rodolfo Brera presso l’Università Ambrosiana, e il magistero della Chiesa cattolica, delineando un modello di cura che vede l’adolescente non come un oggetto di intervento tecnico, ma come una persona integrale, aperta alla trascendenza e alla ricerca di senso.

L’epistemologia della medicina centrata sulla persona: La rivoluzione di Giuseppe Rodolfo Brera

La medicina, sin dai tempi di Claude Bernard, si è strutturata attorno a un paradigma deterministico e meccanicista che ha teso a separare la mente dal corpo e il paziente dalla sua soggettività.1 Giuseppe Rodolfo Brera, a partire dalla fondazione della Scuola Italiana di Adolescentologia nel 1983, ha avviato una critica sistematica a questo modello, proponendo una “rivoluzione epistemologica” che ha trovato la sua consacrazione ufficiale tra il 1998 e il 1999 con l’istituzione della Medicina Centrata sulla Persona.3

Il cuore di questa rivoluzione risiede nel passaggio da una visione deterministica a una interazionista e teleonomica.2 Brera sostiene che l’essere umano è un’unità tridimensionale inscindibile di corpo, mente e spirito.5 Questa triade non è una semplice somma di parti, ma un sistema dinamico in cui ogni dimensione influenza le altre in modo indeterministico. La salute, in questo contesto, non è più la mera assenza di malattia o un equilibrio omeostatico statico, ma viene ridefinita come “la scelta delle possibilità vere  per essere la miglior persona umana”.2

Fondamenti scientifici del nuovo paradigma

L’approccio di Brera non è puramente speculativo, ma si fonda sulle più avanzate scoperte delle scienze biologiche e mediche degli ultimi cinquant’anni. Egli integra criticamente la teoria dell’allostasi di Peter Sterling e Joe Heyer, che supera il concetto di omeostasi di Cannon, dimostrando come l’organismo non cerchi un ritorno a un punto fisso, ma una stabilità attraverso il cambiamento, mediata dai centri superiori del cervello.2

Inoltre, la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI) fornisce la base sperimentale per comprendere come i vissuti soggettivi, le emozioni e lo stress vengano trasdotti in segnali biologici.2 Le ricerche di Erik Kandel sulla neurobiologia della memoria e dell’apprendimento, insieme agli studi di Moshe Szyf e Michael Meaney sull’epigenetica, confermano che l’ambiente e le interazioni umane possono modificare l’espressione genica.2 Questo significa che la “qualità” della relazione clinica e la “qualità” della vita del soggetto hanno un impatto diretto e misurabile sulla sua biologia.2

Elemento di Confronto Medicina Tradizionale (Bernardiana) Medicina Centrata sulla Persona (Brera)
Modello Biologico Determinismo lineare Interazionismo indeterministico
Concetto Chiave Omeostasi (Stabilità fissa) Allostasi (Stabilità nel cambiamento)
Visione dell’Uomo Riduzionismo biologico Unità Spirituale-Psichica-Somatica
Rapporto con il Paziente Distaccato, tecnico Empatico, maieutico, centrato sulla persona
Ruolo dell’Ambiente Variabile esterna da controllare Fattore epigenetico costitutivo
Definizione di Salute Assenza di sintomi Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana

 

 

La Kairologia: L’adolescenza come tempo opportuno

Un pilastro fondamentale del pensiero di Brera è la “Kairologia”, un neologismo derivato dal greco Kairos (momento opportuno) contrapposto al Chronos (tempo lineare e quantitativo).8 Presentata ufficialmente nel 1993, la Kairologia si propone come una nuova ermeneutica della natura umana nata proprio dallo studio clinico degli adolescenti.8

Secondo la teoria kairologica, l’adolescenza non è una fase di “crisi” o un semplice passaggio biologico dominato dagli ormoni, ma è il tempo in cui la natura umana rivela con massima intensità la sua vocazione spirituale.2 L’adolescente è colui che pone alla realtà domande fondamentali di verità, amore e bellezza.8 Queste non sono astrazioni filosofiche, ma necessità ontologiche che richiedono risposte oggettive.7

La Kairologia documenta l’esistenza di un “codice semantico” nella natura umana, orientato teleonomicamente verso la ricerca di significato.5 In questa prospettiva, la sofferenza dell’adolescente spesso non è una patologia psichiatrica nel senso tradizionale, ma un “grido” dello spirito che non trova risposte adeguate alla sua domanda di senso.6 Il metodo Kairos, sviluppato presso l’Università Ambrosiana, mira a supportare l’adolescente nel riconoscere queste domande e nel costruire la propria resilienza attraverso scelte etiche e consapevoli.6

La teoria della relatività della salute

Brera ha formalizzato questa visione in una struttura matematica e concettuale definita “Teoria della Relatività della Salute” (HRT).2 La salute di un individuo, specialmente in una fase plastica come l’adolescenza, è relativa alla qualità della sua interpretazione degli eventi e alla qualità delle sue scelte.2

 

Hp = K (Iq x Cq)

In questa formula, Hp rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo. (Health potential), K è la costante Kairologica (la domanda innata di verità-amore-bellezza), Iq è la qualità dell’interpretazione (Interpretation quality) e Cq è la qualità delle scelte (Choices quality).2 Tale approccio sposta il baricentro della medicina dalla cura del corpo alla cura della “persona che abita il corpo”, rendendo l’adolescente il protagonista attivo della propria costruzione identitaria e sanitaria.2

Bioetica e magistero della Chiesa cattolica: La sacralità della vita e della persona

Il pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera trova una profonda sintonia con la bioetica della Chiesa cattolica, la quale fonda ogni riflessione sulla dignità intrinseca della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio.13 La Chiesa sostiene che la vita umana sia sacra e inviolabile dal momento del concepimento fino alla morte naturale.15

Il valore della persona in Evangelium Vitae

L’enciclica Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II (1995) rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la bioetica cattolica.17 In essa, il Pontefice afferma che “il Vangelo dell’amore di Dio per l’uomo, il Vangelo della dignità della persona umana e il Vangelo della vita sono un unico e indivisibile Vangelo”.19 Questa visione integrale rifiuta ogni forma di riduzionismo che vorrebbe separare la dimensione biologica da quella spirituale.

Per la Chiesa, l’adolescente non è un essere umano “in divenire”, ma una persona dotata di piena dignità, la cui coscienza deve essere formata e rispettata.20 La sfida educativa, come ribadito recentemente dalla Pontificia Accademia per la Vita, consiste nell’accompagnare i giovani a cogliere il valore della vita come dono e non come possesso disponibile.13

Dignitas Personae e le sfide della ricerca biomedica

L’istruzione Dignitas Personae (2008) della Congregazione per la Dottrina della Fede approfondisce le questioni morali legate alla ricerca biomedica, ribadendo che ogni intervento sul corpo umano deve rispettare l’integrità e la vocazione della persona.23 La bioetica cattolica non è un insieme di divieti, ma un “sì” alla vita che attinge sia alla luce della ragione che a quella della fede per elaborare una visione integrale dell’uomo.23

La Chiesa sottolinea l’importanza della formazione della coscienza morale affinché i giovani possano navigare tra le sfide del progresso tecnologico senza smarrire il senso del bene comune e della propria dignità.21 In questo senso, la bioetica cattolica e la Kairologia di Brera convergono nell’indicare la verità come orizzonte ultimo dell’agire umano.10

Convergenze epistemologiche e antropologiche tra PCM e pensiero cattolico

La relazione tra la Medicina Centrata sulla Persona e il magistero cattolico non è solo di vicinanza tematica, ma di vera e propria integrazione ontologica. Brera riconosce esplicitamente l’impatto del cristianesimo nella storia della medicina, vedendo nella figura di Cristo l’incarnazione dell’Essere e della Verità che ha dato fondamento alla cura della persona.10

Punto di Convergenza Prospettiva di Brera / Università Ambrosiana Prospettiva della Chiesa Cattolica
Definizione di Uomo Unità tridimensionale (Corpo-Mente-Spirito) Unità sussistente di anima e corpo
Fondamento Etico Ricerca di Verità, Amore e Bellezza (Kairologia) Vocazione alla Verità e all’Amore (Imago Dei)
Status dell’Embrione Persona umana individuale sin dal concepimento Essere umano con dignità di persona sin dal concepimento
Finalità della Cura Maieutica del senso dell’essere uomo Servizio alla vita e alla dignità integrale
Ruolo della Verità Dio come Verità divina e fondamento dell’essere Cristo come Via, Verità e Vita
Libertà e Scelta Autodeterminazione orientata al bene oggettivo Autonomia come obbedienza alla legge morale

 

La critica all’autodeterminazione soggettivistica

Uno dei punti di maggiore attrito con la cultura laica dominante, e di massima convergenza tra Brera e la Chiesa, è la critica al concetto di autodeterminazione inteso come arbitrio assoluto.10 Brera definisce “falsa verità” l’idea che l’uomo possa decidere arbitrariamente sulla vita altrui (come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia).10 Per Brera, questo atteggiamento è un “delirio di onnipotenza” che nega la natura divina della verità.10

Allo stesso modo, la bioetica cattolica insegna che la vera libertà non consiste nel fare ciò che si vuole, ma nel fare ciò che è vero e bene.18 L’adolescente deve essere educato a un’autodeterminazione che sia risposta responsabile a una vocazione, non semplice cedimento a impulsi o condizionamenti sociali.26

L’Adolescentologia clinica: Metodologia e applicazione

L’Adolescentologia, istituita dal prof. Brera a Milano nel 1983, è la disciplina che traduce questi principi in pratica clinica.4 Essa non è una sottospecialità della pediatria o della medicina interna, ma una scienza multidisciplinare che studia l’adolescenza nella sua interezza.8

Il metodo clinico centrato sulla persona (PCCM)

Il PCCM, presentato ufficialmente nel 1998, si basa su una struttura metodologica rigorosa che integra la soggettività del paziente nel processo diagnostico e terapeutico.5 Il Manifesto del Metodo Clinico stabilisce che la persona deve essere accolta nella sua unità irriducibile prima di essere classificata come “paziente”.5

Il clinico che applica questo metodo deve essere capace di “mettere tra parentesi” la patologia per incontrare l’adolescente nei suoi valori, speranze e timori.5 Questo approccio maieutico permette di trasformare l’atto medico in un incontro interpersonale ricco di valori etici e affettivi.5

La validazione sperimentale del metodo

Per la prima volta nella storia della medicina, un metodo clinico è stato sottoposto a validazione sperimentale.5 Uno studio condotto su 144 rapporti clinici redatti da medici formati presso l’Università Ambrosiana ha confermato la validità e l’efficacia del paradigma centrato sulla persona nel migliorare la qualità della vita e la resilienza degli adolescenti.5 Questo risultato dimostra che l’approccio umanistico e spirituale non è in contrasto con il rigore scientifico, ma ne costituisce il necessario completamento.

Diritti e doveri dell’adolescente: Una visione kairologica

Nel 2013, durante il congresso internazionale “Adolescence, Health and Human Rights” a Milano, il prof. Brera ha delineato una carta dei diritti dell’adolescente basata sui principi della PCM.31 Questi diritti non sono semplici pretese legali, ma necessità ontologiche per lo sviluppo della persona.

Diritto dell’Adolescente Fondamento e Significato
Diritto alla Verità, Amore e Bellezza Risposta alla domanda naturale di significato evidenziata dalla Kairologia.
Diritto a una Nutrizione e Casa dignitose Condizioni materiali necessarie per la libertà di pensiero e studio.
Diritto allo Sviluppo delle Risorse Creative Dovere di applicarsi per il benessere individuale e sociale.
Diritto alla Salute come Scelta Responsabilità personale nel mantenere il proprio stato di salute.
Diritto al Rispetto della Vita Dal concepimento alla morte naturale, in difesa della propria e altrui dignità.
Diritto a un Ambiente Familiare sereno Dovere dei genitori di fornire un clima di amore e educazione morale.

 

Questa visione sottolinea che ogni diritto comporta un dovere corrispondente.6 L’adolescente è chiamato a impegnarsi con onore e giustizia per costruire le risorse necessarie alla propria vita e a quella della società.6 Questo equilibrio tra diritti e doveri riflette l’ecologia umana promossa dal magistero cattolico, in cui la persona è sempre inserita in una rete di relazioni e responsabilità.16

Bioetica del consenso informato nel minore

Il tema del consenso informato per l’adolescente è uno dei nodi più delicati della bioetica contemporanea. La legge 219/2017 in Italia specifica che il minore ha diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e decisione.20 Tuttavia, il quadro normativo deve essere integrato da una riflessione bioetica profonda sulla “maturità” della coscienza.21

La formazione della coscienza secondo la Chiesa

Per la Chiesa cattolica, il consenso non è solo un atto formale di accettazione di un trattamento, ma deve nascere da una coscienza retta e formata.21 Il cristianesimo ha giocato un ruolo cruciale nel far riconoscere alla coscienza occidentale l’inviolabilità della vita.21 Nell’adolescente, questo processo di formazione è in pieno svolgimento e richiede che i genitori e i curanti non si limitino a informare, ma educhino alla verità.20

Il counselling medico orientato alla persona

Il counselling medico, teorizzato da Brera nel 1991 come precursore della PCM, è lo strumento clinico per gestire questa complessità.5 Esso non mira a manipolare la volontà del minore, ma a rimodellare l’empathy tradizionale in un metodo strutturato che permetta all’adolescente di partecipare attivamente alle decisioni cliniche in modo consapevole e coerente con i propri valori.5 La fede religiosa del paziente è qui considerata un alleato fondamentale del processo di guarigione e di scelta etica.5

Sfide contemporanee: Pandemia, tecnologia e resilienza

La recente pandemia di Covid-19 ha messo a dura prova la salute mentale e spirituale degli adolescenti, definendo quella che Brera chiama una “syndemic”.2 Il documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2021 ha evidenziato come l’isolamento e l’interruzione dei percorsi educativi abbiano ferito profondamente i giovani.22

La Resilienza-Based Health Theory (RBHT)

In risposta a questa crisi, Brera ha proposto la “Resilienza-Based Health Theory”, che vede la salute come un processo di adattamento creativo basato sulla qualità dell’interpretazione dei traumi.2 La resilienza non è una dote innata e fissa, ma una capacità che può essere potenziata attraverso un’educazione centrata sulla persona e sul senso del trascendente.6

La formula della resilienza sanitaria (HRz) tiene conto dell’interazione tra il potenziale individuale (IPq) e le scelte di coping (CP+).2 Questo modello permette di intervenire non solo con farmaci, ma con percorsi di “laboratorio creativo” e counselling che restituiscano all’adolescente la speranza e la gioia di vivere.33

Il ruolo dell’Università Ambrosiana e della Scuola Medica di Milano

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona.3 Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.5

Personalità come Vito Galante hanno dato un contributo fondamentale all’applicazione pratica di queste teorie, agendo come pionieri nel campo dell’adolescentologia clinica e della genitorialità consapevole.11 Galante ha sottolineato l’importanza di un’ermeneutica centrata sulla persona per l’educazione alla salute degli adolescenti, specialmente di quelli “invisibili” che non trovano spazio nei protocolli standardizzati.11

L’eccellenza della formazione post-universitaria

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include Master in Medicina Centrata sulla Persona e in Adolescentologia Clinica, rappresenta un’unicità nel panorama mondiale.34 Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.5

Iniziativa / Dipartimento Funzione e Impatto
Scuola Medica di Milano Formazione di medici nel paradigma della PCM dal 1998.
Centro Studi Kairologici Ricerca sull’ermeneutica della natura umana e metodo Kairos.
Società Italiana di Adolescentologia (SIAd) Promozione della medicina dell’adolescenza in Italia dal 1983.
Person Centered Medicine International Academy Diffusione mondiale del paradigma e pubblicazione di ricerche.
Master in Educazione alla Salute Formazione di esperti nella promozione della resilienza giovanile.

4

Considerazioni conclusive e prospettive future

La bioetica dell’adolescenza, vista attraverso il prisma del pensiero di Giuseppe Rodolfo Brera e del magistero della Chiesa cattolica, emerge come una disciplina di speranza e di verità. La convergenza tra i dati scientifici dell’epigenetica e della PNEI con le verità eterne dell’antropologia cristiana offre una sintesi potente e necessaria per la medicina del terzo millennio.2

L’adolescente non deve essere ridotto a un insieme di reazioni biochimiche o a un consumatore di prestazioni sanitarie. Egli è un “nobile mistero” che cerca la verità e la bellezza.2 Il compito del medico e dell’educatore è quello di essere testimoni di questo valore infinito, aiutando il giovane a scegliere la vita e a costruire la propria salute come un atto di libertà e di amore.5

La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.10 L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, e specialmente in ogni giovane, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo.10

In sintesi, la bioetica dell’adolescenza secondo Brera e la Chiesa cattolica non è solo una branca della morale medica, ma è un’affermazione ontologica: “Sum ergo cogito”.10 L’essere precede il pensiero e la tecnica; la vita è un dono che precede ogni nostra volontà. Solo partendo da questo riconoscimento l’adolescente potrà trovare il coraggio di essere sé stesso e di affrontare le sfide del futuro con la resilienza di chi sa di essere amato e chiamato alla verità.

 

 

Bibliografia

  1. Brera GR. La medicina centrata sulla persona. ResearchGate [Internet]. 2014 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/268799611_LA_MEDICINA_CENTRATA_SULLA_PERSONA
  2. Università Ambrosiana. The shift of Medicine to the Person-Centered Medicine paradigm [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/The%20Medicine%20shift%20to%20the%20Person-centered%20Medicine%20paradigm%20(2).pdf
  3. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana News; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/
  4. Università Ambrosiana. Dipartimento di Adolescentologia – Home Page [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/dipado.htm
  5. Università Ambrosiana. Person-Centered Medicine History [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PCM_History.pdf
  6. Università Ambrosiana. Highlights from the International Congress Person-Centered Medicine [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/HIGHLIGHTS%20FROM%20THE%20INTERNATIONAL%20CONGRESS.pdf
  7. Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
  8. Adolescentologia Online. Cosa è l’adolescentologia? – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/cosa-e-ladolescentologia/
  9. Università Ambrosiana. Centro Studi Kairologici [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html
  10. Università Ambrosiana. Essere e Persona [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Essere_e_Persona.pdf
  11. Brera GR. Assisi 2005: Final Program Person-centered health LTC [Internet]. ResearchGate; 2005 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/profile/Giuseppe-R-Brera/post/Are_you_aware_that_the_WHOs_concept_of_health_has_been_buried/attachment/690a9ea0008236635e694c24/AS%3A11431281713415902%401762302741329/download/Final+Program+Person-centered+health+LTC.pdf
  12. Brera GR. Person-Centered Health and the Resilient Adolescent. ResearchGate [Internet]. 2025 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/398829767_Person-Centered_Health_and_the_Resilient_Adolescent
  13. Rivista Studia Bioethica. La bioetica nella visione cristiana [Internet]. Ateneo Pontificio Regina Apostolorum; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://riviste.upra.org/index.php/bioethica/article/download/3305/2465/6033
  14. Pontificia Accademia di Teologia. Rivista PATH, anno XV, n. 1 [Internet]. Città del Vaticano: PATH; 2016 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.theologia.va/content/dam/cultura/docs/pdf/accademie/path/Path%202016-1.pdf
  15. Movimento per la Vita Italiano. Questione di vita. Perché la bioetica è così importante per la Chiesa? Bollettino Sì alla Vita, n. 239 [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.siallavita.org/Bollettino_Si_alla_Vita_n.239.pdf
  16. CNOS-FAP. Relatio Synodi [Internet]. Roma: CNOS-FAP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.cnos-fap.it/page/relatio-synodi
  17. Comolli GM. Documenti di Bioetica [Internet]. Gian Maria Comolli Sito Ufficiale; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: http://www.gianmariacomolli.it/documenti-di-bioetica/
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  20. Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP). Guida pratica: bioetica dell’età evolutiva per il pediatra [Internet]. FIMP; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.fimp.pro/images/guide/bioetica.pdf
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  22. Santa Sede. Documento della Pontificia Accademia per la Vita. Bollettino Sala Stampa della Santa Sede [Internet]. Città del Vaticano; 2021 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2021/12/22/0871.html
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  24. Cavana P. La morte e il diritto: pluralismo confessionale e scelte di fine vita. Stato, Chiese e pluralismo confessionale [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://d1vbhhqv6ow083.cloudfront.net/contributi/cavana_la_mortem2.pdf
  25. OAPEN Library. La libertà di manifestazione del pensiero e la libertà religiosa [Internet]. Firenze University Press; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://library.oapen.org/bitstream/handle/20.500.12657/54875/9788884538420.pdf
  26. Comitato Sanitario Nazionale. Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/societa-italiana-di-adolescentologia-e-medicina-delladolescenza/
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  31. Società Italiana di Adolescentologia. Milano 2013: Adolescence, Health and Human Rights [Internet]. Milano; 2013 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologia.it/pdf/Adolescence%20health%20and%20human%20rights.pdf
  32. Diritto Penale Contemporaneo. Rivista Trimestrale, n. 4/2020 [Internet]. Criminal Justice Network; 2020 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://dpc-rivista-trimestrale.criminaljusticenetwork.eu/pdf/DPC_Riv_Trim_4_2020_finale.pdf
  33. Diocesi di Castellaneta. Essere persone significative per vivere le sfide della genitorialità [Internet]. Ufficio di Pastorale Familiare; 2021 [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.diocesicastellaneta.net/wp-content/uploads/sites/2/2021/03/12/essere-persone-significative-per-vivere-le-sfide-della-genitorialita.pdf
  34. Adolescentologia Online. Categoria: Scuola Medica di Milano [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/scuola-medica-di-milano/
  35. Adolescentologia Online. Università Ambrosiana – Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [Internet]. [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/category/univerita-ambrosiana/
  36. Università Ambrosiana. Workshop: Programma Workshop CCP 8 Maggio [Internet]. Milano: Università Ambrosiana; [citato 8 gen 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/PROGRAMMA%20Workshop%20CCP%208%20Maggio.pdf

 

 

 

* Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

La Custodia dell’Umano nella Transizione Digitale: Lettura Clinico-Epistemologica dell’Enciclica “Magnifica Humanitas” alla Luce dei Principi della Medicina Centrata sulla Persona

Vito Galante [1]

Abstract

The intersection between theological-social thought and medical clinical epistemology has reached a critical milestone with the publication of Pope Leo XIV’s first encyclical, Magnifica Humanitas (2026). By establishing a relational, Augustinian-Franciscan anthropological framework centered on the premise “we are a desire, not an algorithm,” the encyclical provides a profound critique of the technocratic paradigm. This paper, authored from the perspective of Person-Centered Medicine (PCM) pioneered by Prof. Giuseppe R. Brera, examines the structural and epistemological convergences between the papal magisterium and the PCM clinical paradigm. Both frameworks challenge the reductionist view of the human subject—whether manifested as the data-driven commodification of Silicon Valley’s “tech bro” culture or as the biological fragmentation of Cartesian medicine. Through the lens of Brera’s theory of the relativity of biological reactions to coping and his kairological approach, this study redefines the digital environment as an epigenetic determinant of health. Special focus is dedicated to the clinical manifestations in adolescence, particularly the “Mercury Syndrome” (smartphone addiction), illustrating how the restoration of “inner freedom” and authentic desire constitutes an essential therapeutic objective in medical counseling.

Keywords: Person-Centered Medicine, Magnifica Humanitas, Leo XIV, Giuseppe R. Brera, Clinical Epistemology, Kairology, Adolescentology, Mercury Syndrome.

 

Le Res Novae della Transizione Algoritmica e il Nuovo Magistero Sociale

La contemporaneità è attraversata da una transizione d’epoca in cui le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale non si configurano più come semplici protesi strumentali, bensì come un vero e proprio ambiente antropologico di vita e una pervasiva forma di potere geopolitico.[^1] In questo scenario di profonda riconfigurazione identitaria, l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio con il nome di Leone XIV, avvenuta l’8 maggio 2025 al quarto scrutinio dinnanzi a oltre centocinquantamila fedeli, ha segnato l’avvio di un magistero fortemente caratterizzato da un’acuta sensibilità sociale e antropologica.[^2] Primo pontefice di nazionalità statunitense, ma forte di una complessa ascendenza multiculturale — comprendente radici siciliane, normanne, creole e ispaniche — e di una lunga e significativa esperienza missionaria sul campo in Perù, Leone XIV ha assunto il proprio nome papale in esplicita continuità con Leone XIII, il pontefice che nel 1891 inaugurò la dottrina sociale della Chiesa attraverso l’enciclica Rerum Novarum, offrendo una risposta cattolica ai traumi sociali della seconda rivoluzione industriale.[^3]

La prima enciclica di Leone XIV, intitolata Magnifica Humanitas e firmata il 15 maggio 2026, si colloca programmaticamente nel 135° anniversario di quel documento storico, proponendosi di affrontare le nuove “res novae” rappresentate dalla digitalizzazione pervasiva, dall’intelligenza artificiale, dalla robotica e dalle biotecnologie.[^1] Il testo, la cui pubblicazione ufficiale ed esposizione al pubblico è avvenuta il 25 maggio 2026, consta di circa 42.000 parole organizzate in cinque capitoli e 245 paragrafi, e costituisce il primo solenne documento del magistero pontificio interamente dedicato alla custodia della persona nell’era algoritmica.[^4] La rilevanza editoriale e culturale del documento è testimoniata dalla sua immediata traduzione in volumi cartacei, tra cui l’edizione ufficiale della Libreria Editrice Vaticana uscita il 29 maggio 2026 e la successiva edizione della collana “Idee” di Feltrinelli pubblicata il 9 giugno 2026.[^5]

La presentazione dell’enciclica, svoltasi nell’Aula del Sinodo alla presenza del pontefice e di eminenti personalità del mondo scientifico e teologico — tra cui la teologa Anna Rowlands e Chris Olah, co-fondatore di Anthropic —, ha esplicitato la metodologia di discernimento comunitario proposta dalla Chiesa.[^1] Essa non si risolve in un rifiuto luddista del progresso tecnologico, ma ne contesta radicalmente la presunta neutralità etica, svelandone la natura di costrutto gravato dagli interessi economici, politici e morali di coloro che ne detengono lo sviluppo e l’monopolio conoscitivo.[^6]

Parallelamente, nel campo delle scienze mediche, il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (MCP), teorizzato a partire dal 1999 dal Prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana e Direttore della Scuola Medica di Milano, ha promosso una rivoluzione epistemologica speculare.[^7] La MCP si erge contro il riduzionismo biologico di derivazione post-bernardiana, che riduce il malato a mero aggregato di parametri biochimici e parcellizzazioni d’organo, ripristinando la dignità clinica del soggetto inteso come unità inscindibile e bidirezionale di corpo, mente e spirito.[^8] Si registra pertanto una straordinaria convergenza strutturale tra l’antropologia teologico-sociale di Leone XIV e l’epistemologia clinica di Brera: entrambe si propongono come baluardi a difesa dell’integrità soggettiva contro la reificazione operata dai riduzionismi tecnologici e biomedici.[^9]

La Svolta Epistemologica Agostiniano-Francescana e la Teleonomia Clinica

Il desiderio come nucleo dell’Io

Sotto il profilo teologico-letterario, la Magnifica Humanitas introduce una netta discontinuità rispetto alla tradizionale metafisica aristotelico-tomista che ha storicamente dominato i documenti magisteriali della Chiesa cattolica. All’interno dell’enciclica, San Tommaso d’Aquino viene citato solamente tre volte, a fronte di circa dieci richiami a Sant’Agostino e oltre trenta citazioni dei testi programmatici di Papa Francesco, quali Laudato si’, Fratelli tutti e Laudate Deum. Questa svolta epistemologica agostiniana e francescana trova la sua massima espressione nel manifesto antropologico formulato nel primo capitolo: «Siamo un desiderio, non un algoritmo».

L’affermazione definisce l’essere umano non come una macchina logico-funzionale ottimizzabile o un flusso computazionale di dati, bensì come desiderium Dei, un’apertura infinita contrassegnata dall’inquietudine del cuore (cor inquietum) che nessun calcolo probabilistico o quantitativo può saturare. Il desiderio, in questa accezione, non è una semplice pulsione emotiva o un deficit biologico da colmare, ma rappresenta la scaturigine della verità soggettiva, l’energia relazionale che spinge l’individuo oltre i propri limiti biologici alla ricerca di un significato ultimo e trascendente. [^1]

La teleonomia della natura umana

Questa prospettiva agostiniana si sovrappone in modo speculare al primo e fondamentale principio del Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, redatto da Brera il 7 dicembre 1999 e presentato ufficialmente il 29 gennaio 2000 presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.[^7] Brera asserisce che «il mondo della persona è teleonomico».[^7] La teleonomia clinica rappresenta la tendenza naturale, conscia o inconscia, della persona a costruire la propria natura come una realtà orientata alla ricerca attiva della verità, dell’amore e della bellezza, intesi come domande di significato essenziali per l’esistenza umana.[^7]

Mentre il paradigma meccanicista cartesiano interpreta la biologia umana come una sequenza deterministica di reazioni chimiche e riflessi condizionati, la MCP riconosce che l’organismo umano è strutturato per realizzare un “senso oggettivo della soggettività personale”.[^7] Il “desiderio” di cui scrive Leone XIV non è altro che la traduzione esistenziale e teologica della “teleonomia” di Brera: entrambe le categorie descrivono una forza non lineare, dotata di un’intenzionalità intrinseca che sfugge alla pura razionalità strumentale e che impedisce di ridurre la sofferenza, la cura e la salute a semplici parametri di efficienza o a meri output di un sistema automatizzato.[^7]

La Sindrome di Babele, il Colonialismo Digitale e la Frammentazione Biomedica

L’efficientismo dei “tech bro” e la sottomissione clinica

Nell’esaminare le deviazioni del progresso tecnologico, Leone XIV introduce l’efficace metafora delle due città: la ricostruzione di Gerusalemme contro l’edificazione di una nuova Torre di Babele.[^1] La “sindrome di Babele” descrive la pretesa prometeica delle forze tecno-industriali contemporanee — la cosiddetta cultura dei “tech bro” di Silicon Valley — di edificare una società imperniata unicamente sul potere tecnico, sull’idolatria del profitto e sull’autosufficienza arrogante, dove l’efficienza diviene l’unica misura del valore e l’essere umano viene ridotto a risorsa sacrificabile o a dato prestazionale.[^10] Un esempio esplicito di questa deriva è individuato dall’enciclica nell’operato di Palantir Technologies di Peter Thiel, azienda che utilizza la predizione algoritmica per scopi di sorveglianza e controllo militare, usurpando persino la simbologia letteraria e mitologica per legittimare un sistema di disumanizzazione e monopolio conoscitivo.[^10]

Un parallelismo storico illuminante emerge laddove Leone XIV, con un inedito atto di trasparenza, chiede formalmente perdono a nome della Chiesa per aver tollerato e condannato tardivamente (solo nel XIX secolo) la schiavitù storica.[^1] Questo mea culpa si trasforma in un severo monito per il presente: la cecità etica di ieri non deve ripetersi oggi di fronte al “colonialismo digitale” e alle nuove forme di schiavitù invisibile.[^1] Tra queste, l’enciclica denuncia lo sfruttamento dei giovani del Sud del mondo sottopagati per l’etichettatura dei dati (data-labeling) e la devastazione ambientale legata all’estrazione mineraria selvaggia necessaria per i dispositivi tecnologici.[^1]

La frammentazione clinica e l’analfabetismo epistemologico

In ambito scientifico, questa dinamica corrisponde alla frammentazione clinica operata dalla biomedicina di derivazione bernardiana.[^11] Nel tentativo di applicare unicamente il metodo galileiano e bernardiano, la medicina scientifica ha storicamente rimosso la soggettività del paziente, riducendo la clinica allo studio della malattia organica isolata dal contesto esistenziale.[^11] Il dualismo cartesiano ha separato la res extensa (il corpo-macchina da riparare) dalla res cogitans (la mente), ignorando la dimensione dello spirito e riducendo la diagnosi a un mero atto tecnico.[^11] La “Torre di Babele” tecnologica e il riduzionismo biomedico condividono la medesima radice: l’illusione che la scomposizione analitica del soggetto (in flussi di dati digitali o in biomarcatori molecolari) possa esaurire la complessità e la sacralità della persona.[^10]

Secondo Brera, la classe medica contemporanea è spesso intrappolata in un vero e proprio “analfabetismo epistemologico” che impedisce di cogliere l’unità teleonomica del paziente, determinando una pratica frammentata in iperspecializzazioni che perdono di vista il volto dell’individuo.[^9] Per superare tale frammentazione, la MCP propone l’applicazione della Clinical Epoché (sospensione del giudizio) di derivazione fenomenologica husserliana: il clinico deve “mettere tra parentesi” la ricerca immediata del sintomo nosografico per focalizzarsi prioritariamente sulla “Diagnosi della Persona” nella sua globalità tridimensionale.[^9] L’efficacia di questo approccio non è meramente speculativa: l’applicazione clinica del metodo clinico centrato sulla persona (Person-Centered Clinical Method – PCCM) ha dimostrato un miglioramento del 95% nella comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari, smentendo la presunta inefficienza economica dei modelli personalistici.[^9]

Dimensione Epistemologica Il Paradigma Riduzionista (La Nuova Babele / Modello Somatico Bernardiano) Il Paradigma Centrato sulla Persona (La Nuova Gerusalemme / Modello MCP)
Ontologia dell’Umano L’uomo come algoritmo biologico o digitale; somma algebrica di prestazioni, dati molecolari e profili comportamentali. L’uomo come unità tridimensionale inscindibile (corpo, mente, spirito) e teleonomica, creata a immagine di Dio.
Finalità del Sistema Massimizzazione dell’efficienza quantitativa, del profitto economico e della potenza tecnologico-militare. Sviluppo umano integrale; promozione del bene comune, della sussidiarietà, della giustizia sociale e della salute.
Definizione di Salute Assenza di alterazioni somatiche misurabili; ottimizzazione artificiale delle risposte biologiche (transumanesimo). Processo dinamico di adattamento creativo e costruzione attiva di fattori protettivi attraverso il coping e lo stile di vita. Scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana
Metodo Decisionale Automazione, delega algoritmica, calcolo utilitaristico mezzi-fini privo di responsabilità etica. Discernimento etico, ascolto empatico, responsabilità soggettiva e relazione terapeutica maieutica.
Efficacia ed Economia Elevata spesa sanitaria dovuta a esami e interventi inappropriati indotti dalla frammentazione iperspecialistica. Riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari e miglioramento del 95% nella comprensione e aderenza del paziente.
Approccio Clinico Diagnosi nosografica focalizzata esclusivamente sul sintomo d’organo e sui biomarcatori isolati. Clinical Epoché fenomenologica per brancolare il sintomo e realizzare una diagnosi globale della persona.
Ricadute Patogene Alienazione, “Sindrome di Mercurio”, allostasi alterata, frammentazione clinica ed espropriazione della libertà. Realizzazione della vocazione umana, coerenza esistenziale, resilienza immunitaria e salute globale.

Il Modello Interazionista: Allostasi, Teoria della Relatività della Salute (HRT) e Sistema S-B-E

 

Dalla stasi omeostatica al carico allostatico

La transizione dal paradigma riduzionista a quello personalista poggia su basi scientifiche interazioniste che superano il concetto statico di omeostasi introdotto da Walter Cannon, abbracciando la fisiologia dell’allostasi formulata da Sterling e Eyer.[^13] Mentre l’omeostasi postula il mantenimento della stabilità biologica attraverso parametri interni fissi, l’allostasi spiega come l’organismo mantenga attivamente la stabilità attraverso il cambiamento, adattando i propri parametri fisiologici (pressione arteriosa, secrezione ormonale, risposte immunitarie) in funzione delle percezioni cognitive e affettive che il cervello elabora in risposta all’ambiente.[^13]

Quando gli stimoli ambientali digitali diventano continui, pervasivi e alienanti, la risposta di adattamento si traduce in un sovraccarico allostatico (allostatic overload), il quale altera la coerenza del sistema psiconeuroendocrinoimmunologico (PNEI) e avvia processi patologici.[^13] La salute, dunque, cessa di essere definita come mera assenza di alterazioni somatiche, per essere concepita come la capacità soggettiva e dinamica di adattamento creativo e di scelta delle possibilità esistenziali vere.[^11]

 

La formalizzazione matematica della Teoria della Relatività della Salute (HRT)

Al fine di strutturare questa intuizione clinica, la Health Relativity Theory (HRT) formalizza la probabilità di salute (HP) della persona attraverso un’equazione matematica definita dall’interazione tra costanti kairologiche e polarità qualitative del vissuto soggettivo: [^9]

Hp=K(Iq x Cq)

 

La scomposizione analitica dei termini dell’equazione evidenzia le seguenti variabili: [^9]

  • HP (Health Probability): rappresenta la probabilità dello stato di salute, intesa non come dato statico-deterministico ma come potenziale dinamico di autorealizzazione dell’individuo.
  • K (Kairological Constant): esprime la costante kairologica del soggetto, ossia la sua naturale e intrinseca ricerca di significato, unità e coerenza armonica esistenziale.
  • Iq (Interpretation Quality): definisce la qualità dell’interpretazione che il soggetto opera rispetto alla propria esperienza e alle proprie possibilità esistenziali.
  • Cq (Choices Quality): esprime la qualità delle scelte compiute dal soggetto in condizioni di autentica libertà e verità morale.

 

La Resilience-Based Health Theory (RBHT)

In stretta assonanza con la HRT, la Resilience-Based Health Theory (RBHT) descrive matematicamente la resilienza sanitaria (HRz) e il rischio biologico (HrK) in funzione delle polarità della qualità interpretativa e di scelta del soggetto: [^16]

HRz=f(IPq+,CPq+)
Hrk=f(IPq-,CPq-)

All’interno di questo modello, le variabili IPq+ e CPq+ descrivono rispettivamente la polarità positiva della qualità di interpretazione e di scelta, mentre IPq- e CPq- rappresentano le loro polarità negative. [^16] Un coping disfunzionale, indotto da un ambiente digitale che manipola le scelte e frammenta la cognizione, deprime le polarità positive a favore di quelle negative, determinando un crollo della resilienza sanitaria e un incremento esponenziale del rischio biologico. [^16]

Il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) e l’Equazione Indeterministica Umana

Per descrivere come la transizione digitale agisca da determinante epigenetico in grado di modulare l’espressione genomica e le risposte biologiche, la MCP adotta il modello del Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E). Il passaggio da un modello deterministico lineare (tipico del mondo animale) a un modello interazionista indeterminato permette di formalizzare la reazione biologica globale dell’organismo (BR) attraverso la funzione: [^9]

BR= f(P,BS, SjS coping,E.S.,T1 ……Tx)

Il sistema definisce l’interazione dinamica delle seguenti variabili biologiche e soggettive: [^9]

  • BR: rappresenta la reazione biologica globale del soggetto (ad esempio, l’espressione genica, l’assetto citochinico o l’attività neuroendocrina).
  • P: rappresenta la persona nella sua unicità genetica, costituzionale e psicofisica.
  • BS (Biological Stimuli): definisce gli stimoli biologici diretti (agenti patogeni, stimolazioni fisiche o chimiche).
  • SjS coping (Subjective Stimuli): rappresenta gli stimoli soggettivi, comprensivi della qualità del coping esistenziale, delle emozioni, degli affetti, dei comportamenti e del sistema di valori interiorizzato dal soggetto.
  • S. (Environmental Stimuli): definisce gli stimoli ambientali, che includono variabili non direttamente controllate dal soggetto quali le cure parentali ricevute, il contesto culturale, la religione, gli eventi socio-politici e l’esposizione pervasiva alle tecnologie digitali.
  • T1…..Tx: rappresenta la dimensione temporale dello stato di transizione, dove l’indice x esprime la costante di imprevedibilità legata alla libertà e all’adattamento creativo della persona.

La formulazione clinico-epistemologica della relatività biologica dell’essere umano si compie attraverso l’equazione indeterminista della reazione biologica umana (HmRb): [^11]

HmRb=Pt x Qc/Bc

In questo framework: [^11]

  • HmRb rappresenta la reazione biologica globale umana (Human biological Reactions).
  • Pt indica le possibilità complessive di coping e di scelta (Possibilities of coping) ad un determinato tempo.
  • Qc esprime la qualità qualitativa del coping esistenziale e spirituale del soggetto (Coping quality), legata alle scelte libere del vissuto.
  • Bc indica le costanti biologiche strutturali e genetiche (Biological constants).

Attraverso questa formalizzazione, si evidenzia come la transizione digitale non rappresenti un fattore neutrale, ma costituisca un potente stimolo ambientale (E.S.) che, interagendo con la persona (P), ne altera la capacità di interpretazione e di coping (Qc), determinando una reazione biologica complessiva (HmRb) sbilanciata verso lo stress allostatico e la suscettibilità patologica. [^11

Capitolo della “Magnifica Humanitas” Principio Corrispondente della Medicina Centrata sulla Persona Implicazione Clinica ed Epistemologica
Capitolo 1: Un Pensiero Dinamico Fedele al Vangelo (L’uomo come desiderio, non algoritmo). Principio 1: Il mondo della persona è teleonomico (tendenza innata verso verità, amore e bellezza). La cura deve orientarsi alla realizzazione del progetto esistenziale del paziente, non alla sola riparazione somatica.
Capitolo 2: Fondamenti e Principi della Dottrina Sociale della Chiesa (Dignità, bene comune e sussidiarietà). Principio 2: La persona come soggetto globale (unione bidirezionale di corpo, mente e spirito). Superamento del dualismo cartesiano; pari dignità clinica alle dimensioni biologica, psicologica e spirituale.
Capitolo 3: Tecnica e Dominio. La Grandezza della Persona Davanti all’IA (Rifiuto del transumanesimo). Principio 4: Relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping. La salute è determinata dalla qualità dell’interpretazione esistenziale; la tecnologia deve servire, non sostituire, il coping.
Capitolo 4: Custodire l’Umano nella Trasformazione. Verità, Lavoro, Libertà (Difesa della libertà contro le dipendenze). Principio 5: La spiritualità come naturale richiesta di unità armonica e la religione come relazione con il Creatore. La dipendenza digitale altera l’unità armonica dell’Io; la riabilitazione richiede il recupero della domanda di significato.
Capitolo 5: La Cultura della Potenza e la Civiltà dell’Amore (Rifiuto della guerra algoritmica e della forza). Principio 6: La Salute come costruzione attiva di fattori protettivi mediante adattamento creativo e stili di vita sani. La violenza algoritmica e lo stress da prestazione sono fattori di rischio; la pace e la relazione terapeutica sono fattori protettivi.

La Sindrome di Mercurio: Allostasi Digitale e Temporalità Kairologica nell’Adolescenza

Fisiologia del sovraccarico allostatico digitale

La vulnerabilità alle stimolazioni dell’ambiente digitale trova il proprio epicentro clinico nell’età adolescenziale, fase in cui le strutture cerebrali e l’identità personale si trovano in uno stato di massima plasticità e transizione.[^12] Le ricerche condotte presso il Laboratorio di Ricerca in Adolescentologia e Counselling Medico della Scuola Medica di Milano hanno codificato questa emergenza clinica e neurobiologica sotto il nome di “Sindrome di Mercurio”.[^12] Questa patologia esistenziale è indotta dall’uso compulsivo dello smartphone e dalla ricerca ossessiva di gratificazione istantanea mediata dalle piattaforme social, che intrappolano l’adolescente in un circuito dopaminergico chiuso e puramente reattivo.[^12]

Sotto il profilo neurofisiologico, la costante esposizione a stimoli digitali frammentati impedisce il corretto sviluppo e l’attivazione della corteccia prefrontale e delle aree cerebrali deputate alla riflessione profonda, all’introspezione e all’elaborazione simbolica del vissuto.[^12] Limitando l’attività cognitiva a loop biologici di feedback immediato, la stimolazione digitale continuativa provoca una disregolazione cronica dell’asse corticotropo (ipotalamo-ipofisi-surrene).[^12] Questo stato di allerta biologica persistente innesca un sovraccarico allostatico che si manifesta con un incremento dei livelli sistemici di cortisolo e citochine pro-infiammatorie, deprimendo al contempo l’efficacia del sistema immunitario e aumentando la vulnerabilità dell’adolescente a patologie infiammatorie, infettive e disturbi della sfera affettiva.[^13]

 

Il counselling clinico e la maieutica del Kairos

La terapia della Sindrome di Mercurio non può risiedere in un approccio farmacocentrico o in protocolli direttivi spersonalizzanti, ma esige l’applicazione del metodo kairologico formulato da Brera.[^14] Nella clinica della persona, occorre operare una netta distinzione tra il tempo quantitativo, lineare e parcellizzato della tecnica (Chronos) e il tempo qualitativo dell’opportunità e del significato (Kairos).[^14] La kairologia si configura come l’ermeneutica della natura umana, in grado di leggere i segni dell’unità e del disagio laddove la clinica riduzionista vede solo frammenti di patologia d’organo.[^14] L’adolescenza è, per definizione, il Kairos dello sviluppo umano, il tempo opportuno in cui si strutturano le dimensioni logiche, affettive e spirituali del soggetto.[^14]

In questa cornice clinica, il richiamo di Leone XIV alla bellezza del «perdere tempo insieme» (wasting time together, par. 220 della Magnifica Humanitas) acquisisce una valenza terapeutica straordinariamente innovativa.[^1] Il “tempo perso” nella relazione interpersonale reale, corporea e incarnata è in verità “tempo salvato” dall’alienazione algoritmica: esso costituisce lo spazio kairologico fondamentale in cui l’adolescente può disattivare lo stato di allerta biologica, ripristinare l’allostasi e riscoprire la propria libertà interiore.[^13]

Il clinico che adotta il Metodo Clinico Centrato sulla Persona — avvalendosi anche degli strumenti operativi descritti nel Decalogo dell’adolescentologo non si limita alla diagnosi nosografica estrinseca della dipendenza tecnologica.[^12] Attraverso il counselling medico e l’ascolto empatico, il clinico agisce come facilitatore di un dialogo socratico e fenomenologico, guidando il giovane paziente a riappropriarsi della propria teleonomia, educandolo a discernere i desideri autentici dalle risposte indotte dagli algoritmi comportamentali e ripristinando la coerenza armonica tra corpo, mente e spirito.[^12]

Orizzonti di Ecologia Sociale e Clinica: Verso una Nuova Costituente Giuridica e Sanitaria

La transizione etica globale e la critica alla guerra algoritmica

La convergenza tra l’antropologia della Magnifica Humanitas e la Medicina Centrata sulla Persona apre scenari che travalicano l’ambito strettamente clinico per investire la dimensione politica e il diritto internazionale.[^15] Nel quinto capitolo dell’enciclica, Leone XIV affronta la “cultura della potenza” e la minaccia della guerra tecnologica, dichiarando la dottrina della “guerra giusta” definitivamente anacronistica di fronte all’avvento dell’intelligenza artificiale bellica e all’automazione della morte tramite sistemi d’arma autonomi.[^15] Il pontefice denuncia come l’affidamento delle decisioni letali a sistemi algoritmici rappresenti la massima espressione della “sindrome di Babele”, in cui la de-responsabilizzazione etica si coniuga con la potenza tecnica per annichilire la dignità umana.[^15]

Di fronte a questo cinismo geopolitico e alla frammentazione delle istituzioni sovranazionali, l’enciclica lancia un appello per la convocazione di una Costituente Universale per il Nuovo Diritto Internazionale.[^15] Questa assemblea planetaria, concepita come un fronte comune della coscienza umana, deve raccogliere i rappresentanti di tutte le grandi tradizioni spirituali e filosofiche — incluse le confessioni cristiane ortodosse e riformate, l’Islam sunnita e sciita, il buddismo e il pensiero laico — unitamente ai massimi esperti di diritto internazionale.[^15] L’obiettivo è la stesura di un codice normativo radicale, fondato su pilastri non negoziabili da presentare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, inteso a sottrarre agli Stati aggressori ogni alibi tecnologico e a preservare l’inderogabile responsabilità umana sulle decisioni di vita e di morte.[^15]

 

Raccomandazioni clinico-epistemologiche per la comunità scientifica

Per tradurre la sinergia tra il magistero sociale di Leone XIV e il paradigma della MCP in prassi operative concrete all’interno dei sistemi sanitari e accademici, si formulano le seguenti raccomandazioni strutturali: [^8]

  • Riforma epistemologica dei curricula accademici in medicina: Si rende improrogabile il superamento dell’insegnamento medico esclusivamente somatocentrico e riduzionista. Le università devono integrare nei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia l’apprendimento teorico e pratico della Medicina Centrata sulla Persona, della Health Relativity Theory (HRT) e della kairologia clinica, affinché la formazione medica non sia ridotta a mero tecnicismo iperspecializzato ma restituisca al medico le competenze cliniche necessarie per gestire l’incertezza e interpretare la complessità esistenziale del paziente. [^11]
  • Promozione della formazione in adolescentologia: Data la specifica vulnerabilità dell’età adolescenziale ai determinanti epigenetici digitali, si rende urgente la promozione e l’incentivazione della formazione dei medici all’adolescentologia clinica , counselling medico, ed in educazione alla salute promossi dall’Università Ambrosiana[^12]  In tal modo potranno nascere strutture capaci di concentrarsi sulla prevenzione e sul trattamento multidisciplinare della Sindrome di Mercurio, applicando il metodo clinico centrato sulla persona e promuovendo la salute come costruzione attiva di fattori protettivi esistenziali, spirituali e relazionali.[^12]
  • Salvaguardia e primato del giudizio clinico umano: Nell’introdurre i sistemi di intelligenza artificiale in ambito diagnostico e terapeutico, deve essere tassativamente preservato il principio della responsabilità e del discernimento etico del medico. Nessun algoritmo, per quanto sofisticato, può sostituirsi all’alleanza terapeutica, all’ascolto empatico e alla condivisione del dolore che avvengono esclusivamente nell’incontro reale tra medico e paziente. [^1] La tecnologia deve essere confinata a ruolo sussidiario di supporto decisionale, lasciando l’atto clinico finale alla coscienza del professionista umano.
  • Promozione dell’allostasi digitale ed ecologia della comunicazione: La classe medica e le istituzioni educative devono farsi promotrici di campagne di salute pubblica orientate alla riduzione del sovraccarico allostatico da iperconnessione. È necessario valorizzare le relazioni incarnate, il silenzio, il riposo tecnologico e la temporalità kairologica come autentici determinanti biologici di salute e resilienza immunitaria. [^13]

In conclusione, la tutela della “magnifica umanità” creata da Dio ed esaminata dalla scienza clinica esige un impegno coraggioso contro la deificazione della tecnica e la mercificazione del soggetto. [^1] Solo riaffermando che l’essere umano è un desiderio inoggettivabile e non un algoritmo prestazionale sarà possibile edificare una scienza medica e una società autenticamente a misura d’uomo. [^1]

Riferimenti Bibliografici

[^1]: Leone XIV (Robert Francis Prevost), Magnifica Humanitas. Lettera Enciclica sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, 15 maggio 2026, Libreria Editrice Vaticana, 2026.

[^2]: Wikipedia, Pope Leo XIV, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://en.wikipedia.org/wiki/Pope_Leo_XIV

[^3]: Papa Leone XIII, Lettera Enciclica Rerum Novarum sulla condizione degli operai, 15 maggio 1891.

[^4]: Wikipedia, Magnifica humanitas, 2026. Disponibile all’indirizzo: https://it.wikipedia.org/wiki/Magnifica_humanitas

[^5]: Leone XIV, Magnifica Humanitas, Milano, Feltrinelli Editore, collana “Idee”, 9 giugno 2026.

[^6]: El País, “El papa León XIV lanza con su primera encíclica una llamada de alarma contra el tecnofascismo”, 25 maggio 2026.

[^7]: Giuseppe R. Brera, Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona, Milano, Università Ambrosiana, 1999.

[^8]: Giuseppe R. Brera, The shift of medicine to person-centered medicine paradigm and the life epistemology, Person-Centered Medicine Journal, 2025; XV: ID3.

[^9]: Vito Galante, “Unity vs. Fragmentation: The Epistemology of Person-Centered Medicine in the Thought of Giuseppe Rodolfo Brera”, ResearchGate, febbraio 2026.

[^10]: InsideOver, “Magnifica Humanitas, l’enciclica di Leone XIV per liberare l’IA dalla sindrome di Babele di Palantir”, 2026.

[^11]: Giuseppe R. Brera, The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education, Medicine and Mind, XII, 1-2, 1997.

[^12]: Vito Galante e Mariangela Porta, L’applicazione della Medicina centrata sulla persona con gli adolescenti – Il Decalogo dell’adolescentologo, Scuola Medica di Milano, Università Ambrosiana, 2026.

[^13]: Sterling, P., & Eyer, J., “Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology”, in S. Fisher & J. Reason (Eds.), Handbook of Life Stress, Cognition and Health, John Wiley & Sons, New York, pp. 629-649, 1988.

[^14]: Giuseppe R. Brera, The Kairos of Existence, Milano, CISPM, 1994.

[^15]: Article21, “Leone XIV: una Costituente globale del nuovo diritto internazionale dopo l’enciclica Magnifica Humanitas”, 2026.

[^16]: Comitato Sanitario Nazionale, “Epistemologia della Riforma Territoriale”, 30 maggio 2026.

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Vito Galante[1]

  1. FRONT MATTER

Abstract

The contemporary medical profession is enduring a profound ontological shipwreck, exacerbated by a tragic fragmentation of the human face behind a veil of bio-statistical data. This identity crisis stems from a pervasive “epistemological illiteracy” that reduces the physician to a mere technician of organic repair. This paper elucidates the urgent transition from the reductionist biomedical model to the “Paradigm of Unity” established by Giuseppe Rodolfo Brera’s Person-Centered Medicine (PCM). Central to this shift is the resolution of the conflict between market-driven logic—characterized by the commodification of care—and the physician’s intrinsic clinical responsibility, demanding a “0% tolerance” toward the instrumentalization of the patient. By integrating the indeterminism of quantum physics with Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) and epigenetics, PCM demonstrates how the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) system “reprograms” life through affective symbolization. Furthermore, the Health Relativity Theory (HRT) mathematically formalizes health as a dynamic potentiality. The physician, redefined as a “Maieuta of Human Dignity” and a “secular priest” (Religio Medici), must foster a therapeutic alliance that defends life from conception to natural death, adding “life to days” through the supreme synthesis of science and conscience.

Keywords

  • Person-Centered Medicine
  • Psychoneuroendocrineimmunology
  • Health Relativity Theory
  • Maieuta of Human Dignity
  • Clinical Responsibility
  • Kairology
  • Ontological Dignity
  • Homo Patiens
  • Epigenetics
  • Allostasis

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  1. INTRODUZIONE: L’INELUDIBILITÀ DELLA DOMANDA ONTOLOGICA

Oggi, la domanda “Chi è il medico?” non rappresenta un mero esercizio speculativo, ma si impone con la forza di un’ineludibilità ontologica. Ci troviamo dinanzi a un paradosso epocale: mentre il progresso biotecnologico accelera verso traguardi prodigiosi, la relazione clinica esperisce un declino di senso, un “naufragio ontologico” in cui il malato è ridotto a un aggregato di dati biofisici [4, 11].

Questa crisi d’identità è alimentata da un profondo “analfabetismo epistemologico” [3]. Il modello bio-meccanicistico ha operato una frammentazione iper-specialistica che riduce il corpo a una macchina e la malattia a un guasto molecolare deterministico. In questo scenario, il medico rischia di trasformarsi in un “tecnico del guasto”, asservito a una logica di mercato che preme per la vendita di prestazioni e la mercificazione della cura [1, 5, 12]. È necessario un passaggio strategico: la rifondazione dell’identità medica sulla sintesi tra rigore scientifico e nobiltà umana. L’obiettivo del presente articolo è delineare questa transizione verso il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), dove la cura non è un sottoprodotto dell’economia, ma l’espressione più alta della responsabilità clinica.

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  1. LE RADICI EPISTEMOLOGICHE: “SUM ERGO COGITO” E IL LOGOS DELLA PERSONA

L’epistemologia non è un orpello teorico, ma il fondamento che determina la natura dell’atto clinico. La PCM rifiuta il dualismo cartesiano, che ha condannato la medicina a una visione parcellizzata della realtà, per abbracciare un personalismo fenomenologico radicato nella metafisica classica di Aristotele, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino [14].

Giuseppe Rodolfo Brera opera un’inversione maieutica fondamentale: “Sum ergo cogito” [4]. La luce del Logos (l’essere) preesiste al pensiero; l’essere precede l’attività cognitiva. Il corpo, dunque, non è un oggetto esteso o un involucro meccanico, ma l’espressione biologica di una soggettività spirituale. In questa prospettiva, il medico deve esercitare una “0% di tolleranza” verso la strumentalizzazione del paziente [12], risolvendo ogni conflitto tra interessi finanziari e dovere clinico inderogabilmente a beneficio della persona.

Confronto tra Paradigmi

Dimensione Paradigma della Frammentazione Paradigma dell’Unità (Brera)
Concezione della realtà Positivismo; leggi naturali determinate e riducibili. Personalismo fenomenologico; verità rivelata dall’interazione.
Epistemologia della Vita Deterministica; uomo come macchina biologica. Indeterminismo soggettivo; allostasi e teleonomia.
Ruolo del Corpo Macchina/Oggetto parcellizzato. Simbolo ed espressione della Soggettività.
Obiettivo Clinico Riparazione del danno (Cure-therapy). Promozione della dignità e resilienza (Care & Cure).
Relazione Clinica Asimmetrica (Tecnico vs. Oggetto). Alleanza Maieutica (Persona vs. Persona).
Logica di Sistema Mercato, incentivi e “bisogni indotti”. Responsabilità clinica e verità informativa.

 

  1. LA FONDAZIONE SCIENTIFICA: ALLOSTASI, PNEI ED EPIGENETICA

La PCM non è una costruzione filosofica astratta, ma un quadro scientifico superiore che integra la biologia molecolare in un sistema aperto. Essa supera l’omeostasi statica in favore dell’Allostasi, ovvero la capacità dell’organismo di mantenere la stabilità attraverso il cambiamento orchestrato dalla percezione e dalla simbolizzazione dell’esperienza [3, 21].

Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) dimostra come la soggettività “riprogrammi” la vita cellulare:

  • PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia): Maestroni e Lissoni hanno documentato come gli stati affettivi e spirituali modulino direttamente la produzione di citochine, contrastando l’“entropia clinica” tipica dei modelli riduzionisti [17, 24].
  • Epigenetica e Simbolizzazione: Le ricerche di Szyf, Meaney e Biava confermano che l’interpretazione dei simboli affettivi altera l’espressione genica. Il codice epigenetico risponde al vissuto, rendendo la biologia una “narrativa” molecolare [3, 22].
  • Telomeri: Elizabeth Blackburn ha fornito la prova molecolare di come la qualità del coping e del vissuto esistenziale influenzi la lunghezza dei telomeri, dettando il ritmo dell’invecchiamento [23].

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  1. IL METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA (PCCM) E LA DIACRISI

La traduzione della teoria in prassi operativa avviene attraverso la Diacrisi, che sostituisce l’ansia nosografica con la diagnosi della persona [7, 9]. Il medico deve praticare la “Clinical Epokè”: sospendere il giudizio tecnico-meccanicistico per generare il “Campo Antropico” (ACH), uno spazio-tempo di Accettazione, Comprensione e Aiuto.

L’integrazione avviene tramite il Modello Cross-Ratio (S-R-M-P), una sintesi di variabili Soggettive, Cliniche, Biologiche e Ambientali [6, 20]. In questa “medicina come sapere dialogico”, il medico recupera la sua natura di “Uomo della Parola” attraverso:

  • Linguaggio: Garbato e adattato, rifiutando tecnicismi distanti.
  • Verità: Coerenza assoluta tra il dire e l’agire, dove il medico è la sua parola.
  • Silenzio: Spazio sacro per l’ascolto dell’intimo e del segreto del paziente [7, 12].

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  1. LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ DELLA SALUTE (HRT): LA MATEMATICA DELL’ESISTENZA

Per sottrarre la clinica al determinismo, Brera ha formalizzato l’indeterminismo soggettivo nella Health Relativity Theory (HRT), applicando i principi della fisica quantistica alla biologia umana [3, 17]. La salute è una probabilità dinamica (Hp) definita dall’equazione:

Hp = K (Iq x Cq)

  • Hp (Health Probability): La probabilità di salute come sistema aperto.
  • K (Costante kairologica): Rappresenta la tensione teleonomica, la naturale ricerca di significato (Verità, Amore, Bellezza) che emerge prepotentemente nel passaggio all’adolescenza.
  • Iq (Interpretation Quality): La qualità del processo ermeneutico e di simbolizzazione del vissuto.
  • Cq (Choice Quality): La qualità delle scelte compiute in libertà e verità.

Il medico agisce qui come “consulente esistenziale”, guidando il paziente verso il Kairos—il tempo opportuno per il cambiamento e la guarigione.

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  1. IL MEDICO COME MAIEUTA DELLA DIGNITÀ E L’ALLEANZA TERAPEUTICA

L’identità del medico è quella di un “Aristocratico dell’Etica” che rimane, tuttavia, un perenne “Discepolo dei Valori” [3, 12]. La professione si configura come un “sacerdozio civile” (Religio Medici) che trasforma il pathos (sofferenza) in un’occasione di introspezione.

Contro il paternalismo autoritario e l’“autonomismo” (che spesso maschera un abbandono morale del paziente), la PCM propone un’alleanza maieutica [1, 2, 6]. Il medico deve “lottare” con il paziente per il suo bene reale, riconoscendo l’Homo Patiens come misura incommensurabile dell’impegno clinico. Questa laicità democratica difende la dignità umana come valore assoluto, indipendentemente dalle pressioni finanziarie o ideologiche [10, 12].

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  1. IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ AMBROSIANA E DELLA SCUOLA MEDICA DI MILANO: L’ECCELLENZA DELLA FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona. Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include master e dottorati in Medicina Centrata sulla Persona, in Adolescentologia clinica, in Counselling Medico con l’Adolescente ed in Educazione alla Salute, rappresenta un ‘unicità nel panorama mondiale. Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.

La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario favorendo questa transizione epistemologica, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.

L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo [28].

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  1. CONCLUSIONI: IL PARADIGMA DI CURA COME REALIZZAZIONE PROFESSIONALE

La Medicina Centrata sulla Persona rappresenta la sintesi suprema tra scienza e coscienza. La sua efficacia è misurabile: i dati documentano un miglioramento del 95% della comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari derivanti da prestazioni indotte o inappropriate [6, 18].

È dovere del medico difendere la vita come dono inviolabile dal concepimento alla morte naturale. Nelle cure palliative, come in ogni atto clinico, l’obiettivo non è solo sopravvivere, ma “aggiungere vita ai giorni” [13]. In questo servizio disinteressato al bene comune e nella custodia della sacralità dell’uomo, il medico trova la sua più autentica felicità e la pienezza della propria libertà professionale.

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  1. BIBLIOGRAFIA
  2. Dougherty CJ. Ethical values at stake in health care reform. 1992;268(17):2409-2412.
  3. Beckwith FJ, Peppin JF. Physician value neutrality: a critique. J Law Med Ethics. 2000;28(1):67-77.
  4. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person Centered Medicine. Milan: Università Ambrosiana; 2017.
  5. Brera GR. Sum ergo cogito: The light of the Logos before thought. Medicine and Mind. 1996;XI(2).
  6. Brera GR. The “kairos of existence”. Medicine and Mind. 1993;8(2):5-9.
  7. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
  8. Bergsma J, Thomasma DC. Autonomy and clinical medicine: renewing the health professional relation with the patient. Boston: Kluwer Academic Publishers; 2000.
  9. Sackett DL, Rosenberg WM, Gray JA, Haynes RB, Richardson WS. Evidence based medicine: what it is and what it isn’t. 1996;312(7023):71-72.
  10. Brera GR. Person-Centered Medicine: Theory, Teaching, Research. Int J Pers Cent Med. 2011;1(1):69-79.
  11. Scott PA. The relationship between the arts and medicine. J Med Ethics: Med Humanit. 2000;26(1):3-8.
  12. Bennett JP, Plum F. Medicine as a learned and humane profession. In: Bennett JC, Plum F, editors. Cecil Textbook of Medicine. 20th ed. Philadelphia: W.B. Saunders Company; 1996. p. 1-3.
  13. Angelini F. Il medico. Un uomo per tutti. Roma: Edizioni Orizzonte Medico; 1972.
  14. Russo G. Storia della bioetica. Le origini, il significato, le istituzioni. Roma: Armando Editore; 1995.
  15. Brera GR. The shift of medicine to the person‑centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 13;XV:ID3. ©2023.Available from: http://www.personcenteredmedicinejournal.it ISSN: 2037‑5522
  16. Pellegrino ED, Thomasma DC. The virtues in medical practice. New York: Oxford University Press; 1993.
  17. Beauchamp TL, Childress JF. Principles of biomedical ethics. 5th ed. New York: Oxford University Press; 2001.
  18. Brera G,R The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education Medicine, Mind and Adolescence, 1997; Vol. XII, nº 1-2, pp. 5-13 Available on Internet www.medcinemindsdolescence.it ISSN SSN 1126-7127  – Brera GR. The “Person-centered Health relativity” and the “People and Person-Centered Prevention” theories: from epistemology to the COVID‑19 pandemic shut‑down. Person-Centered Medicine International College. Virtual 13th Geneva Conference on Person‑Centered Medicine: Self‑Care and Well‑Being in the Times of Covid‑19; 5–7 April 2021.DOI 10.13140/RG.2.2.26720.40960  Availale on Internet  Research Gate
  19. Brera GR, et al. Reliability and validity of Person-centered Medicine Clinical Method: a survey on 144 clinical reports.
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  21. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Università Ambrosiana ed.;2021 ISBN: 9798756383423Brera GR. Brera GR.  & ITFOP Person-centered clinical Method and its teaching  Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 10;XV:ID1. ©2023. Available from: http://www.personcenteredmedicinejournal.it ISSN 2037‑5522
  22. Sterling P, Eyer J. Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology. In: Fisher S, Reason J, editors. Handbook of Life Stress, Cognition and Health. New York: John Wiley & Sons; 1988.
  23. Biava PM. The Epigenetic Code: A revolution in tumor therapy. Milan: Università Ambrosiana; 2014.
  24. Blackburn E. Telomeres and the quality of life. Nobel Symposium Proceedings; 2011.
  25. Maestroni GJ. The psychoneuroendocrineimmunology of the immune system. ResearchGate; 2010.
  26. Brera GR. Il senso della vita nell’agire medico. Medicina e Morale. 1985;1:80-90.
  27. Brera GR. La creatività in Medicina: ethos, pathos e pietas. Medicina e Psiche. 1984;II(1):17-29.
  28. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person-Centered Medicine: The person’s superiority above any reductionism. Milan: Università Ambrosiana; 1999.
  29. WHO Symposium on Person-Centered Medicine and Medical Education. Geneva 4 May 2011 2011)available on Internet https://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm)

 

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

I° WEBINAR NAZIONALE DI MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA CON IL PROF.GIUSEPPE R.BRERA

                                                                                             

                                                                                 PATROCINI

                               Scuola Medica di Milano          Università Ambrosiana                                              World Health Committee-Comitato Sanitario Nazionale

🌿 WEBINAR NAZIONALE

Dal cambiamento di paradigma della Medicina e del concetto di salutee all’efficacia clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)

Seminario con i Prof.ri Giuseppe R. Brera,Mariangela Porta,Vito Galante 📅 16 aprile 2026 🕘 Ore 21:00 (CET) con il patrocinio della  World Health Committee , del Comitato sanitario nazionale e della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza   💻 Piattaforma: Zoom

Webinar introduttivo ai Master clinici  e scientifici post-universitari  e alla Licentia Docendi in Medicina centrata sulla persona della Scuola Normale Superiore di Medicina  e della Scuola Medica di Milano  dell’Università Ambrosiana .

🎯 Presentazione del Seminario

La Medicina sta vivendo una trasformazione profonda: dalla centralità della malattia alla centralità della persona, dalla diagnosi come atto tecnico alla cura come processo relazionale, predittivo e personalizzato. Il Prof. Giuseppe R. Brera, autore del Paradigma della Medicina centrata sulla persona e fondatore del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM) guiderà un seminario dedicato a comprendere:

  • come è cambiato il concetto stesso di salute;
  • perché la Medicina deve adottare un nuovo paradigma epistemologico e clinico;
  • quali evidenze dimostrano l’efficacia del PCCM nella pratica clinica;
  • come questo metodo rivoluziona la relazione medico–paziente, la prevenzione, la diagnosi e la terapia.

Un appuntamento essenziale per medici,  infermieri,  ricercatori, docenti e professionisti della salute.

🧭 Contenuti principali

🔹 1. Il nuovo paradigma della Medicina

  • Dalla Medicina centrata sulla malattia alla Medicina centrata sulla persona
  • Implicazioni epistemologiche, cliniche e formative
  • La salute come processo dinamico e semiologico di adattamento creativo

🔹 2. Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM)

  • Struttura, fasi e strumenti del metodo
  • Evidenza scientifica e clinica di efficacia
  • Applicazioni in medicina generale, specialistica e prevenzione

🔹3  L’applicazione della Medicina centrata sulla persona con gli adolescenti-il    Decalogo dell’adolescentologo ( Vito Galante e Mariangela Porta)

🔹 4.  Presentazione dei Docenti della Scuola Normale Superiore di Medicina e dei master post-universitari della Scuola medica di Milano

👤 Relatori  

Moderatore   prof. Antonio Licari  Direttore Master in Cardiologia centrata sulla persona della Scuola Medica di Milano

Prof. Giuseppe R. Brera

Prof. Vito Galante

  • Direttore del laboratorio di genitorialità creativa della Accademia genitori
  • Direttore del laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente della Scuola Medica di Milano
  • Vice-Presidente Società Italiana di Adolescentologia e medicina dell’adolescenza
  • Autore di diverse pubblicazioni sulla Medicina centrata sulla persona e l’adolescentologia

Prof. ssa Mariangela Porta

  • Direttore del Servizio di ginecologia dell’adolescente della Scuola Medica di Milano
  • Premio internazionale di Ostetricia-Ginecologia centrata sulla persona
  • Segretaria Nazionale della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolesenza

 

🕘 Data e orario

📅 Giovediì 16 Aprile 2026 🕘 Ore 21:00 (CET) 💻 Zoom – link inviato agli iscritti

📝 Iscrizioni

La partecipazione è gratuita ma richiede registrazione scrivendo a: 📧 segreteria@scuolamedicamilano.itLa registrazione è automatica con l’invio del link

Le informazione e i programmi dei Master sono presenti sul sito della Scuola Medica di Milano

📞 3936434088

 

🌟 Perché partecipare

  • Per comprendere il futuro della Medicina e della salute e l’applicazione necessaria nelle fasce deboli della popolazione
  • Per acquisire strumenti clinici innovativi e scientificamente fondati
  • Per integrare la dimensione biologica, psicologica, relazionale e valoriale della cura
  • Per aggiornarsi su un metodo riconosciuto a livello internazionale
  • Per introdurre il cambiamento di Paradigma del Sistema Sanitario Italiano

 NO AL SUICIDIO ASSISTITO VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

 

 

NO AL SUICIDIO ASSISTITO

VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

Giuseppe R.Brera*

  1. 1. Sofferenza , speranza e  libertà

La vita in alcuni momenti può essere sentita come insopportabile perché determinata  e dipendente da altri  ,un senso  di non “farcela più” , un peso insopportabile  anche nel vedere la sofferenza delle persone vicine. Quando la speranza non esiste , può nascere il desiderio di farla finita, di suicidarsi , come nella depressione endogena o in un dolore non tollerabile o nella convinzione  di una non guarigione, anche se in medicina la prognosi infausta è sempre una probabilità mai una certezza, come insegna Lourdes, uno smacco per gli apostoli del determinismo e dello scientismo. La possibilità di guarire è spesso oggi confusa con la capacità nel dare e ricevere cura e la percezione del proprio stato è relativa al senso d’importanza   della propria presenza nel  mondo, cioè alla coscienza di un valore non contingente della propria esistenza ,superiore alla sofferenza e alla morte cioè di una libertà superiore alla condizione umana. Quando l’uomo dà un senso trascendente al soffrire, come il  sacrificio per amore, il mondo si riempie di una luce che illumina tutti. Questa è stata la rivoluzione di Gesù Cristo che ha generato luce e energia per il mondo  eliminando la necessità antropologica della guerra , come ci insegna la psicoanalisi di Franco Fornari. La sofferenza , la morte e la guerra non hanno più avuto l’ultima parola.  Quando nella notte della disperazione, soprattutto per la perdita dell’ autonomia, confusa spesso con “libertà”-è tipico degli adolescenti- non è possibile provvedere da soli a un suicidio, allora si può fare strada l’idea di chiedere l’aiuto di un terzo, fatto oggi possibile dopo la sentenza della Corte Costituzionale,  che contraddice in modo radicale la Costituzione che difende la tutela della salute, alternativo a quello di uccidere un malato con tecniche dirette, con una sentenza di morte scientista. La Corte con la sentenza ha di fatto annullato l’art. 32 della Costituzione, in quanto la salute che implica necessariamente la vita è un diritto fondamentale.  Il diritto alla tutela della salute non coincide con il diritto alla morte ma necessariamente con la vita che la rende possibile.   Chi dovrà applicare l’orologio elettronico al paziente per la dose letale, magari comandato a distanza da un App. con teschio ? Chi potrà evitare che questo sistema tele-criminale non possa essere applicato da un secondo “boia di stato”-il primo è quello che compie il genocidio abortista eugenetico o a richiesta- a anziani o pazienti ignari, sempre necessariamente un sanitario, un infermiere. Il vero problema di questi pazienti è la percezione del valore del proprio esserci e del proprio essere una persona umana , comprendere con l’aiuto di persone illuminate che la loro vita non può perdere l’essere soggetto-oggetto d’amore e di senso per tutti e per Dio. Il sentirsi amati dall’uomo e da Dio, infatti genera amore per se stessi e per gli altri e allontana Thanatos, come insegna Melania Klein.  La Corte Costituzionale, e la Camera “bassa” hanno introdotto in realtà  una legittimazione culturale del suicidio nella cultura occidentale che si è evoluta invece con la Croce come bandiera, a partire da Costantino il Grande.

2. Il desiderio di morte è un fenomeno clinico  e nessuno ha il diritto di entrare nel rapporto medico-paziente

L’idea di un suicidio è un fenomeno clinico frequente anche in gravi forme di depressione endogena , in cui la persona si sente colpevole di tutto anche di essere vivo, fatto che si può acuire quando la persona non autonoma vede che i prossimi fanno fatica e questo aumenta la sofferenza, generando sensi di colpa. La motivazione soggettiva  alla morte fa parte della clinica  che realizza il diritto alla salute possibile se il paziente vive.   Una sorta di “suicidio biologico” è anche frequente negli anziani quando i figli fanno pesare il loro fare per loro. Questa documenta bene il rapporto tra soggettività e salute, colonna epistemologica della Medicina centrata sulla persona. Gli anziani spesso si ammalano  e muoiono per la correlata caduta delle difese immunitarie in quanto si  sentono in colpa , non più amati e degni di attenzione e rispetto, come è accaduto anche con la decisione analfabeta d’isolarli se ammalati di COVID. Un’ideazione suicida diretta o assistita fa parte del rapporto medico-paziente e della cura medica,  indirizzata a dare salute-fatto prescritto dalla Costituzione-oggi tradita- anche nella modulazione del rapporto  parenti-malato. Questo è un assioma della clinica. Nessuno , in primis lo stato, si  può permettere di entrare con  sentenze o leggi in un rapporto clinico , pena di un danno al paziente, che, con la legittimazione culturale del desiderio di morire, fuori dal contesto clinico, può sentirsi motivato e non metterlo in discussione per cercare la verità sulla sua motivazione, saltando il vero medico e affidandosi a un “boia di stato”. Per questo motivo la Corte costituzionale ha tradito se stessa e il suo ufficio in primis “il rispetto della persona umana”(art.32). La dignità umana, che la Costituzione tutela, si realizza nella verità e nell’amore,  radici filosofico-cristiane  della libertà e dell’Occidente, la cui possibilità è stata tolta dalla sentenza e che  sono state tagliate  nella costituzione europea , fatto che è anche all’origine del conflitto Russo-Ucraino.

3. Il senso della sofferenza va oltre le nostre capacità di comprensione

Quando il medico si trova di fronte a un desiderio di morte  si  gioca il suo spirito morale, la formazione e le  capacità professionali, che al limite, lo coinvolgono anche in prima persona chiedendogli anche di mettere sul tavolo anche i valori più alti della sua esistenza come la fede e l’attaccamento affettivo del paziente. Quando mi sono trovato diverse volte in questa situazione dopo aver valutato se l’idea suicida era motivata dalla mancanza di un reale attaccamento affettivo, formulavo la domanda: “Lo sa che Lei è amato da Dio nella sua individualità più di tutto l’universo fisico ?” Cercavo di far percepire, in un vuoto di relazioni affettive, l’esistenza di un rapporto affettivo tra  Dio e lui-lei, trascendente il desiderio soggettivo ma contingente nell’attualità. Una volta, a conclusione di una psicoterapia-  una cara persona mi disse: “ Vede dottore non mi sono buttata dalla finestra perché sulla sua scrivania ho visto il libro dei Salmi “.  Il problema per l’uomo che vuole morire è avere coscienza che la sua vita  non è relativa al suo desiderio e alla sua volontà, un mondo simbolico soggettivo sottomesso  all’ arbitrio , ma proprio perché “simbolico” chiede un significato oggettivo . Il desiderio di morire deve  essere messo in dubbio per consentire la ricerca una verità inconfutabile su sé e il mondo, anche se non percepita e che se scoperta permette di sentirsi e essere liberi. In questo Agostino d’Ippona è maestro: “ Se dubito vuol dire che esiste la verità”  e l’uomo è fatto “ per essere, sapere e amare”. Oggi  purtroppo la Chiesa, nella notte di un pragmatismo sociologico  relativistico  de-sacralizzante l’esistenza e la fede cristiana, oscurantista e logoclasta, si è dimenticata delle sue radici culturali.  E’ la conoscenza della verità infatti che fonda la libertà. ” La verità viene prima del bene” ha scritto il Dotttore Angelico, insieme a s.Agostino il massimo esponente della teologia cristiana.  L’essenza della verità è inconoscibile  ma  sperimentabile empiricamente nella richiesta di guarigione di un paziente, che chiede l’affetto della cura e la verità della diagnosi e della terapia, richiesta che testimonia la domanda inesausta dell’uomo di una rivelazione della verità su se stesso , scoperta nell”adolescenza .E’ una richiesta di un assoluto che trascende,  rivelabile alla soggettività.  La Fede cristiana, che della verità fa la sua bandiera, prima dell’amore da lei letto, è una grande risorsa psicologica nelle difficoltà della vita, anche estreme. Il comprendere che ognuno di noi e ogni situazione, anche se  è fatta di sofferenze insopportabili  e perdita dell’autonomia o sensi di colpa inconsci o consci  , fa parte di un misterioso progetto di Dio, che si rivela nell’amore gratuito di chi è vicino, permette una diversa prospettiva e una luce, un’energia che illumina la notte del dolore e toglie il senso di solitudine e si tramette al mondo biologico, aprendo il sistemae  creando per l’uomo un nuovo spazio-tempo.  La salute è infatti un sistema aperto costituito da variabili soggettive, biologiche, di relazione con l’ambiente in continua interazione  a cui l’uomo è chiamato per natura a dare un senso. La prossimità affettiva e competente nella luce spirituale  permette di capire come la nostra condizione può inserirsi in una storia dell’universo, ben più grande del nostro pensiero e vissuto e trova un senso  nel generare amore. I monaci tibetani sostengono che l’universo, in senso fisico, è retto dall’amore e la fisica quantistica è vicina a questa idea.  Il senso dato alla sofferenza ha dunque un valore che va ben oltre la nostra  comprensione . Il pensare e sentire di non essere “Un granello di sabbia perso casualmente in un desert o”, sviluppo di un bellissimo pensiero di Carlo Casini,  fa i conti in primis con il mistero dell’esistenza della nostra stessa vita , della nascita, dell’amore, del dolore, della sofferenza e della morte. Siamo fatti per i vermi o in noi e per noi c’è un disegno misterioso di verità, di amore e di bellezza, che trascende il tempo, c’è un nostro ruolo determinante per la vita dell’Universo ?  Chi  dà un senso d’amore alla propria sofferenza  è di fatto un nuovo Prometeo, amato non invidiato da Dio.

4. L’ideologia del suicidio assistito e dell’eutanasia nasconde un’aggressività mortale travestita da pietismo

Il pensare di essere fatti per i vermi, può giustificare il “carpe diem” e uno stile di vita edonistico-narcisistico, fatto di specchi , di vita  virtuale sui “social”, di apparenza, di cui la nostra cultura è imbevuta, che lascia un vuoto tremendo quando  non è più possibile e apre a falsi pietismi degli ideologi del suicidio assistito  e dell’eutanasia che dovrebbero analizzare con la psicoanalisi le loro motivazioni  -“formazione reattiva” secondo Freud- in cui l’aggressività si traveste da pietà. E’un paradosso che psicoanalisti o pesudo-psicoanalisti di moda, come Recalcati non applichino nell’analisi del fenomento gli insegnamenti del maestro e dei suoi discendenti come Melania Klein o Franco Fornari. E’ analfabetismo o perverso tentativo di stare sull’onda per vendere libri o avere pazienti  o mancanza di pensiero morale (verità per il bene) ? Questi “quaquarraquà” della cultura, non medici, non sanno che dietro un suicidio assistito, un eitanasia, un aborto c’è sempre un omicidio e un soggetto che uccide,   con o sennza autorizzazione burocratica.  L’evento malattia, anche nei casi estremi,   appartiene all’esistenza  dunque è un possibile per essere, un interrogativo sulla nostra identità di uomini e quindi è una possibilità per cambiare punto di vista, entrando in un vero rapporto con se stessi, cioè la propria anima che è fatta naturalmente per la verità e la libertà, come appare anche nell’esperienza di molti pazienti, caposaldo epistemologico della Medicina centrata sulla persona. Il vero medico deve essere capace di vedere la domanda nascosta dalla malattia e non ridurre la sua opera a una mera assistenza tecnica per la vita o la morte e operare perché il paziente divenga consapevole, con ik counselling, della sua dignità e del suo senso che trascende il problema che vive.

5. La “lezione” della Croce di Cristo e la Chiesa

Solo assecondando la ricerca della verità  nel nostro essere uomini e non cose, cioè “soggetti” non “oggetti”, possiamo  capire chi veramente siamo , sperimentando la nostra libertà sulla morte e la divina dignità della nostra natura. E’ la lezione della Croce di Cristo,   massacrato e inchiodato per scelta e per amore dell’umanità. Cosa impariamo dal simbolo dell’Occidente, che incontriamo ogni giorno nel calendario ? Certamente che la libertà dell’uomo non dipende dalle possibilità di auto-determinazione , ma dal senso che egli dà al suo stato. Questo non vale solo per la malattia e la sofferenza per la perdita dell’autonomia ma anche per la nascita e l’amore. Chi tuttavia ha il potere di far perdere all’uomo la possibilità di un’autonomia di pensiero e di sentimenti, se non fattori interni a lui come i sensi di colpa, segno di una colpa ontologica esistente in un nostro essere non libero. Guardare alla Croce come salvezza dalla morte, offre la libertà dalla colpa., all’origine di ogni guerra. Oggi l’uomo sembra voler sfuggire al confronto con la croce di Cristo, la sua vita e il suo messaggio, radice dell’ Italia e dell’ Occidente, con il suo significato antropologico non solo mistico, che testimonia la vittoria della libertà dell’essere uomini  sulla morte, nuova costituzione della libertà nell’amore sacrificale redentrice la colpa. L’Occidente, in un delirio di onnipotenza, si è totalmente dimenticato , sopratutto nei centri di potere che il tempo e l’universo sono misurati da Cristo, che si è posto come punto di partenza e punto d’arrivo. Siamo nel 2025 e saremo domani e dopo-domani in un tempo segbato dalla nascita di questo straordinario uomo , la sua croce e la sua resurrezione. Un nuovo tempo quotidiano di speranza e di vita eterna. Questo confronto  esistenziale e culturale  non è paradossalmente incoraggiato dalla Chiesa, caduta in un’oscurità  pragmatico- relativistica , che parte dall’errore di Papa Bergoglio: “ La realtà è, l’idea si elabora” in Evangeli Gaudium ,   ma l’idea della verità è la realtà che ha permesso la sopravvivenza dell’umanità e il progresso e permette alla persona la coscienza del suo senso, della sua trascendenza.  Il Papa ha confusi la realtà con il mondo sensibile-empirico, chiudendo così alla necessità dell’uomo di un’ interpretazione oggettiva della natura del proprio essere entro limiti certi,  fatto che sta portando l’insegnamento della teologia cristiana al relativismo morale e alla scomparsa del linguaggio evangelico: “Si/no”, un’idea che nasce  dalla logica parmenidea:. “l’essere non può non essere”  Anche un Papa può sbagliare.  Alla base di un vero potere delle tenebre, che ha pervaso anche la Corte Costituzionale e la ” Camera bassa”, e che allontana dal confronto con la radicalità della Croce c’è la perdita della radicalità degli opposti: si/no-Vero/falso, Vita/morte, amore/odio. Non è possibile un confronto vita/morte senza la radicalità del si/no. La Chiesa tuttavia dopo S.Giovanni Paolo II°  e Papa Benedetto ha perso penetrazione culturale e linguaggio forte, contraddittorio, radicale, anche se ha criticato la scelta scellerata della Corte Costituzionale ed è sempre dalla parte della vita di chi soffre ma oggi in un senso socio-pragmatico e non restituente all’uomo la dignità della sacralità della vita, la sua sostanza e il pensiero morale, come appare nelle posizioni della Conferenza Episcopale Italiana guidata da Matteo Zuppi, il quale ha più volte fatto affermazioni di natura eretica.   L”essere”,infatti  viene prima del “fare”  e entrambi non possono essere separati dal “sapere” e dall’ “amore”. (S.Agostino).  Anche nella medicina moderna fondata sul concetto del “ prendersi cura”, istituito dalla lezione di Cristo sul Buon Samaritano, c’è la straordinaria domanda filosofica a Gesù di Pilato: “Che cosa è la verità” , l’altra radice irrinunciabile dell’Occidente: il “ Ti esti “ (il ” cosa è” ?) socratico che scompare con il  “Gunai ti klaieis, tina zeteis” ( Donna perché piangi, chi cerchi” domanda di Gesù risorto a Maria Maddalena in cui “il cosa” è sostituita dal “Chi”.  La metafisica , affossata da Marx,  Comte,  Sartre, si è rrisvegliata nella Resurrezione che ha sancito il trionfo dell’essere persona il Chi,  culla dell’Occidente, sul “cosa”, come è  stato rivelato fa Gesù nella parabola  dal Buon samaritano , di fronte alla sofferenza e alle domande anche di morte. Il chiudere un paziente nel suo problema, escludendolo dalla risposta alla domada fondamantale ” chi sono io, che senso ha la mia sofferenza”, e dalla risposta esplicita  dell’esoerienza dell’amore  chiudendolo  nella  soggettività del dolore, della disprazione, o nella tecnica del farmaco, significa ucciderlonella sua profonda dignità di uomo  come insegna il nuovo concetto di salute ” La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”, che chiede  l’apertura al possibile e imprevedibile dell’amore, della verità e della bellezza.  Uccidere un uomo non è creare possibilità perché divenga la miglioe persona umana.   Nella rivelazione domandata implicitamete dalla malattia dell’essere una perso motivona umana, l’amore competente nella cura con il metodo clinico centrato sulla persona, il counselling medico  genera la speranza e per questo anche salute biologica e psicologica, tale che la persona  possa vivere una risposta al mistero dell’esistenza, non  chiudendosi nella dipsrazione o nelll’onnipotenza assecondata dai becchini del suicidio assitito, che come vampiri, si nutrono per non essere depressi, del sangue dei disperati.  Il suicidio assistito è la sconfitta della medicina che non deve essere confusa con una tecnica della vita o della morte. Questo richiede l’adeguamento della formazione dei medici al grande cambiamento epistemologico della medicina avvenito negli ultimi quarant’anni, che l’ha trasformata in una scienza indeterminista. La salute e la malattia sono infatti concetti relativi alla qualità dell’interpretazione soggettiva della realtà.

6. La vittoria sulla sofferenza e la morte

Come ha evidenziato Paul Tournier-padre spirituale della Medicina centrata sulla persona nel suo straordinario saggio “Medicina e Persona”- ,  l’importanza della nostra vita e delle nostre radici culturali non può fare a meno della Croce di Cristo, che ha cambiato tutto, come anche Friedrich Engel e Friedrich Nietzsche, sostenevano, perché con il  gesto eroico di sacrificarsi per amore affrontando con coraggio il martirio ,  quest’uomo, ha cambiato le sorti e il destino dell’umanità e di ogni uomo, introducendo l’idea del “sacrificio per amore”  e la sofferenza come possibilità di libertà assoluta di dono e  di eroica vittoria sulla morte. Una nuova dignità  di natura divina, a cui  l’uomo è chiamato a partecipare, è entrata nella storia e può far sperimentare  che la condizione umana può essere un dono  d’amore vittorioso sulla morte, rendendo l’uomo libero, fondante una nuova reciprocità affettiva tra le persone, e facendo percepire  a chi si sente abbandonato  solo e sofferente, che la Croce può generare amore, come sanno le madri di molti disabili e molti malati cronici. 

7. L’ideologia radicale è fondata sull’arbitrio non sulla ricerca della verità

La Corte costituzionale  e la Camera hanno voluto istituire  un’ ideologia che strumentalizza il desiderio di morte : “Se mi permettono il suicidio vuol dire che non sono niente, sono uno scarto , invece di crearmi possibilità per stare bene” come ha scritto un malato di SLA su Avvenire. Il desiderio suicida è in realtà una provocazione: “Vediamo un po’ se siete capaci di farmi amare la vita in questa condizione ” o il sentirsi importanti   perché capo fila di un’ideologia radicale.   La nostra cultura, purtroppo, sta ideologizzando, anche su spinta di movimenti politici come i Radicali l’assunto: “ E verità ciò che io sento o penso”,  confondendo arbitrio con libertà. Al desiderio o volontà di morte,  questa cultura che fa interiorizzare il consumo dell’oggetto, il sé e l’altro per motivi di “marketing”, come “usa e getta”, deve dunque ripartire dalle radici,  dall’idea della verità oggettiva , un’idea dell’essere : da Socrate, Platone e Aristotele , dalla Croce di Cristo  cioè dalla verità e dall’amore fondanti la libertà dell’uomo.  In particolare lo deve fare la Medicina con la Medicina centrata sulla persona-un cambiamento epocale di paradigma nato in Italia nel 1999- che oggi deve  applicare nella clinica il nuovo concetto di salute nato da essa. Oggi il medico dovrebbe essere preparato a acquisire anche con capacità di counselling  capacità maieutiche dell’essere-persona del paziente, riscoprendo la nobiltà della sua professione non la sottomissione ad asfissianti burocrazie amministrative telematiche che lo vogliono ridurre a funzionario bio-tecnologico, riducendosi  a essere strumento controllato dallo stato, “parafulmine” dei problemi della nostra cultura e degli errori e delle omissioni di governi. I medici che hanno applicato in ambulatorio la Medicina centrata sulla persona e il “counselling medico” hanno avuto risultati straordinari.(leggere l’articolo sul sito)

8. Medici non “Boia di stato”

  Dato che un desiderio suicida è un problema clinico e non altro, assecondare che  uno stato  anonimo e impersonale o una regione, tramite dei “boia” prezzolati dal Servizio Sanitario Nazionale-fatto ripugnante-  possa assecondare una volontà di morte, è aprire o chiudere le possibilità per essere una persona  umana , per acquisire una dignità irriducibile ? Se la coscienza dei medici è orientata  alla libertà dell’uomo dalla malattia e dalla morte ed è fondata sulla ricerca della verità oggettiva  insieme al paziente, certamente accettare che leggi necrofore e ignoranti  autorizzino “boia di stato” a entrare in un rapporto clinico, rendendo impossibile o vanificando il lavoro medico-psicologico, assecondando  suicidi o uccidendo- come già succede con l’aborto-  significa rinunciare alla propria identità e alla propria missione esistenziale-culturale e a ogni fondamento etico e epistemologico della scienza medica.  L’identità della medicina non è  “la bio-tecnologia”, se pur necessaria, ma la cura clinica della persona  il cui essere una persona  sana, ne è il punto di partenza e d’arrivo. Con il nuovo concetto di salute  risultato del cambiamento epocale della medicina, il lavoro del medico ma anche quello dell’infermiere, diventa più ricco, più profondo e “maieutico” .Questo richiede più tempo  e valorizzazione culturale e politica del lavoro medico e sanitario e una nuova formazione, centrata sulla persona del paziente.  I medici devono rifiutare le possibilità di un’obiezione di coscienza, perché la loro coscienza ha come fondamento la verità anche scientifica sulla natura umana e metterla in discussione significherebbe accettare la non esistenza di un significato etico oggettivo fondante la Medicina, accettando  che lo stato con dei “ boia”, entri  in un rapporto clinico, annientante la loro identità,  e il loro lavoro. I medici  in nome di una nobiltà e dignità di uomini e di professionisti ,da recuperare dove non esista più, per difendere i pazienti dovrebbero muoversi compatti e uniti  per  rivoluzionare la tendenza politica e statale che li vuole strumenti ignavi, al massimo “Obiettori” ,iniziando a neutralizzare una sentenza  e leggi regionali scellerate e facendo vedere chi comanda in Italia nella sanità e nella sua politica per il bene della popolazione. E’ una questione di potere, in cui la politica sanitaria deve essere riportata a essere figlia dei valori eterni della Medicina e del progresso scientifico.  Questo lo devono fare i medici e gli infermieri stando dalla parte delle persone E’ necessario combattere ogni tentativo dello stato di sostituirsi alla  coscienza medica  relativizzandola all’ignoranza sulla natura umana e a una confusione tra verità e arbitrio. Questa oggi è la missione della vera Medicina e la ragione della nascita del Comitato Sanitario Nazionale.

*Rettore dell’Università Ambrosiana, Direttore della Scuola Medica di Milano, Presidente del Comitato Sanitario Nazionale e dello “World Health Committee”Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza,Secretary of the International Commitee of “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter

gbrera@unambro.it

Copyright GiuseppeR.Brera 2019-2022-2025  

Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona

  COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO “LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA” Milano 1 Giugno 2024   Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana … Leggi tutto “Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona”

 

COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO

“LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA”

Milano 1 Giugno 2024

 

Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana di Adolescentologia e della WFSA e della Person-Centered Medicine International Academy, promosso dalla Scuola Medica di Milano e dalla Scuola Italiana di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana.

Il Congresso didattico, condotto dai docenti dell’Università Ambrosiana è stato introdotto da un messaggio del Ministro della sanità, Orazio Schillaci che ha sottolineato l’importanza della Medicina centrata sulla persona (MCP)-testo su www.scuolamedicamilano.it- in particolare nel lavoro clinico, importante particolarmente nel lavoro con gli adolescenti e dalla lezione magistrale di  Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana  , Direttore della Scuola Medica di Milano, presidente dello World Health Committee, autore della teoria e dell’applicazione in Medicina e in Medical Education della Medicina centrata sulla persona (1999), e del Metodo clinico centrato sulla persona insegnato oggi solo dalla Scuola Medica di Milano, che permette il risparmio di sofferenze e del 50% di costi sanitari. Il professore, ha evidenziato le basi teoriche ed applicative del paradigma, basato sull’interazionismo, la teleonomia, la relatività indeterminista del concetto di salute-  per cui era stato invitato nel 2011 presso la WHO/OMS- e che oggi deve essere  intesa come oggi concepita come :” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, (Giuseppe R.Brera 2011) e che ha cambiato il paradigma oggi erroneamente solo bio-tecnologico implicito della Medicina. Successivamente il Rettore ha presentato la candidatura di Mario Biava a premio Nobel della Medicina, che con una seconda lezione magistrale ha presentato la sua scoperta del codice epigenetico, quando solo la parola “epigenetica era “arabo” e oggi confermata a livello mondiale e delle sue applicazioni ben documentate a livello sperimentale e clinico dai successi in oncologia e nelle malattie neuro-degenerative. La scoperta è tale d’aver cambiato il paradigma nella terapia biologica dei tumori, del Parkinson e dell’Alzheimer. La riprogrammaoggizione epigenetica è oggetto di una ricerca finalizzata della Scuola Medica di Milano, per studiare gli effetti dell’integrazione con la Medicina centrata sulla persona e il counselling kairologico.  Successivamente  Stefano Zecchi ha illustrato la crisi del concetto di bellezza nella cultura contemporanea che si è allontanata dai trascendentali: il vero, il bene e il bello. La trattazione teorico-applicativa dell’Adolescentologia, nata nel 1987,e che con la teoria dell’adolescenza centrata sulla persona ha superato la frammentazione disciplinare erronea degli adolescenti (biologia, clinica, psicologia, sociologia pedagogia, religione) è stata illustrata dalla seconda lezione di Giuseppe R.Brera, suo autore, che ne ha evidenziato l’essenza nel suo principio chiave: la scoperta del mistero della verità del poter essere una persona umana, cioè vera. Adriana Galvan dell’Università di California, con un video predisposto e visibile su You Tube,  ha evidenziato il rapporto tra sviluppo neuro-biologico del cervello e il comportamento degli adolescenti, commentato ed arricchito da Ettore Ruberti, docente naturalista ed evoluzionista e ricercatore dell’ENEA che ne ha evidenziato le correlazioni sperimentali e la comparazione con l’evoluzione di mammiferi.

La sessione pomeridiana è stata introdotta dalle lezione di Flavio Della Croce , medico-adolescentologo counsellor e psicoterapeuta, sulla famiglia e l’adolescente, partita dall’importante definizione della “Famiglia ottimale” e di Mariangela Porta, docente in ostetricia e ginecologia centrata sulla persona, e premio internazionale in Medicina centrata sulla persona dell’adolescente, sul rapporto medico adolescente e il codice dell’adolescentologo. La professoressa ha sviluppato la lezione a livello teorico e applicativo, partendo dal paradigma relazionale  di papa Francesco, centrato sull’empatia affettuosa: “ la carezza che accoglie e che salva”, coerente anche con la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling kairologico, e documentante come il metodo di lavoro adolescentologico centrato sulla persona sia determinante anche per il recupero degli adolescenti problematici anche di altre culture e per il lavoro con le giovani abusate. Il metodo e l’efficacia clinica del Counselling medico kairologico, e del metodo clinico centrato sulla persona, anche con la presentazione del successo in un difficile caso clinico,  è stato approfondito  da Domenico Francomano, il primo docente al mondo in medicina d’emergenza centrata sulla persona e successivamente da Vito Galante, docente nell’Università Ambrosiana in metodologia clinica centrata sulla persona, il quale ha evidenziato la necessità del rigore metodologico del suo apprendimento e della sua applicazione nella pratica clinica del medico di famiglia, anche se il n° dei pazienti assistiti ne riduce il tempo possibile, fatto esplicitato anche per l’ospedale da  Paolo Garascia, uno dei pochi medici pediatri-adolescentolologi-counsellors ospedalieri più esperti in Italia,  denunciando anche la necessità di uno spazio clinico differenziato tra bambini e adolescenti, favorente il loro sviluppo, oggi invece ricoverati fino a 18 anni nei reparti di pediatria.  Nella parte finale del Congresso  Marco Invernizzi, storico e filosofo “anchor-man” di “Radio Maria”, presidente di Alleanza Cattolica, ha analizzato il magistero della Chiesa di Papa Benedetto XVI° , sul tema dell’educazione degli adolescenti e la crisi dell’idea oggettiva della famiglia, come necessaria struttura forte e coesa per lo sviluppo della persona. La lezione finale di  Giuseppe R.Brera, sull’antropologia della morale e della morale cristiana,  ha illustrato la necessità dell’idea della verità oggettiva per il bene e la libertà dell’uomo e la pressione culturale della Sindrome del Grande Fratello (“ La verità è quel che io sento e penso”) verso l’adattamento alla soggettività e le basi antropologiche della morale cristiana, oggi avvelenata anche dall’induzione erronea dal magistero cattolico deviante (es. “Fiducia supplicans”),dalla “Veritatis spendor”, di Giovanni Paolo II°,( anche per la catastrofica separazione tra  morale e fede cristiana ,  con la perdita del necessario conflitto e della sua fertile forza, tra vero e falso,  genitalità e pregenitalità, e conseguentemente bene e male. La  perdita della consapevolezza della necessità per la vita e la libertà della verità naturale del bene, come insegna anche il sistema immunitario, un grave danno, può bloccare lo sviluppo psicologico e morale dell’adolescente, la cui scelta adulta richiede necessariamente la maturazione affettiva e cognitiva della persona.

La terza parte del congresso, internazionale, ha visto una sessione dedicata   e al commento della “ Charte Mondiale de la Sante -World Health Charter” ( Giuseppe R.Brera- Roy Kallivayalil (MD-MA) University of Kerala (India),WPA e WASP e la presentazione del Congresso Internazionale “ Person-Centered Health and the Resilient Adolescentda parte di  Claudio Violato  (co-chair) (University of Minneapolis and University Ambrosiana) e da. Richard Fiordo PhD , University of North Dakota –e Ambrosiana (co-chair) che ha chiuso la presentazione con un’analisi del sistema di cura degli adolescenti negli USA, con i problemi attuali.

Gli atti sono richiedibili alla segreteria del Congresso  congressopa@unambro.it anche tramite il sito  www.scuolamedicamilano.it      

 

 

 

Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona

  COMUNICATO STAMPA POST-CONGRESSO “LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA” Milano 1 Giugno 2024   Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana … Leggi tutto “Comunicato post Congresso :La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona”

 

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“LA PERSONA DELL’ADOLESCENTE E  LA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA”

Milano 1 Giugno 2024

 

Il I° Giugno 2024 , si è svolto a Milano, presso la Fondazione Ambrosianeum,    il convegno sul tema “ La persona dell’adolescente e la Medicina centrata sulla persona” ,  con il patrocinio del CNR, della Società Italiana di Adolescentologia e della WFSA e della Person-Centered Medicine International Academy, promosso dalla Scuola Medica di Milano e dalla Scuola Italiana di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana.

Il Congresso didattico, condotto dai docenti dell’Università Ambrosiana è stato introdotto da un messaggio del Ministro della sanità, Orazio Schillaci che ha sottolineato l’importanza della Medicina centrata sulla persona (MCP)-testo su www.scuolamedicamilano.it- in particolare nel lavoro clinico, importante particolarmente nel lavoro con gli adolescenti e dalla lezione magistrale di  Giuseppe R.Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana  , Direttore della Scuola Medica di Milano, presidente dello World Health Committee, autore della teoria e dell’applicazione in Medicina e in Medical Education della Medicina centrata sulla persona (1999), e del Metodo clinico centrato sulla persona insegnato oggi solo dalla Scuola Medica di Milano, che permette il risparmio di sofferenze e del 50% di costi sanitari. Il professore, ha evidenziato le basi teoriche ed applicative del paradigma, basato sull’interazionismo, la teleonomia, la relatività indeterminista del concetto di salute-  per cui era stato invitato nel 2011 presso la WHO/OMS- e che oggi deve essere  intesa come oggi concepita come :” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana”, (Giuseppe R.Brera 2011) e che ha cambiato il paradigma oggi erroneamente solo bio-tecnologico implicito della Medicina. Successivamente il Rettore ha presentato la candidatura di Mario Biava a premio Nobel della Medicina, che con una seconda lezione magistrale ha presentato la sua scoperta del codice epigenetico, quando solo la parola “epigenetica era “arabo” e oggi confermata a livello mondiale e delle sue applicazioni ben documentate a livello sperimentale e clinico dai successi in oncologia e nelle malattie neuro-degenerative. La scoperta è tale d’aver cambiato il paradigma nella terapia biologica dei tumori, del Parkinson e dell’Alzheimer. La riprogrammaoggizione epigenetica è oggetto di una ricerca finalizzata della Scuola Medica di Milano, per studiare gli effetti dell’integrazione con la Medicina centrata sulla persona e il counselling kairologico.  Successivamente  Stefano Zecchi ha illustrato la crisi del concetto di bellezza nella cultura contemporanea che si è allontanata dai trascendentali: il vero, il bene e il bello. La trattazione teorico-applicativa dell’Adolescentologia, nata nel 1987,e che con la teoria dell’adolescenza centrata sulla persona ha superato la frammentazione disciplinare erronea degli adolescenti (biologia, clinica, psicologia, sociologia pedagogia, religione) è stata illustrata dalla seconda lezione di Giuseppe R.Brera, suo autore, che ne ha evidenziato l’essenza nel suo principio chiave: la scoperta del mistero della verità del poter essere una persona umana, cioè vera. Adriana Galvan dell’Università di California, con un video predisposto e visibile su You Tube,  ha evidenziato il rapporto tra sviluppo neuro-biologico del cervello e il comportamento degli adolescenti, commentato ed arricchito da Ettore Ruberti, docente naturalista ed evoluzionista e ricercatore dell’ENEA che ne ha evidenziato le correlazioni sperimentali e la comparazione con l’evoluzione di mammiferi.

La sessione pomeridiana è stata introdotta dalle lezione di Flavio Della Croce , medico-adolescentologo counsellor e psicoterapeuta, sulla famiglia e l’adolescente, partita dall’importante definizione della “Famiglia ottimale” e di Mariangela Porta, docente in ostetricia e ginecologia centrata sulla persona, e premio internazionale in Medicina centrata sulla persona dell’adolescente, sul rapporto medico adolescente e il codice dell’adolescentologo. La professoressa ha sviluppato la lezione a livello teorico e applicativo, partendo dal paradigma relazionale  di papa Francesco, centrato sull’empatia affettuosa: “ la carezza che accoglie e che salva”, coerente anche con la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling kairologico, e documentante come il metodo di lavoro adolescentologico centrato sulla persona sia determinante anche per il recupero degli adolescenti problematici anche di altre culture e per il lavoro con le giovani abusate. Il metodo e l’efficacia clinica del Counselling medico kairologico, e del metodo clinico centrato sulla persona, anche con la presentazione del successo in un difficile caso clinico,  è stato approfondito  da Domenico Francomano, il primo docente al mondo in medicina d’emergenza centrata sulla persona e successivamente da Vito Galante, docente nell’Università Ambrosiana in metodologia clinica centrata sulla persona, il quale ha evidenziato la necessità del rigore metodologico del suo apprendimento e della sua applicazione nella pratica clinica del medico di famiglia, anche se il n° dei pazienti assistiti ne riduce il tempo possibile, fatto esplicitato anche per l’ospedale da  Paolo Garascia, uno dei pochi medici pediatri-adolescentolologi-counsellors ospedalieri più esperti in Italia,  denunciando anche la necessità di uno spazio clinico differenziato tra bambini e adolescenti, favorente il loro sviluppo, oggi invece ricoverati fino a 18 anni nei reparti di pediatria.  Nella parte finale del Congresso  Marco Invernizzi, storico e filosofo “anchor-man” di “Radio Maria”, presidente di Alleanza Cattolica, ha analizzato il magistero della Chiesa di Papa Benedetto XVI° , sul tema dell’educazione degli adolescenti e la crisi dell’idea oggettiva della famiglia, come necessaria struttura forte e coesa per lo sviluppo della persona. La lezione finale di  Giuseppe R.Brera, sull’antropologia della morale e della morale cristiana,  ha illustrato la necessità dell’idea della verità oggettiva per il bene e la libertà dell’uomo e la pressione culturale della Sindrome del Grande Fratello (“ La verità è quel che io sento e penso”) verso l’adattamento alla soggettività e le basi antropologiche della morale cristiana, oggi avvelenata anche dall’induzione erronea dal magistero cattolico deviante (es. “Fiducia supplicans”),dalla “Veritatis spendor”, di Giovanni Paolo II°,( anche per la catastrofica separazione tra  morale e fede cristiana ,  con la perdita del necessario conflitto e della sua fertile forza, tra vero e falso,  genitalità e pregenitalità, e conseguentemente bene e male. La  perdita della consapevolezza della necessità per la vita e la libertà della verità naturale del bene, come insegna anche il sistema immunitario, un grave danno, può bloccare lo sviluppo psicologico e morale dell’adolescente, la cui scelta adulta richiede necessariamente la maturazione affettiva e cognitiva della persona.

La terza parte del congresso, internazionale, ha visto una sessione dedicata   e al commento della “ Charte Mondiale de la Sante -World Health Charter” ( Giuseppe R.Brera- Roy Kallivayalil (MD-MA) University of Kerala (India),WPA e WASP e la presentazione del Congresso Internazionale “ Person-Centered Health and the Resilient Adolescentda parte di  Claudio Violato  (co-chair) (University of Minneapolis and University Ambrosiana) e da. Richard Fiordo PhD , University of North Dakota –e Ambrosiana (co-chair) che ha chiuso la presentazione con un’analisi del sistema di cura degli adolescenti negli USA, con i problemi attuali.

Gli atti sono richiedibili alla segreteria del Congresso  congressopa@unambro.it anche tramite il sito  www.scuolamedicamilano.it      

 

 

 

Aggiornamento didattico dei docenti della Scuola Medica di Milano

   SUMMER SCHOOL IN PERSON-CENTERED MEDICINE CORSO ESTIVO IN MEDICINA CENTATA SULLA PERSONA ITALY-VIAREGGIO (LUCCA) 4-9 SEPTEMBER 2023 AGGIORNAMENTAO DIDATTICO L’attuale paradigma della medicina e il concetto di salute richiede urgentemente un cambiamento qualitativo nella clinica e nella didattica alla luce del cambiamento epistemologico della scienza medica. Ad oggi la medicina viene applicata e insegnata … Leggi tutto “Aggiornamento didattico dei docenti della Scuola Medica di Milano”

 

 SUMMER SCHOOL IN PERSON-CENTERED MEDICINE
CORSO ESTIVO IN MEDICINA CENTATA SULLA PERSONA

ITALY-VIAREGGIO (LUCCA) 4-9 SEPTEMBER 2023

AGGIORNAMENTAO DIDATTICO


L’attuale paradigma della medicina e il concetto di salute richiede urgentemente un cambiamento qualitativo nella clinica e nella didattica alla luce del cambiamento epistemologico della scienza medica. Ad oggi la medicina viene applicata e insegnata con un approccio meccanicistico e deterministico errato che il progresso delle scienze di base ha superato rivelando l’interazione tra variabili soggettivo-biologiche-ambientali e la teleonomia della natura umana. Ad oggi, questa epistemologia è necessaria per il giusto approccio al paziente, che non può essere ridotto a bio-tecnologia, confondendo gli strumenti con il lavoro clinico centrato sulla persona. Questo grave errore deve essere evitato insegnando il metodo clinico centrato sulla persona, il risultato della rivoluzione epistemologica della scienza medica.

La prossima istituzione del cambiamento di paradigma della Medicina in Italia e nella regione Lombardia, necessario per assicurare alla popolazione le migliori possibilità per promuovere la salute, richiede docenti capaci di aggiornare i loro colleghi all’insegnamento della Medicina centrata sulla persona , che comprende il metodo clinico centrato sulla persona e il counselling medico. Attualmente questo è effettuato con la “Licentia Docendi in Medicina centrata sulla persona”, un master erogato dal 2003 dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana.

Attualmente nel mondoi gli unici docenti preparati ad insegnare la Medicina centrata sulla persona e il counselling medico sono i docenti della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e i suoi allievi che avendo imparato la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling mdico (pionieri nel mondo) sono predisposti all’insegnamento. La Scuola Medica di Milano  ha introdotto nel mondo e promosso il cambiamento di paradigma della Medicina nel 1999 che se applicato da una WHO  cieca  e da una cupola sanitaria italiana analfabeta, oggi inquisita, avrebbe bloccato sul nascere l’epidemia COVID-19, salvando la popolazione da vaccini genotossici, che oltre ad avere ucciso migliaia di persone, hanno aumentato la vulnerabilità ai tumori e alle malattie cardio-vascolari e autoimmuni, come il prof. Giuseppe R.Brera, direttore della Scuola Medica di Milano e autore del paradigma della Medicina centrata sulla persona, ha dimostrato nei suoi saggi sulla prevenzione del COVID, diffusi nel mondo.

 L’insegnamento della medicina centrata sulla persona, l’interazionismo e la teleonomia devono essere introdotti in tutte le scuole di medicina che non hanno docenti capaci d’insegnare e di applicare il metodo clinco centrato sulla persona e  rischiano di essere chiuse solo in un paradigma bio-tecnologico, quando fino ad oggi, l’empatia, la diagnosi della persona e l’approccio clinico multidimensionale e interazionista del metodo clinico centrato sulla persona insegnato dal 1999 presso la Scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, permettono di salvare sofferenze, inutili prescrizioni di farmaci e ricoveri ospedalieri, come la ricerca ha evidenziato.

I dati sugli effetti dell’insegnamento del Metodo clinico centrato sulla persona e la sua “validity” and “reliability” parlano chiaro e l’avere non considerato questi da parte degli amministratori pubblici, a cui fin dal 2003 sono stati presentati  è stata un’omissione criminale, perché non promosso la salute della popolazione spostando il sistema sanitario sull’educazione alla salute, la prevenzione, la “self care” e le cure primarie, favorendo invece la speculazione sulla sofferenza e la malattia.

Dati sugli effetti clinici dell’insegnamento del Metodo Clinico centrato sulla persona ( in caso di cattiva visibilità consultare la ricerca direttamente


In Giugno per accelerare il passaggio al paradigma della Medicina, la Scuola di Medicina dell’Università Ambrosiana di Milano e il Comitato Mondiale della Sanità, con il patrocinio del Parlamento Europeo, e la Pontificia Accademia delle Scienze hanno promosso due Congressi mondiali

IL CAMBIAMENTO DI PARADIGMA DELLA MEDICINA: LE BASI EPISTEMOLOGICHE E SCIENTIFICHE DELLA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA
21-22 giugno 2023
MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA: IL CAMBIAMENTO DI PARADIGMA NELLA SCIENZA MEDICA E NELL’EDUCAZIONE MEDICA
23 giugno 2023

I due Congressi, dopo quelli del 2017 e del 2021, hanno ulteriormente confermato il cambiamento di paradigma della Medicina introdotto nel mondo dall’Università Ambrosiana nel 1999. (www.healthparadigmchange.it)
Attualmente c’è un urgente bisogno di un cambiamento nella formazione medica che va orientata al paradigma della medicina centrata sulla persona e al metodo clinico centrato su Persona. Questo significa l’urgenza di preparare docenti adeguati, tenendo presente che attualmente al di fuori del ristretto numero di docenti della Scuola Medica di Milano, in Italia ( ma anche nel mondo) nessuno è preparato all’insegnamento del metodo clinico centrato sulla persona e al counselling medico.


La Scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, che ha introdotto nel mondo nel 1999 il nuovo paradigma della Medicina centrata sulla persona e che,tramite il prof.Giuseppe R.Brera ha introdotto nella WHO nel 2011 l’attuale concetto di salute : ” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana” dal 2003 ha promosso in Italia un master in Medicina Centrata sulla Persona e dal 2009 un programma internazionale e un dottorato di ricerca (www.unambro.it), di cui fa parte la Summer School.
Nel 2023 la Summer School si tiene dal 4 al 9 settembre 2023 nella splendida Viareggio, ( Italia-Toscana) “La perla del Mar Tirreno”, con la collaborazione della provincia di Lucca.

Al Corso sono invitati i docenti della Scuola Medica di Milano (senza oneri), per l’aggiornamento e i docenti clinici di altre Università, per apprendere la teoria e pratica della Medicina centrata sulla persona, tenendo presente che il metodo oggi usato è obsoleto e dannoso per i pazienti (se si eccettua un emergenza biologica che mette a rischio la sopravvivenza).
 
Oggi c’è un bisogno urgente di docenti clinici in grado di insegnare la medicina, che oggi non sono adeguati.
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(Gli atti dei Congressi possono essere richiesti a dipedit@unambro.it  senza alcun costo).

J Mazetes
Editorial Manager 

Aggiornamento didattico dei docenti della Scuola Medica di Milano

   SUMMER SCHOOL IN PERSON-CENTERED MEDICINE CORSO ESTIVO IN MEDICINA CENTATA SULLA PERSONA ITALY-VIAREGGIO (LUCCA) 4-9 SEPTEMBER 2023 AGGIORNAMENTAO DIDATTICO L’attuale paradigma della medicina e il concetto di salute richiede urgentemente un cambiamento qualitativo nella clinica e nella didattica alla luce del cambiamento epistemologico della scienza medica. Ad oggi la medicina viene applicata e insegnata … Leggi tutto “Aggiornamento didattico dei docenti della Scuola Medica di Milano”

 

 SUMMER SCHOOL IN PERSON-CENTERED MEDICINE
CORSO ESTIVO IN MEDICINA CENTATA SULLA PERSONA

ITALY-VIAREGGIO (LUCCA) 4-9 SEPTEMBER 2023

AGGIORNAMENTAO DIDATTICO


L’attuale paradigma della medicina e il concetto di salute richiede urgentemente un cambiamento qualitativo nella clinica e nella didattica alla luce del cambiamento epistemologico della scienza medica. Ad oggi la medicina viene applicata e insegnata con un approccio meccanicistico e deterministico errato che il progresso delle scienze di base ha superato rivelando l’interazione tra variabili soggettivo-biologiche-ambientali e la teleonomia della natura umana. Ad oggi, questa epistemologia è necessaria per il giusto approccio al paziente, che non può essere ridotto a bio-tecnologia, confondendo gli strumenti con il lavoro clinico centrato sulla persona. Questo grave errore deve essere evitato insegnando il metodo clinico centrato sulla persona, il risultato della rivoluzione epistemologica della scienza medica.

La prossima istituzione del cambiamento di paradigma della Medicina in Italia e nella regione Lombardia, necessario per assicurare alla popolazione le migliori possibilità per promuovere la salute, richiede docenti capaci di aggiornare i loro colleghi all’insegnamento della Medicina centrata sulla persona , che comprende il metodo clinico centrato sulla persona e il counselling medico. Attualmente questo è effettuato con la “Licentia Docendi in Medicina centrata sulla persona”, un master erogato dal 2003 dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana.

Attualmente nel mondoi gli unici docenti preparati ad insegnare la Medicina centrata sulla persona e il counselling medico sono i docenti della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e i suoi allievi che avendo imparato la metodologia clinica centrata sulla persona e il counselling mdico (pionieri nel mondo) sono predisposti all’insegnamento. La Scuola Medica di Milano  ha introdotto nel mondo e promosso il cambiamento di paradigma della Medicina nel 1999 che se applicato da una WHO  cieca  e da una cupola sanitaria italiana analfabeta, oggi inquisita, avrebbe bloccato sul nascere l’epidemia COVID-19, salvando la popolazione da vaccini genotossici, che oltre ad avere ucciso migliaia di persone, hanno aumentato la vulnerabilità ai tumori e alle malattie cardio-vascolari e autoimmuni, come il prof. Giuseppe R.Brera, direttore della Scuola Medica di Milano e autore del paradigma della Medicina centrata sulla persona, ha dimostrato nei suoi saggi sulla prevenzione del COVID, diffusi nel mondo.

 L’insegnamento della medicina centrata sulla persona, l’interazionismo e la teleonomia devono essere introdotti in tutte le scuole di medicina che non hanno docenti capaci d’insegnare e di applicare il metodo clinco centrato sulla persona e  rischiano di essere chiuse solo in un paradigma bio-tecnologico, quando fino ad oggi, l’empatia, la diagnosi della persona e l’approccio clinico multidimensionale e interazionista del metodo clinico centrato sulla persona insegnato dal 1999 presso la Scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, permettono di salvare sofferenze, inutili prescrizioni di farmaci e ricoveri ospedalieri, come la ricerca ha evidenziato.

I dati sugli effetti dell’insegnamento del Metodo clinico centrato sulla persona e la sua “validity” and “reliability” parlano chiaro e l’avere non considerato questi da parte degli amministratori pubblici, a cui fin dal 2003 sono stati presentati  è stata un’omissione criminale, perché non promosso la salute della popolazione spostando il sistema sanitario sull’educazione alla salute, la prevenzione, la “self care” e le cure primarie, favorendo invece la speculazione sulla sofferenza e la malattia.

Dati sugli effetti clinici dell’insegnamento del Metodo Clinico centrato sulla persona ( in caso di cattiva visibilità consultare la ricerca direttamente


In Giugno per accelerare il passaggio al paradigma della Medicina, la Scuola di Medicina dell’Università Ambrosiana di Milano e il Comitato Mondiale della Sanità, con il patrocinio del Parlamento Europeo, e la Pontificia Accademia delle Scienze hanno promosso due Congressi mondiali

IL CAMBIAMENTO DI PARADIGMA DELLA MEDICINA: LE BASI EPISTEMOLOGICHE E SCIENTIFICHE DELLA MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA
21-22 giugno 2023
MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA: IL CAMBIAMENTO DI PARADIGMA NELLA SCIENZA MEDICA E NELL’EDUCAZIONE MEDICA
23 giugno 2023

I due Congressi, dopo quelli del 2017 e del 2021, hanno ulteriormente confermato il cambiamento di paradigma della Medicina introdotto nel mondo dall’Università Ambrosiana nel 1999. (www.healthparadigmchange.it)
Attualmente c’è un urgente bisogno di un cambiamento nella formazione medica che va orientata al paradigma della medicina centrata sulla persona e al metodo clinico centrato su Persona. Questo significa l’urgenza di preparare docenti adeguati, tenendo presente che attualmente al di fuori del ristretto numero di docenti della Scuola Medica di Milano, in Italia ( ma anche nel mondo) nessuno è preparato all’insegnamento del metodo clinico centrato sulla persona e al counselling medico.


La Scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, che ha introdotto nel mondo nel 1999 il nuovo paradigma della Medicina centrata sulla persona e che,tramite il prof.Giuseppe R.Brera ha introdotto nella WHO nel 2011 l’attuale concetto di salute : ” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana” dal 2003 ha promosso in Italia un master in Medicina Centrata sulla Persona e dal 2009 un programma internazionale e un dottorato di ricerca (www.unambro.it), di cui fa parte la Summer School.
Nel 2023 la Summer School si tiene dal 4 al 9 settembre 2023 nella splendida Viareggio, ( Italia-Toscana) “La perla del Mar Tirreno”, con la collaborazione della provincia di Lucca.

Al Corso sono invitati i docenti della Scuola Medica di Milano (senza oneri), per l’aggiornamento e i docenti clinici di altre Università, per apprendere la teoria e pratica della Medicina centrata sulla persona, tenendo presente che il metodo oggi usato è obsoleto e dannoso per i pazienti (se si eccettua un emergenza biologica che mette a rischio la sopravvivenza).
 
Oggi c’è un bisogno urgente di docenti clinici in grado di insegnare la medicina, che oggi non sono adeguati.
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(Gli atti dei Congressi possono essere richiesti a dipedit@unambro.it  senza alcun costo).

J Mazetes
Editorial Manager 

APERTE LE ISCRIZIONI AL MASTER IN MEDICINA CENTRATA SULLA PERSONA

  Dal 2003 il prrimo e unico Master al mondo  in Medicina centrata sulla persona promosso dalla Scuola Medica di Milano leader nel mondo nell’insegnamento della Medicina centrata sulla persona Person-Centered Medicine INFORMAZIONI GENERALI Ultimo termine per leiscrizioni: 15 Ottobre 2019 PERSON CENTERED MEDICINE INTERNATIONAL PROGRAM

 

Person Centered Medicine International Program

Dal 2003 il prrimo e unico Master al mondo 

in Medicina centrata sulla persona promosso dalla Scuola Medica di Milano

leader nel mondo nell’insegnamento della Medicina centrata sulla persona

Person-Centered Medicine

INFORMAZIONI GENERALI

Ultimo termine per leiscrizioni: 15 Ottobre 2019

PERSON CENTERED MEDICINE INTERNATIONAL PROGRAM

SUPERVISIONE CLINICA E METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA

  Con lettera circolare agli Assessori alla sanità delle Regioni Italiane il prof. Giuseppe R.Brera,  direttore della Scuola Medica di Milano, ha chiesto agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane d’inviare una rappresentanza dei corsi di Medicina Generale al I° Corso post-universitario in Supervisione clinica e metodo clinico centrato sulla persona che si terrà a … Leggi tutto “SUPERVISIONE CLINICA E METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA”

 

Person Centered Medicine International Program

Con lettera circolare agli Assessori alla sanità delle Regioni Italiane il prof. Giuseppe R.Brera,  direttore della Scuola Medica di Milano, ha chiesto agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane d’inviare una rappresentanza dei corsi di Medicina Generale al I° Corso post-universitario in Supervisione clinica e metodo clinico centrato sulla persona che si terrà a Viareggio (LU) dal 10 al 15 Ottobre 2018.

Il cambiamento di paradigma della scienza medica, “La Medicina centrata sulla persona”, la cui applicazione produce  documentati e enormi risparmi di sofferenze e costi,  richiede un aggiornamento sulle procedure didattiche, necessario anche per il fatto che nessun docente di Medicina italiano, ad eccezione dei pochi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, è preparato a insegnare metodologia clinica e Medicina, non avendo ricevuto una formazione.

Il corso post-universitario, promosso dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, leader nel mondo nell’insegnamento della Medicina centrata sulla persona, con il patrocinio del Ministero della salute (per l’introduzione) e della Person Centered Medicine International Academy (per il programma) ha il programma dello Person Centered Medicine International Program ed è diretto dallo stesso prof. Giuseppe R.Brera con la collaborazione nell’introduzione, del prof.Piermario Biava.

Il programma,dedicato alle procedure di applicazione e d’insegnamento del metodo clinico centrato sulla persona. dopo un’introduzione dedicata al cambiamento di paradigma della scienza medica  si svolge sulla linea del programma internazionale in Medicina centrata sulla persona., dando i crediti dello MA in PCM e della Licentia Docendi.

I partecipanti riceveranno un attestato valido per l’iscrizione alla Person Centered Medicine International Academy con i crediti del Programma Internazionale e  un titolo complementare per insegnare nelle Scuole di Medicina generale.

info su www.unambro.it e da segreteria: segrgen@unambro.it

http://www.personcenteredmedicine.wordpress.com

 

 

SUPERVISIONE CLINICA E METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA

  Con lettera circolare agli Assessori alla sanità delle Regioni Italiane il prof. Giuseppe R.Brera,  direttore della Scuola Medica di Milano, ha chiesto agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane d’inviare una rappresentanza dei corsi di Medicina Generale al I° Corso post-universitario in Supervisione clinica e metodo clinico centrato sulla persona che si terrà a … Leggi tutto “SUPERVISIONE CLINICA E METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA”

 

Person Centered Medicine International Program

Con lettera circolare agli Assessori alla sanità delle Regioni Italiane il prof. Giuseppe R.Brera,  direttore della Scuola Medica di Milano, ha chiesto agli Assessori alla Salute delle Regioni Italiane d’inviare una rappresentanza dei corsi di Medicina Generale al I° Corso post-universitario in Supervisione clinica e metodo clinico centrato sulla persona che si terrà a Viareggio (LU) dal 10 al 15 Ottobre 2018.

Il cambiamento di paradigma della scienza medica, “La Medicina centrata sulla persona”, la cui applicazione produce  documentati e enormi risparmi di sofferenze e costi,  richiede un aggiornamento sulle procedure didattiche, necessario anche per il fatto che nessun docente di Medicina italiano, ad eccezione dei pochi della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, è preparato a insegnare metodologia clinica e Medicina, non avendo ricevuto una formazione.

Il corso post-universitario, promosso dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, leader nel mondo nell’insegnamento della Medicina centrata sulla persona, con il patrocinio del Ministero della salute (per l’introduzione) e della Person Centered Medicine International Academy (per il programma) ha il programma dello Person Centered Medicine International Program ed è diretto dallo stesso prof. Giuseppe R.Brera con la collaborazione nell’introduzione, del prof.Piermario Biava.

Il programma,dedicato alle procedure di applicazione e d’insegnamento del metodo clinico centrato sulla persona. dopo un’introduzione dedicata al cambiamento di paradigma della scienza medica  si svolge sulla linea del programma internazionale in Medicina centrata sulla persona., dando i crediti dello MA in PCM e della Licentia Docendi.

I partecipanti riceveranno un attestato valido per l’iscrizione alla Person Centered Medicine International Academy con i crediti del Programma Internazionale e  un titolo complementare per insegnare nelle Scuole di Medicina generale.

info su www.unambro.it e da segreteria: segrgen@unambro.it

http://www.personcenteredmedicine.wordpress.com