Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an epistemological and bioethical analysis of the life and spiritual trajectory of Mother Teresa of Calcutta (Anjezë Gonxhe Bojaxhiu) through the theoretical framework of Kairology (Kairologia) and Person-Centered Medicine (Medicina Centrata sulla Persona), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing historical-biographical data, private correspondence, and person-centered medical epistemology, this study demonstrates how Mother Teresa’s existential turning points—most notably her 1942 private vow, her 1946 “call within the call,” and her decades-long “dark night of the soul”—represent paradigmatic operationalizations of kairological teleonomy. Rather than viewing her prolonged spiritual dryness as a psychological crisis or faith deficit, kairological hermeneutics interprets it as an intense state of ontological pathos, wherein the absence of affective divine consolation is transformed through high-level existential coping into empathetic identification with the abandoned. Furthermore, her clinical and humanitarian work at Nirmal Hriday exemplifies the rejection of biomolecular reductionism and the “culture of waste,” embodying the person-centered principle that human life possesses irreducible divine value across its biological, psychological, and spiritual dimensions from conception to natural death.

Keywords

Kairology, Giuseppe R. Brera, Mother Teresa of Calcutta, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Dark Night of the Soul, Existential Coping, Relational Epigenetics.

Introduzione e Inquadramento Epistemologico

La scienza medica contemporanea sta vivendo una trasformazione epistemologica e clinica di portata storica, caratterizzata dal progressivo superamento del riduzionismo bio-molecolare e dall’affermazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine, PCM)1. Formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera ed elaborato scientificamente presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questo paradigma riconsidera la natura della scienza medica a partire dal valore irriducibile della persona umana, intesa nella sua globalità psicobiologica e spirituale dal concepimento alla morte naturale1. La Medicina Centrata sulla Persona fonda le proprie basi sull’integrazione tra i risultati empirici delle scienze di base—quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia e l’epigenetica relazionale—e le acquisizioni fondamentali dell’antropo-analisi e della fenomenologia1.

Al centro di questo riorientamento teorico risiede la Kairologia (Kairologia), concepita da Brera nel 1993 come un’ermeneutica unificante della natura umana4. Nata originariamente dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico dell’adolescente, la Kairologia interpreta l’essere umano come un soggetto intrinsecamente teleonomico, ossia guidato da una tendenza naturale, consapevole o inconsapevole, a realizzare la propria esistenza orientandosi verso tre vettori fondamentali: Verità, Amore e Bellezza1. La salute cessando di essere definita semplicemente come assenza oggettiva di malattia o mero equilibrio omeostatico, viene integrata nel concetto di adattamento creativo e sviluppo delle risorse soggettive, attraverso cui il singolo affronta i fattori di rischio e risponde alla domanda interiore di senso1.

L’applicazione dell’ermeneutica kairologica breriana alla biografia spirituale e all’opera assistenziale di Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) offre un terreno di indagine di straordinaria profondità scientifica ed etica2. La rivelazione delle sue lettere private nel volume Come Be My Light ha documentato una condizione esistenziale segnata da oltre cinquant’anni di “oscurità interiore” e dolorosa aridità spirituale9. L’analisi di questo vissuto attraverso i principi della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona consente di trascendere sia le descrizioni puramente agiografiche sia le riduzioni psichiatriche o scettiche, restituendo l’immagine di un’esistenza in cui la gestione del pathos ontologico si è trasdotta in un’efficacia clinica ed assistenziale rivoluzionaria1.

La Struttura Antropologica e Psiconeurobiologica della Kairologia

Per comprendere la traiettoria esistenziale di Madre Teresa alla luce del pensiero breriano, è necessario precisare l’architettura concettuale della Kairologia e la sua articolazione nelle scienze umane e mediche1.

La dimensione fondamentale del paradigma kairologico risiede nella distinzione tra Chronos e Kairos1. Se il Chronos rappresenta la successione quantitativa e lineare del tempo misurabile, il Kairos costituisce il tempo opportuno, l’istante qualitativo ed esistenziale in cui la persona viene interpellata da una possibilità di scelta e da una domanda di significato1. Nel Kairos, il soggetto si trova immerso in una polarità relazionale consapevole tra l’Io e il Tu, chiamata a tradursi in una decisione etica e responsabile1. La sofferenza e la gioia non sono eventi casuali della biologia, ma momenti kairologici attraverso i quali la persona è messa nelle condizioni di scoprire e realizzare la propria natura ontologica1.

La Kairologia concepisce la persona come un’unità indissolubile ed interattiva di tre dimensioni dotate del medesimo valore epistemologico1:

  • Corpo: l’insieme strutturato e dinamico dei fenomeni biologici e fisiologici1.
  • Mente: il sistema dei processi simbolici, percettivi, affettivi e comportamentali1.
  • Spirito: l’apertura alla trascendenza e la naturale “domanda di significato” (meaning inquiry) dell’essere umano1.

Tali mondi non sussistono come compartimenti stagni, ma interagiscono in modo bidirezionale e teleonomico1. Nel quadro epistemologico sviluppato presso l’Università Ambrosiana, la definizione classica boeziana della persona (persona est rationalis naturae individua substantia”) rivela evidenti limiti sia pedagogici sia bioetici4. Se il valore della persona venisse ancorato esclusivamente all’esercizio attuale delle sue capacità razionali o cognitive, si rischierebbe di escludere dalla piena dignità umana i soggetti fragili, gli adolescenti in fase di maturazione, gli ammalati terminali o gli individui in stato di grave compromissione neurologica2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona sostengono invece che la dignità del soggetto ha una matrice trascendente ed inviolabile dal concepimento alla morte naturale, irriducibile a qualsiasi utilità economica, ideologia o dogma riduzionista1.

Dal punto di vista della fisiologia clinica e della PNEI, la Kairologia trova fondamento scientifico nella teoria della relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping1. Formulata da Brera, questa teoria dimostra che la risposta dell’organismo agli eventi di vita non è determinata in modo rigido dallo stimolo esterno, ma dipende dalla qualità delle risorse di adattamento (coping) e dall’interpretazione soggettiva dell’esperienza1. L’epigenetica relazionale e morale documenta come gli stati affettivi, le relazioni interpersonali e le scelte etiche modulino l’espressione genica, l’assetto neurobiologico e il carico allostatico, fornendo la prova molecolare dell’interazione continua tra mente, corpo e spirito2.

Ermeneutica Kairologica dei Momenti di Svolta nella Vita di Madre Teresa

La vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu si è articolata attraverso una serie di snodi kairologici che ne hanno definito l’orientamento teleonomico e l’impatto storico-sanitario1.

Il primo Kairos decisivo si colloca nel 1942 quando, mentre era religiosa professa nelle Suore di Loreto a Calcutta, pronunciò un voto privato segreto con il quale si impegnava in modo vincolante a non rifiutare mai nulla a Dio, scegliendo di dare sempre la risposta di massimo amore a ogni richiesta interiore9. Sotto l’aspetto kairologico, questo voto rappresenta la strutturazione primaria di un’alleanza ontologica1. Tale atto ha impresso una direzione teleonomica incrollabile alla sua vita affettiva ed intellettuale, preparando l’organismo e la psiche a sostenere il peso di prove future di eccezionale gravità1.

Il secondo e più celebre momento kairologico avvenne il 10 settembre 1946 durante un viaggio in treno verso Darjeeling, evento noto nella storiografia spirituale come la “chiamata nella chiamata” (the call within the call)9. In quell’occasione, Madre Teresa avvertì l’imperativo interiore di abbandonare la quiete del convento di Loreto per immergersi nelle macerie umane degli slums di Calcutta, mettendosi al servizio dei più poveri tra i poveri9. Le espressioni simboliche che accompagnarono questo momento—Come, be My light (“Vieni, sii la mia luce”) e il grido di Cristo sulla croce I Thirst (“Ho sete”) —costituiscono il codice semantico del suo nuovo orientamento di vita9. In termini kairologici, questo evento segna il passaggio dal tempo cronologico a una dimensione in cui la domanda di significato dello spirito riorganizza istantaneamente la mente e l’agire biologico del soggetto1.

Il terzo Kairos si concretizzò tra il 1948 e il 1950 con l’uscita dall’ordine di Loreto, l’adozione del sari bianco bordato di blu e la fondazione delle Missionarie della Carità9. L’apertura nel 1952 della casa per moribondi Nirmal Hriday a Kalighat rappresenta l’estrinsecazione clinica e comunitaria della sua visione: raccogliere gli abbandonati dalle strade per offrire loro cure mediche essenziali, igiene, sollievo dal dolore e, soprattutto, uno sguardo umano capace di restituire la consapevolezza della dignità personale negli ultimi istanti di vita2.

La tabella seguente riassume la corrispondenza tra gli eventi della biografia cronologica di Madre Teresa e le relative categorie kairologiche e teleonomiche definite dal paradigma breriano.

 

Evento Cronologico (Chronos) Momento Kairologico (Kairos) Dimensione Antropologica Prevalente Vettore Teleonomico e Meccanismo Psiconeurobiologico
1928–1941: Ingresso nelle Suore di Loreto e insegnamento a Calcutta10. Formazione dell’Io religioso e strutturazione delle risorse affettive1. Mente / Spirito1 Ricerca della Verità e orientamento ideale alla vocazione di servizio1.
1942: Voto segreto di non negare nulla a Dio9. Alleanza esistenziale e impegno ontologico incondizionato1. Spirito1 Adesione totale al Bene; pre-condizionamento etico di alto livello resiliente1.
10 Settembre 1946: Viaggio verso Darjeeling (“Chiamata nella Chiamata”)9. Rivelazione dell’urgenza missionaria (Come be My light / I Thirst)9. Spirito / Mente1 Attuazione dell’Amore in risposta alla sofferenza; ristrutturazione cognitiva e simbolica1.
1948–1950: Fondazione delle Missionarie della Carità e avvio di Nirmal Hriday2. Operazionalizzazione del modello assistenziale nei bassifondi2. Corpo / Mente / Spirito1 Riconoscimento valore assoluto della persona; neutralizzazione attiva fattori di rischio1.
1948–1997: Decenni di “Notte Oscura dello Spirito”9. Prolungato Pathos Ontologico e prova dell’aridità affettiva1. Spirito / Corpo (Carico Allostatico)1 Coping esistenziale supremo; trasduzione dell’assenza in empatia clinica e vicinanza1.

La “Notte Oscura dello Spirito”: Pathos Ontologico e Coping Esistenziale

La pubblicazione delle lettere personali indirizzate da Madre Teresa ai suoi direttori spirituali ha portato alla luce un vissuto interiore di permanente desolazione, durato quasi ininterrottamente dal 1948 fino alla sua morte9. La narrazione epistolare rivela una totale assenza di consolazione sensibile, accompagnata dall’impressione di essere rifiutata e dimenticata da Dio: “C’è così tanta oscurità nella mia anima… la fede non c’è, il vuoto e l’oscurità sono così grandi che non vedo nulla”13.

Il riduzionismo interpretativo ha tentato di catalogare questa condizione attraverso categorie inadeguate, liquidandola come una forma di depressione endogena cronica, un burnout da stress allostatico o, sul versante scettico, come la dimostrazione di una strisciante crisi di fede o ipocrisia13. Tali letture appaiono epistemologicamente fallaci poiché scompongono il dato psicologico isolandolo dal comportamento globale e dall’efficacia clinica ed esistenziale della persona1. Nonostante l’oscurità interiore, Madre Teresa ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, un sorriso radioso costante nella relazione interpersonale e una fermezza decisionale priva di tentennamenti per oltre cinquant’anni11.

L’ermeneutica kairologica breriana consente di interpretare questa “notte oscura” come la forma più elevata di Pathos Ontologico1. Il pathos rappresenta la tensione drammatica che nasce dal contrasto tra i limiti dell’esistenza terrena e le possibilità aperte dalla libertà responsabile del soggetto1. In Madre Teresa, l’assenza di consolazione sensibile non ha prodotto la paralisi o il nichilismo, ma è stata convertita, mediante un coping esistenziale di livello superiore, in uno strumento di identificazione empatica con gli ultimi1.

La mancanza della percezione sensibile di Dio ha permesso a Madre Teresa di sperimentare nello spirito esattamente lo stesso vuoto, abbandono e solitudine che i malati moribondi ed emarginati di Calcutta vivevano nel corpo e nella mente1. La religiosa ha così compreso che la sua missione non consisteva soltanto nel portare aiuto materiale, ma nel condividere fino in fondo l’oscurità dei dimenticati9. Ella scrisse: “Se mai diventerò una santa, sarò sicuramente una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Cielo per accendere la luce di coloro che sono nell’oscurità sulla terra”10.

Dal punto di vista della Medicina Centrata sulla Persona e delle neuroscienze interazioniste, l’esperienza di Madre Teresa attesta l’efficacia protettiva delle risorse di significato1. Nonostante l’esposizione a carichi allostatici ambientali e infettivi devastanti, la tenuta psicofisica della religiosa è stata garantita dalla qualità del suo coping, fondato su una risposta etica incondizionata alla domanda di senso1. Il significato attribuito alla sofferenza ha modulato la reattività biologica dell’organismo, prevenendo la dissoluzione della salute e dimostrando che lo spirito ha un’influenza causale diretta sulle dimensioni biologiche e psicologiche1.

La Prassi Assistenziale a Kalighat e l’Ermeneutica della Persona nella Scienza Medica

L’impatto dell’opera di Madre Teresa sul pensiero medico moderno risiede nella sua radicale opposizione alla “cultura dello scarto”, denunciata da Giuseppe R. Brera come una conseguenza dell’utilitarismo scientista che riduce l’uomo a bene sacrificabile o strumentale1.

Nella struttura sanitaria tecnocratica contemporanea, il malato incurabile o terminale viene frequentemente percepito come un fallimento terapeutico o un peso economico1. A Kalighat, la prassi di Madre Teresa ha capovolto questa impostazione, realizzando un modello assistenziale centrato sulla persona che anticipa l’applicazione clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM)8. L’atto di toccare il corpo del lebbroso, di detergere le ferite dei moribondi abbandonati e di assicurare loro un ambiente di calore affettivo risponde alla necessità di curare la globalità del soggetto, riconoscendo che anche laddove la guarigione biologica (curing) non sia più possibile, la presa in carico della persona (caring) rimane un dovere etico ed epistemologico primario1.

Nella visione insegnata presso l’Università Ambrosiana, il curante non si comporta come un mero esecutore di protocolli tecnici, ma agisce quale guida maieutica2. Analogamente al ruolo svolto da Virgilio o Beatrice nel viaggio dantesco, il medico o l’operatore sanitario ha il compito di accompagnare la persona attraverso il “mare dell’incertezza” e della sofferenza, impedendo che essa soccomba alla disperazione2. Madre Teresa ha esercitato esattamente questa funzione maieutica: ponendosi di fronte al moribondo come un “Io” accogliente di fronte a un “Tu” sofferente. Le Missionarie della Carità permettono al malato di riappropriarsi della propria dignità ed ontologia, consentendogli di concludere l’esistenza terrena riconciliato con sé e con il mondo1.

Per evidenziare la portata di questo cambiamento paradigmatico, la tabella sottostante contrappone le premesse e le ricadute operative del riduzionismo bio-medico con il modello della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera e la prassi assistenziale di Madre Teresa.

 

Dimensione di Analisi Riduzionismo Meccanicista Bio-Medico Modello della Medicina Centrata sulla Persona (Brera) Prassi Assistenziale di Madre Teresa a Kalighat
Epistemologia di Fondo Riduzionista, determinista, bio-molecolare1. Interazionista, teleonomica, fenomenologica1. Personalista, evangelica, orientata al servizio relazionale1.
Concetto di Persona Organismo biologico regolato da meccanismi biochimici e genetici1. Sintesi teleonomica tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito1. Immagine viva di Dio; valore divino irriducibile ed inviolabile1.
Definizione di Salute Assenza oggettiva di lesioni d’organo o patologia biologica1. Costruzione dinamica di fattori protettivi e adattamento creativo1. Percezione interiore di dignità, sintesi armonica e accoglienza affettiva2.
Significato della Sofferenza Anomalia o danno funzionale da eliminare o sopprimere tecnicamente1. Kairos ed opportunità ontologica per la scoperta del senso della vita1. Partecipazione al pathos della croce ed opportunità di coping supremo11.
Ruolo del Curante Tecnico specializzato riparatore di processi patologici1. Guida maieutica che supporta il paziente nell’incertezza2. Presenza empatica e servitrice, orientata alla cura integrale2.
Approccio al Moribondo Fallimento della tecnologia medica o scarto biologico ed economico2. Transizione esistenziale sacra da accompagnare con dignità1. Restituzione dell’Amore assoluto: morire sentendosi unici ed amati2.

Conclusioni Epistemologiche e Implicazioni Cliniche

L’esame della traiettoria di Madre Teresa di Calcutta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona del Professor Giuseppe Rodolfo Brera conduce a una serie di acquisizioni teoriche, bioetiche e cliniche di fondamentale rilevanza per la scienza medica contemporanea1:

  1. La Struttura Teleonomica dello Spirito e la Salute: La vita di Madre Teresa dimostra che la dimensione spirituale della persona non costituisce un semplice sovrastruttura psicologica, ma rappresenta il motore teleonomico centrale che orienta e sostiene la mente e il corpo1. La capacità di rispondere alla domanda di significato permette al soggetto di sviluppare fattori di protezione primari capaci di neutralizzare gli effetti deprimenti del carico allostatico e delle avversità ambientali1.
  2. La Trasduzione del Pathos Ontologico tramite il Coping Esistenziale: La fenomenologia della “notte oscura dello spirito” svela come l’assenza di consolazioni emotive possa essere gestita mediante un coping etico e relazionale di altissimo livello1. Trasformando la propria desolazione interiore in uno strumento di comprensione empatica della sofferenza altrui, Madre Teresa ha dimostrato che il dolore personale può diventare il Kairos per una donazione di sé clinicamente ed umanamente feconda1.
  3. Il Riorientamento Umanistico e Clinico della Formazione Medica: L’opera assistenziale svolta a Kalighat conferma la fondatezza del Manifesto della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. La scienza medica moderna è chiamata a superare la frammentazione iperspecialistica e la cultura dello scarto, riappropriandosi della maieutica relazionale1. La cura della persona richiede la capacità di accostarsi al paziente integrando le evidenze biomolecolari con l’ascolto della sua esperienza soggettiva, della sua storia e della sua domanda di significato trascendente dal concepimento alla morte naturale1.

 

Bibliografia

1.Brera GR. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 1999 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm

2.Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Comitato Sanitario Nazionale. 21 luglio 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/

3.Medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana News [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

4.Galante V. L’applicazione della kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano. Comitato Sanitario Nazionale. 27 giugno 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/

5.Università Ambrosiana. Corso di perfezionamento in kairologia: presentazione e obiettivi [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: http://www.unambro.it/html/pdf/Kay_Presentazione_obiettivi.pdf

6.Centro Studi Kairologici. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/centro_studi_kairologici.html

7.Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina: domande e risposte [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf

8.I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera. Università Ambrosiana News. 20 marzo 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/

9.Teresa (Mother), Kolodiejchuk B, editor. Mother Teresa: Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/926595134/come-see-my-light

10.Teresa (Mother), Kolodiejchuk B, editor. Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta”. New York: Doubleday; 2007.

11.Boerman G. Review of Mother Teresa’s Come Be My Light. The Cresset [online]. 2008 [citato il 4 settembre 2026];71(5). Disponibile su: http://thecresset.org/2008/Trinity2008/Boerman_T2008.html

12.Indiana University Libraries Catalog (IUCAT). Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta” [scheda catalografica online]. Kokomo (IN): Indiana University [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://iucat.iu.edu/iuk/7298794

13.Kolodiejchuk B. A reading of Mother Teresa Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/178380957/A-READING-OF-MOTHER-TERESA-COME-BE-MY-LIGHT-BY-BRIAN-KOLODIEJCHUK

14.Person Centered Clinical Method [Archivio articoli online]. Comitato Sanitario Nazionale [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/

15.Mother Teresa’s letters will help others in darkness. Georgia Bulletin [online]. 4 ottobre 2007 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://georgiabulletin.org/news/2007/10/mother-teresas-letters-will-help-others-in-darkness/

16.Tag: Giuseppe R-Brera. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

17Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 05/9/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Teresa di Calcutta

 

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 NO AL SUICIDIO ASSISTITO VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

 NO AL SUICIDIO ASSISTITO

VERITA’ O ARBITRIO ?  LA MISSIONE DELLA VERA MEDICINA

Giuseppe R.Brera*

  1. 1. Sofferenza , speranza e  libertà

La vita in alcuni momenti può essere sentita come insopportabile perché determinata  e dipendente da altri  ,un senso  di non “farcela più” , un peso insopportabile  anche nel vedere la sofferenza delle persone vicine. Quando la speranza non esiste , può nascere il desiderio di farla finita, di suicidarsi , come nella depressione endogena o in un dolore non tollerabile o nella convinzione  di una non guarigione, anche se in medicina la prognosi infausta è sempre una probabilità mai una certezza, come insegna Lourdes, uno smacco per gli apostoli del determinismo e dello scientismo. La possibilità di guarire è spesso oggi confusa con la capacità nel dare e ricevere cura e la percezione del proprio stato è relativa al senso d’importanza   della propria presenza nel  mondo, cioè alla coscienza di un valore non contingente della propria esistenza ,superiore alla sofferenza e alla morte cioè di una libertà superiore alla condizione umana. Quando l’uomo dà un senso trascendente al soffrire, come il  sacrificio per amore, il mondo si riempie di una luce che illumina tutti. Questa è stata la rivoluzione di Gesù Cristo che ha generato luce e energia per il mondo  eliminando la necessità antropologica della guerra , come ci inseggna la psicoanalisi di Franco Fornari. La sofferenza , la morte e la guerra non hanno più avuto l’ultima parola.  Quando nella notte della disperazione, soprattutto per la perdita dell’ autonomia, confusa spesso con “libertà”-è tipico degli adolescenti- non è possibile provvedere da soli a un suicidio, allora si può fare strada l’idea di chiedere l’aiuto di un terzo, fatto oggi possibile dopo la sentenza della Corte Costituzionale, la decisione della camera dei Deputati , che contraddice in modo radicale la Costituzione che difende la tutela della salute, alternativo a quello di uccidere un malato con tecniche indirette. La Corte con la sentenza ha di fatto annullato l’art. 32 della Costituzione, in quanto la salute che implica necessariamente la vita è un diritto fondamentale.  Il diritto alla tutela della salute non coincide con il diritto alla morte ma necessariamente con la vita che la rende possibile.   Chi dovrà applicare l’orologio elettronico al paziente per la dose letale, magari comandato a distanza da un App. con teschio ? Chi potrà evitare che questo sistema tele-criminale non possa essere applicato da un secondo “boia di stato”-il primo è quello che compie il genocidio abortista eugenetico o a richiesta- a anziani o pazienti ignari, sempre necessariamente un sanitario, un infermiere. Il vero problema di questi pazienti è la percezione del valore del proprio esserci e del proprio essere una persona umana , comprendere con l’aiuto di persone illuminate che la loro vita non può perdere l’essere soggetto-oggetto d’amore e di senso per tutti e per Dio. La Corte Costituzionale, e la Camera “bassa” hanno introdotto in realtà  una legittimazione culturale del suicidio nella cultura occidentale che si è evoluta con la croce come bandiera, a partire da Costantino il Grande.

2. Il desiderio di morte è un fenomeno clinico  e nessuno ha il diritto di entrare nel rapporto medico-paziente

L’idea di un suicidio è un fenomeno clinico frequente anche in gravi forme di depressione endogena , in cui la persona si sente colpevole di tutto anche di essere vivo, fatto che si può acuire quando la persona non autonoma vede che i prossimi fanno fatica e questo aumenta la sofferenza, generando sensi di colpa. La motivazione soggettiva  alla morte fa parte della clinica  che realizza il diritto alla salute possibile se il paziente vive.   Una sorta di “suicidio biologico” è anche frequente negli anziani quando i figli fanno pesare il loro fare per loro. Questa documenta bene il rapporto tra soggettività e salute, colonna epistemologica della Medicina centrata sulla persona. Gli anziani spesso si ammalano  e muoiono per la correlata caduta delle difese immunitarie in quanto si  sentono in colpa , non più amati e degni di attenzione e rispetto, come è accaduto anche con la decisione analfabeta d’isolarli se ammalati di COVID. Un’ideazione suicida diretta o assistita fa parte del rapporto medico-paziente e della cura medica,  indirizzata a dare salute-fatto prescritto dalla Costituzione-oggi tradita- anche nella modulazione del rapporto  parenti-malato. Questo è un assioma della clinica. Nessuno , in primis lo stato, si  può permettere di entrare con  sentenze o leggi in un rapporto clinico , pena di un danno al paziente, che, con la legittimazione culturale del desiderio di morire, fuori dal contesto clinico, può sentirsi motivato e non metterlo in discussione per cercare la verità sulla sua motivazione, saltando il medico e affidandosi a un “boia di stato”. Per questo motivo la Corte costituzionale ha tradito se stessa e il suo ufficio in primis “il rispetto della persona umana”(art.32). La dignità umana, che la Costituzione tutela, si realizza nella verità e nell’amore,  radici filosofico-cristiane  della libertà e dell’Occidente, la cui possibilità è stata tolta dalla sentenza e che  sono state tagliate  nella costituzione europea , fatto che è anche all’origine del conflitto Russo-Ucraino.

3. Il senso della sofferenza va oltre le nostre capacità di comprensione

Quando il medico si trova di fronte a un desiderio di morte  si  gioca il suo spirito morale, la formazione e le  capacità professionali, che al limite, lo coinvolgono anche in prima persona chiedendogli anche di mettere sul tavolo anche i valori più alti della sua esistenza come la fede e l’attaccamento affettivo del paziente. Quando mi sono trovato diverse volte in questa situazione dopo aver valutato se l’idea suicida era motivata dalla mancanza di un reale attaccamento affettivo, formulavo la domanda: “Lo sa che Lei è amato da Dio nella sua individualità più di tutto l’universo fisico ?” Cercavo di far percepire, in un vuoto di relazioni affettive, l’esistenza di un rapporto affettivo tra  Dio e lui-lei, trascendente il desiderio soggettivo ma contingente nell’attualità. Una volta, a conclusione di una psicoterapia-  un cara persona mi disse: “ Vede dottore non mi sono buttata dalla finestra perché sulla sua scrivania ho visto il libro dei Salmi “.  Il problema per l’uomo che vuole morire è avere coscienza che la sua vita  non è relativa al suo desiderio e alla sua volontà, un mondo simbolico soggettivo sottomesso  all’ arbitrio , ma proprio perché “simbolico” chiede un significato oggettivo . Il desiderio di morire deve  essere messo in dubbio per consentire la ricerca una verità inconfutabile su sé e il mondo, anche se non percepita e che se scoperta permette di sentirsi e essere liberi. In questo Agostino d’Ippona è maestro: “ Se dubito vuol dire che esiste la verità”  e l’uomo è fatto “ per essere, sapere e amare”. Oggi  purtroppo la Chiesa, nella notte di un pragmatismo sociologico  relativistico  de-sacralizzante l’esistenza e la fede cristiana, si è dimenticata delle sue radici culturali.  E’ la conoscenza della verità infatti che fonda la libertà. Questo è un mistero fenomenologicamente irrisolvibile ma rivelabile alla soggettività nella relazione con chi è vicino, in primis il medico e i prossimi. La Fede è una grande risorsa psicologica nelle difficoltà della vita, anche estreme. Il comprendere che ognuno di noi e ogni situazione, anche se  è fatta di sofferenze insopportabili  e perdita dell’autonomia o sensi di colpa inconsci o consci  , fa parte di un misterioso progetto di Dio, che si rivela nell’amore gratuito di chi è vicino, permette una diversa prospettiva e una luce, un’energia che illumina la notte del dolore e toglie il senso di solitudine e si tramette al mondo biologico, aprendo il sistema. La salute è infatti un sistema aperto costituito da variabili soggettive, biologiche, di relazione con l’ambiente in continua interazione  a cui l’uomo è chiamato per natura a dare un senso. La prossimità affettiva e competente nella luce spirituale  permette di capire come la nostra condizione può inserirsi in una storia dell’universo, ben più grande del nostro pensiero e vissuto e trova un senso  nel generare amore. I monaci tibetani sostengono che l’universo, in senso fisico, è retto dall’amore e la fisica quantistica è vicina a questa idea.  Il senso dato alla sofferenza ha dunque un valore che va ben oltre la nostra  comprensione . Il pensare e sentire di non essere “Un granello di sabbia perso casualmente in un deserto”, sviluppo di un bellissimo pensiero di Carlo Casini,  fa i conti in primis con il mistero dell’esistenza della nostra stessa vita , della nascita, dell’amore, del dolore, della sofferenza e della morte. Siamo fatti per i vermi o in noi e per noi c’è un disegno misterioso di verità, di amore e di bellezza, che trascende il tempo, c’è un ruolo determinante per  la vita dell’Universo ?  Chi  dà un senso d’amore alla propria sofferenza  è di fatto un nuovo Prometeo, amato non invidiato da Dio.

4. L’ideologia del suicidio assistito e dell’eutanasia nasconde un’aggressività mortale travestita da pietismo

Il pensare di essere fatti per i vermi, può giustificare il “carpe diem” e uno stile di vita edonistico-narcisistico, fatto di specchi , di vita  virtuale sui “social”, di apparenza, di cui la nostra cultura è imbevuta, che lascia un vuoto tremendo quando  non è più possibile e apre a falsi pietismi degli ideologi del suicidio assistito  e dell’eutanasia che dovrebbero analizzare con la psicoanalisi le loro motivazioni  -“formazione reattiva” secondo Freud- in cui l’aggressività si traveste da pietà.  L’evento malattia, anche nei casi estremi,   appartiene all’esistenza  dunque è un possibile per essere, un interrogativo sulla nostra identità di uomini e quindi è una possibilità per cambiare punto di vista, entrando in un vero rapporto con se stessi, cioè la propria anima che è fatta naturalmente per la verità e la libertà, come appare anche nell’esperienza di molti pazienti, caposaldo epistemologico della Medicina centrata sulla persona.

5. La “lezione” della Croce di Cristo e la Chiesa

Solo assecondando la ricerca della verità  nel nostro essere uomini e non cose, cioè “soggetti” non “oggetti”, possiamo  capire chi veramente siamo , sperimentando la nostra libertà sulla morte e la divina dignità della nostra natura. E’ la lezione della Croce di Cristo,   massacrato e inchiodato per scelta e per amore dell’umanità. Cosa impariamo dal simbolo dell’Occidente, che incontriamo ogni giorno nel calendario ? Certamente che la libertà dell’uomo non dipende dalle possibilità di auto-determinazione , ma dal senso che egli dà al suo stato. Questo non vale solo per la malattia e la sofferenza per la perdita dell’autonomia ma anche per la nascita e l’amore. Chi tuttavia ha il potere di far perdere all’uomo la possibilità di un’autonomia di pensiero e di sentimenti, se non fattori interni a lui come i sensi di colpa, segno di una colpa ontologica esistente in un nostro essere non libero. Guardare alla Croce come salvezza dalla morte, offre la libertà dalla colpa., all’origine di ogni guerra. Oggi l’uomo sembra voler sfuggire al confronto con la croce di Cristo, la sua vita e il suo messaggio, radice dell’ Italia e dell’ Occidente, con il suo significato antropologico non solo mistico, che testimonia la vittoria della libertà dell’essere uomini  sulla morte, nuova costituzione della libertà nell’amore sacrificale redentrice la colpa. L’Occidente, in un delirio di onnipotenza, si è totalmente dimenticato , sopratutto nei centri di potere che il tempo e l’universo sono misurati da Cristo, che si è posto come punto di partenza e punto d’arrivo. Siamo nel 2022 e saremo domani e dopo-domani in un tempo dopo la nascita di questo straordinario uomo , la sua croce e la sua resurrezione. Un nuovo tempo quotidiano di speranza e di vita eterna. Questo confronto  esistenziale e culturale  non è paradossalmente incoraggiato dalla Chiesa, caduta in un’oscurità  pragmatico- relativistica , che parte dall’errore di Papa Bergoglio: “ La realtà è, l’idea si elabora” in Evangeli Gaudium ,   ma l’idea della verità è la realtà che ha permesso la sopravvivenza dell’umanità e il progresso. Il Papa confonde la realtà con il mondo sensibile-empirico, chiudendo così alla necessità dell’uomo di un’ interpretazione oggettiva della natura del proprio essere entro limiti certi,  fatto che sta portando l’insegnamento della teologia cristiana al relativismo morale e alla scomparsa del linguaggio evangelico: “Si/no”, un’idea che nasce  dalla logica aristotelica. L’essere non può non essere.  Anche un Papa può sbagliare.  Alla base di un vero potere delle tenebre, che ha pervaso anche la Corte Costituzionale e la ” Camera bassa”, e che allontana dal confronto con la radicalità della Croce c’è la perdita della radicalità degli opposti: si/no-Vero/falso, Vita/morte, amore/odio. Non è possibile un confronto vita/morte senza la radicalità del si/no. La Chiesa tuttavia dopo S.Giovanni Paolo II°  e Papa Benedetto ha perso penetrazione culturale e linguaggio forte, contraddittorio, radicale, anche se ha criticato la scelta scellerata della Corte Costituzionale ed è sempre dalla parte della vita di chi soffre ma oggi in un senso socio-prgamatico e non restituente all’uomo la dignità della sacralità della vita, la sua sostanza.  L”essere”,infatti  viene prima del “fare”  e entrambi non possono essere separati dal “sapere” e dall’ “amore”. (S.Agostino). Anche nella medicina moderna fondata sul concetto del “ prendersi cura”, istituito dalla lezione di Cristo sul Buon Samaritano, c’è la straordinaria domanda socratica a Gesù di Pilato: “Che cosa è la verità” , l’altra radice irrinunciabile dell’Occidente: il “ Ti esti “ (il cosa è ?) socratico: la metafisica affossata da Marx,  Comte,  Sartre. Ma il “cosa” è stato sostituito dal “Chi” dal Buon samaritano , di fronte alla sofferenza e alle domande anche di morte. Il chiudere un paziente nel suo problema e nella sua soggettività significa ucciderlo ,  nella sua profonda dignità di uomo  come insegna il nuovo concetto di salute ” La scelta delle migliori possibilità per essere la migliore persona umana” che chiede  l’apertura al possibile dell’amore, della verità e della bellezza,   per la costruzione dell’essere una persona umana nella speranza tale che possa dare una risposta al mistero dell’esistenza, non la chiusura. Il suicidio assistito è la sconfitta della medicina che non deve essere confusa con una tecnica della vita o della morte. Questo richiede l’adeguamento della formazione dei medici al grande cambiamento epistemologico della medicina avvenito negli ultimi quarant’anni, che l’ha trasformata in una scienza indterminista. La salute e la malattia sono infatti concetti relativi alla qualità dell’inerpretazione soggettiva della realtà.

6. La vittoria sulla sofferenza e la morte

Come ha evidenziato Paul Tournier-padre spirituale della Medicina centrata sulla persona nel suo straordinario saggio “Medicina e Persona”- ,  l’importanza della nostra vita e delle nostre radici culturali non può fare a meno della Croce di Cristo, che ha cambiato tutto, come anche Friedrich Engel e Friedrich Nietzsche, sostenevano, perché con il  gesto eroico di sacrificarsi per amore affrontando con coraggio il martirio per amore,  quest’uomo, ha cambiato le sorti e il destino dell’umanità e di ogni uomo, introducendo l’idea del “sacrificio per amore”  e la sofferenza come possibilità di libertà assoluta di dono e  di eroica vittoria sulla morte. Una nuova verità  di natura divina, a cui  l’uomo è chiamato, entrò nella storia e può far sperimentare  che la condizione umana può essere un dono  d’amore vittorioso sulla morte, rendendo l’uomo libero, fondante una nuova reciprocità affettiva tra le persone, e facendo percepire  a chi si sente abbandonato  solo e sofferente, che la Croce può generare amore, come sanno le madri di molti disabili e molti malati cronici.

7. L’ideologia radicale è fondata sull’arbitrio non sulla ricerca della verità

La Corte costituzionale  e la Camera hanno voluto istituire  un’ ideologia che strumentalizza il desiderio di morte : “Se mi permettono il suicidio vuol dire che non sono niente, sono uno scarto , invece di crearmi possibilità per stare bene” come ha scritto un malato di SLA su Avvenire. Il desiderio suicida è in realtà una provocazione: “Vediamo un po’ se siete capaci di farmi amare la vita in questa condizione ” o il sentirsi importanti   perché capo fila di un’ideologia radicale.   La nostra cultura, purtroppo, sta ideologizzando, anche su spinta di movimenti politici come i Radicali l’assunto: “ E verità ciò che io sento o penso”,  confondendo arbitrio con libertà. Al desiderio o volontà di morte,  questa cultura che fa interiorizzare il consumo dell’oggetto, ilsé e l’altro per motivi di “marketing”, come “usa e getta”, deve dunque ripartire dalle radici,  dall’idea della verità oggettiva , un’idea dell’essere : da Socrate, Platone e Aristotele e alla Croce di Cristo  cioè dalla verità e dall’amore fondanti la libertà dell’uomo.  In particolare lo deve fare la Medicina con la Medicina centrata sulla persona-un cambiamento epocale di paradigma nato in Italia nel 1999- che oggi deve  applicare nella clinica il nuovo concetto di salute nato da essa. Oggi il medico dovrebbe essere preparato a acquisire anche con capacità di counselling  capacità maieutiche dell’essere-persona del paziente, riscoprendo la nobiltà della sua professione non la sottomissione ad asfissianti burocrazie amministrative telematiche che lo vogliono ridurre a funzionario bio-tecnologico, riducendosi  a essere strumento controllato dallo stato, “parafulmine” dei problemi della nostra cultura e degli errori e delle omissioni di governi. I medici che hanno applicato in ambulatorio la Medicina centrata sulla persona e il “counselling medico” hanno avuto risultati straordinari.(leggere l’articolo sul sito)

8. Medici non “Boia di stato”

  Dato che un desiderio suicida è un problema clinico e non altro, assecondare che  uno stato  anonimo e impersonale tramite dei “boia” prezzolati dal Servizio Sanitario Nazionale-fatto ripugnante-  possa assecondare una volontà di morte, è aprire o chiudere le possibilità per essere una persona umana , per acquisire una dignità irriducibile ? Se la coscienza dei medici è orientata  alla libertà dell’uomo dalla malattia e dalla morte ed è fondata sulla ricerca della verità oggettiva  insieme al paziente, certamente accettare che leggi necrofore e ignoranti  autorizzino “boia di stato” a entrare in un rapporto clinico, rendendo impossibile o vanificando il lavoro medico-psicologico, assecondando  suicidi o uccidendo- come già succede con l’aborto-  significa rinunciare alla propria identità e alla propria missione esistenziale-culturale e a ogni fondamento etico e epistemologico della scienza medica.  L’identità della medicina non è  “la bio-tecnologia”, se pur necessaria, ma la cura clinica della persona  il cui essere una persona  sana, ne è il punto di partenza e d’arrivo. Con il nuovo concetto di salute  risultato del cambiamento epocale della medicina, il lavoro del medico ma anche quello dell’infermiere, diventa più ricco, più profondo e “maieutico” .Questo richiede più tempo  e valorizzazione culturale e politica del lavoro medico e sanitario e una nuova formazione, centrata sulla persona del paziente.  I medici devono rifiutare le possibilità di un’obiezione di coscienza, perché la loro coscienza ha come fondamento la verità anche scientifica sulla natura umana e metterla in discussione significherebbe accettare la non esistenza di un significato etico oggettivo fondante la Medicina, accettando  che lo stato con dei “ boia”, entri  in un rapporto clinico, annientante la loro identità,  e il loro lavoro. I medici  in nome di una nobiltà e dignità di uomini e di professionisti ,da recuperare dove non esista più, per difendere i pazienti dovrebbero muoversi compatti e uniti  per  rivoluzionare la tendenza politica e statale che li vuole strumenti ignavi, al massimo “Obiettori” ,iniziando a neutralizzare una sentenza scellerata e facendo vedere chi comanda in Italia nella sanità e nella sua politica per il bene della popolazione. E’ una questione di potere, in cui la politica sanitaria deve essere riportata a essere figlia dei valori eterni della Medicina e del progresso scientifico.  Questo lo devono fare i medici e gli infermieri stando dalla parte delle persone E’ necessario combattere ogni tentativo dello stato di sostituirsi alla  coscienza medica  relativizzandola all’ignoranza sulla natura umana e a una confusione tra verità e arbitrio. Questa oggi è la missione della vera Medicina e la ragione della nascita del Comitato Sanitario Nazionale.

*Rettore dell’Università Ambrosiana, Direttore della Scuola Medica di Milano, Presidente del Comitato Sanitario Nazionale e dello “World Health Committee”Presidente Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza,Secretary of the International Commitee of “La Charte Mondiale de la Santé-the World Health Charter

gbrera@unambro.it

Copyright GiuseppeR.Brera 2019-2022

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Il Ruolo del Medico nella Medicina Centrata sulla Persona: Dall’Analfabetismo Epistemologico alla Maieutica della Dignità

Vito Galante[1]

  1. FRONT MATTER

Abstract

The contemporary medical profession is enduring a profound ontological shipwreck, exacerbated by a tragic fragmentation of the human face behind a veil of bio-statistical data. This identity crisis stems from a pervasive “epistemological illiteracy” that reduces the physician to a mere technician of organic repair. This paper elucidates the urgent transition from the reductionist biomedical model to the “Paradigm of Unity” established by Giuseppe Rodolfo Brera’s Person-Centered Medicine (PCM). Central to this shift is the resolution of the conflict between market-driven logic—characterized by the commodification of care—and the physician’s intrinsic clinical responsibility, demanding a “0% tolerance” toward the instrumentalization of the patient. By integrating the indeterminism of quantum physics with Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) and epigenetics, PCM demonstrates how the Subjectivity-Biology-Environment (S-B-E) system “reprograms” life through affective symbolization. Furthermore, the Health Relativity Theory (HRT) mathematically formalizes health as a dynamic potentiality. The physician, redefined as a “Maieuta of Human Dignity” and a “secular priest” (Religio Medici), must foster a therapeutic alliance that defends life from conception to natural death, adding “life to days” through the supreme synthesis of science and conscience.

Keywords

  • Person-Centered Medicine
  • Psychoneuroendocrineimmunology
  • Health Relativity Theory
  • Maieuta of Human Dignity
  • Clinical Responsibility
  • Kairology
  • Ontological Dignity
  • Homo Patiens
  • Epigenetics
  • Allostasis

——————————————————————————–

  1. INTRODUZIONE: L’INELUDIBILITÀ DELLA DOMANDA ONTOLOGICA

Oggi, la domanda “Chi è il medico?” non rappresenta un mero esercizio speculativo, ma si impone con la forza di un’ineludibilità ontologica. Ci troviamo dinanzi a un paradosso epocale: mentre il progresso biotecnologico accelera verso traguardi prodigiosi, la relazione clinica esperisce un declino di senso, un “naufragio ontologico” in cui il malato è ridotto a un aggregato di dati biofisici [4, 11].

Questa crisi d’identità è alimentata da un profondo “analfabetismo epistemologico” [3]. Il modello bio-meccanicistico ha operato una frammentazione iper-specialistica che riduce il corpo a una macchina e la malattia a un guasto molecolare deterministico. In questo scenario, il medico rischia di trasformarsi in un “tecnico del guasto”, asservito a una logica di mercato che preme per la vendita di prestazioni e la mercificazione della cura [1, 5, 12]. È necessario un passaggio strategico: la rifondazione dell’identità medica sulla sintesi tra rigore scientifico e nobiltà umana. L’obiettivo del presente articolo è delineare questa transizione verso il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), dove la cura non è un sottoprodotto dell’economia, ma l’espressione più alta della responsabilità clinica.

——————————————————————————–

  1. LE RADICI EPISTEMOLOGICHE: “SUM ERGO COGITO” E IL LOGOS DELLA PERSONA

L’epistemologia non è un orpello teorico, ma il fondamento che determina la natura dell’atto clinico. La PCM rifiuta il dualismo cartesiano, che ha condannato la medicina a una visione parcellizzata della realtà, per abbracciare un personalismo fenomenologico radicato nella metafisica classica di Aristotele, Sant’Agostino e San Tommaso d’Aquino [14].

Giuseppe Rodolfo Brera opera un’inversione maieutica fondamentale: “Sum ergo cogito” [4]. La luce del Logos (l’essere) preesiste al pensiero; l’essere precede l’attività cognitiva. Il corpo, dunque, non è un oggetto esteso o un involucro meccanico, ma l’espressione biologica di una soggettività spirituale. In questa prospettiva, il medico deve esercitare una “0% di tolleranza” verso la strumentalizzazione del paziente [12], risolvendo ogni conflitto tra interessi finanziari e dovere clinico inderogabilmente a beneficio della persona.

Confronto tra Paradigmi

Dimensione Paradigma della Frammentazione Paradigma dell’Unità (Brera)
Concezione della realtà Positivismo; leggi naturali determinate e riducibili. Personalismo fenomenologico; verità rivelata dall’interazione.
Epistemologia della Vita Deterministica; uomo come macchina biologica. Indeterminismo soggettivo; allostasi e teleonomia.
Ruolo del Corpo Macchina/Oggetto parcellizzato. Simbolo ed espressione della Soggettività.
Obiettivo Clinico Riparazione del danno (Cure-therapy). Promozione della dignità e resilienza (Care & Cure).
Relazione Clinica Asimmetrica (Tecnico vs. Oggetto). Alleanza Maieutica (Persona vs. Persona).
Logica di Sistema Mercato, incentivi e “bisogni indotti”. Responsabilità clinica e verità informativa.

 

  1. LA FONDAZIONE SCIENTIFICA: ALLOSTASI, PNEI ED EPIGENETICA

La PCM non è una costruzione filosofica astratta, ma un quadro scientifico superiore che integra la biologia molecolare in un sistema aperto. Essa supera l’omeostasi statica in favore dell’Allostasi, ovvero la capacità dell’organismo di mantenere la stabilità attraverso il cambiamento orchestrato dalla percezione e dalla simbolizzazione dell’esperienza [3, 21].

Il sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) dimostra come la soggettività “riprogrammi” la vita cellulare:

  • PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia): Maestroni e Lissoni hanno documentato come gli stati affettivi e spirituali modulino direttamente la produzione di citochine, contrastando l’“entropia clinica” tipica dei modelli riduzionisti [17, 24].
  • Epigenetica e Simbolizzazione: Le ricerche di Szyf, Meaney e Biava confermano che l’interpretazione dei simboli affettivi altera l’espressione genica. Il codice epigenetico risponde al vissuto, rendendo la biologia una “narrativa” molecolare [3, 22].
  • Telomeri: Elizabeth Blackburn ha fornito la prova molecolare di come la qualità del coping e del vissuto esistenziale influenzi la lunghezza dei telomeri, dettando il ritmo dell’invecchiamento [23].

——————————————————————————–

  1. IL METODO CLINICO CENTRATO SULLA PERSONA (PCCM) E LA DIACRISI

La traduzione della teoria in prassi operativa avviene attraverso la Diacrisi, che sostituisce l’ansia nosografica con la diagnosi della persona [7, 9]. Il medico deve praticare la “Clinical Epokè”: sospendere il giudizio tecnico-meccanicistico per generare il “Campo Antropico” (ACH), uno spazio-tempo di Accettazione, Comprensione e Aiuto.

L’integrazione avviene tramite il Modello Cross-Ratio (S-R-M-P), una sintesi di variabili Soggettive, Cliniche, Biologiche e Ambientali [6, 20]. In questa “medicina come sapere dialogico”, il medico recupera la sua natura di “Uomo della Parola” attraverso:

  • Linguaggio: Garbato e adattato, rifiutando tecnicismi distanti.
  • Verità: Coerenza assoluta tra il dire e l’agire, dove il medico è la sua parola.
  • Silenzio: Spazio sacro per l’ascolto dell’intimo e del segreto del paziente [7, 12].

——————————————————————————–

  1. LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ DELLA SALUTE (HRT): LA MATEMATICA DELL’ESISTENZA

Per sottrarre la clinica al determinismo, Brera ha formalizzato l’indeterminismo soggettivo nella Health Relativity Theory (HRT), applicando i principi della fisica quantistica alla biologia umana [3, 17]. La salute è una probabilità dinamica (Hp) definita dall’equazione:

Hp = K (Iq x Cq)

  • Hp (Health Probability): La probabilità di salute come sistema aperto.
  • K (Costante kairologica): Rappresenta la tensione teleonomica, la naturale ricerca di significato (Verità, Amore, Bellezza) che emerge prepotentemente nel passaggio all’adolescenza.
  • Iq (Interpretation Quality): La qualità del processo ermeneutico e di simbolizzazione del vissuto.
  • Cq (Choice Quality): La qualità delle scelte compiute in libertà e verità.

Il medico agisce qui come “consulente esistenziale”, guidando il paziente verso il Kairos—il tempo opportuno per il cambiamento e la guarigione.

——————————————————————————–

  1. IL MEDICO COME MAIEUTA DELLA DIGNITÀ E L’ALLEANZA TERAPEUTICA

L’identità del medico è quella di un “Aristocratico dell’Etica” che rimane, tuttavia, un perenne “Discepolo dei Valori” [3, 12]. La professione si configura come un “sacerdozio civile” (Religio Medici) che trasforma il pathos (sofferenza) in un’occasione di introspezione.

Contro il paternalismo autoritario e l’“autonomismo” (che spesso maschera un abbandono morale del paziente), la PCM propone un’alleanza maieutica [1, 2, 6]. Il medico deve “lottare” con il paziente per il suo bene reale, riconoscendo l’Homo Patiens come misura incommensurabile dell’impegno clinico. Questa laicità democratica difende la dignità umana come valore assoluto, indipendentemente dalle pressioni finanziarie o ideologiche [10, 12].

——————————————————————————–

  1. IL RUOLO DELL’UNIVERSITA’ AMBROSIANA E DELLA SCUOLA MEDICA DI MILANO: L’ECCELLENZA DELLA FORMAZIONE POST-UNIVERSITARIA

Sotto la guida del Rettore Giuseppe Rodolfo Brera, l’Università Ambrosiana è diventata l’epicentro mondiale della formazione in Medicina Centrata sulla Persona. Dal 1998, la Scuola Medica di Milano insegna ai medici un paradigma che integra scienza, filosofia e spiritualità.

L’offerta formativa dell’Ambrosiana, che include master e dottorati in Medicina Centrata sulla Persona, in Adolescentologia clinica, in Counselling Medico con l’Adolescente ed in Educazione alla Salute, rappresenta un ‘unicità nel panorama mondiale. Questi corsi non trasmettono solo competenze tecniche, ma mirano a una “maieutica del senso dell’essere uomo”, formando clinici capaci di resistere alla burocratizzazione e alla mercificazione della salute.

La sfida futura consiste nell’estendere questo paradigma a tutti i livelli del sistema sanitario favorendo questa transizione epistemologica, superando le resistenze di una cultura che spesso omette la verità per assecondare interessi politici o burocratici.

L’opera dell’Università Ambrosiana e l’eredità intellettuale di Brera indicano chiaramente la strada: una medicina che sia veramente “scienza dell’uomo”, capace di riconoscere che in ogni persona, risiede la dignità divina che Cristo ha rivelato al mondo [28].

—————————————————————————————

 

  1. CONCLUSIONI: IL PARADIGMA DI CURA COME REALIZZAZIONE PROFESSIONALE

La Medicina Centrata sulla Persona rappresenta la sintesi suprema tra scienza e coscienza. La sua efficacia è misurabile: i dati documentano un miglioramento del 95% della comprensione del paziente e una riduzione del 70% dei costi sanitari non necessari derivanti da prestazioni indotte o inappropriate [6, 18].

È dovere del medico difendere la vita come dono inviolabile dal concepimento alla morte naturale. Nelle cure palliative, come in ogni atto clinico, l’obiettivo non è solo sopravvivere, ma “aggiungere vita ai giorni” [13]. In questo servizio disinteressato al bene comune e nella custodia della sacralità dell’uomo, il medico trova la sua più autentica felicità e la pienezza della propria libertà professionale.

——————————————————————————–

  1. BIBLIOGRAFIA
  2. Dougherty CJ. Ethical values at stake in health care reform. 1992;268(17):2409-2412.
  3. Beckwith FJ, Peppin JF. Physician value neutrality: a critique. J Law Med Ethics. 2000;28(1):67-77.
  4. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person Centered Medicine. Milan: Università Ambrosiana; 2017.
  5. Brera GR. Sum ergo cogito: The light of the Logos before thought. Medicine and Mind. 1996;XI(2).
  6. Brera GR. The “kairos of existence”. Medicine and Mind. 1993;8(2):5-9.
  7. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. 2nd ed. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
  8. Bergsma J, Thomasma DC. Autonomy and clinical medicine: renewing the health professional relation with the patient. Boston: Kluwer Academic Publishers; 2000.
  9. Sackett DL, Rosenberg WM, Gray JA, Haynes RB, Richardson WS. Evidence based medicine: what it is and what it isn’t. 1996;312(7023):71-72.
  10. Brera GR. Person-Centered Medicine: Theory, Teaching, Research. Int J Pers Cent Med. 2011;1(1):69-79.
  11. Scott PA. The relationship between the arts and medicine. J Med Ethics: Med Humanit. 2000;26(1):3-8.
  12. Bennett JP, Plum F. Medicine as a learned and humane profession. In: Bennett JC, Plum F, editors. Cecil Textbook of Medicine. 20th ed. Philadelphia: W.B. Saunders Company; 1996. p. 1-3.
  13. Angelini F. Il medico. Un uomo per tutti. Roma: Edizioni Orizzonte Medico; 1972.
  14. Russo G. Storia della bioetica. Le origini, il significato, le istituzioni. Roma: Armando Editore; 1995.
  15. Brera GR. The shift of medicine to the person‑centered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 13;XV:ID3. ©2023.Available from: http://www.personcenteredmedicinejournal.it ISSN: 2037‑5522
  16. Pellegrino ED, Thomasma DC. The virtues in medical practice. New York: Oxford University Press; 1993.
  17. Beauchamp TL, Childress JF. Principles of biomedical ethics. 5th ed. New York: Oxford University Press; 2001.
  18. Brera G,R The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm for medical science and its applications in clinical research and medical education Medicine, Mind and Adolescence, 1997; Vol. XII, nº 1-2, pp. 5-13 Available on Internet www.medcinemindsdolescence.it ISSN SSN 1126-7127  – Brera GR. The “Person-centered Health relativity” and the “People and Person-Centered Prevention” theories: from epistemology to the COVID‑19 pandemic shut‑down. Person-Centered Medicine International College. Virtual 13th Geneva Conference on Person‑Centered Medicine: Self‑Care and Well‑Being in the Times of Covid‑19; 5–7 April 2021.DOI 10.13140/RG.2.2.26720.40960  Availale on Internet  Research Gate
  19. Brera GR, et al. Reliability and validity of Person-centered Medicine Clinical Method: a survey on 144 clinical reports.
  20. Proceedings of the Vth Geneva Conference on Person-centered Medicine; 2012 Apr 30-May 2; Geneva.
  21. Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Università Ambrosiana ed.;2021 ISBN: 9798756383423Brera GR. Brera GR.  & ITFOP Person-centered clinical Method and its teaching  Pers Cent Med Int J [Internet]. 2025 Nov 10;XV:ID1. ©2023. Available from: http://www.personcenteredmedicinejournal.it ISSN 2037‑5522
  22. Sterling P, Eyer J. Allostasis: A new paradigm to explain arousal pathology. In: Fisher S, Reason J, editors. Handbook of Life Stress, Cognition and Health. New York: John Wiley & Sons; 1988.
  23. Biava PM. The Epigenetic Code: A revolution in tumor therapy. Milan: Università Ambrosiana; 2014.
  24. Blackburn E. Telomeres and the quality of life. Nobel Symposium Proceedings; 2011.
  25. Maestroni GJ. The psychoneuroendocrineimmunology of the immune system. ResearchGate; 2010.
  26. Brera GR. Il senso della vita nell’agire medico. Medicina e Morale. 1985;1:80-90.
  27. Brera GR. La creatività in Medicina: ethos, pathos e pietas. Medicina e Psiche. 1984;II(1):17-29.
  28. Brera GR. The Epistemological Manifesto of Person-Centered Medicine: The person’s superiority above any reductionism. Milan: Università Ambrosiana; 1999.
  29. WHO Symposium on Person-Centered Medicine and Medical Education. Geneva 4 May 2011 2011)available on Internet https://www.unambro.it/html/Person-Centred-Medicine.htm)

 

 

[1] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale e di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd).

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

 

RICORDO DI SILVIO BERLUSCONI COMBATTENTE PER LA VITA E LA LIBERTA’

 

Università Ambrosiana

Giuseppe R.Brera  (1)

 

L’Italia ha perso Silvio Berlusconi, imprenditore e uomo politico che è stato determinante per la storia d’Italia negli ultimi trent’anni. A questa persona gli Italiani devono un aumento della loro libertà.

Vogliamo ricordare il suo amore e il suo impegno per la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale ricordando l’azione del suo governo nel 2009 a difesa della vita di Eluana Englaro, soppressa , benché amorevolmente assistita dalle suore della casa di cura in cui era ospitata, su iniziativa giuridica del padre, che non accettava la sua condizione.

Sotto riportiamo il testo di wikipedia che descrive magistralmente la vicenda in cui sia l’Università Ambrosiana che la Società Italiana di Adolescentologia e Medcina dell’adolescenza hanno preso parte, fornendo alla Procura di Milano i dati scientifici che dimostravano l’attività vigile del cervello nei soggetti con vita vegetativa e poi facendo un esposto per omicidio al tribunale di Udine.

Silvio Berlusconi allora entrò in conflitto con Giorgio Napolitano, che respinse il DL che proibiva l’interruzione eutanasica dell’idratazione e dell’alimentazione dei soggetti in vita apparentemente vegetativa, cosa che era stata confutata, alla luce anche del fatto di casi di “risveglio dopo molti anni.

Desidero anche ricordare la vicinanza e la stima del Presidente Berlusconi per l’attività dell’Università Ambrosiana e della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza , nella sua vita.

Sotto, riportiamo la storia del conflitto istituzionale , descritto in modo magistrale d Wikipedia, in cui ha vinto l’ideologia necrofora,  che ha portato all’omicidio di Eluana Englaro,per cui terzi si possono permettere di valutare il diritto di vivere di una persona sia all’inizio della sua esistenza, sia alla fine.

Colgo l’occasione di ricordare i prossimi congressi mondiali sulla Medicina centrata sulla persona, la cui bandiera etica è il rispetto della vita umana dal concepimento alla morte naturale, secondo il codice Ippocratico.

THE PARADIGM CHANGE OF MEDICINE: THE EPISTEMOLOGICAL AND SCIENTIFIC BASIS OF PERSON-CENTERED MEDICINE  




  21-22 June 2023




PERSON-CENTERED MEDICINE: THE PARADIGM CHANGE IN MEDICAL SCIENCE AND MEDICAL EDUCATION  

23 June 2023

Invito tutti i medici e i ricercatori a partecipare a questo evento storico per la Medicina, sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo e dell’Accademia Pontificia delle Scienze, dando anche il loro contributo scientifico.

Le informazioni sono sul sito dell’Università Ambrosiana  www.unambro.it e su www.healthparadigmchange.it

La partita contro il degrado schizofrenico e bio-tecnocratico  della Medicina è di alto profilo, e deve essere vinta perchè si tratta di vita o di morte della Medicina, come scienza della verità sulla natura umana e della persona sofferente .

” Chi ci crede cobatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince”

Silvio Berlusconi (2023)

PS

Silvio Berlusconi, la cui malattia è stata causata o peggiorata dai vaccini mRNA , che sono genotossici per le loro conseguenze epigenetiche silenzianti micro RNA ,purtroppo, qualora fosse già ammalato di leucemia mieloide cronca prima dell’epidemia COVID, è stato vittima dell’ideologia falsificata a livello scientifico, come avevamo da tempo documentato anche su questo sito, che i pazienti oncologici sono fragili e andavano vaccinati.Qualora invece la leucemia si fosse sviluppata dopo la vaccinazione mRNA, questa è molto verosimilmente un effetto avverso del vaccino.

Sul tema la Scuola Medica di Milano ha promosso un congresso internazionale il 23 Settembre 2023.

” Adverse effects from COVID-19 mRNA and vectorial vaccines: a pandemic”

da Wikipedia

“Il padre di Eluana, Beppino Englaro, dal 1999 chiese ripetutamente per via giudiziaria la sospensione dell’alimentazione artificiale e delle terapie a cui era sottoposta la figlia, portando a supporto della richiesta diverse testimonianze di amiche della figlia volte a dimostrare l’inconciliabilità dello stato in cui si trovava e del trattamento di sostegno forzato che le consentiva artificialmente di sopravvivere (alimentazione/idratazione mediante sondino naso-gastrico) con le sue precedenti convinzioni sulla vita e sulla dignità individuale.

Il procedimento arrivò fino alla Corte di cassazione, che nel marzo 2006 respinse le richieste della famiglia Englaro per un vizio del procedimento. Il ricorso, a suo tempo, non fu notificato ad alcuna controparte portatrice di un interesse contrario a quello di Eluana Englaro. Il ricorso fu presentato ai sensi del citato articolo 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

A seguito di un nuovo ricorso del padre, la Cassazione rinviò il caso «ad una diversa sezione della Corte d’Appello di Milano». La sentenza, depositata il 16 ottobre 2007, stabilì due presupposti necessari per poter autorizzare l’interruzione dell’alimentazione artificiale:

  • Occorre che «la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno».
  • Occorre altresì «che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona».

Con il decreto del 9 luglio 2008, la Corte d’Appello civile di Milano autorizzò Beppino Englaro, in qualità di tutore, a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione forzata che manteneva in vita Eluana per «mancanza della benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno».

Le Suore Misericordine, che dal 1994 in poi si occuparono di Eluana presso la casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco, si rifiutarono di interrompere l’idratazione e l’alimentazione forzate manifestando la disponibilità a continuare ad assistere la donna e chiedendo al padre di abbandonare Eluana alle loro cure e dimenticarsi di lei. Per tale motivo il padre decise di trasferire la figlia presso altra struttura ove dare seguito alle sue volontà (certificate nel decreto attraverso le testimonianze).

A seguito della decisione della Corte di Cassazione vi furono varie manifestazioni, come quella a favore promossa dai Radicali Italiani e quella contraria promossa dal giornalista Giuliano Ferrara, che aveva invitato la cittadinanza a depositare, davanti al Duomo di Milano, bottigliette di acqua in segno di protesta simbolica. Furono inoltre presentati alcuni appelli, come quello dell’associazione Scienza & Vita e quello del giornalista Magdi Allam favorevoli alla continuazione delle cure e, sul versante opposto, quello dei Radicali di Lecco.

L’8 aprile 2016 una sentenza del TAR condannò la Regione Lombardia a pagare un risarcimento danni di circa 143 000 euro per la decisione via decreto, presa nel 2008 dall’allora presidente Roberto Formigoni, di interdire alle strutture sanitarie del territorio lombardo di dare luogo alla sospensione delle terapie.

La prima iniziativa politica

In riferimento alla sentenza che autorizzava la sospensione dei trattamenti, entrambi i rami del Parlamento italiano (controllati dai partiti di centrodestra) votarono la promozione di un conflitto di attribuzione contro la Corte di Cassazione, ritenendo che la sentenza dell’ottobre 2007 costituisse «un atto sostanzialmente legislativo, innovativo dell’ordinamento normativo vigente», come indicato dalla relazione di maggioranza della Commissione Affari Costituzionali annunciata in aula il 22 luglio 2008. Tale atto fu respinto dalla Corte costituzionale.

La procura della Repubblica di Milano presentò a sua volta ricorso contro il decreto della Corte d’appello, il quale fu dichiarato inammissibile da parte della Cassazione, scatenando ulteriori polemiche.

Il 13 novembre 2008 la Corte di cassazione respinse ulteriormente il ricorso della procura di Milano contro l’interruzione di alimentazione e idratazione artificiale, accogliendo così la volontà del padre di Eluana. Nel merito del provvedimento alcuni giuristi criticarono le motivazioni con cui la Corte suprema rigettò il ricorso del pubblico ministero.

Il 16 dicembre 2008, il ministro del lavoro Maurizio Sacconi emanò un atto d’indirizzo volto a vietare alle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione forzate, con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso; lo stesso giorno, la casa di cura Città di Udine (non compresa nel Servizio Sanitario Nazionale, in quanto la Regione Friuli-Venezia Giulia ne era uscita nel 1996) annunciò che, una volta chiarite le questioni legali, sarebbe stata pronta ad accogliere Eluana. Successivamente, tuttavia, la casa di cura ritirò tale disponibilità.

Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Casu (segretaria dei Radicali Italiani) e Sergio D’Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino) sporsero denuncia nei confronti del ministero del lavoro, rappresentato da Maurizio Sacconi, presso la procura di Roma, per violenza privata mediante minaccia, con riferimento al suo atto d’indirizzo emanato pochi giorni prima. Il 17 gennaio 2009 la procura di Roma iscrisse il ministro Sacconi nel registro degli indagati.

Il 22 dicembre 2008 anche la Corte europea per i diritti dell’uomo respinse le richieste di varie associazioni contrarie all’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione, non giudicando sul caso specifico, ma semplicemente considerando la richiesta “irricevibile” per l’assenza di legami diretti tra i ricorrenti e la Englaro o la sua famiglia.

Il 26 gennaio 2009 il Tribunale Amministrativo Regionale lombardo accolse il ricorso della famiglia Englaro contro la Regione Lombardia, imponendo a quest’ultima di individuare una struttura ove dar corso alla sentenza della Corte di cassazione.

Il 27 febbraio 2009 la Procura della Repubblica di Udine aprì un fascicolo, ipotizzando l’accusa di omicidio volontario aggravato, e iscrisse nel registro degli indagati Beppino Englaro insieme ad altre 13 persone, tra cui il primario Amato De Monte e gli infermieri che parteciparono all’attuazione del protocollo in conformità con la sentenza della Corte di Cassazione. Il procuratore di Udine Antonio Biancardi dichiarò trattarsi di un «atto dovuto». I tempi si sarebbero prolungati per la necessità di separare le specifiche denunce da «numerosissimi esposti a volte deliranti, privi tuttavia di rilevanza penale o di precise accuse». Il 28 novembre 2009 la stessa Procura della Repubblica di Udine chiese l’archiviazione dell’inchiesta, dopo che una perizia sull’encefalo della paziente confermò che i danni conseguenti all’incidente automobilistico del 1992 erano «anatomicamente irreversibili». L’11 gennaio 2010 il GIP del tribunale di Udine accolse la richiesta ed emise il decreto di archiviazione.

(1) Rettore dell’Università Ambrosiana,  Direttore della Scuola Medica di Milano