La vita di Santa Teresa d’Avila alla luce della Kairologia di Giuseppe R. Brera: un’analisi ontologica, psiconeuroendocrinoimmunologica e teleonomica[i]
Vito Galante[ii]
Abstract
This research report presents an epistemological, ontological, and psycho-neuro-endocrine-immunological (PNEI) reinterpretation of the life and mystical experience of Saint Teresa of Ávila (Teresa de Jesús), utilizing the theoretical framework of Kairology formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera. Transcending traditional mechanistic reductionism that often misinterprets mystical phenomena and severe somatic crises as mere psychopathological or neurological dysfunctions, this study frames Teresa’s biographical trajectory within the interactionist and teleonomic paradigm of Person-Centered Medicine. The analysis examines how her physical suffering (pathos), her adolescent existential conflicts, and her “Second Conversion” represent pivotal qualitative moments (Kairos) rather than purely chronological events (Chronos). By mapping the seven mansions of El Castillo Interior onto the three ontological statuses defined by Kairology—Being a Person, the Self-possible, and the Self-real—this report demonstrates how Teresa’s transcendent value-oriented coping modulated her biological allostasis, inducing epigenetic resilience and transforming profound bodily vulnerability into extraordinary executive and spiritual vigor. Ultimately, Teresa’s life exemplifies the realization of human teleonomy through the answer to the innate noetic demand for truth, love, and beauty.
Keywords
Kairology, Saint Teresa of Ávila, Giuseppe R. Brera, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Psycho-Neuro-Endocrino-Immunology, Ontological Development, Transcendent Coping.
Introduzione ed epistemologia della Kairologia breriana
La comprensione della natura umana all’interno della scienza medica e delle scienze dell’uomo ha subito una fondamentale svolta epistemologica con la formulazione della Kairologia, teorizzata nel 1993 da Giuseppe Rodolfo Brera nell’ambito degli studi di Adolescentologia e successivamente posta quale nucleo ermeneutico e teleonomico della Medicina Centrata sulla Persona1. La Kairologia nasce come superamento del determinismo meccanicistico di derivazione cartesiana e positivista che, a partire da Claude Bernard, ha ridotto l’essere umano a una mera somma di processi biologici o a una macchina reattiva agli stimoli ambientali1.
Al centro della prospettiva kairologica risiede la distinzione concettuale tra il tempo quantitativo e cronologico (Chronos) e il tempo qualitativo dell’opportunità e del significato (Kairos)1. Mentre il Chronos misura il riprodursi sequenziale degli eventi biologici e biografici, il Kairos rappresenta l’istante fecondo in cui la persona viene interpellata da una domanda trascendente di senso1. La natura umana, secondo il manifesto epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona formulato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, si rivela intrinsecamente teleonomica: essa è naturalmente orientata, in modo consapevole o inconsapevole, alla costruzione della propria realtà come espressione di verità, amore e bellezza1.
L’antropologia kairologica declina lo sviluppo dell’essere umano attraverso tre distinti status ontologici3:
- Essere Persona: rappresenta il valore ontologico di base, irriducibile e dignitoso di ogni individuo dal concepimento alla morte naturale, indipendente dallo stato di salute fisio-psichica o dalle capacità funzionali dell’organismo3.
- Il Sè-possibile: costituisce l’orizzonte delle potenzialità, delle scelte e delle direzioni esistenziali che si schiudono dinanzi al soggetto, alimentato dal mondo simbolico, affettivo e noetico3.
- Il Sè-reale: rappresenta la concreta attuazione della persona, ottenuta attraverso risposte libere, responsabili e orientate ai valori etici e trascendenti3.
In questa visione interazionista, corpo, mente e spirito costituiscono tre dimensioni di pari valore ontologico e in continua comunicazione bidirezionale6. La spiritualità non viene intesa come un’astrazione disincarnata, ma come la naturale richiesta di un significato armonico e unitario dell’esistenza, la quale si rivela proprio laddove le tre dimensioni trovano la loro sintesi o, al contrario, soffrono la mancanza di coerenza6.
Secondo la Teoria della Relatività Biologica e della Salute formulata da Brera, i fenomeni biologici e la reattività dell’organismo non sono determinati in modo rigido dal genoma, bensì sono indeterminati e relativi alla qualità del coping, ossia alla modalità con cui la persona affronta ed elabora le sfide esistenziali, le sofferenze e le domande di senso1. Le evidenze della Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), dell’epigenetica (studiata da ricercatori quali Meaney, Szyf e Biava) e delle teorie dell’allostasi (Sterling ed Eyer) confermano come il vissuto emotivo e le scelte etico-spirituali possano modificare l’espressione genica e modulare le risposte immunitarie ed endocrine1. La salute appare dunque come un’opera costruttiva della persona, finalizzata alla realizzazione di un senso oggettivo della propria soggettività1.
Applicare la Kairologia all’analisi biografica di Santa Teresa d’Avila (1515–1582) permette di sottrarre la figura della mistica castigliana sia al riduzionismo della psichiatria positivista—che vi ha ravvisato quadri di isterismo o di epilessia temporale—sia a un’agiografia disincarnata. La traiettoria teresiana si rivela come un paradigma di integrazione somato-psichico-spirituale e di coping trascendente3.
La traiettoria biografica di Santa Teresa d’Avila come sequenza di eventi kairologici
L’adolescenza teresiana e la dialettica dei desideri
L’adolescenza di Teresa de Ahumada y Cepeda si presenta come una tipica manifestazione della dinamica kairologica giovanile2. In conformità con la teoria dell’Adolescentologia centrata sulla persona, l’emergere del “nuovo Io” nell’adolescenza pone l’individuo di fronte a strutture logiche, affettive e noetiche che esigono una risposta personale alle domande di verità, amore e bellezza3.
La giovane Teresa visse un’intensa tensione tra la seduzione dei condizionamenti socio-culturali del suo tempo—la lettura dei romanzi cavallereschi, la cura dell’immagine esteriore, la ricerca dell’onore—e un’innata, profonda aspirazione all’assoluto3. Tale fase illustra la dialettica tra un Sè-possibile orientato alla conformità edonistica ed egocentrica e un Sè-possibile aperto alla trascendenza3. La decisione di entrare nel monastero dell’Incarnazione ad Avila, maturata contro la volontà paterna, non fu la semplice adesione a una norma sociale, bensì il primo Kairos decisivo1. In quel frangente, la giovane donna esercitò la propria libertà per sottrarsi ai determinismi ambientali e dare una direzione teleonomica alla propria esistenza1.
Il pathos somatico e la paralisi (1538–1542)
Poco dopo la professione religiosa, Teresa venne colpita da un devastante quadro patologico, caratterizzato da forti dolori precordiali, perdita di coscienza, arresti cardiaci apparenti e un coma prolungato, esitato in una paralisi quasi totale durata circa tre anni. La medicina meccanicistica ha storicamente interpretato questa fase come un crollo organico infettivo o somatoforme. Alla luce della Kairologia, tuttavia, la sofferenza e il pathos rappresentano il punto di snodo in cui la vulnerabilità biologica si trasforma in Kairos4.
Durante l’immobilità forzata, l’impossibilità di fare affidamento sulle sole risorse biologiche e psicologiche (corpo-mente) spinse Teresa a una radicale conversione interiore attraverso la scoperta della “preghiera di raccoglimento” citata nel Tercer Abecedario di Francisco de Osuna. La sofferenza corporea operò come un fattore di decondizionamento dalle reazioni affettive superficiali, costringendo la dimensione spirituale della persona a far emergere la domanda di significato armonico e unitario6.
In termini PNEI ed allostasici, la risposta di Teresa alla patologia non fu la resa nichilistica—che avrebbe incrementato il carico allostatico e condotto alla disgregazione somatica—ma un riorientamento del coping in senso spirituale1. La successiva e progressiva ripresa della deambulazione, attribuita da Teresa all’intercessione di San Giuseppe, documenta come un coping trascendente sia capace di influenzare la reattività neuro-neurovegetativa e immunitaria, dimostrando l’indeterminismo delle risposte biologiche di fronte a una ristrutturazione del mondo simbolico e valoriale dell’individuo1.
La “Seconda Conversione” (1554) e la transizione al Sè-reale
Nonostante la guarigione fisica, Teresa visse per quasi un ventennio in uno stato di oscillazione interiore tra la tensione verso Dio e l’attaccamento alle conversazioni mondane nel parlatorio del monastero. Questa fase corrisponde ontologicamente a una stasi nel Sè-possibile, in cui le potenzialità della persona rimangono parzialmente inespresse a causa di una risposta non ancora totale ed eticamente vincolante3.
Nel 1554, all’età di 39 anni, si verificò l’evento noto come la “Seconda Conversione”. Trovandosi di fronte a un’immagine di Cristo ricoperto di piaghe (Ecce Homo), Teresa fu colpita da un’intensa percezione dell’amore sofferto di Dio. Questo evento non agì come un semplice stimolo emotivo, ma come un Kairos rivelativo e decondizionante1. La vista della statua provocò un’inversione semantica: la mistica percepì la sproporzione tra la propria tiepidezza emotiva e la chiamata teleonomica alla verità e all’amore1.
Da quel momento, il Sè-possibile di Teresa si cristallizzò nel Sè-reale3. La mistica abbandonò ogni compromesso esistenziale e intraprese una straordinaria opera di riforma dell’Ordine Carmelitano, fondando 17 monasteri in tutta la Spagna, redigendo capolavori di teologia spirituale e mostrando un vigore esecutivo e organizzativo del tutto paradossale se raffrontato alla sua fragilità somatica cronica1.
Il Castello Interiore (El Castillo Interior) come mappa ontologica, PNEI e teleonomica
Nel 1577 Teresa d’Avila compose El Castillo Interior (o Las Moradas), un’opera in cui l’anima umana viene descritta come un castello fatto di un solo diamante o di un chiarissimo cristallo, all’interno del quale si trovano molte dimore, fino ad arrivare alla settima, situata al centro, dove risiede il Re. Leggere quest’opera attraverso la Kairologia di Brera e la Medicina Centrata sulla Persona evidenzia una corrispondenza diretta tra la geografia spirituale teresiana e il modello di sviluppo dell’ontologia umana3.
Le sette mansioni teresiane descrivono il percorso di integrazione progressiva tra corpo, mente e spirito, segnando la transizione dal dominio del Chronos (l’esterno del castello, infestato da rettili e veleni, simbolo delle pulsioni istintuali e delle distrazioni mondane) al dominio del Kairos (il centro del castello, dove risiede la Verità)1.
Nella fase iniziale, corrispondente alle Prime Tre Mansioni, l’individuo risiede prevalentemente nella dimensione corpo-mente. Il soggetto è disturbato dal rumore percettivo e dalle ansie legate alla prestazione morale o sociale. Il coping appare reattivo e condizionato dai fattori ambientali, determinando un elevato carico allostatico e una spiccata vulnerabilità alle alterazioni psicosomatiche1. Ontologicamente, la persona esprime il proprio Essere Persona, ma il suo Sè-possibile rimane bloccato in una dinamica egocentrica3.
Nelle Quarta e Quinta Mansione si realizza la transizione kairologica. L’esperienza della preghiera di raccoglimento e di unione iniziale segna il passaggio alla dominanza della dimensione mente-spirito. Si assiste a una drastica riduzione del rumore simbolico e a una stabilizzazione dei parametri neurovegetativi e PNEI: l’attenzione si sposta dal controllo volontaristico all’accoglienza del significato trascendente, avviando la maturazione del Sè-possibile teleonomico1.
Infine, nella Sesta e Settima Mansione, culminanti nel Matrimonio Spirituale, si compie la piena unione tripartita di corpo-mente-spirito. La persona attua compiutamente il Sè-reale, rispondendo in modo totale alla domanda noetica di verità, amore e bellezza1. Teresa precisa che il fine ultimo di tale unione non risiede nelle manifestazioni estatiche o nelle visioni—che appartengono ancora alla reattività psicofisica delle dimore precedenti—ma nella fecondità delle opere di carità e di servizio. Questo principio coincide perfettamente con il postulato kairologico secondo cui la salute e la realizzazione della persona si misurano nell’opera costruttiva con cui la soggettività si traduce in realtà oggettiva1.
| Mansioni del Castello Interiore (Teresa d’Avila) | Status Ontologico Kairologico (G.R. Brera) | Dimensione Dominante (PCM Paradigm) | Dinamica PNEI e Coping Allostasico |
| Prime Tre Mansioni
(Ingresso e prime dimore) |
Essere Persona / Sè-possibile reattivo e antagonistico3 | Dominanza Corpo-Mente.
Iperidentificazione con l’esterno e le pulsioni6. |
Coping reattivo. Elevato carico allostatico, instabilità neurovegetativa e suscettibilità a somatizzazioni1. |
| Quarta e Quinta Mansione
(Raccoglimento e Unione) |
Transizione al Sè-possibile teleonomico
[cite: 3, 4] |
Integrazione Mente-Spirito.
Riduzione del rumore percettivo e simbolico6. |
Shift di coping. Modulazione vagale, riduzione della secrezione di cortisolo e riorganizzazione PNEI1. |
| Sesta e Settima Mansione
(Fidanzamento e Matrimonio) |
Attuazione compiuta del Sè-reale
[cite: 3, 5] |
Unità tripartita Corpo-Mente-Spirito.
Piena rispondenza alla domanda noetica1. |
Coping trascendente. Ottimizzazione della resilienza genica, immunitaria e conversione del pathos in forza esecutiva1. |
Analisi delle interazioni PNEI, Epigenetica e Coping Trascendente nella vita della mistica
L’esame approfondito della vita di Santa Teresa d’Avila offre l’opportunità di formulare riflessioni epistemologiche di secondo e terzo ordine sull’interazione tra vissuto spirituale, biologia e salute1.
Un primo livello di analisi riguarda la trasformazione del pathos somatico in resilienza epigenetica ed allostasica1. La medicina meccanicistica fatica a spiegare come una donna segnata da un quadro clinico cronico estremamente severo abbia potuto mantenere un’operatività eccezionale fino alla morte, avvenuta all’età di 67 anni. La spiegazione risiede nella natura del coping trascendente1.
Secondo la Teoria dell’Allostasi integrata nella Medicina Centrata sulla Persona, l’organismo risponde agli stressor mediante un adattamento predittivo guidato dalle strutture cerebrali superiori e dal vissuto simbolico1. Quando il soggetto trova una risposta vincolante e ricca di significato alla propria esistenza, le cascate neuroendocrine legate allo stress cronico distruttivo vengono modutate1.
In Teresa, l’esperienza del Kairos non fu un’evasione dissociativa, ma un fattore di profonda ristrutturazione biologica1. La percezione dell’Amore divino agì come uno “scudo metabolico e immunitario”, riducendo l’impatto sistemico delle sue patologie organiche1. I traumi, le sofferenze e le continue opposizioni sociali non generarono in lei un carico allostatico tossico—tipico del senso di impotenza e del nichilismo—ma vennero continuamente convertiti in energia esecutiva e slancio creativo1.
Un secondo livello di analisi, di ordine teleonomico, riguarda il superamento del riduzionismo biologico1. La vicenda teresiana dimostra che la salute umana non coincide con la semplice assenza di malattia organica o con un “benessere psicofisico” passivo, ma con la capacità della persona di realizzare la propria teleonomia attraverso scelte di valore, verità e amore1.
Teresa d’Avila ha evidenziato come un individuo possa presentare un corpo biologicamente fragile e ciononostante godere di una salute ontologica superiore, capace di rigenerare le proprie energie e quelle delle comunità da lei fondate1. Al contrario, la cultura contemporanea denunciata da Brera—fondata sul meccanicismo, sul comportamentismo skinneriano e sulla riduzione della persona a mero consumatore—produce individui biologicamente intatti ma ontologicamente malati, esposti a una forma di nichilismo esistenziale che si traduce inevitabilmente in patologia somatica e psicosociale1.
La vita di Teresa conferma la validità della “Scienza degli Affetti” e dell’interazionismo PNEI: l’affettività e la ricerca di significato non costituiscono epifenomeni secondari dell’attività cerebrale, ma rappresentano la struttura primaria entro cui la biologia si esprime e trova la propria coerenza teleonomica1.
Conclusioni ed implicazioni per la Scienza Medica Centrata sulla Persona
L’analisi della traiettoria biografica e mistica di Santa Teresa d’Avila mediante le categorie della Kairologia e del paradigma dell’Università Ambrosiana conduce a rilevanti conclusioni per la scienza medica e per le scienze dell’educazione3:
- Riconcettualizzazione del pathos nella clinica: La sofferenza del paziente non deve essere ridotta a un mero guasto meccanico da eliminare tecnicamente, ma va interpretata come un possibile Kairos1. Il medico centrato sulla persona è chiamato ad agire come una guida maieutica, aiutando il paziente a decodificare la domanda di senso presente nella patologia e a sviluppare un coping trasformativo1.
- Valore pedagogico e adolescentologico: L’itinerario giovanile di Teresa conferma che l’educazione degli adolescenti non può limitarsi al contenimento dei comportamenti a rischio o alla gestione ormonale, ma deve consistere nell’educazione del desiderio noetico1. Offrire ai giovani l’opportunità di rispondere alle domande di verità, amore e bellezza costituisce il fondamento della prevenzione e della costruzione della resilienza1.
- Integrazione della dimensione spirituale nell’epigenetica e nella PNEI: La vita teresiana attesta che la spiritualità, intesa come ricerca di un significato armonico dell’esistenza, rappresenta un determinante fondamentale della salute1. La valutazione del mondo simbolico e valoriale del paziente deve entrare a far parte della diagnosi e dell’impostazione terapeutica, riconoscendo nella dimensione spirituale la leva principale per il rimodellamento PNEI e la promozione della salute della persona1.
In ultima analisi, Santa Teresa d’Avila si rivela come una testimonianza dell’uomo kairologico. La sua vita dimostra che quando l’essere umano risponde con libertà e responsabilità all’appello della Verità e dell’Amore, la fragilità biologica cessi di essere un ostacolo e si trasformi nel luogo in cui la dignità divina della persona si manifesta in tutta la sua potenza1.
Bibliografia
1.Brera GR. Il kairos dell’esistenza. Mistero. Realtà e Possibilità nell’adolescenza e nella natura umana. Milano: CISPM; 1994. – Brera GR. The relativity of biological reactions and the first formulation of an interactionist epistemological paradigm. Med Mind Adolesc. 1997;12(1-2):7-15-. Università Ambrosiana News. – Brera GR. Person-Centered Medicine and Person-Centered Clinical Method. Milano: Università Ambrosiana; 2021- Brera GR. The shift of medicine to the personcentered medicine paradigm and the life epistemology. Pers Cent Med Int J [Internet]. 13 nov 2025; XV:ID3. – Brera GR. Adolescenza e verità. Milano: Università Ambrosiana; 2026. –Galante V. La medicina centrata sulla persona e l’epopea della conoscenza: l’integrazione tra il paradigma di Giuseppe R. Brera e la visione dantesca nella scienza medica contemporanea. Comitato Sanitario Nazionale. 21 luglio 2026. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/07/21/la-medicina-centrata-sulla-persona-e-lepopea-della-conoscenza-lintegrazione-tra-il-paradigma-di-giuseppe-r-brera-e-la-visione-dantesca-nella-scienza-medica-contemporanea/-
2.Università Ambrosiana. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana. Milano: Università Ambrosiana; 2024. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf
3.Brera GR, Galante V. Dalla comunicazione alla relazione umana. La Kairologia e lo sviluppo ontologico della persona: dal poter essere alla realtà dell’essere una persona umana. Adolescentologia. 2018; V-VI (4-1):4-30- Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’Educazione Cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano. Comitato Sanitario Nazionale. 27 giugno 2026. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
4.Brera GR. Person-centered health and the resilient adolescent. Milano: Editoria Università Ambrosiana; 2024. Disponibile su: https://www.editoriauniversitaambrosiana.it/person-centered-health-and-the-resilient-adolescent-3/
5.Dipartimento di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Iniziative e servizi per il malessere giovanile. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Novembre 2024. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/adolescenza/
6.Brera GR. Manifesto epistemologico della medicina centrata sulla persona. Milano: Università Ambrosiana; 1999. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/manita.htm
7.Brera GR. La medicina centrata sulla persona. ResearchGate. Novembre 2014. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/268799611_LA_MEDICINA_CENTRATA_SULLA_PERSONA
8.Redazione Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana News. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/
9.Brera GR. Person centered medicine and person centered clinical method. Università Ambrosiana News. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/person-centered-medicine-and-person-centered-clinical-method/
10.Editoria Università Ambrosiana. Sezione Editoria e Pubblicazioni di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Adolescentologia Online. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/editoria-universita-ambrosiana/
11.Adolescentologia Online. Raccolta contributi e pubblicazioni del Prof. Giuseppe R. Brera. Adolescentologia Online. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/
12.Brera GR. SARS-COV 2- allostasis and the people and person-centered prevention. Milan: Università Ambrosiana; 2021.
13.Università Ambrosiana News. I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera. Università Ambrosiana News. 20 marzo 2026. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/
[i] Pubblicato il 15/10/2026 su www.comitatosanitarionazionale.it memoria liturgica di S. Teresa d’Avila.
[ii] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana
Direttore del Comitato Sanitario Nazionale
Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)
Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea
Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano
Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori
Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it




