Chi è l’Adolescente Oggi in Italia? Analisi Epistemologica, Epidemiologica e Clinica Secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona

Chi è l’Adolescente Oggi in Italia? Analisi Epistemologica, Epidemiologica e Clinica Secondo il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona[i]

Vito Galante[ii]

Abstract

This research report presents a comprehensive epidemiological, clinical, and epistemological investigation into the condition of adolescents in contemporary Italy. Drawing upon national survey data from ISTAT, the Equitable and Sustainable Well-being (BES) framework, and the Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-ISS) surveillance system, alongside the Person-Centered Medicine framework developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, the study analyzes the complex interplay between demographic contraction, mental health vulnerabilities, poly-substance abuse, and neuroendocrine regulation. Currently, adolescents aged 11–19 represent 8.74% of the Italian population (5.1 million), operating within a society characterized by a severe aging index (199.8). Following the post-pandemic crisis, the Mental Health Index for adolescents stands at 71.8, with a striking gender disparity severely affecting young females (66.5). The report documents an alarming surge in Eating Disorders (over 3 million national cases, with 30% under age 14) and a rapid shift toward poly-substance use (62.4% among adolescent tobacco users), dominated by electronic cigarettes and Heated Tobacco Products. To resolve these multidimensional crises, the report applies the Health Relativity Theory equation Hp=K(Iq x Cq), the three ontological states of Kairology, and the complete Decalogo dell’Adolescentologo. By bridging Psychoneuroendocrineimmunology (PNEI) with Kairological ontology, the framework demonstrates that restoring existential meaning (K) and optimizing interpretive quality (Iq) directly reduces allostatic load, stabilizes autonomic vagal tone, and fosters prefrontal cortical plasticity, offering a validated clinical pathway for person-centered adolescent health.

Keywords

Adolescentology; Person-Centered Medicine; Kairology; Health Relativity Theory; Mental Health Index; Psychoneuroendocrineimmunology; Poly-substance Use; Eating Disorders; Ontological States.

Struttura Demografica e Vulnerabilità Socioeconomica dell’Adolescenza Italiana

La condizione dell’adolescenza nell’Italia contemporanea si inserisce all’interno di un quadro demografico segnato da un progressivo e severo inverno demografico1. I dati più recenti diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica attestano che i giovani di età compresa tra gli 11 e i 19 anni rappresentano appena l’8,74% della popolazione residente, valore corrispondente a circa 5,1 milioni di individui1. Tale incidenza colloca l’Italia al di sotto della media registrata nell’Unione Europea, pari al 9,5%3. Il fenomeno è accentuato da un indice di vecchiaia che ha raggiunto il livello record di 199,8, evidenziando come nel contesto nazionale si contino ormai quasi 200 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 giovanissimi con meno di 14 anni3.

La distribuzione della popolazione giovanile evidenzia rilevanti eterogeneità geografiche sul territorio peninsulare2. Crotone figura come la città con la maggior incidenza di adolescenti, dove circa un residente su dieci appartiene alla fascia 11–19 anni, mentre Oristano registra la percentuale più contenuta, pari al 6,79% della popolazione locale4. Quest’ultima è seguita da altri capoluoghi insulari e centro-settentrionali come Carbonia (6,85%), Cagliari (6,94%), Pavia, Pisa, Ferrara e Bologna, tutte attestate attorno al 7,2%4.

Sul piano delle condizioni materiali di vita, l’adolescenza affronta forme diffuse di deprivazione e vulnerabilità socioeconomica3. Nel 2024, il 26,7% dei minori di 16 anni, corrispondente a circa 2 milioni e 68 mila giovani, viveva in famiglie esposte al rischio di povertà o esclusione sociale, superando nettamente la quota del 23,1% calcolata sulla popolazione generale3. La penetrazione della deprivazione si riflette sulla qualità dell’abitare, dove il 16,2% dei minorenni risiede in strutture caratterizzate da problemi strutturali o di umidità e oltre il 45% sperimenta situazioni di sovraffollamento abitativo6. A tali criticità si somma una condizione di povertà energetica che colpisce il 10% dei bambini e degli adolescenti italiani6. Le ristrettezze economiche limitano significativamente le opportunità di ricreazione e socializzazione: circa il 28% delle famiglie con un figlio minore non ha potuto sostenere la spesa per una settimana di vacanza lontano da casa, percentuale che sale al 30% nei nuclei familiari con più figli6.

 

Indicatore Demografico e Socioeconomico Valore Italia Dettaglio Territoriale o Differenziale di Genere
Incidenza adolescenti (11–19 anni) su popolazione totale 8,74% (~5,1 milioni)3 Media UE: 9,5%3
Indice di Vecchiaia 199,83 Quasi 200 over 65 ogni 100 under 143
Minori (<16 anni) a rischio povertà o esclusione sociale 26,7% (~2,068 milioni)6 Popolazione generale: 23,1%6
Sovraffollamento abitativo infantile e giovanile > 45,0%6 Povertà energetica: 10,0%6
Tasso di NEET (15–29 anni) 13,3%6 Media UE: 11,0%6
Impegno continuativo nel volontariato (14–17 anni) ~7,0%6 In aumento rispetto al 3,9% (2021) e 6,4% (2022)6

Nell’ambito dei percorsi di transizione verso l’età adulta, la quota di giovanissimi inseriti nella categoria dei NEET (Not in Education, Employment, or Training) tra i 15 e i 29 anni si attesta al 13,3%, un valore in progressivo contenimento ma ancora superiore alla media europea dell’11%6. In parallelo, si registra un segnale di partecipazione civica attiva: la percentuale di adolescenti tra i 14 e i 17 anni che svolgono attività gratuite e continuative all’interno di associazioni di volontariato è passata dal 3,9% del 2021 al 6,4% del 2022, fino a raggiungere il 7% nel 20236.

Sul versante scolastico e dell’inclusione, l’avvio dell’anno scolastico ha visto la presenza di 7.073.587 studenti distribuiti in 362.115 classi, con un totale di 377 mila alunni con disabilità (pari al 4,8% degli iscritti), dato in costante crescita per effetto di una maggiore tempestività affinata nelle diagnosi precoci3. Ciononostante, il sistema formativo soffre di incoerenze strutturali nel riassorbimento lavorativo del capitale umano: tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni, il 36,9% dei laureati occupati risulta sovraistruito rispetto alle mansioni effettivamente svolte3. Questo divario penalizza in misura maggiore le donne (39,8% contro il 34,5% dei coetanei maschi) e sfiora il 52% tra la popolazione giovanile di cittadinanza straniera3.

La Crisi del Benessere Psicologico, la Fenomenologia del Disagio e le Emergenze Cliniche

L’evoluzione della salute mentale nella popolazione adolescenziale italiana riflette gli esiti a lungo termine dell’isolamento pandemico e del permanere di forti pressioni socio-ambientali2. I dati misurati dall’ISTAT mediante l’Indice di Salute Mentale (Mental Health Index – MH), strutturato su una scala sintetica da 0 a 100, mostrano una marcata flessione post-pandemica3. Nella fascia d’età compresa tra i 14 e i 19 anni, l’indice è sceso da 73,9 punti nel 2020 a 70,3 nel 20214. Negli anni successivi si è assistito a un andamento altalenante, con un valore di 71,0 nel 2023 e un modesto recupero a 71,8 nel 2024, che mantiene comunque il benessere psicologico giovanile al di sotto dei livelli registrati nel periodo pre-emergenziale4.

L’indicatore sintetico nasconde una profonda disuguaglianza di genere1. La fragilità psicologica colpisce prevalentemente la popolazione femminile: l’indice di salute mentale delle ragazze tra i 14 e i 24 anni si attesta a 66,5 punti, rispetto al 70,9 misurato tra i coetanei maschi, confermando una traiettoria di sofferenza già evidente nel 2022 (68,2) e nel 20231. Complessivamente, circa 800 mila adolescenti e giovani italiani dichiarano una condizione di disagio psicologico strutturale9.

Una quota determinante di questo stress emotivo trae origine dal contesto scolastico10. Le indagini svolte dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nell’ambito della sorveglianza HBSC indicano che soltanto il 13% degli adolescenti dichiara di gradire la scuola, percentuale che crolla al 6% tra i quindicenni8. Parallelamente, la sensazione di essere gravemente stressati dagli impegni scolastici riguarda il 50% degli undicenni e raggiunge il 60% tra i maschi e il 78% tra le femmine all’età di 15 anni8.

 

Anno / Indicatore Indice di Salute Mentale (14–19 anni) Dettagli di Genere e Contesto
2020 (Pre-Pandemia) 73,94 Livello base di benessere psicologico percepito4
2021 (Fase Pandemica) 70,34 Flessione di oltre 3 punti in un solo anno4
2023 71,04 MH Ragazze (14–24 anni): 66,53
2024 71,84 MH Maschi (14–24 anni): 70,95
Stress da impegni scolastici a 15 anni 60,0% Maschi / 78,0% Femmine8 Gradimento della scuola a 15 anni: 6,0%8

L’Emergenza Epidemiologica dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione

In questa cornice di sofferenza somato-psichica si colloca l’espansione dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA/DCA), qualificabili come un’emergenza di sanità pubblica11. In Italia le stime ufficiali indicano oltre 3 milioni di persone colpite da queste patologie12. L’analisi delle casistiche evidenzia tre trasformazioni cliniche fondamentali: l’abbassamento dell’età di esordio con casi documentati tra gli 8 e i 10 anni, il fatto che il 30% dei pazienti complessivi abbia un’età inferiore ai 14 anni e l’incremento degli accessi in Pronto Soccorso per motivi legati ai DCA11. Nello specifico, per la fascia d’età tra gli 11 e i 13 anni la quota di accessi per DCA sul totale delle emergenze pediatriche è passata dal 2,5% del 2019 al 5,7% del 2021; nella fascia tra i 14 e i 17 anni la percentuale è triplicata, salendo dal 1,6% al 4,6%3. Presso i centri clinici di terzo livello, come l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, si è assistito a un aumento del 64% delle nuove diagnosi nel quinquennio 2019–2024, accompagnato da una crescita del 67% dei ricoveri ordinari.

L’anoressia nervosa presenta lo Standardized Mortality Ratio (SMR) più elevato tra tutti i disturbi psichiatrici, pari a 5,21, traducendosi in un rischio di morte cinque volte superiore rispetto alla popolazione generale di pari età. Attualmente, i disturbi alimentari costituiscono la seconda causa di morte tra le giovani donne in Italia, preceduta unicamente dagli incidenti stradali.

Ritiro Sociale, Bullismo e Connettività Digitale

Le manifestazioni del disagio giovanile assumono manifestazioni quali la disconnessione relazionale e il ritiro sociale3. Si stima che in Italia vi siano circa 100 mila adolescenti riconducibili alla condizione di Hikikomori, caratterizzata dall’isolamento volontario continuativo all’interno delle mura domestiche13. Tale fenomeno si intreccia con un’elevata prevalenza di condotte aggressive tra pari: il 68,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subito episodi offensivi, aggressivi o escludenti sia online che offline; il 21% ne è vittima più volte al mese e l’8% subisce vessazioni su base quotidiana6.

L’ambiente digitale si conferma lo spazio primario di socializzazione: l’80,6% della popolazione al di sopra degli 11 anni utilizza internet con regolarità4, e quasi l’85% degli adolescenti gestisce almeno un profilo sui social network, quota che raggiunge il 97,5% nella fascia d’età tra i 17 e i 19 anni3.

Epidemiologia dei Comportamenti a Rischio e Nuovi Pattern di Dipendenza

Le indagini nazionali della sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children (HBSC-Italia), condotte dall’Istituto Superiore di Sanità unitamente alle rilevazioni del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, evidenziano trasformazioni nei comportamenti d’abuso e nelle condotte a rischio tra gli adolescenti14.

Fumo, Vaping e il Fenomeno del Policonsumo

A fronte di una relativa stabilizzazione del fumo di sigaretta tradizionale, si assiste alla rapida diffusione dei dispositivi di somministrazione della nicotina di nuova generazione, tra cui le sigarette elettroniche (e-cig) e i prodotti a tabacco riscaldato (HTP).

Complessivamente, circa un adolescente su cinque consuma abitualmente prodotti a base di tabacco o nicotina14. L’analisi di dettaglio sulla popolazione studentesca tra i 14 e i 17 anni mostra un’inversione dei tradizionali divari di genere15:

  • Per le sigarette tradizionali, il consumo negli ultimi 30 giorni riguarda il 34,8% delle studentesse rispetto al 25,9% dei maschi, corrispondenti a circa 365 mila ragazze e 305 mila ragazzi. Tra i fumatori attivi, oltre uno su quattro fuma quotidianamente e il 10% consuma più di 11 sigarette al giorno.
  • Per i prodotti a tabacco riscaldato (HTP), il 57% dei consumatori correnti è composto da ragazze e il 39% da ragazzi.
  • Per le sigarette elettroniche, la prevalenza d’uso femminile si attesta al 50% contro il 46% maschile. Il 14% degli utilizzatori di e-cig svapa quotidianamente e il 20% compie oltre 200 tiri al giorno.

La discontinuità di maggior rilievo è rappresentata dall’affermazione del policonsumo. Il 62,4% degli studenti che hanno fatto uso di un prodotto con nicotina negli ultimi 30 giorni utilizza due o più dispositivi contemporaneamente, una percentuale raddoppiata rispetto alle rilevazioni del 2022. Il 27% degli studenti fumatori combina simultaneamente sigarette tradizionali, HTP ed e-cig.

 

Sostanza / Comportamento a Rischio Prevalenza / Dettaglio Epidemiologico Caratteristiche di Genere / Età
Consumo corrente di alcol (ultimi 30 giorni) 37,9%16 Maggiore prevalenza nelle classi d’età superiores
Binge Drinking complessivo (11–17 anni) 14,5% Maschi 15enni > 40%; Femmine 15enni > 30%17
Policonsumo di Nicotina/Tabacco 62,4% dei fumatori attivi 27,0% combina sigarette tradizionali, HTP ed e-cig
Uso di Cannabis (15 e 17 anni) 14,7% Lieve prevalenza maschile
Gioco d’Azzardo (ultimo anno) 28,1% Netta prevalenza maschile
Rapporti sessuali completi a 15 anni Ragazzi: 21,6% / Ragazze: 18,4% Costante flessione nell’uso del preservativo dal 2014

Consumo di Alcol e Binge Drinking

L’alcol si conferma la sostanza psicoattiva più diffusa tra i giovanissimi. Il 37,9% degli adolescenti riferisce di aver bevuto alcolici negli ultimi 30 giorni. L’assunzione episodica eccessiva (binge drinking, definita dall’assunzione di oltre 5 unità alcoliche in un’unica occasione) interessa il 14,5% della popolazione giovanile complessiva, ma cresce in modo significativo con l’aumentare dell’età. All’età di 13 anni la prevalenza è del 19,1% tra i maschi e del 13,7% tra le femmine; a 15 anni oltre quattro ragazzi su dieci e più di tre ragazze su dieci hanno praticato binge drinking nell’ultimo anno. I dati confermano un progressivo incremento delle ubriacature acute anche tra le adolescenti femmine1.

Altre Sostanze, Gioco d’Azzardo e Incidentalità Stradale

L’uso di cannabis interessa il 14,7% dei ragazzi di 15 e 17 anni, con una modesta prevalenza maschile. Il gioco d’azzardo riguarda il 28,1% degli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni, configurandosi come un comportamento prevalentemente maschile.

Relativamente allo stile di vita e alla sicurezza, un minorenne su cinque sopra i 6 anni non pratica alcuno sport nel tempo libero6, e il 32,7% della popolazione generale versa in condizioni di sedentarietà5. Gli incidenti stradali rimangono la prima causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, con un tasso di mortalità pari a 0,6 decessi ogni 10 mila residenti e un marcato divario di genere (1,0 per i maschi contro 0,2 per le femmine)5.

In merito alla salute affettiva e sessuale, il 21,6% dei maschi e il 18,4% delle femmine a 15 anni dichiara di aver avuto un rapporto sessuale completo. Tuttavia, i dati della sorveglianza ISS evidenziano dal 2014 ad oggi un calo nell’uso del preservativo tra i giovani.

Il Paradigma Epistemologico dell’Adolescentologia Centrata sulla Persona e la Teoria della Relatività della Salute

La complessità dei dati epidemiologici e clinici richiede un superamento dei modelli medici e psicologici tradizionali, spesso caratterizzati da un’eccessiva frammentazione diagnostica20. La risposta scientifica a questo quadro si fonda sul paradigma dell’Adolescentologia e della Medicina Centrata sulla Persona, sviluppato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e la Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)20.

Il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E) e l’Assioma Ontologico

L’Adolescentologia si qualifica come una scienza multidisciplinare non riducibile a una semplice branca della pediatria o della medicina interna21. Essa supera sia il riduzionismo biomedico meccanicista — che riduce l’organismo a un insieme di reazioni biochimiche isolabili — sia il dualismo cartesiano22. L’adolescente è concepito come un sistema aperto, teleonomico e indissolubile: il Sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E).

L’impianto epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona si fonda sul capovolgimento dell’assioma cartesiano, introducendo il principio ontologico: ” sum ergo cogito”

Tale formulazione riafferma il primato dell’essere e del significato biologico ed existentiale rispetto alla mera attività cognitivo-strumentale. In questa prospettiva, la salute non è intesa come assenza di malattia, bensì ridefinita come “la scelta delle vere possibilità per essere la migliore persona umana”.

La Transizione Ontologica: Il Tempo del Kairos e i Tre Stati Ontologici

La teoria antropologico-clinica formulata da Giuseppe Rodolfo Brera e integrata da Vito Galante interpreta l’adolescenza come il tempo opportuno (Kairos), ovvero lo snodo esistenziale e biologico in cui la persona si affranca dalla dimensione puramente adattativa per intraprendere la propria realizzazione ontologica14. La Kairologia e l’Adolescentologia descrivono questo sviluppo attraverso la scansione di tre stati ontologici dell’esistenza22:

  • Primo Stato Ontologico (Essere Persona): Esteso dalla concezione alla pubertà, costituisce uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale22. L’interazione con l’ambiente è governata da modalità comunicative prevalentemente informative, recettive e adattative, essenziali per garantire la sopravvivenza organica e lo sviluppo delle strutture neurobiologiche primarie22.
  • Secondo Stato Ontologico (Possibilità di Essere Persona Umana / Self-possible): Si inaugura con la crisi puberale e l’insorgere dell’adolescenza (Kairos)22. Il giovane acquisisce la consapevolezza di sé e attiva la polarità relazionale “Io-Tu”, dischiudendo il campo delle possibilità evolutive22. In questo stadio l’adolescente è chiamato a interrogarsi sul senso ultimo dell’esistenza, sull’amore, sulla verità e sulla bellezza, trovatosi ad un bivio cruciale: orientarsi verso le “possibilità per la vita” o scivolare nelle “possibilità per la morte” (alienazione, perdita di senso, edonismo, condotte sintomatiche e dipendenze)21.
  • Terzo Stato Ontologico (Essere Persona Umana / Compimento Ontologico): Rappresenta il momento di sintesi, maturazione e compimento ontologico in cui la domanda di senso inscritta nella natura umana trova la propria attuazione25. Attraverso scelte libere, responsabili ed eticamente orientate alla verità, alla bellezza e al bene comune, l’adolescente attua la transizione dalla pura potenzialità al compimento dell’essere22. In questo stato, la percezione del tempo si trasforma dal scorrere angoscioso di istanti slegati (Chronos) a una trama unificata e ricca di significato (Kairos)25, realizzando lo stato dinamico di armonia e autorealizzazione della persona nella sua totalità biologica, psicologica e spirituale25.

Formulazione Matematica della Teoria della Relatività della Salute

La dinamica tra fattori di rischio, vulnerabilità e capacità di resilienza dell’adolescente viene formalizzata attraverso la formulazione matematica della Teoria della Relatività della Salute (Health Relativity Theory – HRT):

I componenti dell’equazione esprimono le seguenti variabili di sistema:

  • Hp (Health Probability / Probabilità di Salute): Indica la capacità di resilienza allostatico-dinamica e di stabilità del sistema S-B-E di fronte alle sollecitazioni ambientali ed endogene.
  • K (Kairological Constant / Costante Kairologica): Rappresenta la spinta antropologica innata verso la ricerca di significato, verità, bellezza e trascendenza, la cui intensità espressiva raggiunge il massimo potenziale durante l’adolescenza.
  • Iq (Quality of Interpretation / Qualità dell’Interpretazione): Esprime il filtro cognitivo, emotivo, simbolico e noetico utilizzato dall’adolescente per elaborare gli stimoli ambientali, le pressioni scolastiche e le dinamiche relazionali.
  • Cq (Quality of Choices / Qualità delle Scelte): Misura il livello di libertà e responsabilità con cui il giovane adotta comportamenti, risposte biologiche e stili di vita.

La patogenesi e la vulnerabilità psichica insorgono laddove il sistema produca interpretazioni distorte (Iqp) e scelte disfunzionali (Cqp), abbassando la probabilità di salute (Hpp). Al contrario, l’atto clinico e pedagogico centrato sulla persona ripristina la costante K e ottimizza Iq e Cq, incrementando la resilienza allostativa del giovane (Hpa).

Correlati Psiconeuroimmunoendocrinologici (PNEI)

Sotto il profilo della Psiconeuroimmunoendocrinologia (PNEI), contesti scolastici o familiari percepiti come giudicanti o iper-prestazionali generano un’elevata entropia cerebrale. Il distress cronico attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e stimola l’amigdala, inducendo una secrezione sustained di corticotropin-releasing factor (CRF) e cortisolo. Nel tempo, questa condizione produce un appiattimento della risposta dell’asse HPA, l’aumento di citochine pro-infiammatorie (come IL-6) e marcatori sistemici (tra cui l’eptidina), e causa un disaccoppiamento funzionale tra la corteccia prefrontale e i nuclei limbici. Ciò compromette la mielinizzazione delle aree prefrontali preposte al decision-making e alla regolazione emotiva.

La sintonizzazione empatica e la relazione di cura centrata sulla persona riducono l’entropia neurale, favoriscono la plasticità sinaptica corticale e stabilizzano il tono vagale autonomico.

Applicazioni Cliniche e Operative: Il Decalogo dell’Adolescentologo e la Genitorialità Creativa

La traduzione del paradigma epistemologico nella pratica medica e consultoriale si realizza attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method) e l’applicazione integrale del Decalogo dell’Adolescentologo, in particolare nell’esperienza clinica  di Vito Galante e Mariangela Porta22 . Il Decalogo correla ciascuna azione relazionale con precisi meccanismi PNEI, neurobiologici e clinico-epistemologici22.

 

Azione Clinica ed Epistemologica (Decalogo) Meccanismo Clinico-Epistemologico Correlato Neurobiologico e PNEI
1. Saper Ascoltare Sospensione dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché); accoglienza del non-detto. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta da minaccia.
2. Essere Accettante e Autorevole Offerta di un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare l’Io ideale. Riduzione del carico allostatico mediata da sintonizzazione intersoggettiva e sicurezza.
3. Saper Aspettare con Pazienza Rispetto dei tempi di crescita senza imporre interventi intrusivi o affrettati. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche.
4. Non Farsi Manipolare né Sostituirsi Rifiuto delle seduzioni affettive e responsabilizzazione del giovane nelle decisioni. Stimolazione della mielinizzazione delle aree prefrontali deputate al decision-making.
5. Spazio alla Domanda di Senso Accoglienza della domanda di verità, amore e bellezza senza moralismi dogmatici. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, aumento della sintesi di melatonina e indoli.
6. Gestire le Richieste Affettive Riconoscimento del bisogno affettivo senza creare dipendenze disfunzionali. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV).
7. Integrare i Genitori (Tutelando la Privacy) Spazio confidenziale per l’adolescente e guida alla genitorialità creativa. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare e miglioramento del supporto percepito.
8. Setting Rigoroso e Regole Chiare Definizione di confini chiari per contenere l’onnipotenza narcisistica. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale.
9. Saper Tollerare le Frustrazioni Maturità professionale che interpreta l’opposizione o il drop-out come dato semeiologico22. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, trasmissione di contenimento emotivo e stabilizzazione HRV22.
10. Mantenere un Aggiornamento Multidisciplinare Formazione permanente interdisciplinare (medicina, PNEI, pedagogia, etica)22. Flessibilità euristica dell’operatore che minimizza la frammentazione diagnostica e prescrittiva22.

L’applicazione sistematica di questo metodo nei servizi di Counselling Medico dell’Adolescente della Scuola Medica di Milano — che dal 1995 ad oggi hanno preso in carico circa 80 mila giovani — mostra un incremento del 95% nella comprensione del vissuto di patologia da parte del paziente e una riduzione del 70% dei costi legati ad accertamenti diagnostici inappropriati22.

L’integrazione del nucleo familiare avviene attraverso i programmi dell’Accademia Genitori, orientati a sviluppare la “Genitorialità Creativa”. Tale approccio sostiene la coppia genitoriale nella gestione dei conflitti evolutivi dell’adolescente, prevenendo lo scompenso allostatico all’interno delle dinamiche familiari.

Conclusioni e Indicazioni Strategiche

L’indagine sulla condizione dell’adolescente nell’Italia contemporanea evidenzia la convergenza tra una severa contrazione demografica e un diffuso sofferenza psicofisica1. La contrazione dell’Indice di Salute Mentale, particolarmente pronunciata nella popolazione femminile (66,5)3, l’aumento dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione con un progressivo abbassamento dell’età di esordio, l’ampia diffusione del policonsumo di sostanze nicotine-consegnanti (62,4%) e la ricorrenza di episodi di binge drinking16 testimoniano i limiti dei modelli d’intervento frammentari e settoriali.

Tali manifestazioni cliniche e comportamentali non vanno interpretate come entità patologiche isolate, bensì come indicatori di un’elevata entropia relazionale ed esistenziale. In questo contesto, l’attenuazione della costante kairologica (K) e l’inadeguatezza dei filtri interpretativi (Iq) si traducono in uno scompenso allostatico a carico dell’asse PNEI.

Per affrontare questa emergenza clinica ed educativa, si delineano tre direttrici strategiche per le politiche sanitarie e formative:

  1. Riconfigurazione dei Servizi Sanitari Territoriali: Sostenere il passaggio da una medicina d’organo frammentata all’adozione diffusa della Medicina Centrata sulla Persona e dell’Adolescentologia Clinica all’interno dei consultori, della medicina generale e delle strutture pediatriche22.
  2. Trasformazione della Pedagogia Scolastica: Promuovere interventi di de-stressing dell’ambiente scolastico attraverso programmi d’insegnamento e prevenzione incentrati sul valore ontologico della persona (Youth Science Italy / Programma Kairos), riducendo la pressione prestazionale e il conseguente disagio somato-psichico10.
  3. Promozione della Genitorialità Creativa: Diffondere percorsi formativi dedicati alle famiglie per fornire strumenti di comprensione delle dinamiche neurobiologiche e PNEI dell’adolescente, strutturando un’alleanza educativa e clinica idonea a ridurre lo stress allostatico intrafamiliare.

L’adozione del Decalogo dell’Adolescentologo nella sua interezza22, lo sviluppo consapevole dei tre stati ontologici22 e l’applicazione dell’equazione della salute Hp=K(Iq x Cq) costituiscono il presupposto scientifico per trasformare la fase critica dell’adolescenza da condizione di vulnerabilità patologica a opportunità di compimento della persona umana14.

Bibliografia

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[i] [i]  Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 28 Settembre 2026 in occasione di III° Videoconferenza nazionale.:”Chi  è l’adolescente oggi”  introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

[ii] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

La Vita di San Pio da Pietrelcina letta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona: Una Ricostruzione Epistemologica e Clinica

La Vita di San Pio da Pietrelcina letta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona: Una Ricostruzione Epistemologica e Clinica[i]

Vito Galante[ii]

 

 Abstract

This research report presents an exhaustive epistemological and clinical analysis of the life, somatic manifestations, and spiritual legacy of Saint Pio of Pietrelcina (Francesco Forgione) through the hermeneutic lens of Kairology and the Person-Centered Medicine (PCM) paradigm formulated by Professor Giuseppe R. Brera. Moving beyond the historical dialectic between biomedical reductionism and psychiatric nosography—exemplified by the contrasting clinical evaluations of Luigi Romanelli, Amico Bignami, Giorgio Festa, and Agostino Gemelli—this study demonstrates how Padre Pio’s profound physical and moral suffering (pathos) can be understood as an existential Kairos. Rather than representing mere somatic dysfunction or neuro-psychopathological vulnerability, his experience reveals a teleonomic process of creative adaptation, high allostatic resilience, and transcendent self-realization. Furthermore, the founding of the Casa Sollievo della Sofferenza is analyzed as an early institutional realization of Person-Centered Care, synthesizing cutting-edge medical science with the inviolable dignity of the human person.

Keywords: Kairology, Person-Centered Medicine, Padre Pio da Pietrelcina, Teleonomy, Allostasis, Existential Resilience, Epistemology of Medicine, Casa Sollievo della Sofferenza.

 

 

1. Il Quadro Epistemologico della Medicina Centrata sulla Persona e la Kairologia di Giuseppe R. Brera

La scienza medica contemporanea affronta un profondo smarrimento ontologico ed epistemologico, causato dal prevalere di un paradigma meccanicista, riduzionista e biomolecolare che tende a scindere la malattia dal soggetto che la patisce1. In risposta a questo “analfabetismo epistemologico”, che riduce l’atto clinico a una mera sequenza di interventi tecnici su parametri di laboratorio, il Paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM), teorizzato dal Professor Giuseppe R. Brera ed elaborato presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, ha introdotto una trasformazione concettuale paragonabile al passaggio dalla meccanica classica newtoniana alla fisica quantistica1.

Alla base di questo cambiamento di paradigma si colloca la Kairologia, teoria ermeneutica formulata da Brera nel 1993 a partire dallo studio clinico dell’adolescenza e dell’evoluzione dello sviluppo umano1. La Kairologia fonda la sua architettura concettuale sulla distinzione filosofica ed esistenziale tra Chronos e Kairos1. Se Chronos rappresenta il tempo lineare, quantitativo, deterministico e misurabile delle sequenze biologiche o patologiche, il Kairos definisce il “tempo opportuno”, il momento favorevole e qualitativo in cui la libertà, la consapevolezza e la responsabilità dell’uomo irrompono nella trama della vita per imprimere una direzione dotata di significato all’esistenza1.

La Kairologia postula che l’identità umana non sia una struttura statica o un semplice prodotto passivo del patrimonio genetico e degli stimoli ambientali, ma un processo dinamico e semiotico di autorealizzazione teleonomica1. La teleonomia della natura umana esprime la tensione intrinseca dell’individuo verso un fine ultimo di verità, amore, bellezza e trascendenza, irriducibile a determinismi di natura puramente istintuale o meccanica1.

In questo impianto epistemologico, i concetti di salute, patologia e resilienza assumono un significato profondo:

  • La Salute: Non è definita dalla semplice assenza di malattia, bensì come un processo dinamico e semiotico di adattamento creativo, all’interno del quale la persona interpreta le proprie risorse biologiche, psicologiche e valoriali per rispondere alle sfide dell’ambiente, ovvero la scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana 4.
  • La Patologia e la Crisi Somatica: Crazie al contributo delle scienze dell’allostasi, della psico-neuro-immuno-endocrinologia (PNEI) e dell’epigenetica, la sofferenza fisica non appare più come un evento puramente causale o isolato, ma come il risultato dell’interazione complessa tra carico allostatico, vissuto emotivo, qualità delle relazioni e percezione di significato1.
  • La Resilienza Kairologica: Trascendendo la concezione passiva di mera resistenza passiva all’urto dei fattori avversi, la resilienza è intesa come la capacità attiva di interpretare le proprie “vere risorse” per compiere “scelte di qualità”, trasformando il pathos (la sofferenza, la ferita, la malattia) in un’affermazione superiore di libertà, dignità e salute integrale6.

La vita e l’esperienza somatico-spirituale di San Pio da Pietrelcina (al secolo Francesco Forgione) rappresentano un terreno d’indagine di eccezionale pregnanza per la Kairologia. Nel corso della sua esistenza, segnata da imponenti manifestazioni somatiche, sofferenze organiche acute e un costante carico allostatico, Padre Pio non ha subito la sofferenza come mero accidente deterministico, ma l’ha intercettata e trasfigurata come Kairos, rendendo la propria fragilità fisica la matrice di un’incomparabile opera di fecondità morale, maieutica e clinico-istituzionale1.

2. La Fenomenologia Somatica e l’Indagine Medico-Scientifica sulle Stimmate di Padre Pio

La comparsa fenotipica delle stimmate nel corpo di Padre Pio, avvenuta in forma definitiva il 20 settembre 1918, unita a ricorrenti episodi di ipertermia e patologie addominali, innescò un intenso dibattito medico-scientifico che coinvolse alcuni tra i più illustri clinici ed esperti dell’epoca9. Le indagini condotte tra il 1919 e il 1925 offrono una chiara ed emblematica esemplificazione dei diversi modelli epistemologici applicati allo studio dell’uomo soffrente12.

Il primo riscontro medico ufficiale fu effettuato nei giorni 15 e 16 maggio 1919 dal Professor Luigi Romanelli, primario dell’Ospedale Civile di Barletta, su incarico del Padre Provinciale dei Cappuccini12. Romanelli condusse un esame anatomo-clinico rigoroso, rilevando lesioni ricoperte da una membrana bruno-rossastra, in assenza di reazioni infiammatorie dei tessuti circostanti, di edema o di processi suppurativi12. Attraverso la palpazione delle mani, il clinico confermò la percezione fisica di una soluzione di continuità profonda, escludendo la natura superficiale dell’affezione e dichiarando l’impossibilità di classificare tali ferite secondo i parametri nosografici tradizionali12.

Il 26 luglio 1919 giunse a San Giovanni Rotondo il Professor Amico Bignami, ordinario di Patologia Medica presso la Regia Università di Roma12. Bignami rappresentava il paradigma positivista e riduzionista del tempo, proiettato alla ricerca di una spiegazione meccanicistica deterministica12. Pur escludendo la simulazione consapevole e la frode, egli ipotizzò che le lesioni fossero insorte inizialmente come manifestazioni patologiche spontanee di natura neuro-vascolare (necrosi neurotonica multipla della cute) e che fossero state successivamente mantenute ed esacerbate, magari inconsciamente per autosuggestione, mediante l’applicazione cronica di sostanze irritanti come la tintura di iodio12. Bignami prescrisse la fasciatura sigillata delle ferite per due settimane, ipotizzando che l’isolamento chimico ne avrebbe favorito la guarigione; tuttavia, la rimozione delle bende rilevò la persistenza inalterata delle lesioni sanguinanti12.

Un approccio clinico metodologicamente più ampio fu adottato dal Dottor Giorgio Festa, medico chirurgo della Curia Generalizia dei Cappuccini a Roma, il quale esaminò Padre Pio in tre successivi momenti: nell’ottobre 1919, nel luglio 1920 e nel settembre 19259. Festa verificò la costante freschezza del sangue stillante dalle ferite, l’assenza costante di processi degenerativi o necrotici e la singolare presenza di profumi penetranti emanati dal corpo del frate14. Nel settembre 1925, il Dottor Festa eseguì personalmente su Padre Pio un delicato intervento chirurgico per un’ernia inguinale strozzata direttamente all’interno del convento; l’operazione fu condotta in assenza di anestesia generale per volontà del paziente, consentendo al medico di osservare in vivo lo straordinario autocontrollo, la soglia del dolore e la compostezza emotiva del frate9. Nel suo trattato Misteri di scienza e luci di fede, Festa concluse che le stimmate rappresentavano un fenomeno non spiegabile attraverso le sole leggi biologiche e patologiche note9.

Di segno diametralmente opposto fu la relazione redatta nel 1920 da Padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant’Uffizio12. Gemelli, pur non avendo potuto effettuare un esame clinico invasivo per la mancanza di un’autorizzazione formale dei superiori, formulò una diagnosi severa, qualificando il fenomeno come un “bluff” ed ascrivendo le manifestazioni fenotipiche a un quadro psicopatologico caratterizzato da isteria, autosuggestione e dinamiche autolesionistiche12.

Medico / Osservatore Qualifica e Ruolo Ufficiale Date dei Rilievi Clinici Diagnosi o Ipotesi Eziopatogenetica Modello Epistemologico Prevalente Esito e Conclusioni Scientifiche
Prof. Luigi Romanelli

[cite: 12, 16]

Primario Ospedale Civile di Barletta12 15-16 Maggio 191912 Lesioni profonde non superficiali, assenza di edema, suppurazione o reazione infiammatoria12. Anatomo clinico descrittivo tradizionale. Inserimento del fenomeno al di fuori delle patologie note; esclusione di eziologia artificiale12.
Prof. Amico Bignami

[cite: 12, 16]

Ordinario di Patologia Medica, Univ. di Roma12 26 Luglio 191912 Necrosi neurotonica cutanea spontanea con mantenimento chimico (tintura di iodio) o autosuggestivo12. Positivismo determinista e riduzionista12. Fallimento del test di guarigione tramite fasciatura chiusa; persistenza dell’enigma eziologico12.
Dott. Giorgio Festa

[cite: 9, 14]

Medico Chirurgo della Curia Generalizia Cappuccini14 Ottobre 1919; Luglio 1920; settembre 19259 Fenomenologia somatica non patologica, assenza di necrosi o infezione, produzione ematica costante9. Fenomenologico-Olistico, aperto alla dimensione valoriale14. Riconoscimento dei limiti della scienza medica; attestazione dell’integrità morale del soggetto14.
Padre Agostino Gemelli

[cite: 12, 20]

Medico, Psicologo, Incaricato del Sant’Uffizio12 Anno 192012 Struttura di personalità psicopatica, manifestazioni isteriche ed autolesionismo somatico20. Riduzionismo Psichiatrico e Nosografico rigido20. Squalifica clinica del fenomeno; riduzione delle lesioni a simulazione o esito di disturbo isterico12.

L’analisi storiografica e scientifica di queste perizie evidenzia l’inconciliabilità tra la rigida nosografia positivista di Bignami e Gemelli — affetta da analfabetismo epistemologico poiché incapace di concepire la sofferenza al di fuori di uno schema morboso — e l’osservazione clinica di Festa, la quale riconosceva l’impossibilità di separare la lesione cutanea dal profilo spirituale ed etico della persona3.

3. Ermeneutica Kairologica della Vita di San Pio: Dal Pathos al Kairos Esistenziale

L’applicazione della Kairologia formulata da Giuseppe R. Brera all’esperienza esistenziale di Padre Pio da Pietrelcina consente di superare l’infeconda dialettica tra spiegazione sovrannaturale e riduzione psicopatologica, restituendo la dimensione unitaria della persona1.

Il punto di svolta ermeneutico risiede nella ricomprensione del pathos. Nel paradigma riduzionista, il dolore organico costituisce unicamente un’interruzione disfunzionale dell’omeostasi, un carico allostatico distruttivo destinato a degradare la qualità della vita dell’individuo o a precipitarlo nel nichilismo esistenziale1. Nella prospettiva kairologica, la sofferenza cronica di Padre Pio non viene interpretata come una sequenza di eventi biologici negativi chiusi nel tempo cronologico (Chronos), bensì come l’avvenimento di un Kairos permanente1.

Padre Pio visse sottoposto a un carico allostatico eccezionalmente elevato: ferite perenni, ipertermie estreme, disturbi gastrointestinali, isolamento mediatico, procedimenti canonici e una costante pressione relazionale da parte di migliaia di pellegrini9. Nonostante questo stato di sollecitazione psico-fisiologica costante, il frate non sviluppò risposte allostatiche patologiche o disorganizzazioni di personalità1. Al contrario, guidato da una chiara percezione della teleonomia della natura umana — l’orientamento intrinseco della persona verso il Fine Ultimo, la verità e la donazione d’amore —, egli intercettò la ferita organica come l’occasione propizia per attuare una trasfigurazione esistenziale1.

La resilienza kairologica emerge qui in tutta la sua evidenza: Padre Pio non ha semplicemente “resistito” al dolore corporeo con stoica sopportazione passiva, ma ha convertito attivamente il pathos in uno strumento di affermazione della dignità umana e trascendente6. Le sue “vere risorse” personali, lette in chiave kairologica, non risiedevano in una presunta robustezza organica, ma nella capacità di compiere “scelte di qualità”, ponendo la propria sofferenza al servizio dell’altro6.

Questa dinamica si tradusse in una straordinaria efficacia maieutica1. Come il medico centrato sulla persona agisce in qualità di guida maieutica per aiutare il paziente a navigare il mare dell’incertezza senza cadere nella disperazione1, così Padre Pio divenne un maieuta dell’anima e del corpo per una moltitudine di soffrenti. Attraverso il ministero della confessione e della direzione spirituale, egli aiutava gli individui a riconoscere il Kairos insito nelle proprie crisi esistenziali o patologiche, guidandoli dalla sofferenza passiva alla riscoperta della propria libertà e responsabilità etica1.

Questa rilettura smentisce radicalmente la tesi psichiatrica di Agostino Gemelli20. L’analisi condotta da Giorgio Festa evidenziò che Padre Pio non presentava tratti narcisistici, istrionici o di esibizionismo patologico; il frate provava vera mortificazione per i propri segni corporei, cercando costantemente di nasconderli sotto i guanti ed esponendoli alle visite mediche esclusivamente in forza del voto di obbedienza ai superiori14. Tale condotta etica attesta una perfetta integrazione kairologica: l’uomo non subisce la ferita come elemento di fissazione narcisistica o isterica, ma la trascende orientandola verso un fine teleonomico universale1.

4. La Casa Sollievo della Sofferenza: Incarnazione Istituzionale della Medicina Centrata sulla Persona

L’opera culminante dell’esistenza di San Pio da Pietrelcina è rappresentata dalla fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza, inaugurata a San Giovanni Rotondo il 5 maggio 195610. L’edificazione di questo complesso ospedaliero non costituisce una semplice opera di carità assistenziale, ma incarna sul piano clinico e sociale i principi cardine della Medicina Centrata sulla Persona formulati decenni dopo dal Professor Giuseppe R. Brera1.

Nel suo storico discorso d’inaugurazione, Padre Pio definì la Casa Sollievo con parole profetiche, auspicando che essa fosse unicamente una “clinica” dotata dei più moderni presidi della scienza medica, ma al contempo un “tempio dello Spirito Santo”, all’interno del quale l’essere umano potesse ritrovare la cura del corpo unita al ristoro dell’anima10.

Questa visione anticipa in modo straordinario la critica mosse da Brera alla “cultura dello scarto” e al riduzionismo tecnologico1. Padre Pio intuì che la scienza medica, laddove scissa dal rispetto assoluto della persona e dalla sua dimensione valoriale e spirituale, rischia di trasformarsi in una prassi arida e disumanizzante1. La Casa Sollievo fu quindi concepita come un modello istituzionale integrato, capace di coniugare tre direttrici operative fondamentali:

  • Eccellenza Scientifica e Tecnologica: In accordo con il paradigma della PCM, il superamento del riduzionismo non comporta il rifiuto della ricerca biomolecolare, ma la sua collocazione al servizio della persona1. Padre Pio pretese per l’ospedale le apparecchiature diagnostiche e terapeutiche più avanzate al mondo, affinché al malato fosse garantita la migliore assistenza tecnica possibile11.
  • La Salute come Processo Integrato e Relazionale: La struttura ospedaliera fu progettata affinché il tempo dell’assistenza fosse un tempo di relazione empatica1. La cura del carico allostatico e del dolore fisico viene sistematicamente affiancata dal supporto affettivo, morale e spirituale, riconoscendo che l’uomo privo di significato è destinato a una forma di nichilismo patogeno1.
  • Maieutica dell’Assistente Sanitario: Padre Pio esortava i medici e gli infermieri a svolgere la professione non come l’esecuzione formale di un mansionario, ma come una vocazione maieutica, vedendo in ogni malato la dignità inviolabile della persona e il volto stesso di Cristo soffrente1.

 

Parametro Epistemologico Modello Ospedaliero Positivista e Meccanicista Modello Teorico della Medicina Centrata sulla Persona (PCM) Struttura Operativa della Casa Sollievo della Sofferenza
Concezione del Paziente Oggetto biologico, aggregato di organi da riparare o filiera di dati. Soggetto teleonomico dotato di dignità divina irriducibile1. Persona umana da accogliere ed amare nella sua totalità di corpo e spirito10.
Ruolo della Tecnica Medica Fine supremo dell’atto clinico; misurazione quantitativa (Chronos). Strumento al servizio della realizzazione e salute della persona1. Presidio scientifico d’avanguardia subordinato al sollievo integrale dell’uomo11.
Tempo della Cura Tempo aziendalistico, cronometrato e prestazionale (Chronos). Tempo della relazione empatica e dell’intercettazione del Kairos1. Tempo dell’ascolto, dell’accoglienza calorosa e del confronto umano10.
Finalità dell’Assistenza Eliminazione o soppressione del sintomo patologico locale. Promozione dell’adattamento creativo, della salute e della resilienza4. Sollievo globale della sofferenza fisica, morale ed esistenziale dell’individuo10.

La Casa Sollievo della Sofferenza si attesta così come la traduzione clinico-istituzionale della Kairologia: un luogo in cui la scienza medica abdica all’analfabetismo epistemologico per diventare maieutica della dignità dell’uomo1.

5. Conclusioni ed Implicazioni per la Scienza Medica Contemporanea

L’analisi esaustiva della vita, della sofferenza somatica e dell’opera istituzionale di San Pio da Pietrelcina alla luce della Kairologia di Giuseppe R. Brera permette di sintetizzare rilevanti acquisizioni teoriche, metodologiche ed epistemologiche:

  1. Superamento dell’Analfabetismo Epistemologico: La controversia storica sulle stimmate di Padre Pio evidenzia il fallimento dei modelli riduzionisti ed autosuggestivi (Bignami, Gemelli) quando applicati a fenomeni complessi in cui la corporeità è inscindibile dalla dimensione psicologica, valoriale e trascendente dell’individuo12. La prospettiva kairologica dimostra che l’atto clinico non può limitarsi al dato anatomopatologico, ma deve integrare la teleonomia della natura umana1.
  2. La Trasfigurazione del Pathos in Kairos: L’esperienza di Padre Pio conferma che il dolore fisico e l’elevato carico allostatico non determinano ineluttabilmente il decadimento o la disorganizzazione della persona1. Attraverso l’interpretazione delle proprie risorse interiori e il compimento di scelte orientate all’amore e alla donazione, la sofferenza cronica (Chronos) può essere convertita in un Kairos permanente di resilienza attiva, maturazione etica e fecondità maieutica1.
  3. L’Umanizzazione Clinica Istituzionale: La Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta la dimostrazione empirica che l’eccellenza della scienza biomedica e la centralità della persona non sono concetti contrapposti, ma necessari fattori di integrazione1. L’eredità di San Pio indica alla medicina contemporanea che la salute è un processo semiotico di realizzazione dell’uomo, laddove il medico si converte da semplice esecutore tecnico in guida maieutica della dignità umana1.

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8.Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Tag: Sanità Italiana [Archivi sul web]. Milano: SIAd [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/sanita-italiana/

9.Convento Santuario di Padre Pio. Padre Pio operato d’ernia senza anestesia. PadrePio.it. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.padrepio.it/padre-pio-operato-dernia-senza-anestesia/

10.Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. 5 maggio 1956 – inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza [Video su Internet]. YouTube; 2011 [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.youtube.com/watch?v=Qm0MpArx4-8

11.Diocesi di Porto – Santa Rufina. IN-FORMAZIONE Padre Pio e la sua Opera. Newsletter della Diocesi di Porto – Santa Rufina. 20 set 2009 [citato il 14 set 2026];(24):[p. 1-4]. PDF. Disponibile su: http://www.diocesiportosantarufina.it/dfiles/fedit/file/24__newsletter_2009_09_20.pdf

12.Hotel San Pio. Storia di Padre Pio parte 2/3. Hotel San Pio Blog. 17 dic 2016 [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.hotelsanpio.com/2016/12/17/storia-di-padre-pio-parte-23/

13.Voce di Padre Pio. Biografia di San Pio da Pietrelcina. Voce di Padre Pio. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.vocedipadrepio.com/biografia/

14.Il Settimanale di Padre Pio. Le stimmate di San Pio secondo la scienza medica. Il Settimanale di Padre Pio. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.settimanaleppio.it/dinamico.asp?idsez=2&id=2405

15Galofaro F. Le stimmate di Padre Pio: enunciazione assolutiva tra medicina e mistica. E|C. 2020;14(30):307-321 [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://iris.unito.it/retrieve/handle/2318/1765139/688481/document.pdf

16.Padre Pio e San Giovanni Rotondo. Vita di Padre Pio da Pietrelcina – biografia cronologica. Padre Pio e San Giovanni Rotondo Portal. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.padrepioesangiovannirotondo.it/piosgr/vita-di-padre-pio/

17.Buonaseraroma.it. La Grande Luce Padre Pio tra Scienza, Fede e Mistero. Buonaseraroma.it. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.buonaseraroma.it/la-grande-luce-padre-pio-tra-scienza-fede-e-mistero/

18.Unfolding Roma. La Grande Luce: il mistero di Padre Pio tra Scienza e Fede. Unfolding Roma Magazine. [data sconosciuta] [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.unfoldingroma.com/categoria/27522/la-grande-luce:-il-mistero-di-padre-pio-tra-scienza-fede/

19.Festa G. Misteri di scienza e luci di fede: le stigmate del padre Pio da Pietrelcina. Roma: Edizioni Ferri; 1938. (Citato in Emporio di Milo [citato il 14 set 2026]). Disponibile su: https://www.emporiodimilo.it/prodotti/libri/religione/misteri-di-scienza-e-luci-di-fede-le-stigmate-del-padre-pio-da-pietrelcina-di-giorgio-festa-ed-ferri/

20.Il Fatto Quotidiano. Padre Pio e i rapporti burrascosi con Vaticano e confratelli: ‘Le stimmate se le procura da sé’. Il Fatto Quotidiano. 25 mag 2022 [citato il 14 set 2026]. Disponibile su: https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/05/25/padre-pio-e-i-rapporti-burrascosi-con-vaticano-e-confratelli-le-stimmate-se-le-procura-da-se/6603935/

 

[i] Pubblicato su www.comintatosanitarionazionale.it il 23/09/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Pio da Pietrelcina.

[ii] Vito Galante è docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana. Ricopre attualmente la carica di Direttore del Comitato Sanitario Nazionale, di Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd), di Vice- Presidente della World Society of Person-Centered Medicine di cui è Presidente della delegazione Europea.

La sua attività di ricerca e coordinamento si declina nella direzione di due importanti realtà scientifiche:

  • Il Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano;
  • Il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori.

Autore di numerose pubblicazioni scientifiche dedicate alla Medicina centrata sulla persona e all’adolescentologia clinica, il suo contributo alla disciplina è stato riconosciuto nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”. vgalante@unambro.it- vgalante@adolescentologia.it

 

LA BEATIFICAZIONE ISTITUZIONALE DI EMMA BONINO

 

 

 

Un bambino alla 8° settimana di vita

 

LA BEATIFICAZIONE ISTITUZIONALE DI EMMA BONINO

                                                 Leader del genocidio degli italiani

 

Giuseppe R.Brera[i]

 

E’ deceduta l’ex parlamentare radicale Emma Bonino incisiva nella storia della Repubblica Italiana per avere promosso il degrado morale dell’Italia promuovendo insieme ai socialisti( PSI, PLI, DP, PRI, PCI, PSDI e indipendenti di sinistra) e l’ipocrita collaborazione della Democrazia Cristiana e della compagine catto-comunista prima con Aldo Moro-storica apertura ai valori delle masse popolari al Congresso della DC del 1974-la legge 194,  firmata infatti da Andreotti Anselmi, Bonifacio-Morlino-Pandolfi. (DC). Questa ha fatto cadere la sanità italiana in una schizofrenia istituzionale e ha permesso da allora la soppressione di ca cinque milioni di bambini che non hanno avuto il diritto sacro e civile di vedere la luce, anche se un certo numero abortito vivo è stato soppresso. Famoso il caso di uno di questi messo in frigorifero a morire dal tecnico della morte di turno.  I bambini Down sono stati così sterminati fino al 9 mese senza pietà e arrestando la ricerca sulla terapia fetale del Down.

L’ipocrita obiezione di coscienza sul piamo morale è sul piano filosofico blasfema, in quanto non si può obiettare che la verità esiste. La verità è che il feto è un essere umano che ha diritto di vivere e nessuno ha il diritto di decidere della sua vita. la cui nascita al di là delle motivazioni consce e inconsce delle madri e dei padri appartiene al mistero dell’esistenza umana che solo la fede in un essere creatore della vita e della morte, del principio e del fine, dell’alfa e dell’omega, può spiegare, come è stato dedotto già dagli antichi filosofi greci ( Platone, Aristotele) e ieri da fisici del valore di Max Plank.

La Bonino responsabile in prima persona di decine di aborti per cui è stata incarcerata, è insieme a Marco Pannella, leader radicale,la maggior promotrice di questo genocidio e della schizofrenia istituzionale dell’istituzione medica che ha determinato  l’apertura di camere di sterminio ginecologico affiancate alle sale parte  particolari personalità di ostetrici-ginecologi , tecnici della morte, ruotano ,pagati dai soldi di contribuenti che non sono d’accordo,  esecutori di orrendi delitti contro bambini sani e malati nelle diverse fasi dello sviluppo fetale. L’aspetto schizoide di questi atti è che questi tecnici un giorno uccidono, un giorno fanno nascere.  La psicoanalisi kleiniana accomuna per dinamica   motivazionale inconscia  di natura schizoparanoide  le motivazioni di questi tecnici della morte, a quelle delle donne, che sono mandanti di un vero e proprio omicidio esecrato dagli albori della Medicina ( Giuramento d’Ippocrate-codice deontologico dei medici. Oggi sappiamo come l’aborto indotto è causa di gravi sequele epigenetiche e psicologico-negative –psichiatriche[II] come già nel 1981 avevo evidenziato da una ricerca, compita con abortisti nel saggio: “ La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche” [III] . Depressione , reazioni psicotiche e disturbi psicosomatici sono comuni nelle donne che abortiscono, mediate da sensi di colpa inconsci, catartizzate da alcune con l’ideologizzazione dell’aborto in una politica femminista aggressiva  come in uno psicodramma perché attraverso la proiezione esterna dei sensi di colpa inconsci, attraverso il conflitto,  la donna non cade in depressione. Ecco perché dopo un aborto scelto da donne sposate o in coppe e sostenuto dai partner  le unioni spesso si rompono, in quanto il padre diventa “nemico” investito dalle proiezione dei sensi di colpa della donna che ha scelto di far uccidere il figlio.

 

  1.    Impatto dei diritti “civili”della Bonino sui giovani italiani

 

I danni psicologici e psichiatrici , con corrispondenza epigenetica (Iper-metilazione geni promotori es. di geni oncosoppressori con il loro silenziamento) sono così riassumibili:

1 Aumento del rischio suicida: Il tasso di suicidio delle donne in Finlandia è aumentato da 5,9/100.000 dopo la maternità a 34,1/100.000 dopo l’aborto volontario e/o terapeutico. Ciò significa che una donna che il rischio  di suicidio attribuibile all’aborto è  28,2 . In Italia non ci sono studi (IV)

2 Aumento del rischio del figlicidio. Non vi sono studi epidemiologici ma livello clinico è ben documentato. Ho avuto personalmente in terapia una madre che aveva fantasie omicide nei confronti del figlio. Il problema si risolse quando emerse che la donna aveva abortito e con la coscienza della dinamica che si era verificata dopo il fatto, dovuto alla proiezione inconscia dei sensi di colpa. I minori d donne sposate che abortiscono rischiamo di divenire il capro espiatorio dei sensi di colpa inconsci della madre. Un esempio di cronaca è stato il delitto di Cogne dove la madre, dopo un aborto  prendeva anti-depressivi che hanno slatentizzato la dinamica inconscia proiettiva dei sensi di colpa contro il bambino , divenuto oggetto dell’aggressività materna.

  1. Aumento rischio per la salute mentale delle donne che abortiscono. Su un campione di 56.741 ricoverate per cure psichiatriche l’aborto raddoppiava il rischio di ricoveri per reazioni di adattamento, episodi psicotici depressivi singoli e ricorrenti, e triplicava il rischio di ricoveri per disturbi bipolari maniaco depressivi (Reardon D,C e aa 2003). (V°)

3  Negli USA nel 2002 una ragazza che aveva abortito una prima gravidanza aveva un rischio di  cinque volte superiore di una ragazza che partorisce di divenire tossicomane e quattro volte di più rispetto ad una ragazza che perde il bambino per cause naturali. In Italia nel 2026 il rapporto 2025 della Società Italiana di adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza ha documentato che nella popolazione 13–24 anni, l’aborto volontario è associato a un aumento significativo del rischio di consumo di sostanze: +38% per cannabis, +41% per cocaina, +63% per poliassunzione e +70% per uso problematico. L’impatto assoluto è pari a +350 casi per 100.000 giovani.

Tenendo presente che il consumo voluttuario di sostanze psicotrope e associato a un aumento del rischio di suicidio nei giovani e dell’abbandono scolastico , questa eredità culturale e legislativa della Bonino, Pannella e C, ha avuto degli effetti catastrofici.

  1. Aumento aborti indotti da uso di sostanze psicotrope: Il consumo di sostanze tra i giovani 13–24 anni mostra una correlazione significativa con l’aborto volontario: cannabis (+42%), cocaina (+58%), poliassunzione (+71%). L’impatto assoluto è ri-levante, con +170 casi per 100.000 giovani attribuibili al consumo di droghe

L’analisi socio-analitica degli effetti psico-sociali dell’aborto, dovute a ca cinque milioni di omicidi di stato-una strage-  causa anche di rotture famigliari , per le proiezioni catartiche aggressive della donna sul padre, vede l’aborto come induttore di una depressione sociale,   primo responsabile di una conflittualità  interna comune alle società occidentali ed esportata come catarsi nel favorire e non promuovere la fine di guerre ina tto per la necessità di catartizzare   un pool di sensi colpa persecutori la cui catarsi è la guerra.  La non volontà dell’Europa di non far cessare il conflitto Ucraino-Russo ha questa origine schizoparanoide .[VI]

Il curriculum necroforo e necrofili della Bonino non finisce qui: è storica la sua posizione a favore dell’eutanasia e della libertà di droga. Nell’ultima campagna elettorale che l’ha vista nelle piazze , come già era successo con Pannella, faceva distribuire ai partecipanti la Cannabis, per dimostrare la sua apertura alla libertà.

L’eredità culturale di Emma Bonino per il consumo di droga tra i giovani è riassumibile in questa tabella.

Il consumo di sostanze psicotrope è un forte predittore di suicidio causato da

Predittore                       OR ag-giustato ΔOR (%)      RD (per 100.000)  pvalue

1 Consumo di sostanze               1.55      +55           +1.8                          0.02

2  Poliassunzione di

sostanze                                      1.88   +88%          +2.4                           0.01

3  Uso problematico                    2.05    +105%        +3.0                          0.01

 

L’uso di sostanze è associato significativamente al rischio di morte per overdose, fino a triplicarlo, nelle poliassunzioni , ai problemi di salute mentale, all’abbandono scolastico alla mortalità per incidenti stradali

 

L’arbitrio della Bonino contro la verità e la libertà

 

Il problema filosofico che la Bonino, come Pannella con i compagni omologhi d’ideologia non hanno mai affrontato è l’origine dell’idea della libertà democratica, idea morale istituzionale. Morale significa: verità oggettiva per il bene dell’uomo. I radicali, i “Democratici”, I verdi e la sinistra italiana,  pensano che non esista una verità oggettiva base del bene o di una falso base del male, radice ontologica delle scelte dell’uomo e che la libertà significhi “ io faccio tutto quello che mi pare e mi piace”, “ La verità è ciò che io penso e sento che sia vero”, pensiero oggi al primo punto della “Sindrome della grande fratello”,[VII] pandemia che sta distruggendo l’Occidente e l’Italia. Nel mondo medico vi sono analfabeti anche mediatici che sono contagiati.

Gli affiliati alla defunta contestano così anche la morale intrinseca dell’organismo biologico a cui dobbiamo la salute e la vita. I natural killer, cellule di prima difesa dell’organismo, identificano l’antigene di virus, batteri e cellule tumorali e se il codice non corrisponde  a quello dell’organismo le distruggono. La verità oggettiva del codice della vita permette il bene della persona. la cellula NK  fa un’azione di verifica, si muove secondo il codice della verità antigenica per la vita dell’uomo. Si tratta di una morale biologica iscritta nel corpo fondata sulla verità di un codice per la vita.

La morte della Bonino ha provocato nello stato un delirio di beatificazione di una personalità necrofila e necrofora, chiaramente tormentata da sensi di colpa inconsci e viziata dall’onnipotenza del potere delle tenebre. La sua azione umanitaria come commissario UE per gli aiuti umanitari, a favore dei bambini africani, è interpretabile  come tentativo riparativo dei propri sensi di colpa per avere ucciso decine di esseri umani nelle prime fasi della vita.

Viene ricordata come apostola dei “diritti civili”. Ci si domanda se il diritto ad uccidere chi non si può difendere, (aborto-eutanasia) , a consentire che un minore in difficoltà o non in difficoltà psicologiche possa drogarsi siano diritti espressione di una civiltà o di un degrado destruente la civiltà e la democrazia, che dovrebbe essere fondata sulla verità per il bene dell’uomo, che non è riducibile all’arbitrio del singolo individuo, contagiato dalla Sindrome del Grande Fratello.

E’ un atto ” democratico” che tutela la libertà individuale il sopprimere la vita di un essere umano  o favorire che soggetti in evoluzione psicologica diventino schiavi della droga ?

Per questi motivi il minuto di silenzio in Senato, con applausi, i funerali di stato, con il corollario della frase del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “ Un punto di riferimento” (fatto incredibile ma non sorprendente )   sono espressione di un degrado incivile della Repubblica Italiana, un oblio della Costituzione che tutela salute e quindi la vita dei cittadini italiani di ogni età, da parte di chi dovrebbe difenderla.

Il divorzio, di cui la Bonino è stata un apostola, andrebbe ridiscusso per i suoi effetti destruenti. Oggi il matrimonio ha perso quel criterio d’indissolubilità che prima di questa legge esisteva per effetto della cultura cristiana. La legge oggi andrebbe rivista ponendo dei limiti per creare una maggiore responsabilità in chi si unisce in matrimonio. Oggi infatti il tasso delle rotture matrimoniali è altissimo  nel 2022 era ca 1 su due ( il 48,9%) ; nel 2000 una su 20. Il divorzio e prima la separazione a mio parere andrebbero proibiti-se non per cause gravi tipo violenza domestica-consumo di droga etc. quando vi siano figli minori, che attualmente non sono tutelati.

Il problema centrale è la lesione psicologica di 1.200.000 minori figli di coppie separate, ( il 14% dei minori  8.600.000)[VIII] un danno enorme per il tessuto sociale per le conseguenze psicologiche e comportamentali.

Le cause maggiori della separazione sono in ordine gerarchico  1 incomunicabilità  e conflitti   (prevenibile) 2 l’infedeltà 3 stress economico 4. Violenza domestica e abusi 5. Dipendenze e problemi di salute mentale 6. Differenze di ruoli  e aspettative di genere 7 disaccordo sull’educazione dei figli 8 insoddisfazione affettiva e perdita d’intimità 9 canbiamenti di valori e crescita personale divergente 10 alrre cause es: immigrazione, problemi legali, differenze culturali).

La separazione non è già un diritto civile ?

Dato che la Costituzione tutela il diritto alla salute e al sano sviluppo dei minori, (art. 30-31-32) la separazione e il divorzio  oggi appaiono anti-costituzionali, quando vi siano figli minori in quanto i minori sono danneggiati, escludendo alcune condizioni.

E’ evidente, da un punto di vista psicodinamico che questo incide negativamente sul desiderio matrimoniale dei figli di coppie separate e sulla natalità.

Studi longitudinali mostrano che i figli di genitori divorziati hanno una probabilità inferiore di contrarre matrimonio rispetto ai figli di genitori stabili. L’entità varia: alcuni lavori stimano riduzioni relative della probabilità di matrimonio dell’ordine del 10–30% a seconda del campione e della fascia d’età.(IX]  [X]

La letteratura mostra una tendenza a una fecondità più bassa tra i figli di genitori separati: differenze medie possono andare da 0,1 a 0,5 figli in meno per donna nel corso della vita, variando per contesto e coorte. Alcuni studi europei trovano effetti più marcati nelle coorti nate in periodi di transizione familiare.[XI] [XII] [XIII XIV]

3 La beatificazione istituzionale della Bonino

Quali sono gli effetti sulle ragazze e i giovani della “ Pompa magna” dei funerali della Bonino, a spese dei contribuenti  che per la maggior parte non sono d’accordo ?  Fare vivere li desiderio necrofilo, schizoparanoide e autolesivo di un aborto , il drogarsi  , l’ eutanasia , il suicidio assistito, o lo stesso divorzio, come atti eroici non certamente favorisce  lo sviluppo del  paese  e la salute mentale della popolazione  .

Oggi per salute s’intende: “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”

L’eredita della Bonino, che abolisce il paradigma della verità oggettiva in favore dell’arbitrio individuale, fatto passare,  come libertà democratica e diritti civili,  ha favorito la “scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana” o invece appare con un’ombra tenebrosa basata sul falso cioè una falsa libertà, l’arbitrio  che danneggia grandemente l?Italia e la sua popolazione.

La Democrazia deve essere fondata sull ‘”alecrazia”(potere della verità”, altrimenti se 1000 psicopatici e immaturi hanno la maggioranza politica il paese è condannato e  un governo guidato da personalità ignoranti e necrofore,  porta la nave ad affondare. Per questo è necessario che chi vota guardi bene la statura culturale e morale di chi chiede uno stipendio di 13.000.000 euro al mese per amministrare la cosa pubblica. Lo sguardo primario deve essere volto alla politica nei confronti della maternità e i minori e i giovani, il futuro del paese che oggi, come ieri, non esiste in  minima parte.

Le tenebre sulla vera libertà, fondata sulla verità e il bene dell’uomo, rappresentate dalla defunta politica,  lasciano per eredità una falsa dignità dell’uomo, senza il paradigma della verità oggettiva per il bene, la cui motivazione profonda appare essere il desiderio di morte e il trionfo dell’istinto di morte.

L’aspetto più deteriore dei valori di questa ex- abile politica,  è stato il suo essere costante untrice della “Sindrome del Grande Fratello”, di una pandemia che ha danneggiato 5 milioni di donne e milioni di adolescenti e giovani.

Oggi al contrario è necessario che uomini di vera cultura si uniscano per combattere il degrado in cui è caduta l’Italia in in un Europa che è stata capace di votare a favore dell’inserimento dell’aborto come diritto costituzionale, fatto avvenuto in Francia su proposta di Macron, denunciato alla Corte penale internazionale  .

Un’  Europa che ha multato e ha tolto finanziamenti all’Ungheria rea di avere proibito la propaganda LCBT nelle scuole  e che mostra così un’azione politica che vuole essere superiore alle sovranità nazionali, può solo essere di danno se  non torna alla sua vocazione solo di comunità d’interessi.

Questo è il vero motivo delle vocazione europeista della defunta, che vedeva la possibilità di poteri politici sempre più lontani dalla verità di una vera civiltà per il bene dell’uomo e lo” sviluppo integrale della persona”, capaci di violare le lementari libertà civili e democratiche, come il diritto a vedere la luce  dopo l’uscita dal ventre materno.

Papa Francesco, nel commiatarsi dalla visita evangelica alla Bonino, malata, ha detto una grande verità: ” Tenga duro, l’erba cattiva non muore mai”

E’ invece nostro compito e dovere, prima di tutto dei medici e degli infermieri ma di tutti gli uomini e donne veri, vere e giusti, avere il coraggio e la responsabilità di estirpare l’erba cattiva perché il grano fertile e gli alberi da frutto crescano. Questo significa all’atto di voto identificare la cultura . valori morali e maturità affettiva  di chi chiede di essere scelto per amministrare la cosa pubblica (Res Publica)

La persona infatti determina i suoi atti e l’essere viene prima del fare.

L’unica possibile commemorazione che vedo per la Bonino è la dispersione delle ceneri su qualche camera di sterminio ginecologico o di suicidio assistito,  o su qualche tomba di giovane morto per droga, ( a spese private) e una preghiera perché Il Signore  perdoni quest’anima triste, con una giusta pena.

Manca solo, come ciliegina sulla torta della beatificazione istituzionale l’omelia del cardinale Zuppi , presidente della CEI ! Fortunatamente la pompa magna è stata laica.

Il Senato comunque potrebbe fare un cippo marmoreo dedicato alla defunta: “A colei che ha lottato con successo per introdurre in Italia  il diritto civile di uccidere a spese dello stato”.

 

[I]  Rettore dell’Università Ambrosiana, Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, President of the World Societi of Person-Cntered Medicine – President of the World Health Committee.

 

[II] Brera G R. .  L’interruzione omicida della maternità: una catastrofe personale, psico-sociale ed intergenerazionale.     Estratto da : Giuseppe R Brera  Il tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. Edizioni Università Ambrosiama 2004

 

[III] Brera G R   La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche. Edizioni Amici per la vita, 1982

 

IV °Gissler M, Hemminki E, Lonnqvist J. Suicides after pregnancy in Finland, 1987-94: register linkage study. BMJ. 1996 Dec 7;313(7070):1431-4

V* Reardon DC, Cougle JR, Rue VM, Shuping MW, Coleman PK, Ney PG. Psychiatric admissions of low-income women following abortion and childbirth CMAJ. 2003 May 13;168(10):1253-6.

VI  Brera GR  Psicoanalisi della guerra Ucraina-Russia. Milano Editoria Università Ambrosiaba. 2024

[ViI°]Brera G.R   La sindrome del Grande Fratello e i magnifici sette. Come essere genitori in un tempo difficile. Milano; Edizioni dell’Università Ambrosiana. 2024

[VIII] Dati ITAT 2022

 

[IX]Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Rapporto 2025 sullo stato di salute dei giovani italiani. Edizioni Università Ambrosiana 2026. (in stampa)

 

[X] Amato PR, DeBoer DD. The transmission of divorce and marital instability across generations: a meta‑analysis. J Marriage Fam. 2001;63(3):1038–1050. doi:10.1111/j.1741-3737.2001.01038.x.

 

[XI] Amato PR. The consequences of divorce for adults and children. J Marriage Fam. 2000;62(4):1269–1287. doi:10.1111/j.1741-3737.2000.01269.x.

 

[XII) McLanahan S, Percheski C. Family structure and the reproduction of inequalities. Annu Rev Sociol. 2008;34:257–276. doi:10.1146/annurev.soc.34.040507.134549.

 

[XIII] Kiernan KE. The legacy of parental separation: Social, economic and demographic consequences for children in Britain. Popul Trends. 1992;(68):1–10. (review/empirical synthesis) doi:10.2307/2979186.

 

[XIV] Perelli‑Harris B, Styrc M. The role of parental separation in shaping young adults’ partnership and fertility trajectories in Europe. Demogr Res. 2018;38:1–30. doi:10.4054/DemRes.2018.38.1.

 

 

 

NESSUN RIMPIANTO PER EMMA BONINO

 

 

 

Un bambino alla 8° settimana di vita

 

NESSUN RIMPIANTO PER EMMA BONINO

                                                 Leader del genocidio italiano

 

Giuseppe R.Brera[i]

 

E’ deceduta l’ex parlamentare radicale Emma Bonino incisiva nella storia della Repubblica Italiana per avere promosso il degrado morale dell’Italia promuovendo insieme ai socialisti( PSI, PLI, DP, PRI, PCI, PSDI e indipendenti di sinistra) e l’ipocrita collaborazione della Democrazia Cristiana e della compagine catto-comunista prima con Aldo Moro-storica apertura ai valori delle masse popolari al Congresso della DC del 1974-la legge 194,  firmata infatti da Andreotti Anselmi, Bonifacio-Morlino-Pandolfi. (DC). Questa ha fatto cadere la sanità italiana in una schizofrenia istituzionale e ha permesso da allora la soppressione di ca cinque milioni di bambini che non hanno avuto il diritto sacro e civile di vedere la luce, anche se un certo numero abortito vivo è stato soppresso. Famoso il caso di uno di questi messo in frigorifero a morire dal tecnico della morte di turno.  I bambini Down sono stati così sterminati fino al 9 mese senza pietà e arrestando la ricerca sulla terapia fetale del Down.

L’ipocrita obiezione di coscienza sul piamo morale è sul piano filosofico blasfema, in quanto non si può obiettare che la verità esiste. La verità è che il feto è un essere umano che ha diritto di vivere e nessuno ha il diritto di decidere della sua vita. la cui nascita al di là delle motivazioni consce e inconsce delle madri e dei padri appartiene al mistero dell’esistenza umana che solo la fede in un essere creatore della vita e della morte, del principio e del fine, dell’alfa e dell’omega, può spiegare, come è stato dedotto già dagli antichi filosofi greci ( Platone, Aristotele) e ieri da fisici del valore di Max Plank.

La Bonino responsabile in prima persona di decine di aborti per cui è stata incarcerata, è insieme a Marco Pannella, leader radicale, la maggior promotrice di questo genocidio e della schizofrenia istituzionale dell’istituzione medica che ha determinato  l’apertura di camere di sterminio ginecologico affiancate alle sale parto dove  particolari personalità di ostetrici-ginecologi , tecnici della morte, ruotano ,pagati dai soldi di contribuenti che non sono d’accordo,  esecutori di orrendi delitti contro bambini sani e malati nelle diverse fasi dello sviluppo fetale. L’aspetto schizoide di questi atti è che questi tecnici un giorno uccidono, un giorno fanno nascere.  La psicoanalisi kleiniana accomuna per dinamica   motivazionale inconscia  di natura schizoparanoide  le motivazioni di questi tecnici della morte, a quelle delle donne, che sono mandanti di un vero e proprio omicidio esecrato dagli albori della Medicina ( Giuramento d’Ippocrate-codice deontologico dei medici. Oggi sappiamo come l’aborto indotto è causa di gravi sequele epigenetiche e psicologico-negative –psichiatriche[II] come già nel 1981 avevo evidenziato da una ricerca, compita con abortisti nel saggio: “ La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche” [III] . Depressione , reazioni psicotiche e disturbi psicosomatici sono comuni nelle donne che abortiscono, mediate da sensi di colpa inconsci, catartizzate da alcune con l’ideologizzazione dell’aborto in una politica femminista aggressiva  come in uno psicodramma perché attraverso la proiezione esterna dei sensi di colpa inconsci, attraverso il conflitto,  la donna non cade in depressione. Ecco perché dopo un aborto scelto da donne sposate o in coppe e sostenuto dai partner  le unioni spesso si rompono, in quanto il padre diventa “nemico” investito dalle proiezione dei sensi di colpa della donna che ha scelto di far uccidere il figlio.

 

  1.    Impatto dei diritti “civili”della Bonino sui giovani italiani

 

I danni psicologici e psichiatrici , con corrispondenza epigenetica (Iper-metilazione geni promotori es. di geni oncosoppressori con il loro silenziamento) sono così riassumibili:

1 Aumento del rischio suicida: Il tasso di suicidio delle donne in Finlandia è aumentato da 5,9/100.000 dopo la maternità a 34,1/100.000 dopo l’aborto volontario e/o terapeutico. Ciò significa che una donna che il rischio  di suicidio attribuibile all’aborto è  28,2 . In Italia non ci sono studi (IV)

2 Aumento del rischio del figlicidio. Non vi sono studi epidemiologici ma livello clinico è ben documentato. Ho avuto personalmente in terapia una madre che aveva fantasie omicide nei confronti del figlio. Il problema si risolse quando emerse che la donna aveva abortito e con la coscienza della dinamica che si era verificata dopo il fatto, dovuto alla proiezione inconscia dei sensi di colpa. I minori d donne sposate che abortiscono rischiamo di divenire il capro espiatorio dei sensi di colpa inconsci della madre. Un esempio di cronaca è stato il delitto di Cogne dove la madre, dopo un aborto  prendeva anti-depressivi che hanno slatentizzato la dinamica inconscia proiettiva dei sensi di colpa contro il bambino , divenuto oggetto dell’aggressività materna  e ucciso in un raptus.

  1. Aumento rischio per la salute mentale delle donne che abortiscono. Su un campione di 56.741 ricoverate per cure psichiatriche l’aborto raddoppiava il rischio di ricoveri per reazioni di adattamento, episodi psicotici depressivi singoli e ricorrenti, e triplicava il rischio di ricoveri per disturbi bipolari maniaco depressivi (Reardon D,C e aa 2003). (V°)

3  Negli USA nel 2002 una ragazza che aveva abortito una prima gravidanza aveva un rischio di  cinque volte superiore di una ragazza che partorisce di divenire tossicomane e quattro volte di più rispetto ad una ragazza che perde il bambino per cause naturali. In Italia nel 2026 il rapporto 2025 della Società Italiana di adolescentologia e di Medicina dell’adolescenza ha documentato che nella popolazione 13–24 anni, l’aborto volontario è associato a un aumento significativo del rischio di consumo di sostanze: +38% per cannabis, +41% per cocaina, +63% per poliassunzione e +70% per uso problematico. L’impatto assoluto è pari a +350 casi per 100.000 giovani.

Tenendo presente che il consumo voluttuario di sostanze psicotrope e associato a un aumento del rischio di suicidio nei giovani e dell’abbandono scolastico , questa eredità culturale e legislativa della Bonino, Pannella e C, ha avuto degli effetti catastrofici.

  1. Aumento aborti indotti da uso di sostanze psicotrope: Il consumo di sostanze tra i giovani 13–24 anni mostra una correlazione significativa con l’aborto volontario: cannabis (+42%), cocaina (+58%), poliassunzione (+71%). L’impatto assoluto è ri-levante, con +170 casi per 100.000 giovani attribuibili al consumo di droghe

L’analisi socio-analitica degli effetti psico-sociali dell’aborto, dovute a ca cinque milioni di omicidi di stato-una strage-  causa anche di rotture famigliari , per le proiezioni catartiche aggressive della donna sul padre, vede l’aborto come induttore di una depressione sociale,   primo responsabile di una conflittualità  interna comune alle società occidentali ed esportata come catarsi nel favorire e non promuovere la fine di guerre ina tto per la necessità di catartizzare   un pool di sensi colpa persecutori la cui catarsi è la guerra.  La non volontà dell’Europa di non far cessare il conflitto Ucraino-Russo ha questa origine schizoparanoide .[VI]

Il curriculum necroforo e necrofili della Bonino non finisce qui: è storica la sua posizione a favore dell’eutanasia e della libertà di droga. Nell’ultima campagna elettorale che l’ha vista nelle piazze , come già era successo con Pannella, faceva distribuire ai partecipanti la Cannabis, per dimostrare la sua apertura alla libertà.

L’eredità culturale di Emma Bonino per il consumo di droga tra i giovani è riassumibile in questa tabella.

Il consumo di sostanze psicotrope è un forte predittore di suicidio causato da

Predittore                       OR ag-giustato ΔOR (%)      RD (per 100.000)  pvalue

1 Consumo di sostanze               1.55      +55           +1.8                          0.02

2  Poliassunzione di

sostanze                                      1.88   +88%          +2.4                           0.01

3  Uso problematico                    2.05    +105%        +3.0                          0.01

 

L’uso di sostanze è associato significativamente al rischio di morte per overdose, fino a triplicarlo, nelle poliassunzioni , ai problemi di salute mentale, all’abbandono scolastico alla mortalità per incidenti stradali

 

L’arbitrio della Bonino contro la verità e la libertà

 

Il problema filosofico che la Bonino, come Pannella con i compagni omologhi d’ideologia non hanno mai affrontato è l’origine dell’idea della libertà democratica, idea morale istituzionale. Morale significa: verità oggettiva per il bene dell’uomo. I radicali, i “Democratici”, I verdi e la sinistra italiana,  pensano che non esista una verità oggettiva base del bene o di una falso base del male, radice ontologica delle scelte dell’uomo e che la libertà significhi “ io faccio tutto quello che mi pare e mi piace”, “ La verità è ciò che io penso e sento che sia vero”, pensiero oggi al primo punto della “Sindrome della grande fratello”,[VII] pandemia che sta distruggendo l’Occidente e l’Italia. Nel mondo medico vi sono analfabeti anche mediatici che sono contagiati.

Gli affiliati alla defunta contestano così anche la morale intrinseca dell’organismo biologico a cui dobbiamo la salute e la vita. I natural killer, cellule di prima difesa dell’organismo, identificano l’antigene di virus, batteri e cellule tumorali e se il codice non corrisponde  a quello dell’organismo le distruggono. La verità oggettiva del codice della vita permette il bene della persona. la cellula NK  fa un’azione di verifica, si muove secondo il codice della verità antigenica per la vita dell’uomo. Si tratta di una morale biologica iscritta nel corpo fondata sulla verità di un codice per la vita.

La morte della Bonino ha provocato nello stato un delirio di beatificazione di una personalità necrofila e necrofora, chiaramente tormentata da sensi di colpa inconsci e viziata dall’onnipotenza del potere delle tenebre. La sua azione umanitaria come commissario UE per gli aiuti umanitari, a favore dei bambini africani, è interpretabile  come tentativo riparativo dei propri sensi di colpa per avere ucciso decine di esseri umani nelle prime fasi della vita.

Viene ricordata come apostola dei “diritti civili”. Ci si domanda se il diritto ad uccidere chi non si può difendere, (aborto-eutanasia) , a consentire che un minore in difficoltà o non in difficoltà psicologiche possa drogarsi siano diritti espressione di una civiltà o di un degrado destruente la civiltà e la democrazia, che dovrebbe essere fondata sulla verità per il bene dell’uomo, che non è riducibile all’arbitrio del singolo individuo, contagiato dalla Sindrome del Grande Fratello.

E’ un atto ” democratico” che tutela la libertà individuale il sopprimere la vita di un essere umano  o favorire che soggetti in evoluzione psicologica diventino schiavi della droga ?

Per questi motivi il minuto di silenzio in Senato, con applausi, i funerali di stato, con il corollario della frase del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “ Un punto di riferimento” (fatto incredibile ma non sorprendente )   sono espressione di un degrado incivile della Repubblica Italiana, un oblio della Costituzione che tutela salute e quindi la vita dei cittadini italiani di ogni età, da parte di chi dovrebbe difenderla.

Il divorzio, di cui la Bonino è stata un apostola, andrebbe ridiscusso per i suoi effetti destruenti. Oggi il matrimonio ha perso quel criterio d’indissolubilità che prima di questa legge esisteva per effetto della cultura cristiana. La legge oggi andrebbe rivista ponendo dei limiti per creare una maggiore responsabilità in chi si unisce in matrimonio. Oggi infatti il tasso delle rotture matrimoniali è altissimo  nel 2022 era ca 1 su due ( il 48,9%) ; nel 2000 una su 20. Il divorzio e prima la separazione a mio parere andrebbero proibiti-se non per cause gravi tipo violenza domestica-consumo di droga etc. quando vi siano figli minori, che attualmente non sono tutelati.

Il problema centrale è la lesione psicologica di 1.200.000 minori figli di coppie separate, ( il 14% dei minori  8.600.000)[VIII] un danno enorme per il tessuto sociale per le conseguenze psicologiche e comportamentali.

Le cause maggiori della separazione sono in ordine gerarchico  1 incomunicabilità  e conflitti   (prevenibile) 2 l’infedeltà 3 stress economico 4. Violenza domestica e abusi 5. Dipendenze e problemi di salute mentale 6. Differenze di ruoli  e aspettative di genere 7 disaccordo sull’educazione dei figli 8 insoddisfazione affettiva e perdita d’intimità 9 canbiamenti di valori e crescita personale divergente 10 alrre cause es: immigrazione, problemi legali, differenze culturali).

La separazione non è già un diritto civile ?

Dato che la Costituzione tutela il diritto alla salute e al sano sviluppo dei minori, (art. 30-31-32) la separazione e il divorzio  oggi appaiono anti-costituzionali, quando vi siano figli minori in quanto i minori sono danneggiati, escludendo alcune condizioni.

E’ evidente, da un punto di vista psicodinamico che questo incide negativamente sul desiderio matrimoniale dei figli di coppie separate e sulla natalità.

Studi longitudinali mostrano che i figli di genitori divorziati hanno una probabilità inferiore di contrarre matrimonio rispetto ai figli di genitori stabili. L’entità varia: alcuni lavori stimano riduzioni relative della probabilità di matrimonio dell’ordine del 10–30% a seconda del campione e della fascia d’età.(IX]  [X]

La letteratura mostra una tendenza a una fecondità più bassa tra i figli di genitori separati: differenze medie possono andare da 0,1 a 0,5 figli in meno per donna nel corso della vita, variando per contesto e coorte. Alcuni studi europei trovano effetti più marcati nelle coorti nate in periodi di transizione familiare.[XI] [XII] [XIII XIV]

3 La beatificazione istituzionale della Bonino

Quali sono gli effetti sulle ragazze e i giovani della “ Pompa magna” dei funerali della Bonino, a spese dei contribuenti  che per la maggior parte non sono d’accordo ?  Fare vivere li desiderio necrofilo, schizoparanoide e autolesivo di un aborto , il drogarsi  , l’ eutanasia , il suicidio assistito, o lo stesso divorzio, come atti eroici non certamente favorisce  lo sviluppo del  paese  e la salute mentale della popolazione  .

Oggi per salute s’intende: “La scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana”

L’eredita della Bonino, che abolisce il paradigma della verità oggettiva in favore dell’arbitrio individuale, fatto passare,  come libertà democratica e diritti civili,  ha favorito la “scelta delle possibilità vere per essere la migliore persona umana” o invece appare con un’ombra tenebrosa basata sul falso cioè una falsa libertà, l’arbitrio  che danneggia grandemente l?Italia e la sua popolazione.

La Democrazia deve essere fondata sull ‘”alecrazia”(potere della verità”, altrimenti se 1000 psicopatici e immaturi hanno la maggioranza politica il paese è condannato e  un governo guidato da personalità ignoranti e necrofore,  porta la nave ad affondare. Per questo è necessario che chi vota guardi bene la statura culturale e morale di chi chiede uno stipendio di 13.000.000 euro al mese per amministrare la cosa pubblica. Lo sguardo primario deve essere volto alla politica nei confronti della maternità e i minori e i giovani, il futuro del paese che oggi, come ieri, non esiste in  minima parte.

Le tenebre sulla vera libertà, fondata sulla verità e il bene dell’uomo, rappresentate dalla defunta politica,  lasciano per eredità una falsa dignità dell’uomo, senza il paradigma della verità oggettiva per il bene, la cui motivazione profonda appare essere il desiderio di morte e il trionfo dell’istinto di morte.

L’aspetto più deteriore dei valori di questa ex- abile politica,  è stato il suo essere costante untrice della “Sindrome del Grande Fratello”, di una pandemia che ha danneggiato 5 milioni di donne e milioni di adolescenti e giovani.

Oggi al contrario è necessario che uomini di vera cultura si uniscano per combattere il degrado in cui è caduta l’Italia in in un Europa che è stata capace di votare a favore dell’inserimento dell’aborto come diritto costituzionale, fatto avvenuto in Francia su proposta di Macron, denunciato alla Corte penale internazionale  .

Un’  Europa che ha multato e ha tolto finanziamenti all’Ungheria rea di avere proibito la propaganda LCBT nelle scuole  e che mostra così un’azione politica che vuole essere superiore alle sovranità nazionali, può solo essere di danno se  non torna alla sua vocazione solo di comunità d’interessi.

Questo è il vero motivo delle vocazione europeista della defunta, che vedeva la possibilità di poteri politici sempre più lontani dalla verità di una vera civiltà per il bene dell’uomo e lo” sviluppo integrale della persona”, capaci di violare le lementari libertà civili e democratiche, come il diritto a vedere la luce  dopo l’uscita dal ventre materno.

Papa Francesco, nel commiatarsi dalla visita evangelica alla Bonino, malata, ha detto una grande verità: ” Tenga duro, l’erba cattiva non muore mai”

E’ invece nostro compito e dovere, prima di tutto dei medici e degli infermieri ma di tutti gli uomini e donne veri, vere e giusti, avere il coraggio e la responsabilità di estirpare l’erba cattiva perché il grano fertile e gli alberi da frutto crescano. Questo significa all’atto di voto identificare la cultura . valori morali e maturità affettiva  di chi chiede di essere scelto per amministrare la cosa pubblica (Res Publica)

La persona infatti determina i suoi atti e l’essere viene prima del fare.

L’unica possibile commemorazione che vedo per la Bonino è la dispersione delle ceneri su qualche camera di sterminio ginecologico o di suicidio assistito,  o su qualche tomba di giovane morto per droga, ( a spese private) e una preghiera perché Il Signore  perdoni quest’anima triste, con una giusta pena.

Manca solo, come ciliegina sulla torta della beatificazione istituzionale l’omelia del cardinale Zuppi , presidente della CEI ! Fortunatamente la pompa magna è stata laica.

Il Senato comunque potrebbe fare un cippo marmoreo dedicato alla defunta: “A colei che ha lottato con successo per introdurre in Italia  il diritto civile di uccidere a spese dello stato”.

 

[I]  Rettore dell’Università Ambrosiana, Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza, President of the World Societi of Person-Cntered Medicine – President of the World Health Committee.

 

[II] Brera G R. .  L’interruzione omicida della maternità: una catastrofe personale, psico-sociale ed intergenerazionale.     Estratto da : Giuseppe R Brera  Il tempo di Ulisse e il tempo di Penelope. Edizioni Università Ambrosiama 2004

 

[III] Brera G R   La scelta di abortire: motivazioni e sequele psichiche. Edizioni Amici per la vita, 1982

 

IV °Gissler M, Hemminki E, Lonnqvist J. Suicides after pregnancy in Finland, 1987-94: register linkage study. BMJ. 1996 Dec 7;313(7070):1431-4

V* Reardon DC, Cougle JR, Rue VM, Shuping MW, Coleman PK, Ney PG. Psychiatric admissions of low-income women following abortion and childbirth CMAJ. 2003 May 13;168(10):1253-6.

VI  Brera GR  Psicoanalisi della guerra Ucraina-Russia. Milano Editoria Università Ambrosiaba. 2024

[ViI°]Brera G.R   La sindrome del Grande Fratello e i magnifici sette. Come essere genitori in un tempo difficile. Milano; Edizioni dell’Università Ambrosiana. 2024

[VIII] Dati ITAT 2022

 

[IX]Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza. Rapporto 2025 sullo stato di salute dei giovani italiani. Edizioni Università Ambrosiana 2026. (in stampa)

 

[X] Amato PR, DeBoer DD. The transmission of divorce and marital instability across generations: a meta‑analysis. J Marriage Fam. 2001;63(3):1038–1050. doi:10.1111/j.1741-3737.2001.01038.x.

 

[XI] Amato PR. The consequences of divorce for adults and children. J Marriage Fam. 2000;62(4):1269–1287. doi:10.1111/j.1741-3737.2000.01269.x.

 

[XII) McLanahan S, Percheski C. Family structure and the reproduction of inequalities. Annu Rev Sociol. 2008;34:257–276. doi:10.1146/annurev.soc.34.040507.134549.

 

[XIII] Kiernan KE. The legacy of parental separation: Social, economic and demographic consequences for children in Britain. Popul Trends. 1992;(68):1–10. (review/empirical synthesis) doi:10.2307/2979186.

 

[XIV] Perelli‑Harris B, Styrc M. The role of parental separation in shaping young adults’ partnership and fertility trajectories in Europe. Demogr Res. 2018;38:1–30. doi:10.4054/DemRes.2018.38.1.

 

 

 

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla persona

Apprendimento, allostasi e salute nell’adolescenza a scuola: la svolta della medicina e della pedagogia centrate sulla personaa

Vito Galanteb

Abstract

This research report explores the systemic convergence between academic learning, allostatic regulation, and adolescent health through the conceptual lens of Person-Centered Medicine (PCM) and relational epigenetics. Developed at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University, this interactionist-teleonomic paradigm overcomes clinical and educational fragmentation by treating the adolescent as an indissoluble unity of body, mind, and spirit. Guided by the Health Relativity Theory, formalized through the equation HP= K(IqxCq), the report evaluates how chronic academic anxiety and adverse educational environments act as primary drivers of brain entropy and high allostatic load. This stress-induced state triggers profound psychoneuroendocrineimmunological (PNEI) dysregulation, leading to HPA-axis blunting, elevated inflammatory biomarkers (such as hepcidin and IL-6), prefrontal-limbic disconnect, and cognitive shutdown. Conversely, pedagogical practices modeled on empathy, relational quality, and “intellectual charity” promote cortical synaptic plasticity, reducing neural entropy and converting distress into eustress. The report synthesizes the clinical validation of the Person-Centered Clinical Method (PCCM)—which shows a 95% improvement in patient comprehension and a 70% reduction in unnecessary diagnostic costs—and underscores the implementation of kairological medical counseling and creative parenting as essential maieutic tools to foster adolescent resilience and preserve developmental trajectories.

Keywords

Adolescence, Person-Centered Medicine, School Stress, Allostatic Load, Psychoneuroendocrineimmunology, Epigenetics, Brain Entropy, Kairological Counselling.

Epistemologia della complessità e superamento del riduzionismo biomedico

La scienza medica contemporanea e i sistemi educativi istituzionali si trovano dinanzi a una profonda frammentazione epistemologica che separa fittiziamente i parametri biologici dello sviluppo umano dall’attività cognitiva, simbolica e spirituale dell’adolescente1. Storicamente, a partire dal positivismo ottocentesco di Claude Bernard, la medicina ha ridotto la propria clinica a una mera riparazione di ingranaggi molecolari isolati, relegando la salute a una misura statica di assenza di sintomi fisici1. Allo stesso modo, la pedagogia tradizionale ha spesso trattato lo studente come un ricettore passivo di nozioni da quantificare attraverso misurazioni standardizzate della performance1. Questo dualismo cartesiano ha generato una grave cecità clinica e metodologica, impedendo di comprendere come la qualità dell’ambiente di apprendimento scolastico influenzi direttamente la biologia dello sviluppo e, viceversa, come l’equilibrio fisiologico determini le capacità cognitive superiori1.

Per superare tale frammentazione, la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, fondata e diretta da Giuseppe R. Brera, ha introdotto a partire dal 1998 il paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (PCM)1. Questo modello scientifico propone una vera e propria inversione ontologica basata sull’assioma Sum ergo cogito (Sono, dunque penso), riaffermando il primato dell’essere e del significato biologico sull’attività puramente strumentale e cognitiva1. La salute viene ridefinita come un processo indeterministico e semiologico di adattamento creativo, inteso come la scelta consapevole delle vere possibilità per essere la migliore persona umana1.

All’interno di questo scenario di rinnovamento scientifico si inserisce l’attività clinica e accademica del Prof. Vito Galante, il cui contributo all’adolescentologia clinica e alla pedagogia relazionale ha ricevuto una consacrazione internazionale nel 2025 ad Assisi con il conferimento del Premio Internazionale di Adolescentologia “Leroy Travis”1. Attraverso la direzione di due avanzati poli di ricerca — il Laboratorio in Counselling medico dell’adolescente presso l’ateneo milanese e il Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori — il Prof. Galante coordina network scientifici nazionali ed europei mirati a dimostrare l’interconnessione profonda tra relazioni educative, stabilità biologica ed espressione epigenetica nello studente adolescente1. Il paradigma si fonda sul superamento dell’imperialismo bio-tecnologico a favore del sistema Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E, Subjectivity-Biology-Environment), in cui l’adolescente è concepito come un sistema aperto e teleonomico, ossia orientato naturalmente verso la ricerca oggettiva di significato, verità, amore e bellezza1.

La Teoria della Relatività della Salute e l’ermeneutica kairologica dello sviluppo

Il fondamento scientifico e matematico di questo modello interazionista è rappresentato dalla Teoria della Relatività della Salute (HRT, Health Relativity Theory)1. La HRT demolisce la concezione deterministica lineare secondo cui la reazione biologica a uno stressore sia fissa e universale, dimostrando che l’impatto di qualsiasi stimolo ambientale è relativo alla qualità dei processi interpretativi e delle risposte decisionali del soggetto1. L’equazione fondamentale che formalizza la probabilità di salute (Hp) di un individuo è espressa come:

All’interno di questo formalismo matematico indeterministico, ciascuna variabile assume una precisa connotazione clinica ed esistenziale1:

Hp=k( Iq x Cq)

  • Hp (Probabilità di Salute): Rappresenta la risultante dinamica della resilienza allostatica e della stabilità sistemica dell’organismo di fronte alle perturbazioni esterne e interne1.
  • K (Costante Kairologica): Descrive la costante antropologica che esprime l’intrinseca domanda di senso e trascendenza caratteristica della natura umana1. Tale costante acquisisce la sua massima espressione nell’adolescenza, intesa come il tempo propizio (Kairos) in cui le domande sul significato dell’essere diventano determinanti per la salute stessa1.
  • Iq (Qualità dell’Interpretazione): Misura l’efficacia del filtro simbolico, cognitivo ed emotivo applicato dal soggetto agli stimoli ambientali (comprese le sfide didattiche, le valutazioni scolastiche e le relazioni con docenti e pari)1.
  • Cq (Qualità delle Scelte o del Coping): Indica il livello di libertà e responsabilità con cui l’adolescente seleziona le proprie risposte comportamentali e i propri stili di vita biologici1.

La teoria permette di distinguere la probabilità di attivazione dei processi di resilienza allostatica (Hpa) da quelli che inducono vulnerabilità biologica e patogenesi (Hpp), a seconda che l’interpretazione e il coping siano orientati in senso costruttivo o disfunzionale4:

Hpa=k( Iqa x Cqa) vs Hpp =k( Iqp x Cqp)

Durante l’adolescenza, lo studente sperimenta l’emergenza di nuove strutture logiche, affettive e noetiche, transitando attraverso specifici stati ontologici descritti dall’antropologia kairologica1.

 

Lo Sviluppo Ontologico della Persona: Dal Concetto Scolastico alla Struttura Kairologica

La scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana, attraverso i contributi del Professor Brera   e Galante, evidenzia i limiti della definizione scolastica classica di persona. La formula di Boezio, “Persona est individua substantia rationalis naturae” (la persona è sostanza individuale di natura razionale), appare oggi insufficiente e potenzialmente rischiosa sotto il profilo pedagogico e bioetico.14 Se l’ontologia della persona viene vincolata esclusivamente all’esercizio effettivo delle sue funzioni razionali o cognitive, si rischia di negare la piena dignità umana a soggetti in cui tali funzioni non sono ancora sviluppate (come i feti o i neonati), sono compromesse (come nei pazienti affetti da autismo, schizofrenia o demenza) o sono in fase terminale.

La Kairologia propone un’antropologia in cui la dignità e l’essere persona costituiscono uno statuto ontologico intrinseco, indipendente dalle capacità prestazionali o razionali del soggetto. Lo sviluppo della natura umana viene così ripartito in tre stati ontologici fondamentali:

Il Primo Stato Ontologico: L’Essere Persona

Sussiste dal concepimento all’adolescenza È uno stato ontologico passivo, ricevuto come dono biologico ed esistenziale. In questa fase, la relazione con l’ambiente e con le figure genitoriali è governata dalla “comunicazione”. Sotto il profilo kairologico, la comunicazione si attesta a un livello puramente informativo e adattivo, finalizzato alla sopravvivenza e all’evoluzione biologica (si pensi al rapporto feto-madre o neonato-genitore) Sebbene gratificante e necessaria, la comunicazione non costituisce ancora una “relazione umana” autentica, poiché il bambino non possiede la consapevolezza cognitiva e affettiva necessaria per stabilire un rapporto paritario fondato sulla reciprocità dell’alterità10.

Il Secondo Stato Ontologico: La Possibilità di Essere una Persona Umana (Self-possible)

Si manifesta con l’avvento dell’adolescenza, definita come il tempo del kairos. L’adolescente acquisisce l’autocoscienza e la capacità di stabilire una polarità relazionale consapevole tra un “Io” e un “Tu”. Le facoltà superiori dell’intelligenza e della volontà si aprono alla ricerca di una libertà naturale che richiede una scelta responsabile tra le diverse possibilità di desideri, intenzioni e comportamenti. Questo passaggio genera un intenso “pathos ontologico”, una tensione drammatica tra le possibilità infinite percepite dal soggetto e i limiti oggettivi imposti dalla realtà. Il Self-possible solleva la questione del significato dell’esistenza, condensata nella domanda socratica “Ti esti?” (Che cos’è la verità? Cos’è l’amore? Cos’è la bellezza?), una domanda la cui risposta eccede le sole capacità della ragione umana.

Il Terzo Stato Ontologico: Lo Stato Ontologico Reale (Self-real)

Rappresenta la piena realizzazione del Self-possible attraverso l’adesione al Self-ideal. Il Self-ideal (Sé-ideale) non deve essere confuso con l’”ideale dell’Io” della psicoanalisi freudiana, il quale è un mero strumento di adattamento psicologico orientabile indifferentemente verso dinamiche di vita o di morte. Il Self-ideal è invece una costante naturale, un’attrazione innata inscritta nella natura umana verso la verità assoluta, l’amore disinteressato e la bellezza contemplativa. Il Self-real si compie quando l’adolescente, attraverso scelte libere, mature e conformi al bene oggettivo, ordina il proprio mondo interiore ed esterno, realizzando la propria dignità e libertà personale.

Dimensione Relazionale Comunicazione (Primo Stato) Relazione Umana (Secondo e Terzo Stato)
Finalità Principale Sopravvivenza, adattamento evolutivo, gratificazione immediata dell’intenzione10. Realizzazione della dignità, della libertà e della reciprocità affettiva7.
Livello di Consapevolezza Informativo, pre-riflessivo, centrato sui bisogni primari del soggetto10. Autocosciente, aperto alla polarità Io-Tu e alla trascendenza7.
Meccanismo di Chiusura Si esaurisce con il soddisfacimento del bisogno biologico o informativo10. Processo continuo, dinamico e aperto all’infinito del significato9.
Soggetti Coinvolti Comune a tutti gli esseri animati ed elementi energetici10. Esclusiva dell’essere umano capace di intenzionalità etica7.

Questa transizione evolutiva non è una mera successione cronologica (Chronos), ma un percorso di progressiva unificazione della personalità, schematizzato nella tabella sottostante1.

Stato Ontologico Dimensione Temporale ed Esistenziale Strutture Coinvolte Obiettivo Teleonomico Implicazione Scolastica
Essere Persona (Being a Person) Statico-strutturale, permanente dal concepimento alla morte naturale1. Dignità intrinseca, potenziale ontologico, unità corpo-mente-spirito1. Preservazione e riconoscimento incondizionato del valore intrinseco del giovane1. Rifiuto della riduzione dello studente a mero numero o performance valutativa1.
Il Sé Possibile (Self-possible) Dinamico-potenziale, si attiva con vigore durante l’adolescenza1. Intelligenza, volontà, tensione ideale, polarità relazionale Io-Tu1. Esplorazione delle possibilità esistenziali guidata dal Sé Ideale (Verità, Amore, Bellezza)1. Sostegno alla scoperta dei propri talenti e della propria vocazione personale1.
Il Sé Reale (Self-real) Storico-esistenziale, frutto delle scelte nel tempo propizio (Kairos)1. Scelte etiche concrete, stili di vita responsabili, coping orientato ai valori1. Traduzione delle potenzialità in comportamenti reali protettivi della salute1. Sviluppo della responsabilità individuale e della resilienza scolastica1.

Fisiopatologia dello stress scolastico: allostasi, entropia cerebrale e dinamiche PNEI

L’impatto biologico delle dinamiche scolastiche sull’adolescente trova una spiegazione scientifica nel passaggio dal concetto classico di omeostasi a quello di allostasi, formulato da Peter Sterling e Joseph Eyer1. Mentre l’omeostasi mira a mantenere i parametri biologici fissi attraverso risposte reattive, l’allostasi descrive un sistema di regolazione predittiva coordinato dal cervello, che adatta i parametri fisiologici anticipando le richieste ambientali future1. Quando lo studente affronta le sfide quotidiane della scuola in un clima di fiducia ed empatia, l’attivazione transitoria dei mediatori dello stress (asse HPA e sistema simpatico) si traduce in eustress, promuovendo la plasticità sinaptica, l’attenzione e la focalizzazione cognitiva senza costi biologici significativi1.

Al contrario, l’esposizione cronica a pressioni valutative esasperate, l’ansia da interrogazione costante, l’isolamento sociale o un clima didattico alienante generano un persistente sovraccarico allostatico (allostatic overload)1. In questo stato, il cervello valuta l’ambiente scolastico come una minaccia continua per l’integrità del Sé, innescando una secrezione prolungata del fattore di rilascio della corticotropina (CRF) e un’iperattivazione dell’amigdala1. L’ipercortisolemia cronica e la persistente stimolazione adrenergica provocano una downregulation dei recettori dei glucocorticoidi a livello ippocampale, determinando l’atrofia dendritica nelle aree deputate alla memoria consolidata e bloccando la sintesi del fattore neurotrofico cerebrale (BDNF)1. Questo fenomeno biologico, noto come spegnimento cognitivo, riduce drasticamente l’efficienza sinaptica e si associa a un incremento dell’entropia cerebrale, ovvero a uno stato di disordine informativo e sovraccarico energetico all’interno delle reti neurali1.

A livello molecolare, la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) descrive come questa attivazione allostatica disfunzionale si traduca in uno stato flogistico sistemico di basso grado1. Lo stress allostatico cronico induce una upregulation del fattore di trascrizione NF-kB, stimolando la sintesi di citochine pro-infiammatorie (come l’interleuchina 6, IL-6, e il fattore di necrosi tumorale alfa, TNF-α) e deprimendo la risposta immunitaria cellulo-mediata3. In aggiunta, studi condotti su adolescenti esposti a stress cronico indicano che elevati carichi allostatici correlano con un incremento della sintesi di epcidina, l’ormone regolatore del ferro sensibile agli stati infiammatori1. L’innalzamento dell’epcidina provoca un sequestro intracellulare del ferro e un’anemia funzionale, compromettendo l’ossigenazione cerebrale e aggravando l’astenia cognitiva dello studente1.

 

Parametro Fisiologico / Biomarcatore Stato sotto Carico Allostatico (Ambiente Performante e Alienante) Stato sotto Modulazione Protettiva (Apprendimento Centrato sulla Persona) Conseguenza Clinica e Cognitiva sullo Studente
Cortisolo Salivare Curva circadiana appiattita o iperproduzione cronica diurna1. Ritmo circadiano fisiologico conservato (picco mattutino, calo serale)3. Stabilizzazione del tono dell’umore, miglioramento della qualità del sonno e della concentrazione3.
Asse Oppioide-Surrenalico Iperattivato con persistente rilascio di catecolamine e cortisolo1. Inibito o attivato esclusivamente in modo acuto e transitorio1. Vasocostrizione periferica, ipertensione subclinica, immunosoppressione, ansia1.
Asse Cannabinoide-Pineale Inibito, con drastico calo della secrezione notturna di melatonina1. Attivato da relazioni empatiche e percezione di significato esistenziale1. Immunostimolazione, connettività prefrontale-limbica ottimale, effetto ansiolitico naturale1.
Epcidina Sierica Significativamente elevata a causa dell’attivazione flogistica (IL-6)1. Mantenuta entro i range di omeostasi metabolica basale1. Prevenzione dell’anemia funzionale e dell’astenia cognitiva da carenza di ferro biodisponibile1.
Proteina C-Reattiva (CRP) e IL-6 Elevate, espressione di neuroinfiammazione e infiammazione sistemica di basso grado1. Ridotte, a testimonianza di una bassa carica flogistica sistemica1. Protezione della plasticità sinaptica, riduzione del rischio di disturbi depressivi e somatizzazioni1.
Lunghezza dei Telomeri Accorciamento telomerico accelerato dovuto a stress ossidativo ed etico1. Preservazione dell’integrità telomerica e della stabilità genomica1. Prevenzione dell’invecchiamento cellulare precoce e rafforzamento della resilienza biologica1.

Epigenetica relazionale e riprogrammazione cellulare nell’ambiente educativo

La transizione dal distress biologico all’eustress trova una solida validazione scientifica nelle scoperte sull’epigenetica relazionale e morale, discipline che documentano come le interazioni affettive e i vissuti simbolici siano in grado di modificare la metilazione del DNA e la conformazione cromatinica, regolando l’espressione genica senza alterare la sequenza primaria del genoma2. Nel contesto scolastico, il clima della classe e la sintonizzazione empatica del docente agiscono come veri e propri modulatori epigenetici2. Relazioni positive fondate sulla fiducia riducono la trascrizione di geni pro-infiammatori e attivano pathway epigenetici associati alla resilienza psicofisiologica2.

Questo processo di modulazione biologica si ricollega alle ricerche di Piermario Biava riguardanti la riprogrammazione epigenetica cellulare attraverso i fattori di differenziazione delle cellule staminali embrionali3. Le scoperte di Biava dimostrano che l’organismo possiede codici regolatori epigenetici sensibili ai segnali microambientali e informativi esterni, in grado di riorientare il destino cellulare e contrastare i processi di degenerazione e invecchiamento3. All’interno del sistema integrato Soggettività-Biologia-Ambiente (S-B-E), la qualità delle relazioni educative e familiari funge da segnale bio-informativo epigenetico, stabilizzando la telomerasi e mantenendo l’integrità dei telomeri, la cui lunghezza costituisce una misura quantitativa dell’impatto della qualità della vita sulla stabilità genomica del giovane3.

L’efficacia biologica di contesti educativi ecologici è emersa chiaramente anche dallo studio empirico condotto da Dettweiler e colleghi sulla regolazione allostatica nell’apprendimento all’aperto (outdoor schooling). L’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (HRV), valutata mediante l’indice RMSSD (che riflette l’attività parasimpatica e il tono vagale), ha rivelato che lo svolgimento delle lezioni in ambienti naturali favorisce una sintonizzazione autonomica ottimale. Questa condizione, definita come “mobilitazione senza destabilizzazione”, permette un incremento dell’attenzione focalizzata associato a un’elevata variabilità cardiaca e a una drastica riduzione del cortisolo libero, confermando come la riconfigurazione dello spazio didattico e la qualità delle interazioni ambientali modulino direttamente la risposta PNEI dello studente15.

La Pedagogia Centrata sulla Persona e il Metodo Kairos

Il superamento del distress scolastico richiede una profonda critica ai modelli educativi basati esclusivamente sul condizionamento comportamentale e sulla pressione valutativa quantitativa, dinamiche che Giuseppe R. Brera definisce come “Skinnerizzazione” della scuola e della società1. Questo approccio riduzionista, mutuato dal comportamentismo di B.F. Skinner, tratta l’allievo come un organismo puramente reattivo da addestrare attraverso rinforzi esterni e punizioni, spegnendo il necessario conflitto interiore e riducendo l’adolescente alla condizione di “bruto” descritta da Dante Alighieri nel Canto XXVI dell’Inferno1. La vera nobiltà dell’essere umano risiede invece nella tensione teleonomica verso la virtù e la conoscenza (virtute e canoscenza), un’aspirazione che non può essere sottomessa a logiche di mercato o a performance standardizzate1.

La Pedagogia Centrata sulla Persona si propone di superare la Skinnerizzazione attraverso l’applicazione del “Programma Scuola-Salute” e del “Metodo Kairos”, concepiti per educare il desiderio profondo del giovane anziché reprimerlo o manipolarlo1. La traduzione operativa dei principi della Kairologia in ambito educativo si realizza attraverso il “Programma Kairos” (Kairos Method), ideato da Brera nel 1993 come modello di educazione alla salute e alla creatività per gli adolescenti, successivamente integrato nei curricula di formazione della scuola medica di Milano dell’Università Ambrosiana. Il metodo si distanzia dai programmi tradizionali di prevenzione sanitaria, spesso improntati a un moralismo igienista o a un mero approccio patocentrico. Il Programma Kairos postula che la prevenzione delle condotte a rischio e la promozione della salute si realizzino attraverso l’educazione dei desideri autentici dell’adolescente, aiutandolo a trascendere i bisogni effimeri e consumistici che ne frammentano la personalità.

Vito Galante ha integrato cinque criteri pedagogici fondamentali per l’educazione del desiderio (Parisi,2019)16 e lo sviluppo della resilienza nell’ ossatura applicativa del Programma Kairos all’interno delle scuole e delle istituzioni educative, ciascuno associato a precisi meccanismi d’azione kairologica e a risposte biologiche misurabili nell’adolescente1

 

Criterio Pedagogico Declinazione Operativa (Scuola e Famiglia) Meccanismo d’Azione Kairologico Risposta Neuro-Endocrina ed Epigenetica
1. L’esperienza di essere desiderato Accoglienza incondizionata dello studente nella sua interezza, indipendente dalle performance o dai risultati didattici1. Consolidamento della sicurezza ontologica primaria e dell’identità; apertura al dono di sé1. Stimolazione della via dell’ossitocina, attivazione dei circuiti dopaminergici del reward e riduzione del cortisolo basale1.
2. L’accettazione del limite Valorizzazione del limite (fisico, cognitivo, morale) come confine protettivo e stimolo per l’alleanza con l’altro1. Superamento dell’illusione di onnipotenza infantile; interiorizzazione del senso di responsabilità e del dovere1. Riduzione dello stress etico e della frustrazione cronica; stabilizzazione della reattività dell’asse HPA1.
3. Il passo indietro dell’educatore Pratica del disimpegno strategico (stepping back) per concedere autonomia decisionale all’adolescente1. Transizione dalla dipendenza infantile alla libertà etica e alla scelta responsabile (Self-possible)1. Facilitazione dei processi di mielinizzazione sinaptica e potenziamento della connettività prefrontale-limbica1.
4. La pedagogia del silenzio Programmazione di spazi di silenzio e disconnessione attiva dai dispositivi tecnologici durante l’orario scolastico1. Interruzione dell’iperstimolazione digitale; stimolazione dell’introspezione e della riflessione profonda1. Riduzione della stimolazione adrenergica e incremento significativo della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)1.
5. L’abbraccio della promessa Presentazione dell’offerta formativa scolastica come consegna di una promessa di felicità, verità e bellezza futura1. Risignificazione delle crisi e dei fallimenti temporanei come kairoi opportuni per edificare la resilienza1. Ottimizzazione della regolazione allostatica; attivazione di pathway epigenetici anti-infiammatori sistemici1.

La cooperazione sinergica tra scuola e famiglia si rivela imprescindibile per l’attivazione di questi criteri1. Il “genitore ottimale”, formato attraverso i laboratori di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori, funge da modello positivo e base sicura, supportando l’adolescente nella costruzione del proprio orientamento temporale e spaziale1. Questa interazione tra la natura biologica dell’allievo (la “farina”) e la guida relazionale dell’educatore (il “lievito”) permette lo sviluppo armonico della soggettività giovanile, prevenendo l’insorgenza di risposte allostatiche distruttive1.

Il Decalogo dell’Adolescentologo come codice operativo e biologico

La traduzione clinica della Medicina Centrata sulla Persona nell’interazione con il giovane paziente è governata dal “Decalogo dell’Adolescentologo”, formulato originariamente da Giuseppe R. Brera nel 1989 e successivamente implementato e validato nella prassi scientifica dal Prof. Vito Galante e dalla Prof.ssa Mariangela Porta1. Questo strumento metodologico e deontologico impone al medico e al pedagogista una vera e propria inversione clinica, richiedendo di indagare in primo luogo le risorse di salute, i talenti e i fattori protettivi dell’adolescente prima di procedere alla valutazione nosografica delle sue patologie o disfunzioni3. Il Decalogo riconosce che l’adolescente esprime, attraverso la vulnerabilità del proprio corpo (cefalee tensive, disturbi alimentari, somatizzazioni), una profonda richiesta di essere ascoltato e creduto da figure di riferimento autorevoli1.

 

Principio del Decalogo Rilevanza Clinica e Relazionale Meccanismo Fisiopatologico Sottostante Modulazione PNEI e Allostatica
1) Saper ascoltare Esclude le pressioni ideologiche del medico e dei genitori, accogliendo il non-detto, il linguaggio analogico e il vissuto noetico1. Sospensione fenomenologica dell’ansia diagnostica immediata (Clinical Epoché)3. Riduzione dell’iperattività dell’amigdala e della secrezione di CRF indotta dallo stato di minaccia esistenziale1.
2) Essere accettante, comprensivo e autorevole Fornisce all’adolescente un limite sicuro contro cui confrontarsi per proiettare il proprio “Io ideale”3. Stabilità epistemologica e morale del clinico come punto d’appoggio relazionale stazionario3. Riduzione del carico allostatico mediata dalla sintonizzazione intersoggettiva e dalla sicurezza percepita1.
3) Saper aspettare con pazienza Rispetta i movimenti di crescita dell’adolescente senza imporre il contatto terapeutico in modo intrusivo3. Tolleranza della stasi clinica e del silenzio come spazio necessario per l’elaborazione interna3. Prevenzione delle risposte allostatiche difensive e delle resistenze somatiche indotte da forzature esterne1.
4) Non farsi manipolare né sostituirsi nelle scelte Rifiuta qualsiasi manipolazione affettiva del giovane, responsabilizzandolo nelle decisioni non strettamente mediche3. Definizione rigorosa dei limiti professionali del setting clinico centrato sulla persona3. Mielinizzazione delle aree prefrontali coinvolte nei processi di decision-making autonomo1.
5) Lasciare spazio alla domanda di senso Accoglie la domanda di verità, amore e bellezza dell’adolescente senza scivolare nel moralismo dogmatico3. Integrazione maieutica della dimensione spirituale all’interno del percorso di salute3. Attivazione dell’asse cannabinoide-pineale, stimolazione della sintesi di melatonina e indoli protettivi1.
6) Gestire le richieste affettive (transfert) Riconosce il bisogno affettivo dell’adolescente senza diventarne attore o instaurare dipendenze disfunzionali3. Interpretazione e delimitazione cosciente delle proiezioni emotive del paziente sul clinico3. Stabilizzazione del tono vagale e regolazione della variabilità della frequenza cardiaca (HRV)3.
7) Integrare i genitori rispettando la privacy Crea spazi di ascolto confidenziali per il giovane guidando al contempo la famiglia attraverso la genitorialità creativa3. Gestione dell’alleanza terapeutica triangolare senza alimentare il conflitto generazionale3. Riduzione dello stress allostatico intrafamiliare, miglioramento del supporto sociale percepito dallo studente1.
8) Strutturare la relazione con regole chiare Stabilisce un setting relazionale invalicabile (patti chiari, amicizia lunga) a tutela del percorso di cura3. Contenimento del senso di onnipotenza narcisistica e della svalutazione del lavoro medico3. Disattivazione dei circuiti dell’ansia legati all’incertezza relazionale e al disorientamento spaziale1.
9) Saper tollerare le frustrazioni Consente al clinico di non reagire in modo punitivo di fronte a provocazioni o drop-out terapeutici dell’adolescente3. Maturità professionale che interpreta l’opposizione come dato semeiologico del travaglio identitario3. Ottimizzazione dell’allineamento cuore-cervello dell’operatore, che trasmette contenimento emotivo8.
10) Rimanere aggiornati multidisciplinarmente Impone lo studio continuo dei fenomeni evolutivi complessi e dei correlati biologici dello stress giovanile3. Comprensione di quadri clinici emergenti come la dipendenza digitale e la “Sindrome di Mercurio”3. Raccordo costante tra i progressi della biologia molecolare, dell’epigenetica e della clinica della persona3.

Il Metodo Clinico Centrato sulla Persona e l’efficacia della Diacrisi

L’operazionalizzazione clinica del paradigma della PCM avviene attraverso il Metodo Clinico Centrato sulla Persona (PCCM), una procedura strutturata che trasforma l’incontro clinico in un evento kairologico intersoggettivo1. Il fulcro metodologico del PCCM risiede nella “Diacrisi” (discernimento), termine scelto appositamente per distinguersi dalla diagnosi tradizionale, spesso ridotta a un mero etichettamento nosografico3. La Diacrisi si articola in sette fasi procedurali rigorose, guidate dalla “Clinical Epoché” (la sospensione fenomenologica delle categorizzazioni predeterminate per accogliere l’unicità del paziente)3:

  1. Generazione del Campo Antropico (ACH): Il medico instaura attivamente un’atmosfera clinica fondata su Acceptance, Comprehension, Help (Accettazione, Comprensione, Aiuto), gettando le basi della relazione maieutica3.
  2. Valutazione Empatica: Diagnosi dinamica dei canali di comunicazione analogica ed empatica per connettersi con il dolore emotivo dell’adolescente3.
  3. Inizio Interlocutorio: Spazio dedicato alla narrazione libera del problema esistenziale del giovane prima della descrizione tecnica del sintomo fisico3.
  4. Clinical Epoché: Sospensione cosciente dei giudizi nosografici per rispettare il mistero e la dignità intrinseca della persona del paziente3.
  5. Tempo Interlocutorio-Anamnestico (“Dare corpo alla parola”): Esplorazione approfondita della storia esistenziale, della qualità della vita, dei simbolismi affettivi e spirituali e delle abitudini psicofisiologiche3.
  6. Esame Fisico (“Dare parola al corpo”): Esame obiettivo integrato, in cui i segni biologici vengono interpretati anche come messaggi simbolici espressi dall’organismo del giovane3.
  7. Diagnosi della Persona (e calcolo del Cross-ratio): Sintesi tridimensionale che incrocia le risorse (strengths) e i problemi (weaknesses) del soggetto nelle tre dimensioni (corpo, mente, spirito), valutando quantitativamente il rapporto tra resilienza allostatica e fattori di rischio biologico-ambientali1.

L’efficacia e la sostenibilità del PCCM sono state rigorosamente documentate attraverso studi clinici pilota condotti su ampi campioni di adolescenti1. La tabella seguente sintetizza i risultati quantitativi raccolti sull’applicazione del metodo nei servizi di medicina generale, pediatria e specialistica dell’adolescenza1.

Indicatore di Efficacia Clinica e Organizzativa Riscontro Favorevole (%) Implicazione Clinica per lo Studente Adolescente Impatto sul Sistema Sanitario Pubblico
Comprensione globale dei problemi del paziente 95%1 Diagnosi accurata delle cause profonde del distress e superamento della somatizzazione ansiosa1. Riduzione drastica del nomadismo medico e delle consultazioni ripetute1.
Miglioramento della qualità di vita e della salute generale 75%1 Attivazione delle risorse biologiche di resilienza (asse pineale) e ripristino dell’equilibrio allostatico1. Riduzione della necessità di interventi terapeutici invasivi o cronici1.
Riduzione di esami diagnostici e prescrizioni inutili 70%1 Protezione dell’adolescente dalla medicalizzazione inappropriata e dall’ansia iatrogena1. Enorme risparmio di risorse economiche per il sistema sanitario1.
Riduzione dei ricoveri ospedalieri superflui 55%1 Prevenzione dello stress da ospedalizzazione e tutela della continuità scolastica e relazionale del giovane1. Riduzione del sovraffollamento nei reparti d’emergenza e di pediatria clinica1.
Efficacia dichiarata dai Pediatri di Libera Scelta 85%1 Intercettazione precoce delle disfunzioni allostatiche durante la transizione evolutiva all’adolescenza1. Consolidamento delle attività di prevenzione primaria sul territorio1.
Efficacia dichiarata dai Medici di Medicina Generale 100%1 Totale applicabilità del metodo nel contesto delle cure primarie e della medicina di famiglia1. Svolta epistemologica nella gestione clinica della medicina territoriale1.

I dati presentati confermano che il PCCM non rappresenta un semplice correttivo umanistico alla pratica medica, bensì una metodologia scientifica superiore in grado di massimizzare la precisione diagnostica e l’efficacia terapeutica attraverso la valorizzazione della soggettività del paziente3.

Prospettive per una riforma della sanità territoriale e conclusioni operative

Le evidenze scientifiche prodotte dalla Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana e coordinate dalle ricerche del Prof. Vito Galante dimostrano l’esistenza di un legame indissolubile tra l’apprendimento scolastico e la salute dell’adolescente, un nodo sistemico governato dalla transduzione biologica dei significati esistenziali1. La vulnerabilità biologica o, al contrario, la resilienza allostatica del giovane sono direttamente modellate dalla qualità delle relazioni interpersonali vissute a scuola e in famiglia1.

Questa consapevolezza scientifica impone una critica costruttiva alle attuali politiche sanitarie, in particolare alle riforme della sanità territoriale basate sul Decreto-Legge Schillaci e sui finanziamenti del PNRR per le Case di Comunità3. Tali riforme rischiano di condannare gli adolescenti a una invisibilità clinica e psicologica strutturale1. Senza la creazione di spazi assistenziali differenziati, autonomi e protetti dedicati specificamente all’età evolutiva — superando l’abitudine obsoleta di collocare l’adolescente nei reparti pediatrici o in quelli per adulti — le nuove strutture territoriali rischiano di configurarsi come impersonali poliambulatori prestazionali, incapaci di intercettare il grido d’aiuto espresso attraverso il linguaggio analogico del corpo del giovane1.

Per salvaguardare lo sviluppo delle future generazioni, è indispensabile attuare una riforma strutturale integrata che connetta la medicina scolastica, la pedagogia relazionale e la clinica territoriale secondo tre direttrici essenziali1:

  • Integrazione del Programma Kairos nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa (PTOF): Le istituzioni scolastiche secondarie devono adottare il Metodo Kairos come modello strutturato per la promozione della salute, superando le campagne di prevenzione standardizzate a favore di una didattica incentrata sulla valorizzazione del desiderio e sulla riduzione dell’entropia cerebrale1.
  • Formazione obbligatoria dei docenti in Epigenetica Relazionale: Istituire percorsi formativi per il personale docente finalizzati a comprendere l’impatto dei sistemi comunicativi scolastici sulla biologia dello studente, promuovendo valutazioni che non agiscano come minacce per il Sé e favorendo climi di classe cooperativi ed empatici1.
  • Diffusione capillare dei laboratori di Genitorialità Creativa: Sostenere le famiglie attraverso percorsi formativi basati sul modello dell’Accademia Genitori, offrendo ai coniugi gli strumenti per edificare un ambiente domestico sereno e ricco d’amore, in grado di agire come potente attivatore epigenetico di resilienza allostatica nell’adolescente1.

Solo attraverso questa alleanza maieutica tra una medicina della persona e una scuola della verità sarà possibile tutelare la dignità trascendente dell’adolescente, consentendogli di compiere liberamente le migliori scelte per diventare la migliore persona umana possibile1.

Bibliografia

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  11. Galante V. L’applicazione della Kairologia del Prof. Brera nell’educazione cattolica: un’analisi ontologica, epigenetica e pedagogica dello sviluppo umano [Internet]. Comitato Sanitario Nazionale; 2026 Jun 27 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/2026/06/27/lapplicazione-della-kairologia-del-prof-brera-nelleducazione-cattolica-unanalisi-ontologica-epigenetica-e-pedagogica-dello-sviluppo-umano/
  12. Galante V. Epigenetica relazionale e morale: la rivoluzione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona della Scuola Medica di Milano [Internet]. ResearchGate; 2026 Jul [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/408491470_Epigenetica_Relazionale_e_Morale_La_Rivoluzione_del_Paradigma_della_Medicina_Centrata_sulla_Persona_della_Scuola_Medica_di_Milano
  13. Università Ambrosiana News. Medicina centrata sulla persona [Archivio notizie su Internet]. Milano: Università Ambrosiana; 2026 [citato il 21 lug 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/category/medicina-centrata-sulla-persona/
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  2. ResearchGate. Modeling Physiological and Behavioral Signatures of Allostatic Stress Regulation: Preliminary Evidence from Outdoor Schooling for Adolescents at Risk. ResearchGate. 2024. Disponibile su: https://www.researchgate.net/publication/400670414_Modeling_Physiological_and_Behavioral_Signatures_of_Allostatic_Stress_Regulation_Preliminary_Evidence_from_Outdoor_Schooling_for_Adolescents_at_Risk
  3. N. Parisi, Educati al “desiderio “partendo dalla Bibbia, Alpha Omega, XXII, n.2, 2019-pp.349-359.

 

a Articolo che sviluppa la relazione tenuta il 10 Settembre 2026 in occasione della II° Videoconferenza nazionale per le scuole introduttiva a Youth Science Italy 2026- I° Settimana Italiana di Educazione alla ricerca scientifica

b Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it

 

 

 

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona

Bioetica Esistenziale e Fenomenologia del Kairos: La Vita di Madre Teresa di Calcutta alla Luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona[1]

Vito Galante[2]

Abstract

This research report provides an epistemological and bioethical analysis of the life and spiritual trajectory of Mother Teresa of Calcutta (Anjezë Gonxhe Bojaxhiu) through the theoretical framework of Kairology (Kairologia) and Person-Centered Medicine (Medicina Centrata sulla Persona), formulated by Professor Giuseppe Rodolfo Brera at the Milan School of Medicine of Ambrosiana University. By synthesizing historical-biographical data, private correspondence, and person-centered medical epistemology, this study demonstrates how Mother Teresa’s existential turning points—most notably her 1942 private vow, her 1946 “call within the call,” and her decades-long “dark night of the soul”—represent paradigmatic operationalizations of kairological teleonomy. Rather than viewing her prolonged spiritual dryness as a psychological crisis or faith deficit, kairological hermeneutics interprets it as an intense state of ontological pathos, wherein the absence of affective divine consolation is transformed through high-level existential coping into empathetic identification with the abandoned. Furthermore, her clinical and humanitarian work at Nirmal Hriday exemplifies the rejection of biomolecular reductionism and the “culture of waste,” embodying the person-centered principle that human life possesses irreducible divine value across its biological, psychological, and spiritual dimensions from conception to natural death.

Keywords

Kairology, Giuseppe R. Brera, Mother Teresa of Calcutta, Person-Centered Medicine, Teleonomy, Dark Night of the Soul, Existential Coping, Relational Epigenetics.

Introduzione e Inquadramento Epistemologico

La scienza medica contemporanea sta vivendo una trasformazione epistemologica e clinica di portata storica, caratterizzata dal progressivo superamento del riduzionismo bio-molecolare e dall’affermazione del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona (Person-Centered Medicine, PCM)1. Formulato dal Professor Giuseppe Rodolfo Brera ed elaborato scientificamente presso la Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana, questo paradigma riconsidera la natura della scienza medica a partire dal valore irriducibile della persona umana, intesa nella sua globalità psicobiologica e spirituale dal concepimento alla morte naturale1. La Medicina Centrata sulla Persona fonda le proprie basi sull’integrazione tra i risultati empirici delle scienze di base—quali la psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), la neurobiologia e l’epigenetica relazionale—e le acquisizioni fondamentali dell’antropo-analisi e della fenomenologia1.

Al centro di questo riorientamento teorico risiede la Kairologia (Kairologia), concepita da Brera nel 1993 come un’ermeneutica unificante della natura umana4. Nata originariamente dallo studio clinico e fenomenologico del pensiero simbolico dell’adolescente, la Kairologia interpreta l’essere umano come un soggetto intrinsecamente teleonomico, ossia guidato da una tendenza naturale, consapevole o inconsapevole, a realizzare la propria esistenza orientandosi verso tre vettori fondamentali: Verità, Amore e Bellezza1. La salute cessando di essere definita semplicemente come assenza oggettiva di malattia o mero equilibrio omeostatico, viene integrata nel concetto di adattamento creativo e sviluppo delle risorse soggettive, attraverso cui il singolo affronta i fattori di rischio e risponde alla domanda interiore di senso1.

L’applicazione dell’ermeneutica kairologica breriana alla biografia spirituale e all’opera assistenziale di Madre Teresa di Calcutta (1910–1997) offre un terreno di indagine di straordinaria profondità scientifica ed etica2. La rivelazione delle sue lettere private nel volume Come Be My Light ha documentato una condizione esistenziale segnata da oltre cinquant’anni di “oscurità interiore” e dolorosa aridità spirituale9. L’analisi di questo vissuto attraverso i principi della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona consente di trascendere sia le descrizioni puramente agiografiche sia le riduzioni psichiatriche o scettiche, restituendo l’immagine di un’esistenza in cui la gestione del pathos ontologico si è trasdotta in un’efficacia clinica ed assistenziale rivoluzionaria1.

La Struttura Antropologica e Psiconeurobiologica della Kairologia

Per comprendere la traiettoria esistenziale di Madre Teresa alla luce del pensiero breriano, è necessario precisare l’architettura concettuale della Kairologia e la sua articolazione nelle scienze umane e mediche1.

La dimensione fondamentale del paradigma kairologico risiede nella distinzione tra Chronos e Kairos1. Se il Chronos rappresenta la successione quantitativa e lineare del tempo misurabile, il Kairos costituisce il tempo opportuno, l’istante qualitativo ed esistenziale in cui la persona viene interpellata da una possibilità di scelta e da una domanda di significato1. Nel Kairos, il soggetto si trova immerso in una polarità relazionale consapevole tra l’Io e il Tu, chiamata a tradursi in una decisione etica e responsabile1. La sofferenza e la gioia non sono eventi casuali della biologia, ma momenti kairologici attraverso i quali la persona è messa nelle condizioni di scoprire e realizzare la propria natura ontologica1.

La Kairologia concepisce la persona come un’unità indissolubile ed interattiva di tre dimensioni dotate del medesimo valore epistemologico1:

  • Corpo: l’insieme strutturato e dinamico dei fenomeni biologici e fisiologici1.
  • Mente: il sistema dei processi simbolici, percettivi, affettivi e comportamentali1.
  • Spirito: l’apertura alla trascendenza e la naturale “domanda di significato” (meaning inquiry) dell’essere umano1.

Tali mondi non sussistono come compartimenti stagni, ma interagiscono in modo bidirezionale e teleonomico1. Nel quadro epistemologico sviluppato presso l’Università Ambrosiana, la definizione classica boeziana della persona (“persona est rationalis naturae individua substantia”) rivela evidenti limiti sia pedagogici sia bioetici4. Se il valore della persona venisse ancorato esclusivamente all’esercizio attuale delle sue capacità razionali o cognitive, si rischierebbe di escludere dalla piena dignità umana i soggetti fragili, gli adolescenti in fase di maturazione, gli ammalati terminali o gli individui in stato di grave compromissione neurologica2. La Kairologia e la Medicina Centrata sulla Persona sostengono invece che la dignità del soggetto ha una matrice trascendente ed inviolabile dal concepimento alla morte naturale, irriducibile a qualsiasi utilità economica, ideologia o dogma riduzionista1.

Dal punto di vista della fisiologia clinica e della PNEI, la Kairologia trova fondamento scientifico nella teoria della relatività indeterminata delle reazioni biologiche alla qualità del coping1. Formulata da Brera, questa teoria dimostra che la risposta dell’organismo agli eventi di vita non è determinata in modo rigido dallo stimolo esterno, ma dipende dalla qualità delle risorse di adattamento (coping) e dall’interpretazione soggettiva dell’esperienza1. L’epigenetica relazionale e morale documenta come gli stati affettivi, le relazioni interpersonali e le scelte etiche modulino l’espressione genica, l’assetto neurobiologico e il carico allostatico, fornendo la prova molecolare dell’interazione continua tra mente, corpo e spirito2.

Ermeneutica Kairologica dei Momenti di Svolta nella Vita di Madre Teresa

La vita di Anjezë Gonxhe Bojaxhiu si è articolata attraverso una serie di snodi kairologici che ne hanno definito l’orientamento teleonomico e l’impatto storico-sanitario1.

Il primo Kairos decisivo si colloca nel 1942 quando, mentre era religiosa professa nelle Suore di Loreto a Calcutta, pronunciò un voto privato segreto con il quale si impegnava in modo vincolante a non rifiutare mai nulla a Dio, scegliendo di dare sempre la risposta di massimo amore a ogni richiesta interiore9. Sotto l’aspetto kairologico, questo voto rappresenta la strutturazione primaria di un’alleanza ontologica1. Tale atto ha impresso una direzione teleonomica incrollabile alla sua vita affettiva ed intellettuale, preparando l’organismo e la psiche a sostenere il peso di prove future di eccezionale gravità1.

Il secondo e più celebre momento kairologico avvenne il 10 settembre 1946 durante un viaggio in treno verso Darjeeling, evento noto nella storiografia spirituale come la “chiamata nella chiamata” (the call within the call)9. In quell’occasione, Madre Teresa avvertì l’imperativo interiore di abbandonare la quiete del convento di Loreto per immergersi nelle macerie umane degli slums di Calcutta, mettendosi al servizio dei più poveri tra i poveri9. Le espressioni simboliche che accompagnarono questo momento—Come, be My light (“Vieni, sii la mia luce”) e il grido di Cristo sulla croce I Thirst (“Ho sete”) —costituiscono il codice semantico del suo nuovo orientamento di vita9. In termini kairologici, questo evento segna il passaggio dal tempo cronologico a una dimensione in cui la domanda di significato dello spirito riorganizza istantaneamente la mente e l’agire biologico del soggetto1.

Il terzo Kairos si concretizzò tra il 1948 e il 1950 con l’uscita dall’ordine di Loreto, l’adozione del sari bianco bordato di blu e la fondazione delle Missionarie della Carità9. L’apertura nel 1952 della casa per moribondi Nirmal Hriday a Kalighat rappresenta l’estrinsecazione clinica e comunitaria della sua visione: raccogliere gli abbandonati dalle strade per offrire loro cure mediche essenziali, igiene, sollievo dal dolore e, soprattutto, uno sguardo umano capace di restituire la consapevolezza della dignità personale negli ultimi istanti di vita2.

La tabella seguente riassume la corrispondenza tra gli eventi della biografia cronologica di Madre Teresa e le relative categorie kairologiche e teleonomiche definite dal paradigma breriano.

 

Evento Cronologico (Chronos) Momento Kairologico (Kairos) Dimensione Antropologica Prevalente Vettore Teleonomico e Meccanismo Psiconeurobiologico
1928–1941: Ingresso nelle Suore di Loreto e insegnamento a Calcutta10. Formazione dell’Io religioso e strutturazione delle risorse affettive1. Mente / Spirito1 Ricerca della Verità e orientamento ideale alla vocazione di servizio1.
1942: Voto segreto di non negare nulla a Dio9. Alleanza esistenziale e impegno ontologico incondizionato1. Spirito1 Adesione totale al Bene; pre-condizionamento etico di alto livello resiliente1.
10 Settembre 1946: Viaggio verso Darjeeling (“Chiamata nella Chiamata”)9. Rivelazione dell’urgenza missionaria (Come be My light / I Thirst)9. Spirito / Mente1 Attuazione dell’Amore in risposta alla sofferenza; ristrutturazione cognitiva e simbolica1.
1948–1950: Fondazione delle Missionarie della Carità e avvio di Nirmal Hriday2. Operazionalizzazione del modello assistenziale nei bassifondi2. Corpo / Mente / Spirito1 Riconoscimento valore assoluto della persona; neutralizzazione attiva fattori di rischio1.
1948–1997: Decenni di “Notte Oscura dello Spirito”9. Prolungato Pathos Ontologico e prova dell’aridità affettiva1. Spirito / Corpo (Carico Allostatico)1 Coping esistenziale supremo; trasduzione dell’assenza in empatia clinica e vicinanza1.

La “Notte Oscura dello Spirito”: Pathos Ontologico e Coping Esistenziale

La pubblicazione delle lettere personali indirizzate da Madre Teresa ai suoi direttori spirituali ha portato alla luce un vissuto interiore di permanente desolazione, durato quasi ininterrottamente dal 1948 fino alla sua morte9. La narrazione epistolare rivela una totale assenza di consolazione sensibile, accompagnata dall’impressione di essere rifiutata e dimenticata da Dio: “C’è così tanta oscurità nella mia anima… la fede non c’è, il vuoto e l’oscurità sono così grandi che non vedo nulla”13.

Il riduzionismo interpretativo ha tentato di catalogare questa condizione attraverso categorie inadeguate, liquidandola come una forma di depressione endogena cronica, un burnout da stress allostatico o, sul versante scettico, come la dimostrazione di una strisciante crisi di fede o ipocrisia13. Tali letture appaiono epistemologicamente fallaci poiché scompongono il dato psicologico isolandolo dal comportamento globale e dall’efficacia clinica ed esistenziale della persona1. Nonostante l’oscurità interiore, Madre Teresa ha dimostrato una straordinaria capacità organizzativa, un sorriso radioso costante nella relazione interpersonale e una fermezza decisionale priva di tentennamenti per oltre cinquant’anni11.

L’ermeneutica kairologica breriana consente di interpretare questa “notte oscura” come la forma più elevata di Pathos Ontologico1. Il pathos rappresenta la tensione drammatica che nasce dal contrasto tra i limiti dell’esistenza terrena e le possibilità aperte dalla libertà responsabile del soggetto1. In Madre Teresa, l’assenza di consolazione sensibile non ha prodotto la paralisi o il nichilismo, ma è stata convertita, mediante un coping esistenziale di livello superiore, in uno strumento di identificazione empatica con gli ultimi1.

La mancanza della percezione sensibile di Dio ha permesso a Madre Teresa di sperimentare nello spirito esattamente lo stesso vuoto, abbandono e solitudine che i malati moribondi ed emarginati di Calcutta vivevano nel corpo e nella mente1. La religiosa ha così compreso che la sua missione non consisteva soltanto nel portare aiuto materiale, ma nel condividere fino in fondo l’oscurità dei dimenticati9. Ella scrisse: “Se mai diventerò una santa, sarò sicuramente una santa dell’oscurità. Sarò continuamente assente dal Cielo per accendere la luce di coloro che sono nell’oscurità sulla terra”10.

Dal punto di vista della Medicina Centrata sulla Persona e delle neuroscienze interazioniste, l’esperienza di Madre Teresa attesta l’efficacia protettiva delle risorse di significato1. Nonostante l’esposizione a carichi allostatici ambientali e infettivi devastanti, la tenuta psicofisica della religiosa è stata garantita dalla qualità del suo coping, fondato su una risposta etica incondizionata alla domanda di senso1. Il significato attribuito alla sofferenza ha modulato la reattività biologica dell’organismo, prevenendo la dissoluzione della salute e dimostrando che lo spirito ha un’influenza causale diretta sulle dimensioni biologiche e psicologiche1.

La Prassi Assistenziale a Kalighat e l’Ermeneutica della Persona nella Scienza Medica

L’impatto dell’opera di Madre Teresa sul pensiero medico moderno risiede nella sua radicale opposizione alla “cultura dello scarto”, denunciata da Giuseppe R. Brera come una conseguenza dell’utilitarismo scientista che riduce l’uomo a bene sacrificabile o strumentale1.

Nella struttura sanitaria tecnocratica contemporanea, il malato incurabile o terminale viene frequentemente percepito come un fallimento terapeutico o un peso economico1. A Kalighat, la prassi di Madre Teresa ha capovolto questa impostazione, realizzando un modello assistenziale centrato sulla persona che anticipa l’applicazione clinica del Metodo Clinico Centrato sulla Persona (Person-Centered Clinical Method, PCCM)8. L’atto di toccare il corpo del lebbroso, di detergere le ferite dei moribondi abbandonati e di assicurare loro un ambiente di calore affettivo risponde alla necessità di curare la globalità del soggetto, riconoscendo che anche laddove la guarigione biologica (curing) non sia più possibile, la presa in carico della persona (caring) rimane un dovere etico ed epistemologico primario1.

Nella visione insegnata presso l’Università Ambrosiana, il curante non si comporta come un mero esecutore di protocolli tecnici, ma agisce quale guida maieutica2. Analogamente al ruolo svolto da Virgilio o Beatrice nel viaggio dantesco, il medico o l’operatore sanitario ha il compito di accompagnare la persona attraverso il “mare dell’incertezza” e della sofferenza, impedendo che essa soccomba alla disperazione2. Madre Teresa ha esercitato esattamente questa funzione maieutica: ponendosi di fronte al moribondo come un “Io” accogliente di fronte a un “Tu” sofferente. Le Missionarie della Carità permettono al malato di riappropriarsi della propria dignità ed ontologia, consentendogli di concludere l’esistenza terrena riconciliato con sé e con il mondo1.

Per evidenziare la portata di questo cambiamento paradigmatico, la tabella sottostante contrappone le premesse e le ricadute operative del riduzionismo bio-medico con il modello della Medicina Centrata sulla Persona di Giuseppe R. Brera e la prassi assistenziale di Madre Teresa.

 

Dimensione di Analisi Riduzionismo Meccanicista Bio-Medico Modello della Medicina Centrata sulla Persona (Brera) Prassi Assistenziale di Madre Teresa a Kalighat
Epistemologia di Fondo Riduzionista, determinista, bio-molecolare1. Interazionista, teleonomica, fenomenologica1. Personalista, evangelica, orientata al servizio relazionale1.
Concetto di Persona Organismo biologico regolato da meccanismi biochimici e genetici1. Sintesi teleonomica tridimensionale di Corpo, Mente e Spirito1. Immagine viva di Dio; valore divino irriducibile ed inviolabile1.
Definizione di Salute Assenza oggettiva di lesioni d’organo o patologia biologica1. Costruzione dinamica di fattori protettivi e adattamento creativo1. Percezione interiore di dignità, sintesi armonica e accoglienza affettiva2.
Significato della Sofferenza Anomalia o danno funzionale da eliminare o sopprimere tecnicamente1. Kairos ed opportunità ontologica per la scoperta del senso della vita1. Partecipazione al pathos della croce ed opportunità di coping supremo11.
Ruolo del Curante Tecnico specializzato riparatore di processi patologici1. Guida maieutica che supporta il paziente nell’incertezza2. Presenza empatica e servitrice, orientata alla cura integrale2.
Approccio al Moribondo Fallimento della tecnologia medica o scarto biologico ed economico2. Transizione esistenziale sacra da accompagnare con dignità1. Restituzione dell’Amore assoluto: morire sentendosi unici ed amati2.

Conclusioni Epistemologiche e Implicazioni Cliniche

L’esame della traiettoria di Madre Teresa di Calcutta alla luce della Kairologia e della Medicina Centrata sulla Persona del Professor Giuseppe Rodolfo Brera conduce a una serie di acquisizioni teoriche, bioetiche e cliniche di fondamentale rilevanza per la scienza medica contemporanea1:

  1. La Struttura Teleonomica dello Spirito e la Salute: La vita di Madre Teresa dimostra che la dimensione spirituale della persona non costituisce un semplice sovrastruttura psicologica, ma rappresenta il motore teleonomico centrale che orienta e sostiene la mente e il corpo1. La capacità di rispondere alla domanda di significato permette al soggetto di sviluppare fattori di protezione primari capaci di neutralizzare gli effetti deprimenti del carico allostatico e delle avversità ambientali1.
  2. La Trasduzione del Pathos Ontologico tramite il Coping Esistenziale: La fenomenologia della “notte oscura dello spirito” svela come l’assenza di consolazioni emotive possa essere gestita mediante un coping etico e relazionale di altissimo livello1. Trasformando la propria desolazione interiore in uno strumento di comprensione empatica della sofferenza altrui, Madre Teresa ha dimostrato che il dolore personale può diventare il Kairos per una donazione di sé clinicamente ed umanamente feconda1.
  3. Il Riorientamento Umanistico e Clinico della Formazione Medica: L’opera assistenziale svolta a Kalighat conferma la fondatezza del Manifesto della Scuola Medica di Milano dell’Università Ambrosiana1. La scienza medica moderna è chiamata a superare la frammentazione iperspecialistica e la cultura dello scarto, riappropriandosi della maieutica relazionale1. La cura della persona richiede la capacità di accostarsi al paziente integrando le evidenze biomolecolari con l’ascolto della sua esperienza soggettiva, della sua storia e della sua domanda di significato trascendente dal concepimento alla morte naturale1.

 

Bibliografia

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3.Medicina centrata sulla persona. Università Ambrosiana News [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/medicina-centrata-sulla-persona/

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7.Università Ambrosiana. Sugli adolescenti, l’adolescentologia e la medicina: domande e risposte [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/domandeerisposteadolescentologia.pdf

8.I° Webinar Nazionale di Medicina Centrata sulla Persona con il Prof. Giuseppe R. Brera. Università Ambrosiana News. 20 marzo 2026 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.universitaambrosiananews.it/2026/03/20/webinar-nazionale-di-medicina-centrata-sulla-persona/

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10.Teresa (Mother), Kolodiejchuk B, editor. Mother Teresa: come be my light: the private writings of the “Saint of Calcutta”. New York: Doubleday; 2007.

11.Boerman G. Review of Mother Teresa’s Come Be My Light. The Cresset [online]. 2008 [citato il 4 settembre 2026];71(5). Disponibile su: http://thecresset.org/2008/Trinity2008/Boerman_T2008.html

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13.Kolodiejchuk B. A reading of Mother Teresa Come Be My Light. San Francisco: Scribd [documento online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.scribd.com/document/178380957/A-READING-OF-MOTHER-TERESA-COME-BE-MY-LIGHT-BY-BRIAN-KOLODIEJCHUK

14.Person Centered Clinical Method [Archivio articoli online]. Comitato Sanitario Nazionale [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.comitatosanitarionazionale.it/category/person-centered-clinical-method/

15.Mother Teresa’s letters will help others in darkness. Georgia Bulletin [online]. 4 ottobre 2007 [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://georgiabulletin.org/news/2007/10/mother-teresas-letters-will-help-others-in-darkness/

16.Tag: Giuseppe R-Brera. Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza [online; citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.adolescentologiaonline.it/tag/giuseppe-r-brera/

17Brera GR. Informazioni sull’attività scientifica ed istituzionale del prof. Giuseppe Rodolfo Brera, Rettore dell’Università Ambrosiana [PDF online]. Milano: Università Ambrosiana [citato il 4 settembre 2026]. Disponibile su: https://www.unambro.it/html/pdf/Giuseppe_Rodolfo_Brera.pdf

 

[1] Pubblicato su www.comitatosanitarionazionale.it il 05/9/2026 in occasione della memoria liturgica di S. Teresa di Calcutta

 

[2] Docente presso la Scuola Medica di Milano e il Dipartimento di Adolescentologia dell’Università Ambrosiana

Direttore del Comitato Sanitario Nazionale

Vice-Presidente della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’Adolescenza (SIAd)

Vice-Presidente della World Society of Person-Centered Medicine e Presidente della Delegazione Europea

Direttore del Laboratorio di ricerca in Counselling medico dell’adolescente presso la Scuola Medica di Milano

Direttore del Laboratorio di genitorialità creativa dell’Accademia Genitori

Email: vgalante@unambro.it — vgalante@adolescentologia.it