RICORDO DI SILVIO BERLUSCONI COMBATTENTE PER LA VITA E LA LIBERTA’

 

Università Ambrosiana

Giuseppe R.Brera  (1)

 

L’Italia ha perso Silvio Berlusconi, imprenditore e uomo politico che è stato determinante per la storia d’Italia negli ultimi trent’anni. A questa persona gli Italiani devono un aumento della loro libertà.

Vogliamo ricordare il suo amore e il suo impegno per la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale ricordando l’azione del suo governo nel 2009 a difesa della vita di Eluana Englaro, soppressa , benché amorevolmente assistita dalle suore della casa di cura in cui era ospitata, su iniziativa giuridica del padre, che non accettava la sua condizione.

Sotto riportiamo il testo di wikipedia che descrive magistralmente la vicenda in cui sia l’Università Ambrosiana che la Società Italiana di Adolescentologia e Medcina dell’adolescenza hanno preso parte, fornendo alla Procura di Milano i dati scientifici che dimostravano l’attività vigile del cervello nei soggetti con vita vegetativa e poi facendo un esposto per omicidio al tribunale di Udine.

Silvio Berlusconi allora entrò in conflitto con Giorgio Napolitano, che respinse il DL che proibiva l’interruzione eutanasica dell’idratazione e dell’alimentazione dei soggetti in vita apparentemente vegetativa, cosa che era stata confutata, alla luce anche del fatto di casi di “risveglio dopo molti anni.

Desidero anche ricordare la vicinanza e la stima del Presidente Berlusconi per l’attività dell’Università Ambrosiana e della Società Italiana di Adolescentologia e Medicina dell’adolescenza , nella sua vita.

Sotto, riportiamo la storia del conflitto istituzionale , descritto in modo magistrale d Wikipedia, in cui ha vinto l’ideologia necrofora,  che ha portato all’omicidio di Eluana Englaro,per cui terzi si possono permettere di valutare il diritto di vivere di una persona sia all’inizio della sua esistenza, sia alla fine.

Colgo l’occasione di ricordare i prossimi congressi mondiali sulla Medicina centrata sulla persona, la cui bandiera etica è il rispetto della vita umana dal concepimento alla morte naturale, secondo il codice Ippocratico.

THE PARADIGM CHANGE OF MEDICINE: THE EPISTEMOLOGICAL AND SCIENTIFIC BASIS OF PERSON-CENTERED MEDICINE  




  21-22 June 2023




PERSON-CENTERED MEDICINE: THE PARADIGM CHANGE IN MEDICAL SCIENCE AND MEDICAL EDUCATION  

23 June 2023

Invito tutti i medici e i ricercatori a partecipare a questo evento storico per la Medicina, sotto il Patrocinio del Parlamento Europeo e dell’Accademia Pontificia delle Scienze, dando anche il loro contributo scientifico.

Le informazioni sono sul sito dell’Università Ambrosiana  www.unambro.it e su www.healthparadigmchange.it

La partita contro il degrado schizofrenico e bio-tecnocratico  della Medicina è di alto profilo, e deve essere vinta perchè si tratta di vita o di morte della Medicina, come scienza della verità sulla natura umana e della persona sofferente .

” Chi ci crede cobatte, chi ci crede supera tutti gli ostacoli, chi ci crede vince”

Silvio Berlusconi (2023)

PS

Silvio Berlusconi, la cui malattia è stata causata o peggiorata dai vaccini mRNA , che sono genotossici per le loro conseguenze epigenetiche silenzianti micro RNA ,purtroppo, qualora fosse già ammalato di leucemia mieloide cronca prima dell’epidemia COVID, è stato vittima dell’ideologia falsificata a livello scientifico, come avevamo da tempo documentato anche su questo sito, che i pazienti oncologici sono fragili e andavano vaccinati.Qualora invece la leucemia si fosse sviluppata dopo la vaccinazione mRNA, questa è molto verosimilmente un effetto avverso del vaccino.

Sul tema la Scuola Medica di Milano ha promosso un congresso internazionale il 23 Settembre 2023.

” Adverse effects from COVID-19 mRNA and vectorial vaccines: a pandemic”

da Wikipedia

“Il padre di Eluana, Beppino Englaro, dal 1999 chiese ripetutamente per via giudiziaria la sospensione dell’alimentazione artificiale e delle terapie a cui era sottoposta la figlia, portando a supporto della richiesta diverse testimonianze di amiche della figlia volte a dimostrare l’inconciliabilità dello stato in cui si trovava e del trattamento di sostegno forzato che le consentiva artificialmente di sopravvivere (alimentazione/idratazione mediante sondino naso-gastrico) con le sue precedenti convinzioni sulla vita e sulla dignità individuale.

Il procedimento arrivò fino alla Corte di cassazione, che nel marzo 2006 respinse le richieste della famiglia Englaro per un vizio del procedimento. Il ricorso, a suo tempo, non fu notificato ad alcuna controparte portatrice di un interesse contrario a quello di Eluana Englaro. Il ricorso fu presentato ai sensi del citato articolo 32 della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

A seguito di un nuovo ricorso del padre, la Cassazione rinviò il caso «ad una diversa sezione della Corte d’Appello di Milano». La sentenza, depositata il 16 ottobre 2007, stabilì due presupposti necessari per poter autorizzare l’interruzione dell’alimentazione artificiale:

  • Occorre che «la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno».
  • Occorre altresì «che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona».

Con il decreto del 9 luglio 2008, la Corte d’Appello civile di Milano autorizzò Beppino Englaro, in qualità di tutore, a interrompere il trattamento di idratazione e alimentazione forzata che manteneva in vita Eluana per «mancanza della benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno».

Le Suore Misericordine, che dal 1994 in poi si occuparono di Eluana presso la casa di cura Beato Luigi Talamoni di Lecco, si rifiutarono di interrompere l’idratazione e l’alimentazione forzate manifestando la disponibilità a continuare ad assistere la donna e chiedendo al padre di abbandonare Eluana alle loro cure e dimenticarsi di lei. Per tale motivo il padre decise di trasferire la figlia presso altra struttura ove dare seguito alle sue volontà (certificate nel decreto attraverso le testimonianze).

A seguito della decisione della Corte di Cassazione vi furono varie manifestazioni, come quella a favore promossa dai Radicali Italiani e quella contraria promossa dal giornalista Giuliano Ferrara, che aveva invitato la cittadinanza a depositare, davanti al Duomo di Milano, bottigliette di acqua in segno di protesta simbolica. Furono inoltre presentati alcuni appelli, come quello dell’associazione Scienza & Vita e quello del giornalista Magdi Allam favorevoli alla continuazione delle cure e, sul versante opposto, quello dei Radicali di Lecco.

L’8 aprile 2016 una sentenza del TAR condannò la Regione Lombardia a pagare un risarcimento danni di circa 143 000 euro per la decisione via decreto, presa nel 2008 dall’allora presidente Roberto Formigoni, di interdire alle strutture sanitarie del territorio lombardo di dare luogo alla sospensione delle terapie.

La prima iniziativa politica

In riferimento alla sentenza che autorizzava la sospensione dei trattamenti, entrambi i rami del Parlamento italiano (controllati dai partiti di centrodestra) votarono la promozione di un conflitto di attribuzione contro la Corte di Cassazione, ritenendo che la sentenza dell’ottobre 2007 costituisse «un atto sostanzialmente legislativo, innovativo dell’ordinamento normativo vigente», come indicato dalla relazione di maggioranza della Commissione Affari Costituzionali annunciata in aula il 22 luglio 2008. Tale atto fu respinto dalla Corte costituzionale.

La procura della Repubblica di Milano presentò a sua volta ricorso contro il decreto della Corte d’appello, il quale fu dichiarato inammissibile da parte della Cassazione, scatenando ulteriori polemiche.

Il 13 novembre 2008 la Corte di cassazione respinse ulteriormente il ricorso della procura di Milano contro l’interruzione di alimentazione e idratazione artificiale, accogliendo così la volontà del padre di Eluana. Nel merito del provvedimento alcuni giuristi criticarono le motivazioni con cui la Corte suprema rigettò il ricorso del pubblico ministero.

Il 16 dicembre 2008, il ministro del lavoro Maurizio Sacconi emanò un atto d’indirizzo volto a vietare alle strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale l’interruzione dell’idratazione e dell’alimentazione forzate, con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso; lo stesso giorno, la casa di cura Città di Udine (non compresa nel Servizio Sanitario Nazionale, in quanto la Regione Friuli-Venezia Giulia ne era uscita nel 1996) annunciò che, una volta chiarite le questioni legali, sarebbe stata pronta ad accogliere Eluana. Successivamente, tuttavia, la casa di cura ritirò tale disponibilità.

Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (segretario dell’Associazione Luca Coscioni), Antonella Casu (segretaria dei Radicali Italiani) e Sergio D’Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino) sporsero denuncia nei confronti del ministero del lavoro, rappresentato da Maurizio Sacconi, presso la procura di Roma, per violenza privata mediante minaccia, con riferimento al suo atto d’indirizzo emanato pochi giorni prima. Il 17 gennaio 2009 la procura di Roma iscrisse il ministro Sacconi nel registro degli indagati.

Il 22 dicembre 2008 anche la Corte europea per i diritti dell’uomo respinse le richieste di varie associazioni contrarie all’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione, non giudicando sul caso specifico, ma semplicemente considerando la richiesta “irricevibile” per l’assenza di legami diretti tra i ricorrenti e la Englaro o la sua famiglia.

Il 26 gennaio 2009 il Tribunale Amministrativo Regionale lombardo accolse il ricorso della famiglia Englaro contro la Regione Lombardia, imponendo a quest’ultima di individuare una struttura ove dar corso alla sentenza della Corte di cassazione.

Il 27 febbraio 2009 la Procura della Repubblica di Udine aprì un fascicolo, ipotizzando l’accusa di omicidio volontario aggravato, e iscrisse nel registro degli indagati Beppino Englaro insieme ad altre 13 persone, tra cui il primario Amato De Monte e gli infermieri che parteciparono all’attuazione del protocollo in conformità con la sentenza della Corte di Cassazione. Il procuratore di Udine Antonio Biancardi dichiarò trattarsi di un «atto dovuto». I tempi si sarebbero prolungati per la necessità di separare le specifiche denunce da «numerosissimi esposti a volte deliranti, privi tuttavia di rilevanza penale o di precise accuse». Il 28 novembre 2009 la stessa Procura della Repubblica di Udine chiese l’archiviazione dell’inchiesta, dopo che una perizia sull’encefalo della paziente confermò che i danni conseguenti all’incidente automobilistico del 1992 erano «anatomicamente irreversibili». L’11 gennaio 2010 il GIP del tribunale di Udine accolse la richiesta ed emise il decreto di archiviazione.

(1) Rettore dell’Università Ambrosiana,  Direttore della Scuola Medica di Milano 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *